TERRAZZA DI PIGAZZANO: 75° POSTO NELLA CLASSIFICA DEI LUOGHI DEL CUORE DEL FAI

Nella classifica 2016 del Fai I Luoghi del Cuore c’è anche la terrazza di Pigazzano. Inserita nella tipologia area urbana/piazza ha ottenuto 4425 voti posizionandosi al 75° della classifica. Il punteggio ottenuto offre la possibilità  di partecipare al bando I Luoghi del Cuore, per richiedere un intervento, con la condizione che vi siano un preciso programma di azione e certezze sui primi finanziamenti. L’intervento dovrà rientrare in una di queste tipologie per : intervento di recupero/ restauro/ riqualificazione a fronte della presentazione di un progetto o di un lotto di progetto; iniziativa di promozione/valorizzazione; istruttoria presso gli Enti di Tutela per apposizione vincoli o richiesta di verifica di progetti ritenuti lesivi del Luogo del Cuore. Il comitato Salviamo la terrazza di Pigazzano, alla luce di questa classifica, chiederà un incontro con il sindaco di Travo e con la curia per capire se ci sono possibilità di partecipazione al bando per ottenere i finanziamenti. Il Bando è stato lanciato per la prima volta nel 2013, rivolto a tutti i luoghi che alla sesta edizione del censimento avevano ricevuto almeno 1.000 voti. La prima edizione del Bando per l’assegnazione di contributi ha riscontrato un enorme successo: 128 i luoghi coinvolti, 70 richieste pervenute in 17 diverse Regioni. Comuni, Province, Comitati, Associazioni Fondazioni e Soprintendenze hanno accolto l’invito e si sono attivati rinnovando lo spirito partecipativo che anima l’iniziativa creando sinergie sul territorio per agire concretamente a favore di quei beni così amati dai cittadini. 16 sono stati i luoghi scelti dalla commissione interna del FAI e interessati da un intervento. Nel 2015 il risultato è stato ancora più importante, con 257 luoghi coinvolti e 103 progetti presentanti in 15 regioni.

TERRAZZA DI PIGAZZANO, SCARAVAGGI:”OCCORRE INTERVENIRE IN MODO DEFINITIVO”

L’attenzione torna a concentrarsi sulla terrazza di Pigazzano chiusa in via precauzionale pochi giorni prima di ferragosto, perchè giudicata insicura. Abitanti e villeggianti della frazione hanno acceso i riflettori su questo gioiello della val trebbia dal quale si gode di un panorama unico. Il parroco ha lanciato un appello ai sindaci del territorio e alla popolazione nel corso della celebrazione del 16 agosto dalla vicina chiesetta di Statto a salvare le “porziuncole”, ovvero chiese e santuari che racchiudono la memoria di una terra, tra cui anche lo scrigno di Pigazzano. Una chiamata collettiva a cui, in vari modi, la popolazione sta rispondendo. Una decina di anni fa nei locali sotto alla terrezza, dove in origine sorgeva la scuola elementare del paese, furono collocati dei puntelli a sostegno della struttura. Fu l’ingegner Francesco Scaravaggi a consigliarne la collocazione, che oggi, è tornato in quel luogo.

PIGAZZANO, DON BORACCO: “ALTRO CHE CHIUSURA, VOGLIAMO RIAPRIRE LE PORZIUNCOLE”

La terrazza di Pigazzano riaprirà, al più presto. La decisione della chiusura è stata presa in via cautelativa, perchè le condizioni del terreno sottostante e della stessa struttura non riescono più a sostenere un peso eccessivo; certo lo si sapeva da tempo, ma il sindaco ha ritenuto doveroso prendere questa decisione anche e soprattutto perchè in questo periodo estivo gli accessi sono più numerosi rispetto al resto dell’anno. Ma dietro al provvedimento non si nasconde alcuna chiusura definitiva della chiesetta attigua, parola del parroco Don Pier Luigi Boracco dopo un colloquio con il segretario del Vescovo. “L’intenzione non è quella che è passata se si parla con la gente – ha detto il parroco – non appena sarà trascorso il periodo di ferie l’addetto della Curia farà un sopralluogo per valutare la soluzione al problema e capire come intervenire”. Niente chiusura definitiva, anzi l’intenzione è di mettere in sicurezza l’intera terrazza. Ma con quali fondi? L’idea iniziale era quella di vendere la canonica vicina, ma a quanto pare nessuno sembra interessato. Don Boracco, oltre a Pigazzano, amministra anche le parrocchie di Suzzano, Larzano, Ottavello, Statto, Scrivellano, Fiorano e Niviano, la realtà principale. Piccole porziuncole, come si definiscono le piccole chiese di campagna, che comunque racchiudono un pezzo importante di storia che non deve andare perso. “Secondo me qualsiasi santuario di campagna va salvato, racchiude la fede, di lì ci sono passate persone, sofferenze. Ma mantenere questi luoghi ha un costo, come fare? Nella nostra realtà abbiamo deciso, in accordo con i parrocchiani che Niviano fungerà da balia per le realtà più piccole. Abbiamo deciso di fare una intercassa e per i prossimi due anni presterà denaro alle parrocchie più piccole che ne hanno maggiormente bisogno”. In quest’ottica Don Boracco ha in mente di realizzare un progetto ambizioso: il lectorium. Si tratterebbe di riportare alla luce, attraverso uno studio approfondito, documenti e testi antichi, trascrivendoli e traducendoli, un’idea anche questa che ha bisogno di essere finanziata ma che, una volta realizzata, può portare risultati economici per il territorio. “Ho trovato una valle ricchissima di memoria, di storia – ha detto Don Boracco – ma ognuno li ha sempre custoditi per sè e in modo passivo. Ci vuole più fede e fiducia reciproca; Pigazzano, ad esempio, potrebbe diventare un luogo adatto al parapendio, frequentato da giovani che darebbero vita a questo luogo”.