OSSERVATORIO IRES: AUMENTA L’OCCUPAZIONE MA NON LA QUALITA’ DEL LAVORO

C’è più lavoro ma non sempre di qualità. Si potrebbero riassumere così i dati del 2017 che riguardano l’occupazione sul nostro territorio. Lo rivela la ricerca alla base della nona edizione dell’Osservatorio sull’economia e il lavoro in Provincia di Piacenza che verrà presentata dalla Cgil a cura di Istituto ricerche economiche e sociali IRES.

Uno dei dati più significativi dell’osservatorio è la ripresa dell’occupazione fotografata dai dati di stock sul mercato del lavoro nella provincia di Piacenza. Nel corso del 2017, infatti, vengono registrati 5.043 occupati in più, pari a una crescita del numero degli occupati del 4,1% rispetto all’anno precedente, ossia in assoluto il dato più significativo dall’inizio della crisi. Di conseguenza cresce il tasso occupazionale, che passa dal 66,3% del 2016 al 69,4% del 2017, superando, per la prima volta, anche il dato regionale del 68,6% registrato nel corso del 2017. Decresce invece il tasso di  disoccupazione, che passa dal 7,5% del 2016 al 6,1% del 2017, situandosi sotto la media regionale che si attesta invece al 6,5%. “La maggior parte dei contratti di lavoro attivati è precaria – commenta questi primi dati Zilocchi – la ricerca mostra luci e ombre. Investire sulla qualità del lavoro è la strada maestra per rinsaldare la ripresa”.

 

CONFINDUSTRIA: FATTURATO NEGATIVO, OCCUPAZIONE IN CRESCITA

Dopo due anni il fatturato complessivo delle imprese manifatturiere piacentine è in calo dell’1,44 per cento.  Il dato è emerso dall’indagine congiunturale del primo semestre 2016 effettuata dal centro studi di Confindustria Piacenza. Il presidente degli Industriali Alberto Rota legge questo dato secondo due parametri, uno negativo e l’altro positivo. Negativo perchè le diminuzione del fatturato è stato causato per lo più dall’andamento dell’oli&gas che sul territorio piacentino ha una forte incidenza, ma di contro tante altre aziende, di altri settore, stanno tenendo testa e stanno esportando all’estero. Il fattore positivo, secondo Rota, è che “emergono anche dati positivi come quelli sul’occupazione, aumentata dello 0.5 per cento, accompagnato da una forte diminuzione della cassa integrazione, in calo del 70 cento. Questo perchè, in questi primi sei mesi del 2016, le aziende non si sono aspettate cali negli ordini, la produzione non  è calata e la volontà degli imprenditori è quella di investire, prova ne è il calo della cassa integrazione.

Sul fronte dell’edilizia le cose sembra stiano iniziando a viaggiare nel verso giusto: i salari dichiarati sono aumentati del 10 per cento e gli occupati del 6.7 per cento. Gli addetti complessivamente sono 2 mila, contro i 4 mila del pre crisi.

rota dati confindustria

PROVINCIA OCCUPATA, SCATTA LA SOLIDARIETA’ TRA DIPENDENTI

“Meno controlli, più abusi, più interessi privati, uguale distruzione del servizio pubblico” e ancora ” più tagli, meno servizi, più palle uguale Renzi”. Dovunque si volgesse lo sguardo si vedevano cartelli così, pensieri diventati manifesti. I dipendenti della Provincia, la provincia l’hanno occupata. Proprio come succede nel privato, quando c’è aria di tagli, perchè è questo che sta accadendo. I dipendenti pubblici rischiano il posto di lavoro, quelli salvati dalla sicurezza di un’assunzione non sanno quali servizi resteranno in capo all’ente o se verranno delocalizzati. L’incertezza regna sovrana, ma i numeri, quelli, sono certi. Su poco più di 300 dipendenti impiegati nell’ente di via Garibaldi, la Legge di Stabilità impone il tagli di 161 unità, che a livello nazionale diventano 20mila.

Una situazione ancora più nera per i 6 lavoratori del settore agricoltura e per i 24 del centro per l’impiego contrattualizzati da agenzie interinali o cooperative. Alcuni di loro sono dipendenti precari della provincia da 16 anni e non sono mai stati stabilizzati. A loro non è stata concessa l’autorizzazione per partecipare all’occupazione. Il loro ultimo giorno di lavora sarà il 29 gennaio 2015.

comunicato Rifondazione Comunista: TAGLIO DELLE PROVINCE E LICENZIAMENTI, IL DIFETTO STA NEL MANICO.

Nella passerella degli esponenti del PD locale (il segretario Molinari e l’on. Bergonzi) alla manifestazione sindacale di questa mattina in risposta alla drammatica situazione occupazionale e di taglio dei servizi delle province derivante dalla Legge di Stabilità del governo Renzi, gli stessi hanno sparse lacrime di coccodrillo e ipocrisie come se il consiglio dei ministri e il suo presidente venissero da Marte e non rappresentassero invece la maggioranza al potere in questo paese. Molinari e Bergonzi, coadiuvati dalla vice presidente dell’amm.ne prov.le Calza, hanno invocato un’applicazione più dilazionata nel tempo delle misure previste dalla legge Del Rio ed attuate con la legge di stabilità in discussione in queste ore. La realtà è che il disegno di riordino istituzionale che ha trasformato le province in enti di secondo livello ha come filosofia portante quella della loro completa abolizione, del licenziamento delle lavoratrici e dei lavoratori in esse attualmente occupati, del taglio – e quindi di una loro privatizzazione – dei servizi erogati in particolare per ciò che concerne agricoltura, formazione e avviamento al lavoro. Questa prospettiva, peraltro, è denunciata dall’ottobre 2014 in un documento dell’Unione Province Italiane che indica nel 2017 la data in cui a causa del taglio dei finanziamenti da parte del governo ci saranno risorse economiche pari a 0 (zero) per dare ai cittadini quanto sino ad oggi avuto: sgombero neve, manutenzione delle scuole, manutenzione delle strade, controlli ambientali, protezione civile. Rifondazione Comunista, nel sostenere l’immediato reintegro dei “precari” licenziati, condivide quanto la CGIL ha messo al centro del recente sciopero generale e quanto sta facendo il sindacalismo di base perchè questa manovra economica venga respinta e si sviluppi nel paese la più ampia mobilitazione a difesa dei lavoratori pubblici, della democrazia e dei diritti. Sfida i parlamentari piacentini ad uscire dalla loro tortuosa ambiguità e ad assumersi la responsabilità di un voto contrario in parlamento se le loro scelte dovessero produrre licenziamenti e taglio dell’operatività dell’ente.

il segretario prov.le del P.R.C.
David Santi

Nel servizio, la voce dei dipendenti 

IL TESORETTO DELLA PROVINCIA CONTRO LA CRISI

550mila euro contro la crisi per favorire l’occupazione. Li ha stanziati la Provincia nell’ultima variazione di bilancio approvata il 16 maggio scorso. Un bel gruzzolo che si va ad aggiungere ai 650mila euro già presenti nell’assestamento di bilancio del 2013. Un risultato che ha reso noto il Presidente Trespidi per tirare le somme di quanto elargito in tema di occupazione. Un bilancio insomma, considerato che il mandato del Presidente Trespidi sarà prolungato fino alla fine del 2014 come vuole la riforma sulle Province, poi dal primo gennaio 2015 si vedrà.

Venendo agli interventi, il piano prevede cinque azioni concrete: la prima è un fondo per contributi a datori di lavoro per l’inserimento e il reinserimento professionale di lavoratori a rischio espulsione dal mercato del lavoro. I destinatari sono over 50 disoccupati, over 35 e over 40 in disoccupazione, licenziati o in cassa integrazione. Il totale del fondo è di 250mila euro.

Il secondo intervento, per cui sono stati stanziati 150mila euro si rivolge alle imprese per l’assunzione e stabilizzazione di giovani dai 29 ai 34 anni disoccupati e lavoratori discontinui. I datori di lavoro sono chiamati ad assumere o trasformare il rapporto a tempo indeterminato.

Il terzo intervento riguarda gli incentivi alle imprese per l’assunzione a tempo determinato di lavoratori ultra ventinovenni. Gli importi verranno definiti in base alla durata del rapporto di lavoro, con priorità di genere, nell’ottica di incentivare l’occupazione femminile. Le risorse a disposizione sono di 190mila euro.

Il quarto ed il quinto intervento, per cui sono stati stanziati 30mila euro ciascuno, si rivolgono, per la prima volta, agli enti locali; si tratta di voucher ai comuni che utilizzano per lavori occasionali lavoratori in cassa integrazione, mobilità o in disoccupazione. Il quinto ambito di intervento si rivolge a quegli enti locali dove vengono impiegati lavoratori socialmente utili.

Per gli interventi 1.3.4.5 la Provincia sta predisponendo i bandi che saranno disponibili da giugno.

LAVORATORI FABBRICATRESPIDI LAVORO