ARRESTO CARUSO, NEGRI: “LA POLITICA SI PRENDA LE SUE RESPONSABILITA’ “

Sono giornate roventi per Piacenza, dove il clima meteo corrisponde perfettamente a quello politico. L’arresto di Giuseppe Caruso per associazione mafiosa, truffa aggravata, estorsione in concorso e corruzione ha sconquassato non poco il mondo politico piacentino. Al di là dell’iter giudiziario che farà il suo corso e stabilirà la fondatezza della accuse che vedrebbero Caruso affiliato alla ‘nadrangheta dei Grande Aracri con un ruolo di spicco, c’è una responsabilità politica che esiste eccome, perché Caruso era, per la verità lo è ancora dato che non si è ancora dimesso, presidente dell’assemblea comunale cittadina.

Certo i fatti che hanno determinato l’arresto sono del 2015 e quindi precedenti il mandato dell’attuale amministrazione, ma resta l’amarezza e, a dire la verità, un po’ di interrogativi.

Non è troppo sorpreso di operazioni come queste il giornalista Ippolito Negri che ricorda precedenti fatti avvenuti proprio nella vicina Lombardia con coinvolgimento diretto anche delle amministrazioni.

IPPOLITO NEGRI: “LA PIACENZA DEL FUTURO? FORSE NON C’E’ L’IDEA”

Pungente e acuto. Con Ippolito Negri abbiamo parlato della città: che Piacenza ha in mente l’attuale amministrazione e soprattutto i piacentini che idee hanno per il futuro della loro città? Deluso? “Per essere deluso avrei dovuto avere delle aspettative”

LA VICENDA BELLICA DEI CONTI GAZZOLA NELL’ULTIMO LIBRO DI IPPOLITO NEGRI

L’Isonzo e il fronte interno. La guerra dei Gazzola. E’ il sedicesimo volume della collana Piacenza in Grigioverde che verrà presentato sabato 2 febbraio alla Famiglia Piasinteina in via San Giovanni. Il giornalista Ippolito Negri, autore del volume, e Anna Riva dell’Archivio di Stato di Piacenza illustreranno il testo incentrato sulla vicenda bellica dei conti Gazzola durante la prima guerra mondiale. Il padre conte Guido era impegnato sul fronte interno nei comitati a sostegno delle truppe. Il figlio primogenito Francesco al fronte dal primo all’ultimo giorno e morto di spagnola subito dopo la fine del conflitto, il secondo figlio maschio Ferdinando testimone di Caporetto e prigioniero di guerra, infine il più giovane, Agostino, sul monte Grappa appena diciottenne. Una storia ricostruita grazie ai documenti originali dell’archivio della famiglia Gazzola di Settima depositati all’Archivio di Stato.