AI GIOVANI DELLA CONSULTA NEGATO IL CONFRONTO COI CANDIDATI

I confronti tra candidati alla carica di sindaco sono ormai all’ordine del giorno, a richiederli e organizzarli sono associazioni di categoria, enti, semplici associazioni. Lo fanno perché, giustamente, vogliono sondare il terreno, capire e perché no “scommettere” sulla partita. Ci sta, ognuno fa il suo mestiere.

Dall’altra parte, quella dei candidati, guai a tirarsi indietro: tutti e sei, quasi sempre al completo, schierati e pronti alle domande che spaziano dalla sostenibilità, alla logistica, dalla cultura, al commercio. Un modo, anche per loro, di illustrare il programma, seppur in tempi contingentati.

Capita poi che siano gli studenti, i più giovani insomma, la futura classe dirigente, a chiedere ed organizzare un confronto tra candidati. La Consulta degli Studenti, l’organismo che riunisce due studenti per ogni scuola superiore della città, si è attrezzata per ottenere i documenti necessari e l’ok dello spazio. Avevano deciso per l’arena Daturi, all’aperto, a due passi dal centro, all’ombra di Palazzo Farnese. Anche i candidati avevano confermato la loro presenza, tutti e sei.

Ieri, un laconico comunicato dell’Ufficio Scolastico Provinciale comunica che il confronto è stata annullato per motivi logistico – organizzativi.  Questione di spazi? Si sarebbe potuto chiedere al Comune un luogo alternativo, non sarebbe stato difficile trovarlo.

Dispiace che siano proprio i ragazzi a dover rinunciare ad una richiesta legittima, nel pieno del diritto di sapere chi e cosa andranno a votare. A loro, i più disinteressati, se vogliamo categorizzare, è stato negato il diritto di porre di incontrare e porre domande ai candidati, di domandare sul futuro, di lanciare idee e spunti di riflessione.

Poi sono gli adulti a lamentarsi dei più giovani. Stavolta non abbiamo dato un buon esempio.