RIFUGIO SEGADELLI: L’ACCOGLIENZA CHE RESISTE ALLA PANDEMIA

Dieci posti letto ridotti a cinque causa Covid, sempre al completo. Così come gli ulteriori quattro arrivati grazie alla concessione dell’Associazione Pendolari, al primo piano della stessa palazzina. Il dormitorio rifugio Segadelli è un approdo sicuro per chi ha deciso, o si è trovato, a vivere in strada. Da giugno la gestione è stata affidata, tramite bando, alla cooperativa Papa Giovanni XXIII, che ha preso il posto della Ronda della Carità e di Gianni Bonadè che 20 anni fa aveva fondato il Segadelli.

Ogni sera alle 20 arrivano gli ospiti, doccia, cena e poi pronti per passare la notte al caldo, con l’assistenza di un operatore. L’ingresso è riservato a chi possiede un documento di identità o un permesso di soggiorno se straniero, a chi è vaccinato contro il Covid o si è sottoposto a tampone molecolare.

BONADE’: “PIU’ SOLIDARIETA’ E MENO CARITA’ “

Vivere le esperienze direttamente è ciò che fa la differenza. Lo sa bene Gianni Bonadè, che da quasi 15 anni gestisce, con i volontari della Ronda della Carità, il rifugio Segadelli alla stazione di Piacenza. La struttura comunale è aperta tutto l’anno e offre un letto ai senza fissa dimora.
Ma l’esperienza di Bonadè, negli anni si è allargata anche all’Africa: in Kenya e in Senegal dove, entro il prossimo anno, dovrebbe vedere la luce un dispensario.

CHE 2015 SARA’? VE LO DICIAMO A TUTTO TONDO

Sarà un 2015 tra luci ed ombre quello che ci troveremo a vivere. Economicamente migliore dell’anno passato perchè il Pil è destinato ad aumentare e il deprezzamento dell’euro faciliterà le esportazioni. Ma bisogna lavorare molto soprattutto sull’attrazione delle imprese suo nostro territorio e sul trattenere i capitali arrivati. Il Laboratorio di Economia locale dell’Università Cattolica ha delineato necessità e prospettiva del nuovo anno sulla base dei dati del tessuto economico sociale del 2014. Un anno in cui la disoccupazione ha toccato livelli record così come la chiusura di imprese. È drammaticamente facile, in una situazione di questo tipo trovarsi senza un’occupazione dall’oggi al domani. In tre mesi si può perdere tutto, lavoro, famiglia e dignità, ciò che rimane è la strada che accoglie, non giudica, ma mette pesantemente alla prova. E’ accaduto a Paolo, 63 anni, arrivato a Piacenza senza un tetto. Un letto l’ha trovato al rifugio Segadelli, alla stazione. Lì ha trovato persone che l’hanno ascoltato e gli hanno fatto ritrovare la fiducia in se stesso. Oggi Paolo ha un lavoro, una casa e vive dignitosamente.

In questo inizio 2015 nel panorama politico locale non manca la carne al fuoco soprattutto in casa PD. Potrebbe arrivare un rimpasto se ci fossero anche le deleghe al Commercio, oltre all’Ambiente, da ridistribuire, nel caso in cui Katia Tarasconi approdi un Regione. Un partito in salute sì, ma deboluccio, diviso fra correnti ed aree. Abbiamo chiesto ad Ernesto Carini, uomo di sinistra per anni dentro al meccanismo amministrativo, una visione ormai da osservatore esterno.

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