TRASPORTO PUBBLICO, IL FUTURO NELLE MANI DEI SINDACI

Il futuro del trasporto pubblico locale dipende dalle scelte dei sindaci. Come una scelta collettiva i primi cittadini devono scegliere da che parte stare: se puntare a mantenere un servizio dignitoso, ma certamente migliorabile da più punti di vista, o se non farsi carico del problema. Fino all’anno scorso la Provincia, insieme al comune di Piacenza, garantiva la quota per il trasporto pubblico locale. Da quest’anno non è più così, quindi in attesa che Seta pubblichi il nuovo bando per il 2016, la pezza, per così dire ce la devono mettere i singoli comuni. Su 48, sei al momento hanno espresso la loro indisponibilità a partecipare alla nuova organizzazione del trasporto pubblico locale, in particolare a versare la quota parte perchè i bus possano continuare a garantire la stessa regolarità. Il comune di piacenza, annualmente ha versato cifre ben più alte rispetto al dovuto, viaggiando sugli 800 mila euro. Quest’anno, in ristrettezze di bilancio, la cifra oscillerà tra 600 e 650 mila. A e chi non paga? A rigor di logica, non potrà essere garantito lo stesso servizio.

Sul versante degli investimenti il presidente di seta spa Pietro Odorici, nel comunicare la chiusura del bilancio in positivo per il secondo anno consecutivo, ha elencato una serie di investimenti: 34 nuovi autobus di cui 21 nuovi, gli altri semi nuovi, abbassando l’età media della flotta da 11 a 14 anni, l’introduzione della tecnologia con la possibilità di ricaricare l’abbonamento con bancomat, via internet, smartphone e tablet. L’ampliamento della rete di vendita, in più la possibilità di acquistare il biglietto a bordo, con l’installazione di un computer su ogni mezzo che permette di emettere il ticket. Installate telecamere su tutti gli autobus contro gli atti vandalici e potenziati i controlli contro chi non paga il biglietto: il numero della multe è triplicato passando da 7 a 19 mila per un incasso di 2 milioni 500 mila euro.