DALLA PIAZZA ALLA RETE: COME CAMBIA LO SPACCIO. A TUTTO TONDO

Dalla piazza alla rete. Cambiano i luoghi dello spaccio, così come cambiano le modalità di assunzione. Nella piazza del web si trova di tutto dai cd, alla droga fino alle armi. Vi si accede non attraverso i motori di ricerca tradizionali, ma una volta all’interno si può acquistare di tutto. Questo è lo specchio di una modalità diversa del consumo che va conosciuto e studiato, corrispondente ad una evoluzione del fenomeno. Per questo motivo c’è un gran bisogno di sensibilizzare e informare i giovani sul tema del consumo di sostanze; legati alla tossicodipendenza esistono ancora troppi stigmi, il progetto Ops del Sert di Piacenza è nato proprio per questo.

Non esiste una classifica delle emergenze, sarebbe come aizzare una guerra tra poveri, ma non si può nemmeno far finta che la povertà che bussa ogni giorno alle porta delle parrocchie della città non esista. E’ il pensiero di don Pietro Cesena, parroco di Borgotrebbia, dove ogni giorno arrivano uomini e donne alla ricerca di un lavoro e ancora peggio di cibo per la famiglia. In mezzo a questa emergenza ne esiste un’altra, più recente ma altrettanto grave, quella legata all’accoglienza dei profughi. Ma se mancano le regole per organizzarla quest’accoglienza, inevitabilmente il malessere sarà sempre più diffuso e difficile da gestire.

LE CONTRADDIZIONI DELL’ACCOGLIENZA. INTERVISTA A DON PIETRO CESENA

E’ una povertà crescente quella che ogni giorno bussa alla porta delle parrocchie delle periferie cittadine, succede anche dalle nostre parti, nonostante Piacenza sia una città ricca e benestante. Ma non per tutti. Padri e madri di famiglia che non ce la fanno con la spesa e le bollette a cui si aggiungono la mancanza di un lavoro stabile e la difficoltà a gestire i rapporti umani e gli affetti familiari, spesso i primi a risentire negativamente della situazione di difficoltà.  A questo si aggiunge un’altra emergenza quella dei profughi, che vanno a rinfoltire quel già troppo nutrito esercito di persone che non ce la fanno. Eppure non si può far finta di nulla, voltarsi dall’altra parte o fingere che il problema non esista. Mettere la testa sotto la sabbia e non pensare che uomini e donne sono disposti a fare migliaia di chilometri a piedi per poi imbarcarsi su mezzi di fortuna per arrivare in italia, non è corretto. Ma non si può nemmeno ignorare il disagio e le fragilità che ogni giorno si incontrano per le nostre strade, a due passi dalle nostre case. Di seguito la lunga intervista a Don Pietro Cesena, parroco di Borgotrebbia