IL CORTEO DI ESTREMA DESTRA CHE GRIDA “PIACENZA CI APPARTIENE”

Tricolori sventolati a mo’ di vessillo, come a ribadire che l’Italia e gli italiani vengono prima di tutti. Hanno sfilato blindatissimi nel corteo organizzato dal comitato Remigrazione e Riconquista, che raggruppa le compagini di estrema destra Casa Pound, Fronte Veneto Skinheads e Rete dei Patrioti, arrivati a Piacenza da Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.

Piacenza non è l’unica città dove il comitato è sceso in piazza: prima Bergamo e a breve Prato, per sensibilizzare i cittadini sulla proposta di legge di iniziativa popolare per cui occorrono 50 mila firme, con l’obiettivo di far rientrare nei paesi d’origine i cittadini stranieri che vivono in Italia: non solo i responsabili di reati o gli immigrati illegali, bensì tutti gli stranieri, attraverso sussidi economici e altre forme di incentivo. L’unico politico piacentino presente, il consigliere della Lega Luca Zandonella.

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“VIA I FASCISTI DA PIACENZA” STUDENTI E LAVORATORI AL CORTEO DEI COLLETTIVI

Molti giovani, soprattutto studenti piacentini hanno partecipato alla  manifestazione antifascista promossa dai Collettivi ControTendenza, Resisto e Azione Antifascista, e Collettivo Schiaffo contro il corteo Remigrazioni dell’omonimo comitato che ha occupato, un paio d’ore dopo, la zona nord della città. Circa 350 i partecipanti, studenti, lavoratori della logistica del sindacato Si Cobas, tutti costantemente presidiati da un nutrito cordone di forze dell’ordine.

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“ECCO COME SI SMONTA LA TEORIA DELLA REMIGRAZIONE”

Rispondere alle teorie neofasciste su migrazioni e diritti con dati alla mano. Una risposta collettiva l’hanno data Anpi, Cgil e Europe for Peace, insieme ai relatori che hanno partecipato all’evento “La remigrazione smascherata”; una risposta al corteo che andrà in scena sabato e che vedrà la partecipazione di gruppi di estrema destra a sfilare per la città in nome dell’equazione straniero uguale delinquente. “Ecco come si smontano le teorie della remigrazione”: lo hanno spiegato i relatori che si sono alternati nell’evento nato per smentire e smontare, sul piano storico, giuridico, sociale ed economico, la propaganda portata avanti da soggetti neofascisti sul tema dei migranti, riaffermando i valori costituzionali di uguaglianza, inclusione e dignità del lavoro.

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PIACENZA, IL LAVORO MA I SALARI NON BASTANO. BUSSACCHINI, CGIL “COSI’ L’ECONOMIA ANNASPA”

In provincia di Piacenza l’occupazione continua a crescere, ma il quadro economico generale mostra segnali di stagnazione e criticità strutturali che potrebbero emergere con maggiore forza nei prossimi mesi. E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Economia e Lavoro realizzato da Ires Emilia Romagna per la Camera del Lavoro di Piacenza.

Nel 2024 gli occupati sono aumentati di oltre 4 mila unità (+3,2%), con una forte riduzione dei disoccupati (-16%) e un lieve calo degli inattivi. La crescita riguarda soprattutto il lavoro dipendente (+5,9%) e vede un ulteriore aumento dell’occupazione femminile (+3,1%), dopo il forte incremento già registrato nel 2023. Accanto a questi dati positivi, il rapporto segnala però un contesto economico complessivamente stagnante. Il valore aggiunto provinciale cresce solo dello 0,3% sia nel 2024 che nel 2025, in linea con la media regionale, con un’industria sostanzialmente ferma e una crescita dei servizi molto contenuta. Le esportazioni hanno registrato nel 2024 un forte aumento (+5,7%), ma l’analisi trimestrale mostra un brusco rallentamento nel corso del 2025, con segni negativi già evidenti nei primi tre trimestri dell’anno.

Dal punto di vista demografico, la popolazione residente torna a crescere lievemente: al 1° gennaio 2025 gli abitanti della provincia di Piacenza sono 288.187, circa 940 in più rispetto all’anno precedente. Una crescita che resta però legata soprattutto ai flussi migratori, mentre il saldo naturale continua a essere negativo.

Cresce l’occupazione, ma restano precarietà e disuguaglianze. A Piacenza solo un lavoratore su due ha un lavoro stabile. Meno nati, più anziani. A Piacenza le donne guadagnano 30 euro in meno al giorno degli uomini. Occupazione in aumento, ma salari e stabilità restano un problema. I dati dell’Osservatorio Ires-Cgil mostrano una provincia che regge sul piano occupazionale, ma che
invecchia e resta fragile sul fronte dei salari e delle prospettive per i giovani.

“Cresce l’occupazione, ma come? Restano precarietà e disuguaglianze. A Piacenza solo un lavoratore su due ha un lavoro stabile – ha commentato il segretario della Cgil Ivo Bussacchini – il tema centrale oggi sono i salari e la qualità del lavoro: la crescita salariale non è sufficiente a compensare l’aumento del costo della vita. La distanza tra capoluogo e aree interne resta marcata: nei comuni appenninici piacentini come Farini, Morfasso e Zerba i redditi medi restano tra i più bassi dell’intera Emilia-Romagna e ciò è diretta conseguenza dell’arretramento dei servizi. C’è un soffocamento in atto degli enti locali rispetto alle risorse a loro disposizione, da qui nascono le difficoltà verso le fasce deboli della popolazione, anziani e giovani. Se il sistema tiene con fatica il merito è di chi lavora, ma la “bomba” dei salari che non bastano più è scoppiata e bisogna porci rimedio. E in tutto questo le politiche industriali, di progetto, di sviluppo sono largamente insufficienti e non chiare. Così Piacenza annaspa, chi è ricco è sempre più ricco e chi faceva fatica ad arrivare alla quarta settimana ora fa fatica arrivare alla terza”.

I dati completi verranno presentati lunedì 26 nel corso dell’iniziativa pubblica di presentazione dell’Osservatorio da parte di Ires Emilia Romagna.

SICUREZZA, TARASCONI A ROMA CON ANCI: “LA SICUREZZA NON HA COLORE POLITICO. DALLO STATO SERVONO RISORSE. NOI SINDACI PRONTI A COLLABORARE”

La sicurezza come esigenza concreta, quotidiana e condivisa, che riguarda tutte le città e tutti i sindaci d’Italia, al di là degli schieramenti politici e degli slogan. È questo il messaggio emerso con forza oggi a Roma, dove ANCI ha avviato il percorso per arrivare a un Patto nazionale per la sicurezza delle città, alla presenza dei sindaci dei Comuni capoluogo di provincia. E Piacenza era presente con la sindaca Katia Tarasconi.

«La sicurezza è una priorità che accomuna tutti i sindaci, indipendentemente dal colore politico – sottolinea Tarasconi – ed è un’esigenza imprescindibile dei cittadini, che chiedono risposte concrete. I sindaci sono a contatto diretto con le persone ogni giorno, ma non possono e non devono essere lasciati soli. La sicurezza non ha colore politico: è una responsabilità delle istituzioni e un diritto di tutti».

Nel corso dell’incontro promosso da ANCI è emersa una consapevolezza comune: serve un impegno più forte e coordinato dello Stato, capace di affiancare i Comuni con strumenti adeguati, risorse strutturali e una maggiore presenza sul territorio. «I Comuni fanno la loro parte – prosegue la sindaca di Piacenza – attraverso la polizia locale e il lavoro quotidiano sul territorio, ma è indispensabile rafforzare il presidio dello Stato nelle città, soprattutto nei momenti più delicati. Servono risorse certe, personale e una strategia nazionale condivisa».

Il percorso avviato oggi da ANCI punta proprio a definire una proposta unitaria da sottoporre al Governo, chiarendo ruoli e responsabilità e costruendo una risposta strutturale alle crescenti richieste di sicurezza e vivibilità urbana. «La sicurezza deve tornare a essere una priorità nazionale, affrontata con serietà e senza strumentalizzazioni – conclude Tarasconi – perché garantire legalità e tranquillità nelle nostre città significa tutelare la qualità della vita delle persone e la coesione delle comunità».

MANIFESTAZIONE ED EVENTI CONTRO LA REMIGRAZIONE. TENSIONE IN VISTA DEL CORTEO DI SABATO

Si parlerà di diritto, lavoro e inclusione a Piacenza con esperti del settore a cui si aggiungeranno testimonianze ed esperienze dirette; l’incontro è organizzato da ANPI, Cgil e Europe For Peace e si intitola La remigrazione smascherata. “Una risposta collettiva alle bufale neofasciste su migrazioni e diritti – commentano gli organizzatori – per smentire, sul piano storico, giuridico, sociale ed economico, la propaganda portata avanti da soggetti neofascisti sul tema dei migranti, riaffermando i valori costituzionali di uguaglianza, inclusione e dignità del lavoro”. L’appuntamento è per venerdì 23 gennaio alle 18 all’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

Sabato 24 invece a scendere in piazza saranno associazioni e alcuni gruppi di partito (Acli, Alternativa per Piacenza, Anolf Cisl, Anpi , Arci, Associazione Arcangelo Dimaggio, Associazione dei senegalesi di Piacenza e provincia “AND JEF”, Attac, AVS , Centro Culturale islamico, Cgil, Dzemat Ilm Piacenza – comunità islamica dei bosniaci di Piacenza, Fabbrica &Nuvole, Forum Associazione Famigliari , La Casa delle Parole , Legambiente, Libera Piacenza,
Mce, Mondo Aperto , M5S , Patronato Uil ufficio stranieri , PD, Prc, Recicliamo for Africa”), organizzato da Europe For People Noi non abbiamo paura che si svolgerà dalle 9.30 alle 12 in piazza Sant’Antonino. “L’iniziativa desidera promuovere un clima di apertura, fiducia e serenità, ricordando che la
costruzione di una comunità inclusiva nasce dai gesti semplici: un sorriso, una conversazione, una mano tesa, ma anche regole e diritti per tutti
È un invito a riscoprire la forza dei legami, la bellezza della diversità e la ricchezza che nasce dall’incontro” spiegano gli organizzatori “noi non abbiamo paura di persone come noi che professano o meno un credo religioso, hanno un colore, una cultura diversa dalla nostra; mentre invece abbiamo paura, quello si: della delinquenza (di italiani e stranieri) e dell’insicurezza che cresce dovuta all’emarginazione sociale e allo smantellamento del welfare in favore di una spesa in armi; di un governo che ha preso consensi soffiando sul fuoco e promettendo il pugno di ferro, ma che alla prova dei fatti ha solo aggravato la situazione; di un progetto (la remigrazione) che viene fatto intendere come fosse contro chi delinque, mentre è contro ideologicamente a tutti gli stranieri regolari e non, a cui verrebbero offerti soldi per andarsene. Ci fa paura la disumanizzazione”.

Alle 14, al Cheope, il Collettivo ControTendenza , S.I.Cobas Piacenza, Collettivo Schiaffo – R-esisto! collettivo femminista daranno inizio al corteo “difendere Piacenza dalle provocazioni neonaziste – spiegano gli organizzatori – corrisponde a dichiarare pubblicamente che è solo con gli strumenti della razionalità, dell’accrescimento culturale e della lotta per un lavoro degno che si potrà uscire dal pantano a cui ci hanno condotto decenni di governi di “sinistra” sbiadita o di destra estrema, sempre orientata a mantenere i privilegi di pochi così da poter indirizzare la frustrazione popolare contro il nemico di turno”.

Resta confermata, nonostante gli appelli ad annullare, arrivati alla questura da parte di gruppi politici e associazioni, la manifestazione Remigrazione organizzata dall’omonimo comitato che prevede un corteo con partenza da piazzale Milano alle ore 16.

 

 

PIACENZA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA, SI AVVIA UFFICIALMENTE IL PERCORSO

La Giunta ha approvato un atto di indirizzo politico che avvia ufficialmente il percorso verso la candidatura della città a Capitale Europea della Cultura 2033, nell’ambito dell’iniziativa promossa dall’Unione Europea per valorizzare la cultura come leva di sviluppo urbano, sociale ed economico .

Il provvedimento riconosce il valore strategico del titolo di Capitale Europea della Cultura come opportunità di lungo periodo, capace di rafforzare l’identità culturale del territorio, accrescerne la visibilità internazionale, sostenere l’innovazione sociale e favorire nuovi modelli di governance partecipativa. La candidatura viene letta non come un obiettivo isolato, ma come un processo in grado di generare ricadute strutturali e durature per l’intera comunità.

La Giunta sottolinea come l’Italia sia il Paese chiamato a esprimere la propria città candidata per il 2033 e come il percorso di selezione, coordinato dal Ministero della Cultura e da una giuria europea indipendente, richieda una preparazione ampia e anticipata. Le esperienze di successo dimostrano infatti che il lavoro più efficace prende forma ben prima dell’uscita del bando ufficiale, attraverso un percorso di ascolto, confronto e coinvolgimento diffuso del territorio.

Per questo motivo il Comune intende avviare fin dall’inizio del 2026 un cammino strutturato di analisi, partecipazione e costruzione condivisa, che accompagni la città verso la definizione del concept culturale e del dossier di candidatura. Un percorso che si inserisce in una visione più ampia di sviluppo, coerente anche con il lavoro in corso sul piano di marketing territoriale.

Nel quadro delineato, viene individuata in Rete Cultura Piacenza il naturale Comitato promotore della candidatura. Una scelta che valorizza una rete istituzionale già consolidata e attiva, capace di mettere in relazione enti pubblici, soggetti privati e realtà del terzo settore, e che negli anni ha maturato competenze significative nella progettazione e gestione di iniziative culturali complesse. In questo contesto, il successo del Festival del Pensare Contemporaneo viene indicato come esempio emblematico della capacità di Piacenza di interrogare il presente e guardare al futuro attraverso la cultura.

Il Comitato promotore avrà il compito di coordinare e promuovere il percorso di partecipazione, coinvolgimento e costruzione della candidatura, accompagnando la città nelle diverse fasi che porteranno alla presentazione del dossier.

L’atto precisa infine che, trattandosi di un indirizzo politico, non comporta in questa fase oneri economici per il Comune. Spetterà alla sindaca avviare formalmente il percorso, concordando con i soggetti coinvolti un primo apporto di risorse umane e strumentali. La deliberazione è dichiarata immediatamente eseguibile, per consentire l’avvio tempestivo del lavoro partecipato verso la candidatura di Piacenza a Capitale Europea della Cultura 2033.

 

RIFIUTI, CENTRODESTRA “VI SIETE ACCORTI SOLO ORA CHE CI VUOLE UN CAMBIO DI PASSO?”. TARASCONI “TRE SQUADRE OPERATIVE SONO GIA’ IN CAMPO”

Pare abbia già prodotti effetti positivi la strigliata che la sindaca ha rivolto ai vertici di Iren sul tema rifiuti. A confermarlo è stata la stessa Tarasconi, in consiglio comunale, dopo i numerosi interventi dei consiglieri in sede di comunicazioni. “Il tema della tariffa puntuale è una questione di equità perché mi troverò a pagare per i rifiuti  che produco – ha detto la prima cittadina – oltre che una questione di tutela dell’ambiente. Dal 1 gennaio è successo qualcosa che viene da lontano; ci vogliono anni. Ferrara – ha portato come esempio Tarasconi – è passata alla puntuale nel 2018; siamo nel 2026, noi ci arriviamo oggi. Che ci siano difficolta è innegabile, ci sono errati conferimenti che non sono figli della puntuale. Iren ha gestito bene il passaggio? Vi rispondo di no – ha ribadito la sindaca – la richiesta che ho fatto ai vertici è stata netta e chiara, ma da tempo era in corso una interlocuzione. Sono 19 giorni che è iniziato il nuovo sistema, vediamo cosa c’è da sistema e riparare in corso d’opera, intanto ci sono già tre squadre operative che girano in città”.

“C’era bisogno di fare un incontro per capire che occorreva un cambio di passo? – è la domanda retorica del consigliere Massimo Trespidi – le criticità c’erano da tempo, non da un paio di giorni. Prima però, sembrava fossero solo da addossare all’inciviltà dei cittadini; ma la fase preliminare all’avvio ufficiale del nuovo sistema a cosa è servita allora? Iren ha le sue responsabilità sottolinea il consigliere del gruppo Barbieri Liberi – ma anche il Comune di Piacenza; siamo soci di Iren, forse sarebbe stato il caso di farci sentire nelle opportune stanze, finiamola di gettare fumo negli occhi dei cittadini”.

“La tariffa puntuale non è stata configurata da questa amministrazione -precisa il consigliere di maggioranza Luca Dallanegra – noi stiamo operando la fase più delicate, la transizione.  I problemi li affrontiamo, non li strumentalizziamo. La sindaca ha ottenuto il cambio di passo richiesto ad Iren
saggezza sarebbe aiutare a gestire questo cambiamento, non criticarlo”.

A fargli eco la capogruppo di Fratelli d’Italia Sara Soresi “vedo che oggi, anche la maggioranza si è resa conto del disastro di questo sistema – e riferendosi alle 1700 segnalazioni che i cittadini hanno rivolto ad Aresir, ha detto “Iren è stata multata e, avendo così fatto una figura terribili, il Comune è stato costretto ad intervenire”.

La consigliera del gruppo Misto Claudia Gnocchi ha puntato l’attenzione sui controlli che siano “veri e sistematici” auspicando “indagini più rigorose sui rifiuti abbandonati, per risalire alla persona che ha compiuto il reato, anche utilizzando la videosorveglianza e comminando sanzioni amministrative. Iren potrebbe investire anche solo una microscopica parte del suo utile nei confronti delle associazioni che promuovono raccolte dei rifiuti abbandonati, definendo una premialità nei confronti di chi le organizza”. Poi c’è il tema della comunicazione “attraverso l’enfatizzazione di due aspetti: economico e sociale”. E poi perché non copiare chi è più virtuoso? “uno per tutti: il modello austriaco” ha concluso Gnocchi.

“Siete bravi a fare i disastri, poi quando vi schiacciate le dite date la colpe agli altri. Questo è essere incapaci!!” sbotta la capogruppo della civica di centro destra Patrizia Barbieri – “le criticità de sistema erano già emerse anche nelle commissioni, il problema esiste, cerchiamo di affrontarlo; in Iren ci sono rappresentati come Samuele Raggi e Stefano Borotti che avete scelto voi!”

“Questa amministrazione per tutto il 2025 ha assecondato Iren – ha detto il consigliere della Lega Luca Zandonella – poi nell’anno delle pre-elezioni ha chiesto un cambio di passo, non siete credibili”. Per contro la consigliere di maggioranza Sibilla Brusamonti “la raccolta puntuale non è solo un capriccio ma soprattutto ecologia, perché il nostro ambiente ha bisogno che differenziamo di più. Collaboriamo tutti e non sosteniamo gli atteggiamenti incivili”.

 

LA PROTESTA DI GENITORI E INSEGNANTI CONTRO GLI ISTITUTI COMPRENSIVI. “CI AVETE TACIUTO TUTTO”. PASSA LA MOZIONE DEL CENTRO SINSITRA PER UNA TRANSIZIONE PROGRESSIVA

Cresce la protesta di insegnanti e genitori verso l’imminente attuazione, dal prossimo anno scolastico degli istituti comprensivi, incrementata dall’imminenza del termine delle iscrizioni fissata, a livello, ministeriale al 14 febbraio prossimo. In piazza Mercanti c’erano sia docenti di primaria di primo e secondo e grado sia genitori e piccoli studenti, in tutto 100 /150 persone. Tutti alla ricerca di risposte che, fino ad ora, pare non ci siano state o non abbastanza; soprattutto per quello che riguarda il passaggio dalla primaria di primo grado a quella di secondo. “Disonesti – recita un cartello – ci avete taciuto tutto”.

E intanto in consiglio comunale era in discissione la mozione del centro sinistra “indirizzi e azioni di supporto per la transizione al sistema degli Istituti Comprensivi”, approvata all’unanimità.

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RACCOLTA RIFIUTI, TARASCONI CONVOCA IREN: “COSI’ NON VA. SERVIZIO INACCETTABILE. CI VUOLE UN CAMBIO DI PASSO IMMEDIATO”

Che la nuova raccolta porta a porta dei rifiuti porti con sé parecchie criticità è sotto gli occhi di tutti; e non tutte le responsabilità sono da addossare all’inciviltà di alcuni. C’è qualcosa che non va nel sistema, evidentemente. In poche occasione la sindaca Tarasconi è intervenuta sull’argomento delegando spesso il vice sindaco Bongiorni. In una nota, Palazzo Mercanti fa sapere che la prima cittadina “ha convocato Iren a un confronto operativo sul tema del decoro urbano e della gestione dei rifiuti, alla luce delle criticità emerse nelle ultime settimane con l’avvio del nuovo sistema. Un incontro dal tono diretto e senza ambiguità, al quale hanno partecipato anche il vicesindaco Matteo Bongiorni e lo stato maggiore di Iren Ambiente, con la presenza dei vertici Eugenio Bertolini, Federica Grassi, Domenico Mazzocchi, Samuele Raggi e Stefano Borotti, a conferma della rilevanza e dell’urgenza del tema”.

Chiarezza prima di tutto: “Così non va – dice chiaramente la sindaca – ho detto a Iren che il livello di servizio attuale è inaccettabile: Piacenza merita molto di più e serve un cambio di passo immediato, nei fatti, non a parole. Le difficoltà riscontrate sul territorio non possono essere archiviate come una normale fase di assestamento. Una città sporca, segnata da abbandoni di rifiuti e situazioni di degrado diffuse, rappresenta un segnale sbagliato per i cittadini e un danno concreto sul piano ambientale.

Il Comune ha quindi chiesto a Iren un cambio di passo immediato e misurabile. “Abbiamo chiesto a Iren un cambio di passo immediato e misurabile. Non promesse, ma risultati concreti sul territorio”,  ha ribadito la sindaca. Il sistema di raccolta puntuale si basa su un disciplinare approvato nel 2018, che definisce obiettivi precisi in termini di efficienza, qualità del servizio e decoro urbano. Proprio per questo l’Amministrazione ritiene inaccettabile che le criticità emerse ricadano sui cittadini. Il decoro non è una questione meramente estetica: è rispetto per Piacenza, è qualità della vita, è responsabilità verso l’ambiente e verso le generazioni future. Una raccolta differenziata che funziona male non è solo un problema operativo, ma un fallimento che incide sull’intera comunità.

Nel corso del confronto è stato affrontato anche il tema delle card per il nuovo sistema di raccolta. Il Comune ha chiesto conto dello stato delle consegne: ad oggi ne sono state distribuite circa 50mila, mentre le restanti verranno consegnate nelle prossime due settimane. Un passaggio cruciale, perché la piena operatività del sistema non può prescindere da una dotazione completa e tempestiva per tutti i cittadini.

L’Amministrazione ha inoltre sottolineato come ogni cambiamento, soprattutto quando incide sulle abitudini quotidiane, possa generare smarrimento e confusione. È proprio in questi contesti che i comportamenti incivili rischiano di proliferare, sfruttando le difficoltà iniziali e le incertezze. Per questo il Comune ha ribadito la necessità di contrastare con decisione i fenomeni di inciviltà legati all’abbandono dei rifiuti, affiancando alle azioni organizzative un presidio costante del territorio.

In questo quadro, sono già operative squadre straordinarie impegnate ogni giorno nella pulizia della città, con l’obiettivo di garantire decoro e interventi tempestivi nelle situazioni più critiche. Accanto a ciò, l’Amministrazione ha rivolto un appello chiaro ai cittadini: non abbandonare rifiuti fuori dai contenitori e segnalare tempestivamente, tramite l’app di Iren, le situazioni di degrado e incuria. La collaborazione dei cittadini è fondamentale, ma deve poggiare su un servizio che funzioni e su risposte rapide e visibili.

Tra le richieste avanzate dal Comune resta prioritaria anche quella dell’azzeramento del conteggio dei conferimenti del mese di gennaio ai fini della tariffa, per evitare che i cittadini paghino le conseguenze di una fase di transizione gestita in modo insufficiente. «Non permetteremo che i cittadini paghino le conseguenze di una fase di transizione gestita male: chi gestisce un servizio pubblico deve garantire qualità, efficienza e rispetto per la città», ha concluso la sindaca Tarasconi.

Sul fronte dell’informazione, è stato chiesto di rafforzare e prolungare il punto informativo di Iren già attivo in piazza Sant’Antonino, oltre alla presenza in Piazza Cavalli nei giorni di mercato, per accompagnare i cittadini in modo chiaro e continuo.

Accanto agli interventi immediati, il Comune ha chiesto l’istituzione di un tavolo permanente Comune–Iren, finalizzato a individuare correttivi adeguati attraverso un confronto diretto, costante e operativo, basato sui dati e sull’andamento reale del servizio. In questo percorso rientra anche la sostituzione progressiva delle attuali campane per la raccolta differenziata, ritenute non adeguate al livello di decoro che Piacenza merita.

L’obiettivo dell’Amministrazione è uno solo: risultati concreti, non promesse. Piacenza ha bisogno di una città più pulita, più decorosa e più sostenibile. Il confronto con Iren proseguirà nelle prossime settimane, ma con una linea chiara e non negoziabile: chi gestisce un servizio pubblico essenziale deve garantire qualità, efficienza e rispetto per la città e per i suoi cittadini.

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