MICHELE RIZZITIELLO SI DIMETTE DA SEGRETARIO DI SINISTRA ITALIANA. CRESCE, A SINISTRA, IL DIBATTITO INTORNO AL CAMPO LARGO

Michele Rizzitiello si è dimesso dal ruolo di segretario provinciale di Sinistra Italiana. Una scelta non facile ma necessaria per una mancanza di condivisione su alcune scelte di metodo e di contenuto che, in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno, avrebbero potuto fare la differenza. Il nodo è il ruolo che AVS avrà o potrebbe avere all’interno del cosiddetto campo largo del centro sinistra che, se a livello nazionale, pare procedere nel migliori dei modi, così non sembra essere a Piacenza.

Insomma quello che Rizzitiello ha cercato di creare sono state le condizioni perché questo avvenisse anche a livello locale; “avevo proposto di presentarci alle forze di centro sinistra (PD compreso ndr) con tre o quattro punti non negoziabili – ha spiegato – la questione ambientale legata al nuovo PUG, stop al consumo di suolo, integrazione, decoro e pulizia della città. Punti fermi che dovrebbero vederci tutti d’accordo”. Eppure non tutti in Sinistra Italiana hanno trovato questa proposta  applicabile e né convincente. Al contrario, ci sarebbe la volontà di proseguire anche a livello locale l’esperienza di Alleanza Verdi Sinistra come una delle forze del campo largo che sta incrementando consenso e autorevolezza tra gli elettori.

“A Piacenza esiste un nucleo di potere interno ed esterno al PD che non ho intenzione di sostenere a tutti i costi” è la posizione chiara di Rizzitiello che lo ha portato, coerentemente, a rassegnare le dimissioni da segretario.

Europa Verde che rappresenta l’altra dell’alleanza con Sinistra Italiana come si pone in questa situazione? Riccardo Bassi, co portavoce locale di Europa Verde, si dice dispiaciuto per la scelta di Rizzitiello, “persona affidabile con con cui abbiamo condiviso numerose campagne in massima sintonia; sul piano politico – prosegue – ci stiamo confrontando con tutte le forze della sinistra del PD. L’intenzione è di portare aventi AVS e di lavorare affinché l’alleanza funzioni nella condivisione dei nostri valori. Al momento ci troviamo in una fase interlocutorio e aspettiamo di vedere cosa accadrà in Sinistra Italiana”.

 

IAT, PALAZZO GOTICIO E BAR: AGGIUDICATA LA CONCESSIONE A MONTELEONE GROUP

E’ stata aggiudicata la gara per la gestione integrata dei servizi turistici, culturali e di accoglienza nel cuore della città che comprende l’ufficio Informazione e accoglienza turistica (IAT), il bar-ristorante di Piazza Cavalli e Palazzo Gotico. Con la determina pubblicata oggi, il Comune di Piacenza affida dunque la concessione alla rete di imprese guidata da Monteleone Group, insieme a Food Evolution Srl, Artemisia Srl e Diamaty Srl. E’ un altro decisivo passo avanti che l’amministrazione comunale ha compiuto nel dare corpo alla visione strategica di città, in particolare nell’integrazione tra accoglienza, turismo, cultura e sviluppo del territorio in attuazione di uno dei temi centrali del nuovo Piano di marketing presentato di recente alla cittadinanza.

Monteleone Group è una realtà attiva a livello nazionale nella gestione di servizi di ristorazione e accoglienza, con esperienza nella conduzione di attività in contesti ad alta frequentazione e nella gestione integrata di servizi rivolti al pubblico. La procedura, avviata a fine 2025 con gara europea e criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, si è conclusa con l’individuazione del soggetto aggiudicatario che ha ottenuto il punteggio complessivo massimo di 100 punti, risultando primo classificato al termine della valutazione tecnica ed economica.

La concessione avrà una durata complessiva di 18 anni – ridotta rispetto ai 25 previsti a base di gara – con un valore stimato pari a oltre 18 milioni di euro. Il concessionario verserà al Comune un canone annuo di 34.442,50 euro e riceverà un contributo annuale di 220mila euro a sostegno dei servizi previsti.

Il progetto, come accennato, prevede un modello integrato che mette in relazione accoglienza turistica, servizi culturali e somministrazione (bar e ristorante) con l’obiettivo preciso di rafforzare l’offerta complessiva della città e superare l’attuale frammentazione delle gestioni. All’interno della concessione rientra il servizio di apertura e chiusura di Palazzo Gotico, oggi di fatto non garantito in modo continuativo ma, come da più parti richiesto, ritenuto fondamentale per una città che intenda posizionarsi sempre meglio nei circuiti turistici. L’affidamento introduce quindi un presidio stabile che consentirà di rendere accessibile con maggiore regolarità il salone del palazzo e di organizzare visite guidate, quando lo spazio non è utilizzato per altre finalità istituzionali o eventi già programmati.

Il servizio di apertura sarà accompagnato da una programmazione di visite guidate al Salone monumentale con un’offerta rafforzata nei fine settimana quando il centro storico è più frequentato. Sono inoltre previste, in coordinamento con il Comune, aperture straordinarie e iniziative di valorizzazione in occasione di eventi specifici. Resta in capo al Comune la piena titolarità e gestione del Palazzo Gotico, così come la programmazione e l’autorizzazione degli eventi. Il concessionario non potrà disporre autonomamente dello spazio ma svolgerà un servizio operativo finalizzato a garantirne apertura e fruizione nel rispetto delle funzioni pubbliche del palazzo più identitario di Piacenza. Con la determina è stata disposta la consegna del servizio il primo giugno per quanto riguarda lo IAT e Palazzo Gotico, e il primo luglio per il servizio bar-ristorante di Piazza Cavalli così come da capitolato.

L’aggiudicazione rappresenta un passaggio cruciale nel percorso di riorganizzazione dei servizi turistici e culturali, con l’obiettivo di rendere più accessibili i principali spazi cittadini e rafforzare l’attrattività complessiva di Piacenza.

TRASPORTO SCOLASTICO ALUNNI DISABILI: IL SERVIZIO SI ALLARGA ANCHE ALLE PARITARIE. IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

Anche gli alunni con disabilità che frequentano le scuole paritarie potranno usufruire del servizio di trasporto scolastico messo a disposizione dal Comune di Piacenza. Il nuovo regolamento è stato approvato dal consiglio comunale quasi all’unanimità, con la sola non partecipazione di Alternativa per Piacenza. Un allargamento dei fruitori raggiunto grazie all’emendamento presentato dalla lista civica di centro destra che aveva chiesto che nel testo del regolamento fossero aggiunte anche le scuole paritarie inizialmente escluse.

“Un mancato riferimento non voluto, non intenzionale – ha tenuto a specificare l’assessora al Welfare Nicoletta Corvi riferendosi alla iniziale stesura del regolamento – la sospensiva che abbiamo chiesto ci ha aiutati a capire che, per rendere questo servizio più universalistico, era necessario allargare la platea dei fruitori. A Piacenza, in questo anno scolastico, sono sette gli alunni con disabilità iscritti alle scuole paritarie, di cui 6 potenziali fruitori del servizio che rispetterebbero i requisiti, in quanto certificati con la legge 104, che tuttavia non l’hanno richiesto. Con l’accoglimento dell’emendamento – ha concluso – abbiamo voluto mettere al centro il benessere degli alunni disabili e delle loro famiglie”.

“La politica, in questi anni, è tutto il contrario di tutto -ha detto il consigliere di ApP Luigi Rabuffi – come dimostra il salto mortale dell’assessora che ha cambiato idea da un consiglio all’altro. Ricordo a tutti – ha detto Rabuffi mostrando i verbali della scorsa seduta – che l’assessora non aveva preso in considerazione questo emendamento. L’articolo 33 della Costituzione sancisce che l’attività delle scuole paritarie deve essere svolta senza oneri per lo Stato – ha specificato il consigliere – questa apertura apre un tema molto grande d’ora in poi, chi si iscrive alle scuole private lo fa consapevole che la scelta comporta una spesa maggiore. Ad oggi, la spesa per il trasporto degli alunni con disabilità è di 6mila euro a testa, il costo sarà sicuramente destinato ad aumentare”.

“Il nostro emendamento – ha detto il consigliere Massimo Trespidi – va nella direzione di dare alle famiglie la possibilità di scegliere un servizio importante. Non è una bandierina del centro destra, ma di chi crede nel pluralismo e nella libertà scolastica”. Di “logica universalistica” ha parlato anche il consigliere di Piacenza Oltre Sandro Spezia “l’accoglimento di questo emendamento chiarisce di essere vicini a questa realtà con scelte precise”; “la legge 104 parla molto chiaro – ha detto la consigliera del Pd Tiziana Albasi – diritto all’istruzione per gli alunni con disabilità in ogni ordine e grado. Io ritengo che le risorse non vadano mai sottratte alla scuola, semmai incrementate quando serve, anche nelle scuole paritarie”; per il consigliere Jonathan Papamarenghi “si tratta di un’attenzione e apertura rivolti al buonsenso o una giravolta a fini elettorali guardando al centro?”; “quindici giorni fa non c’era convergenza su questo tema – ha ricordato la capogruppo Patrizia Barbieri – ma noi l’emendamento non lo avremmo ritirato. La paritaria per alcune famiglie è una necessità, non per un discorso di élite”; “sono felice che oggi la maggioranza abbia cambiato idea e abbia alzato la testa dai diktat della giunta” ha detto la consigliera di FdI Sara Soresi; “per me nessun calcolo elettoralistico – ha detto il consigliere Pd Sergio Ferri rispondendo al collega Papamarenghi – siamo stati colti di sorpresa rispetto all’emendamento e ci siamo chiesti come affrontare l’argomento anche rispetto ad altri comuni”; “con questo emendamento mi avete fatto riflettere su qualcosa che non avevo preso in considerazione” ha detto la consigliera di Pc Oltre Caterina Pagani rivolgendosi all’opposizione. “Mi dissocio dal dibattito che, a tratti, è stato vergognoso – ha detto la consigliera Elisabetta Menzani della civica Per Piacenza intervenuta alla fine della discussione generale –  solo chi vive la disabilità può capire che non ha valore politico”.

“Tutti abbiamo cercato di spiegare le nostre ragioni – ha detto il consigliere di ApP Stefano Cugini – che non hanno nulla a che vedere con i disabili e con le scelte delle loro famiglie. Faccio notare però che non è vero che senza questo emendamento alcuni soggetti sarebbero stati esclusi, come qualcuno del centro destra ha detto, perché prima passavano per i servizi sociali”.

 

PROVINCIA: DAVIDE MARENGHI SARA’ IL NUOVO DIRETTORE GENERALE

Sarà il geologo Davide Marenghi, attuale dirigente del servizio Viabilità, che, a decorrere dal 1° maggio, assumerà l’incarico di Direttore Generale della Provincia di Piacenza. La direzione del Servizio “Viabilità, Programmazione Lavori Pubblici” passa in capo all’attuale Dirigente in staff, l’ingegnere Andrea Reggi.

L’avvicendamento alla Direzione Generale segue al collocamento a riposo dell’attuale Direttore Generale Vittorio Silva che, seppure in veste diversa, fornirà ancora per qualche mese il proprio supporto all’Amministrazione Provinciale in modo da accompagnare la fase di transizione che si apre. Al dottor Silva la Presidente affiderà infatti, nell’ambito di quanto consentito dalla normativa, un incarico a titolo gratuito, di studio e ricerca nell’ambito economico e statistico, di supporto tecnico strategico al Presidente e di affiancamento al Direttore Generale. L’incarico, è stato precisato, avrà durata massima di un anno.

Sempre a decorrere dal 1° maggio, con il collocamento a riposo dell’attuale Segretario Generale Luigi Terrizzi, il medesimo incarico sarà ricoperto da un’altra figura che è in fase di individuazione. Il nuovo assetto prevede inoltre il ricollocamento della funzione di Polizia Provinciale al rinominato Servizio “Territorio, Urbanistica, Polizia Provinciale”, il rafforzamento delle funzioni di Segreteria Generale mediante un ufficio di supporto, l’Ufficio Affari Generali, che riporta direttamente al Segretario Generale in simmetria a quando previsto per il Direttore Generale con l’Ufficio di Presidenza. La Direzione del Servizio “Personale e Archivio” è affidata alla dottoressa Paola Schiavi, già in forze all’Ufficio Personale.

La Presidente Patelli, il vicepresidente Franco Albertini, unitamente all’intero consiglio provinciale, hanno quindi ringraziato il dottor Silva e il dottor Terrizzi per l’impegno profuso in questi anni, esprimendo inoltre i migliori auguri di buon lavoro al dottor Marenghi e, al contempo, a tutte le figure che andranno a ricoprire nuovi incarichi, unitamente al personale tutto, evidenziando il valore del far crescere le professionalità all’interno dell’Ente. Nell’ambito delle comunicazioni, il consigliere provinciale Massimiliano Morganti ha poi portato all’attenzione dell’Aula le possibili problematiche connesse alla costruzione del nuovo ospedale di Piacenza.

Il Consiglio provinciale ha poi approvato il rendiconto 2025, illustrato dalla dottoressa Angela Toscani, Dirigente del Servizio “Bilancio”. Nello specifico, il risultato di amministrazione risulta pari ad euro 20.769.086,49, dei quali euro 3.530.174 di avanzo libero, euro 495.933 destinati ad investimenti, circa 8 milioni vincolati e 8.571.000 di euro accantonati. E si evidenzia come nel corso dell’anno 2025 siano stati realizzati investimenti per quasi 16 milioni, in crescita di oltre 1,5 milioni rispetto all’anno precedente. Di questi, 8,8 milioni di euro per la viabilità e quasi 7 milioni per l’edilizia scolastica. Approvato inoltre l’aggiornamento al Piano triennale dei lavori pubblici 2026/2028 nel quale sono state reinserite 4 opere pubbliche già previste nel programma 2025 per le quali non era stato possibile bandire la gara per l’assegnazione dei lavori entro fine esercizio. Ufficializzato infine in consiglio comunale il trasferimento (patrimoniale e gestionale) della pista ciclabile a suo tempo realizzata dalla provincia in comune di Rottofreno. La seduta consiliare è terminata con l’aggiornamento del regolamento del consiglio provinciale al nuovo assetto post Delrio (allontanatasi la prospettiva di una imminente riforma delle Province). Assunta all’interno del regolamento la disciplina delle sedute da remoto e miste.

UNA PIAZZA SENZA AUTO E IMMERSA NEL VERDE: ECCO LA CITTADELLA USCITA DAL PERCORSO PARTECIPATIVO

E’ stato Andrea Vercellotti di Arcadis ad illustrare ai consiglieri comunali l’esito del primo step del percorso partecipativo per il futuro di piazza Cittadella; “una fase inziale di ascolto delle istanze – ha detto – da oggi in poi, prenderà il via la fase di progettazione”. Sono stati molti gli stimoli e i momenti di condivisione, ha rilevato Vercellotti, rispetto alle tre categorie di soggetti ascoltati: consulta e associazioni, scuole, residenti e commercianti. Da più parti – ha spiegato – in particolare dalle scuole e dai residenti, è arrivata l’esigenza di avere una piazza libera dalle auto. Da studenti e insegnanti poi, la principale istanza è di avere uno spazio antistante sicuro e ad accesso controllato. Da parte di Confcommercio e Confesercenti  – ha proseguito – il tema principale è quello della sosta, ma anche di avere una zona sicura grazie ad una potenziata illuminazione”. Sulla questione pedonalizzazione le opinioni divergono, e c’era da immaginarselo, ma l’idea comune è che la piazza sia da considerarsi in un’ottica più comprensiva rispetto all’area nord della città. “Per la sosta – ha spiegato Vercellotti – l’idea che è emersa è di sfruttare le ex scuderie di Maria Luigia per cui si sta procedendo alla riqualificazione, nell’ottica di ottimizzare e gestire questi interventi già presenti”.

“Pedonalizzare completamente Cittadella – ha proseguito il referente di Arcadis – significa far defluire il traffico su via Bacciocchi e via Gregorio X. Restano poi dei punti fermi come la connessione tra via Cittadella e Palazzo Farnese e la vista aperta sulla piazza. E’ emerso inoltre una forte volontà di inserire una importante presenza arborea, altri hanno chiesto grandi quantità di superfici erbose, che però devono fare i conti con i costi di gestione e di mantenimento. Certo – ha confermato Vercellotti – l’intenzione è di una piccola foresta urbana con diversi tipi di arbusti soprattutto nella parte antistante le scuderie per diminuire le isole di calore. Nella parte più a sud invece è emersa l’esigenza di un verde più governato e attrezzato; nella parte più centrale invece uno spazio più libero, aperto a tanti usi, secondo la conformazione originaria della piazza magari in connessione con gli eventi organizzati a palazzo Farnese, aprendola a tanti utilizzi, compreso quello teatrale. Nella parte sud est – ha spiegato Vercellotti – una zona con chiosco attrezzato arricchito dal tema acqua e recupero naturale”.

Oltre a Fratelli d’Italia che non ha partecipato al dibattito uscendo dall’aula, anche l’opposizione di centro destra si è dimostrata critica verso la scelta dall’amministrazione di iniziare un percorso partecipativo quando ancora è in corso un iter giudiziario, “nessuno ha piacere che l’ara resti bloccata, anzi il contrario – ha detto la consigliera Patrizia Barbieri –  Oggi mi pare che ci sia ancora molta confusione, avete coinvolto una società che si è trovata calata in una situazione che neanche conosce ed è chiamata a fare sintesi”; “da questa prima fase – fa eco il collega Massimo Trespidi – emerge che i piacentini chiedono l’esatto contrario di quanto voleva fare l’amministrazione, ovvero un parcheggio sotterraneo”; “tutto quello che si è fatto finora – ha accusato il consigliere Luca Zandonella – poteva essere a carico del Comune, ed evitare così un affidamento da 100 mila euro, ma si sa, all’amministrazione piace esternalizzare”; “avete solo la polemica nelle vene – è la riposta del consigliere di maggioranza Salvatore Scafuto –  altro che avere a cuore il futuro di piazza Cittadella. Facile fare i leoni da tastiera sui social, più difficile stare in aula e confrontarsi” ha detto riferendosi ai consigliere di Fratelli d’Italia; “discussione sgradevole e irrispettosa rispetto al lavoro della società Arcadis” ha detto il consigliere di maggioranza Boris Infantino.  A fine seduta ha preso la parola anche la sindaca Tarasconi “secondo noi il percorso giudiziario e quello del futuro della piazza sono paralleli, perché non dovremmo usare questo tempo per guardare avanti – ha domandato all’aula – lo sappiamo che non tutti hanno partecipato al percorso, molti cittadini ci hanno dato la fiducia con il voto e noi ci dobbiamo prendere la responsabilità, lo sappiamo. Questa maggioranza ha votato compattamente la necessità di un parcheggio interrato in quell’area della città, ad oggi non ci sono più le condizioni per realizzarlo, ma la necessità resta per cui dobbiamo trovare altre soluzioni. Su una cosa – ha concluso – siamo tutti d’accordo che la piazza deve ritornare al Comune”.

 

 

 

PERCORSO PARTECIPATIVO DI PIAZZA CITTADELLA: FRATELLI D’TALIA ESCE DALL’AULA “PER SENSO DI RESPONSABILITA’ ISTITUZIONALE”

Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha deciso di non partecipare al dibattito durante la seduta odierna del Consiglio comunale, per senso di responsabilità istituzionale rispetto alla discussione su Piazza Cittadella.

La nostra scelta nasce da una valutazione chiara: il dibattito posto all’ordine del giorno è, allo stato attuale, prematuro e privo dei presupposti minimi per essere affrontato in modo serio e trasparente.
Ad oggi, infatti, il Comune non ha la piena disponibilità dell’area interessata dall’intervento, essendo pendenti contenziosi che incidono direttamente sulla possibilità di procedere in modo consapevole e legittimo.

Abbiamo chiesto, senza ottenere risposte puntuali, un aggiornamento preciso su questi aspetti fondamentali: lo stato dei contenziosi pendenti, i loro sviluppi e le tempistiche prevedibili, oltre a chiarimenti sulla procedura negoziata relativa a Piazza Cittadella, in particolare sulla scadenza del termine dei quattro mesi ed eventuali proroghe. In assenza di queste informazioni, qualsiasi discussione nel merito risulta inevitabilmente viziata e rischia di diventare fuorviante nei confronti dei cittadini.

Ma il punto è anche e soprattutto politico.

Su Piazza Cittadella non siamo di fronte a una semplice scelta urbanistica, bensì a un caso evidente di incoerenza tra indirizzo politico e capacità di attuazione amministrativa. Il parcheggio interrato è stato indicato dal Sindaco sin dal 2022 come opera strategica per la città, ribadito negli atti ufficiali e confermato con delibera del Consiglio comunale del 31 luglio 2023 sull’interesse pubblico del parcheggio interrato. Non un’ipotesi, ma una scelta politica chiara e reiterata, più volte giustificata anche come parte integrante del programma elettorale. Ancora nell’ottobre 2025 il Sindaco dichiarava che, “se avesse avuto la bacchetta magica”, avrebbe realizzato subito il parcheggio interrato.

Oggi, però, quella certezza viene rimessa in discussione senza che venga spiegato il perché.
Cosa è cambiato rispetto a una priorità così nettamente definita? È stata forse modificata una scelta che era alla base del programma elettorale? Il rischio concreto è che si scarichi sui cittadini il peso di scelte errate assunte dall’amministrazione, chiedendo loro di esprimersi su un’area di cui non è certa la disponibilità, senza tempi definiti e senza un quadro normativo strutturato.

La realtà è che la volontà di questa amministrazione era quella di realizzare il parcheggio interrato, portando avanti questa scelta in ogni modo “ di riffa o di raffa” e dichiarandolo più volte. Non essendo riuscita nel suo intento, oggi tenta di riposizionarsi utilizzando uno strumento – quello della partecipazione – che per mesi è stato osteggiato, trasformandolo in un percorso privo di reali basi e di effettiva incidenza.

A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di forte preoccupazione: l’assenza totale di un piano parcheggi alternativo e credibile. Piazza Cittadella è oggi bloccata (e, in ogni caso, da sola non sarebbe sufficiente a risolvere in modo strutturale il problema della sosta), mentre altre soluzioni – come l’ex Acna e l’ex Silos di via 10 giugno – risultano non disponibili o non funzionali. La città resta così priva di una strategia complessiva sulla sosta, con ricadute evidenti su accessibilità, commercio e vivibilità urbana. Siamo quindi di fronte a una frattura tra decisione politica, strumenti amministrativi e capacità di attuazione. Quando questa catena si interrompe, non si governa il processo: lo si subisce.

Per queste ragioni abbiamo ritenuto doveroso non partecipare al dibattito.
Il confronto su un’opera strategica deve avvenire quando esistono condizioni reali, chiarezza giuridica e trasparenza amministrativa, non quando si cerca di costruirle a posteriori. Fratelli d’Italia resta disponibile a un confronto serio e nel merito, ma solo nel momento in cui verranno forniti elementi concreti e verificabili. Fino ad allora, non intendiamo prestare il fianco a operazioni di facciata.

ANELLI PORTA LA MORTE DI SULEMAN IN CONSIGLIO, “LO SVILUPPO DEL POLO LOGISTICO SENZA SICUREZZA E DIGNITA’ NON E’ PROGRESSO”

“La morte di Suleman non è una fatalità ma il sintomo di una carenza di servizi che deve farci sentire, in quest’aula, tutti moralmente un po’ responsabili”. Sono le parole del consigliere di Coraggiosa Matteo Anelli che, nelle comunicazioni in consiglio comunale, ha ricordato la morte del 21enne pakistano travolto da un treno mentre attraversava i binari per raggiungere il turno di lavoro al polo logistico.

“Lo ha fatto perché non aveva alternative sicure e comode – ha proseguito Anelli – Poi i giorni da questo tragico evento scorrono e nel frattempo si leggiamo i più beceri commenti sui social network sulla morte di questo ragazzo. Commenti che mi hanno fatto vergognare di appartenere a questa città. E intanto gruppi di imprenditori esercitano nuove richieste di spazi per la logistica. Uno stridente contrasto – prosegue – da una parte l’ignoranza di certa gente e la velocità del profitto e del cemento; dall’altra la lentezza, quasi l’immobilità, nel garantire servizi minimi a chi quei capannoni li fa funzionare. Se migliaia di persone lavorano in un’area, ma non dispongono di percorsi ciclabili sicuri o mezzi pubblici adeguati agli orari dei turni, quel comparto è monco. In tutti questi anni abbiamo creato delle isole produttive scollate dalla vita e dalla sicurezza delle persone. Siamo davvero in grado di supportare qualsiasi futura espansione logistica?” domanda Anelli.

A fronte di un forte aumento dei terreni occupati dalla logistica negli ultimi , oggi il focus del problema è, se vogliamo, ben più grave “c’è il consumo delle vite – sottolinea Anelli – c’è un fattore sociale di cui non si può più far finta di niente. Il 60% della forza lavoro della logistica vive in condizioni di precarietà: possiamo davvero ignorare le ripercussioni sociali che questo modello sta avendo e avrà nel prossimo futuro sulla nostra città? Non possiamo continuare a pensare di autorizzare nuovi insediamenti senza chiederci quale prezzo siamo disposti a far pagare al territorio, alla nostra città. Lo sviluppo senza dignità e senza sicurezza non è progresso: è solo crescita numerica a discapito della vita umana. Chiedo che si apra una riflessione seria e urgente sulla governance del polo logistico. La responsabilità politica oggi si misura su questo: sulla capacità di mettere la tutela della vita e dei servizi essenziali davanti alla fretta dell’espansione.

In chiusura il consigliere di Coraggiosa si è rivolto ai colleghi “spesso, e giustamente, in quest’aula dedichiamo minuti di silenzio in ricordo di illustri personalità, Suleman Muhammad non ha avuto il tempo di diventare una di esse, ma meritava comunque questo omaggio. La politica, infatti, ha il compito di sancire l’uguaglianza di ogni vita. Un minuto di silenzio anche per lui sarebbe stato il doveroso riconoscimento della sua dignità, ma anche un richiamo al cuore di questa amministrazione: non lasciamo che Suleman rimanga un nome su un giornale, ma facciamo in modo che il nostro cordoglio diventi cura, protezione e speranza per chi oggi percorre quelle stesse strade invisibili”.

 

EX PERTITE: E’ SCONTRO IN CONSIGLIO. MINORANZA “PARLANO I DATI NON I POST”. SINDACA “IL DOCUMENTO DELLA DIFASA MI HA SCIOCCATA”

La minoranza di centro destra che accusa la sindaca di preferire i social alle sedi istituzionale e la sindaca che attende risposte ufficiali, ovvero atti, direttamente dal ministero della Difesa. Al centro del dibattito c’è l’ex Pertite e il caso scoppiato pochi giorni fa, quando Katia Tarasconi, sui profili social, ha reso noto che la Difesa ha inserito la Pertite tra i siti per la produzione di energia rinnovabile. “Appena ricevuta la mail, alle dieci sera, sono rimasta scioccata – ammette Tarasconi – per poi scoprire che, entro 30 giorni, il Comune deve presentare le osservazioni e controdeduzioni, insomma sono rimasta spaesata”.

“Anziché riferire in consiglio o nelle sedi istituzionali il sindaco di questa città, non la candidata, preferisce la grancassa dei social – è l’accusa della consigliera Patrizia Barbieri – ricordo che il sindaco ha l’obbligo della verità dei fatti e dell’imparzialità, invece con un riscoperto spirito ambientalista, senza alcuna verifica, si instilla la possibilità che nella Pertite si possa produrre energia rinnovabile. E non è sufficiente il chiarimento del Generale di Divisione Sirimarco che aveva assicurato che nessun impianto fotovoltaico sarà realizzato sull’area dell’ex Pertite, e neppure le rassicurazioni del ministro Foti. Sono i dati ufficiali che parlano non i post – ha sottolineato Barbieri –  e ora cogliamo l’occasione di fare quel tavolo tecnico e portare a casa risultati concreti”.

“La Pertite è stata espunta dai siti? Bene, allora mi aspetto che il ministero  mi invii una comunicazione e lo confermi. E’ chiaro che fino ad allora il Comune è tenuto a mobilitarsi producendo le osservazioni richieste, salvo che, come detto, arrivi la nota dalla Difesa”. A sostenere la posizione della prima cittadina è intervenuta la consigliera Caterina Pagani “il documento a cui fate riferimento – ha detto rivolgendosi alla minoranza – è di Difesa Servizi, ed ha a che fare fare con il bando per la concessione degli impianti. Cosa diversa, invece, è quello recapitato al Comune che arriva dal ministero della Difesa: quindi sono due cose diverse. Chi dice che dobbiamo siamo tutti tranquilli, sta dando una cattiva informazione. È la Difesa che ha in mano la partita. Senza atti formali restano solo belle parole”. “La disinformazione è partita dal post della sindaca” ha ribattuto Barbieri, dando il là ad una serie di fatti personali con la consigliera Pagani.

“Allo stato attuale – ha detto la consigliera Tiziana Albasi – credo che, amministrativamente, il Comune debba ricevere una comunicazione ufficiale dal ministero della Difesa che l’area è stata esclusa dai siti per la produzione di energia. Poi – ha proseguito – questa costante sottolineatura alla giunta che poteva fare di più o che poco si è fatto, mi ha stancata. Fermi non ci siamo stati – ha detto – ci sono pratiche complesse che attendono risposte complesse”. “Ma il parco nella Pertite è ancora una priorità? – ha domandato il consigliere Putzu –  non so che esito potrebbe dare un nuovo referendum”. “La Pertite è una questione serie e la serietà impone una riflessione; la prima è che non ci sono i soldi – ha detto il consigliere Sergio Ferri –  Che si possano fare ipotesi di acquisizione parziale è de tutto legittimo, perché in toto (270mila quadrati ndr) credo sia un problema abbastanza gravoso per qualsiasi amministrazione”. La consigliera Claudia Gnocchi ha portato ad esempio il Tampelhofer Park di Berlino, “un aeroporto che è stato trasformato in parco pubblico senza nessun intervento di bonifica – ha spiegato – non si è assolutamente pensato, di recuperarlo per farvi costruzioni nonostante fosse un’ area centrale alla città, e che la riqualificazione di quel luogo non ha previsto nessuna opera di bonifica: si è lasciato tutto come era. E qui mi ricollego al tema Pertite, facendo mie le preoccupazioni espresse dal Comitato, affinché non sia vanificata la volontà dei cittadini; il Comune deve puntare ad acquisirla”.

 

 

AVS: “RICANDIDATURA TARASCONI UNA FUGA IN AVANTI CHE PRECLUDE IL CAMPO LARGO”

Il “Metodo Piacenza”?. Quando l’autosufficienza diventa un rischio. La recente mossa del Partito Democratico di Piacenza di blindare la ricandidatura della sindaca Katia Tarasconi, saltando a piè pari il confronto preventivo con le forze politiche dell’area progressista, ambientalista e di sinistra solleva interrogativi che vanno ben oltre i confini del consiglio comunale. Non è in discussione che nella propria visione il PD decida di puntare sulla prima cittadina uscente, quanto la scelta metodologica di procedere per strappi, ignorando le dinamiche di quella coalizione di centrosinistra ovvero il progetto “Campo Largo” che si sta portando avanti a livello nazionale e che a parole si vorrebbe costruire come alternativa solida alle destre. Ciò che è in discussione è quella che si potrebbe definire una fuga in avanti, quasi un sabotaggio, che preclude o indebolisce drasticamente qualsiasi interlocuzione volta a favorire la costruzione di una intesa di largo spettro nel centrosinistra.

Annunciare una ricandidatura come un “fatto compiuto” prima ancora di aver aperto un tavolo di confronto con il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e i civici di Alternativa per Piacenza trasmette un messaggio di autosufficienza muscolare che mal si concilia con lo spirito di cooperazione. Se il Campo Largo deve essere un progetto politico e non un semplice cartello elettorale, il dialogo non può essere un’opzione facoltativa o un atto di cortesia a posteriori.
L’approccio adottato dai vertici dem piacentini evidenzia tre grandi criticità: si dà per scontato che gli alleati debbano accodarsi per “senso di responsabilità”, riducendo il perimetro della coalizione a un ruolo di comparsa; una ricandidatura dovrebbe essere il momento per un bilancio partecipato; evitare il confronto significa sottrarsi all’analisi critica su temi caldi per la città (urbanistica, ambiente, welfare) su cui le sensibilità degli alleati sono spesso divergenti.

Muoversi senza coordinamento rischia di allontanare quella base elettorale che chiede coerenza e partecipazione, non decisioni calate dall’alto.
La democrazia non è solo il voto finale, ma il percorso condiviso che porta alla scelta. Chiunque intende guidare il Campo Largo, deve applicare l’arte dell’ascolto, non quella del comando. Piacenza merita un progetto di lungo respiro, capace di includere le diverse anime del centrosinistra e del civismo.

FDI: “DA TARASCONI UNA SENSIBILITA’ AMBIENTALE PIUTTOSTO TARDIVA PER LA EX PERTITE”

Anche il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia interviene sulla questione ex Pertite e, in particolare sulle dichiarazioni della prima cittadina, “definite strumentalizzazione ai fini elettorali”.

“È infatti censurabile il fatto che il Sindaco – si legge nella nota – dopo avere ipotizzato la realizzazione di un impianto fotovoltaico sull’area ex Pertite, si sia ben guardata dall’informare la cittadinanza della comunicazione da Lei ricevuta, ancorché per le vie brevi, volta ad escludere un utilizzo da parte del Ministero della Difesa dell’utilizzo a l detto fine dell’area dell’ex Pertite.
Come chiarito infatti dal Ministro Foti, il Commissario speciale per lo sviluppo delle energie rinnovabili, Generale di Divisione CC Michele Sirimarco, aveva comunicato, subito dopo la pubblicazione del post del Sindaco sulla sua pagina Facebook, che nessun impianto fotovoltaico sarà realizzato sull’area dell’ex Pertite.

Un comportamento che, lungi dal volere essere trasparente, si palesa invece come fazioso e strumentale, volto solo a volere comunicare ai cittadini ciò che interessa al Sindaco anziché la verità dei fatti. Non è purtroppo la prima volta che questa Amministrazione sceglie cosa comunicare e cosa tacere ai cittadini. Basti ricordare il caso della fideiussione risultata poi falsa, rispetto alla quale il Comune si è ben guardato dal fornire informazioni trasparenti e tempestive.

Ma c’è di più.
Il 24 aprile 2024 è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Comune di Piacenza e Agenzia del Demanio, che coinvolge anche l’area ex Pertite tra gli immobili da valorizzare e rifunzionalizzare, anche attraverso partenariati con soggetti privati. E infatti, già nel 2024, sul sito dell’Agenzia del Demanio, compariva (e compare tutt’ora) una descrizione dell’area in cui si legge che “potrebbe essere realizzato un energy park che coniuga sostenibilità energetica, decarbonizzazione, innovazione, riqualificazione ambientale e salvaguardia della biodiversità”.
Ed è proprio questo il motivo per cui il Comitato Pertite ha espressamente chiesto che l’area dell’Ex Pertite sia esclusa da tale accordo, accordo appunto sottoscritto anche dal Comune di Piacenza.

Allora ci domandiamo: perché l’Amministrazione Tarasconi ha sottoscritto un protocollo che, come detto, prevedeva la possibilità di realizzare proprio un impianto fotovoltaico, oggi contestato dal Sindaco di Piacenza?
Non solo. Nel maggio 2025 – a seguito delle polemiche sollevate dalle associazioni ambientaliste – il quotidiano Libertà pubblicava un articolo nel quale si parlava esplicitamente di fotovoltaico sull’ex Pertite, poi liquidato dall’Amministrazione come un “malinteso del Demanio” ed un “errore da correggere”.
Peccato che, a quella dichiarazione, non sia seguita alcuna azione concreta.
Dall’accesso agli atti effettuato dal nostro gruppo, risulta infatti che non vi è stata alcuna interlocuzione successiva tra il Comune e il Ministero della Difesa o l’Agenzia del Demanio su questo tema. L’ultima comunicazione risale infatti all’anno precedente: maggio 2024.
Ciò significa che l’Amministrazione sapeva, non è intervenuta e – oggi – strumentalizza. È fin troppo facile, a questo punto, sbandierare allarmi alla cittadinanza quando arrivano comunicazioni ufficiali, omettendo però di dire che già si era a conoscenza della questione, che per anni non si è fatto nulla e che, comunque, si era già stati rassicurati.

Colpisce infine l’improvvisa attenzione del Sindaco per l’area ex Pertite, oggi descritta come un bene da tutelare ad ogni costo, quando in passato la stessa Amministrazione aveva ipotizzato di destinarla ad altri utilizzi, come la realizzazione del nuovo ospedale.
Una sensibilità ambientale che appare dunque tardiva e, soprattutto, variabile a ciclo di elezioni.
Alla luce di tutto ciò, appare evidente come l’obiettivo del Sindaco non sia quello di tutelare realmente l’interesse pubblico, ma piuttosto quello di anticipare la campagna elettorale di oltre un anno, mostrando più preoccupazione per il proprio futuro politico che per l’azione amministrativa presente.
Fratelli d’Italia ritiene che sia giunto il momento di un confronto trasparente con la Forza Armata per verificare il reale futuro dell’utilizzo dell’ex Pertite.