ANCHE UNA COPPIA PIACENTINA TRA LE VITTIME DELLE TRAGEDIA DI STRESA

C’è anche una coppia di Castel San Giovanni tra le vittime della tragedia avvenuta stamattina a Stresa. Una cabina della funivia che collega Stresa con  il monte Mottarone è precipitata mentre trasportava alcuni turisti. Pesantissimo il bilancio, 14 vittime tra cui un bambino. Tra loro anche Angelo Vito Gasparro, 45 anni, nato a Bari ma residente a Castel San Giovanni, così come la moglie Roberta Pistolato, 40 anni. La donna era un medico dell’azienda sanitaria locale di Piacenza, dopo un’iniziale attività nell’ambito della Continuità assistenziale, era impegnata nelle vaccinazioni, sia negli hub sul territorio, sia a domicilio delle persone impossibilitate a muoversi da casa. La direzione aziendale esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia per la perdita della dottoressa Pistolato. “Era una professionista disponibile e cordiale – evidenzia Anna Maria Andena, direttore del dipartimento di Cure primarie – che ha sempre dimostrato spirito di servizio nello svolgimento del proprio lavoro”.

Anche il presidente dell’Ordine dei Medici di Piacenza insieme al direttivo esprime il cordoglio e la vicinanza alla famiglia per la scomparsa della dott.ssa Pistolato “Una professionista apprezzata per le
sue qualità e per la gentilezza e disponibilità nei confronti di
colleghi e pazienti”.

PIACENZA RIPARTE DALLO SPORT CON IL GIRO D’ITALIA

Piacenza riparte dallo sport, e dopo oltre un anno di blocco delle manifestazioni, vede nella partenza della quarta tappa del Giro d’Italia un’occasione importante di rilancio e speranza, pur nello stretto ristretto delle normative anti Covid.

Martedì 11maggio piazza Cavalli vedrà la partenza della tappa della carovana rosa che arriverà a Sestola. Quattro i punti principali che saranno coinvolti dalla partenza: il pubblico passeggio dove sosteranno i bus degli atleti, corso Vittorio Emanuele, piazza Cavalli e piazza Duomo dove verrà allestito il Villaggio Rosa.

Partenza della tappa alle 12 circa da piazza Cavalli, via Cavour, viale Risorgimento, viale sant’Ambrogio, via la Primogenita, piazzale Roma, via Colombo e via Emilia Parmense.

CORONAVIRUS: A PIACENZA SONO 102 I NUOVI POSITIVI. OTTO PAZIENTI IN TERAPIA INTENSIVA

Sono 102 i nuovi casi positivi registrati nella giornata di oggi a Piacenza e provincia. Dall’inizio dell’epidemia i casi sono 6476.

In 12 casi il motivo dell’esecuzione del tampone sono i sintomi e per 48 l’attività di contact tracing. Per 42 nuovi positivi l’indagine epidemiologica è ancora in corso.
L’età media regionale è di 42,4 anni.

Oggi non si registrano decessi per la provincia di Piacenza. I pazienti in Terapia intensiva sono 8, uno in più di ieri.

INCHIESTA ODYSSEUS: GLI INDAGATI SFILANO DAVANTI AL GIP. “COLLABORATIVI E PROVATI”

Sfilano ad uno ad uno davanti al Gip per l’interrogatorio. Gli indagati dell’inchiesta Odysseus stanno comparendo davanti al giudice per le indagini preliminari alcuni in carcere altri in procura accompagnati dai propri avvocati.

Collaborativi, molto provati e per lo più estranei alle pesanti accuse che gli vengono mosse. Insomma l’impressione è che la banda della Levante non sia più così inarrestabile e monolitica. La linea difensiva degli avvocati si sta delineando: c’è chi ha risposto alle domande del gip Milani  e del pm Colonna, chi ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere almeno per il momento, chi ha rilasciato dichiarazioni spontanee.

Sta di fatto che le intercettazioni parlano chiaro e confermano un modus operandi collaudato, indiscriminatamente violento e senza scrupoli dedito ad incrementare il numero degli arresti e al guadagno. Dall’inchiesta appare una macchina ben oliata, in cui ognuno ha un ruolo ben preciso, una struttura apicale di comando da cui, oggi, gli indagati tendono a smarcarsi. Come se quel filo che le avesse legati tutti per anni si fosse spezzato all’improvviso.

Non poche marce, ma un generale sistema che evidentemente non funziona a dovere e questo lo testimonia il fatto che la condotta illecita si sarebbe perpetrata dal 2017. Perché nessuno è mai intervenuto? Chi avrebbe dovuto dire Basta? Sono domande a cui qualcuno deve rispondere, per i cittadini, per quel senso di civiltà, moralità e dovere che vengono meno proprio da chi invece dovrebbe farsene portacolori.

NELLA CASERMA DEGLI ORRORI BOTTE, FESTINI E SOLDI SPORCHI.

Emergono particolari che fanno rabbrividire dall’inchiesta sulla caserma Levante che vede i cinque carabinieri arrestati con varie e pesanti accuse che vanno dallo spaccio, agli arresti illegali, dall’estorsione fino addirittura alla tortura.

Particolari da cui emerge la disinvoltura con cui i carabinieri della piccola caserma di via Caccialupo operavano, sistematicamente, ogni santo giorno. Sì, perché quello che contava era essenzialmente fare arresti e dall’altra parte guadagnare denaro sporco, tanto, sempre di più. Talmente tanto che il capo della banda dei carabinieri dei disonesti, oltre ai 24 conti correnti, aveva deciso di nascondere parte del denaro ricavato dallo smercio della droga era nascosto proprio all’interno della cassaforte caserma. Oltre quel portone di legno vecchio, in pieno centro storico, a due passi dal comando provinciale di viale Beverora. Pensare a cosa si perpetrava lì dentro fa male, perché ad essere colpiti, picchiati e in caso torturati, erano i poveracci, gli ultimi, quei poveri cristi che pur di essere lasciati andare giuravano il silenzio.

Dietro quel portone non solo botte, ma anche serate in compagnia di escort, proprio nell’ufficio del comandante di stazione; un comportamento che ancora una volta sottolinea il totale disprezzo per il valore della divisa indossata di cui i cittadini dovrebbero fidarsi.

Ma perché tutto questo? Per la brama di ricchezza che non si placa ma che diventa irrefrenabile più il guadagno diventa facile? Quello che colpisce è l’agire in modo cinico, freddo e sicuro da parte degli indagati come fossero certi di non essere mai scoperti. Perché? Una domanda a cui le indagini dovranno dare una risposta.

Piacenza 22/07/2020. La caserma dei Carabinieri di via Caccialupo a Piacenza sequestrata durante l’operazione di questa mattina. Pierpaolo Ferreri/Ansa

CONTAGI (+31) E DECESSI (+12) ANCORA IN CALO A PIACENZA: RISPETTIAMO LE REGOLE PER CONTINUARE SU QUESTA STRADA

Calano i contagi e, finalmente, anche i decessi: a Piacenza sono 31 i nuovi casi positivi per un totale di 2842 e 12 i decessi. Numeri che confermano la bontà delle restrizioni messe in atto e segno che la curva, dopo la fase di picco, sta scendendo.

Continuano a salire anche le guarigioni: 188 in più rispetto a ieri, per 2040 in tutta l’Emilia, 56 i posti letto che si sono liberati in tutte le aziende sanitarie della regione.  In calo anche i pazienti ricoverati in terapia intensiva: che sono 358, 6 in meno di ieri.

16.540 i casi positivi in Emilia-Romagna, 608 in più rispetto a ieri. I casi lievi in isolamento a domicilio sono 7.166. Complessivamente, sono 7.166 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere; quelle ricoverate in terapia intensiva sono 358, 6 in meno.

 

COVID 19: CONTAGI DIMEZZATI. A PIACENZA ANCORA DECESSI IN AUMENTO, 27 IN UNA GIORNATA

Calano i contagi ma non i decessi e Piacenza continua a soccombere al triste primato di città con il maggior numero di vittime. 27 sono i decessi che si contano in una sola giornata, a livello regionale dove se ne sono registrati 106, mai un numero così alto (comprende persone venute a mancare nei giorni scorsi).

Calano i contagi: sono 543 quelli nuovi che portano a 14074 i casi totali. A Piacenza sono 119. “La crescita dei contagi si è dimezzata rispetto alla settimana scorsa – ha specificato Venturi – questo significa che dobbiamo tenere duro perché i risultati stanno arrivando, così come la diminuzioni dei servizi delle ambulanza per Covid 19”. Sono 6069 le persone in isolamento a casa.

In aumento anche le guarigioni: 250 in più rispetto a ieri, per un totale di 1477. Solo 2 in più i malati ricoverati in terapia intensiva negli ospedali dell’Emilia Romagna.

 

 

CONTAGI ANCORA IN CALO. MA A PIACENZA SI CONTANO 26 DECESSI. VENTURI: “NEI PROSSIMI GIORNI CALERANNO ANCHE I DECESSI”

I contagi continuano a calare, prosegue il trend di riduzione dei casi percentuali.  “Non è il momento di mollare. Rispettiamo regole e restrizioni”. Ha detto il commissario per l’emergenza in Emilia Romagna Venturi, sostenuto anche dal dato delle guarigioni 1.141 in totale (+66)

Un dato che non riesce a soddisfarci appieno, almeno per quanto riguarda Piacenza dove i decessi proseguono inesorabili ogni giorno, nella triste conta del bollettino di guerra. I decessi sono 99 in più rispetto a ieri (giorno in cui si è registrato il minor numero dall’inizio dell’emergenza), passano da 1.344 a 1.443. Di questi 26 sono residenti nella provincia di Piacenza. Numeri ancora troppo alti.

Complessivamente sono 13.119 i casi di positività al Coronavirus, 736 in più di ieri. Questo il dato relativo all’andamento dell’epidemia in Emilia-Romagna. Sono 5.726 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, (368 in più rispetto a ieri); relativamente contenuto – come si sta verificando negli ultimi giorni – l’aumento di quelle ricoverate in terapia intensiva, che sono 333, 17 in più rispetto a ieri.

“Continua il trend osservato nei giorni precedenti- afferma Venturi- quindi una moderata riduzione dei casi percentuali, confermati dalla riduzione degli accessi in Pronto soccorso e, attraverso il 118, in ospedale per polmonite interstiziale. Purtroppo, è ancora alto il numero dei decessi, ma ci aspettiamo comunque una significativa riduzione sia dei contagi che dei decessi nei prossimi giorni. Stiamo ponendo particolare attenzione alla situazione delle case protette, che ormai restano l’unico vero focolaio d’infezione sul territorio, perché- chiude Venturi- osserviamo come le misure di distanziamento sociale comincino a dare i primi risultati. Ma non è questo il momento di mollare: rispettiamo tutti regole e restrizioni”.

Per quanto riguarda i contagi sono 85 in più quelli registrati a Piacenza che portano a 2475 le persone positive al Covid 19. Parma 1.809 (57 in più), Reggio Emilia 2.146 (150 in più), Modena 2.094 (172 in più), Bologna 1.504(+157 in più rispetto a ieri, e 239  Imola, nessuno in più), Ferrara 300(19 in più rispetto a ieri), 553 (32 in più), Forlì-Cesena 642 (di cui 318 a Forlì, 18 in più rispetto a ieri, e 324 a Cesena, 12 in più), Rimini 1.357 (34 in più).

 

25 DECESSI, ANCORA NUMERI TROPPO ALTI . VENTURI “LA MAGGIOR PARTE DEI TAMPONI E’ NEGATIVA”

Altri 25 decessi, numeri che continuano ad essere troppo alti per Piacenza, che si faticano ad accettare. Ma non ci può e non ci si deve abituare a questa ecatombe. “Sono persone che non ci sono più – ha detto il commissario Venturi – se solo un mese fa ci avessero detto che in Emilia ci sarebbero stati 1267 morti nessuno ci avrebbe creduto. Dobbiamo continuare a combattere insieme questa battaglia, non è il momento dei rancori, ma dell’unità. Non ci dobbiamo dividere in questo momento che è come una guerra. Non si deve speculare, arriveremo dall’altra parte del mare solo insieme”.

I casi di positività in Emilia sono 777 in più rispetto a ieri, per un totale di 11588, di questi 5057 sono in isolamento domiciliare perché presentano sintomi particolari, 168 in più le guarigioni per un totale di 960, sono 7 in più i ricoveri in terapia intensiva che arrivano a 308.

I tamponi refertati sono 5403, di questi solo 2130 sono positivi, “questo è molto confortante, perché conferma la tendenza di questi ultimi giorni, ovvero che la maggior parte dei test è negativa, cosa che si era verificata solo all’inizio dell’epidemia”. A Piacenza sono 63 i nuovi casi di positività, in calo rispetto a ieri, per un totale di 2276 complessivi. Una crescita che si conferma la più bassa a livello regionale. “L’ospedale di Piacenza – ha concluso Venturi – è messo a dura prova, ma stiamo andando verso una significativa riduzione dei casi”.

MARTINA: “QUI A LONDRA NESSUNO HA CAPITO LA GRAVITA’ DELLA SITUAZIONE”

Martina ha 22 anni, piacentina doc, vive a Londra da quando ha 18 anni, dopo il diploma preso nella sua città. Studia alla London College of Fashion per lavorare nel mondo della moda. È perfettamente al passo con gli esami e sta frequentando il master che terminerà il prossimo anno.

Lo tsunami che porta il nome di Covid 19 è arrivato anche a Londra, forte e potente, nonostante la grave sottovalutazione iniziale del premier Boris Johnson. Il coronavirus non fa distinzioni, si sta insinuando velocemente in tutta Europa. Martina è costantemente aggiornata dalla sua famiglia che, da Piacenza, sta vivendo, in prima linea la battaglia contro il coronavirus. “Ma qui Londra in pochi si rendono conto della gravità della situazione”. Intanto nei supermercati i generi di prima necessità scarseggiano.