TARIFFE SOSTE BLU, VERRANNO RIDOTTE: C’E’ L’IMPEGNO DEL COMUNE. PASSA LA MOZIONE DELLA LEGA

Le tariffe dei parcheggi blu torneranno a scendere, come erano precedentemente all’entrata in vigore dell’addendum del contratto di piazza Cittadella. Non da subito, ben inteso, perché é in corso il contenzioso giudiziario tra amministrazione e concessionario, ma “quando si avrà la possibilità e nelle modalità più opportune”. Il vicesindaco Matteo Bongiorni ha utilizzato proprio questa formula riprendendo esattamente il corpo della mozione presentata dal consigliere della Lega Luca Zandonella che chiedeva, appunto, il ritorno alle tariffe pre-addendum, salvo gli adeguamenti Istat. “Gli aumenti – ha ricordato Zandonella – sono entrati in vigore dal 1 gennaio 2024, per facilitare il concessionario, Piacenza Parcheggi, nella costruzione del parcheggio interrato, ma poi sappiamo quello che è accaduto. Lo scorso novembre l’amministrazione aveva annunciato che sarebbe tornata ad avere la gestione dei parcheggi, ma ad oggi questo non è ancora avvenuto a causa dell’iter giudiziario in corso”. La domanda di base é: perché i cittadini si trovano a pagare tariffe maggiorate per finanziare un’opera che non verrà più realizzata? Tutti d’accordo, in linea di principio, con il parere positivo anche dell’amministrazione per bocca del vicesindaco Bongiorni; la mozione infatti, alla fine, è stata votata favorevolmente da tutti i consiglieri, ad eccezione dell’astensione della consigliera Brusamonti.

Ma nel mezzo c’è stata oltre un’ora di discussione a suon di “fatti personali” e botta e risposta tra consiglieri di maggioranza e opposizione. A dare il là è stato l’intervento della consigliera di Piacenza Oltre Caterina Pagani “tornare alla tariffazione precedente e non usare questa leva per disincentivare l’uso dell’auto non mi sembra la soluzione migliore – ha detto – al contrario l’aumento delle tariffe mi sembra il principio più equo, per portare a termine la strategia del Pums (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), altrimenti possiamo dire che è carta straccia”. Un intervento che l’ha posta nel mirino dell’opposizione; “mettetevi d’accordo -ha detto il consigliere Trespidi rivolgendosi alla maggioranza – o siete d’accordo con il vicesindaco o non lo siete. Se volete mandare la gente in bicicletta come in Cina, dovete fare le piste ciclabili!”. “Non ho detto di costringere i cittadini ad andare in bicicletta – ha replicato Pagani – ma la politica deve fare delle scelte. Se dobbiamo dare un indirizzo politico dobbiamo essere chiari”. “Adesso i cittadini stanno pagando le tariffe ad un soggetto con cui si sono chiusi i rapporti – ha ribattuto il consigliere di ApP Cugini – in questo momento state disincentivando il pagamento delle soste blu, a discapito di chi invece, nonostante si senta preso in giro, continua a pagare il biglietto giornaliero – ha detto rivolgendosi alla maggioranza – saremmo dovuti tornare subito alla vecchia tariffa e pure chiedere scusa”. “Dopo il Covid, BRT ha detto che non era più necessario fare il parcheggio di Cittadella, perché ci sarebbero stati posti auto nell’area dell’ex Acna e si sarebbero recuperati una cinquantina di posti vicino alle palestre dell’ex Laboratorio Pontieri – ha sottolineato la consigliere Barbieri – comprendiamo che oggi non è possibile il ritorno alla tariffa precedente, ma lo spirito della mozione è che non appena si potrà, si dovrà tornare al ripristino della vecchia tariffazione”. “Non sono convinto che alzando le tariffe si incentivi l’uso della bicicletta – a detto il consigliere Anelli – quindi l’auspicio è che le tariffe diminuiscano e tornino come prima dell’addendum”. “Se ci fosse la possibilità di tornare a 1,05 euro noi lo voteremmo subito – ha ribadito il consigliere di ApP Rabuffi – l’aumento è legata alla costruzione di un’opera che oggi non c’è e non esisterà più. Cosa c’entra la mobilità dolce?” ha domandato riferendosi all’intervento della consigliera Pagani.

 

 

IL CORTEO DI ESTREMA DESTRA CHE GRIDA “PIACENZA CI APPARTIENE”

Tricolori sventolati a mo’ di vessillo, come a ribadire che l’Italia e gli italiani vengono prima di tutti. Hanno sfilato blindatissimi nel corteo organizzato dal comitato Remigrazione e Riconquista, che raggruppa le compagini di estrema destra Casa Pound, Fronte Veneto Skinheads e Rete dei Patrioti, arrivati a Piacenza da Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.

Piacenza non è l’unica città dove il comitato è sceso in piazza: prima Bergamo e a breve Prato, per sensibilizzare i cittadini sulla proposta di legge di iniziativa popolare per cui occorrono 50 mila firme, con l’obiettivo di far rientrare nei paesi d’origine i cittadini stranieri che vivono in Italia: non solo i responsabili di reati o gli immigrati illegali, bensì tutti gli stranieri, attraverso sussidi economici e altre forme di incentivo. L’unico politico piacentino presente, il consigliere della Lega Luca Zandonella.

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“VIA I FASCISTI DA PIACENZA” STUDENTI E LAVORATORI AL CORTEO DEI COLLETTIVI

Molti giovani, soprattutto studenti piacentini hanno partecipato alla  manifestazione antifascista promossa dai Collettivi ControTendenza, Resisto e Azione Antifascista, e Collettivo Schiaffo contro il corteo Remigrazioni dell’omonimo comitato che ha occupato, un paio d’ore dopo, la zona nord della città. Circa 350 i partecipanti, studenti, lavoratori della logistica del sindacato Si Cobas, tutti costantemente presidiati da un nutrito cordone di forze dell’ordine.

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“ECCO COME SI SMONTA LA TEORIA DELLA REMIGRAZIONE”

Rispondere alle teorie neofasciste su migrazioni e diritti con dati alla mano. Una risposta collettiva l’hanno data Anpi, Cgil e Europe for Peace, insieme ai relatori che hanno partecipato all’evento “La remigrazione smascherata”; una risposta al corteo che andrà in scena sabato e che vedrà la partecipazione di gruppi di estrema destra a sfilare per la città in nome dell’equazione straniero uguale delinquente. “Ecco come si smontano le teorie della remigrazione”: lo hanno spiegato i relatori che si sono alternati nell’evento nato per smentire e smontare, sul piano storico, giuridico, sociale ed economico, la propaganda portata avanti da soggetti neofascisti sul tema dei migranti, riaffermando i valori costituzionali di uguaglianza, inclusione e dignità del lavoro.

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PD: “ISTITUTI COMPRENSIVI, UNA SVOLTA NECESSARIA PER LA CITTA’. SCUOLA MODERNA E VICINA ALLE FAMIGLIE”

Il Partito Democratico di Piacenza interviene sulla riorganizzazione del sistema scolastico cittadino, sottolineando come il passaggio agli Istituti Comprensivi – votato all’unanimità in Consiglio Comunale lo scorso marzo – rappresenti una svolta necessaria per allineare la città ai migliori standard educativi nazionali.

Una scuola più semplice e continua. Per il PD, la riforma non è solo una scelta amministrativa, ma un investimento sul futuro dei ragazzi. Riunire scuola dell’infanzia, primaria e media sotto un’unica direzione permette di garantire una reale continuità didattica: gli studenti potranno contare su un percorso formativo lineare dai 3 ai 14 anni, evitando i traumi dei passaggi tra cicli diversi. Questa innovazione semplifica inoltre la vita delle famiglie, che avranno per undici anni un unico interlocutore e uffici di riferimento stabili, favorendo un rapporto di fiducia profondo con l’istituzione scolastica e valorizzando il lavoro dei docenti all’interno di una comunità educante più coesa.

Le priorità per una gestione efficace. Affinché la transizione sia un successo, il PD di Piacenza ritiene fondamentale che il Comune gestisca questa fase con pragmatismo, mettendo al centro tre punti chiave:

Unità familiare e vicinanza. È prioritario garantire che fratelli e sorelle possano frequentare lo stesso istituto. I nuovi criteri di iscrizione devono valorizzare la continuità familiare e la vicinanza territoriale, superando il rischio di dispersione tra plessi diversi.

Gradualità per i nuovi plessi. In vista dell’apertura delle scuole ai Pontieri e all’ex Manifattura Tabacchi, proponiamo un avvio progressivo. L’idea è partire dalle classi prime, permettendo a chi ha già iniziato il ciclo nelle seconde e terze di concluderlo nello stesso plesso, evitando spostamenti improvvisi.

Potenziamento del Trasporto Scolastico. Il Comune deve calibrare il servizio bus sulla nuova mappa scolastica, per sostenere l’autonomia dei ragazzi e ridurre il traffico privato e l’impatto ambientale nei tragitti casa-scuola.

Qualità formativa e tutela dei docenti
La creazione degli Istituti Comprensivi deve essere l’occasione per arricchire l’offerta formativa con laboratori scientifici, linguistici ed espressivi sempre più all’avanguardia. Al tempo stesso, chiediamo un’attenzione particolare alla stabilità del personale docente, specialmente per le materie specialistiche (musica, arte, scienze motorie, lingue). È essenziale ridurre la frammentazione delle cattedre tra troppi plessi per tutelare la qualità dell’insegnamento e il rapporto empatico con gli studenti.

“La sfida degli Istituti Comprensivi,” conclude il PD di Piacenza, “è trasformare ogni plesso in un polo di innovazione. Lavorare in rete tra scuole significa garantire pari opportunità educative a tutti i quartieri della città, promuovendo equità e coesione sociale.”

MANIFESTAZIONE “REMIGRAZIONE”: LA SINISTRA CHIEDE AL QUESTORE DI VIETARNE LO SVOLGIMENTO. “E’ CONTRO LA COSTITIUZIONE”

Alternativa per Piacenza, Sinistra Italiana, Verdi e Rifondazione Comunista chiedono al Questore di vietare la manifestazione Remigrazione, organizzata dal Comitato Remigrazione e Riconquista organizzata per il 24 gennaio a Piacenza. “Iniziativa xenofoba, provocatoria e contro i principi della Costituzione” secondo la sinistra piacentina. Di seguito la nota stampa:

Il prossimo 24 gennaio è stata indetta a Piacenza una manifestazione nazionale di carattere fortemente xenofobo, che utilizza lo slogan “Remigrazione”, lo stesso impiegato dall’estrema destra tedesca di AfD e da ambienti riconducibili al neonazismo europeo.
Si tratta di una manifestazione contro gli stranieri, promossa da soggetti noti alle questure di tutta Italia, privi di qualsiasi legame con il territorio piacentino. L’iniziativa è una provocazione deliberata, che mira a utilizzare Piacenza come palcoscenico nazionale per gruppi estranei alla sua storia e al suo tessuto sociale. Finora, grazie alla maturità civile dei piacentini, iniziative analoghe sono sempre rimaste marginali, poco più che folklore di dubbio gusto, ma in questo caso, per dimensione e provenienza dei partecipanti annunciati, la situazione presenta profili diversi.

Chiediamo al Questore di Piacenza di vietare lo svolgimento della manifestazione, non per impedire l’espressione di un pensiero, per quanto inneggiante all’odio razziale e quindi in netto contrasto con i principi della Costituzione, ma anche e soprattutto per motivi di ordine pubblico, considerando il richiamo esplicito rivolto a gruppi e soggetti facinorosi provenienti da tutta Italia.
Chiediamo all’amministrazione comunale di esprimere un parere contrario a questa iniziativa, che rappresenta un’offesa alla città e alla sua storia.
Chiediamo inoltre a tutte le forze politiche piacentine di pronunciarsi pubblicamente contro quella che appare come una provocazione mirata.
Rivolgiamo infine un appello a tutte le forze antifasciste affinché mettano da parte divisioni e differenze e si compattino contro il tentativo di affrontare il tema dell’immigrazione attraverso l’odio razziale, cifra storica della destra fascista. Nei prossimi giorni verrà convocata una assemblea cittadina per decidere collettivamente le modalità di mobilitazione.

TARASCONI: “MAI STATA SOLA AL COMANDO. CREDO NELLA SQUADRA”. CITTADELLA: UNA SOCIETA’ INTERNAZIONALE SI OCCUPERA’ DELLA SUPERFICIE

Il 2026 sarà l’anno del consolidamento di tutti i progetti messi in campo da tre anni e mezzo a questa parte. È l’esordio della sindaca Tarasconi nel consueto incontro di natale con la stampa piacentina, in cui si traccia un bilancio di quanto fatto e gli obiettivi per l’anno che sta per cominciare. Una novità importante riguarda piazza Cittadella: a giorni verrà firmata la determina dirigenziale per l’affidamento diretto ad una realtà internazionale, per la fattibilità del soprasuolo. Massimo riserbo, almeno per il momento sull’identikit della società che si occuperà dei lavori.

L’immagine che la sindaca traccia della sua amministrazione è certamente improntata al dinamismo, “nella consapevolezza che servire la comunità – ha detto – comporta una grande responsabilità ma anche un privilegio sapendo che è un servizio pro tempore”.
Fare che non significa dirigismo estremo o donna sola al comando, accusa che le è stata fatta più volte anche da esponenti della stessa maggioranza. “Non sono mai stata sola al comando – ha replicato Tarasconi – credo nella squadra e nella comunità che decide insieme. Ma non si può rimanere inermi”.

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PROVINCIA: 18 MILIONI DI INVESTIMENTI IN UN ANNO. TRA LE CRITICITA’ LE DIMISSIONI VOLONTARIE E IL NODO VIABILITA’. A MAGGIO IL “DOPO SILVA”

Investimenti per oltre 18 milioni di euro, in particolare nei settori scuole e strade, 60% in più rispetto allo scorso anno. La Provincia di Piacenza chiude l’anno con una cifra importante che conferma l’impegno dell’ente nella realizzazione dell’attività.
Anche se, a dire la verità, non tutte le partite sono chiuse: 21 milioni di euro per le opere di adeguamento antisismico, di cui 18 milioni di fondi PNRR e altri fondi, oltre che 3 milioni di risorse interne dell’ente; per il 2026 è prevista la nuova palestra a servizio delle scuole nella ex caserma dei Vigili del Fuoco di viale Dante, per cui sono stati messi a cantiere 10 milioni di euro; 5 per la palestra nell’ex Pontieri. Tra 2025 e 2026 sono state pianificate opere di edilizia scolastica per 39 milioni di euro.

Spinoso il capitolo viabilità, considerato che alcune strade interrotte in alta val d’Aveto e alta val Trebbia rendono di fatto alcuni comuni completamente isolati. Nel 2025, ricorda la presidente Monica Patelli nell’incontro con la stampa, si sono investiti 10,3 milioni di euro, nel 2026 programmati interventi per 3,7 a cui potranno aggiungere 3 milioni circa di finanziamenti in attesa dell’ok dal Ministero. Eppure le aspettative dei cittadini sono sovente più alte rispetto al risultato effettivo.

Le risorse insomma sono sempre meno rispetto alla effettive esigenze, e a pagarne le dirette conseguenze sono i comuni stessi che vedono nell’ente Provincia la prima interfaccia. Per questo l’amministrazione ha di recente scritto al Governo per chiedere il ripristino integrale dei tagli ai finanziamenti statali destinati alle province e la modifica delle condizioni di verifica.

Tra le criticità, sottolineate dal direttore generale Vittorio Silva, ci sono le 38 dimissioni volontarie verso altri enti, a fronte di 127 nuove assunzioni dal 2018. un’evidenza dovuta dalla difficoltà di trattenere il personale.
A proposito di nuove nomine, a breve, la presidente si troverà a dovere affidare l’incarico di direttore generale a colui o colei che subentrerà a Vittorio Silva, che dopo 40 anni in Provincia, andrà in pensione, dal primo maggio 2026.
Non sono previsti né bando né avviso pubblico, la nomina sarà fiduciaria da parte della presidente. Anche per Patelli, il 2026 sarà tempo di scelte se candidarsi o no ancora alla guida dell’ente di via Garibaldi, per cui occorrono almeno 18 mesi di mandato da sindaco, carica anch’essa in scadenza nel 2026.

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MARATONA DI 30 ORE PER L’APPROVAZIONE DEL BILANCIO A PALAZZO MERCANTI

Ci sono volute 30 ore ininterrotte di consiglio per approvare il bilancio comunale. Un’estenuante prova che si è conclusa con 19 voti a favore (Partito Democratico, civica di centrosinistra e Piacenza oltre), sei contrari (Lega, FdI, e civica centrodestra), Massimo Trespidi e Luigi Rabuffi astenuti, Stefano Cugini non ha partecipato al voto.

Se non si può definire seduta record, poco ci manca. La discussione degli emendamenti e ordini del giorno al bilancio ha inchiodato i consiglieri a palazzo Mercanti per un tempo che ha scavallato di molte le 24 ore, quasi un giorno e mezzo di seduta ininterrotta, iniziata il giorno il precedente con la seduta regolare di sei ore.
E allora, per non cedere al sonno, ognuno mette in pratica i propri trucchi; chi sgranocchia uno snack, chi da un occhio al cellulare, chi si sgranchisce le gambe, chi esce per un caffè. Per la verità questo è accaduto tra i banchi della maggioranza che, di fatto, non è mai intervenuta; dall’altra parte invece tutti i consigliere sono particolarmente svegli, forse perché si sono succeduti a ritmo serrato negli intervenuti e nelle presentazione degli ordini del giorno.
Sì, perché questo ostruzionismo ad oltranza nasce dal mancato accordo, in sede di capigruppo, di convocare un nuovo consiglio lunedì 22 dicembre, o in qualsiasi data prima del 31 dicembre. Niente da fare da parte della maggioranza, non ci sarebbero stati i numeri, causa assenze varie, per votare il provvedimento.

 

GNOCCHI, MISTO: “SONO L’UOMO O LA DONNA SOLI AL COMANDO AD ALLONTANARE I CITTADINI DALLA POLITICA, NON I CONSIGLIERI COMUNALI”

Come si dice, non “ha usato i guanti di velluto” la consigliera del Gruppo Misto Claudia Gnocchi nei confronti della sindaca Tarasconi, in merito alla spinosa questione del bando per la gestione congiunta di Palazzo Gotico, Iat e bar, ma è andata anche oltre. E’ stata diretta, senza giri di parole, in quanto già in commissione aveva espresso perplessità in merito a questa operazione. E, poiché le rassicurazione promesse dalla sindaca non sono arrivate, rispetto al “ragionare assieme sui contenuti del bando”, la posizione della consigliera è rimasta ancora più distante da quella della sua maggioranza. Per altro, c’è da segnalare che non è l’unica; oltre a lei, anche i consiglieri del PD Stefano Perrucci, Matteo Anelli e Sergio Ferri avevano espresso contrarietà in merito all’operazione “Gotico/Barino/Iat”.

A rincarare la dose, spiega Gnocchi nel suo intervento in consiglio, ci si sono messe le dichiarazione a mezzo stampa della sindaca che ha definito l’atteggiamento dei “dissidenti” dettato dal “mettersi in evidenza sul finire di un mandato amministrativo in un dinamica politica che allontana la gente, allontanando gli elettori dalla politica”.

Parole che hanno provocato una dura reazione da parte della consigliera del Gruppo Misto “i consiglieri comunali – tutti, di maggioranza e di minoranza – per il loro ruolo, hanno costituzionalmente il diritto ed il dovere di rappresentare i cittadini che li hanno eletti; non sono esecutori della volontà del sindaco perché non sono componenti di giunta come ad esempio gli assessori che invece sono legittimamente scelti personalmente dal sindaco”. E ancora, domanda Gnocchi “allontana la gente dalla politica il non coinvolgimento e la mancanza di partecipazione o invece il fatto di vedere i continui tentativi di accentrare le decisioni e i poteri? ”

Poi Gnocchi svela un retroscena; ovvero di essere esclusa da una nuova chat dei capigruppo di maggioranza. “Ho chiesto immediatamente un confronto politico alla sindaca e agli altri colleghi capigruppo di maggioranza per un immediato chiarimento politico – ha detto – ma mi è stato proposta una riunione solo dopo l’approvazione del bilancio. Ho sempre sostenuto di appartenere a questa maggioranza, ho votato in linea con i provvedimenti proposti dall’amministrazione ritengo per un buon 98%: mediamente come tutti gli altri consiglieri di maggioranza. I momenti in cui mi sono differenziata sono stati su parti di programma che, benché esplicitati – sottolinea la consigliera – non sono stati realizzati, e mi sto riferendo in particolare ai meccanismi di partecipazione”. E proprio sulla partecipazione arriva l’affondo finale “cosa allontana davvero i cittadini dalla politica? Chi esercita il ruolo che gli affida la nostra Costituzione o l’ uomo o la donna solo al comando?
Uomo e donna sola al comando che vediamo ormai consolidarsi come modello sia a livello internazionale che a livello nazionale. E qui mi fermo”. Al di là dei singoli provvedimenti in cui ogni consigliere ha (dovrebbe) avere completa autonomia nell’esplicitare il proprio voto, in questo caso sembra che la fiducia reciproca appaia decisamente incrinata.