BARACCHI: “LOGISTICA DI QUALITA’? QUELLA CHE SI INTEGRA CON IL TERRITORIO”

Logistica, aree militari, mobilità, visione globale e progettualità: sono i temi della chiacchierata con Giuseppe Baracchi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Piacenza, ospite della nuova puntata di Di Profilo. Perché una logistica sia di qualità occorre che la politica entri a gamba tesa mettendo paletti precisi, è il pensiero del presidente dell’Ordine, così come, per non creare altri vuoti urbani nelle aree demaniali, occorre capire le esigenze e i bisogni della città. Al termine dell’intervista Baracchi traccia un bilancio dell’esperienza da presidente che si concluderà tra pochi mesi.

BARACCHI: “FACCIAMO DI PIACENZA LA CITTA’ DEI MERCATI”

Piacenza città dei mercati? Perché no. Il presidente dell’Ordine degli Architetti Giuseppe Baracchi formula l’idea, ai nostri microfoni, in modo strutturato e concretamente realizzabile. Un mercato diffuso, periodicamente programmato che coinvolga tutta la città, prima periferia compresa. Magari, in questo modo, si potrebbe colmare una lacuna che grava sulla città da anni, ovvero la mancanza di un brand. Piacenza è una città in trasformazione certo, resta innegabile però la sua vocazione, ovvero città di passaggio, votata al commercio, al mercato e al transito. Perché allora non puntare proprio su questo?

“QUANDO TI FIDI TI AFFIDI”, IL PERCORSO DI LAURA ALLA LUNA STELLATA

Laura grazie alla comunità la Luna Stellata ha superato il suo problema legato alla dipendenza da sostanze. È stato un percorso lungo, faticoso, ci si è messa anche quella brutta ricaduta per colpa di un compagno violento, a rendere tutto più buio e difficile. Ma oggi Laura ce l’ha fatta e insieme al suo bambino si sta ricostruendo una vita. La Luna Stallata, che accoglie giovani mamme con problemi di dipendenza, oggi compie 20 anni. Accanto, inaugurata nel 2013, la Luna del Mattino una struttura protetta per donne maltrattate. Il nostro racconto inizia dalla storia di Laura.

 

Da un anno non è cambiato praticamente nulla. O meglio, sono cambiati i momenti ma urbanisticamente tutto è rimasto immutato. A dirlo è il presidente dell’ordine degli architetti Giuseppe Baracchi che, ad un anno di distanza da una intervista nella quale segnalava la necessità di ripensare Piacenza in una visione di più ampia progettualità, rileva una situazione immutata. Un paio di idee l’ordine degli archetti le ha, e anche ben confezionate, la sfida è renderle concrete. Per questo ci vuole, prima di tutto, la volontà delle amministrazioni.

L’ARTE DEL RAMMENDO APPLICATA ALL’ARCHITETTURA

Partire dal basso per arrivare al grande. Partire cioè dalle piccole esperienze applicate ai microcosmi, quelle piccole aree come parchi gioco, piazze o angoli della città. Il convegno “Rigenerazione e riqualificazione dal micro al macro intervento”, organizzato dall’Ordine degli Architetti di Piacenza ha messo al centro del dibattito come altre realtà, simili alla nostra, abbiano trasformato grandi aree partendo dal basso, solo in un secondo momento è arrivato il contributo pubblico. Maria Cristina Garavelli, insieme ad altri colleghi architetti e ad una associazione ad essi collegata, ha progettato il recupero della Darsena di Ravenna. Il progetto è avanzato a piccoli passi fino a stuzzicare l’attenzione dell’amministrazione e di sponsor importanti che tutt’ora lo sostengono. Un modus operandi che Piacenza potrebbe e dovrebbe fare proprio, non solo per le grandi aree demaniali che torneranno alla città, ma partendo proprio dai microcosmi.

FARINI, UN CONCORSO PER RIPROGETTARE IL LUNGO NURE

Ordine degli Architetti di Piacenza e Comune di Farini insieme per riportare a nuova vita il lungo Nure. “Nei giorni immediatamente successivi all’alluvione – ha spiegato il presidente dell’Ordine Giuseppe Baracchi – è nata l’idea di metterci al servizio dei comuni rimasti danneggiati, su questo tema mi sono confrontato di recente in consiglio nazionale con alcuni colleghi di Benevento, zona purtroppo martoriata dal maltempo. Vista la lunga amicizia che mi lega al sindaco di Farini, abbiamo pensato all’organizzazione di un concorso per riqualificare tutto il lungo Nure. In accordo con l’amministrazione comunale stabiliremo le coordinate, cercando di portare qualità nella progettazione: l’intenzione è quella di affidare al vincitore anche la realizzazione dell’opera”.

“Sono molto contento di questo aiuto da parte degli architetti – ha affermato il sindaco di Farini Antonio Mazzocchi – per un intervento nel luogo per noi turisticamente più bello: una volta messa in sicurezza la zona e ottenuti i finanziamenti, ci metteremo al lavoro perché il lungo Nure diventi più bello di prima attraverso un progetto semplice e di qualità. L’obiettivo è quello di poter rendere di nuovo fruibile l’area per la prossima estate: “Attualmente siamo in ritardo per la realizzazione delle difese spondali, stiamo aspettando l’esito delle gare, speriamo in un avvio rapido dei lavori, anche perché stiamo entrando in una stagione difficile dal punto di vista meteorologico”.

architetti Farini

AREE MILITARI DISMESSE, PIACENZA PARTECIPA AL BANDO EUROPEO

Per dare nuova vita alle aree militari dismesse il Comune di Piacenza va alla ricerca di fondi dell’Unione Europea attraverso il progetto “Disarmed Cities”, presentato nell’ambito del primo bando del programma di cooperazione territoriale europea Urbact III – Action Planning Networks – Fase 1, mira a valorizzare la sostenibilità degli interventi di riconversione di tali siti, promuovendo lo scambio internazionale di esperienze innovative e le iniziative di formazione in materia. Tra gli obiettivi del progetto, rafforzare la collaborazione tra amministrazioni territoriali e soggetti privati, per una cultura condivisa degli investimenti sugli spazi pubblici come elemento strategico di sviluppo. Le aree abbandonate possono costituire risorse importanti sotto il profilo economico, sociale, ambientale e culturale. La riqualificazione delle aree militari dismesse rappresenta un’opportunità per la creazione di nuovi posti di lavoro. Il Comune di Piacenza si è candidato il 16 giugno scorso come capofila del progetto. La domanda è stata presentata dal Comune insieme all’Ordine degli Architetti di Piacenza e alla Fondazione degli Architetti di Parma e Piacenza. I partner della prima fase sono comuni di Varaždin – Croazia, Szombathely – Ungheria e Cartagena – Spagna. I tempi: per la Fase 1 si ipotizzano 6 mesi durante i quali verranno organizzate delle visite-studio presso la città coinvolte, per la valutazione dello stato dell’arte delle aree militari dismesse da parte dell’esperto del Programma Urbact assegnato al progetto “Disarmed Cities”, accompagnato dai project manager individuati da ciascun partner. Il budget complessivo per questa fase non può superare i 100 mila euro di costi eleggibili. In caso di approvazione del progetto, ci si può candidare alla successiva Fase 2, per la quale verrà elaborata una proposta che prevede l’estensione della partnership a 10 città. Durante la Fase 2, che ha durata di 24 mesi, spetterà al Comune di Piacenza, in qualità di ente capofila, definire un piano di lavoro per implementare l’attività di scambio e apprendimento transnazionale, nonché per l’elaborazione del Piano d’azione integrato, strumento di pianificazione delle aree militari dismesse interessate dal progetto, condiviso da tutti i partner. Il contributo complessivo per la sovvenzione di queste azioni varia tra i 600.000 e 750.000 euro, in base al numero complessivo di partner.

pertite parco

BARACCHI: “RIPENSIAMO IL PO E LA CITTA’, GLI ARCHITETTI SCENDONO IN CAMPO”

Gli architetti di Piacenza scendono in campo per un Po più vivibile, diverso, a misura d’uomo. Il convegno organizzato dall’Ordine degli Architetti Le città di fiume va proprio in questa direzione: “ascoltare dagli esempi di città a noi vicine, come Lodi, Cremona, Pavia, Alessandria, prendere spunto e possibilmente migliorare” spiega il presidente Giuseppe Baracchi. “Scambiarci opinioni con le città confinanti che hanno un rapporto diretto con il fiume e con l’acqua, è una possibilità che ci dobbiamo dare – spiega – noi architetti ci proponiamo con un ruolo collaborativo su come far vivere il paesaggio in senso più ampio. Oggi partiamo dal fiume e dal rapporto che Piacenza ha con il Po, un rapporto che nei decenni è fortemente cambiato. Nonostante questo dobbiamo riappropriarcene, non tanto per la balneabilità, quanto per viverlo, anche solo per il tempo libero e non solo il Po ma anche il Trebbia che oggi è molto vissuto e frequentato.

La mission dell’Ordine degli Architetti di Piacenza che conta 545 professionisti è proprio questa: rimettere la figura al centro della progettualità della città del futuro, partendo, nel caso del convegno, sul paesaggio e sul fiume. “Questo – conclude Baracchi – prevede una progettualità a monte, ovvero il rapporto tra la città e il suo fiume”.

Bersani Alice

PIACENZA QUALE PROGETTUALITA’? BARACCHI LANCIA LA PROPOSTA

Progettualità slegata o figlia di una pianificazione ragionata? In altre parole, quando si approvano progetti come quello recente di via Conciliazione nel quale sorgeranno un supermercato a pochi metri da uno già esistente, una nuova palestre a pochi metri da una già funzionante h 24 e nuovo abitativo, sorgono della domande, per altro più che lecite. La sensazione, sulle prime, è che manchi una visione generale di progettualità. Solo una sensazione, perchè se esistono norme che permettono al privato di costruire è giusto che lo faccia; se a monte la procedura attuativa è stata rispettata e le legge applicata, quale è il problema? Vista così non fa una piega. Ma proviamo a fare un passo avanti: cosa serve davvero alla città? “Il vero problema è: dove vuole andare Piacenza? si domanda Giuseppe Baracchi, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Piacenza – cosa vogliamo fare e possiamo fare per dare alla città una visione legata e sensata nel suo sviluppo”.

Vent’anni fa attorno alla logistica si sono sviluppate le più grandi trasformazioni: oggi rincorrere quella progettualità non è più attuale. Non lo è neppure puntare sull’implementazione abitativa dal momento che gli studi ci confermano che Piacenza non è destinata a crescere numericamente. Di cosa allora ha bisogno la città? Dall’Ordine arriva una proposta, quella di sedersi intorno ad un tavolo per un incontro collegiale: architetti  nel ruolo di collaboratori dell’amministrazione insieme ai cosiddetti stakeholder per dialogare su Piacenza, bisogni e necessità. “Mi piacerebbe, e qui lancio la proposta – spiega Baracchi – metterci intorno ad un tavolo e farci promotori di un incontro collegiale magari partendo proprio da quel manifesto Piacenza 2020, di cui sono una quindicina di proposte ne sono state realizzate forse solo un paio, perchè il mondo è cambiato da allora. Proposta concrete fattive, coinvolgendo anche i soggetti economici, Industriali, Camera di Commercio e poi i privati che vogliono investire”.

Altro capitolo Palazzo ex Enel intorno al quale si sono alzate alte barricate tra cittadini, associazioni da una parte ad amministrazione dall’altra. Baracchi si spinge ad un monito deciso verso la categoria che rappresenta. “E’ un richiamo che mi sento di fare al rispetto deontologico della professione – ha spiegato il presidente dell’Ordine – nei confronti di colleghi prima iscritti all’Ordine e oggi non più che garantiscono progettualità gratuite e partecipano e fanno proclami, criticando l’operato di un collega. Credo sia una mancanza di rispetto nei confronti di un tecnico, collega, progettista, come mettere in dubbio che abbia sviluppato male la propria attività.  Il mio – continua Baracchi – è un richiamo ad un rispetto deontologico della professione, poi ognuno è libero di esprimere la propria opinione, nella massima libertà. Per chi invece è iscritto all’Ordine, mi sento di dire che ammiro molto la passione di questi colleghi che dimostrano nel perorare la causa di mettere in luce i reperti, ma se pensiamo di poter valorizzarli senza un costrutto più ampio, più condiviso, in modo da verificare ciò che esiste e metterlo a conoscenza di tutti, mi trovo in disaccordo”.

Il servizio con l’intervista nella prossima puntata di A Tutto Tondo 

pc dall'alto

EXPO 2015: ARCHITETTI E STUDENTI INSIEME PER PIAZZETTA PIACENZA

L’ordine degli architetti e la facoltà di architettura insieme per Expo 2015. Il compito è ambizioso e soprattutto concreto in vista di un evento che sembra subire ogni giorno pesanti rallentamenti. Questa volta invece abbiamo l’impressione che una ventata di operatività verrà gettata sul progetto. Saranno gli architetti under 35 piacentini insieme agli studenti futuri architetti a progettare il Piazzetta Piacenza. “E’ una grande soddisfazione – ha detto il presidente dell’Ordine Giuseppe Baracchi – non è mai accaduto a Piacenza che professionisti e studenti mettessero insieme idee e professionalità per un progetto così importante”. L’operatività partirà subito, anche perchè maggio è dietro l’angolo: dal 24 al 26 novembre all’Urban Center prenderanno il via i workshop per produrre i layout. Il 27 novembre una commissione formata da Associazione Temporanea di Scopo proclameranno il layout vincitore. Entro il 6 dicembre il progetto diventerà definitivo. Per la progettazione della Piazzetta ci saranno precisi riferimenti da seguire, spazi da rispettare stabiliti dall’ATS. Come racchiudere in poco spazi l’essenziale? “Occorre progettare uno spazio accogliente – ha spiegato Baracchi – che racchiuda l’agroalimentare, l’acqua, il suolo e il cibo oltre che le tipicità piacentine”.