QUANDO LA SLA SI AFFRONTA CON CORAGGIO. LA STORIA DI SILVIA E DELLA SUA FAMIGLIA

Vivere e convivire con un malato di sla cambia la vita. Una diagnosi che pesa come un macigno, difficile da affrontare, che entra a gamba tesa nella vita di una famiglia intera. La sclerosi laterale amiotrofica è una malattia degenerativa che va a colpire le cellule neurologiche compromettendole in modo permanente. Certo una diagnosi tempestiva può aiutare a rallentare il corso della malattia, ma questo non sempre avviene. Una malattia imprevedibile che non da segnali del suo arrivo; così come è accaduto otto anni fa alla mamma di Silvia, quando aveva 52 anni.

Silvia, insieme al padre, ha riorganizzato la sua vita quotidiana in funzione alle esigenza della mamma oggi in un istituto specializzato, dove viene assistita 24 ore su 24. Perchè un malato di sla ha bisogno di tutto, anche di quello che sembra più banale come, ad esempio, allungare le articolazioni che la malattia attacca. Nonostante tutto quando silvia racconta la storia della sua famiglia lo fa con il sorriso. 

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L’AISLA CERCA NUOVI VOLONTARI

L’Aisla cerca volontari, persone che mettano a disposizione il loro tempo per i malati di sclerosi, laterale amiotrofioca, una patologia rara che colpisce le cellule nervose. Oggi i volontari sono solo una manciata, troppo pochi. L’appello è stato lanciato nel corso dell’iniziativa a cui anche Piacenza ha aderito, a modo suo. Non con una secchiata di acqua gelata, ma con una doccia di coriandoli colorati in piazza Cavalli. L’obiettivo è la raccolta di fondi a favore della ricerca, 2 milioni di euro entro il 21 settembre. 

Attualmente a Piacenza e provincia i pazienti affetti da sla sono 33, 15 maschi e 18 femmine. L’età media è tra in 65 e 75 anni, con un range che va da 47 a 83 anni. L’incidenza annuale è di circa 3 casi ogni 100mila abitanti, in linea con i registri epidemiologici regionali e nazionali. Una malattia rara che colpisce le cellule nervose che permettono i movimenti volontari dei muscoli, che non colpisce solo i calciatori come recita un luogo comune.