Archivio mensile:maggio 2015

FLORAVILLA, L’ELEGANZA DEL GIARDINO

Un’atmosfera elegante e raffinata, con il meglio dei florovivaisti a livello nazionale. Floravilla, 2015, la mostra mercato di fiori e piante da giardino, è tornata a Castel San Giovanni dopo cinque anni. Sabato e domenica Villa Braghieri farà da cornice ad un’esposizione di alto livello, non solo di piante e fiori, ma anche arredo, stoffe, artigianato, e animali da giardino, tutto il necessario per arredare e arricchire la propria area verde di casa. Entusiasta il sindaco Lucia Fontana che nel corso dell’inaugurazione ha citato il libro di Paolo Pejrone In giardino non si è mai soli. “Era un’ambizione poter organizzare Floravilla – ha detto – e ci siamo riusciti; un evento che riesce a suscitare un forte senso di appartenenza. Oggi per me si realizza un sogno”. Nel giardino della villa presenti una cinquantina di espositori , di cui venti florovivaisti. Presenti anche le aree didattiche e i laboratori per ragazzi, dalle scuole dell’infanzie alle superiori. Anima della manifestazione Anna Rovati che da novembre, insieme alla Pro Loco, ha preso contatti con i singoli espositori.

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REGISTRO TUMORI: 10 MILA CASI IN 5 ANNI

Sono stati 10616 i nuovi casi di tumore maligno registrati nel quinquennio 2006 2010. tra questi 5832 hanno colpito uomini e 4784 le donne. Sono i dati che emergono dal Registro dei Tumori nella provincia di Piacenza, uno strumento attivato qualche anno fa dall’Asl che permette di monitorare il trend di insorgenza sul territorio. Non si registrano aumenti delle neoplasie nella fasce collinari, ad esempio in val d’Arda sotto i riflettori per il caso del cementificio, ma un leggero incremento in città. I fattori ambientali, secondo lo studio, influiscono per il 20%, la predisposizione genetica per 20-30%, mentre a farla da padrone sono i corretti stili di vita, in particolare il fumo, con il 40/50%.

Un andamento che si mantiene in linea con l’Area Vasta Emilia Nord che comprende le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena. Confrontando i dati della provincia con il nord Italia si evidenzia che per il sesso femminile si ha una maggiore incidenza dei tumori del fegato e dello stomaco e un minor caso di tumori alla tiroide. Il confronto con l’Area Vasta Emilia Nord ha evidenziato maggiori incidenze per i tumori della testa e collo per i maschi e per il fegato in entrambi i casi.

Le informazioni vengono estratte dalle schede di dimissione, dai referti degli esami effettuati dall’anatomia patologica, dal registro nominativo della cause di morte e dal programma di screening. Il registro permette di conoscere la prevalenza dei casi; l’incidenza, il trend temporale e l’andamento degli anni della patologia. Il 30 giugno l’Asl presenterà alla popolazione i dati contenuti nel primo registro della provincia di Piacenza.

PIAZZA CAVALLI INVASA DA 2MILA BAMBINI

Piazza Cavalli si è colorata di giallo e blu con Coldiretti e il Consorzio di Bonifica. I bambini della scuole elementari della città hanno festeggiato la conclusione del progetto di Campagna Amica di Coldiretti e Consorzio Acqua e Territorio con il tema Viviamo di acqua viviamo con l’acqua, ma non sott’acqua. La campagna di Coldiretti in 14 anni ha coinvolto migliaia di piccoli studenti, solo in quest’anno scolastico oltre 3000 bambini. Il Consorzio di Bonifica con Acqua e Territorio ha confermato predisposizione degli studenti piacentini all’ideazione di progetti vincenti e di qualità che ancora una volta hanno ottenuto, proprio pochi giorni fa, i migliori premi a livello regionale per le tematiche trattate e le modalità utilizzate.

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QUANDO LA SCRITTURA RENDE LIBERI, IN CARCERE. A TUTTO TONDO

Anche in carcere si può scoprire il piacere della scrittura. È accaduto a Giuseppe Carnovale che, nel corso della sua detenzione, da semianalfabeta ha pubblicato un libro di poesie “Nessuna pagina rimanga bianca”. È questo il senso della scrittura autobiografica: dare un senso all’esistenza, prendere consapevolezza della pena e sentirsi uomo o donna e non solo detenuto. E’ emblematico in questo senso l’esperienza di Ristretti Orizzonti la testata redatta all’interno del carcere Due Palazzi di Padova. A Piacenza invece Sosta Forzata è stata sospesa.

La marcia dei 1000 ha fatto centro: il serpentone colorato e allegro per dire no al progetto del cementificio Buzzi Unicem di utilizzare il Carbonext ha colpito nel segno. Oltre mille i cittadini che hanno partecipato alla marcia da Lugagnano fino al piazzale della Buzzi. Ancora una volta forte e chiara è arrivata la richiesta alla Provincia, a cui spetta l’ultima parola, di effettuare la valutazione di impatto sulla salute.

I cambiamenti quando arrivano portano con se conseguenze anche imprevedibili. Un vero e proprio salto di civiltà. Potrebbe accadere anche con le nuove famiglie? È una domanda alla quale hanno cercato di dare una risposta due voci diverse per formazione: una bioetica, l’altra filosofica. Un tema particolarmente attuale considerato il dibattito che sta creando il sì da parte dell’Irlanda ai matrimoni omosessuali.

OPERATORI PER STRADA: 1000 GIOVANISSIMI AL SERT PER DIPENDENZE DA SOSTANZE

Marginalità e riduzione del danno attraverso una presenza costante ma non invasiva in quei luoghi frequentati soprattutto dai più giovani. Gli operatori professionali del progetto OpS, Operatori per Strada, a bordo del camper raggiungeranno i luoghi di aggregazione e frequentazione giovanile per sensibilizzare, prevenire e promuovere il benessere. OpS nasce dalla convenzione stipulata tra Regione Emilia Romagna, Associazione Papa Giovanni XXIII, Sert e Comune di Piacenza. Il coordinamento è affidato a Marco Battini, coordinatore Unità di Strada. Il progetto partito nel gennaio scorso, ha l’obiettivo di fare da ponte tra le persone in difficoltà e il servizio, Sert, che si presta alle cure. “Sono circa un migliaio i giovanissimi nella fascia tra 15 e 25 anni gravitate al Sert; un trend che cresce mediamente del 5% all’anno” ha spiegato il direttore del Sert Antonio Mosti. Di questi,il 30% arriva da fuori provincia e si ferma al Sert di Piacenza per la cura della dipendenza da alcool o sostanze stupefacenti. “Un progetto che riparte – ha specificato l’assessore al Nuovo Welfare Stefano Cugini – perchè Piacenza in questo senso ha un’esperienza più che decennale e non poteva andare disperso”. Un’esperienza maturata anche grazie alla Lila che, per anni, a Piacenza ha gestito le attività contro le dipendenze da sostanze. Un’esperienza che si è chiusa quasi un anno fa con l’azzeramento della sezione piacentina da parte della presidente nazionale. Pare che alla base della decisione ci fossero difficoltà a proseguire determinati progetti dovuti a comportamenti poco corretti da parte dei vertici piacentini. Tornando ad OpS l’unità mobile parteciperà al progetto biblioteca di strada ai giardini di via Tortona, interventi in zona barriera Genova, festa degli studenti, Colormoon festival in provincia di Parma, venerdì 19, Sabato 20 e Domenica 21 Giugno Festival Alley Op – Arena Daturi, Spazio 4, Orzorock, Festival Beat, 9 Luglio Concerto Ac/Dc Imola – evento del coordinamento regionale, 25 Agosto Concerto Prodigy Reggio Emilia – evento del coordinamento regionale, Tendenze, Festa della Partecipazione, 9 Settembre Concerto Ligabue Reggio Emilia – evento del coordinamento regionale.

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DA SEMIANALFABETA A SCRITTORE IN CARCERE, LA STORIA DI GIUSEPPE

Da semianalfabeta alla pubblicazione di un libro di poesie. E’ la storia di Giuseppe Carnovale, per gli amici Pino, che oggi ha scoperto il piacere della scrittura di sé mentra scatava scontando la sia pena all’interno del carcere ed ha avuto il privilegio di pubblicare i suoi testi. 200 pagine a cui ha dato il titolo “Nessuna pagina rimanga bianca”. È proprio questo il senso della scrittura all’interno del carcere: dare un senso all’esistenza, prendere lentamente consapevolezza della pena da scontare, sentirsi uomo o donna non solo detenuto. Di scrittura autobiografica si è parlato in un incontro organizzato dall’associazione Verso Itaca, alla presenza di Duccio Demetrio, scrittore, già Professore di Filosofia dell’educazione e di Teorie e pratiche della narrazione, Direttore Scientifico della Libera Università dell’Autobiografia, oltre che volontario al carcere di Opera, e Ornella Favero, giornalista direttrice della rivista Ristretti Orizzonti, testata redatta all’interno del carcere Due Palazzi di Padova. “E’ importante scrivere, far sentire che ci sei – ha spiegato il professor Demetrio – non ti abbandoni alla depressione carceraria e l’esperienza si sdoppia, da narratore a protagonista”. Il carcere di Padova apre quasi quotidianamente le porte agli studenti. Si apre alla società per abbattere distanze e pregiudizi. “SI accorciano le distanze – ha spiegato Ornella Favero – il racconto di sè dei detenuti porta gli studenti che ascoltano a porsi della domande e a capire che l’uomo che hanno davanti non è solo il suo reato, la rabbia che prende spesso chi entra all’interno del carcere si trasforma presto in attenzione per le storie e le esperienze vissute e raccontate”.

Il servizio con le interviste nella prossima puntata di A Tutto Tondo 

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FEGATO ETRUSCO, IL DIBATTITO SI ACCENDE

Il nuovo allestimento creato intorno al Fegato Etrusco fa discutere. Noi questo lo vediamo positivamente; che si prendano posizioni su uno, per alcuni l’unico, dei simboli di Piacenza è un bene, tiene vivo il dibattito, solletica la curiosità e magari spinge anche ad una visita al museo Archeologico di Palazzo Farnese. Uno degli aspetti discussi sta proprio nella collocazione del reperto: l’architetto Matteo Faroldi in un post sul suo profilo Facebook scrive che “mantenere  il Fegato nell’interrato dei Musei Civici di Palazzo Farnese – Piacenza può essere condivisibile o meno, sicuramente è una scelta museografica che implica la decisione di negare ai visitatori la possibilità di godere della bellezza plastica e della ricchezza materica e cromatica del reperto anche alla luce naturale”. Perchè non si è deciso di portare alla luce il prezioso reperto attraverso una rielaborazione, magari proprio nel cortile interno di Palazzo Farnese? L’architetto scrive: “Si è scelto di custodire il Fegato in uno scrigno del Palazzo? In una sorta di caveau che assicura e protegge il gioiello più prezioso? molto bene, allora con due ingredienti di tale importanza che si prepari una pietanza che esalti i due sapori unici al mondo. Il visitatore dovrebbe entrare già edotto e trovare solo il Fegato, in un espositore immateriale, la sala dovrebbe essere spoglia di qualsiasi cartello, cartellino, spiegazione (lo spazio per le didascalie c’è nella sala precedente): purezza dell’architettura e coinvolgimento sensoriale”. Nella seconda sala, quella cioè dove è conservato il Fegato, si trova un altro cartellone (come nella prima dove si trovano pannelli didascalici e una videoproiezione a pavimento) un espositore con all’interno una luce a led che secondo Faroldi “inquina visivamente ed interrompe lo scrutare il reperto nel girargli attorno. Sono state eliminate le vecchie zampette che sostenevano il fegato a favore di un cubetto in plexiglass che invece di sparire entra in competizione formale col il “supportato”, producendo inoltre fastidiosi riflessi e impedendo la vista del parte inferiore del Fagato. Inoltre se ci si abbassa per traguardare nel cubetto, pensando che sia stato pensato un gioco di rifrazioni, si rimane abbagliati dai led”.

Ma come è stato sottolineato più volte nel corso della conferenza stampa di presentazione, il nuovo allestimento è in fase sperimentale in attesa di una ottimizzazione. Ogni suggerimento quindi, che vada nell’ottica di una maggiore valorizzazione dell’unicum è ben accetto.

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PIAZZETTA PIACENZA, ECCO COME CAMBIA

Entro una decina di giorni il caleidoscopio di Piazzetta Piacenza all’Expo di Milano si completerà e si arricchirà di nuovi elementi. Elementi che, ad essere precisi, erano già contenuti nel progetto originario ma che per i tempi ridottissimi del cantiere, scesi da 69 a 42 giorni, non è stato possibile completare. Più scenico e scenografico, nella nuova versione del caleidoscopio le immagini saranno completamente visibili e copriranno interamente la parte interna della zolla. Le 12 – 13 immagini che verranno proiettate sono i capisaldi delle eccellenze piacentine, tutto ciò che caratterizza il territorio; così come verrà completato a pavimento il percorso dei fiumi e la mappa che segnerà la centralità di Piacenza. Come già avevamo annunciato, la Piazzetta si aprirà sul cardo con due led wall da 80×170 dove verranno proiettati i programmi della giornata in piazzetta, in modo da integrare alla comunicazione statica una più dinamica. “Un’integrazione – ha detto l’architetto Enrico De Benedetti – frutto di un lavoro immenso ma necessario per giocarci questa partita fondamentale per il territorio. Stiamo lavorando in post produzione, per quegli affinamenti ed aggiustamenti necessari a reggere il confronto, impari, con i padiglioni che ci stanno vicino. Per competere con questa sfida occorre fare i miracoli e i salti mortali”.

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CGIL: PRESIDIO IN PREFETTURA CONTRO IL JOB ACT

La Cgil si mobilita contro il Job Act. Giovedì 28 maggio è previsto un presidio davanti alla Prefettura a sostegno della proposte che il sindacato avanza per un cambiamento delle politiche sociali ed economiche del Governo. Nel volantino che promuove la manifestazione, si legge che “dove non ancora effettuato rimane proclamato un pacchetto di 4 ore di sciopero in tutti i settori da indire e gestire entro la fine di maggio da parte delle singole RSU anche in relazione a specifiche problematiche aziendali e anche per favorire la partecipazione dei lavoratori alle iniziative programmate”. “La crisi sociale ed economica prosegue e produce effetti pesanti per i lavoratori ed i pensionati di questo Paese – scrive la Camera del Lavoro di Piacenza – la mancanza di un vero progetto industriale e di sviluppo, i provvedimenti governativi in materia di lavoro, la restituzione solo parziale e insufficiente ai pensionati di quanto ingiustamente tolto con il blocco delle rivalutazioni delle pensioni, confermano le motivazioni delle nostre mobilitazioni culminate con lo sciopero generale del 12 dicembre 2014”. la Cgil chiede: la cancellazione del Job Act con un nuovo statuto dei lavoratori, il rilancio di un piano del lavoro, finanziamento per un piano straordinario dell’occupazione, di riformare il sistema previdenziale, cambiare la riforma della PA, rivedere il disegno di legge di riforma della scuola, rinnovare i Contratti Nazionali (pubblici e privati)

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EFFETTO JOB ACT A PIACENZA: PIU’ CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO, MA PIU’ ISCRITTI AI CENTRI PER L’IMPIEGO

I primi effetti del job act si misurano anche a Piacenza, li ha rilevati l’Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia. In particolare la Legge di Stabilità ha introdotto nuovi incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato realizzate dal 1° gennaio 2015 e il Jobs Act  ha introdotto il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. Nel periodo dal 1° gennaio al 18 maggio 2015, emergono dati positivi sul fronte del mercato del lavoro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: +547 movimenti, +3% su base tendenziale. Anche per i rapporti di lavoro in somministrazione si sono registrate variazioni positive delle assunzioni (+18%), mentre le altre tipologie contrattuali evidenziano una diminuzione tendenziale: -8% per i contratti a tempo determinato, -21% per quelli di apprendistato. L’attivazione di tirocini registra una fortissima crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+80%), grazie probabilmente all’effetto del programma “Garanzia Giovani”. Nonostante questi dati però il numero di persone che si è presentato ai Centri per l’Impiego non è diminuito: nel periodo gennaio-marzo 2015 le persone che si  sono state 2.304, in leggero aumento rispetto ai livelli rilevati nel primo trimestre dei due anni precedenti. In termini tendenziali si rileva una leggere diminuzione del numero
di donne iscritte (-8 unità, -1%), a fronte di un aumento della componente maschile (+60 unità, +5%). La componente giovanile accresce il suo peso sul totale rispetto gli anni precedenti, salendo al 37%. I giovani sotto i 30 anni continuano a rappresentare la fascia di età più numerosa, seguita da quella 30-39 anni, che costituisce il 24% del totale.

L’incremento tendenziale delle assunzioni registrato nel primo trimestre del 2015 ha interessato prevalentemente lavoratori di genere maschile (+8%), mentre per le femmine  si registra un leggero calo delle assunzioni (-2%). Tra il 7 marzo e il 18 maggio la crescita dei contratti a tempo indeterminato è stata del 62% in termine tendenziali. Si sono registrate poco più di mille assunzioni a tempo indeterminato in più rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (+29%). L’andamento mensile degli avviamenti a tempo indeterminato mostrano la forte e progressiva crescita delle assunzioni, con la seguente dinamica tendenziale: +22% in febbraio, +39% in marzo, +47% in aprile, +84% in maggio. Tra i contratti a tempo indeterminato si rileva una prevalenza di uomini nella fascia d’età fino a 29 anni.

LAVORATORI FABBRICA