CERCASI IDEE PER L’EX LABORATORIO PONTIERI

Un luogo tutto da scoprire, inesplorato ai più, certamente anche a molti piacentini. L’ex Laboratorio Pontieri, all’interno della caserma Nino Bixio, dopo essere stato ufficialmente acquisito da comune di Piacenza il 24 ottobre scorso, è in carca di una nuova identità. L’8 e il 9 aprile prossimi aprirà le porte al pubblico in occasione dell’open days, un momento in cui i cittadini potranno visitarlo liberamente, ripensando ad un futuro utilizzo. A tutti coloro che parteciperanno verrà richiesto di compilare un breve questionario, disponibile anche on line sul sito PiacenzaPartecipa. Il materiale sarà oggetto di approfondimento del gruppo locale Urbact.

A PIACENZA LA DIFFERENZIATA NON SFONDA. A TUTTO TONDO

A Piacenza la raccolta differenziata non sfonda. Il dato oscilla tra il 56-57% e cresce di un solo punto percentuale all’anno. In provincia alcuni comuni arrivano al 70%. Ma per l’amministrazione un discorso così complesso non si può basare solo su dati numerici, perchè il cambiamento delle abitudini va introdotto gradualmente e le tariffe non si devono alzare. Bene, abbiamo fatto un viaggio tra cassonetti, campane di raccolta della città e abbiamo trovato non poche sorprese. Ad esempio in alcune zone esiste ancora il cassonetto verde della indifferenziata, ma accanto ci sono anche le campane di plastica, vetro, lattine e il bidone marrone dell’umido. Una contraddizione?

E se della riqualificazione delle aree militari si occupassero giovani professionisti? Ci hanno provato, partecipando ad un concorso indetto dal comune, tre studenti di architettura del Politecnico di Milano che hanno elaborato un masterplan sul recupero del Laboratorio Pontieri, in particolare sull’area della caserma Nino Bixio recentemente passata dalla Difesa al Demanio.

Il fatturato cresce, seppur di poco, e questo fa ben sperare. Quello che invece non va nella direzione giusta è la mancanza di fiducia degli imprenditori. Il 49% ha una pessima opinione del futuro che blocca di fatto la realizzazione degli investimenti. Lo confermano i dati sull’indagine congiunturale del centro studi di Confindustria relativi al secondo semestre 2015. Altro dato che fa riflettere l’aumento del fatturato interno e il calo dell’estero.

AREE MILITARI: SE ALLA RIQUALIFICAZIONE CI PENSASSERO I GIOVANI?

Un progetto funzionale e flessibile che si pone l’obiettivo di ricollegare alla città l’area oggi occupata dall’ex laboratorio pontieri. Lo hanno elaborato tre giovani studenti della facoltà di architettura del politecnico di Milano che hanno vinto il concorso indetto dal comune sul tema Storia, funzioni e servizi dell’ente localeVeronica, Luca e Anna hanno pensato a come riempire questo enorme spazio di 38 mila quadrati e renderlo vivo, abitato e vissuto, con un occhio sempre teso alla funzionalità e alla flessibilità. Il Laboratorio Pontieri è il protagonista di questa riqualificazione essendo la prima area militare ad essere dismessa tra quelle presenti nel comparto nord della città. Partendo dalle necessità della città in quella zona e dalle idee del comune hanno elavorato questo master plan. Veronica si è occupata del recupero dell’antica strada del Guazzo, Luca dell’area museale nel padiglione Palmanova e Anna dell’housing sociale. 

Le interviste e le immagini del masterplan nella prossima puntata di A Tutto Tondo 

stud architettura masterplan

AREE MILITARI, LA NUOVA SFIDA PER PIACENZA. SE NE PARLA A TUTTO TONDO

A Tutto Tondo riparte da Piacenza, con le sfide e le opportunità che la città si trova ad affrontare. Ripartiamo proprio da qui: una delle sfide più grandi per Piacenza quella delle aree militari. La caserma Nino Bixio, 38 mila metri quadrati in buono stato, all’interno dell’ex Laboratorio Pontieri è stata consegnata dalla Difesa al Demanio. Cosa farne allora? Come riempire questi spazi? Prima di tutto bisogna capire di cosa ha bisogno la parte nord della città e come far convivere il nuovo con il tessuto urbano esistente. 

Nella prima puntata parleremo anche del dibattito che si è acceso intorno all’inceneritore di Piacenza: un tema caldo soprattutto in queste settimane in cui il consiglio comunale ha dato una indicazione precisa rispetto al futuro dell’impianto di Borgoforte. 

Con la convenzione tra Fondazione, Asl e Ordine dei Medici i malati cronici e terminali potranno decidere di farsi curare nella propria abitazione grazie ad una equipe di professionisti formati, un medico palliativista, un infermiere e uno psicologo. 

ECCO IL LABORATORIO PONTIERI CHE PASSA ALLA CITTA’

Ecco cosa si nasconde dietro il cancello chiuso da decenni della caserma Nino Bixio. Quello che vedete è l’ex Laboratorio Pontieri che rientra nella caserma di piazza Cittadella e che si affaccia sul campo Daturi e su Palazzo Farnese. Quest’area di circa 37 mila metri quadrati è passata definitivamente dalla Difesa al Demanio attraverso un formale passaggio di consegne tra il Comandante del 6° Reparto Infrastrutture di Bologna Col. Fabio Massimo Giuliano e il direttore dell’Agenzia Roberto Reggi. Un immobile che rientra così nei beni del territorio in cerca di una destinazione grazie ad un lavoro di squadra tra amministrazione comunale e provinciale.

BISOTTI: “ENTRO IL 2015 IL LABORATORIO PONTIERI PASSERA’ AL COMUNE”

Entro la fine dell’anno, o forse anche un paio di mesi di prima se si otterrà la concessione anticipata, il Comune entrerà ufficialmente in possesso del Laboratorio Pontieri, tanto per intenderci una porzione di superficie da 39 mila metri quadrati che comprende la Caserma Nino Bixio di Piazza Cittadella che affaccia su viale Maculani e il campo Daturi. Una concessione che arriva grazie al via libera della Difesa al Demanio. Ora la palla passa agli enti territoriali, in particolare al Comune che dovrà proporre, in tempi brevi, un piano di valorizzazione con nuove funzioni, un progetto convincente e ben confezionato che possa colpire positivamente i soggetti coinvolti nella concessione applicando le norme del federalismo culturale, come è avvenuto, lo scorso dicembre, per Palazzo Farnese. L’amministrazione ha davanti tre obiettivi: in primis i servizi scolastici con una nuova palestra ad uso delle scuole vicine; l’ampliamento del comparto museale con il museo della meccanizzazione agricola per cui la Camaera di Commercio sta lavorando ad una bozza progettuale e un mix tra social housing e servizi ludico sportivi ricreativi. “Ora occorre elaborare i progetti definitivi e e le coperture economiche finanziarie attraverso un piano di valorizzazione – ha sottolineato l’assessore Silvio Bisotti – dettagliato che sottoporremo al Demanio e al Ministero dei Beni Culturali. Riteniamo che entro la fine dell’anno entreremo in possesso dell’area, se non prima con una concessione anticipata”.

Un primo passo decisamente importante per il trasferimento completo del Laboratorio Pontieri alla città Piacenza che pensato in termini progettuali, tra un paio di anni al termine della giunta Dosi, andrà a trasformare il volto della parte nord della città. All’interno di questo vasto perimetro vengono compresi anche il parcheggio di Piazza Cittadella, la chiesa del Carmine, via del Guazzo. Una trasformazione, oggi difficile da immaginare, ma che potrebbe cambiare una parte della città, per certi aspetti il biglietto da visita di Piacenza per chi arriva da Milano.

EX PERTITE, BONIFICA CONCLUSA ENTRO IL 2016

La bonifica sull’area dell’ex Pertite partirà per concludersi entro la primavera-estate del 2016. E’ la sostanziale novità emersa nel corso del vertice tra amministrazione comunale, Agenzia del Demanio e Difesa nazionale e regionale. Tema: percorso di dismissione delle aree militari, acquisizioni e futuri utilizzi. L’incontro ha fatto seguito al precedente del 10 febbraio scorso in cui si erano stabiliti paletti precisi per quanto riguarda le acquisizioni: in pole position resta l’ospedale militare di viale Palmerio da parte di Inmivit, la società di gestione degli Investimenti immobiliari del Ministero dell’Economia, su cui sono in corso approfondimenti economici finanziari. Si sta affinando il processo di dismissione del Laboratorio Pontieri, che ospiterà il Museo dell’Agricoltura, e della vicina caserma Nino Bixio. Per il vallo delle mura del Polo di Mantenimento di via XXI Aprile  si stanno studiando le modalità per la delocalizzazione. Il grande apparato intorno alle aree militari si sta muovendo, seppur a piccoli passi, verso l’obiettivo di dismettere e di acquisire, laddove ci sono acquirenti, vaste porzioni di spazi. La prossima settimana l’assessore Bisotti terrà due audizioni, una in commissione territorio l’altra in consulta, per informare consiglio e cittadini dell’andamento della pratica.

pertite

AREE MILITARI DAL DEMANIO AI COMUNI. E ADESSO?

Caserma Nino Bixio, Lusignani, Nicolai, ex arsenale militare, ex 3° Centro automobilistico, ex ospedale militare, ex Pertite. Sette immobili di proprietà statale che da oggi passano al comune di Piacenza. Insieme al Ministero della Difesa incomincia un percorso di valorizzazione e razionalizzazione su immobili che porteranno, si spera, benefici alla città. Questo in poche parole il succo dell’accordo firmato dal Sottosegretario Giocchino Alfano, dal direttore del Demanio Roberto Reggi dal sindaco di Piacenza, ma anche dai primi cittadini di Padova, Trieste e Torino, le tre città coinvolte nel piano di razionalizzazione. La domanda a questo punto è: e adesso? Gli obiettivi sono chiari, forse il modo per raggiungerli un pò meno. Restituire alla città le aree militari è prerogativa di tutte le amministrazioni, il come è cosa complicata. La palla insomma ora nelle mani degli enti locali. Un punto di partenza? Secondo il Direttore del Demanio Roberto Reggi, per certi aspetti è un traguardo. In caso di alienazione dei compendi immobiliari di proprietà dello stato, sarà assegnata al Comune di Piacenza una quota non inferiore al 5 per cento e non superiore al 15 per cento del ricavato attribuibile alla rivendita sul mercato dei beni valorizzati se questo avverrà nell’arco di 12 mesi. Per valorizzare, rendere fruibili spazi che rischiano di diventare buchi neri nelle città, ci vuole progettualità soprattutto investitori, il comune da solo non può farcela. Altrimenti i beni rischiano di diventare un problema.