“FURBETTI DEL CARTELLINO”, DOSI: “IL COMUNE SI COSTITUISCA PARTE CIVILE”. PASSAGGIO DI CONSEGNE CON IL NEO SINDACO BARBIERI

“Questa è una vicenda che danneggia sicuramente l’immagine della città e del Comune, che già opera tra mille difficoltà , che avvilisce e fa sentire tutti traditi”. Così il sindaco uscente Paolo Dosi commenta l’inchiesta sui dipendenti comunali condotta dalla Procura che ha visto 50 indagati, tra cui uno agli arresti domiciliari. “Fatto salvo che tutte le accuse dovranno essere provate e fatta salva la presunzione di innocenza per ciascuno, non posso che biasimare il comportamento di quei dipendenti che sono venuti meno ai principi di etica e moralità pubblica per favorire situazioni personali. Quello che è successo è offensivo soprattutto nei confronti dei cittadini che non hanno un posto di lavoro o vivono una situazione di precarietà.

Auspico che la prossima amministrazione possa costituirsi parte civile negli eventuali processi che dovessero vedere coinvolti gli attuali indagati per il risarcimento quantomeno del danno d’immagine arrecato all’Ente. Auspico anche che Magistratura e Forze dell’Ordine possano chiudere in tempi brevi  le indagini per arrivare a individuare con certezza i responsabili effettivi , perchè il coinvolgimento di tanti dipendenti, indagati per reati gravi, può provocare il rischio di una vera e propria paralisi della macchina comunale”.

Nel tardo pomeriggio di ieri è avvenute il passaggio di consegne con il neo sindaco Patrizia Barbieri. La cerimonia doveva avvenire in mattinata, evidentemente rimandata a causa delle perquisizioni nelle sedi comunali della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale. Ufficializzata, di conseguenza, anche la composizione del Consiglio comunale per il mandato 2017-2022.

Otto i consiglieri spettanti alla Lega Nord: Massimo Polledri, Luca Zandonella, Stefano Cavalli, Carlo Segalini, Paolo Mancioppi, Davide Garilli, Marco Montanari e Marvin Di Corcia.

Cinque i seggi di Forza Italia: Filiberto Putzu, Mauro Saccardi, Michele Giardino, Ivan Chiappa, Sergio Pecorara.

Altrettanti per Fratelli d’Italia: Tommaso Foti, Erika Opizzi, Gian Carlo Migli, Giuseppe Caruso, Gianluca Micconi. Due i consiglieri che rappresenteranno la lista Prima Piacenza: Gian Paolo Ultori e Antonio Levoni.

Per quanto riguarda i seggi di minoranza, uno spetterà al candidato sindaco Paolo Rizzi, mentre quattro – Stefano Cugini, Giulia Piroli, Christian Fiazza e Giorgia Buscarini – saranno i consiglieri comunali del Partito Democratico e uno, Roberto Colla, per la lista Piacenza Più.

Un seggio andrà al candidato sindaco Massimo Trespidi, affiancato da due rappresentanti della lista civica Trespidi Sindaco: Gloria Zanardi e Mauro Monti.

Un seggio, quello del candidato sindaco Luigi Rabuffi, spetta alla lista Piacenza in Comune e due, infine, al Movimento 5 Stelle: il candidato sindaco Andrea Pugni e Sergio Dagnino.

Il nuovo sindaco ha 10 giorni di tempo per convocare la prima seduta del consiglio comunale di Piacenza.

INCHIESTA DE L’ESPRESSO: “COSI’ HANNO DISTRUTTO LA SAIPEM”

“Così hanno distrutto la Saipem” lascia poco all’immaginazione il titolo dell’inchiesta pubblicata sul nuovo numero de L’Espresso. Un resoconto dettagliato da numeri e dati, a firma dei giornalisti Faieta e Vergine, in cui si racconta come non ci sia solo il crollo del prezzo del petrolio ad avere mandato in crisi il gioiello italiano che ha appena annunciato il licenziamento di un dipendente su cinque. I nuovi manager della compagnia hanno parlato di 8800 licenziamenti; la colpa non sarebbe solo del prezzo del greggio, dunque, ma anche di alcuni contratti i cui guadagni sarebbero stati gonfiati, permettendo ai manager di incassare bonus da record. Nel pezzo non c’è alcun riferimento al sito di Cortemaggiore, già nelle scorse settimane al centro dei dibattiti anche sulle reti nazionali, per un ipotetico trasferimento della produzione in Romania, ipotesi smentita più volte dall’amministratore delegato e anche dal sottosegretario all’economia Paola de Micheli. L’inchiesta tuttavia descrive come si sarebbe arrivati alla crisi che coinvolge un gioiello industriale italiano per il cui salvataggio si ipotizza l’ingresso diretto dello Stato. La Saipem negli anni ha costruito raffinerie in giro per il mondo, impianti petrolchimici, oleodotti e gasdotti con una capacità tecnologica così sviluppata che, si legge nell’articolo “anche la Russia di Vladimir Putin ci ha messo gli occhi addosso ora che l’azienda è in crisi”. I conti economici dimostrano che la crisi è iniziata ben prima del crollo del petrolio, e le cause sono da ricercare in alcune commesse i cui margini di guadagno sarebbero stati gonfiati dagli stessi manager: L‘Espresso ne dà conto rivelando alcuni particolari inediti, come i margini di guadagno gonfiati per 200 milioni di euro in un grande appalto da realizzare in Kuwait. L’inchiesta racconta di come la multinazionale italiana sia passata da guadagnare a perdere decine di milioni di euro nel giro di un solo anno, dal 2012 al 2013, dopo che i magistrati della Procura di Milano hanno ipotizzato il pagamento di tangenti per alcuni lavori da svolgere in Algeria. Un buco che si è aperto e che da allora non ha fatto che allargarsi. A pagare di più finora sono stati gli azionisti della Saipem, che per questo hanno fatto causa all’azienda. La società continua ad essere monitorata dalla Consob. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta contro ignoti per insider trading e aggiotaggio.

BUFERA NEL PD, INDAGATO ANCHE BONACCINI

Se non si può definire caos, poco ci manca. Quando tutto sembrava pianificato in vista delle primarie, in una sola giornata tutto sembra smontato.  Prima il ritiro dalla corsa di Matteo Richetti perche indagato per peculato, poche ore dopo l’iscrizione nel registro degli indagati nella stessa inchiesta anche per il super favorito, il candidato forte Stefano Bonaccini. Lo ha confermato il suo avvocato all’agenzia Ansa. Una situazione che provocherà un forte imbarazzo all’interno del Partito Democratico a poche settimane dalle  primarie in vista dell’appuntamento elettorale delle elezioni regionali.

2014-09-09-20-26-28--1126948024