LO SPETTACOLO DELLE LUCI DI NATALE A RITMO DI MUSICA

Per l’ottavo anno incanta grandi e piccoli. Lo spettacolo delle luci di Natale ideato e realizzato da Paolo Gaboardi e dal papà Fausto anima anche quest’anno il periodo delle feste natalizie. Sono circa 11 mila punti luminosi, tra led e lampadine, che sapientemente comandate da tre centraline sincronizzate da un computer danno vita ad uno spettacolo davvero suggestivo. Lo show ha una durata di circa 25 minuti e proseguirà nelle serate di sabato 31 dicembre alle ore 18, venerdì 6 gennaio alle 18 e alle 21, sabato 7 e domenica 8 negli stessi orari in via Verdi 36 a Pontenure. https://www.youtube.com/watch?v=hdspuIFNAbQ&sns=em

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LE FESTE A RITMO DI MUSICA E 11000 LUCI A PONTENURE

Si chiama Christmas Lights Show lo spettacolo che Paolo Gaboardi e il padre Fausto hanno allestito all’esterno della loro abitazione a Pontenure. Uno spettacolo di luci e musica reso unico grazie alle intermittenze e ai colori di circa 11000 tra luci led e lampadine comandate tramite tre centraline sincronizzate da un pc. Si va delle musica più classiche a quelle più commerciali per passare alle canzoni dei cartoni animati degli ultimi anni. Ogni anno a settembre Paolo e il papà Fausto cominciano a pensare le novità per i Natale successivo; quella di quest’anno è la neve che scende dal tetto per alcune canzoni. Uno spettacolo della durata di circa 25 minuti in cui la facciata dell’abitazione in via Verdi prende vita con originalità ed eleganza. Verrà ripetuto tutti sabati, domeniche e festivi alle 18 e alle 21 fino all’epifania.

https://www.youtube.com/watch?v=8gTKo5wBClg.

https://www.youtube.com/watch?v=kitiEBzy5xE

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TREBBIA E NURE ESONDATI: CASE E CASCINE ALLAGATE ANCHE IN PAESE

Dalla siccità agli allagamenti. Nel tempo di una notte. Così all’improvviso. Anche se saranno in tanti a dire che tutto era prevedibile, risultato di anni di interventi sbagliati, cementificazioni e costruzioni a ridosso degli alvei dei fiumi. Ma la cronaca di queste ore descrive una situazione allarmante, soprattutto in val Nure e val Trebbia, dove i torrenti sono esondati allagando strade e cascine, fino a lambire le case. Il coordinamento in capo alla Prefettura non ha escluso la possibilità di chiudere supporto ad altre province per gestire la situazione. Le condizioni più critiche si sono registrate in alta val Nure dove l’esondazione del torrente ha creato diversi allagamenti lasciando isolate alcune zone, ma anche in val Trebbia dove a Rivergaro il fiume ha completamente allagato il lungo Trebbia e le zone adiacenti. La situazione, dalle prime ora di questa mattina, è stata molto critica anche in pianura tra Pontenure e San Giorgio. Nella zona di Sant’Agata intere cascine agricole sono state allegate, così come a Pontenure in località San Giovanni, a poche centinaia di metri dall’ingresso del paese, l’acqua è arrivata fino alle abitazioni. Una situazione questa che non si era mai verificata, almeno negli ultimi 40 anni. Colpita duramente anche la zona industriale di Pontenure: Amada Schiavi e il magazzino di Upim sono allagate, così come il sottopasso dove questa mattina un’auto è rimasta bloccata. In campo i volontari della Protezione Civile, Polizia Municipale e responsabili dell’ufficio tecnico del Comune.

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“A PONTENURE NON CI SONO STRUTTURE PER ACCOGLIERE I PROFUGHI”

A Pontenure, al momento, non risultano strutture candidate ad accogliere i profughi che, nelle prossime ore, arriveranno sul nostro territorio. La conferma arriva dal sindaco Manola Gruppi che ha ottenuto rassicurazioni, in questo senso, dalla Prefettura. All’interno del Comune non ci sono strutture con caratteristiche tali da poter partecipare al bando emesso da via San Giovanni per l’ospitalità dei richiedenti asilo. Due settimane fa il prefetto Anna Palombi aveva convocato un incontro con i sindaci dei comuni che non hanno ancora ospitato stranieri; un incontro dal quale, di fatto, non era emerso nulla di concreto se non un nuovo appello ai privati perchè si candidassero a mettere a disposizione strutture per ospitare gli stranieri in arrivo da Bologna. All’incontro con i primi cittadini era seguito un appello del Prefetto direttamente ai privati perchè si facessero avanti. Appello che, a quanto pare, nessuno ha colto: anche a Sarmato, dove il sindaco Anna Tanzi ha inviato una lettera ad alcuni titolari di strutture, nessuno si è candidato, a Rottofreno il sindaco Raffaele Veneziani non ha avuto alcun riscontro. Ad oggi i richiedenti asilo sono ospitati a Piacenza, tra Caritas e strutture private, Calendasco, Coli, Ponte dell’Olio, Gragnano, Rivergaro, Vigolzone, Pianello, Gropparello, Bettola, Monticelli, Castell’Arquato e Alseno.

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RDB: GARANTITA LA CONTINUITA’ NELLA PRODUZIONE

I delegati nazionali di Fillea, Filcams e Filctem hanno incontrato nella sede Rdb di Pontenure i commissari fallimentari Michele Guidotti e l’avvocato Andrea Loranzi. E’ stato un tavolo positivo, hanno sottolineato i sindacati, perchè è stata confermata la continuità anche in questa fase delicata del fallimento dell’azienda. Le commesse saranno evase garantendo così il lavoro negli stabilimenti, se arrivassero nuovi ordini verranno accettati. E’ stata confermata la volontà da parte dei commissari di prendere in considerazione e valutare le offerte che arriveranno nei confronti del marchio Rdb. Seguirà un’attenta valutazione per non ripetere ciò che è accaduto negli ultimi mesi con la Geve di Marini. A breve, forse già la prossima settimana, verrà convocato a Pontenure il coordinamento nazionale.

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RDB: “MARINI PAGHI ENTRO IL 20, ALTRIMENTI E’ RISCHIO FALLIMENTO”

Il personaggio più atteso nell’incontro di oggi nella sede di RDB a Pontenure era certamente Paolo Marini della Geve srl. Il coordinamento sindacale nazionale e provinciale lo ha lungamente atteso, ma lui non è arrivato. Marini, pur avendo confermato l’acquisto di RDB, ad oggi non ha ancora versato alcuna somma, colpa, a suo dire, dei tempi tecnici richiesti per la fideiussione assicurativa che Marini avrebbe chiesto il 30 dicembre scorso. “Di tempo ne è passato – risponde Paolo Carrera Cisl – ora l’ing. Marini deve dare delle risposte soprattutto ai lavoratori”. I commissari presenteranno una relazione in Tribunale in cui chiederanno il pagamento delle somme dovute da Paolo Marini entro il 20 gennaio. “Con i commissari non parla – ha proseguito Carrera – non abbiamo visto alcun piano industriale, i lavoratori non sanno cosa fare. Mi auguro che entro la prossima settimana cambi qualcosa altrimenti saranno in tanti a chiedergli i danni. Nessuno l’ha obbligato ad acquistare RDB, a meno che sia un burattino nella mani di qualcuno”. Se entro il 20 non verranno le somme, l’unica via sarebbe quella del fallimento.

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AL PICCOLO TEATRO SERRA TORNA FESTIVAL 50+1

Fino a poco tempo fa faceva parte degli oltre 400 teatri dimenticati sparsi per l’Italia. Oggi non è più così ed è tornato a tutti gli effetti un luogo di cultura e storia. Il Teatro Serra di Parco Raggio di Pontenure è tornato ad ospitare rassegne di livello grazie ad una campagna di crowdfunding andata a buon fine. Dopo la prima edizione del maggio scorso, torna il Festival 50+1 in collaborazione con TMO, Teatro Mediterraneo Occupato di Palermo. Appuntamento dal 17 al 20 settembre. Si parte con SU -A SUll’-Attore di Marika Pugliatti, il 18 Letizia Forever, il 19 Alessio Bondì Live, e per chiudere il 20 settembre Nel Fuoco. In più per gli spettatori con figli piccoli è a disposizione un servizio gratuito di Tagesmutter e visite guidate all’interno del parco e della villa Raggio.

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TRE BUSTE PER SALVARE RDB SPA. TAVOLO A SETTEMBRE

Non due, ma tre buste sono arrivate sul tavolo dello studio notarile Capaccioni e Zinni in via Morrozzo della Rocca a Milano. E chissà che in una delle tre ci sia l’offerta per salvare Rdb spa che comprende gli stabilimenti di Pontenure, Monticelli (per la provincia di Piacenza), Belfiore e Tortoreto. La scadenza delle offerta era fissata per le 12 di ieri. I commissari Renato Camodeca, Giorgio Zanetti e Paolo Cevolani si sono presi tutto il mese di agosto per valutare le proposte e per l’inizio di settembre è previsto un nuovo tavolo insieme alle istituzioni e alle parti sociali. Massima riservatezza sul contenuto delle offerte, sia in termini di cifre che di acquirenti. “La speranza – si augura Ivan Bersani segretario della Cisl di Piacenza – è che le offerte tengano conto del fatto che si tratta di un marchio storico e che Rdb è un’azienda quotata in Borsa con un importante portafoglio ordini. Ciò che conta – conclude – è l’investimento di un potenziale acquirente deve essere a medio lungo termine”.

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RDB, IL MINISTERO APRE UN NUOVO BANDO DI GARA

Il Ministero dello Sviluppo economico ha concesso l’apertura di un nuovo bando grazie al quale gli imprenditori interessati potranno pubblicare la loro offerta.  Sindacati ed rsu hanno portato a casa un buon risultato dal viaggio a Roma per il gruppo Rdb. Il bando rimarrà aperto fino al 7 agosto data entro la quale verranno raccolte tutte le offerte. Nella fattispecie ci riferiamo agli stabilimenti Rdb Spa di Pontenure e Monticelli per cui le offerte finora presentate non sono state giudicate idonee. Scongiurato, per ora dunque, il rischio di una svendita del marchio. Discorso diverso invece per il ramo Hebel per cui rimane valida l’offerta di Volla. Preoccupante la situazione di Terrecotte; il 15 luglio è fissata una nuova udienza in cui il tribunale darà un nuovo parere sul futuro dei siti di Cadeo e Borgonovo per i quali non aveva concesso la proroga del piano di amministrazione straordinario.

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RDB, DOMANI A ROMA SI DECIDE SUL FUTURO DEL GRUPPO

È carico di aspettative l’incontro di domani a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico per i dipendenti del gruppo Rdb. I commissari Renato Camodeca, Paolo Cevolani e Giorgio Zanetti insieme ai sindacati territoriali, nazionali e rsu, scenderanno a Roma per trovare una soluzione con il Ministero. In particolare l’obiettivo è di indire una nuova asta per poter permettere a nuovi 

di acquisire il marchio senza il rischio della svendita. Questa procedura deve concludersi entro la fine agosto, termine che ha dato il tribunale a seguito della proroga del piano di amministrazione straordinario. Questo discorso vale per gli stabilimenti di Pontenure e Monticelli. Il tribunale infatti, nei giorni scorsi, ha negato la proroga a Terrecotte di Cadeo e Borgonovo, perché non era arrivata alcuna manifestazione di interesse. I sindacati si augurano che il Ministero possa intervenire su questa decisione del tribunale, concedendo la proroga anche a Terrecotte. Se così non fosse, la situazione per

27 lavoratori e le rispettive famiglie sarebbe tutt’altro che rosea cin il rischio concreto di fallimento degli stabilimenti.

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