“UN REFERENDUM ABROGATIVO REGIONALE CONTRO IL SISTEMA DI RACCOLTA PUNTUALE”

“I correttivi ben vengano ma non risolvono neanche lontanamente il problema. Noi puntiamo a far abolire il sistema di tariffa puntuale, ad abolire il bidoncino grigio, insomma ad abolire la legge regionale”.

La domanda sorge spontanea, e come è possibile? Eleonora Poli, che ha dato il via alla raccolta firme contro l’introduzione della raccolta puntuale dei rifiuti, in questi mesi ha chiesto pareri legali, si è informata e oggi, nel sit-in di protesta, organizzato sotto Palazzo Mercanti, ha annunciato l’intenzione di un referendum abrogativo regionale.

Prende così il via quello che Poli chiama il quarto step, ovvero l’avvio dell’iter per la raccolta firme necessarie, 40mila, per il referendum abrogativo. Solo nel mese di dicembre erano stati 3200 i cittadini che avevano firmato contro l’introduzione del nuovo sistema che, di fatto, punta a ridurre al minimo il rifiuto indifferenziato, così come appunto indica la legge regionale. E neppure i correttivi introdotti dall’amministrazione e da Iren negli ultimi giorni, che hanno l’obiettivo di ridurre le criticità, sono bastati per cambiare idea al comitato; l’unica cosa che si salva sono le squadre aggiuntive di operatori.

RIFIUTI, IN PARTENZA I CORRETTIVI: RACCOLTA DIFFERENZIATA TORNA NEI CORTILI. RESTA L’ESPOSIZIONE DELL’INDIFFERENZIATO

Entro marzo il ritorno della raccolta differenziata tornerà nei cortili del centro storico, è stato confermato il “Pronto intervento città pulita” e le vuotature aggiuntive per gennaio. Sono i principali correttivi che, a breve, saranno operativi per correggere quello che nella fase di avvio ha creato difficoltà, con l’obiettivo di rendere il servizio più chiaro e semplice per tutti. Lo rende noto l’amministrazione attraverso una nota.

“Stiamo ascoltando i cittadini e stiamo cercando di correggere il più possibile ciò che non funziona e che può essere migliorato”, sottolinea la sindaca Tarasconi. “Quando si cambia un sistema così complesso è normale dover fare aggiustamenti. Il nostro compito è intervenire dove serve, mantenendo un obiettivo semplice: una città più pulita e un servizio che nel tempo sia più equo per tutti”.

Più raccolta differenziata significa infatti meno rifiuto indifferenziato e, quindi, meno costi complessivi per il servizio. In questo quadro, la sindaca aveva avanzato richieste precise e in queste ore Comune e Iren hanno concordato correttivi operativi che partiranno entro il mese di marzo.

Centro storico: la raccolta differenziata tornerà nei cortili

Tra i correttivi concordati vi è il ritorno del ritiro delle frazioni differenziate all’interno dei cortili e degli stabili del centro storico, con servizio svolto in orario diurno. La misura serve a migliorare il decoro urbano e a salvaguardare le vie del commercio, riducendo la presenza dei contenitori lungo le strade.

Dove non è possibile far entrare gli operatori – ad esempio abitazioni unifamiliari o immobili senza cortile o accesso interno – resterà valida la modalità già in uso, con esposizione esterna dei contenitori come avviene oggi. In sostanza, chi non può avere il ritiro interno continuerà come prima.

Per quanto riguarda la raccolta dell’indifferenziato, resta confermato il ritiro notturno su strada: essendo una vuotatura a discrezione dell’utenza, non è programmabile in modo uniforme e quindi non può essere effettuata all’interno degli stabili.

Bidoncino anziani soli: verso il contenitore da 20 litri con maggiori vuotature

Per le persone anziane in difficoltà che vivono sole sarà possibile richiedere un bidoncino da 20 litri, più leggero e maneggevole. Comune e Iren stanno lavorando per trovare la soluzione operativa.

Confermato il “Pronto intervento città pulita”

Il servizio di pronto intervento città pulita sarà garantito da tre squadre dedicate, che intervengono esclusivamente sulle segnalazioni dei cittadini. Le segnalazioni, fatte tramite App Iren Ambiente, saranno gestite con intervento entro le 24 ore, per assicurare rapidità e mantenere il decoro urbano.

Ritorno al bidone condominiale dell’indifferenziato: il no di Atersir

La proposta del Comune di reintrodurre il bidone condominiale per l’indifferenziato ha ricevuto il no da parte di Atersir, perché non compatibile con il principio della tariffa puntuale che collega il conferimento alla singola utenza.

Abbandono dei rifiuti: un costo per tutta la città

Il contrasto all’abbandono dei rifiuti resta centrale. Ogni comportamento scorretto genera costi aggiuntivi che ricadono su tutta la collettività: più abbandoni significa più interventi e più spese. L’obiettivo è semplice: evitare abbandoni per mantenere la città pulita e contenere i costi del servizio.

Il percorso della raccolta puntuale prosegue con un approccio pratico e progressivo: non si tratta di difendere un sistema a prescindere, ma di migliorarlo passo dopo passo, correggendo ciò che può essere migliorato e rendendolo sempre più efficace per la città.

 

NUOVO POLISPORTIVO, SARA’ “UN LUOGO DI COMUNITA’ NON SOLO DI SPORT”

Non sarà solo luogo con nuove piscine, campi da tennis, calcetto, ma sarà un luogo di comunità. Il nuovo Polisportivo, di cui oggi si è firmato il contratto tra amministrazione e rete temporanea di imprese coinvolte, entrerà di fatto a comporre quel puzzle che si chiama Parte del Tempo che ha come focus l’area sud di Piacenza con lo sport al centro. Il progetto finanziato secondo la formula della partenariato pubblico privato, il terzo che l’amministrazione realizza da inizio mandato ha al suo interno una serie di priorità che vanno dalla sostenibilità delle aree verdi alla modernità dell’impianto che portano a definire il progetto uno dei più innovativi del paese. I lavori partiranno a giugno e termineranno dopo circa un anno e mezzo.

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ATTREZZISTI CODOGNOTTO IN SCIOPERO, SI COBAS: “L’AZIENDA SI RIFIUTA DI DIALOGARE CON NOI”

Sono una ventina gli attrezzisti dell’impresa Codognotto trasporti che operano nello stabilimento Ikea di Le Mose che si occupano della gestione dei mezzi nel piazzale interno hanno proclamato uno sciopero per denunciare il rifiuto dell’azienda a dialogare con il sindacato Si Cobas scelto all’unanimità dai lavoratori. Al centro della contesa oltre che un miglioramento contrattuale in termini di salari, anche un adeguamento dei mezzi utilizzati per il lavoro quotidiano che ha avuto ricadute pesanti in materia di salute. Un atteggiamento che il sindacato di base non esita a definire da “far west logistico” e che riporterebbe indietro la lancetta 15 anni fa.

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DUE AGENTI AGGREDITI DURANTE UN CONTROLLO SUL BUS. “VIOLENZA INACCETTABILE”

Nel primo pomeriggio di oggi, in piazzale Roma, due agenti della Polizia Locale di Piacenza sono rimasti feriti nel corso di un intervento a supporto dei controllori di Seta su un autobus di linea.

L’intervento è scaturito dal rifiuto, da parte di un uomo di 30 anni, di origine nigeriana e regolarmente presente sul territorio nazionale, privo di titolo di viaggio, di fornire le proprie generalità e di scendere dal mezzo. Alla presenza della pattuglia intervenuta, l’uomo ha opposto resistenza, arrivando ad aggredire fisicamente gli agenti.

Nel corso dell’azione, un ispettore è stato colpito al volto con una testata, riportando una lesione al naso con prognosi di 7 giorni. Un assistente scelto, intervenuto per immobilizzare l’aggressore subito dopo il colpo inferto al collega, ha riportato la frattura di una costola, con prognosi di 21 giorni. Entrambi sono stati visitati e medicati al Pronto soccorso di Piacenza.

L’uomo è stato successivamente bloccato con il supporto di ulteriori pattuglie e condotto al Comando di via Rogerio per le procedure di identificazione e per gli adempimenti di legge.

“Quanto accaduto è estremamente grave – afferma la sindaca Katia Tarasconi – Esprimo la piena solidarietà, mia personale e di tutta l’amministrazione comunale che rappresento, ai due agenti feriti in servizio. Sono stati aggrediti mentre stavano svolgendo il proprio lavoro, garantendo il rispetto delle regole e la sicurezza dei cittadini. Colpire un agente durante un controllo significa colpire la comunità che quell’agente rappresenta con la divisa che indossa. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a episodi di questo tipo. La violenza è inaccettabile”.

“La Polizia Locale – conclude la sindaca – opera ogni giorno con professionalità e senso del dovere. Come Amministrazione saremo sempre al fianco delle nostre donne e dei nostri uomini in divisa. Il rispetto delle regole è un principio fondamentale della convivenza civile”.

 

MEBA BIORESINE PUNTA AI MERCATI INTERNAZIONALI GRAZIE AL PROGETTO DI SPAZIO CRESCITA DI CONFINDUSTRIA

Grazie ad una importante operazione industriale, promossa dal progetto spazio crescita di Confindustria Piacenza, la storica impresa MEBA potrà rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali e lo sviluppo industriale.
Dal 30 gennaio scorso Meba Bioresina Società Benefit srl è la nuova società nella quale è confluito il ramo aziendale operativo di Meba, storica azienda familiare specializzata nella produzione di biopolimeri per la moda e il design. Il capitale è partecipato da Axia Investment veicolo di investimento industriale promosso da Axianet, che riunisce investitori dal Veneto, Lombardia e Emilia Romagna. Il capitale raccolto è stato interamente investito; il primo investimento è un nuovo layout produttivo a impatto zero

L’ingresso di AxiaNet rappresenta un passaggio chiave per rafforzare la struttura organizzativa e finanziaria dell’azienda, che vuole valorizzare le competenze di Meba nel campo delle bioresine, materiali destinati ai settori degli accessori della moda e del design, sempre più richiesti per il loro contributo alla riduzione dell’impatto ambientale delle filiere produttive e per la particolarità estetica e applicativa.

EOLICO A FERRIERE, PROVINCIA: “PROGETTO INCOMPATIBILE CON LE STRATEGIE DI PIANIFICAZIONE E CON LA TUTELA DEL PATRIMONIO PAESAGGISTICO”

La Presidente della Provincia di Piacenza ha informato che gli uffici hanno concluso le verifiche tecniche sul progetto di impianto eolico “Ferriere”, proposto da Ferriere Wind S.r.l. e attualmente in fase di Valutazione di Impatto Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica al quale compete la determinazione finale in merito all’ammissibilità dell’intervento. Il progetto prevede la realizzazione di 7 aerogeneratori per una potenza complessiva di 31,5 MW, oltre alle relative opere di connessione tra il Comune di Ferriere e il Comune di Santo Stefano d’Aveto.

Sulla base dell’istruttoria degli uffici l’Ente è orientato a presentare proprie osservazioni in merito all’impianto per evidenziare le criticità rilevate. Queste osservazioni (che in base all’iter procedurale la Provincia non è tenuta a presentare ma che l’Ente sente il dovere di presentare in
ossequio alla sua competenza di pianificazione urbanistica e di “Casa dei Comuni”) nei prossimi giorni saranno indirizzate al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ma anche alla Regione Emilia-Romagna, perché quest’ultima ne tenga conto nelle proprie valutazioni.
L’analisi tecnica condotta ha riguardato, in coerenza con le competenze dell’Ente, la compatibilità dell’intervento con la pianificazione provinciale.
Premesso che l’analisi della documentazione progettuale ha evidenziato carenze significative, che non consentono al momento una valutazione esaustiva del progetto, in particolare in riferimento al Piano Territoriale di Area Vasta (PTAV) vigente, sono emerse le seguenti rilevanti criticità: l’area interessata dal progetto è soggetta a numerose tutele ancora vigenti ereditate
dal precedente PTCP che limitano e condizionano le trasformazioni territoriali, tra le quali si evidenziano quelle relative ai crinali, alle aree forestali, ai corsi d’acqua, alle zone di particolare interesse paesaggistico ambientale e alla unità di paesaggio. Gli uffici segnalano, inoltre, la necessità di approfondimenti rigorosi, non presenti nella documentazione esaminata, in merito al rischio di dissesto, alla protezione dei terreni, delle acque e alla tutela delle sorgenti destinate al consumo umano.
Il progetto risulta non coerente con la strategia paesaggistica del PTAV che, per l’ambito di paesaggio “Crinali di confine piacentino-parmense” interessato dagli interventi, riconosciuto come territorio di elevata sensibilità, definisce prioritaria la tutela e conservazione del patrimonio naturale, la continuità delle aree boscate e la protezione delle emergenze geomorfologiche. La tutela e valorizzazione del patrimonio vegetazionale, che garantisce un’elevata fornitura di servizi ecosistemici con valenza per tutta la provincia, si
caratterizza nella pianificazione provinciale come un importante obiettivo a cui fanno riferimento specifiche azioni, fra le quali anche quella di contrastare la perdita dei prati pascolo in montagna, quali importanti elementi di sostegno della biodiversità.

“Premesso che sull’ammissibilità o meno del progetto è chiamato ad esprimersi il Ministero dell’Ambiente, come Provincia presenteremo al Ministero le osservazioni tecniche per evidenziare le forti criticità emerse dall’analisi effettuata dai nostri uffici rispetto alla pianificazione provinciale – dichiara, a nome di tutto il consiglio provinciale, la presidente Monica Patelli. Questo progetto non è compatibile con le strategie di tutela del patrimonio paesaggistico di difesa della biodiversità e di sviluppo condivise da tutto il consiglio provinciale con l’approvazione del PTAV: la nostra avversità si
esprime dunque nel merito di un progetto che, oltretutto, risulta carente a livello di documentazione. Questa istanza, inoltre, insiste su un territorio a rischio dissesto, rischio testimoniato da fenomeni noti come, un esempio su tutti, il crollo di un tratto di strada lungo la Strada provinciale della Val d’Aveto, e questo aspetto deve essere tenuto in considerazione e approfondito”.

“La produzione di energia pulita è un obiettivo condivisibile ma deve avvenire nel rispetto degli strumenti di pianificazione elaborati dal territorio per il perseguimento della tutela del territorio stesso e del suo sviluppo sostenibile – dichiara Franco Albertini, Vicepresidente della Provincia di Piacenza- sulla base delle analisi tecniche effettuate dagli uffici provinciali questo progetto evidenzia una serie di criticità, non risultando coerente con gli obiettivi della
pianificazione territoriale. Nello specifico è nostro dovere tutelare quest’area del territorio, tra il Comune di Ferriere e il Comune di Santo Stefano d’Aveto, a cavallo tra due Provincie, tra due Regioni, un’area rispetto alla quale l’impegno dell’Ente è orientato alla risoluzione dei problemi di dissesto, alla tutela del paesaggio e alla valorizzazione della montagna”.

BENESSERE EQUO E SOSTENIBILE DELLA PROVINCIA DI PIACENZA: LAVORO E SICUREZZA PUNTI DI FORZA, CRITICITA’ PER AMBIENTE E INNOVAZIONE

Sono sicurezza e lavoro i settori in cui la Provincia di Piacenza emerge con i dati migliori; per contro,  emerge una condizione di maggiore fragilità del territorio piacentino rispetto agli ambiti di Ricerca e innovazione e dell’Ambiente. E’ il quadro che emerge dal BES 2025, sul benessere equo e sostenibile riferito, appunto, alla provincia di Piacenza. L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di 43 enti in 9 regioni, confermando la presenza di tutte le province dell’Emilia-Romagna e del Lazio.

Il rapporto BES 2025 della provincia di Piacenza si propone di monitorare l’evoluzione del benessere del territorio sotto il profilo economico, sociale e ambientale, con particolare attenzione ai temi della disuguaglianza, della
sostenibilità, della solidarietà e dell’inclusione, nonché alla riduzione dei divari di genere. Lo fa quest’anno attraverso una batteria di 89 indicatori riferiti ai
consueti 11 domini tematici del BES, presentati secondo l’ordine adottato nel fascicolo:  Salute, l’Istruzione e formazione , il Lavoro e conciliazione dei tempi di vita, il Benessere economico, le Relazioni sociali, la Politica e istituzioni, la Sicurezza, il Paesaggio e patrimonio culturale, l’Ambiente, l’Innovazione, ricerca e creatività e la Qualità dei servizi.

Nel rapporto BES il confronto viene eseguito sia rispetto alla regione Emilia Romagna che rispetto all’Italia. Il confronto con l’Italia restituisce un quadro complessivamente favorevole per la provincia di Piacenza, che si colloca al di sopra della media nazionale nel 67% degli indicatori, a fronte del 31% di
indicatori peggiori e dell’1% in linea con la media. Di segno opposto è invece il confronto con l’Emilia-Romagna, nel quale prevalgono gli indicatori al di sotto della media regionale (55%), rispetto a quelli migliori (42%), con un
residuo 3% di indicatori in posizione di sostanziale allineamento.

Gli ambiti che nell’edizione 2025 riportano una condizione migliore di Piacenza rispetto a quella nazionale sono stati in particolare quelli della Salute, del Lavoro e della conciliazione dei tempi di vita, dell’Istruzione e formazione; al contrario, emerge una condizione di maggiore fragilità del territorio piacentino rispetto al contesto regionale per le dimensioni della Ricerca e innovazione; della Salute, del Paesaggio e patrimonio cultural e dell’Ambiente.

 

LOGISTICA: IL TRIBUNALE DI MILANO CONDANNA L’ABUSO DI PRECARIATO

La somministrazione di lavoro non può essere una condizione infinita. E’ un principio fondamentale che ha ribadito il Tribunale di Milano, in funzione di Giudice del Lavoro, accogliendo il ricorso di un lavoratore impiegato per anni presso un primario hub logistico del piacentino. La Filt Cgil di Piacenza – scrive in una nota – segna un punto decisivo nella battaglia contro la precarietà strutturale nel settore della logistica.
Il ricorso, curato dall’avvocato Boris Infantino del Foro di Piacenza, ha dimostrato come il lavoratore fosse impiegato stabilmente nel sito logistico sin dal 2020 attraverso una serie ininterrotta di proroghe e contratti di somministrazione.

La sentenza ha recepito l’orientamento della giurisprudenza eurounitaria, secondo cui l’istituto della somministrazione deve avere carattere temporaneo. L’utilizzo del lavoratore per un tempo prolungato (oltre cinque anni nel caso di specie) è stato ritenuto un abuso della normativa europea, volto a soddisfare esigenze aziendali stabili e non transitorie. Di conseguenza, il Giudice ha dichiarato l’illegittimità dei contratti, ordinando l’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato direttamente con l’azienda utilizzatrice, oltre al pagamento di un’indennità risarcitoria e delle spese legali.

Questa sentenza conferma quanto la nostra categoria denuncia da tempo: nella logistica si abusa della somministrazione per coprire posti di lavoro che dovrebbero essere stabili,” dichiara Karim Mansar, funzionario della FILT CGIL di Piacenza. “Non si tratta solo di una vittoria legale, ma di un segnale politico chiaro: il diritto europeo vieta di tenere i lavoratori in un limbo di incertezza per anni.

LAVORO: I GIOVANI CERCANO EQUILIBRIO TRA VITA PROFESSIONALE E PERSONALE

Lavoro, conciliazione con la vita privata e stabilità: sono i tre punti che emergono come prioritari nella ricerca Giovani e lavoro a Piacenza che l’assessorato alle Politiche Giovanili ha affidato all’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e al Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica. Il campione di riferimento è costituito da 2500 giovani, dai 18 ai 35 anni: studenti delle scuole superiori, universitari, lavoratori per 18 per cento e in condizioni di inattività per l’1,8%.

Emerge, come si diceva, che è prioritario considerare anche il valore sociale della propria mansione, non slegata quindi alla possibilità di realizzazione personale, retribuzione e carriera. Il 62% dei giovani sostiene che Piacenza offra un buon livello di qualità della vita, giudicando positivamente il contesto locale in termini di accessibilità, servizi e sicurezza: fattori che portano il 65% del campione, anche in virtù delle relazioni umane radicate sul territorio, ad affermare di voler rimanere in città, mentre il 68% dichiara di sentirsi parte integrante della comunità. Chi lascia Piacenza, insomma, lo fa temporaneamente, con l’intenzione di ritornarci.