MASSIMO FINI E I MALI DELLA MODERNITA’

Un bicchiere di vino rosso ha aperto l’intervento di Massimo Fini Le disavventure della ragione. Quel tocco di politicamente scorretto che calza a pennello per la rassegna Le ragioni del torto organizzata dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. Lo stesso Fini, in uno dei suoi primi saggi datato 1985 intitolato La ragione aveva torto? percorre proprio quella strada all’insegna del “si stava meglio quando si stava peggio”, cioè prima della rivoluzione industriale e dell’avvento della modernità.

EZIO MAURO E LE CRONACHE DEL MURO

Era la notte del 9 novembre 1989 quando gli abitanti di Berlino si radunarono ai due lati del muro che da 28 anni divideva a metà la città, per abbatterlo. Un evento storico, un evento pressoché unico, che ha segnato una svolta storica per il mondo, fino ad allora diviso tra est e ovest. Era un muro lungo più di 156 chilometri, alto 4 metri.

Ezio Mauro, giornalista, ex direttore de La Stampa e La Repubblica, ha portato sul palco, in forma di conferenza teatrale, il racconto della caduta del sistema comunista che ha segnato una svolta storica per il mondo.

E’ stato il primo degli appuntamenti del ciclo L’Età dei Muri organizzato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. 

“L’ETA’ DEI MURI” A TRENT’ANNI DALLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO

Si chiama “L’età dei Muri” il nuovo ciclo di conferenze organizzato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano in occasione dei trent’anni della caduta del muro di Berlino. L’iniziativa è stata presentata dal presidente
Massimo Toscani, da Alberto Dosi membro del CdA e rappresentante della Commissione Cultura dell’ente e da Milena Tibaldi Montenz, che oltre a far parte del Consiglio Generale della Fondazione è anche presidente del Centro Culturale Italo-Tedesco di Piacenza, da cui è partita l’idea di organizzare questo ciclo di eventi.

«La nostra contemporaneità ci vede sempre più distruggere ponti e innalzare muri» ha sottolineato Toscani, ricordando come di muri fisici, metafisici e persino poetici (dalla siepe leopardiana al meriggiare pallido e assorto di Montale) sia costellata la storia fin dai suoi albori: dal muro di Adriano, alla muraglia cinese, dal ghetto di Varsavia alle costruzioni degli
anni 2000 tra Israele e Egitto, Bulgaria e Turchia, Zimbabwue e Botswana. L’elenco è lunghissimo e non risparmia il nostro paese: «Negli anni ’30 fu eretto dall’Italia un muro di filo spinato tra Libia ed Egitto, per impedire la fuga ai ribelli libici».

L’avvio è previsto il 4 novembre (ore 21) con “Cronache del muro”, uno
storytelling teatrale di Ezio Mauro ai Filodrammatici; l’ingresso è libero ma occorre prenotarsi telefonicamente al numero 0523.311111.
Seguirà il 9 novembre, in Auditorium, un incontro con il giornalista Antonio Polito dal titolo “Il muro che cadde due volte” (ore 18), introdotto da Giangiacomo Schiavi. Nell’occasione, presente il fotografo Carlo Orsi, si terrà l’inaugurazione della mostra Exstasi, dedicata alle immagini di Orsi scattate in occasione della caduta del muro e allestita presso lo Spazio
Espositivo di Palazzo Rota Pisaroni (visitabile fino all’8 dicembre).
In Auditorium il 26 novembre, alle ore 18, sarà ospite il filosofo e germanista Angelo Bolaffi, sul tema “Germania e Europa trent’anni dopo”.
Infine, il 4 dicembre sarà presente lo storico e scrittore Carlo Greppi, alle ore 18, che in Auditorium della Fondazione parlerà proprio sul tema “L’età dei muri”.