BAMBINI PICCHIATI ALL’ASILO NIDO, “VIOLENZE INACCETTABILI”

Schiaffi, angherie, violenze fisiche e verbali verso bambini incapaci di difendersi. Piccoli tra i 12 e 18 mesi che avrebbero subito da parte di due insegnanti soprusi e percosse. Sono le notizie che nessuno vorrebbe riportare e che nessuno vorrebbe leggere sulla stampa. Eppure sarebbe accaduto anche a Piacenza, all’asilo Nido Farnesiana, dove ieri pomeriggio due insegnanti di 30 e 53 anni piacentine, sono state arrestate con l’accusa di maltrattamenti accertati su quattro bambini. I carabinieri sono intervenuti dopo aver visionato immagini inequivocabili. E’ un fatto di cronaca che non ha bisogno di altri dettagli, né immagini, né video, tutto sarebbe troppo. Perché è già oltre il limite quello che per la prima volta è accaduto anche a Piacenza. Leggere e sentire di questo fatto fa male, da cittadina e da madre. Le violenze sarebbero state perpetrate in quelle stanze dove i genitori ogni mattina portano i propri bimbi, credendoli al sicuro. Ogni genitore si affida totalmente alle insegnanti che si trova davanti ogni giorno, perché consegna loro la cosa più importante che possiede. Schiaffeggiare un bambino di pochi mesi con la consapevolezza che non potrà difendersi né tanto meno raccontare nulla ai genitori è disumano. Sarebbero stati picchiati, così, senza motivo, senza che a monte ci fosse alcun comportamento per provocare una violenza del tutto gratuita e brutalmente calcolata.

GETTATA DALLA FINESTRA DAL FIDANZATO GELOSO

Fin da subito c’era qualcosa che non quadrava, a cominciare dalla posizione del corpo riverso a terra esanime dopo un volo dal terzo piano di una palazzina. E’ l’epilogo di una brutta storia di violenza, degrado e soprusi culminata con la morte della parte più debole. Il 14 giugno scorso Daniela Puddu, 37 anni di Iglesias, non si è gettata dalla finestra di casa sua, ma da quella finestra è stata gettata. Dal suo compagno. Il fatto avvenne a Fiorenzuola dove la donne viveva in una casa popolare. I litigi con il compagno erano frequenti, i vicini li sentivano spesso urlare, lui era violento. Quella sera, l’ennesima lite legata a motivi di gelosia, è culminata con la morte della donna. La Procura, che ha ricostruito il fatto, è certa che Daniela sia stata defenestrata. Per due mesi il fidanzato, pur essendo stato iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto, ha pensato di farla franca con la tesi del suicidio. Ma gli indizi, le testimonianze dei vicini e di una terza persona presente al momento del litigio della coppia, hanno portato gli inquirenti ad arrestarlo per omicidio volontario.

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