CONFISCATI BENI 2.0: CITTADINI MONITORANTI

Oltre al capannone di Calendasco che dallo scorso maggio appartiene al comune, in provincia di Piacenza ci sono altri beni confiscati alla mafia: un’intera lottizzazione ad Alseno, un appartamento a Piacenza e uno a Cortemaggiore.
Come si agisce? Come si fa a monitorare le pratiche di riutilizzo nella massima trasparenza?
Libera ha lanciato Confiscati Beni 2.0 uno strumento che permette di diventare cittadini monitoranti.

[videojs mp4=”http://www.zero523.tv/filmati/LIBERA TERRENI MAFIA web.mp4″ poster=”http://www.zerocinque23.com/wp-content/uploads/2018/11/libera-benin.jpg” preload=”auto” autoplay=”false” width=”640″ height=”360″ id=”movie-id” class=”alignleft” controls=”true” muted=”false”] [/videojs]

CHINNICI “HO FATTO IL MAGISTRATO SUL MODELLO DI MIO PADRE”

Decidere di fare il magistrato, per lei, è stato naturale, una evoluzione della crescita e del modello che, fin da bambina grazie al padre, ha fatto suo. A parlare ad una interessata platea di studenti dell’Università Cattolica per il ciclo Let’s Book, è Caterina Chinnici, figlia di Rocco, giudice palermitano ucciso dalla mafia il 29 luglio del 1983. Inventore del pool antimafia, il giudice Chinnici è stato soprattutto un padre presente, affettuoso, ma sempre discreto. E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte, scritto dalla figlia Caterina, parte proprio da qui.

[videojs mp4=”http://www.zero523.tv/filmati/chinnici.mp4″ webm=”http://www.zero523.tv/filmati/chinnici.webm” poster=”http://www.zerocinque23.com/wp-content/uploads/2016/04/Chinnici.png” preload=”auto” autoplay=”false” width=”640″ height=”360″ id=”movie-id” class=”alignleft” controls=”true” muted=”false”][/videojs]

ESTORSIONE E USURA, COSI’ SI MANIFESTA LA MAFIA A PIACENZA

Neppure il nostro territorio è immune dalle infiltrazioni mafiose. La conferma è arrivata dal Rapporto 2014 per una Emilia Romagna senza mafia presentato da Salvatore Calleri presidente della Fondazione Antonino Caponnetto. Piacenza e la sua provincia non sono un’isola felice, anzi la posizione geografica e la ricchezza del territorio le rendono terreni fertili per le infiltrazioni mafiose.

La Provincia di Piacenza – si legge nel rapporto – è diventata importante crocevia per i narcotrafficanti italiani e stranieri. Hanno assunto livelli preoccupanti anche le problematiche connesse allo sfruttamento della prostituzione, all’immigrazione clandestina e alla riduzione in schiavitù. Rilevante è la presenza della criminalità organizzata soprattutto calabrese ma anche cosa nostra. Un sodalizio preoccupante che si manifesta soprattutto in attività estorsive e usurarie ai danni delle imprese. Come si manifesta tutto questo? Chi si sente sottomesso alla criminalità organizzata è indotto ad effettuare false fatturazioni, creando operazioni commerciali inesistenti diventando di fatto complici dei criminali. I settori in cui le mafie riescono meglio ad infiltrarsi sono l’edilizia pubblica e privata e le acquisizioni immobiliari e commerciali.

rapporto mafia2usura