VENERDI’ IL GIRETTO D’ITALIA PER INCREMENTARE LA MOBILITA’ SOSTENIBILE

Una città più in sicurezza, più a misura di pedoni e ciclisti. È l’obiettivo che si pone la settimana europea della mobilità a cui anche Piacenza, come altri comuni, aderisce con il Giretto d’Italia. Venerdì 16 settembre verranno contati i passaggi dei ciclisti in sei punti della città nella fascia oraria dalle 7,30 alle 9,30 per i tragitti casa lavoro, casa scuola. Poi verranno conteggiati e verrà stilata una classifica tra le città che hanno partecipato. Piacenza si è spesso posizionata ai primi posti della classifica forte anche del fatto che il 18% dei piacentini utilizza la bicicletta per gli spostamenti e il 20% va a piedi.

ENTRO IL 2026 ANCHE A PIACENZA GLI ISTITUTI COMPRENSIVI

obiettivo rendere le scuola piacentina più flessibile ed inclusiva. Con i suoi quasi 20mila studenti, comprese le scuole paritarie, il sistema scolastico piacentino si appresta a cominciare il nuovo anno, in costante crescita nel numero degli iscritti.

Gli assessori Corvi, Dadati, Brianzi e Groppelli hanno incontrati i dirigenti scolastici; in particolare riguardo al sostegno alla disabilità è stato modificato integralmente l’approccio rispetto al passato, più sinergico e basato sulle esigenze delle scuole.

Tra le novità anche l’avvio della costituzione in città degli istituti comprensivi, Piacenza è l’unica in regione ad esserne priva. Oggi questa scelta non è più procrastinabile anche grazie alla costruzione di due nuove scuole medie nell’ex laboratorio Pontieri e nell’ex Manifattura Tabacchi-

ASSOLTO DON SEGALINI, LA DIOCESI “ORA È IL TEMPO DELLA CONCILIAZIONE”

Don Stefano Segalini è stato assolto in primo grado dall’accusa di violenza sessuale per cui fu arrestato nel 2019 dalla squadra mobile della polizia. L’accusa aveva chiesto sette anni, il collegio giudicante lo ha assolto.

Questa la nota della Diocesi di Piacenza Bobbio

”La diocesi di Piacenza-Bobbio prende atto della sentenza di assoluzione nel primo grado di giudizio di don Stefano Segalini.

Ogni ricerca della verità e della giustizia è accompagnata da vissuti contrapposti che macchiano e feriscono chi è coinvolto in prima persona, ma anche i contesti in cui tutto ciò avviene, compresa in questa triste vicenda la stessa Chiesa diocesana.

Si apre ora il tempo della riconciliazione, che chiede delicatezza, pazienza e rispetto, perché è sempre complesso ricucire le ferite che l’emergere di accuse e fatti da accertare ha portato con sé.

Una riconciliazione che passa anzitutto attraverso la preghiera di invocazione di tale dono per tutti coloro che in prima persona sono stati coinvolti, perché come ci ricorda papa Francesco è il primo strumento che come credenti abbiamo per affrontare e uscire rinnovati da situazioni dolorose che feriscono i singoli e le comunità”.

“CONTRO I RINCARI, COSTRETTO A SPEGNERE LA MACCHINA DEL CAFFE’. MAI FATTO IN 30 ANNI”

L’ultima bolletta dell’energia elettrica, di agosto, è arrivata a 4900 euro, già quella di luglio aveva superato i 4mila. Daniel Bozzarelli, titolare del bar gelateria 900, ha deciso di spegnere la macchina del caffè, una scelta mai presa in 30 anni di attività. Eppure dovuta oggi che i costi della luce sono diventati insostenibili. Giornalmente il costo dell’accensione della macchina era circa 4 euro, oggi è 20 euro, i calcoli sull’impatto mensile sono presto fatti. Se a questo si aggiunge l’accensione dei frigo e condizionatori, una riflessione seria è più che obbligatoria se non si vogliono ritoccare per accesso i prezzi al consumatore.

LA SINDACA TARASCONI SULLE RISSE IN CENTRO: “UN DISAGIO FORTE DA AFFRONTARE CON DECISIONE”

“Un altro gravissimo episodio di violenza in pieno centro, che ancora una volta, per fortuna, si è concluso con il fermo del presunto responsabile grazie all’intervento tempestivo delle Forze dell’ordine. Mi auguro che la persona aggredita, aiutata da un infermiere fuori servizio che, dimostrando un encomiabile spirito di servizio, lo ha soccorso, si rimetta al più presto”.

Con queste parole la sindaca Katia Tarasconi commenta la rissa avvenuta la notte scorsa nei pressi di largo Battisti, sottolineando che “fatti del genere rivelano un disagio che va affrontato in modo deciso, non solo con
l’azione indispensabile delle Forze di Polizia ma anche con attività che si muovano su altri piani: quello culturale, educativo, di sostegno. È su questo secondo aspetto, in particolare, che l’Amministrazione comunale può fare qualcosa e intendiamo portare avanti nuovi progetti in tal senso: ne abbiamo parlato anche durante il ritiro di Giunta, appena appresa la notizia.”

DOMENICA, AL DATURI, PROIEZIONE DI YOUNG EUROPE: CINQUE STORIE DI GIOVANI E SICUREZZA STRADALE

E’ in programma per domenica 11 settembre presso l’Arena Daturi la proiezione del film Young Europe il film diretto da Matteo Vicino e tratto dal suo ultimo romanzo.

Il film, prodotto dalla Polizia di Stato, racconta di cinque giovani europei legando le loro storie alla sicurezza stradale. La serata è stata organizzata dall’associazione Sonia Tosi Odv con un breve accenno alle finalità e obiettivi dell’Associazione stessa in materia di incidentalità stradale. A seguire l’intervento del Sindaco di Piacenza Katia Tarasconi,  del dirigente della sezione polizia stradale di Piacenza Davide Pani e del regista Matteo Vicino.

L’ingresso è libero. In casi di maltempo la proiezione si svolgerà al cinema Politeama.

COVID: CONTAGI STABILI RISPETTO ALLA SCORSA SETTIMANA

Scendono di poco i numeri della mia pandemia a Piacenza: l’andamento dei nuovi contagi da Covid19 si ferma a un -0.1% rispetto alla settimana precedente. Il report settimanale dell’Ausl evidenzia un decremento: i nuovi contagi sono 650 rispetto ai 651 di sette giorni fa.

Il trend dei contagi piacentini registra comunque una diminuzione di nuovi positivi rispetto ai dati registrati a livello nazionale (+10,6%) e in Regione (+15,2%), la maglia nera va alla Lombardia con il numero di contagi che sale di +27,5%.
Analizzando i nuovi positivi su 100mila abitanti, il tasso di incidenza locale registra 229 casi, la media emiliano-romagnola è di 257, quella italiana di 264 mentre la situazione nella regione limitrofa è 208 casi contro i 163di sette giorni fa.

Negli ultimi sette giorni sono stati effettuati 3662 tamponi (in aumento rispetto ai 3318 della scorsa settimana) con una percentuale di positivi che scende da 19,6% a 17,7%.

Continuano i monitoraggi periodici nelle Cra. Lo screening di questa settimana registra 2 nuove diagnosi tra gli ospiti e 2 tra gli operatori in netta discesa rispetto ai dati della scorsa settimana che registravano 24 casi tra gli ospiti e 6 tra gli operatori. Si tratta di casi generalmente asintomatici o comunque con sintomi lievi, individuati per la maggior parte grazie al monitoraggio periodico proattivo effettuato nelle strutture.

Il numero delle persone in isolamento scende da 945 a 825.

Lieve incremento dell’attività delle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale: le richieste medie giornaliere salgono a 10.3, per un totale di 72 segnalazioni.

La situazione della rete ospedaliera resta sostanzialmente stabile. Gli accessi giornalieri in Pronto soccorso per pazienti con sintomatologia riconducibile al Covid sono 7, mentre nella settimana precedente si erano registrati 9. Il 28 agosto i ricoverati con Covid erano 42, mentre la domenica precedente erano 36. La media settimanale è di 40; in Terapia intensiva c’è un paziente positivo. Nella settimana si sono registrati 3 decessi.

Per quanto riguarda le vaccinazioni, nella settimana si contano 732 somministrazioni; erano 666 la settimana scorsa.
Sul sito www.covidpiacenza.it sono indicate le modalità per la prenotazione di un appuntamento per la vaccinazione in una delle cinque sedi attualmente disponibili.

In riferimento alla IV dose, la somministrazione del second booster è possibile solo previa prenotazione, tramite i consueti canali, nelle sedute dedicate. Per poter ricevere il secondo booster occorre aver completato il ciclo vaccinale primario (prima e seconda dose), seguito dalla terza dose (di richiamo), dopo un intervallo minimo di almeno quattro mesi da quest’ultima o dall’infezione successiva al richiamo. Destinatari dell’estensione della platea vaccinale sono tutti i cittadini a partire dai 60 anni di età e quelli con elevata fragilità, motivata da patologie concomitanti o preesistenti, dai 12 anni compiuti in su (quindi nati a partire dal 2010). Rimangono attive le vaccinazioni per gli over 80, aperte ormai da mesi.

L’ORDINE DEGLI AVVOCATI DIFENDE LA COLLEGA FIORANI MINACCIATA SUI SOCIAL “CONDOTTA INACCETTABILE E MANIFESTAZIONE DI IGNORANZA”

È da giorni vittima di minacce e  nel mirino di pesantissimi insulti soprattutto sui social. Nadia Fiorani, l’avvocato d’ufficio che difende il 27enne accusato di stupro, sta passando ore davvero difficili sia professionalmente che umanamente; il linciaggio contro di lei si è scatenato in particolare su Facebook proprio da parte di coloro che invocano una pena severa per il guineano accusato di violenza sessuale, gli stessi che vorrebbero piegare a proprio piacimento la giustizia. Quando si dice “due pesi, due misure”.
In difesa e solidarietà della collega è intervenuto il collegio dell’Ordine degli Avvicato di Piacenza “alcune persone – si legge in una nota – si sono sentite in diritto di versare astio nei confronti della collega solo perché svolge il proprio ruolo difensivo in un procedimento penale che ha avuto ampio spazio sui media.
E’ una condotta inaccettabile e chiara manifestazione di inciviltà e  ignoranza della materia.
Occorre ricordare alcuni principi fondamentali dello stato di diritto e del ruolo del difensore, ossia che il diritto di difesa deve essere garantito e che il ruolo del difensore non deve mai essere identificato con il proprio assistito.
L’avvocato – si legge – difende talvolta l’imputato e talvolta la persona offesa, sempre e comunque garantisce voce a tutte le parti coinvolte nel processo penale e rispetto delle norme di diritto. Ogni attacco subito dalla collega dunque deve essere condannato e censurato, poiché la funzione
dell’avvocato merita rispetto e deve essere esercitata senza alcun vincolo, ostacolo o minaccia di sorta. Quanto si è letto in alcuni messaggi sui social network rappresenta una evidente è allarmante deriva di ignoranza che rischia di riportarci indietro di secoli.
Non è tollerabile, perché disumano, il linciaggio dell’imputato e l’offerta di chi esercita il mandato difensivo. Sono solo espressione della più bieca cattiveria”.

LOGISTICA RONCAGLIA, LEGAMBIENTE “ALTRO CHE ALLARMISTI, SIAMO REALISTI!”

“Ma che allarmisti, siamo semplicemente realisti!” Lo scrivono sui social e sui profili Facebook alcuni cittadini del circolo di Legambiente Piacenza riferendosi all’immensa area di 1.800.000 mq fra Roncaglia e Borghetto, accanto a quella dove sta sorgendo l’Akno Business Park, l’ultimo dei capannoni della logistica che occupa 147mila mq tra Roncaglia e i Dossi.

“Confindustria mette in vetrina sul proprio sito Invest in Piacenza per eventuali investitori, un’area attualmente agricola di 1.800.000 mq fra Roncaglia e Borghetto – si legge nel post su Facebook di Legambiente –  prima che l’Amministrazione Comunale decida formalmente la sua destinazione d’uso negli strumenti di pianificazione urbanistica e noi saremmo degli allarmisti?Riteniamo che la nostra segnalazione vada nella direzione del rispetto dei cittadini e delle istituzioni.

Meraviglia invece l’impermeabilità assoluta di alcuni imprenditori nei confronti della drammaticità dei cambiamenti climatici in corso, come se non riguardassero il nostro prossimo futuro e quello dei nostri figli. Se invece non è così, ci auguriamo che se ne possa discutere seriamente e approfonditamente nel percorso partecipato di costruzione del PUG (Piano Urbanistico Generale) e del PTAV (Piano territoriale Provinciale).”

E ancora gli ambientalisti si chiedono se esiste davvero la consapevolezza dell’emergenza climatica in corso; per questo chiedono seria valutazione cumulativa di tutti i carichi inquinanti prodotti dagli insediamenti produttivi e logistici presenti nell’area di pianura, da Castel San Giovanni a Fiorenzuola.

“E’ troppo chiedere agli organi preposti alla tutela ambientale misure cautelative per impedire il peggioramento della qualità dell’aria e la tutela dei nostri polmoni e della qualità e aspettativa di vita sana? Nostra e dei nostri figli?” si domandano nel post.

SILENZIO, ACCUDIMENTO E ASCOLTO, UNA SALA DEL SOLLIEVO IN PRONTO SOCCORSO

Si chiama Sala del Sollievo e si trova nel pronto soccorso dell’ospedale. Una stanza particolare dedicata alla persone che arrivano nel reparto in condizione di fine vita. La sala è già attiva e utilizzata da qualche settimana ma per rendere ancora più accogliente lo spazio, lAusl ha chiesto all’associazione Il Pellicano un aiuto concreto. La presidente  Maria Angela Spezia ha accolto con entusiasmo la proposta e si è subito  attivata per acquisire gli arredi, tanto che entro l’autunno il progetto sarà completato e presentato alla cittadinanza.

La Sala del Sollievo nasce da un profondo senso di rispetto nei confronti del fine vita ed è un luogo dove  viene preservata la dignità del paziente, evitando cure sproporzionate e non appropriate.
In attesa dell’allestimento completo, l’idea ha già trovato riscontri molto positivi tra medici e sanitari, essendo uno dei primi esempi in Italia di cure palliative in un dipartimento d’Emergenza.
La dottoressa Erika Poggiali, medico del Pronto soccorso di Piacenza, ha dedicato al tema anche un articolo apparso nei giorni scorsi sul blog della Società italiana di Medicina dell’Emergenza urgenza (https://www.simeu.it/blog/). L’esperienza piacentina è stata già citata come best practice da Luciano Orsi, direttore della Rivista Italiana di Cure Palliative e membro  della Società Italiana di Cure Palliative (SICP): l’esperto lo ha definito “un pregevole esempio di corretta gestione del fine vita del malato allo stadio terminale nell’ambito dell’emergenza urgenza”.

L’obiettivo del progetto non è solo quello di mettere a disposizione dei pazienti una sala riservata, dove poter rimanere insieme ai familiari, ma anche quella di poter contare su una sedazione palliativa che possa controllare la loro sofferenza. Per essere in grado di gestire al meglio questa procedura, il personale del Pronto soccorso è stato formato dai colleghi dell’unità operativa di Cure Palliative. I professionisti hanno inoltre redatto insieme alcune linee guida per garantire al malato allo stadio terminale i trattamenti più adeguati alla sua specifica condizione clinica.
In particolare, la Sala del Sollievo è dedicata ai pazienti affetti da patologie croniche e invalidanti, che si presentano in Pronto soccorso con sintomi resistenti alla terapia e che necessitano di una sedazione palliativa profonda.
Ma può anche accogliere persone che si rivolgono al reparto per una sedazione di emergenza, come una grave emorragia, crisi respiratoria o uno stato di shock irreversibile.
Per tutte queste tipologie di pazienti, lo sforzo del personale è quello di garantire una presa in carico clinico-farmacologica adeguata al fine vita “Abbiamo cercato di creare uno spazio nel Pronto soccorso – evidenziano i sanitari – dove il fine vita potesse essere un momento vissuto in modo intimo dai familiari, lontano dai campanelli che suonano, il sovraffollamento delle aree, il telefono che squilla a ogni ora, e quella terribile luce artificiale che conosciamo bene e che è capace di annullare il giorno e la notte uniformando il tempo”.
Per questo la Sala del Sollievo è aperta ai familiari 24 ore su 24, senza limite numerico, ed è gestita dai medici, infermieri e operatori sociosanitari del Pronto Soccorso secondo un percorso codificato. I  sanitari che vi operano hanno seguito un percorso formativo specifico gestito dalla psicologa della Rete delle Cure Palliative per migliorare le competenze comunicative indispensabili per stare accanto al paziente e alla sua famiglia.
La Sala del Sollievo garantisce silenzio, intimità, tranquillità, accudimento e ascolto, in accordo con il modello delle cure palliative, che richiedono una grande vicinanza e un basso impatto tecnologico.
Nella stanza non ci sono monitor ma solo un grande murales realizzato da un’infermiera del reparto, Eleonora Rossi. Il disegno rappresenta un momento di passaggio, un’attesa e un cambiamento. Al progetto, oltre alle equipe del Pronto soccorso (diretta da Andrea Vercelli e coordinata da Paola Nassani) e di Cure Palliative (diretta da Raffaella Bertè, con Davide Cassinelli come case manager), hanno partecipato la Bed manager Damiana Muroni e Maria Gaetana Droghi, responsabile Innovazione e sviluppo organizzativo professionale della Direzione delle Professioni sanitarie).
Non da ultimo, quando non è occupata, la stanza può anche accoglie le vittime di violenza.

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