PAPAMARENGHI: “CALLORI FUORI PER COLPA DI UNA LEGGE ELETTORALE ASSURDA”

Il responsabile provinciale di Forza Italia Jonathan Papamarenghi torna a commentare l’esito del voto regionale e lo fa con un palese rammarico per ma mancata elezione del candidato Fabio Callori. Papamarengi attribuisce il mancato seggio all’ex sindaco di Caorso, ad una legge elettorale che ha premiato un’altra provincia (Bologna) nonostante Forza Italia abbia ottenuto una percentuale di voti più bassa.

La nota integrale:

Una legge elettorale assurda rende Consigliere non chi vince le elezioni ottenendo il maggior numero di preferenze, ma chi arriva secondo (se non terzo o quarto).Non entro nel merito di chi, in tutta la regione, beneficia del meccanismo, ma guardo alla sostanza della legge e non posso nascondere la delusione ed il rammarico, che so essere di tantissimi, nel vedere che Piacenza, dove il nostro Partito ha ottenuto il 13,81 % dei voti, contribuendo anche a portare la coalizione di centrodestra ad essere la più votata, non può esprimere il proprio Consigliere Regionale di Forza Italia. Il nostro Candidato più votato con 3.396 voti di preferenza infatti, pur avendo Forza Italia a Piacenza il record di consensi di tutta la regione, perde il seggio a favore della provincia di Bologna, dove il partito ha ottenuto un ben minore 8,51 % dei voti, ed alla provincia di Modena, con un 7,79 % dei voti. Son ben consapevole che la legge elettorale stabilisce le regole del gioco, ma mi permetto di definirla avvilente per i territorio e per la rappresentatività democratica. È infatti inutile avere dei collegi su base provinciale se poi l’attribuzione dei seggi è definita su base regionale, avvantaggiando così città più popolose come Bologna e, appunto, Modena. Capisco, quindi, i molti messaggi di sfiducia nel sistema ricevuti in questi giorni da elettori che assistono al vanificarsi del loro sforzo elettorale non vedendo eletto il candidato che ha ottenuto il più ampio sostegno, a differenza di chi entra in Consiglio Regionale con ben minori percentuali e ben minore numero di consensi. Apprendendo ora della comprensibile scelta del candidato Presidente Alan Fabbri di dimettersi da sindaco di Bondeno per restare consigliere regionale (con il seggio che diversamente sarebbe stato attribuito a Piacenza) e vedendo sfumare la doverosa opportunità per il nostro Partito di avere un Consigliere piacentino, voglio ancor più ringraziare tutti i candidati di Forza Italia, che hanno lavorato in modo determinante per ottenere il miglior risultato della Regione e manifestare la solidarietà mia personale e del Partito piacentino per Fabio Callori perché un’assurda legge elettorale non permette di eleggere chi, venendo scelto dagli elettori, nella sostanza vince le elezioni.

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FOTI, DA UNA CANDIDATURA DI SERVIZIO AD UN SEGGIO IN REGIONE

Deputato per diciassette anni, segretario di partito, consigliere comunale e oggi consigliere regionale. Tommaso Foti, politico di razza comunque la si pensi, si è rimesso in gioco e ce l’ha fatta. Dopo l’esperienza da parlamentare, è tornato alla sua professione, senza mai lasciare la politica tra i banchi del consiglio comunale. Qualche mese fa ha deciso di provarci, più che altro “una candidatura di servizio” l’ha definita lui stesso. Eppure ad oggi risulta l’unico consigliere piacentino in Regione con Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale eletto con 2222 preferenze. Andrà a Bologna mantenendo anche l’incarico di consigliere comunale anche se si è sempre detto contrari ai doppi incarichi, ma in questo caso il discorso è diverso: “dopo l’abolizione delle Province – ha detto – i Comuni si devono interfacciare con le Regioni, io sarò l’ufficiale di collegamento”. La scelta di sostenere in una coalizione allargata a Forza Italia e Lega proprio il candidato del Carroccio Alan Fabbri (che ha ottenuto più preferenze del Presidente Bonaccini), è stata decisamente vincente. Vincente perchè il vero exploit di queste elezioni è stato il risultato dalla Lega Nord che ha smagliato in diversi punti la tela rossa della cultura politica di sinistra. A Piacenza risulta essere il secondo partito con il 28 per cento dei voti. Secondo tanti merito del leader Salvini che ha macinato chilometri in questa campagna elettorale incontrando la gente per le strade tra selfie pubblicati su Facebook e felpe colorate. Eppure la Lega un grande successo le aveva avuto anche nelle regionali del 2010 (circa 21 per cento), poi un netto calo tra le amministrative del 2012 e le politiche del 2013. Cosa è cambiato?  La politica o il modo di comunicare con le persone? Di certo un elemento i politici che siano di destra o di sinistra dovranno tenere conto, ovvero l’astensionismo; il non andare a votare è stata una scelta precisa che ha raggiunto percentuali da record.

 

 

PRIMARIE PD, RICHETTI SI RITIRA. INDAGATO PER PECULATO

In casa Pd sembrava tutto pronto in vista delle primarie quando uno dei due canditati si è ritirato. Matteo Richetti è stato iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta “spese pazze”del consiglio regionale. Sul suo conto era stato aperto un procedimento a parte su esposto del consigliere del M5S Andrea Defranceschi sull’uso delle auto blu da “casa e per casa” nel periodo in cui Richetti fu Presidente del Consiglio regionale. Dapprima la sua decisione di ritirarsi era stata spiegata con forti pressioni da Roma e motivi personali. Poi la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati sui siti nazionali, tra cui Repubblica.it. Il termine entro il quale presentare le firme era fissato per le 12 di oggi, termine rispettato dagli altri due candidati Stefano Bonaccini e Roberto Balzani. Richetti ha anche scritto anche una nota su Facebook dove professa “unità” dentro al partito: “L’unità è un valore che non va solo dichiarato, ma anche praticato. Per questo non metterò in campo la mia candidatura. Decisione sofferta e meditata, ma credo sia nell’interesse dell’Emilia Romagna e del Pd. Ora non è il momento delle divisioni, il nostro Paese e la nostra regione non possono permetterselo”

RICHETTI

REGIONALI, FOTI:”IL CENTRODESTRA SI DIA UNA MOSSA”

Se il Pd è pronto a scegliere il candidato alla regionali attraverso le primarie fissate per il 28 settembre, il centrodestra sembra in alto mare. Eppure in ballo c’è la presidenza della regione Emilia Romagna. Tommaso Foti, membro del coordinamento regionale di Fratelli d’Italia-AN e consigliere comunale, non ha lesinato critiche al’intera coalizione di centrodestra. Ci sia dia una mossa – è il senso del suo ragionamento – se non altro per salvare l’onore. Quella di Foti è un’analisi dura e realistica, consapevole che il centrodestra, in regione, siederà ancora una volta all’opposizione perchè incapace di individuare un candidato credibile con una visione amministrativa globale.

REGIONALI, CENTRODESTRA UNITO CON UN CANDIDATO PRESIDENTE?

Sarà un derby tra Matteo Richetti e Stefano Bonaccini. L’Emilia del dopo Errani passerà nelle mani di uno di loro, entrambi renziani ma molto diversi per formazione: ex Margherita, rottamatore dal primo giorno, Richetti; ex Ds, ex bersaniano, Bonaccini. Sfumata l’ipotesi di un candidato unico con Daniele Manca sindaco di Imola che piaceva sia ad Errani che al premier Renzi, il Pd è di nuovo impegnato con le primarie fissate per il 28 settembre.

Il centrodestra invece come si sta preparando a questo importante appuntamento elettorale? Allo scoperto non è uscito ancora nessuno, ma la sensazione è che ci sia forte fibrillazione tra i partiti considerata la partita che c’è in gioco. Fabio Callori, ex sindaco di Caorso, attualmente vice coordinatore regionale di Forza Italia, spiega le intenzioni della coalizione. “L’obiettivo è di arrivare all’appuntamento di ottobre con un unico candidato presidente che rappresenti l’intera coalizione di centrodestra. Crediamo che questo sarebbe un segnale forte di unità che i nostri elettori certamente apprezzerebbero”.Forza Italia, Nuovo Centro Destra, Fratelli d’Italia, Lega e Udc insieme? “Pare che ci siano le condizioni per andare uniti, se queste venissero meno ogni partito presenterà il suo candidato”. Tramontata dunque l’ipotesi primarie tanto amate e utilizzate dal centrosinistra. Anche lo stesso Callori si mette a disposizione di Forza Italia come candidato consigliere. “Ho dato la mia disponibilità, qualora il partito o la coalizione me lo chiedessero. Oggi non rivesto più il ruolo di sindaco, per cui ogni incompatibilità è decaduta”.

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REGIONALI PD, CERCANO UN POSTO ANCHE I POLITICI PIACENTINI

Le dimissioni del presidente della Regione Vasco Errani, oltre ad ever messo in moto la macchina delle elezioni previste ad ottobre, stanno solleticando anche le ambizioni dei politici di casa nostra desiderosi di conquistare un posto nel consiglio regionale. Nell’ultimo numero del Corriere Padano si fanno i nomi di Alessandro Ghisoni, ex sindaco di Podenzano, Gianluigi Molinari, segretario del Pd, Francesco Cacciatore, e Katia Tarasconi, assessore al Commercio. Tutti esponenti del Pd locale certo, ma di correnti decisamente differenti, questo fa pensare che all’interno del partito si siano già innescate schermaglie e controversie.

 

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