NUOVO PONTE SUL TREBBIA, VENEZIANI: “OLTRE AI MATTONI METTIAMOCI IL CUORE”

31 maggio – 9 settembre. Dopo 101 giorni il ponte del trebbia che collega Piacenza a San Nicolò è stato riaperto. Un super lavoro davvero, un risultato per nulla scontato – hanno ribadito in molti durante il taglio del nastro – raggiunto grazie alle maestranze, agli operai, alla forza lavoro che nonostante il caldo torrido di questa estate hanno portato a termine il lavoro con 4 giorni di anticipo sulla tabella di marcia.

PONTE SUL TREBBIA CHIUSO: PRIMO INCIDENTE, PRIME CODE

Primo giorno di chiusura al traffico del ponte sul Trebbia per i lavori di consolidamento che dureranno 105 giorni. Il ponte di San Nicolò sarà chiuso fino alla metà di settembre, a causa dei lavori di consolidamento più volte rinviati negli anni passati, e affidati alla associazione temporanea d’impresa (Ati) che si è aggiudicata l’opera (Tmg di Sondrio e Cdf di Podenzano). Un intervento non più rimandabile, hanno specificato più volte i tecnici della Provincia, reso indispensabile dalla condizione in cui versa attualmente la struttura. Da questa mattina quindi passaggio obbligato sul ponte Paladini su cui si riverserà, in questi mesi, gran parte del traffico diretto verso la città. A rendere ancora più difficoltoso questo primo giorno di chiusura ci si è messo un incidente avvenuto proprio nei pressi della rotonda di imbocco sul ponte vicino a San Nicolò. L’incidente ha creato lunghe code fin dall’abitato di San Nicolò che hanno reso ancora più difficoltoso il transito sull’arteria stradale.

PONTE TREBBIA, LA PIU’ PERCORRIBILE E’ L’IPOTESI GUADO IN ALVEO

L’ipotesi ponte Bailey non è percorribile, soprattutto per il costo elevato e la complessità nell’attuarlo. E’ l’esito del primo incontro del tavolo tecnico per i lavori adeguamento funzionale del ponte del Trebbia a cui hanno partecipato il presidente della Provincia Francesco Rolleri, la consigliera Patrizia Calza e i sindaci di Piacenza, Calendasco e Rottofreno. L’incontro, convocato dal Presidente Rolleri, aveva lo scopo di costituire un tavolo tecnico di lavoro e di procedere ad una valutazione preliminare delle problematiche, al fine di promuovere i successivi approfondimenti di natura tecnica, procedurale ed economica relativi ad eventuali percorsi alternativi comprendenti attraversamenti del fiume Trebbia. L’ipotesi Bailey è difficilmente realizzabile in quanto risulterebbe necessaria la realizzazione di pile intermedie provviste di idonee fondazioni, che sarebbe poi obbligatorio rimuovere al fine di ripristinare la situazione ambientale preesistente, trattandosi, infatti, di area compresa nel Parco fluviale del Trebbia. L’ipotesi dei guadi nell’alveo sembra più percorribile: il gruppo di lavoro dovrà valutare le condizioni di fattibilità e i conseguenti costi e procedure. Il primo incontro del tavolo tecnico è stato convocato per giovedì 9 febbraio presso la sede della Provincia.

 

 

PONTE TREBBIA: LAVORI NON PIU’ RINVIABILI. VENEZIANI PROPONE UNA CABINA DI REGIA

Più di 30 mila veicoli al giorno su un ponte di quasi 200 anni in condizioni particolarmente ammalorate. L’intervento di consolidamento della struttura non è ulteriormente rinviabile. L’amministrazione provinciale ha presentato nel dettaglio i lavori di adeguamento a partire dal consolidamento delle pile, spalle e volte, rimozione dei parapetti esistenti e installazione di nuove barriere, collocazione di una nuova dorsale acquedottistica, la posa di una nuova linea elettrica e fibre ottiche, realizzazione di una pista ciclabile protetta. Un intervento dell’importo di 3.500.000 euro di cui 1.844.000 dalla Regione Emilia Romagna, 1.255.000 da Anas e 400.000 dalla Provincia. Nulla da dire sulla necessità dell’intervento, ma il sindaco di Rottofreno Raffaele Veneziani ha espresso il suo “disappunto per aver appreso la notizia senza consultazione”. Proprio da lui arriva una proposta: la creazione di una cabina di regia composta da Provincia, comuni coinvolti, Prefettura e minoranze consiliari con l’obiettivo di coordinamento e sintesi di tutti i lavori tematici. Accanto a quest’organo ha proposto altri due tavoli: uno tecnico, per uno studio di fattibilità su una proposta alternativa come un ponte bailey o un guado, e uno politico per un confronto tra comuni, associazioni, categorie economiche e stakeholders per un eventuale finanziamento. Il tempo contrattuale complessivo è stato stimato in 270 giorni, 115 quelli di chiusura riducibili a 105 in sede di gara d’appalto. Durante il periodo di chiusura al transito è previsto che le lavorazioni si svolgano su più turni (diurno, notturno e festivo). In caso di mancato rispetto delle tempistiche contrattuali per ogni giorno verranno applicate le panali di circa 2.700 euro al giorno rispetto al tempo complessivo e 5.400 euro al giorno rispetto al tempo di chiusura. Il percorso alternativo resta, al momento, l’utilizzo del ponte Paladini.