VENEZIANI: “ECCO LA NUOVA VETRINA DELLA RICCI ODDI. OGGI E’ UN NUOVO BATTESIMO”

“Scoppiettante, stimolante, direzionale, arricchente e contemporaneo”. Così il presidente Jacopo Veneziani definisce il nuovo anno per la galleria Ricci Oddi. Perché se parlare di svecchiamento è poco elegante, certamente di modernizzazione c’è un gran bisogno. A partire dallo stato dell’edificio stesso, ma certamente anche dall’immagine che ne esce all’esterno. In questo anno appena passato che ha segnato l’insediamento del nuovo presidente, fortemente voluto dalla sindaca Tarasconi, si è lavorato sott’acqua per creare quello che oggi è stato presentato: nuovo logo che rappresenta due archi a tutto sesto della galleria e il salone d’onore, e il sito. Una vetrina nuova, perché anche l’occhio, mai come nell’arte, vuole la sua parte.

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RICCI ODDI:VENEZIANI PRESIDENTE. TARASCONI: “INVESTENDO SUI GIOVANI SI COLTIVA IL FUTURO”

“Mi fa particolarmente piacere poter rivolgere, al nuovo presidente della Galleria Ricci Oddi Jacopo Veneziani, un sincero augurio di buon lavoro a nome della città di Piacenza, in sinergia con tutti i consiglieri del Cda di cui sottolineo il ruolo prezioso, nonché con le istituzioni culturali del territorio”. Queste le parole della sindaca Katia Tarasconi, che si dice “orgogliosa e grata che la presidenza sia stata affidata a una personalità di alto profilo, capace di conciliare grande autorevolezza e competenza con l’entusiasmo della sua giovane età e con l’amore per il territorio di cui è originario”.

Con la stessa, generosa disponibilità, nelle scorse settimane – prosegue la sindaca – aveva accolto la designazione come rappresentante del Comune di Piacenza nel Cda della Galleria, accanto alla professoressa Valeria Poli. Rinnovo a entrambi un caloroso ringraziamento, certa che il presidente Veneziani saprà interpretare il suo ruolo con la visione strategica, il dinamismo e la capacità di coinvolgimento che una già vasta platea gli riconosce come docente, scrittore e divulgatore: doti che rappresentano un valore aggiunto per l’incarico importante che da oggi riveste. Saper raccontare l’arte con immediatezza, trasmettendo passione, significa renderla sempre più accessibile e aprire le porte di musei e pinacoteche a un pubblico sempre più ampio e diversificato, investendo progettualità e idee in particolare sulle giovani generazioni. Questa Amministrazione crede molto nella necessità di coltivare il futuro ed è un privilegio poter contare con fiducia e stima sulla sensibilità di chi, da sempre, dimostra di aver colto e condiviso questa sfida”.

Nel corso della seduta odierna, il Cda della Galleria Ricci Oddi ha recepito formalmente anche le dimissioni dell’avvocato Corrado Sforza Fogliani, ratificando l’ingresso nel Consiglio, in sua vece, dell’avvocato e storico dell’arte Gottardo Pallastrelli. “So di dare voce a tutti i colleghi di Giunta e Consiglio comunale – conclude a questo proposito Katia Tarasconi – nell’augurargli buon lavoro, così come a tutti i componenti del Cda e in particolare al vice presidente, riconfermato, Eugenio Gazzola, rimarcando con gratitudine l’impegno profuso in questi anni dall’avvocato Sforza per la tutela e la promozione del patrimonio storico-artistico della Galleria, così come in ogni ambito della sua attività istituzionale all’interno dell’assise cittadina da cui oggi stesso ha rassegnato le dimissioni. A lui va il simbolico abbraccio e il sostegno dell’intera assemblea consiliare”.

JACOPO VENEZIANI E VALERIA POLI NEL CDA DELLA RICCI ODDI: I NOMI DEL COMUNE

Il nome di Jacopo Veneziani, fin da subito, è entrato nel novero delle personalità più adatte per sindaca Tarasconi e assessore Fiazza ad entrare nel cda della galleria Ricci Oddi, in sostituzione del professor Mazzocca. Sul secondo nome invece c’erano un pò più di dubbi. L’intenzione pareva quella di nominare una donna, probabilmente in nome della parità di genere, ma nulla era certo. La scelta è caduta sulla professoressa Valeria Poli, docente del Liceo Cassinari, autrice di numerose pubblicazioni sulla storia e architettura locali, da sempre legata alle iniziative culturali della Banca di Piacenza. Il suo nome era uno di quelli che fin dall’inizio era circolato tra i papabili. E’ stata l’insegnante di storia dell’arte proprio di Jacopo Veneziani negli anni del liceo Gioia, oggi si trovano fianco a fianco nel consiglio di amministrazione della galleria di via San Siro.

Veneziani ha 26 anni, originario di Lugagnano, esperto di arte, divulgatore e scrittore, dottorando in storia dell’arte alla Sorbona di Parigi, è docente allo Iulm di Milano ed è noto al grande pubblico per le partecipazioni ad alcuni programmi televisivi sulla Rai.

“Auguriamo al neo costituendo Cda della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi – hanno dichiarato il sindaco Katia Tarasconi e l’assessore alla cultura Christian Fiazza – di lavorare unito e in sinergia con gli enti locali per e nell’interesse della città di Piacenza che Giuseppe Ricci Oddi tanto amava. Questo sarà il Cda che avrà la grande responsabilità di traghettare la Galleria verso la forma giuridica della Fondazione quale “ente del terzo settore” e così facendo riuscire, finalmente, a inserirla in quel posto di primo piano nel panorama culturale nazionale ed internazionale, che la attende di diritto ormai da troppo tempo”.

JACOPO VENEZIANI E VALERIA POLI NEL CDA DELLA RICCI ODDI: I NOMI DEL COMUNE

Il nome di Jacopo Veneziani, fin da subito, è entrato nel novero delle personalità più adatte per sindaca Tarasconi e assessore Fiazza ad entrare nel cda della galleria Ricci Oddi, in sostituzione del professor Mazzocca. Sul secondo nome invece c’erano un pò più di dubbi. L’intenzione pareva quella di nominare una donna, probabilmente in nome della parità di genere, ma nulla era certo. La scelta è caduta sulla professoressa Valeria Poli, docente del Liceo Cassinari, autrice di numerose pubblicazioni sulla storia e architettura locali, da sempre legata alle iniziative culturali della Banca di Piacenza. Il suo nome era uno di quelli che fin dall’inizio era circolato tra i papabili. E’ stata l’insegnante di storia dell’arte proprio di Jacopo Veneziani negli anni del liceo Gioia, oggi si trovano fianco a fianco nel consiglio di amministrazione della galleria di via San Siro.

Veneziani ha 26 anni, originario di Lugagnano, esperto di arte, divulgatore e scrittore, dottorando in storia dell’arte alla Sorbona di Parigi, è docente allo Iulm di Milano ed è noto al grande pubblico per le partecipazioni ad alcuni programmi televisivi sulla Rai.

“Auguriamo al neo costituendo Cda della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi – hanno dichiarato il sindaco Katia Tarasconi e l’assessore alla cultura Christian Fiazza – di lavorare unito e in sinergia con gli enti locali per e nell’interesse della città di Piacenza che Giuseppe Ricci Oddi tanto amava. Questo sarà il Cda che avrà la grande responsabilità di traghettare la Galleria verso la forma giuridica della Fondazione quale “ente del terzo settore” e così facendo riuscire, finalmente, a inserirla in quel posto di primo piano nel panorama culturale nazionale ed internazionale, che la attende di diritto ormai da troppo tempo”.

 

RICCI ODDI: SI STRINGE IL CERCHIO SU PRESIDENTE E CONSIGLIERE

Scadrà il 30 ottobre il termine per le candidature in qualità di membri del cda della Ricci Oddi espressi dal Comune di Piacenza, che andranno a sostituire il prof. Mazzocca e l’avvocato Giuffrida. Tra loro ci sarà dunque il nuovo presidente che, al di là di soprese dell’ultimo minuto, dovrebbe essere il giovane Jacopo Veneziani, docente e divulgatore del mondo dell’arte. Ma manca ancora una casella da riempiere, quella del consigliere.

Pare in questi giorni sindaca e assessore alla Cultura stiano facendo incontri con i diretti interessati per capire chi meglio possa ricoprire il ruolo e lavorare in piena sintonia con il presidente e l’intero cda. Quel posto di consigliere l’amministrazione vorrebbe affidarlo ad una donna, probabilmente per una questione di parità di genere, nello statuto infatti di questo non si fa menzione. E qui la mente corre, per chi segue più assiduamente i lavori del consiglio comunale, alla mozione di Alternativa per Piacenza, sonoramente bocciata dall’intero consiglio, in cui si chiedeva la modifica dello statuto della galleria proprio in relazione a quei passaggi formali “viziati da smaccate discriminazioni di genere”, per cui la “linea mascolina” ha la netta prevalenza su quella femminile. Insomma la domanda è: ma della parità di genere ci si accorge solo ora?

Andando oltre, il nome femminile in pole position sarebbe quello di Valeria Poli, professoressa, profonda conoscitrice della storia artistica della città, da sempre legata alle iniziative culturali della Banca di Piacenza.

I tempi non sono ancora stabiliti, ma sindaca e assessore Fiazza staranno certamente per presentare e motivare nel migliore dei modi una scelta che, ancora prima di essere esposta, ha riflettori e occhi decisamente puntati addosso.

 

MOZIONE RICCI ODDI, APP: “LA VERA FORZATURA E’ UTILIZZARE ANCORA QUEL LINGUAGGIO”

Una bocciatura unanime che rammarica profondamente  se si torna alla motivazione per cui il documento era stato depositato. Stiamo parlando della mozione a firma dei consiglieri comunali di Alternativa per Piacenza Stefano Cugini e Luigi Rabuffi in merito alla modifica dell’art 17 del nuovo statuto della galleria Ricci oddi che ieri, in consiglio comunale, ha ricevuto la contrarietà di tutti i consiglieri. Si proponeva di modificare l’articolo che rappresenta una smaccata discriminazione delle donne rispetto alla nomina nel cda. In sostanza la “linea femminile” è prevista solo in caso di mancanza di non una, ma ben due, discendenze da “linea mascolina”. Secondo i consiglieri di ApP un linguaggio e una sostanza che non hanno ragione di esistere nel 2023. Ma il consiglio ha bocciato la mozione ritendo la modifica sarebbe una forzatura.

La volontà era ben diversa, precisano i consiglieri in una nota “senza minimamente violare la volontà del fondatore e intaccare il sacrosanto e insindacabile diritto degli eredi di agire come più li aggrada (volessero pure indicare una figura maschile per il prossimo millennio, si accomodassero), chiedevamo di depurare il testo da passaggi vecchi di un secolo, ancora pregni
della scarsa considerazione che la società di allora riservava alle donne, confinate a un subordine senza appello all’impronta patriarcale. Restiamo convinti che, all’alba del 2023, un ente pubblico non possa porre la propria firma in calce a un documento così formulato. È questione di credibilità,
oltre che di convivenza tra forma e sostanza.

Ci è toccato invece assistere a una critica in punta di diritto che ci ha straniato quanto Renzo al cospetto di Azzeccagarbugli, da chi deve avere ben scarsa considerazione della famiglia Ricci Oddi per adombrare il pericolo che, per chissà quale lesa maestà, la stessa possa riprendersi tutte le opere in caso di aggiornamento di poche righe di un articolo. Si è agitato lo spauracchio del danno erariale, con buona pace di decenni di lotte per la parità di genere, dei valori costituzionali e di tutta la letteratura consolidata a contrasto delle
molteplici dimensioni della discriminazione verso le donne, che coinvolgono ancora la partecipazione alla vita politica e istituzionale. Ci hanno definito avventurieri, niente meno, richiamandosi al principio di prudenza che deve muovere la pubblica amministrazione. Beh, per noi esistono momenti in cui la politica deve affrancarsi dalla burocrazia e dimostrare coi fatti ai cittadini che il coraggio delle scelte prevale sullo status quo. Si è detto che la modifica proposta sarebbe una forzatura in casa d’altri, ovvero della famiglia Ricci Oddi. Niente di più falso. Al contrario, mantenere intatte quelle righe vergognose sarebbe una forzatura in casa nostra, di tutta una comunità. Ben detto, assessore Fiazza, che chi governa non può permettersi il lusso di provocare, ma pure il Comune non può subire provocazioni. E se qualcuno non ritiene tale il testo oggetto della mozione, abbia almeno in futuro il buon gusto di astenersi dal parlare di linguaggio sessuato, rispetto delle donne e tutela dei loro diritti.

E’ stata invece approvata a larga maggioranza la risoluzione sul miglioramento alla normativa vigente in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

LUCIA PINI: “PIACENZA NON ABBIA COMPLESSI D’INFERIORITA'”

Ascolto e comprensione della realtà, rispettando le forti aspettative che la città ha verso la galleria. In punta di piedi ma con determinazione, la nuova direttrice della Ricci Oddi, Lucia Pini sta mettendo a fuoco le grandi potenzialità della galleria e la forte energia positiva che si respira in città dal punto di vista culturale. Un binomio vincente che, se ben sfruttato, porterà certamente ottimi risultati. Alla guida della Ricci Oddi da neppure due mesi, la priorità è ben chiara: per prima cosa ridare bellezza ed eleganza al luogo dal punti di vista dell’allestimento. E riguardo alle aspettative che la città nutre verso di lei: “Cerco di non pensarci troppo – ci dice – vado avanti un piede dopo l’altro portando a casa nuovi progetti”.

KLIMT: PROSSIMA TAPPA ROMA – PIACENZA

Un Klimt pubblico e uno più intimo, saranno svelati presto al pubblico grazie ad una mostra, che ha i tratti di una vera e propria operazione culturale di carattere internazionale. Si chiama Klimt progetto 2021 2022 Roma Piacenza: il protagonista, è chiaro, sarà il grande pittore austriaco le cui opere legheranno molto più che virtualmente, Piacenza e la capitale. La presentazione del progetto è avvenuta on line, dalla galleria Ricci Oddi dove è esposto il Ritratto di Signora.

La mostra romana si svolgerà dal 27 ottobre a palazzo Braschi fino a marzo, dove sarà messa in luce la parte più pubblica del pittore; a Piacenza invece dal 5 aprile 2022 fino a luglio sarà il Klimt più intimo ad emergere dalle 60 opere che saranno esposte alla galleria Ricci Oddi e in altri spazi si cui al momento non c’è conferma.

LA MODELLA DI KLIMT NEL LIBRO DI GABRIELE DADATI

Tutto incominciò il 10 dicembre del 2019 quando il capolavoro del Klimt fu ritrovato in una nicchia del giardino della galleria Ricci Oddi. A pochi giorni sarebbe stata inaugurata la mostra dedicata a Stefano Fugazza, il compianto direttore della galleria, che soffrì moltissimo il furto del quadro nel 1996.

Il libro La modella di Klimt, la vera storia del capolavoro ritrovato dello scrittore Gabriele Dadati è da considerarsi anche un omaggio allo stesso Fugazza. Dadati racconta di sé, di come ha appreso la notizia del ritrovamento e va oltre, grazie al personaggio che gli rivela di conoscere la vera storia del capolavoro di Klimt.

RITRATTO DI SIGNORA, PROGETTO IN QUATTRO TAPPE. PRIMA USCITA IL 28 NOVEMBRE IN GALLERIA

Si chiama Progetto Klimt, l’idea è di creare un evento lungo quattro tappe legate l’una all’altra che dal ritratto di signora, tornata a far parte della collezione della Ricci Oddi, arrivi al al confronto con le altre opere di Klimt e della galleria stessa. Un progetto dove il tempo svolge un ruolo fondamentale scandendo così i quattro eventi, tre dei quali ancora in fieri.

La data confermata dal presidente della galleria Massimo Ferrari, accompagnato dall’intero consiglio di amministrazione, è il 28 novembre quando il Ritratto di Signora verrà esposto nel salone d’onore della Ricci Oddi, questo è l’allestimento: il visitatore non vedrà da subito la tela, ma solo dopo un breve percorso arriverà al ritratto che verrà sapientemente illuminata per valorizzarne ancora di più la preziosità.