“IN APP SONO VENUTE MENO LEALTA’, RISPETTO E DIGNITA’ “

Pari dignità, rispetto reciproco e lealtà: sono le basi di Alternativa per Piacenza che i tre fondatori hanno dato al movimento ormai 15 mesi fa. Requisiti che oggi sarebbero venuti meno e che hanno portato alla decisione di staccarsi dal gruppo. Certo il progetto di creare un grande laboratorio di centro sinistra fino ad arrivare alle elezioni comunali con un unico candidato era davvero ambizioso, ma allora le premesse e il tempo c’erano tutti, oggi certamente meno e l’idea di andare uniti è per lo più un miraggio.

Stefano Cugini, Luigi Rabuffi e Sergio Dagnino si sono presentati alla stampa accompagnati da altri membri del gruppo, per spiegare le motivazioni che hanno impedito loro di proseguire il cammino con la serenità che oggi non c’è più. Domani sera la plenaria che decreterà ufficialmente lo strappo consumato.

ALTERNATIVA PER PIACENZA PERDE NUOVI PEZZI. ESCONO ANCHE M5S E SINISTRA RADICALE

Sembra che alla fine qualunque tentativo di trovare una mediazione sia fallito, così da far naufragare il progetto politico del centro sinistra unito Alternativa per Piacenza, In verità unito non lo era più ormai da settimane: Rifondazione Comunista aveva già salutato il progetto qualche tempo fa: oggi insieme a lei ci sarebbero anche il Movimento 5 Stelle, la componente ambientalista e Pc in Comune. “Non c’è la serenità per andare avanti” scrivono alcuni componenti, tra loro Davide Bastoni, Enrico Caruso, Giuseppe Castelnuovo, Sergio Dagnino, Stefano Forlini, Luigi Rabuffi, Giovanni Toscani, Milvia Urbinati, Davide Vanicelli. “Dopo lungo e sofferto confronto, siamo arrivati alla conclusione che, al momento, – affermano – non esistono le necessarie condizioni. Manca a tutti, causa gli sviluppi dell’ultimo mese, la dovuta serenità per andare avanti”. In particolare si riferiscono alle primarie per la scelta del candidato sindaco su cui invece il PD ha puntato nell’ultimo mese tutti gli incontri.

La frattura più insanabile è proprio con il Partito Democratico, che insieme ad Art.1  ha caldamente appoggiato le primarie di coalizione, da celebrare con regole aperte per agevolare la più ampia partecipazione dell’elettorato di centrosinistra. Per contro, i movimenti della sinistra radicale e altre personalità di estrazione civica invece hanno chiesto di proseguire nel confronto solo interno alla plenaria (composta da circa 120 persone) per decidere il candidato, oppure di stabilire regole più stringenti per la consultazione e la selezione dei candidati.

Oggi questi due gruppi costituiscono di fatto la spaccatura del movimento. I secondi continueranno a chiamarsi Alternativa per Piacenza? Presenteranno un candidato o una candidata? Forse riproporranno Stefano Cugini, lo stesso che era stato rifiutato dal PD? Domani mattina è convocata una conferenza stampa proprio per spiegare le motivazioni dell’uscita.

ALTERNATIVA PER PIACENZA: IPOTESI SCISSIONE ALL’ORIZZONTE?

Quella di domani sera sarà la riunione decisiva e potrebbe anche essere l’ultima. Il tavolo politico di Alternativa per Piacenza deciderà il destino del grande contenitore che finora ha ospitato le diverse anime del centro sinistra in vista delle elezioni comunali. O meglio, ha cercato di ospitare, considerato che Rifondazione Comunista è uscita dal gruppo e che ci sono parecchi mal di pancia per nulla celati.

Lo scenario che si presenta potrebbe anche essere la scissione se non si arriverà ad una soluzione che suona più come un compromesso. Da una parte c’è il Partito Democratico che propone le primarie allargate per arrivare al candidato sindaco, dall’altra c’è il nucleo originario di ApP, cioè quello che ha fondato il movimento ormai un anno fa. L’auspicio è che si arrivi ad un punto di incontro, anche se le due parti sembrano piuttosto convinte delle loro ragioni. Il discrimine è sulla scelta delle primarie a cui una parte di ApP si è opposta perché non sarebbe stata contemplata come possibilità, proposte invece dal PD dopo il no alla candidatura del notaio Massimo Toscani, della dottoressa Stefania Calza, dell’oncologo Luigi Cavanna e del passo indietro volontario di Stefano Cugini, la cui disponibilità non è stata accolta di buon grado dal suo stesso partito, il Partito Democratico.

Viene da chiedersi: se lo scenario fossero i due gruppi, Cugini da che parte si porrebbe? “Con il nucleo originario di ApP – ci ha risposto – ho un milione di difetti ma tengo molto alla mia coerenza e da me, chi rispetta le regole, avrà sempre pieno sostegno, a prescindere che sia sul carro del vincitore o tra la polvere degli sconfitti”. Resta certamente la speranza da parte di Cugini che i due attori riescano a trovare un punto d’incontro, “mi sono tolto dal tavolo politico proprio perché la mia presenza non provocasse imbarazzi e per consentire un confronto franco” ci ha detto.

Se invece Alternativa per Piacenza si scindesse, sia da una parte che dall’altra, tutto si rimetterebbe sul piatto, nomi e candidature comprese.

 

DAGNINO: “IN APP TROPPI ATTORI SI SONO MOSSI SENZA FARSI VEDERE”

Suona un pò come un ultimo appello quello che pentastellato Sergio Dagnino scrive sul suo profilo Facebook. Un messaggio accorato a non disperdere quello che di buono si è fatto finora. Il “buono” si riferisce al percorso che Alternativa per Piacenza ha costruito dal settembre del 2019, in particolare insieme a Stefano Cugini e Luigi Rabuffi, a cui poi nel corso dei mesi si sono aggiunti tanti altri, talmente eterogeneo che, scrive Dagnino, prima di sedersi intorno al tavolo di ApP si guardavano in cagnesco e che, pare, abbiano invece trovato punti d’incontro. A poche ore dalla nuova plenaria, rischia tutto di tornare come prima, con visioni profondamente diverse proprio sul metodo di scelta del candidato sindaco.

“Dopo un percorso bello ed entusiasmante” scrive Dagnino “qualcosa si è inceppato. Vecchie dinamiche che quando si comincia a parlare di nomi e ruoli si sono ripresentate puntuali, con attori che si muovono senza farsi vedere, ma pretendono (e spesso ci riescono) di mettere le mani “sul giocattolo”, una volta visto che lo stesso ha delle chance”.

Il riferimento nella parole di Dagnino par chiaramente rivolto al PD, che ha proposto le primarie aperte all’esterno per arrivare a scegliere il candidato. Ma sono “gli attori che si muovono senza farsi vedere” che gettano una brutta ombra su ApP, come se ci fosse una regia che domina su tutto. Altro che partecipazione aperta a tutti! Altro che nuova politica!

Il post di Dagnino si chiude con un ultimo invito affinché tutti diano, nuovamente, i massimo delle forze e dello sforzo per salvare il progetto inziale. Alla conta dei fatti, in un futuro neanche troppo lontano, ognuno si farà un esame di coscienza.

RIFONDAZIONE: “IL PREVALERE DEL PD CI HA PORTATO FUORI DA ALTERNATIVA PER PIACENZA”

Il problema è il Partito Democratico. Senza usare troppo giri di parole, Rifondazione Comunista accusa l’area dem di aver portato troppo al centro tutto i buoni propositi con cui Alternativa per Piacenza si stava per presentare agli elettori in vista delle prossime comunali.

Troppa moderazione, alcuni temi difficili da affrontare, insomma un’azionista di maggioranza il PD che, in quanto tale, avrebbe monopolizzato l’intero movimento. La decisione delle primarie, ora congelate in vista della plenaria del 5 gennaio, sarebbe solo la ciliegina sulla torta di una certa insofferenza mal sopportata da settimane.

ALTERNATIVA PER PIACENZA: PRIMARIE IN STAND BY. TUTTO RIMANDATO AL 5 GENNAIO

Si sono dati tempo fino al 5 gennaio, data in cui sarà convocata un’altra plenaria con voto per decidere il percorso che porterà al candidato/a del centro sinistra piacentino in vista delle elezioni comunali. Questo è quanto  emerso, in sintesi, dall’ultima assemblea di Alternativa per Piacenza svolta alla Camera del Lavoro.

Se ci si aspettava un sì o un no alle primarie si è rimasti delusi; il tavolo politico ha deciso di riunirsi nuovamente il 28 dicembre, poi il 5 gennaio 2022 quando “il Tavolo – si legge nella nota –  porterà le sintesi al voto finale per arrivare così in tempi congrui a scegliere la candidatura vincente contro le destre a palazzo Mercanti. A disposizione i consueti canali di partecipazione già attivi in ApP, a partire dai 4 gruppi di lavoro e dalla casella email alternativaperpiacenza@gmail.com per far valutare al Tavolo politico tutte le ipotesi in campo. Di certo, se si sceglieranno le primarie come strumento di consultazione popolare, queste saranno celebrate con regole e valori condivisi basati sul lavoro programmatico fatto in questi 12 mesi da ApP”.

Quindi, ad oggi, primarie congelate, in attesa che vengano scelte o meno come strumento privilegiato dalla maggioranza. Ma cosa potrebbe cambiare da qui a una decina di giorni? Se le perplessità su questo strumento erano forti tra gli attivisti di ApP, perché dovrebbero cambiare proprio ora? Per senso di responsabilità? In ogni caso, per rispetto alla città e agli elettori di centro sinistra, una sintesi convinta a credibile è più che auspicabile.

“Gli obiettivi di App sono tre – hanno ricordato in avvio i coordinatori Caterina Pagani e Davide Bastoni – proporre un modo diverso di fare politica coinvolgendo i cittadini e dare loro una concreta possibilità di incidere sulle scelte; unire le forze di centrosinistra ed elaborare una  visione di città che dia risposte ai bisogni, e presentarsi alle prossime elezioni comunali con una proposta credibile e vincente per una discontinuità di governo netta rispetto all’attuale Giunta. Siamo convinti che, per quanto la possibilità di ricorrere alle primarie non sia stata preventivata inizialmente, le modalità con cui decideremo a riguardo saranno coerenti con quanto ci siamo impegnati a realizzare per la città e siamo fiduciosi che la partecipazione attiva e condivisa a questa importante decisione porterà al miglior risultato possibile rispetto agli obiettivi di ApP”. C’è da augurarselo davvero.

 

ALTERNATIVA PER PIACENZA: SARANNO LE PRIMARIE A SCEGLIERE IL CANDIDATO?

Ancora niente di fatto. Il cerchio intorno al nome del candidato sindaco di Alternativa per Piacenza non si chiude, e questo non senza tensioni e discussioni. Il limite temporale di metà dicembre per presentare il nome da contrapporre al sindaco uscente Barbieri non è stato rispettato, “nonostante – si legge in una nota di ApP – Le aspettative di arrivare a sintesi erano alte, ma nel rispetto delle dinamiche democratiche sia di ApP sia dei soggetti che la compongono, nel corso delle ultime riunioni del Tavolo non è stato possibile avere quell’accelerazione che potrebbe arrivare in una “fase 2”, che rimetta al centro la partecipazione attiva dei cittadini, anche con una consultazione ampia come le primarie, con regole condivise e chiare e soprattutto con un orizzonte programmatico e di valori che accomuna, oggi più che mai, i soggetti che si riconoscono in Alternativa per Piacenza”. 

Uno stallo che dovrebbe portare ad una riflessione seria e profonda delle anime che compongono ApP, soprattutto del Partito Democratico che è “l’azionista di maggioranza” del gruppo. Con il ritiro di Stefano Cugini che si era messo a disposizione del movimento come candidato, a cui si aggiungono il “no grazie” di Stefania Calza e Massimo Toscani, il percorso riparte in salita, almeno questa è la visione che se ne percepisce.

La prospettiva quindi sono le primarie, con la speranza di arrivare a quella “fase 2 che rimetta al centro la partecipazione attiva dei cittadini con regole condivise e chiare” che verranno confermate nel corso della plenaria di giovedì 23 al teatro Trieste 34 a cui sono invitati tutti i cittadini.

DAGNINO: “IL CANDIDATO SINDACO NASCERA’ DA ALTERNATIVA PER PIACENZA”

Si incontrano ogni giovedì sera al teatro Trieste 34 in assemblea plenaria, un gruppo numerose, oltre un centinaio di persone, per lavorare sui tavoli tematici: sanità, ambiente, scuola cultura, promozione territoriale. Alternativa per piacenza, il movimento formato da PD, Movimento 5 Stelle, Sinistra per Piacenza, Articolo 1, frange ambientaliste e liste civiche collegate al centro sinistra, procede nell’obiettivo di arrivare all’elaborazione di progetti bandiera da portare a termine in caso di vittoria e del nome del candidato o della candidata da presentare alla città.

ALTERNATIVA PER PIACENZA SI PRESENTA, “NIENTE SARA’ CALATO DALL’ALTO”

E’ stato l’ex magistrato e parlamentare del PD Gianrico Carofiglio a tenere a battesimo Alternativa per Piacenza, il progetto politico amministrativo che affronterà il centro destra alle prossime elezioni comunali.

Intervistato dal giornalista Mattia Motta, nelle vesti di portavoce del movimento, Carofiglio, con la pacatezza e la precisione che lo contraddistinguono ha affrontato vari temi dall’esercizio della democrazia diretta, alla partecipativa, fino alla questione etica “la migliore via d’uscita è attraverso, nella vita privata come nella collettiva, il conflitto si elimina non sfuggendo ma affrontandolo eticamente”.

ALTERNATIVA PER PIACENZA: PRIMO INCONTRO PUBBLICO CON GIANRICO CAROFIGLIO

E’ da considerarsi un’anteprima al lavoro che li aspetterà nei prossimi mesi, certamente si tratta del primo evento aperto alla città: Alternativa per Piacenza, il movimento che raggruppa la sinistra e il centro sinistra in vista della prossime amministrative, ha organizzato una serata dal titolo che va dritto al punto “Destinazione Futuro”. Ospite lo scrittore Gianrico Carofiglio, “nel suo ultimo libro – hanno spiegato gli organizzatori – Carofiglio parla di gentilezza e coraggio applicate alla politica, abbiamo colto questa occasione”. Una sorta di manifesto, insomma, per dare il via a quella che si prospetta la partita più dura da vincere per il centro sinistra piacentino. Appuntamento domenica 26 settembre alle 18.30 al teatro Gioia in via Melchiorre Gioia, ingresso libero nel rispetto e nei limiti delle norme anti Covid.