LE CASE NEL PARCO NELL’EX MANIFATTURA TABACCHI

Un parco urbano, servizi e alloggi sociali. Quasi incredibile considerato quello che da decenni sorge in via Montebello nel cuore del quartiere Infrangibile.
Si chiamerà Le case nel parco, perchè l’aspetto principale del progetto di riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi, sarà proprio l’area a parco attorno al quale si svilupperanno 260 alloggi sociali e un’area verde da 25 mila metri quadrati.

NUVOLATI: “PIACENZA SI QUALIFICHI A VANTAGGIO DEI PIU’ DEBOLI”

“Piacenza si riqualifichi a vantaggio dei più deboli”. A dirlo è Giampaolo Nuvolati, docente di sociologia urbana all’università di Milano Bicocca. Piacenza, come altre città medio piccole, ha subito una enorme trasformazione negli ultimi anni. E’ compito delle amministrazioni stare al passo coi tempi ed elaborare politiche che non creino vuoti urbani ma che favoriscano soprattutto le fasce meno abbienti. Il rischio è quella di una eccessiva polarizzazione.

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L’ARTE DEL RAMMENDO APPLICATA ALL’ARCHITETTURA

Partire dal basso per arrivare al grande. Partire cioè dalle piccole esperienze applicate ai microcosmi, quelle piccole aree come parchi gioco, piazze o angoli della città. Il convegno “Rigenerazione e riqualificazione dal micro al macro intervento”, organizzato dall’Ordine degli Architetti di Piacenza ha messo al centro del dibattito come altre realtà, simili alla nostra, abbiano trasformato grandi aree partendo dal basso, solo in un secondo momento è arrivato il contributo pubblico. Maria Cristina Garavelli, insieme ad altri colleghi architetti e ad una associazione ad essi collegata, ha progettato il recupero della Darsena di Ravenna. Il progetto è avanzato a piccoli passi fino a stuzzicare l’attenzione dell’amministrazione e di sponsor importanti che tutt’ora lo sostengono. Un modus operandi che Piacenza potrebbe e dovrebbe fare proprio, non solo per le grandi aree demaniali che torneranno alla città, ma partendo proprio dai microcosmi.

BERTOLA, BORGO FAXHALL: “SIAMO PRONTI AD AZIONI ECLATANTI”

Promettono azioni eclatanti i commercianti della galleria commerciale Borgo Faxhall se non si agisce subito. Un’ esortazione più che esplicita indirizzata all’amministrazione e alla politica in generale, perchè abbandonino le chiacchiere e passino ai fatti. Hanno agli animi esacerbati da anni, ben 15, in cui si è preso atto del problema di ciò che accade attorno al centro commerciale ma non si è fatto nulla per risolverlo, per colpa di una convenzione finita male. Ma ora che un progetto c’è è doveroso portarlo avanti. E’ la sintesi del pensiero di Cesare Bertola direttore del consorzio a cui sono associati i commercianti di Borgo Faxhall che ha partecipato alla seduta di consiglio comunale proprio sulla discussione del progetto di riqualificazione. “Ci sono cittadini piacentini che hanno investito i risparmi nel loro negozio – ha detto Bertola – si sono organizzati con la sorveglianza, con le telecamere di sicurezza, e nonostante questo in 15 anni si visti isolati in un contesto degradato, in cui tutto ciò che accadeva all’esterno sembrava in realtà accadesse all’interno della galleria, e questo non è vero”. In 15 anni oltre una trentina di saracinesche si sono abbassate, le aspettative rispetto a questo luogo sono andate via via scemando. Non ci stanno ad essere classificati operatori commerciali di serie B perchè devono subire le conseguenza dell’esterno che vortica attorno alla zona della stazione e del quartiere Roma. “Il tempo delle parole è proprio finito, questo è l’unico progetto che si avvicina all’originale e mi sembra l’unico realizzabile. Siamo seduti su una polveriera, la gente prima o poi esploderà – prosegue Bertola – agiremo in qualsiasi modo e in ogni sede se avremo la percezione che la politica non prenderà le decisioni che non è più possibile demandare”.

 

BORGO FAXHALL, NON SI PUO’ PIU’ ASPETTARE

Tre obiettivi: soddisfare le esigenze commerciali, dei pendolari e dare una risposta al tema della razionalizzazione degli spazi comunali. Sono le linee che hanno portato l’amministrazione ad elaborare e presentare il progetto di riqualificazione di Borgo Faxhall. Un progetto a cui si lavora da anni, anzi decenni, forse troppi, che ha subito stop forzati a causa di convenzioni che non hanno portato ai risultati attesi. Non si poteva più aspettare, ci sono interessi troppo importanti concentrati in quella zona, primi fra tutti il rilancio del commercio oggi in una situazione drammatica, ma anche le esigenze dei pendolari e dei fruitori dei mezzi pubblici. In 15 anni di vita, il centro commerciale Borgo Faxhall ha visto abbassarsi una trentina di serrande, oggi molti negozi all’interno della galleria sono sfitti e i cittadini non vedono quel luogo come il luogo dove fare acquisti, condizionati da ciò che accade all’esterno.

Nel nuovo comparto presentato dall’assessore Bisotti sorgerà la nuova autostazione per gli autobus, al posto del parcheggio da 190 posti del centro commerciale. L’amministrazione ha in programma di farne uno nuovo nella zona accanto alla chiesa di Torricelle. Il Berzolla che fine farà? É un edificio sotto tutela della Sovrintendenza che il Comune spera di ottenere e di ragionare insieme ai cittadini per un suo futuro utilizzo. La partita del Piano Caricatore invece dovrebbe concludersi il 16 ottobre quando sindaco e assessore andranno al Ministero della Difesa per definire la cessione. Il discorso economico finanziario è più complesso, semplificando è accaduto questo: il debito di Coemi, la società che nel 96 aveva firmato la convenzione con il comune, è di 4,5 milioni di euro. Coemi ha chiesto di arrivare ad una soluzione che, pur riconoscendo il debito, si trasformasse in un altro tipo di proposta. L’amministrazione ha così scelto di liquidare e riconoscere la compensazione di questo debito in cambio di 3300 metri quadrati di spazi in cui verranno collocati gli uffici comunali. Il concetto è: Coemi non ha realizzato le opere concordate ma ha offerto spazi dove troveranno casa gli uffici del comune. Tutto questo complesso, autostazione, parcheggio, opere viabilistiche annesse e verde, verranno realizzate attraverso la vendita degli edifici comunali di via Scalabrini e via Verdi. E i cittadini come vedono il progetto? Molto scetticismo tra i rappresentanti delle associazioni ma anche tra gli abitanti di una zona che ricordano tristemente come recitava lo slogan di una ventina di anni fa: “borgo faxhall il pezzo di città che mancava”.