UNIONI CIVILI: COSA RESTA SENZA LA STEPCHILD?

Cosa rimane del ddl Cirinnà senza la stepchild adoption? Verrebbe da dire una legge approvata a metà senza quella parte che le avrebbe dato una connotazione forte, decisa, una svolta per le coppie omosessuali con figli. Se le intenzioni resteranno tali, dal ddl verrà di fatto tolta tutta la parte che riguarda l’adozione del figlio del compagno nelle coppie omosessuali; questi bambini cioè avranno, per la legge italiana, un solo genitore, quello naturale. Le famiglie Arcobaleno hanno più volte definito la stepchild il cuore delle Unioni Civili, la vera essenza. Il premier Renzi ha fatto mea culpa: “La colpa di aver cercato l’accordo con il M5S è solo mia”. Sta di fatto che nel maxiemendamento che il Governo dovrebbe presentare e sul quale mettere fiducia, il capitolo più importante non comparirà. Ma non c’è solo il M5S, anche la parte cattolica del PD ha sempre visto di traverso il testo nella parte sulle adozioni, il Nuovo Centro Destra l’ha definita da subito l’anticamera della maternità surrogata. La politica ancora una volta ha deciso, nel fare questo si sarà fatta la domanda più banale: quale sarà la scelta migliore per i cittadini?

Mother and Child Holding Hands

LE DUE PIAZZE DELLA STESSA CITTA’

Due piazze, due modi di diversi di considerare i diritti civili, due mondi. A pochi giorni dalla discussione in Senato del ddl Cirinnà sui diritti delle unioni civili omo ed etero sessuali, anche le piazze di Piacenza hanno mostrato due mondi opposti. In piazza Duomo, il colore delle bandiere arcobaleno a rappresentare Arcigay, Famiglie Arcobaleno, Agedo e Amnesty International; in piazza Cavalli il silenzio, la lettura e la veglia delle Sentinelle in Piedi, a favore della famiglia intesa come unione tra uomo e donna, contro l’equiparazione delle unione civili al matrimonio e alla stepchil adoption che prevede l’adozione del figlio naturale.