MUNICIPALE: LA NUOVA STAGIONE METTE IL TEATRO AL CENTRO DELLA COMUNITA’

Una Stagione che invita tutti a sentirsi parte di una proposta culturale ampia, per riaffermare la vocazione del Teatro a essere il centro di una comunità partecipe, un luogo vivo e aperto a ogni generazione. Sei produzioni liriche di cui cinque nuovi allestimenti e una nuova opera, cinque concerti, cinque balletti e otto progetti “young” compongono la Stagione 26/27 del Teatro Municipale di Piacenza.

Un percorso artistico che attraversa linguaggi, epoche e sensibilità diverse: da Mozart a Lucio Dalla, mettendo in relazione la tradizione e nuove forme di racconto teatrale e musicale, passando per il belcanto rossiniano, i grandi titoli verdiani e una rarità della Giovane Scuola a cui sarà affidata l’inaugurazione. Opera assente dal Teatro Municipale da 120 anni, Siberia di Umberto Giordano (18 e 20 dicembre 2026) è il titolo scelto per l’apertura della Stagione lirica, con la direzione di Sesto Quatrini e la regia di Roberto Catalano. Su libretto del piacentino Luigi Illica, a 170 anni dalla nascita del celebre drammaturgo e poeta di Castell’Arquato, l’opera prosegue il percorso di recupero di titoli di rara esecuzione del repertorio tra fine Ottocento e inizio Novecento.

A seguire titoli di grandi compositori che affrontano temi quanto mai attuali: potere, giustizia, redenzione, identità, inclusione sociale: La Cenerentola di Gioachino Rossini (12 e 14 febbraio 2027) con la direzione di Giovanni Di Stefano e la regia di Nicola Berloffa, La clemenza di Tito (5 e 7 marzo 2027) di Wolfgang Amadeus Mozart – opera mai rappresentata a Piacenza – diretta da Ottavio Dantone e firmata da Chiara Muti, Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi (2 e 4 aprile) con la direzione di Massimo Zanetti e la regia di Pier Francesco Maestrini. Gran finale con Aida di Verdi, (19 e 21 novembre 2027) diretta da Aldo Sisillo e firmata da un maestro del teatro come Pier Luigi Pizzi.

L’anno che verrà, opera su Lucio Dalla (16 gennaio 2027, fuori abbonamento) rende omaggio a uno dei maggiori cantautori italiani e alla sua creatività musicale, mettendo in scena il grande affresco umano che le sue canzoni compongono.

La Stagione Concertistica si apre all’insegna del bicentenario della morte di Beethoven che si celebra nel 2027, con l’Orchestra Sinfonica di Milano (28 novembre). Sul podio, per la prima volta al Teatro Municipale, Emmanuel Tjeknavorian. In arrivo anche uno dei grandi maestri della direzione internazionale, Kent Nagano alla guida della Filarmonica Toscanini con la Quarta di Mahler (23 aprile 2027), oltre al ritorno di un affermato direttore come Sesto Quatrini (20 febbraio 2027), e all’arrivo di Boian Videnoff per il Concerto di San Silvestro, con l’Orchestra Filarmonica Italiana. L’anteprima della Stagione dei concerti vede protagonista il giovane pianista Ruben Xhaferi (16 ottobre), vincitore del Premio Bengalli, in collaborazione con Fondazione Val Tidone.

La Stagione Danza propone titoli simbolici del repertorio classico accanto a grandi stelle: dal Lago dei cigni (3 gennaio 2027) del Balletto di Tbilisi a balletti preziosi come La fille mal gardée del Tam Ballet (14 marzo 2027), da Eleonora Abbagnato (24 gennaio 2027), personalità tra le più rappresentative della danza italiana nel mondo, al magnetismo del re del flamenco Sergio Bernal (18 aprile), per concludere con Giselle dell’Étoile Ballet Theatre (fuori abbonamento, 9 maggio 2027).

La programmazione Young per bambini e ragazzi diventa più ricca, tra iniziative pensate per avvicinare i più giovani ai linguaggi della scena e laboratori per sviluppare competenze creative. In programma esperienze diversificate – dal Campus (1-6 settembre 2026) dedicato a San Francesco D’Assisi a 800 anni dalla scomparsa al ritorno di una notte al Municipale, alle novità di Verdi Graffiti e Opera Media Lab – agli spettacoli di Opera Domani e Opera Kids ispirati al Barbiere di Siviglia di Rossini, oltre a Bambini all’Opera e ai concerti dell’Orchestra CinqueQuarti.

CINEMA SOTTO LE STELLE, 70 FILM PER TUTTA L’ESTATE

Dal 12 giugno al 31 agosto le serate estive piacenza saranno animate dalla 23esima edizione della rassegna Cinema Sotto le Stelle, promossa da arci, Cinemaniaci, in collaborazione con il Comune di Piacenza e la Fondazione di Piacenza e Vigevano. Per il terzo anno le proiezioni si terranno nella ex Caserma Cantore di stradone Farnese, per concessione della cassa depositi e prestiti. Una location ideale e suggestiva per i 71 film in cartellone per 70 serate. Il doppio spettacolo è in programma sabato 25 luglio per Amarga navidad di Pedro Almodovar.

 

 

VELEIA FESTIVAL ALLARGA L’ORIZZONTE FINO A VIGOLENO, CASTELL’ARQUATO E CASTELNUOVO FOGLIANI

Il Festival di Teatro Antico di Veleia amplia il proprio orizzonte; pur conservando il suo centro  nell’area archeologica, estende il disegno a Vigoleno, Castell’Arquato, Castelnuovo Fogliani, componendo una mappa sensibile in cui luoghi, paesaggi e comunità entrano a far parte di in un unico racconto. Il Festival si fa circuito senza disperdersi: allarga le proprie traiettorie pur continuando a riconoscersi nella forza della sua origine.
L’estensione riguarda anche la trama delle collaborazioni. La nuova sinergia con il Festival Illica, il rinnovarsi del rapporto con XNL, il dialogo con ATER Fondazione, Filarmonica Arturo Toscanini e Cineteca di Bologna intensificano la risonanza del progetto, superando la dimensione della semplice alleanza operativa e componendo un sistema di incontri in cui il teatro antico si apre al confronto con altri linguaggi, competenze, realtà artistiche e istituzionali, mantenendo saldo il proprio centro. La multidisciplinarità diventa così pratica concreta di relazione.

“Ogni edizione del Festival di Teatro Antico di Veleia nasce da una domanda rivolta al nostro tempo – ha detto la direttrice artistica Paola Pedrazzini –  questa domanda prende forma in un luogo che non è un semplice scenario:
è memoria e misura del rapporto tra passato e presente.
Progettare il Festival di Veleia significa interrogare l’antico non come repertorio concluso, ma come insieme di categorie capaci di leggere le inquietudini del pensiero contemporaneo.
Negli anni il Festival ha scelto di restare fedele a quelle categorie -anche rielaborate- sottraendosi alla forma più facile del contenitore generalista. Ha così disegnato la propria identità, radicata nel genius loci di Veleia: non perimetro difensivo, bensì principio di orientamento, custode della riconoscibilità del progetto anche nel suo movimento”.

Il disegno dell’edizione 2026 lascia emergere direttrici tematiche in cui l’antico si misura con le fratture del presente, a partire dalla guerra, sottratta alla retorica della gloria e ricondotta alla verità dei corpi esposti, delle madri, dei figli, degli stranieri. Qui si inscrive Medea di Lidi (donna, straniera, consegnata all’esilio; accanto a lei, i bambini, punto fragile in cui la storia degli adulti precipita nel futuro). Alla stessa ferita rispondono lo sguardo di Cecilia Sala sui conflitti contemporanei e la nuova creazione di Gioele Dix dedicata a
Ettore e Andromaca.

Un altro leit motiv è l’incanto che attraversa il viaggio nell’Odissea di Paolo Rossi, l’incontro di Lella Costa con la fata di Collodi, la soglia iniziatica de Il flauto magico restituita dall’interpretazione di Sergio Rubini e dalla potenza musicale della Toscanini. Torna, naturalmente il mito, radice comune, come strumento critico (Bestiario idrico di Paolini riconduce l’acqua -presenza iscritta nella memoria termale di Veleia- alla dimensione civile, ecologica, comunitaria), rielaborazione simbolica (della figura del minotauro ad esempio, nella raffinata ironia di Arianna Safonov), ma anche nella sua matrice originaria grazie a Bottega XNL-Fare Teatro che porta a Veleia la grande tragedia attica (Medea di Euripide) e che nella sua coralità, rinnova la dimensione più
profonda del teatro greco, quella del rito civile di una comunità riunita per rivivere, attraverso la scena, i miti di un passato collettivo.

CIAK, SI GIRA PER IL PIANETA: PREMIATI I FILMATI DEGLI ALUNNI DEL QUINTO CIRCOLO

Si è svolto mercoledì 3 giugno al President l’evento conclusivo del progetto Ciak! Si gira per il pianeta, un’iniziativa di forte rilievo pedagogico che ha visto la proiezione dei 24 filmati realizzati dalle alunne e dagli alunni di cinque anni delle scuole dell’infanzia Dante e Collodi e delle classi prime, seconde, terze e quarte della scuola primaria Vittorino da Feltre.
Il progetto è risultato vincitore del bando nazionale Il linguaggio cinematografico e audiovisivo come oggetto e strumento di educazione e formazione, Azione A.2 CinemaScuola LAB per la scuola dell’infanzia e primaria.

L’ambizioso percorso ha visto collaborare attivamente il corpo docente, gli esperti dell’associazione Cinemaniaci e, soprattutto, i giovanissimi alunni e alunne del Quinto Circolo Didattico. L’appuntamento al Teatro President ha rappresentato la restituzione di un viaggio didattico che ha trasformato la scuola in un vero e proprio laboratorio di cittadinanza e innovazione. Durante l’anno i bambini e le bambine non sono stati semplici spettatori o fruitori passivi di contenuti multimediali, ma sono diventati autori a tutti gli effetti, acquisendo alcuni strumenti per decodificare le immagini e raccontare la realtà attraverso i loro occhi. Il percorso ha inoltre stimolato il lavoro di squadra e l’inclusione: il cinema si è rivelato un linguaggio universale capace di azzerare le barriere linguistiche e culturali, valorizzando i talenti di ciascuno e incentivando il problem solving.

Il progetto ha saputo inoltre integrare il Cinema con la tutela ambientale e la didattica outdoor, in perfetta coerenza con l’identità del Quinto Circolo Didattico, aderente alla rete Scuole all’aperto: la natura è stata la vera e propria materia prima dei laboratori creativi. L’intero cammino ha promosso la cittadinanza attiva: tra esplorazioni dirette nella natura, visioni, analisi e rielaborazione di animazioni a tema ambientale, scritture e storyboard originali dedicati alla tutela e protezione del nostro pianeta, la sostenibilità è stata tradotta in messaggi sociali d’impatto e, attraverso cortometraggi e videoracconti, l’emergenza ambientale è stata rielaborata per diventare un caloroso invito all’azione rivolto a tutta la comunità.

LA NUOVA BIBLIOTECA DANTE SI APRE ALLA CITTA’ “PRESIDIO CULTURALE E SOCIALE”

Si sono accese le luci della nuova biblioteca Dante al numero 46 della stessa via. Una struttura moderna, rinnovata e sostenibile dal punto di vista energetico. Un luogo bello e sano, aperto alla città e agli studenti dei vicini istituti scolastici. Gli utenti potranno godere anche del giardino antistante nella consultazione e nella lettura dei testi. La biblioteca, oggi inaugurata realizzata grazie ai fondi europei ATUSS, era stata progettata e pensata dall’amministrazione Barbieri, che aveva chiesto un aiuto alla fondazione di piacenza e vigevano che investì 600mila euro. Aperta tutti i giorno dalle   9 alle 19,30, la nuova biblioteca Dante sarà oltre che un luogo di cultura anche un presidio sociale importante per l’intero quartiere. Il retro della biblioteca che si affaccia nel cortile dell’istituto Casali è occupato da un grande murale che ritrae  il volto di Beatrice, la musa di Dante Alighieri, realizzato dall’artista Kotè che ha firmato l’opera sotto gli occhi di tutti i presenti.
Vita Nova è il titolo del murale come la prima opera di dante alighieri. Al centro il bellissimo volto di beatrice che con i suoi occhi ha aperto il cuore del poeta.

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PIACENZA E IL TURISMO EMOZIONALE. PER PALAZZO FARNESE 2 MILIONI DI EURO DI FINANZIAMENTO

“Rallenta sei a Piacenza”. Potrebbe essere questo il brand che, a braccetto con un sapiente logo, potrebbe in risalto le potenzialità della città e soprattutto far assaporare quel turismo lento lontano dalle massa e per questo capace di stupire.
Il turismo ideale per Piacenza infatti è quello esperienziale e d’emozione, quello cioè capace di soddisfare tutte le aspettative a partire da quelle sociali. Per fare questo occorre valorizzare il territorio e promuovere un modello di sviluppo turistico sostenibile. Sono i pilastri di Piacenza Nexus – Piano di marketing territoriale strategico per il turismo, presentato ai consiglieri i commissione cultura.

Piacenza possiede luoghi unici che hanno tutte le caratteristiche per essere conosciuti a livello internazionale: Ecce Homo, tondo di Botticelli, La Signora di Klimt. Ma più di tutti Palazzo Farnese deve essere valorizzato per raggiungere risultati oggi ancora lontani. Con un finanziamento da 2milioni 750 mila euro l’obiettivo è passare da 40mila a 150mila visitatori.

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RICCI ODDI: ARMANDO SPADINI E MEDARDO ROSSO LE PROSSIME MOSTRE IN GALLERIA

Il nuovo Consiglio Direttivo della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi – presieduto dall’avvocato Stefano Antonio Marchesi, insediatosi nei giorni scorsi – ha varato il programma delle mostre che saranno allestite negli spazi della Galleria già dai prossimi mesi. Si tratta di due mostre messe in cantiere sotto la precedente consigliatura e che giungeranno a compimento tra il 2026 e il 2027.

La prima, nel prossimo autunno, dedicata ad Armando Spadini, pittore toscano ma aggregato dalla critica alla prima Scuola Romana, presente in Ricci Oddi con due dipinti, Il ritratto della moglie di De Carolis con le figlie e Lillo in culla. L’esposizione sarà curata da Barbara Cinelli.

La seconda, prevista nella primavera del 2027, riguarderà Medardo Rosso, del quale la Galleria già possiede due delle principali opere, Ecce puer e Madame Noblet. In anticipo sul centenario della morte, che cadrà nel 2028, la mostra, curata da Francesco Guzzetti, è focalizzata sul rapporto tra scultura, opera grafica e fotografia, tecnica quest’ultima che Rosso ha lungamente utilizzato – come molti degli artisti attivi tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento – per esplorare, arricchire e anche reinterpretare la scultura stessa.

“Inoltre è allo studio – continua il Presidente Marchesi – una mostra di respiro internazionale sull’arte europea d’inizio Novecento, quando tutte le arti concorrono, ciascuna per la sua parte alla definizione di un nuovo gusto mondiale. Siamo ancora nella fase embrionale, ma la nostra intenzione sarebbe quella di realizzarla tra l’autunno e l’inverno del 2027 organizzandola in collaborazione con altre realtà culturali del nostro territorio, in un concorso di idee, energie e sinergie come è necessario prevedere per un grande evento espositivo”.

Il nuovo Consiglio Direttivo ha confermato la prosecuzione dell’offerta di incontri, laboratori, visite guidate, occasioni di intrattenimento culturale mirando a conquistare nuovi pubblici e interlocutori. Grazie all’ammirevole impegno e al lavoro svolto dal precedente Consiglio presieduto da Massimo Toscani oggi la Galleria Ricci Oddi può essere ampiamente apprezzata non solo per l’elevata cifra stilistica del suo patrimonio artistico, ma anche per l’eleganza, la bellezza e la ritrovata funzionalità dei suoi ambienti espositivi. Un patrimonio che occorre far conoscere a un pubblico sempre più ampio e a cui vanno avvicinati soprattutto i giovani, anche perché la bellezza è un formidabile valore per arricchire il loro percorso di crescita. In tal senso, è particolarmente sentita, da parte del nuovo Consiglio, l’esigenza di attrarre nuovi pubblici e nuovi interlocutori, magari anche attraverso iniziative che dal mondo dell’arte si estendano al mondo della cultura in senso più ampio e ai nuovi linguaggi del nostro tempo.

 

VERSO PIACENZA 2033: ECCO IL LOGO

E’ stato presentato il logo che accompagnerà Piacenza nel percorso di candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033. Al centro l’ansa del fiume Po che caratterizza fortemente la città attraversandola, attorno le quattro valli; val Tidone, val Trebbia, val Nure e val d’Arda. Perché questo percorso iniziato ufficialmente oggi con la presentazione del logo abbraccia tutta quanta la provincia, non solo il capoluogo. A Palazzo Farnese si è svolto il primo evento con gli operatori della cultura, circa una novantina gli iscritti, che hanno ragionato sul significato di fare cultura e come creare e riempire di idee il contenitore da presentare per la candidatura.

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MARCHESI: “LA RICCI ODDI VIVE IN OSMOSI CON LA CITTA’ ”

Obiettivo mettere a frutto quanto realizzato finora in una dimensione più ampia sia per la galleria che per la città intera. La galleria in questione è la Ricci Oddi che da poche settimane ha un nuovo presidente Stefano Antonio Marchesi che succede al notaio Massimo Toscani. Un mandato, quello di Marchesi, che si intende in perfetta continuità con il predecessore che è stato capace di raccogliere donazioni cospicue dalla cittadinanza oltre che rilanciare la galleria sia dal punto di vista strutturale che dei contenuti.

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TRASFIGURAZIONI – RITRATTI FEMMINILI IN MOVIMENTO: ALLA GALLERIA RICCI ODDI PER CELEBRARE GLI 80 ANNI DEL VOTO ALLE DONNE

Dal 5 al 7 giugno, con cerimonia di inaugurazione il 2 giugno, la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi ospiterà Trasfigurazioni, ritratti femminili in movimento per celebrare l’ottantesimo anniversario del voto femminile in Italia. Lo farà attraverso un dialogo tra danza, musica e le opere della Galleria, grazie al contributo del Ministero della Cultura e della Fondazione Ronconi Prati, in collaborazione con il Comune di Piacenza e la Galleria Ricci Oddi.

Pensato e ideato da dAS_de Arte Saltandi appositamente per gli spazi della Galleria e in dialogo con alcune opere della collezione, Trasfigurazioni propone creazioni site-specific ideate per l’occasione da artiste e artiste della scena contemporanea invitando a riflettere sull’immagine femminile e sul modo con cui i corpi della donne possono riappropriarsi della propria narrazione.

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