VENEZIANI: “IL BICCHIERE MEZZO PIENO COME ARMA DI SOPRAVVIVENZA

Operativo e sempre in pista. Raffaele Veneziani , sindaco di Rottrofreno, di professione avvocato, racconta quanto l’esperienza di amministrare un comune sia appassionante e avvincente, soprattutto quando si sono difficoltà da superare come è avvenuto per l’alluvione del 2015. “Vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, è la mia arma per la sopravvivenza”. E per il 2018 ai augura che cittadini ed amministratori compresi si indignino e si progetti di più. Un auspicio? “Garantire la linee ferroviaria sul territorio comunale, oggi passata da 14 a 28 treni giornalieri, fino al giugno 2019, in modo da poter essere utilizzate anche dagli studenti”.

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CONTRO LA CHIUSURA DEGLI UFFICI POSTALI SCATTA LA PROPOSTA DEI SINDACI

La proposta verrà formalizzata a breve e necessità di risposte più che tempestive. Nel corso del vertice nella sede centrale delle Poste, i sindaci hanno fatto quadrato contro la chiusura degli 8 uffici postali periferici: Santimento, Biana, Settima, San Giuliano, Godi, Rezzano, Vicobarone e San Nazzaro. Ma contro la chiusura nulla si può fare perchè Poste Italiane ha deciso di ridimensionare gli uffici periferici, in Emilia Romagna sono 53 gli uffici destinati a chiudere. “Abbiamo registrato l’indisponibilità delle Poste a trattare – ha detto il sindaco di Rottofreno Raffaele Veneziani, anche coordinatore provinciale di Anci – e quindi ci siamo chiesti come fare per garantire, in modo seppur essenziale, il servizio. Abbiamo chiesto di ridurre da 27 a 8 i giorni al mese di apertura degli uffici decentrati”. In sostanza si tratta di un giorno a settimana di apertura, ad eccezione dell’ufficio di San Nazzaro che resta aperto 6 giorni. “In questo modo – spiega Venaziani – verrebbe garantita l’azione sociale degli uffici postali, indispensabili soprattutto per gli anziani nel ritiro della pensione. Se Poste Italiane accetterà, per noi non sarebbe comunque una vittoria, ma almeno la soluzione meno penalizzante”. La proposta verrà inviata dal coordinatore provinciale Anci, Veneziani, a Poste e Agcom. La risposta dovrà arrivare giocoforza in tempi brevi, perchè la chiusura degli uffici è prevista per il 7 settembre. La decisione di Poste di ridurre su scala nazionale gli uffici decentrati non è riconducibile al pagamento degli affitti, bensì ad una ricollocazione più redditizia del personale.

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