DEBUTTO DI GARILLI NEO PRESIDENTE: “METTERO’ IMPEGNO, DEDIZIONE E IMPARZIALITA’ “

Ha aperto la seduta con piglio deciso e convinto. Il neo presidente del consiglio comunale Davide Garilli ha fatto il suo debutto a Palazzo Mercanti in sostituzione di Giuseppe Caruso arrestato con la pesante accusa di affiliazione alla ‘ndrangheta.

“Nessuna mafia potrà entrare nelle istituzioni del Comune di Piacenza” – ha detto Garilli durante il suo discorso iniziale. Garilli, appena 24 enne, è il presidente più giovane dal 1994, anno in cui la carica è stata istituita. Proprio sulla giovane età si sono concentrate le polemiche sopratutto da parte della minoranza. Critiche a il presidente ha risposto: “L’autorevolezza non è data dall’età, sarà il tempo a giudicare il mio operato. Ottempererò il mio ruolo seguendo i principi di imparzialità e dando la disponibilità a chiunque al di là del colore politico di ognuno”.

CALCIATI: “SERVE UN SEGNALE FORTE DALLA POLITICA”

E’ Giovanna Calciati, amministratrice di lungo corso, esponente della sinistra piacentina, l’ospite di Di Profilo. 
“La vicenda dell’arresto di Caruso è gravissimo, la politica deve dare un segno. Il primo segnale sarebbe stato l’elezione condivisa del presidente del consiglio comunale. Occasione mancata”.

ELEZIONE NUOVO PRESIDENTE, GIARDINO: “LA MAGGIORANZA NON E’ STATA SERIA”

Senza giri di parole, senza peli sulla lingua, diretto al punto, così come ha fatto nella seduta di consiglio comunale in cui è stato eletto il nuovo presidente del consiglio comunale. Michele Giardino, del gruppo Misto, è stato fortemente critico verso la maggioranza riguardo il metodo con cui si è arrivati a proporre la figura che avrebbe dovuto sostituire Giuseppe Caruso arrestato per associazione mafiosa. Sarebbe servito un segnale, un colpo di reni tanto auspicato anche dalla maggioranza di palazzo Mercanti. Un segnale che secondo Giardino non è arrivato.

CONSIGLIO COMUNALE: SI APRE L’ERA POST CARUSO

1 luglio 2019, un consiglio comunale storico per Piacenza che segna, di fatto, un prima e un dopo Caruso, l’ex presidente del consiglio comunale arrestato per associazione mafiosa, considerato un affiliato alla ‘ndrangheta.

Una seduta molto attesa, a cui hanno partecipato anche numerosi cittadini assiepati alle spalle dei consiglieri, attenti ad ascoltare ogni singola parola degli interventi che si sono succeduti in gran numero.

Ad aprire la seduta il sindaco Patrizia Barbieri che, con la voce rotta dalla commozione, ha definito la vicenda “un coltello infilato nel cuore che provoca un dolore lancinante”. Al termine della seduta l’elezione del nuovo presidente: Davide Garilli, Lega di Salvini, che ha ottenuto 19 preferenze.

ARRESTO CARUSO, NEGRI: “LA POLITICA SI PRENDA LE SUE RESPONSABILITA’ “

Sono giornate roventi per Piacenza, dove il clima meteo corrisponde perfettamente a quello politico. L’arresto di Giuseppe Caruso per associazione mafiosa, truffa aggravata, estorsione in concorso e corruzione ha sconquassato non poco il mondo politico piacentino. Al di là dell’iter giudiziario che farà il suo corso e stabilirà la fondatezza della accuse che vedrebbero Caruso affiliato alla ‘nadrangheta dei Grande Aracri con un ruolo di spicco, c’è una responsabilità politica che esiste eccome, perché Caruso era, per la verità lo è ancora dato che non si è ancora dimesso, presidente dell’assemblea comunale cittadina.

Certo i fatti che hanno determinato l’arresto sono del 2015 e quindi precedenti il mandato dell’attuale amministrazione, ma resta l’amarezza e, a dire la verità, un po’ di interrogativi.

Non è troppo sorpreso di operazioni come queste il giornalista Ippolito Negri che ricorda precedenti fatti avvenuti proprio nella vicina Lombardia con coinvolgimento diretto anche delle amministrazioni.

FOTI, FRATELLI D’ITALIA: “CHIEDIAMO SCUSA A PIACENZA”

“Ci scusiamo con la città di Piacenza che non meritava le prime pagine e le notizie dei telegiornali per una notizia di questo tipo, al centro di una vicenda che si è consumata quasi tutta al di fuori del nostro territorio. Sento il bisogno di scusarmi con il sindaco di Piacenza, con i partiti e i movimenti che appartengono alla coalizione perché non meritano quanto e accaduto”.

Sono le parole di Tommaso Foti, parlamentare di Fratelli d’Italia, fino a poche settimane fa consigliere comunale. Al suo fianco l’assessore Erica Opizzi, il capogruppo Filippo Bartolini e i consiglieri comunali, nella conferenza stampa il giorno dopo l’arresto di Giuseppe Caruso.

Voglio anche dire che sono stato sollecitato più volte a intervenire – ha proseguito Foti -e non l’ho fatto perché sulla vicenda la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha parlato subito, e quando interviene lei non è necessario aggiungere altro. Io non sono abituato a scappare e non siamo abituati a scappare, io rispondo guardando negli occhi. Davanti a un fatto del genere non mi andava di mandare uno dei soliti comunicati. Siamo anche noi parte offesa”.

E sull’inchiesta ha aggiunto: “Il Procuratore della Repubblica di Bologna ha detto che la politica è esclusa da questa vicenda, e tuttavia ho letto cose urticanti e diffamatorie contro di noi”.

“Non abbiamo difficoltà a dire – ha aggiunto – che non avremmo mai immaginato di trovarci in questa situazione. Giuseppe Caruso è una persona che conosco da anni, ma non è cresciuta alla mia ombra”.

E ancora senza tanti giri di parole, ha ammesso: “Questa vicenda ci tira addosso un Tir, anche 10 Tir di guano che non ci meritavamo”.

CACCIATORE, ART.1 :”NON E’ TEMPO DI TEMPOREGGIARE”

“Non è tempo di temporeggiare”. E’ il commento di Francesco Cacciatore, referente di Art.1, verso il risultato ottenuto dal centrosinistra al voto europeo: un 22.7% che potrebbe segnare un nuovo inizio a patto che la sinistra costituisca una solida e credibile alternativa alla destra, puntando sui tempo dell’equità sociale, lavoro e fisco.

IL “FENOMENO” SALVINI TRIONFA ANCHE A PIACENZA E PROVINCIA

Quello della Lega è stato un trionfo non solo a livello nazionale ma anche locale. In provincia di Piacenza ha raggiunto il 45.3% dei voti, a seguire il Partito Democratico con 19,4, terzo il Movimento 5 Stelle al 9,7 %. Seguono Forza Italia al 7,7 tallonata da Fratelli d’Italia al 6,6. +Europa è al 4,5 %

Un vero exploit se si confrontano i dati con le politiche del 4 marzo 2018 quando la Lega, pur confermandosi il partito più votato, aveva ottenuto il 27.5%, seguito dal M5S al 23.2% e PD al 17.6%. Ciò che balza all’occhio è l’emorragia di voti proprio del Movimento 5 Stelle che, a distanza di un anno, ha perso moltissimi consensi; al contrario il PD di Zingaretti ha guadagnato voti superando il Movimento sopratutto a livello nazionale.

Anche nel capoluogo la fotografia è pressoché la stessa, seppur una flessione della Lega che raggiunge il 38,2 %, mentre il Pd arriva al 23,6. Il Movimento 5 Stelle supera il 10 %. Forza Italia e Fratelli d’Italia appaiati al 7, mentre +Europa sfiora il 6.

In Emilia Romagna la Lega è il primo partito a Modena, Rimini, Parma, Ferrara e Forlì. Tra i capoluoghi emiliani Piacenza è la città dove si registra il miglior risultato di Matteo Salvini.

Un risultato, quello del partito di Salvini, che supera il dato nazionale che vede la Lega al 34% dei consensi. A seguire il PD con 22%, Movimento 5 Stelle 17%, Forza Italia 8.77% Fratelli d’Italia 4.47%, + Europa 3.09%.

Politicamente il risultato era evidente già dai primi exit pool: il trionfo della Lega su tutto il territorio e l’arresto del M5S che si è fermato alla metà dei voti dell’alleato di Governo. Un’evidenza che, c’è da immaginare, porterà a conseguenze sugli equilibri del Governo giallo- verde. Che piega prenderà il contratto che lega le due forze?

MANNINA: “COMUNE E CITTADINI TROPPO DISTANTI”

Si definisce libera dalle visioni precostituite e sempre più lontana dalla visione della politica legata ai partiti. Rosarita Mannina, avvocato, con un passato da assessore nella giunta Guidotti, oggi è molto critica verso i partiti e rilancia la necessità di un civismo sempre più spinto che, a suo dire, manca a Piacenza.