LA VICENDA BELLICA DEI CONTI GAZZOLA NELL’ULTIMO LIBRO DI IPPOLITO NEGRI

L’Isonzo e il fronte interno. La guerra dei Gazzola. E’ il sedicesimo volume della collana Piacenza in Grigioverde che verrà presentato sabato 2 febbraio alla Famiglia Piasinteina in via San Giovanni. Il giornalista Ippolito Negri, autore del volume, e Anna Riva dell’Archivio di Stato di Piacenza illustreranno il testo incentrato sulla vicenda bellica dei conti Gazzola durante la prima guerra mondiale. Il padre conte Guido era impegnato sul fronte interno nei comitati a sostegno delle truppe. Il figlio primogenito Francesco al fronte dal primo all’ultimo giorno e morto di spagnola subito dopo la fine del conflitto, il secondo figlio maschio Ferdinando testimone di Caporetto e prigioniero di guerra, infine il più giovane, Agostino, sul monte Grappa appena diciottenne. Una storia ricostruita grazie ai documenti originali dell’archivio della famiglia Gazzola di Settima depositati all’Archivio di Stato.

 

 

CONTRO LA CHIUSURA DEGLI UFFICI POSTALI SCATTA LA PROPOSTA DEI SINDACI

La proposta verrà formalizzata a breve e necessità di risposte più che tempestive. Nel corso del vertice nella sede centrale delle Poste, i sindaci hanno fatto quadrato contro la chiusura degli 8 uffici postali periferici: Santimento, Biana, Settima, San Giuliano, Godi, Rezzano, Vicobarone e San Nazzaro. Ma contro la chiusura nulla si può fare perchè Poste Italiane ha deciso di ridimensionare gli uffici periferici, in Emilia Romagna sono 53 gli uffici destinati a chiudere. “Abbiamo registrato l’indisponibilità delle Poste a trattare – ha detto il sindaco di Rottofreno Raffaele Veneziani, anche coordinatore provinciale di Anci – e quindi ci siamo chiesti come fare per garantire, in modo seppur essenziale, il servizio. Abbiamo chiesto di ridurre da 27 a 8 i giorni al mese di apertura degli uffici decentrati”. In sostanza si tratta di un giorno a settimana di apertura, ad eccezione dell’ufficio di San Nazzaro che resta aperto 6 giorni. “In questo modo – spiega Venaziani – verrebbe garantita l’azione sociale degli uffici postali, indispensabili soprattutto per gli anziani nel ritiro della pensione. Se Poste Italiane accetterà, per noi non sarebbe comunque una vittoria, ma almeno la soluzione meno penalizzante”. La proposta verrà inviata dal coordinatore provinciale Anci, Veneziani, a Poste e Agcom. La risposta dovrà arrivare giocoforza in tempi brevi, perchè la chiusura degli uffici è prevista per il 7 settembre. La decisione di Poste di ridurre su scala nazionale gli uffici decentrati non è riconducibile al pagamento degli affitti, bensì ad una ricollocazione più redditizia del personale.

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