TANTA COMMOZIONE PER L’ULTIMO ABBRACCIO A KRISTOPHER. GLI AMICI “VIVREMO A MILLE COME TU AVRESTI VOLUTO”

“Lasciava il suo marchio di fabbrica in ogni cosa”, “qualsiasi cosa che farò lo farò per lui, mi ha dato così tanto che anche in mezzo a questo dolore non posso non sorridere pensando a lui”, “sei la persona migliore che abbia mai conosciuto”. Sono i messaggi pieni d’amore e commozione che gli amici e i compagni di classe della VB del Colombini hanno scritto per Kri nel giorno più triste, quello dell’ultimo saluto. Eppure, nonostante il dolore devastante del distacco e della perdita, la sensazione era quella di essere legati tutti quanti dall’amore per quel sorriso contagioso, quel “marchio di fabbrica” che solo Kristopher aveva. Sul prato illuminato dal sole caldo adiacente alla chiesa di San Lazzaro, in migliaia hanno sentito il desiderio di stringersi intorno a mamma Katia, consigliere regionale e ai familiari. Al centro il feretro chiaro coperto dalla bandiera americana.
Presenti tutte le autorità cittadine a partire dal sindaco Patrizia Barbieri, quelle regionali, i compagni di squadra del Gotico Garibaldina. “Il perché davanti a questa tragedia non c’è- ha detto Don Silvio Pasquali che ha officiato le esequie insieme a Don Piero Bulla – il tema è quello dell’apertura a Dio, solo così si hanno le risposte. Istintivamente la risposta sarebbe un’altra perché la rabbia è comprensibile davanti a ciò che è accaduto, ma il passaggio dopo è l’umiltà di rivolgersi a Dio”.

SCONCERTO IN CITTÀ, CORDOGLIO PER LA MORTE DI KRISTOPHER

Sgomento e sconcerto ha suscitato la notizia della tragica scomparsa del 18enne piacentino Kristopher Dixon, figlio della consigliera ragionale Katia Tarasconi. Il giovane ha perso le vita in un incidente stradale, ieri sera, a Roma. Si trovava nella capitale con alcuni amici con i quali aveva trascorso le vacanze estive in America. Il ragazzo era alla guida di uno scooter che si è scontrato frontalmente con un tram, per lui non c’è stato da nulla fare, l’amico che era con lui è ricoverato in gravissime condizioni. L’incidente è avvenuto in zona Pigneto.
La redazione di Zerocinque23 esprime cordoglio e vicinanza a Katia e familiari in questo momento di sofferenza indicibile. 

Vasto e unanime il cordoglio da parte delle istituzioni e del mondo politico.

“Mancano il fiato e le parole di fronte a una tragedia immane come questa. Con il cuore straziato dal dolore stringo in un forte abbraccio mamma Katia, la famiglia e gli amici di Kristopher, esprimendo il cordoglio di tutta l’attonita nostra comunità”. Con queste parole il Sindaco Patrizia Barbieri ha voluto rivolgere, anche a nome dei colleghi di Giunta, dell’Amministrazione e dell’intera città, le più sincere condoglianze alla consigliera regionale Katia Tarasconi, alla famiglia e agli amici per la tragica scomparsa di Kristopher.

Il presidente Stefano Bonaccini e l’intera Giunta della Regione Emilia-Romagna si stringono alla consigliera regionale Katia Tarasconi, colpita da un gravissimo lutto familiare. “È un dramma che lascia attoniti, si fatica anche solo a credere a quanto successo- afferma Bonaccini-. In questo momento di indicibile dolore, a Katia va un abbraccio fortissimo. A lei e a tutti i familiari colpiti dalla grave perdita va la nostra vicinanza e il nostro grande abbraccio di profondo cordoglio”.

I segretari del Pd di Piacenza, Silvio Bisotti, e del Pd dell’Emilia-Romagna, Paolo Calvano, esprimono il loro cordoglio per la scomparsa del figlio di Katia Tarasconi

Cara Katia, ci stringiamo intorno a te e alla tua famiglia in questo momento di profondo dolore, sperando che l’abbraccio di tutto il PD arrivi a te e ai tuoi cari. A nome nostro e di tutta la comunità del Partito Democratico di Piacenza e dell’Emilia-Romagna, esprimiamo il più sentito cordoglio per l’immane tragedia che ti ha colpita.

Parole di cordoglio sono arrivate da parte di tutta l’assemblea legislativa della regione Emilia Romagna.

ANCHE UNA COPPIA PIACENTINA TRA LE VITTIME DELLE TRAGEDIA DI STRESA

C’è anche una coppia di Castel San Giovanni tra le vittime della tragedia avvenuta stamattina a Stresa. Una cabina della funivia che collega Stresa con  il monte Mottarone è precipitata mentre trasportava alcuni turisti. Pesantissimo il bilancio, 14 vittime tra cui un bambino. Tra loro anche Angelo Vito Gasparro, 45 anni, nato a Bari ma residente a Castel San Giovanni, così come la moglie Roberta Pistolato, 40 anni. La donna era un medico dell’azienda sanitaria locale di Piacenza, dopo un’iniziale attività nell’ambito della Continuità assistenziale, era impegnata nelle vaccinazioni, sia negli hub sul territorio, sia a domicilio delle persone impossibilitate a muoversi da casa. La direzione aziendale esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia per la perdita della dottoressa Pistolato. “Era una professionista disponibile e cordiale – evidenzia Anna Maria Andena, direttore del dipartimento di Cure primarie – che ha sempre dimostrato spirito di servizio nello svolgimento del proprio lavoro”.

Anche il presidente dell’Ordine dei Medici di Piacenza insieme al direttivo esprime il cordoglio e la vicinanza alla famiglia per la scomparsa della dott.ssa Pistolato “Una professionista apprezzata per le
sue qualità e per la gentilezza e disponibilità nei confronti di
colleghi e pazienti”.

PIACENZA RIPARTE DALLO SPORT CON IL GIRO D’ITALIA

Piacenza riparte dallo sport, e dopo oltre un anno di blocco delle manifestazioni, vede nella partenza della quarta tappa del Giro d’Italia un’occasione importante di rilancio e speranza, pur nello stretto ristretto delle normative anti Covid.

Martedì 11maggio piazza Cavalli vedrà la partenza della tappa della carovana rosa che arriverà a Sestola. Quattro i punti principali che saranno coinvolti dalla partenza: il pubblico passeggio dove sosteranno i bus degli atleti, corso Vittorio Emanuele, piazza Cavalli e piazza Duomo dove verrà allestito il Villaggio Rosa.

Partenza della tappa alle 12 circa da piazza Cavalli, via Cavour, viale Risorgimento, viale sant’Ambrogio, via la Primogenita, piazzale Roma, via Colombo e via Emilia Parmense.

CORONAVIRUS: A PIACENZA SONO 102 I NUOVI POSITIVI. OTTO PAZIENTI IN TERAPIA INTENSIVA

Sono 102 i nuovi casi positivi registrati nella giornata di oggi a Piacenza e provincia. Dall’inizio dell’epidemia i casi sono 6476.

In 12 casi il motivo dell’esecuzione del tampone sono i sintomi e per 48 l’attività di contact tracing. Per 42 nuovi positivi l’indagine epidemiologica è ancora in corso.
L’età media regionale è di 42,4 anni.

Oggi non si registrano decessi per la provincia di Piacenza. I pazienti in Terapia intensiva sono 8, uno in più di ieri.

INCHIESTA ODYSSEUS: GLI INDAGATI SFILANO DAVANTI AL GIP. “COLLABORATIVI E PROVATI”

Sfilano ad uno ad uno davanti al Gip per l’interrogatorio. Gli indagati dell’inchiesta Odysseus stanno comparendo davanti al giudice per le indagini preliminari alcuni in carcere altri in procura accompagnati dai propri avvocati.

Collaborativi, molto provati e per lo più estranei alle pesanti accuse che gli vengono mosse. Insomma l’impressione è che la banda della Levante non sia più così inarrestabile e monolitica. La linea difensiva degli avvocati si sta delineando: c’è chi ha risposto alle domande del gip Milani  e del pm Colonna, chi ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere almeno per il momento, chi ha rilasciato dichiarazioni spontanee.

Sta di fatto che le intercettazioni parlano chiaro e confermano un modus operandi collaudato, indiscriminatamente violento e senza scrupoli dedito ad incrementare il numero degli arresti e al guadagno. Dall’inchiesta appare una macchina ben oliata, in cui ognuno ha un ruolo ben preciso, una struttura apicale di comando da cui, oggi, gli indagati tendono a smarcarsi. Come se quel filo che le avesse legati tutti per anni si fosse spezzato all’improvviso.

Non poche marce, ma un generale sistema che evidentemente non funziona a dovere e questo lo testimonia il fatto che la condotta illecita si sarebbe perpetrata dal 2017. Perché nessuno è mai intervenuto? Chi avrebbe dovuto dire Basta? Sono domande a cui qualcuno deve rispondere, per i cittadini, per quel senso di civiltà, moralità e dovere che vengono meno proprio da chi invece dovrebbe farsene portacolori.

NELLA CASERMA DEGLI ORRORI BOTTE, FESTINI E SOLDI SPORCHI.

Emergono particolari che fanno rabbrividire dall’inchiesta sulla caserma Levante che vede i cinque carabinieri arrestati con varie e pesanti accuse che vanno dallo spaccio, agli arresti illegali, dall’estorsione fino addirittura alla tortura.

Particolari da cui emerge la disinvoltura con cui i carabinieri della piccola caserma di via Caccialupo operavano, sistematicamente, ogni santo giorno. Sì, perché quello che contava era essenzialmente fare arresti e dall’altra parte guadagnare denaro sporco, tanto, sempre di più. Talmente tanto che il capo della banda dei carabinieri dei disonesti, oltre ai 24 conti correnti, aveva deciso di nascondere parte del denaro ricavato dallo smercio della droga era nascosto proprio all’interno della cassaforte caserma. Oltre quel portone di legno vecchio, in pieno centro storico, a due passi dal comando provinciale di viale Beverora. Pensare a cosa si perpetrava lì dentro fa male, perché ad essere colpiti, picchiati e in caso torturati, erano i poveracci, gli ultimi, quei poveri cristi che pur di essere lasciati andare giuravano il silenzio.

Dietro quel portone non solo botte, ma anche serate in compagnia di escort, proprio nell’ufficio del comandante di stazione; un comportamento che ancora una volta sottolinea il totale disprezzo per il valore della divisa indossata di cui i cittadini dovrebbero fidarsi.

Ma perché tutto questo? Per la brama di ricchezza che non si placa ma che diventa irrefrenabile più il guadagno diventa facile? Quello che colpisce è l’agire in modo cinico, freddo e sicuro da parte degli indagati come fossero certi di non essere mai scoperti. Perché? Una domanda a cui le indagini dovranno dare una risposta.

Piacenza 22/07/2020. La caserma dei Carabinieri di via Caccialupo a Piacenza sequestrata durante l’operazione di questa mattina. Pierpaolo Ferreri/Ansa

CONTAGI (+31) E DECESSI (+12) ANCORA IN CALO A PIACENZA: RISPETTIAMO LE REGOLE PER CONTINUARE SU QUESTA STRADA

Calano i contagi e, finalmente, anche i decessi: a Piacenza sono 31 i nuovi casi positivi per un totale di 2842 e 12 i decessi. Numeri che confermano la bontà delle restrizioni messe in atto e segno che la curva, dopo la fase di picco, sta scendendo.

Continuano a salire anche le guarigioni: 188 in più rispetto a ieri, per 2040 in tutta l’Emilia, 56 i posti letto che si sono liberati in tutte le aziende sanitarie della regione.  In calo anche i pazienti ricoverati in terapia intensiva: che sono 358, 6 in meno di ieri.

16.540 i casi positivi in Emilia-Romagna, 608 in più rispetto a ieri. I casi lievi in isolamento a domicilio sono 7.166. Complessivamente, sono 7.166 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere; quelle ricoverate in terapia intensiva sono 358, 6 in meno.