PNRR: PIACENZA SUPERA LA SFIDA CON 47 PROGETTI PER OLTRE 74 MILIONI DI EURO

Il 30 giugno ha segnato la scadenza fissata per la conclusione della gran parte degli interventi finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, salvo le proroghe previste dalla normativa per specifiche casistiche. Per il Comune di Piacenza è il momento di fare il punto su uno dei più rilevanti programmi di investimento pubblico degli ultimi anni.

Complessivamente sono 47 i progetti attivati, per un valore di oltre 74 milioni di euro, che hanno interessato praticamente ogni ambito dell’azione amministrativa: dall’edilizia scolastica alla rigenerazione urbana, dalla mobilità sostenibile alla digitalizzazione dell’ente comunale, fino agli interventi dedicati allo sport, alla cultura e ai servizi sociali. La grande maggioranza degli interventi ha raggiunto i target previsti entro le scadenze fissate dal Piano. I pochi progetti ancora in corso rientrano invece tra quelli che beneficiano delle proroghe previste dalla normativa nazionale e saranno completati nei prossimi mesi.

«Il PNRR ha rappresentato una straordinaria opportunità di crescita per Piacenza, ma anche una delle sfide amministrative più impegnative che il Comune abbia mai dovuto affrontare – sottolinea la sindaca Katia Tarasconi –. Molti di questi progetti erano stati avviati negli anni precedenti. Il nostro compito, tutt’altro che semplice, è stato quello di portarli a compimento, trasformando le risorse ottenute in opere e servizi concreti per la città. Lo abbiamo fatto in un contesto profondamente cambiato rispetto a quello in cui il PNRR è nato e in cui i vari progetti erano stati avviati; un nuovo contesto segnato dall’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, dalle conseguenze dei conflitti internazionali e dalle difficoltà del mercato degli appalti. Anche per questo siamo particolarmente soddisfatti del risultato raggiunto. Voglio ringraziare amministratori, dirigenti, funzionari e dipendenti comunali: dietro ogni opera conclusa c’è stato un enorme lavoro amministrativo e tecnico che spesso i cittadini non possono vedere, ma che è stato davvero determinante».

In molti casi l’Amministrazione ha dovuto aggiornare progetti, rimodulare quadri economici, reperire risorse integrative e adeguare cronoprogrammi per far fronte a condizioni profondamente mutate rispetto al momento in cui gli interventi erano stati finanziati. Un lavoro complesso che ha richiesto una costante attività di coordinamento e monitoraggio oltre, non di rado, una buona dose di inventiva trovando soluzioni innovative senza le quali non si sarebbero rispettati i termini particolarmente stringenti.

«La progettazione rappresenta solo il primo passo – osserva il direttore generale del Comune di Piacenza, Luca Canessa –. La vera sfida è trasformare i progetti in cantieri, i cantieri in opere concluse e le opere in servizi per i cittadini. Il PNRR ha imposto tempi, modalità operative e sistemi di controllo completamente diversi rispetto alla programmazione ordinaria. Il raggiungimento dei target è stato possibile grazie a un monitoraggio continuo, al lavoro integrato di tutti i settori dell’ente e a un confronto costante con Ministeri, Regione Emilia-Romagna e soggetti attuatori. È stata una sfida organizzativa senza precedenti, affrontata con professionalità, competenza e grande spirito di collaborazione».

Scuole: il più grande investimento sul futuro
Una parte significativa delle risorse del PNRR è stata destinata al sistema scolastico cittadino, con interventi che hanno interessato scuole dell’infanzia, asili nido, mense scolastiche e nuove strutture educative.

Tra i principali investimenti figurano il nuovo polo per l’infanzia di Borgotrebbia (1,54 milioni di euro), la nuova mensa della scuola Carella (1,72 milioni di euro), la riqualificazione degli asili nido Astamblam (1,55 milioni di euro) e Girasole (2,40 milioni di euro), gli interventi di efficientamento energetico, adeguamento sismico e manutenzione nelle scuole 2 Giugno, Caduti sul Lavoro, Rodari e Sant’Antonio e la realizzazione della nuova scuola con palestra nell’area dell’ex Manifattura Tabacchi (8,72 milioni di euro), destinata a ospitare il nuovo Istituto Comprensivo 7.

Complessivamente, gli interventi dedicati al sistema scolastico rappresentano una delle componenti più rilevanti del PNRR cittadino e contribuiranno a consegnare alle nuove generazioni edifici più sicuri, sostenibili, efficienti e funzionali alle esigenze della didattica.

Rigenerazione urbana: investimenti che ridisegnano la città
Il PNRR ha rappresentato anche una straordinaria occasione per accelerare alcuni dei principali interventi di rigenerazione urbana che stanno cambiando il volto di Piacenza.

È stata completata la bonifica dell’area ex Acna (9,07 milioni di euro), è proseguita la trasformazione dell’ex Manifattura Tabacchi con la realizzazione del nuovo edificio scolastico e di 143 alloggi di edilizia residenziale sociale (5,69 milioni di euro), sono stati realizzati 14 nuovi alloggi (5,46 milioni di euro) e riqualificati gli spazi pubblici del quartiere PEEP Farnesiana (1,34 milioni di euro) ed è stato recuperato Borgo Faxhall (2,65 milioni di euro), destinato a ospitare il nuovo Centro per l’Impiego dell’Agenzia regionale per il lavoro.

Beneficiano invece delle proroghe previste dalla normativa nazionale gli interventi di Porta Borghetto e dell’ex Laboratorio Pontieri, opere particolarmente complesse che saranno completate nei prossimi mesi.

Mobilità, cultura e sport
Il PNRR ha consentito di investire anche nella mobilità sostenibile, nella cultura e nello sport, contribuendo a rendere Piacenza una città più moderna, efficiente e attrattiva.

Tra gli interventi più significativi figurano il rinnovo della flotta del trasporto pubblico locale con dieci autobus elettrici e la realizzazione della relativa infrastruttura di ricarica (6,92 milioni di euro), l’efficientamento energetico del Teatro Municipale (490 mila euro), la realizzazione del nuovo impianto sportivo Calvino (2,52 milioni di euro) e la riqualificazione del Palabanca (1,89 milioni di euro), opere che hanno migliorato il patrimonio pubblico cittadino e contribuiscono ad accrescere la qualità della vita e dei servizi offerti alla comunità.

Una pubblica amministrazione più moderna e digitale
Il PNRR non ha finanziato soltanto opere pubbliche; ha accompagnato anche un profondo processo di innovazione dell’ente.

Sono 18 i progetti dedicati alla digitalizzazione, che hanno riguardato l’implementazione di piattaforme come App IO e PagoPA, il rafforzamento della cyber-security, la migrazione dei servizi digitali, la digitalizzazione delle procedure amministrative, il potenziamento dell’Anagrafe digitale e la formazione del personale sulle competenze digitali.

Interventi spesso meno visibili rispetto ai cantieri, ma destinati ad avere effetti duraturi sull’efficienza dell’ente, sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini e sulla capacità del Comune di affrontare con strumenti sempre più moderni le sfide dell’innovazione.

Il PNRR sociale: investimenti che diventano servizi
Accanto alle opere pubbliche, il Piano ha prodotto risultati concreti anche sul fronte dei servizi alla persona.

Sono stati realizzati tre nuovi alloggi in via Sbolli, nell’ambito di progetti per l’autonomia delle persone con disabilità del valore complessivo di oltre 530 mila euro, sei nuovi alloggi nella residenza Gelsomino di via Campagna (2,46 milioni di euro) per l’accoglienza degli anziani e la nuova Stazione di Posta di via Gaspare Landi (1,09 milioni di euro), che ha già iniziato ad accogliere i primi utenti.

Parallelamente sono stati attivati interventi di sostegno alla genitorialità e di prevenzione della vulnerabilità familiare, rafforzati i servizi domiciliari per prevenire l’ospedalizzazione, sviluppati percorsi di supervisione per gli operatori sociali e potenziati i servizi di assistenza domiciliare rivolti agli anziani sull’intero territorio distrettuale.

Dietro questi interventi ci sono numeri che raccontano risultati concreti: 30 famiglie coinvolte nei programmi di sostegno alla genitorialità, 12 persone accolte nella struttura di housing di via Gaspare Landi, oltre 300 utenti assistiti attraverso la Stazione di Posta, 244 beneficiari dei servizi domiciliari finalizzati a prevenire l’ospedalizzazione, 100 anziani raggiunti dai servizi domiciliari e dal telesoccorso e centinaia di ore di supervisione dedicate agli operatori sociali dei tre distretti. Il valore di questi progetti non si misura soltanto nelle strutture realizzate, ma soprattutto nelle opportunità offerte alle persone e nel rafforzamento della rete dei servizi del territorio.

Un patrimonio che resterà alla città
Il bilancio che il Comune traccia alla scadenza del 30 giugno è dunque un bilancio positivo, fondato su risultati concreti. La grande maggioranza dei progetti ha raggiunto i target previsti nei tempi stabiliti. I pochi interventi ancora in corso beneficiano delle proroghe previste dalla normativa nazionale e saranno completati nei prossimi mesi, consentendo di portare a termine un programma di investimenti che ha profondamente trasformato la città.

«Il lavoro non si chiude con la scadenza del 30 giugno – conclude la sindaca Katia Tarasconi –. Molti di questi interventi sono già entrati nella vita quotidiana dei cittadini, altri saranno completati nei prossimi mesi. Ma tutti lasceranno un segno visibile in città. Ci consegnano scuole più moderne e sicure, quartieri rigenerati, una mobilità più sostenibile, servizi sociali rafforzati e una pubblica amministrazione più efficiente. Ma ci lasciano anche qualcosa di altrettanto importante: un patrimonio di competenze, di capacità amministrativa e di collaborazione tra uffici che rappresenterà una base preziosa per affrontare le sfide dei prossimi anni. E lasciatemi dire una cosa fondamentale: il Pnrr ha dimostrato in modo concreto che i Comuni sono in grado di gestire direttamente e autonomamente certe sfide portandole a termine con successo nei tempi previsti. Per molti non era affatto scontato. Sarebbe bene che se ne tenesse conto e che, anche per altre “partite”, si desse fiducia ai singoli Comuni, che sono le istituzioni più vicine ai cittadini».

CASA COMUNITA’ BELVEDERE: DAL 29 GIUGNO ASSISTENZA MEDICA H24

Da lunedì 29 giugno prende il via gradualmente l’attività della nuova Casa della comunità Piacenza Belvedere, in via Gadolini 36. Si tratta della seconda struttura della città, che lavorerà in integrazione con quella di piazzale Milano per rafforzare la rete dei servizi territoriali e garantire una risposta sempre più vicina ai bisogni di salute dei cittadini.
Fin da lunedì saranno operativi il servizio di assistenza medica 24 ore su 24, sette giorni su sette, e l’ambulatorio infermieristico, il Punto unico di accesso (Pua) e l’Ospedale di comunità (Osco) al secondo piano della struttura. L’attivazione degli ambulatori specialistici avverrà progressivamente. Da luglio proseguiranno inoltre l’avvio degli altri servizi e il trasferimento delle attività secondo la programmazione aziendale.

La nuova struttura si sviluppa su una superficie complessiva di circa 2.040 metri quadrati, distribuiti su tre livelli, ed è stata realizzata come nuova costruzione nell’ambito degli investimenti del PNRR dedicati al potenziamento dell’assistenza territoriale.

Tra i servizi di maggiore rilievo per i cittadini vi è la presenza, fin dall’avvio, di un medico disponibile 24 ore su 24, tutti i giorni, con accesso diretto. Il professionista rappresenta un punto di riferimento per bisogni sanitari non urgenti ma non differibili, come visite ambulatoriali, prescrizioni, certificazioni e valutazioni cliniche.
Con l’attivazione della nuova sede, questo servizio viene trasferito dalla Casa della comunità di piazzale Milano a Belvedere. Nella struttura di piazzale Milano resterà comunque garantita la presenza di un medico nella fascia diurna, dalle 8 alle 20.

 

CITTADELLA: ECCO LA NUOVA PIAZZA. ARCADIS HA CONSEGNATO IL PROGETTO AL COMUNE

Foresta urbana, nuovi spazi pubblici, centralità ritrovata di Palazzo Farnese e una piazza pensata per le persone. Concluso il percorso partecipativo, prende forma in modo concreto la visione del futuro di uno dei luoghi più identitari della città, rimasto in stallo per quasi quattordici anni.

Una grande piazza pubblica immersa nel verde, capace di restituire centralità a Palazzo Farnese e di trasformare una delle aree più delicate e discusse del centro storico in un nuovo spazio di incontro, socialità e vita urbana.

È questa l’immagine della futura Piazza Cittadella che emerge dal progetto consegnato da Arcadis al Comune di Piacenza al termine del percorso partecipativo che nei mesi scorsi ha coinvolto cittadini, associazioni, attività economiche e portatori di interesse.

I rendering elaborati dai progettisti consentono oggi di visualizzare concretamente la trasformazione immaginata per l’area e restituiscono una piazza profondamente diversa da quella conosciuta negli ultimi decenni: più verde, più accessibile, più vivibile e maggiormente orientata alla qualità dello spazio pubblico.

«Ho sempre pensato che un parcheggio in questa parte della città sarebbe stato utile e continuo a pensarlo ancora oggi – sottolinea la sindaca Katia Tarasconi – Ma, prima ancora, ho sempre pensato che fosse dovere di un’amministrazione seria sbloccare una situazione rimasta immutata dal 2012 con gravi danni per tutta la collettività. Prima eravamo vincolati al contratto di concessione, così come le amministrazioni che ci hanno preceduto, che tuttavia non si sono mosse in alcuna direzione: né quella di realizzare il parcheggio interrato né quella di risolvere il contratto di concessione che obbligava il Comune alla consegna dell’area di cantiere. Noi ci siamo mossi. Poi, di fronte alla mancata realizzazione dell’opera da parte del concessionario, il contratto è stato risolto e abbiamo potuto ripartire da zero. E l’abbiamo fatto su due fronti: da un lato abbiamo reperito autonomamente le risorse per realizzare l’intervento; dall’altro abbiamo scelto la partecipazione, abbiamo scelto un percorso aperto a tutti con l’obiettivo di costruire una nuova prospettiva per questo luogo. Il progetto che oggi abbiamo in mano è il risultato di questo percorso. Non siamo ancora all’ultimo passo ma per la prima volta dopo tanto, troppo tempo possiamo finalmente e realmente parlare di futuro della piazza».

Il progetto di Arcadis – multinazionale olandese con sede in Italia, tra i principali studi in Europa specializzati in progetti complessi di rigenerazione urbana – immagina Cittadella come un grande spazio pubblico contemporaneo in cui il verde diventa elemento strutturale e non semplice complemento. Cuore dell’intervento è infatti la realizzazione di una vera e propria foresta urbana, con 30 alberi di diverse essenze, circa 100 arbusti e oltre 2mila essenze erbacee, pensata per migliorare il comfort climatico, aumentare l’ombreggiamento e contribuire alla riduzione delle isole di calore.

Accanto alla componente ambientale, la proposta ridisegna completamente il rapporto tra lo spazio pubblico e il patrimonio storico della città. Palazzo Farnese torna ad essere il protagonista assoluto della piazza grazie a un grande spazio centrale aperto che ne valorizza la presenza monumentale e ristabilisce una relazione visiva e urbana con il contesto circostante.

La nuova Piazza Cittadella viene organizzata attorno a quattro elementi principali: la foresta urbana, un ampio spazio centrale destinato a eventi e manifestazioni, un’area dedicata alle attività commerciali e ai dehors, e una zona pensata per le scuole e per le attività di incontro e aggregazione.

Particolare attenzione è stata dedicata anche ai temi della sostenibilità e dell’accessibilità. Le pavimentazioni drenanti, la gestione naturale delle acque meteoriche, l’assenza di barriere architettoniche e il potenziamento della mobilità ciclabile contribuiscono a definire uno spazio pubblico progettato secondo criteri contemporanei di qualità urbana e resilienza ambientale.

Il progetto – come già accennato – rappresenta la conclusione di una fase cruciale di lavoro, espressamente voluta dall’amministrazione comunale, ovvero il percorso partecipativo aperto a tutti. Nelle prossime settimane proseguiranno gli approfondimenti tecnici e i passaggi autorizzativi previsti dagli enti competenti, necessari per arrivare alle successive fasi di approvazione, e quindi gara d’appalto e realizzazione dell’intervento con apertura del cantiere prevista nella primavera del 2027 e fine lavori entro l’estate 2028.

L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è restituire a Piacenza una Piazza Cittadella all’altezza del valore storico e simbolico che questo luogo rappresenta: una piazza verde, contemporanea e pienamente vissuta, capace di tornare a essere uno dei principali spazi pubblici della città.

SCUOLA EX PONTIERI: IL COMUNE RISOLVE IL CONTRATTO PER GRAVE INADEMPIMENTO. APERTURA CONFERMATA PER SETTEMBRE 2027

Il Comune di Piacenza ha disposto la risoluzione del contratto con l’impresa GRM S.r.l., affidataria dei lavori di riqualificazione e rifunzionalizzazione degli edifici della zona sud dell’ex Laboratorio Pontieri, destinati ad accogliere la nuova scuola secondaria di primo grado. Il provvedimento si è reso necessario a seguito delle gravi inadempienze riscontrate nel corso dell’esecuzione dell’appalto e puntualmente contestate nell’ambito del procedimento amministrativo.

La decisione è finalizzata a tutelare l’interesse pubblico e a garantire il completamento dell’opera nel modo più efficace e rapido possibile. La risoluzione del contratto non modifica infatti né l’obiettivo di realizzazione dell’intervento né il cronoprogramma complessivo, che prevede l’apertura della nuova scuola a settembre 2027. L’intervento rientra tra quelli interessati dal passaggio dal finanziamento PNRR a finanziamento ministeriale. Le risorse originariamente assegnate attraverso il PNRR confluiranno nel nuovo finanziamento ministeriale. Il Comune sta seguendo gli ultimi adempimenti amministrativi collegati all’assegnazione formale del nuovo finanziamento.

L’Amministrazione sta inoltre valutando l’accorpamento in un unico intervento dei lavori relativi all’edificio scolastico, delle sistemazioni esterne e delle relative pertinenze, oggi previste con procedure distinte. L’operazione, che sarà sottoposta all’approvazione della Giunta comunale, consentirà una gestione più organica dell’opera e una migliore programmazione delle successive fasi realizzative. Gli uffici comunali sono già al lavoro per definire i successivi passaggi amministrativi necessari a garantire la prosecuzione dell’intervento e il completamento del nuovo complesso scolastico.

L’Amministrazione comunale conferma che l’apertura della nuova scuola è prevista per l’avvio dell’anno scolastico 2027-2028, a settembre 2027.

L’AMBIENTE SIA UNA PRIORITA’ SANITARIA E GLI OSPEDALI SIANO PIU’ SOSTENIBILI

Ambiente e salute sono imprescindibili; da sempre in realtà, ma solo recentemente se ne è avuta la consapevolezza. La salute dipende dallo stile di vita e dal congesto fisico e sociale in cui viviamo, una sorta di interconnessione tra uomo, animali e ambiente. Siamo, insomma, tutt’uno con ciò che ci circonda. Se ne è parlato nell’ultimo incontro dei Mercoledì della Medicina organizzato dall’Ordine dei Medici.

Tra i fattori ambientali che minacciano più pesantemente la nostra salute ci sono il riscaldamento terrestre e le plastiche. Ma anche le strutture sanitarie, purtroppo, contribuiscono in questo senso: il servizio sanitario contribuisce con circa il 5% delle emissioni globali, per lo più CO2. Sembra poco? In realtà non lo è, se si pensa che corrisponde a tute le emissioni degli aerei che volano nel mondo.

Più le strutture sono nuove, minore è il rischio che rilascino gas serra nell’ambiente; un tema particolarmente attuale anche per piacenza che sta lavorando alla progettazione del nuovo ospedale.
Tante possono essere le azioni da mettere in campo per una concreta sostenibilità ambientale: a partire dalla gestione energetica, i trasporti, farmaci e le sostanze chimiche dei laboratori.

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EX MANIFATTURA, IL NOME DELLA SCUOLA SARA’ SCELTO DA STUDENTI E INSEGNANTI

In merito al dibattito sull’intitolazione della nuova scuola secondaria di primo grado dell’ex Manifattura Tabacchi, l’Amministrazione comunale chiarisce che la scelta del nome sarà affidata alla futura comunità scolastica, nel rispetto delle procedure previste e dell’autonomia degli organi competenti.

La nuova scuola entrerà in funzione con il prossimo anno scolastico, 2026-2027, e farà parte del nuovo Istituto Comprensivo n. 7. In accordo con l’Ufficio scolastico territoriale e con il dirigente scolastico, Andrea Grossi, è stato definito che il percorso di individuazione dell’intitolazione partirà dopo l’insediamento del Consiglio d’Istituto, previsto tra ottobre e novembre prossimi.

Sarà quindi il Consiglio d’Istituto, una volta costituito, a definire modalità e strumenti del percorso, coinvolgendo la comunità scolastica composta da studenti, famiglie, docenti e personale. Potranno inoltre essere valutate forme di partecipazione più ampie, aperte anche al quartiere e alla cittadinanza.

«Riteniamo che la scelta del nome di una scuola debba nascere anzitutto all’interno della comunità educativa che la vivrà ogni giorno – sottolinea l’assessore alle Politiche scolastiche Mario Dadati –. Saranno gli studenti, le famiglie, il personale scolastico e gli organi collegiali a costruire questo percorso. È giusto che una decisione così significativa sia condivisa da chi sarà chiamato a riconoscersi nei valori e nel significato dell’intitolazione».

Il Comune accompagnerà e sosterrà il percorso, nel rispetto dell’autonomia scolastica e delle competenze attribuite agli organi collegiali.

“SCUOLA, TROPPO SPESSO, PER GLI STUDENTI E’ FONTE DI ANSIA”

Si respira una sofferenza diffusa tra adolescenti e preadolescenti, un vuoto identitario causato da un individualismo spinto e dalla frammentazione che caratterizza il nostro presente. È una fotografia a tratti preoccupante quella scattata dall’assessora regionale al welfare Isabella Conti, ospite di un incontro organizzato dal Partito Democratico su educazione e scuola. Nel 2024 gli accessi alle neuropsichiatrie infantili delle regione sono stati 68mila su un totale di 665mila ragazzi under 18. Il 10% del totale quindi, per vari disturbi: linguaggio, attenzione, apprendimento che verso l’adolescenza spesso virano verso atti di autolesionismo, ansia e disturbi dell’alimentazione, vertiginosamente cresciuto del 485%.

E dal 31 agosto al 14 settembre, quest’anno la regione ha avviato la sperimentazione conciliazione tempi di vita e lavoro rivolte alle famiglie degli studenti. La scuole primarie potranno rimanere aperte grazie a progetti realizzati dai Comuni e sostenuti dalla Regione con 3 milioni di euro. Con un’offerta di servizi extrascolastici che potrà prevedere attività quali laboratori, sport, musica, creatività, gioco, assistenza. Tutto senza pesare ne sovraccaricare il personale scolastico.

ROTATORIA DI VIA BOSELLI, INIZIATI I LAVORI. PRONTA TRA OTTOBRE E NOVEMBRE

Sono iniziati, con le operazioni di deasfaltatura, i lavori per la realizzazione della configurazione definitiva della rotatoria tra via Boselli, via Damiani e viale Martiri della Resistenza, uno degli interventi viabilistici più complessi attualmente in programma in città.

L’opera interessa infatti un nodo particolarmente trafficato e strategico per la mobilità cittadina, attraversato ogni giorno da migliaia di veicoli e punto di collegamento tra importanti direttrici urbane. Proprio per questo motivo il cantiere è stato programmato per fasi successive, con l’obiettivo di limitare il più possibile l’impatto sulla circolazione.

L’intervento consentirà di completare la trasformazione dell’incrocio che negli ultimi due anni è stato gestito con una soluzione provvisoria, migliorando la sicurezza della circolazione, la fluidità del traffico e la mobilità sostenibile grazie alla realizzazione di percorsi ciclopedonali protetti.

Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda la tutela e il rafforzamento del patrimonio arboreo presente nell’area. La revisione progettuale voluta dall’Amministrazione comunale ha infatti consentito di salvaguardare integralmente tutte le alberature esistenti. Non solo: il progetto prevede anche la messa a dimora di otto nuovi alberi nelle aree verdi laterali, incrementando complessivamente la presenza di verde urbano.

La configurazione definitiva recepisce inoltre la variante progettuale elaborata nei mesi scorsi dagli Uffici comunali sulla base delle osservazioni emerse durante la fase sperimentale. La revisione ha consentito non solo di mantenere integralmente le alberature esistenti, ma anche di ampliare gli spazi destinati alla mobilità ciclopedonale, migliorando accessibilità e sicurezza per gli utenti più vulnerabili della strada. Le risorse inizialmente destinate alla rimozione delle piante saranno reinvestite per la messa a dimora di otto nuove alberature, con esemplari di dimensioni più significative rispetto a quelli inizialmente previsti.

«Quando abbiamo deciso di rivedere il progetto ci siamo dati un obiettivo molto chiaro: migliorare la sicurezza e la funzionalità dell’intersezione senza rinunciare al patrimonio arboreo esistente – sottolinea la sindaca Katia Tarasconi –. Oggi possiamo dire di aver raggiunto questo risultato. Tutti gli alberi presenti saranno salvati e, anzi, il verde verrà incrementato con nuove piantumazioni. È un intervento che rende più sicuro uno dei principali nodi viabilistici della città e che dimostra come sia possibile coniugare infrastrutture, qualità urbana e attenzione all’ambiente. Credo sia un risultato importante per tutta la città».

«Parliamo di un intervento significativo sotto il profilo viabilistico e della sicurezza, che consentirà di dare una sistemazione definitiva a un’infrastruttura ormai entrata nelle abitudini dei piacentini e che ha già dimostrato la propria efficacia nella regolazione dei flussi di traffico e nella riduzione dell’incidentalità – evidenzia il vicesindaco Matteo Bongiorni –. La fase sperimentale ci ha consentito di verificare sul campo il funzionamento della rotatoria e di introdurre alcuni miglioramenti progettuali. Per questo desidero ringraziare i cittadini, i residenti e le associazioni che hanno contribuito in modo costruttivo al confronto su quest’opera. Le osservazioni raccolte ci hanno aiutato a raggiungere un risultato importante: mantenere tutte le alberature esistenti, aumentare il verde presente e migliorare ulteriormente la qualità complessiva dell’intervento».

I lavori, affidati alla ditta Edil Losa di Gragnano Trebbiense nell’ambito di un intervento del valore di circa 600 mila euro, sono partiti con le attività preliminari all’interno della corona centrale della rotatoria. Con la conclusione dell’anno scolastico il cantiere entrerà progressivamente nelle fasi successive, nell’intento di ridurre il più possibile l’impatto sulla viabilità circostante.

La conclusione dell’opera è prevista tra i mesi di ottobre e novembre. Eventuali modifiche temporanee alla circolazione che dovessero rendersi necessarie durante le diverse fasi del cantiere saranno comunicate tempestivamente ai cittadini. Con questo intervento l’Amministrazione comunale prosegue il percorso di miglioramento della sicurezza stradale, della mobilità sostenibile e della qualità degli spazi pubblici cittadini, con particolare attenzione alla valorizzazione del verde urbano.

 

A ZERBIO NASCE IL COMITATO PER LE ENERGIA TRASPARENTE E SOSTENIBILE, “MA NON A QUALSIASI COSTO”

È stato ufficialmente costituito il Comitato “Sì all’Energia Trasparente e Sostenibile”, nato con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo delle energie rinnovabili e dei sistemi di accumulo realmente compatibile con le caratteristiche dei territori e rispettoso delle comunità locali in una cornice di governance partecipata multilivello che garantisca trasparenza amministrativa e tutela sociale, ambientale ed economica.

Proprio questi principi, secondo i promotori, non troverebbero adeguata applicazione nel progetto di impianto di accumulo elettrochimico (BESS-Battery Energy Storage System) da 225 MW previsto a ridosso dell’abitato di Zerbio di Caorso, attualmente sottoposto alla procedura autorizzativa presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

L’impianto sorgerebbe infatti a circa 50 metri dall’abitazione più vicina, a soli 20 metri da un sito appartenente alla rete Natura 2000 e occuperebbe circa 9 ettari di terreni classificati ad alta produttività agricola.

Un impianto BESS a ridosso di un centro abitato rappresenta un elevato livello di rischio per la popolazione. Innumerevoli studi scientifici di indiscutibili enti di ricerca, come ad esempio il JRC (Centro Comune di Ricerca della Commissione europea) valutano i BESS come tecnologie importanti per la transizione energetica, ma caratterizzate da rischi specifici e severi legati alla sicurezza chimica, termica (Thermal Runaway) ed elettrica. La stessa Circolare 21021/2024 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco richiama l’esigenza di sicurezza della vita umana e incolumità delle persone nei processi valutativi.

L’assemblea costitutiva ha eletto Angelo Giostri quale presidente del Comitato.

«In assenza di un quadro regolatorio nazionale che indichi almeno le distanze minime dai ricettori più sensibili, come ad esempio le abitazioni, ed i limiti di applicabilità del concetto di “interesse pubblico prevalente”, il nostro Paese non può permettersi che le scelte sulle FER siano lasciate esclusivamente alle dinamiche di mercato. Diversamente, rischieremmo di trovarci di fronte a un vero e proprio far west incontrollato e ingovernabile», dichiara il neopresidente Angelo Giostri, sottolineando come il Comitato possa contare su un ampio sostegno da parte della popolazione locale.

«Abbiamo voluto inserire un “Sì” nel nome del Comitato e non definirci semplicemente contrari all’impianto BESS di Zerbio perché siamo convinti che le energie rinnovabili debbano rappresentare una componente fondamentale del nostro sviluppo. Riteniamo tuttavia che la transizione energetica, per essere realmente sostenibile, non possa e non debba prescindere dalla tutela delle persone, delle famiglie, delle attività economiche e dei territori interessati. Una transizione perseguita esclusivamente in funzione del raggiungimento di obiettivi quantitativi, senza un adeguato bilanciamento con la salute pubblica, la sicurezza e la qualità della vita delle comunità coinvolte, rischierebbe infatti di tradire i suoi stessi fondamenti».

«Eppure, nelle aree prospicienti il sito individuato per l’impianto, esisterebbero almeno due alternative localizzative che presentano caratteristiche riconducibili ai criteri di idoneità indicati dall’articolo 11bis del dlgs 190/2024, che disciplina i procedimenti autorizzativi delle fonti di energia rinnovabile. Questo dimostra come sia possibile conciliare le esigenze della transizione energetica con una maggiore attenzione alla tutela del territorio e delle sue peculiarità”

“Siamo pronti- conclude Giostri- ad avviare un dialogo con gli Enti pubblici preposti al governo e alla tutela del territorio, con il MASE, con le Organizzazioni professionali agricole e con chiunque voglia partecipare ad un confronto franco, trasparente e costruttivo, un confronto che, fino ad oggi, è purtroppo mancato a partire dal MASE, che sta gestendo il processo autorizzativo sulla piattaforma PERMITTING blindata ed accessibile solo su invito o dietro dimostrazione di avere un diritto inciso nel procedimento, fino ad arrivare agli Enti locali che hanno espresso parere sull’impianto in se stesso senza alcuna valutazione sugli effetti cumulativi e sulle interazioni con l’ambiente circostante», conclude Giostri.

Il Comitato “Sì all’Energia Trasparente e Sostenibile” è sostenuto da Legambiente Piacenza e da Caorso futura, gruppo di minoranza che da mesi sta presentando interpellanze al Sindaco sul tema.

Nella foto l’area progettuale dove dovrebbe sorgere l’impianto

BONGIORNI: “GIARDINO DI VIA GAMBARA, IN SETTIMANA MANUTENZIONE E RIAPERTURA DELL’AREA”

L’intervento del vice sindaco Matteo Bongiorni sul giardino pubblico di via Gambara.

Il giardino di via Gambara è da anni uno dei luoghi che hanno generato il maggior numero di segnalazioni da parte dei cittadini. Danneggiamenti alle strutture, utilizzo improprio degli spazi, bivacchi e problemi legati alla sicurezza hanno reso quest’area oggetto di attenzione costante da parte del Comune.

Per questo si è cercato di intervenire in più modi: dal coinvolgimento di un cantiere scolastico della Scuola Edile per restituire nuova vitalità all’area, agli interventi sulle strutture esistenti, fino all’installazione di una telecamera per la videosorveglianza.

Alcune settimane fa sono inoltre state rimosse le attrezzature del piccolo spazio giochi. Una scelta dettata sia dalla necessità di effettuare interventi di manutenzione, sia dal fatto che quell’area, ormai da tempo, veniva utilizzata prevalentemente come spazio di sgambamento per cani piuttosto che come area giochi per bambini. Per questo motivo sarà trasformata in una piccola area dedicata ai cani al servizio del quartiere, valutando successivamente la ricollocazione delle attrezzature ludiche in una posizione più adeguata.

Detto questo, comprendiamo bene le critiche dei residenti. In questo caso la mancata manutenzione del verde è dovuta a un errore di programmazione che abbiamo commesso e che provvederemo a correggere immediatamente. Di questo ci scusiamo.

Si provvederà quindi già nel corso della prossima settimana al taglio dell’erba e alla riapertura del giardino. Più in generale, resta aperto il tema del rispetto degli spazi pubblici, che riguarda tutti noi. Perché siamo ormai la città nella quale una targa posata su una panchina rossa in ricordo di una ragazza vittima di femminicidio viene divelta nell’arco di una settimana.

Anche per questo, accanto agli interventi di manutenzione e riqualificazione, serve un impegno collettivo nel prendersi cura dei luoghi comuni e nel rispettare ciò che appartiene all’intera comunità.