PRO-MUOVIAMO PIACENZA PER L’ACCOGLIENZA TURISTICA

Come valorizzare il prodotto Piacenza? E soprattutto il territorio è in grado di proporlo? Certamente sì, occorre una regia che saldamente mantenga il timone ed abbia l’obiettivo di arrivare alla direzione.

Il progetto si chiama destinazione Piacenza #pro muoviamo Piacenza con l’obiettivo di costruire una rete di prodotto enogastronomico, ritenuta essenziale per la crescita e il posizionamento di Piacenza e del Piacentino come destinazione turistica. A capo del progetto il consorzio Piacenza Alimentare che raggruppa un centinaio di aziende produttrici del territorio.

MUSEO DELL’AGRICOLTURA AL LABORATORIO PONTIERI. PRIMA IL PROGETTO POI LE RISORSE

Il progetto preliminare del nuovo museo della meccanizzazione agricola verrà presentato nel corso della manifestazione Coppa D’Oro 2015, in programma nel prossimo week end. In realtà nell’incontro con la stampa e i soggetti coinvolti si pensava già di avere un assaggio di quello che verrà realizzato all’interno dell’area dell’ex Laboratorio Pontieri, in verità sono state fornite le linee generali del progetto. Il museo troverà sede nel padiglione Palmanova, in un’area di 2mila metri quadrati con la possibilità di utilizzare un piano ulteriore, ancora in buono stato, portando la superficie utile a 3mila metri quadrati. Si tratterebbe del primo esempio di recupero di un’area demaniale che torna alla città. I tempi per il trasferimento sarebbero brevi, già entro i primi mesi del 2016, ha confermato l’assessore Silvio Bisotti. In prima linea per la realizzazione del museo ci sono Consorzio Terre Padane e Camera di Commercio, quest’ultima si può definire capofila. “In Italia non esiste un museo nazionale dell’agricoltura – ha detto il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Parenti – Piacenza è baricentro della Pianura Padana e fa dell’agricoltura il fiore all’occhiello della sua produzione. Questo potrebbe essere l’inizio per allargarci anche al riutilizzo degli immobili vicini”. Il progetto preliminare, oggi ancora nel cassetto, è stato elaborato dagli architetti Benito Dodi, Marcello Spigaroli con la collaborazione di alcuni giovani colleghi Cristian Sartori, Alessandra Fagioli e Marta Piana: “il museo sarà una realtà viva – ha detto Dodi – grazie al coinvolgimento degli studenti, sarà un vero e proprio laboratorio di attività, all’insegna di una riprogettazione della città che porti al recupero di aree dismesse”. Capitolo costi e finanziamenti: la spesa per la realizzazione è nell’ordine dei due milioni di euro, cifra alla quale il Comune non contribuirà in alcun modo. Una volta che il progetto avrà l’ok della Soprintendenza si andrà alla ricerca di finanziamenti attraverso bandi regionali e nazionali ad hoc o l’ingresso di sponsor di caratura nazionale. Argomenti come piano economico, spese di gestione e numero di occupati verranno affrontati in un secondo tempo.

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