“MORIRE DI FAME O DI LAVORO”, IL TOUR DELLA SICUREZZA DI ANMIL

Oltre 8 mila chilometri percorsi in camper di cui 2 mila in hand bike a motore, 51 giorni per visitare 40 città e 1000 comuni. Sono i numeri del Tour per la Sicurezza che Bruno Galvani, piacentino, presidente della fondazione Anmil, ha deciso di compiere per far prendere coscienza, ancora una volta, della piaga delle morti sul lavoro, ma anche delle malattie professionali che in Italia raggiungono percentuali inaccettabili; perchè non si può più scegliere di morire di fame o di lavoro.

Sono 205 i minori che nel 2015 sono stati dati in affido tra Piacenza e provincia. Tra le realtà presenti sul territorio c’è l’associazione Dalla parte dei bambini fondata 30 anni fa. Un supporto importante per tutte quelle coppie o single che vogliono rendersi disponibili per l’affido di un minore. Alla base di tutto ci deve essere un forte senso di genitorialità e spirito di servizio.

Si potrebbe chiamare Verdieum, il museo dedicato a Giuseppe Verdi all’interno dell’ex albergo San Marco. La proposta arriva da un gruppo di cittadini che ha dato vita ad un comitato per dare nuova vita all’edificio che ha ospitato il compositore nei soggiorni in città. Perchè Verdi era, a tutti gli effetti, piacentino, nonostante sia nato a Busseto a pochi chilometri oltre la provincia piacentina. Le amministrazioni tengono conto di questo? Parrebbe di no, dal momento che Piacenza non ha nulla che ricordi Verdi se non una via del centro.

“VERDIEUM, IL MUSEO DI VERDI ALL’EX SAN MARCO”

Potrebbe chiamarsi Verdieum, il museo dedicato a Giuseppe Verdi proprio all’interno dell’ex albergo San Marco dove il compositore alloggiava nei suoi frequenti soggiorni a Piacenza. Perchè Verdi era piacentino, nonostante si faccia di tutto per dimenticarselo mentre appena al di là della provincia piacentina facciano di tutto per accaparrarselo. Al centro del dibattito torna l’edificio di via San Marco a due passi da piazza Cavalli. Quella del museo è proprio l’idea che anima il comitato San Marco per dare nuova vita a quel luogo da oltre 30 anni abbandonato che tra le ultime destinazioni d’uso ha ospitato l’ufficio d’igiene dell’Asl e successivamente il comando della polizia municipale. Dal 2008 il dibattito intorno all’edificio è frizzante, ma è proprio l’Asl, che ne è proprietaria a volerlo alienare.