“IL TRADITORE” SI PRESENTA AGLI STUDENTI

E’ stato un pubblico attento e curioso quello degli studenti del liceo classico Gioia che hanno assistito alla proiezione de Il Traditore di Marco Bellocchio candidato come miglior film straniero agli Oscar 2020. Un’occasione preziosa per i ragazzi del liceo per porre domande e confrontarsi con il regista del film dell’anno che ha già conquistato sette Nastri d’argento a Cannes e che oggi è in lizza agli Oscar.

IL TRADITORE DI BELLOCCHIO APRE IL BOBBIO FILM FESTIVAL

Si aprirà con Il traditore di Marco Bellocchio la 23esima edizione del Bobbio Film Festival; un’edizione particolarmente attesa che quest’anno porterà in val Trebbia i grandi nomi del cinema italiano. Saranno proprio Bellocchio e Pier Francesco Favino ad aprire la rassegna, sabato 27 luglio; per proseguire il 28 con  Ride, di Valerio Mastandrea, il 29 luglio è la volta de Un Giorno all’improvviso, il 30 toccherà a Tutte le mie notti, il 31 luglio sarà proposto Dafne. 

La paranza dei bambini sarà proiettato il primo agosto, e il 2 tocca Il testimone invisibile, il 3 invece verrà dedicato a Il primo re, il 4 spazio a Sulla mia pelle, il 5 agosto in programma c’è In viaggio con Adele, si prosegue poi il 6 con Gelsomina verde, l’8 con Bangla, il 9 seconda proiezione in via eccezionale per Il traditore, si chiude il 10 con la versione restaurata di Polvere di Stelle, pellicola di e con Alberto Sordi e Monica Vitti.

MARCO BELLOCCHIO TORNA A BOBBIO PER FARE CINEMA

Sarà Marco Bellocchio a dirigere Fare Cinema, il corso di alta specializzazione in regia cinematografica a Bobbio dal 25 luglio al 10 agosto. In concomitanza al Bobbio Film Festival, dal 27 luglio al 10 agosto, torna anche quest’anno il seminario residenziale di critica cinematografica, giunto alla decima edizione; un percorso formativo articolato in laboratori, lezioni, seminari.Tutte le info su www.fondazionefarecinema.it

SUMMER SCHOOL: TRIS DI ASSI PER PARLARE DI COMUNICAZIONE E ARCHITETTURA

Alberto Barbera, Marco Bellocchio, Aldo Grasso. Un tris di assi del mondo della comunicazione ha incontrato gli studenti della Summer School organizzata dal Politecnico di Milano. Come la tv e il cinema diventano formidabili strumenti di interpretazione della città del futuro, il tema dell’evento rivolto ad un nutrito pubblico di giovani architetti che la visione del futuro ce l’hanno nel dna.

GROMI: “ALLE NOVATE IN SETTE ANNI NON E’ CAMBIATO NIENTE”

Dall’ultima esperienza nel film di Marco Bellocchio Fai bei sogni  all’impegno nel ruolo di garante dei detenuti del carcere di Piacenza; Alberto Gromi è l’ospite della nuova puntata di Di Profilo. L’esperienza nel cast di Bellocchio l’ha definita “indimenticabile” così come gli incontri avvenuti sul set con attori del calibro di Mastrandrea e Herlitzka. La seconda parte dell’intervista è dedicata all’esperienza nel ruolo di garante dei detenuti: problemi, necessità, potenzialità della casa circondariale piacentina vista dagli occhi di chi si occupa di garantire i diritti alle persone a cui la libertà è stata tolta. “In sette anni non è cambiato niente” ha detto Gromi, facendo capire che molto c’è ancora da fare per migliorare le condizioni di vita dei detenuti, a partire dalla rieducazione e dalla formazione.

FARE CINEMA: IL CORTO PAGLIACCI ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

Pagliacci, il cortometraggio inedito di Marco Bellocchio realizzato nell’ambito del progetto Fare Cinema, aprirà la 31°Settimana internazionale della critica all’interno della 73° Mostra del Cinema di Venezia. Dopo Sorelle Mai (il film nato dalle edizioni dei laboratori estivi tenuti da Bellocchio a Bobbio, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia del 2010) Fare Cinema torna a Venezia, con un prezioso cortometraggio di 18 minuti che conferma l’eccellenza di un percorso formativo (Fare Cinema) in cui i corsisti (selezionati fra i tanti aspiranti) hanno l’opportunità di percorrere tutte le fasi creative di una produzione cinematografica (l’ideazione, la sceneggiatura, la regia, la scenografia, la fotografia, la recitazione, le riprese, il suono e il montaggio), lavorando al fianco di uno dei grandi Maestri del cinema non solo italiano.

Nel teatro di un piccolo paese si stanno svolgendo le prove di uno spettacolo tratto dall’opera I Pagliacci. Non c’è orchestra ma solo un pianoforte e i cantanti. Tra i pochi nel pubblico c’è la madre del cantante, una ricca signora del luogo e finanziatrice del progetto, la sorella e poche altre persone coinvolte nello spettacolo. Nel corso di una serata a cena in casa della ricca signora durante una seduta di ipnosi emergono i rancori ed i dolori dei due figli nei confronti della loro madre e l’impossibilità da parte loro di liberarsene.

paola bobbiofilmfestival riprese 06-08

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JULIETTE BINOCHE: “NESSUN RIMPIANTO NELLA MIA VITA PROFESSIONALE”

Ha chiuso la ventesima edizione del Festival del cinema di Bobbio con grazia ed eleganza. Una grazia ed una eleganza che unite alla bellezza senza tempo fanno di lei una vera diva internazionale. Juliette Binoche ha incontrato la stampa e gli studenti dei corsi di critica cinematografica e di regia svolti nei giorni scorsi a Bobbio, sotto la direzione di Marco Bellocchio, per poi presentare il film L’attesa del giovane esordiente Piero Messina che la vede protagonista. Un ruolo delicato, quello di una madre, anna, che sta vivendo la perdita del figlio, una situazione drammatica che la costringe a vivere come in un’altra vita.

AL BOBBIO FILM FESTIVAL CON LAURA MORANTE E JULIETTE BINOCHE

Si apre con Laura Morante e si chiude con Juliette Binoche la ventesima edizione del Bobbio Film Festival. Un evento culturale di qualità, un’eccellenza del settore organizzata, come ogni anno, con cura e dedizione dal direttore artistico Marco Bellocchio e dall’omonima associazione. Si parte il 13 agosto, praticamente ogni sera una proiezione accompagnata dalla presenza di uno o più attori o dai registi, oltre che il confermato appuntamento del dopo-film alla presenza delle firme più autorevoli ed illustri della critica cinematografia italiana. Collaudata e vincente la formula della rassegna che, sotto la super visione di Marco Bellocchio e Paola Pedrazzini, prevede un caleidoscopio di eventi: dai film di successo come Perfetti Sconosciuti fino a quelli definiti “invisibili”, opere prime o seconde di giovani registi come Fiore di Claudio Giovannesi o Banat – Il Viaggio di Adriano Valerio. Non mancano i film con temi più difficili come Non essere cattivo di Claudio Caligari e film eccellenze come Sangue del mio sangue di Bellocchio e Amarcord di Fellini premio Oscar nel 1975 nella versione restaurata dalla cineteca di Bologna. Il 16 agosto è previsto l’evento collaterale, ad ingresso gratuito, con il film La notte non fa più paura, di Marco Cassini sul terremoto in Emilia alla presenza del sottosegretario Paola De Micheli e dell’assessore regionale Paola Gazzolo. Madrine dell’evento Laura Morante che aprirà la rassegna il 13 agosto con Assolo che vede l’attrice alla seconda esperienza da regista e Juliette Binoche che il 27 agosto chiuderà il Bobbio Film Festival con L’attesa del giovane regista Piero Messina. Accanto alla rassegna cinematografica è confermato il corso di alta formazione Fare Cinema diretto da Marco Bellocchio e il seminario residenziale di critica cinematografica. L’itero evento è stato reso possibile grazie al prezioso contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune di Bobbio e Camera di Commercio. La Provincia quest’anno non ha garantito il sostegno economico a causa della riorganizzazione dell’ente.

bobbio film festival presJuliette-Binoche

FARE CINEMA, FRANCESCHINI:” INVESTIAMO SUI GIOVANI TALENTI”

Bobbio come una piccola Venezia? Chissà, forse il paragone è un po’ troppo ardito, ma le premesse perchè il gioiellino della val Trebbia diventi un luogo dove fare alta formazione cinematografica ci sono tutte. A suggellare la posa della prima pietra della scuola permanente di alta formazione, è stato il ministro alla cultura Dario Franceschini nel corso della giornata piacentina, accompagnato dal sottosegretario Paola De Micheli, dall’assessore Paola Gazzolo, dal maestro Marco Bellocchio e da Paola Pedrazzini. Questa scuola è un esempio di quanto sua importante investire sul presente, con un occhio alla tutela del passato. “Il cinema italiano non è fatto solo di un glorioso passato, ma è fatto anche di un glorioso presente – ha detto il ministro – Abbiamo grandi maestri, giovani talenti, riconoscimenti internazionali”. 

Dopo l’esperienza ventennale di Fare Cinema in cui Bellocchio ha creduto fin dall’inizio, formando giovani talenti che oggi lavorano in modo stabile nel mondo cinematografico, l’idea di creare proprio a Bobbio una sorta di dottorato del cinema, è parsa la prosecuzione naturale. Ora la sfida è proiettare il tutto nei prossimi mesi, perchè questa scuola diventi operativa il prima possibile. Sugli argomenti da trattare, il regista ha già le idee chiare; valorizzare il territorio, la val trebbia in primis con il suo fiume, ma anche i simboli di Bobbio come San Colombano o la resistenza. 

Regista e collante tra le idee e la parte operativa il sottosegretario Paola De Micheli che ha ribadito come alimentare le proprie radici ci abbia aiutato a diventare ciò che siamo. Una scuola di formazione che va nella direzione anche di sostenere il territorio dell’Appennino, per realizzare l’operazione più difficile in ambito culturale, ovvero fare cultura come volano per l’economia del territorio. L’assessore Gazzolo ha ribadito come la regione Emilia Romagna abbia raddoppiato i fondi per la cultura, l’obiettivo di mandato è triplicarli, e che dal primo marzo verrà pubblicato il primo bando per le produzione cinematografiche e audiovisive.

CLAUDIA CARDINALE INCANTA BOBBIO

Con il ruolo di Angelica, Visconti le fece il più bel regalo della sua vita da attrice. Claudia Cardinale, icona del cinema italiano, ha incantato Bobbio. Una bellezza senza tempo, spontanea e ironica nel ripercorrere le tappe più importanti della sua carriera. Al Bobbio Film Festival la Cardinale è arrivata come madrina d’eccellenza, per presentare, cinquant’anni dopo la prima uscita nel 1963, Il Gattopardo di Luchino Visconti, nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna di cui Marco Bellocchio è presidente da pochi mesi.

Il Gattopardo è il film che mi ha cambiato la vita” confessa all’inizio dell’incontro con il pubblico durante la chiacchierata con il critico cinematografico di Sky Giovanni Canova nella quale Claudia Cardinale ha ripercorso la sua carriera ricordando i due grandi registi con cui ha lavorato: Luchino Visconti e Federico Fellini, il primo perfezionista, l’altro votato all’improvvisazione 

Poi la scena del bacio con Alain Delon, che interpretava Tancredi, deciso a partecipare alla nuova scalata sociale con l’affascinante Angelica. Il Gattopardo rimarrà nella storia del cinema come il film manifesto della vita che cambia, il declino dell’aristocrazia e la crescita della nuova borghesia come recita una delle più significative citazioni “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. 

Nel corso dell’incontro in una sala davvero gremita, la Cardinale ha ricordato anche alcune curiosità della sua carriera, come quella voce roca e sensuale che anima un corpo fiabesco ha sempre affascinato pubblico e critica. “Fino agli anni 60 venivo doppiata – spiega – perchè avevo le corde vocali sottoutilizzate, praticamente da piccola non parlavo, poi quando cominciai fu per tutti una grande sorpresa”. Tra i registi con cui lavorò anche Bellocchio in Enrico IV con Mastroianni che – confessa – mi fece una corte spietata alla quale non cedetti mai”.

La giornata bobbiese della Cardinale si è conclusa con la consegna del Gobbo d’Oro alla carriera e la proiezione del film tra i pannelli fotografici della mostra a lei dedicata.