GLI STARTUPPER PIACENTINI IN UNA NUOVA PAGINA WEB

L’esperienza piacentina ad Expo è stata favorevole su numerosi fronti, tra questi certamente si colloca l’impegno, da parte del Comune, Piacenza Expo, Camera di Commercio e Aster, a valorizzare e far emergere nuove realtà imprenditoriali. Venticinque start up tutte piacentine hanno presentato la loro innovativa idea d’impresa sfruttando la bella opportunità di trovarsi nel mezzo dell’esposizione universale milanese, in Piazzetta Piacenza a due passi dall’albero della vita. Cinque appuntamenti settimanali nei quali giovani neo imprenditori hanno registrato il loro elevator pitch. Tre minuti per descrivere con le parole e i tempi giusti la loro start up, per molti dei quali già una realtà viva e attiva sul territorio. Li abbiamo riuniti in un’unica pagina web all’indirizzo startupper.zero523.tv per dare la possibilità di mostrarsi a possibili investitori. All’interno della pagina anche i momenti che hanno preceduto le presentazioni: come e a chi affidarsi per trovare finanziamenti, l’esperienza di alcuni incubatori specializzati, il ruolo attivo dell’Università Cattolica come fucina di nuovi talenti.

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ELEGANZA E SOLIDARIETA’, PER LA CENA BENEFICA A PALAZZO GOTICO

Eleganza e solidarietà. La cena benefica di gala per la chiusura di Expo si è svolta in un clima elegante e raffinato votato alla solidarietà. Il ricavato della serata è stato interamente devoluto al fondo Caritas per le popolazioni colpite dall’alluvione del 14 settembre. Gli chef stellati piacentini hanno preparato il menù, i sommelier hanno pensato ad abbinare i vini la gente ha offerto il proprio contributo per una buona causa. Palazzo Gotico si è trasformato un in vara e propria sala da ricevimento con una trentina di tavoli sobriamente apparecchiati arricchiti dal sapiente tocco di Davide Groppi per le l’illuminazione. “Non siamo qui per celebrarci – ha detto il sindaco Dosi – ma per ricordare che abbiamo fatto grandi cose perchè le abbiamo fatte insieme e per affermare che di fronte a una disgrazia siamo stati capaci di reagire in una maniera non comune”. Nel corso della serata sono stati ripercorsi i momenti salienti dell’esperienza piacentina ad Expo allietati dalle voci del coro del Gospel Choir. Alla cena hanno partecipato per lo più i rappresentanti delle istituzioni e delle principali associazioni, ma anche privati cittadini.

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PIACENZA SALUTA EXPO CON LA CENA BENEFICA PER GLI ALLUVIONATI

La sfida, per istituzioni, pubblici e privati, è far finta che Expo continui, o meglio lavorare in condivisione, come è stato per questi sei mesi. E’ la ricetta del sindaco Dosi propone per continuare a godere dell’effetto positivo che l’Expo ha portato. Un modus operandi che Piacenza deve continuare a fare proprio, è il pensiero del primo cittadino, che traccia un bilancio seppur parziale, della partecipazione piacentina all’esposizione universale di Milano. La cena di gala benefica, il cui ricavato sarà devoluto alla popolazioni alluvionate, è la dimostrazione di come le forza di Expo e la capacità di reagire della comunità piacentina insieme possano produrre grandi cose. Il menù è firmato dai grandi chef piacentini: Filippo Chiappini Dattilo, Isa Mazzocchi, Claudia ed Emanuela Cattivelli, Sabrina Pezza, Claudio Cesena, Betty Bertuzzi, Camillo e Giacomo Pavesi, Cristina Bellocchio; gli studenti del Raineri Marcora serviranno la cena, presenti anche i sommelier Fisar e Ais. Lunedì 16 novembre il salone di Palazzo Gotico potrà ospitare fino 300 persone. La quota di partecipazione è a partire da 50 euro le prenotazioni devono essere effettuate entro il 12 novembre scrivendo a relazioni@bloomet.it o rossogotico@gmail.com

COMOLLI, UnPOxExpo2015: ” IL PO DIVENTI IL 9° DISTRETTO FLUVIALE EUROPEO”

C’è chi, pur non essendo direttamente coinvolto nella grande esposizione universale milanese che si è conclusa da pochi giorni, traccia già un bilancio più che positivo. E’ il caso del progetto UnPoXExpo2015 del piacentino Giampietro Comolli che ha messo al centro il contatto diretto con la biodiversità ambientale e alimentare offerta da una valle che attraversa la ricca pianura padana con città d’arte, terme, sport, emozioni culinarie, grandi ristoranti, musei, mostre. 403.000 pacchetti turistici assegnati e venduti per il 72% a stranieri, in maggioranza a italiani-emigrati che sono tornati in Italia nel periodo estivo, famiglie originarie del Piemonte e del Veneto: polesani, mantovani, reggiani, pavesi, monferrini, albesi. Mete più gettonate le grandi città d’arte: Torino e Venezia quasi pari con 210000 arrivi, poi Mantova; bene Treviso (per il Prosecco) e Chioggia. Torino-aeroporto ha visto incrementare del 12% gli arrivi. E’ lungo l’elenco dei luoghi, anche piccoli centri, compresi un una valle lunga 650 chilometri da Cuneo a Venezia. E il cosiddetto fuori Expo, come è andato? Secondo Comolli ” I flussi  fuoriExpo, pochi o tanti, si sono concentrati nelle grandi città d’arte e più note,  totale dimenticanza delle città e luoghi medi e mediocri, ricerca e sosta casuale o volontaria nei piccoli borghi di campagna alla ricerca del particolare, della diversità e dei richiami Unesco. Lamentele vengono dai territori produttivi agroalimentari: dimenticati, dicono”. Ed ora si guarda al dopo Expo, all’eredità che i sei mesi di kermesse hanno lasciato. Comolli lancia una proposta: “perché il Governo italiano non mette a disposizione un fondo economico speciale (ricavato dai surplus delle transazioni immobiliari del Sito) in sintonia con l’AgendaExpo (dimenticata) da assegnare a chi propone progetti post-Expo sui territori e distretti produttivi nel rispetto dei temi di Expo favorevoli alla crescita occupazionale del  Paese. Noi proporremo  il fiume e la Valle del Po come una forte destinazione turistica alternativa a quelle già presenti in Europa e nel Mondo: un Meta-distretto turistico di paesaggio culturale agroalimentare enogastronomico in grado di mettere in fila  attrazioni leader mondiali. Il fiume PO deve diventare il 9^ distretto fluviale europeo riconosciuto, dedicato non alla navigazione ma alla biodiversità e biosfera produttiva, ambientale, umana”.

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IL DOPO EXPO? DE MICHELI: “FARE DELL’ESPERIENZA UNO STRUMENTO DI MARKETING TERRITORIALE”

Quella di quest’anno è stata una Coppa d’Oro tutta all’insegna di Expo 2015, la rassegna tanto desiderata da alcuni così come altrettanto bistrattata da altri che, fino alle ultime settimane, continua a registrare il tutto esaurito. Anche la nona edizione della Coppa d’Oro, il riconoscimento promosso dalla Camera di Commercio e dal Consorzio Salumi Tipici, si è votata all’internazionalizzazione partendo proprio da chi quest’anno ha ricevuto l’ambizioso riconoscimento. Il Ministro all’agricoltura Maurizio Martina, il Sottosegretario all’Economia Paola De Micheli, il presidente di Ats Silvio ferrari, il giornalista piacentino Giangiacomo Schiavi e l’associazione Chef to Chef. Ora la sfida è come non rendere vani gli sforzi, anche economici, che Expo ha imposto: come riutilizzare l’area dal primo novembre, come renderla viva e, guardando più al locale, cosa fare di piazzetta Piacenza, dove e come ricollocarla. Domande a cui gli addetti ai lavori stanno già pensando. “Sul futuro del sito milanese – ha risposto il sottosegretario De Micheli – stiamo lavorando ad un accordo tra il ministero e il comune di Milano, per quanto riguarda la nostra piazzetta e le esperienze posivitive che da lì sono partite, credo che debbano diventare uno strumento di marketing territoriale permanente per il territorio incastonato nella filiera del Made in Italy. Qualche idea buona c’è – prosegue – anche perchè le sfide non mancheranno a partire dal sistema di Area Vasta che si sta creando. Dentro ad un processo di trasformazione così importante uno strumento di marketing territoriale vivo offre la possibilità di inserire Expo Piacenza nel sistema di promozione nazionale”. Il presidente di Ats Piacenza Silvio Ferrari non esclude la possibilità che siano i piacentini stessi a lanciare proposte sul futuro della piazzetta, magari attraverso un sondaggio. “Quello che conta è mantenere il team che si è costituto – ha detto – la task force sull’internazionalizzazione e in futuro un tavolo sul turismo convegnistico”.

I MUSEI CIVICI SUL CARDO DI EXPO

Il Fegato Etrusco e i Museo Civici sono arrivati ad Expo in piazzetta Piacenza insieme al nuovo allestimento proposto nei sotterranei di Palazzo Farnese. La giornata è stata animata dagli operatori dell’Associazione Arti e Pensieri che da diversi anni collabora con i musei nelle attività didattiche che ogni anno coinvolgono con successo centinaia di studenti. Sono stati presentati alcuni dei materiali (una grande riproduzione a colori del famoso reperto e sagome delle divinità etrusche ridisegnate da un fumettista) protagonisti dell’attività didattica Il Cielo sopra gli Etruschi. Un attore professionista ha incarnato i panni di un aruspice che con una copia del fegato in mano e parlando esclusivamente in etrusco, ha invitato i visitatori ad entrare in un ‘bosco sacro’ che allude a quello recentemente ricostruito nei sotterranei del museo piacentino. Anche in Piazzetta Piacenza, quindi, è stato possibile provare l’emozione di indossare gli abiti sacri dell’aruspice e interpretare i messaggi degli dei attraverso la lettura del fegato di pecore sacrificate, arrivando così a comprendere come l’ordinamento del cielo secondo gli Etruschi si riflettesse sul fegato dell’animale e quindi come, mediante la sua lettura, si potesse interpretare il volere divino. Nel caleidoscopio e sugli schermi della Piazzetta si è potuto ammirare il video con l’animazione della grande immagine grafica del Fegato e uno slideshow relativo alle attività didattiche dei Musei Civici.

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PIACENZA SOLIDALE AD EXPO 2015: RACCOLTE 82 TONNELLATE DI CIBO IN UN ANNO

I n Piazzetta Piacenza oggi si è parlato cibo invenduto, sprechi e recupero di risorse. Il minimo in un  luogo, l’Expo, il cui tema principale è il nutrimento con tutte i suoi contrasti e le sue contraddizioni. Il Progetto Piacenza Solidale è stato il protagonista della giornata alla quale ha preso parte anche il vescovo di Piacenza Mons. Gianni Ambrosio, il presidente della Caritas Giuseppe Chiodaroli, il direttore dell’Unione Commercianti Giovanni Struzzola e il sottosegretario Paola De Micheli. Nato nel 2008, il progetto ha raccolto nel 2014, 82 tonnellate di derrate alimentari che hanno consentito l’erogazione di 58.000 pasti alle persone in condizioni di disagio sociale per un valore complessivo di 215.000 euro. Piacenza Solidale nasce nel 2008 quando l’Unione Commercianti di Piacenza e la Caritas decidono di unirsi, insieme al Comune e alla Provincia di Piacenza, al Rotary Club, alla Fondazione Piacenza e Vigevano, all’Ausl, a Iren e a Sol.Co. per dare vita, di concerto con le aziende produttrici e la grande distribuzione, a un circuito che recuperi i beni alimentari freschi rimasti invenduti per destinarli alle mense che si occupano di assistere le fasce più svantaggiate della società e combattere lo spreco di cibo. Nel 2012 sono state raccolte 98 tonnellate di cibo, nel 2013 la quantità è scesa a 81 tonnellate – calo in parte dovuto alle promozioni sui cibi in scadenza operate da alcuni supermercati – mentre nell’ultimo anno sono stati raccolti 82.357 kg. Il valore complessivo di donazione è salito dai 177.871 euro del 2013 ai 215.290 del 2014.

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L’EXPO DEI CONTRASTI, A TUTTO TONDO

Bistrattata, discussa, osannata ed esaltata in tutte le salse: dell’Expo si parla e si continuerà a farlo. Abbiamo deciso di parlarne mettendo soprattutto in evidenza i contrasti che l’esposizione universale porta con sé ma anche concentrandoci su quello che ha maggiori legami con il nostro territorio, ovvero Piazzetta Piacenza e la Grande Zolla.Che Expo, con i suoi colori, i suoi assaggi, i suoi piatti tipici, assomigli ad una grande fiera mondiale è una realtà; dall’altra parte però c’è il tema, cioè nutrire il pianeta, con i suoi paradossi e le contraddizioni. Il Caritas Day ha voluto riflettere proprio su questo. E veniamo alla nostra piazzetta: posizione invidiabilissima, meglio non si poteva chiedere. Certo chi si avvicina resta con l’amaro in bocca, ci si sarebbe aspettati qualcosa in più dal punto di vista dei contenuti. Per questo, entro la fine del mese, la prima novità: il caleidoscopio si aprirà all’esterno, per portare davvero sul cardo Piacenza. Ci sono poi i percorso fuori salone, uno di questi è UnPOxExPO2015. Un progetto che parla tutto piacentino perchè il suo inventore è il piacentino Giampietro Comolli. Ottimo il bilancio del primo mese, 20 mila pacchetti venduti.

A TUTTO TONDO, EXPO E IL SUO CANTIERE

Dove oggi si alzano i padiglioni che rappresentano gli stati nell’immensa area dell’Expo, fino a tre anni fa, c’era una enorme distesa di campi. Per fare tutto questo è stata necessaria una intensa ed accurata opera di bonifica ambientale, spesso trattando materiali pericolosi come l’amianto. Se ne è occupata una ditta piacentina la Elios srl, che è entrata nel cantiere nel 2012 e vi è rimasta fino al primo maggio. Ci siamo fatti raccontare cosa è significato lavorare per la realizzazione di quello che oggi è visibile a tutto il mondo.

La crisi del commercio abita anche a Piacenza, eccome. Non solo i piccoli negozi ma anche i grandi centri abbassano le saracinesche. L’ultimo caso è quello del supermercato Carrefour che in due anni ha collezionato un passivo per 800 mila euro. Non se la passa meglio neppure Mercatone Uno di Fiorenzuola. E non naviga in buone acque neanche Mediaworld che a livello nazionale ha previsto la chiusura di 7 punti vendita. Lo store piacentino sembra salvo, ma la prospettiva non è certamente positiva a livello occupazionale.

Medici a lezione di etica. E’ quanto si propone di fare il nuovo corso di etica medica organizzato dall’ordine dei medici, dalla società bio giuridica piacentina e dall’università di torino. Obiettivo fornire gli strumenti culturali per affrontare, in autonomia, le questioni morali più scottanti.

Da bambino di strada a preside di una scuola che accoglie 500 piccoli studenti in una delle baraccopoli della periferia di Kampala. Bosco Lugasala ha fatto una scelta di vita; ha deciso di restituire quello che nella sua infanzia ha ricevuto grazie a Padre Valente e, in seguito, ad Africa Mission Cooperazione e Sviluppo.

PIAZZETTA PIACENZA, COME LA VIA XX SETTEMBRE DELL’EXPO

Decisamente più pro che contra. Tra chi non è mai stato un appassionato sostenitore dell’operazione Expo e chi invece ci ha creduto fin da subito, a partire dalle amministrazioni e dagli enti istituzionali, Piazzetta Piacenza continua a collezionare consensi. A quasi una settimana dall’inaugurazione, il web e i social ospitano commenti, proposte e suggerimenti. L’architetto Matteo Faroldi ha pubblicato una elaborazione grafica d’impatto che mette a confronto due aree per inquadrare meglio nell’opinione pubblica di casa nostra che l’operazione Piazzetta Piacenza ha un senso. L’area dove sorge la Grande Zolla è sul Decumano dell’Expo in una superficie di 1500 metri quadrati, grande praticamente come il centro storico di Piacenza. Riportando il tutto su scala locale, è come se la Piazzetta fosse la via XX Settembre dell’Expo, in una posizione centralissima. Una “fiera” italiana dentro una “fiera” di portata mondiale. Certo ora la sfida, dal momento che siamo solo all’inizio – ci permettiamo di dire – è che questa struttura, che si lascia guardare con il naso all’insù e con un pò di stupore, possa essere sfruttata in tutte le sue parti, anche nella parte più bassa. La sfida, insomma, è renderla viva, veramente.