DA DOMENICA CHIUDE IL PRONTO SOCCORSO DI CASTEL SAN GIOVANNI

Dalle 20 di domenica 22 novembre chiuderà il Pronto Soccorso dell’ospedale di Castel San Giovanni. La misura è stata assunta per mantenere il presidio Covid free. Il personale del Pronto soccorso di Castel San Giovanni andrà a rinforzare l’attività sanitaria del Pronto soccorso di Piacenza, dove stanno convergendo i pazienti con sintomi riferibili a sospetto covid da tutta la provincia.

Nell’ospedale di Castel San Giovanni rimangono invariate tutte le altre attività di degenza, ambulatoriali, di laboratorio e di diagnostica radiologica. Inoltre, dalla settimana scorsa sono state concentrate nel presidio della Val Tidone anche gli interventi chirurgici programmati di Chirurgia generale e vascolare, Urologia e Ginecologia di tutto l’ambito provinciale, con lo spostamento delle equipe dedicate.

Per le urgenza è possibile rivolgersi al pronto soccorso di Piacenza e al 118.

Di notte e nei festivi, l’attività del medico di famiglia e del pediatra prosegue attraverso il Servizio di Continuità assistenziale (ex Guardia medica). In Val Tidone sono presenti due sedi: una a Pianello e una a San Nicolò (Comune di Rottofreno). Il servizio di Continuità assistenziale è garantito dalle ore 20 alle 8 dei giorni feriali e dalle ore 8 del sabato, o altro giorno prefestivo, fino alle 8 del lunedì , o del giorno feriale successivo. Per accedere occorre contattare il numero del centralino unico 0523/343000.

 

COVID, I CASI AUMENTANO: 61 NUOVI POSITIVI, UNA 95ENNE DECEDUTA. 3 MILIONI DI EURO ALL’OSPEDALE DI CASTELLO PER UN NUOVO PS

Aumentano ancora i casi positivi a Piacenza e provincia così come in Emilia Romagna, anche se la nostra regione non si può considerare una di quella con la massi circolazione del virus. Sono 61 i nuovi casi di contagi a Piacenza, si registra anche un decesso, si tratta di una donna di 95 anni. I pazienti in terapia intensiva sono 5. Sul totale dei contagi 22 sintomatici: 32 individuati con il contact tracing; 6 a seguito di segnalazione da parte del medico di famiglia; 6 individuati in ambito scolastico e 1 in ambito lavorativo; 1 per accesso al Pronto soccorso; 6 per screening effettuati nelle Cra; 2 individuati con test pre-ricovero. Infine, tre persone erano rientrate dall’estero (Egitto, Nigeria, Bulgaria), 2 per test a seguito dell’insorgenza di sintomi e 2 per i quali non è ancora nota l’origine del contagio.

In regione sono stati 544 i nuovi positivi, 221 asintomatici, 291 sintomatici. I tamponi effettuati sono stati 13563 e 2998 gli esami sierologici. I ricoverati nei reparti Covid sono 404, 61 quelli in terapia intensiva, 12 in più rispetto a ieri.

I dati sono stati snocciolati dall’assessore alla Sanità Raffaele Donini nel corso di una diretta Facebook dall’ospedale di Castel San Giovanni, il primo ospedale in Italia e in Europa divenuto interamente Covid nei mesi più colpiti dalla pandemia. L’assessore ha annunciato che verranno destinati alla struttura della Val Tidone 3 milioni di euro per il rifacimento del pronto soccorso.

ALUNNA POSITIVA AL COVID AL VOLTA DI CASTEL SAN GIOVANNI

Nel tarda serata di ieri il Dipartimento di Sanità pubblica dell’Azienda Usl di Piacenza è venuto a conoscenza che una studentessa rientrata dall’estero e dunque in isolamento ha presentato positività al tampone per covid-19.
Il Servizio di Igiene Pubblica ha immediatamente avviato l’indagine epidemiologica per ricostruire i contatti stretti della giovane ed è venuto a conoscenza che la ragazza, pur essendo in isolamento, aveva frequentato alcune lezioni presso il liceo Volta di Castel San Giovanni nelle giornate del 14 e 15 settembre.
Essendo già trascorsi 14 giorni dalla data dell’eventuale trasmissione l’igiene Pubblica, prima di disporre quarantena, ha convocato i compagni di classe e gli insegnanti presenti in classe nelle stesse date per effettuare il tampone.
I test saranno effettuati già nel pomeriggio di oggi ed eventuali provvedimenti di quarantena saranno adottati una volta conosciuto l’esito dei tamponi.

LA FORZA E IL DOLORE DEI MEDICI IN TRINCEA

E’ abituato alle emergenze: il dottor Marco Stabile, chirurgo plastico, lavora in Africa grazie alla onlus AICPE di cui è fondatore, ma oggi l’emergenza è qui a casa sua. Da cinque settimane presta servizio presso l’ospedale di Castel San Giovanni divenuto completamente Covid 19 a supporto dell’ospedale di Piacenza. Abituato sì all’emergenza, ma quando il dolore tocca da vicino è difficile trattenere le lacrime.

 

CORONAVIRUS: IN EMILIA I PRIMI 4 PAZIENTI GUARITI

Partiamo da una buona notizia, ci vuole per infondere coraggio e mantenere dritta la rotta. Una buona notizia, non solo per i cittadini ma anche per i sanitari che in queste settimane stanno svolgendo un servizio encomiabile per la collettività con serietà, professionalità e fermezza. Una notizia che rincuora ancora di più dato che arriva dopo una giornata nera davvero; ieri solo a Piacenza si sono registrati 6 decessi.

E’ la regione Emilia Romagna a confermare che ci sono i primi 4 casi di pazienti affetti da Coronavirus “clinicamente guariti”, si tratta di 2 pazienti di Lugo di Romagna, uno di Rolo e uno di Castelnuovo.

Intanto la Protezione Civile ha allestito in tutta l’Emilia Romagna 14 punti triage di cui 3 in provincia di Piacenza (Fiorenzuola, Castel San Giovanni e Piacenza); i posti letto di Terapia Intensiva sono raddoppiati tra Piacenza e Castel San Giovanni, arrivando nel week end a 33-35.

All’Agenzia Protezione civile sono state richieste le attrezzature e l’allestimento di strutture provvisorie esterne con funzione di servizi e spogliatoi, da montare presso gli spazi attrezzati del distaccamento aeroportuale di San Polo di Podenzano. Il sito è stato identificato dal Dipartimento nazionale di protezione Civile per ospitare le persone del nord Italia, in particolare dalla Lombardia, che non possono svolgere il periodo di quarantena presso il proprio domicilio. Un supporto logistico verrà assicurato anche dai volontari di Croce Rossa italiana e dal volontariato regionale di Protezione civile.

TECNOLOGIA E SOSTENIBILITA’ PER UNA BUONA LOGISTICA

Buona governance su tutti gli impianti, materiali riciclabili, buone compensazioni ambientali, tecnologie; sono alcuni degli elementi indispensabili perché logistica e sostenibilità vadano a braccetto. Se ne è parlato nel convegno organizzato a Castel San Giovanni da Confindustria Piacenza e Politecnico di Milano.

RAJA: SOSTENIBILITA’ CHE PARLA AL FEMMINILE

Leader in Europa nella distribuzione di imballaggi alle aziende da 65 anni. In Italia dal 2006, da settembre Rajapack è diventata Raja, riunendo le 15 filiali europee. Un’eccellenza che parla piacentino, perché il magazzino di Raja si trova all’interno del Logistic Park di Castel San Giovanni, in quella che da tanti viene definita logistica regolata e ben funzionante.

3000 dipendenti in tutta Europa, una settantina quelli nello stabilimento di Castel San Giovanni. Denominatore comune di tutte le filiali una spiccata presenza femminile che arriva al 60%. A partire dalle fondatrice Rachel Marcovici, madre dall’attuale presidente Daniel, fino alla general manager dello stabilimento piacentino Lorenza Zanardi che da 10 anni dirige la struttura. 

AMAZON: NUOVO STATO DI AGITAZIONE TRA I LAVORATORI DI CASTEL SAN GIOVANNI

Un flashback? Un film già visto? Pare di sì. A pochi giorni dalla settimana del Black Friday scatta una nuova mobilitazione al centro logistico Amazon di Castel San Giovanni. I sindacati di categoria territoriali di Parma e Piacenza Fisascat Cisl, Filcams Cgil, UIltucs e Ugl hanno indetto lo stato di agitazione dei 1650 lavoratori dipendenti con astensione dal lavoro straordinario. “Alla base della protesta  si legge nella nota – la vertenza pendente sulla stabilizzazione dei 1951 lavoratori somministrati utilizzati oltre il dovuto nel 2017 e accertati dall’ispettorato del ministero del Lavoro. La presa di posizione dei sindacati anche sulle turnazioni notturne introdotte unilateralmente dalla direzione aziendale, impossibilitata a ricorrere al lavoro interinale anche per effetto del Decreto Dignità, per sopperire alle richieste nella stagione di picco oramai alle porte, in netta contrapposizione con le previsioni dell’intesa siglata nel maggio scorso tra azienda e sindacati. La mobilitazione anche contro il mancato coinvolgimento delle rappresentanze sindacali sulla nuova organizzazione del lavoro e contro l’indisponibilità aziendale a definire un sistema premiante correlato alla crescita delle produttività ed alla disponibilità alla prestazione straordinaria”. Francesca Benedetti, segretaria generale Fisascat Cisl di Parma e Piacenza denuncia come “ancora una volta vengono chiesti grandi sacrifici ai lavoratori notturni ” sottolineando che “l’aspetto che particolarmente preoccupa il sindacato e che muove la nostra azione quotidiana, è la salute dei lavoratori che troppo spesso viene sacrificata a favore di livelli di produttività e redditività che devono essere garantiti. Passi avanti ne abbiamo fatti – ha concluso – ma insufficienti a garantire ai lavoratori i livelli minimi di tutela che ci si aspetta da un’azienda moderna e all’avanguardia quale piace definirsi la multinazionale di Seattle».

Anche la Fisascat Cisl prenderà parte all’incontro internazionale Uni Global Union Amazon in programma a Londra il 21 e 22 novembre per condividere strategie comuni a sostegno delle istanze dei lavoratori.