GIORNO DELLA MEMORIA, LA PREFETTA AI GIOVANI: “SIATE SENTINELLE DI UMANITA’, NON VOLTATEVI DALL’ALTRA PARTE”

Piacenza ha reso omaggio alle vittima della Shoah nell’81° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. La tradizionale cerimonia si è svolta al Giardino della Memoria sullo stradone Farnese, alla presenza delle autorità cittadine, militari e di alcune classi delle scuole primarie e superiori della città. Ad aprire la cerimonia la prefetta Palmisani che ha esortato proprio i più giovani ad essere “sentinelle di umanità e a non voltarsi dall’altra parte”. La sindaca Tarasconi ha ribadito come “ricordare sia un dovere civico e morale verso le generazioni che hanno vissuto l’abominio della Shoah e al tempo stesso una responsabilità collettiva verso i più giovani a cui affidiamo la speranza di un futuro di pace”. La presidente della Provincia Patelli ha rimarcato come “fare memoria di quei fatti storici sia un bisogno urgente, soprattutto nell’attuale contesto internazionale, caratterizzato dal dilagare delle violenze, oltre che da una preoccupante escalation bellica”.

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STATO DI AGITAZIONE, AD AMAZON, PER I LAVORATORI DI VIGILANZA E SICUREZZA

E’ stato proclamato lo stato di agitazione tra i lavoratori della sicurezza e vigilanza che prestano servizio al magazzino Amazon di Castel San Giovanni: i sindacati di categoria, Cgil, Cisl e Uil, denunciano una mancanza di turn over da quasi un anno e un taglio dei lavoratori passati da 120 a 84 unità. Lo stato di agitazione comporta il blocco totale degli straordinari e delle ore supplementari per tutti i servizi di Shif Leader, la non disponibilità a fermarsi oltre il termine del proprio turno ordinario di lavoro pari a 8 ore giornaliere o 40 ore settimanali o contrattuali, la non disponibilità ad attendere il cambio turno.

Inoltre viene diffidata Securitalia spa “dal procedere a qualsiasi spostamento di personale in relazione ai presunti esuberi e dal porre in essere azioni unilaterali e a coprire postazioni presso l’appalto di Amazon di Castel San Giovanni con altro personale proveniente da altri appalti e/o siti produttivi”. Nel corso dell’assemblea i lavoratori hanno espresso “forti timori e preoccupazioni dovuti alla totale assenza di informazioni puntuali e trasparenti rispetto agli esuberi dichiarati solo alla parte sindacale e oltre al permanere di una serie di problematiche irrisolte da tempo” riferiscono i sindacati, che sono pronti a proclamare lo sciopero in caso la situazione non venga chiarita in modo esaustivo.

 

 

 

OSSERVATORIO ECONOMIA- LAVORO CGIL: “DIMINUISCONO I DISOCCUPATI MA IL LAVORO E’ PRECARIO”

Se da una parte gli occupati, nel 2024, aumentano di 4mila unità, e i disoccupati calano del 16%, dall’altra c’è il concreto rischio che la stagnazione dell’ultimo anno porti ad un rallentamento anche dell’occupazione. È una fotografia in chiaroscuro quella che emerge dall’Osservatorio sull’Economia e il Lavoro nella provincia di Piacenza a cura di IRESS Emilia Romagna per la Cgil.
Solo un piacentino su due ha un contratto a tempo indeterminato, sempre più il lavoro è precario e il salari bassi per quanto riguarda le occupazioni femminili e i giovani. “Si fatica ad arrivare alla terza settimana del mese” è  l’amara considerazione del segretario della Camera del Lavoro Ivo Bussacchini; perché anche chi il lavoro ce l’ha spesso non è sufficiente a garantire la sussistenza per sé stesso e per la famiglia.

 

IL CORTEO DI ESTREMA DESTRA CHE GRIDA “PIACENZA CI APPARTIENE”

Tricolori sventolati a mo’ di vessillo, come a ribadire che l’Italia e gli italiani vengono prima di tutti. Hanno sfilato blindatissimi nel corteo organizzato dal comitato Remigrazione e Riconquista, che raggruppa le compagini di estrema destra Casa Pound, Fronte Veneto Skinheads e Rete dei Patrioti, arrivati a Piacenza da Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.

Piacenza non è l’unica città dove il comitato è sceso in piazza: prima Bergamo e a breve Prato, per sensibilizzare i cittadini sulla proposta di legge di iniziativa popolare per cui occorrono 50 mila firme, con l’obiettivo di far rientrare nei paesi d’origine i cittadini stranieri che vivono in Italia: non solo i responsabili di reati o gli immigrati illegali, bensì tutti gli stranieri, attraverso sussidi economici e altre forme di incentivo. L’unico politico piacentino presente, il consigliere della Lega Luca Zandonella.

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“VIA I FASCISTI DA PIACENZA” STUDENTI E LAVORATORI AL CORTEO DEI COLLETTIVI

Molti giovani, soprattutto studenti piacentini hanno partecipato alla  manifestazione antifascista promossa dai Collettivi ControTendenza, Resisto e Azione Antifascista, e Collettivo Schiaffo contro il corteo Remigrazioni dell’omonimo comitato che ha occupato, un paio d’ore dopo, la zona nord della città. Circa 350 i partecipanti, studenti, lavoratori della logistica del sindacato Si Cobas, tutti costantemente presidiati da un nutrito cordone di forze dell’ordine.

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“ECCO COME SI SMONTA LA TEORIA DELLA REMIGRAZIONE”

Rispondere alle teorie neofasciste su migrazioni e diritti con dati alla mano. Una risposta collettiva l’hanno data Anpi, Cgil e Europe for Peace, insieme ai relatori che hanno partecipato all’evento “La remigrazione smascherata”; una risposta al corteo che andrà in scena sabato e che vedrà la partecipazione di gruppi di estrema destra a sfilare per la città in nome dell’equazione straniero uguale delinquente. “Ecco come si smontano le teorie della remigrazione”: lo hanno spiegato i relatori che si sono alternati nell’evento nato per smentire e smontare, sul piano storico, giuridico, sociale ed economico, la propaganda portata avanti da soggetti neofascisti sul tema dei migranti, riaffermando i valori costituzionali di uguaglianza, inclusione e dignità del lavoro.

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PIACENZA, IL LAVORO MA I SALARI NON BASTANO. BUSSACCHINI, CGIL “COSI’ L’ECONOMIA ANNASPA”

In provincia di Piacenza l’occupazione continua a crescere, ma il quadro economico generale mostra segnali di stagnazione e criticità strutturali che potrebbero emergere con maggiore forza nei prossimi mesi. E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Economia e Lavoro realizzato da Ires Emilia Romagna per la Camera del Lavoro di Piacenza.

Nel 2024 gli occupati sono aumentati di oltre 4 mila unità (+3,2%), con una forte riduzione dei disoccupati (-16%) e un lieve calo degli inattivi. La crescita riguarda soprattutto il lavoro dipendente (+5,9%) e vede un ulteriore aumento dell’occupazione femminile (+3,1%), dopo il forte incremento già registrato nel 2023. Accanto a questi dati positivi, il rapporto segnala però un contesto economico complessivamente stagnante. Il valore aggiunto provinciale cresce solo dello 0,3% sia nel 2024 che nel 2025, in linea con la media regionale, con un’industria sostanzialmente ferma e una crescita dei servizi molto contenuta. Le esportazioni hanno registrato nel 2024 un forte aumento (+5,7%), ma l’analisi trimestrale mostra un brusco rallentamento nel corso del 2025, con segni negativi già evidenti nei primi tre trimestri dell’anno.

Dal punto di vista demografico, la popolazione residente torna a crescere lievemente: al 1° gennaio 2025 gli abitanti della provincia di Piacenza sono 288.187, circa 940 in più rispetto all’anno precedente. Una crescita che resta però legata soprattutto ai flussi migratori, mentre il saldo naturale continua a essere negativo.

Cresce l’occupazione, ma restano precarietà e disuguaglianze. A Piacenza solo un lavoratore su due ha un lavoro stabile. Meno nati, più anziani. A Piacenza le donne guadagnano 30 euro in meno al giorno degli uomini. Occupazione in aumento, ma salari e stabilità restano un problema. I dati dell’Osservatorio Ires-Cgil mostrano una provincia che regge sul piano occupazionale, ma che
invecchia e resta fragile sul fronte dei salari e delle prospettive per i giovani.

“Cresce l’occupazione, ma come? Restano precarietà e disuguaglianze. A Piacenza solo un lavoratore su due ha un lavoro stabile – ha commentato il segretario della Cgil Ivo Bussacchini – il tema centrale oggi sono i salari e la qualità del lavoro: la crescita salariale non è sufficiente a compensare l’aumento del costo della vita. La distanza tra capoluogo e aree interne resta marcata: nei comuni appenninici piacentini come Farini, Morfasso e Zerba i redditi medi restano tra i più bassi dell’intera Emilia-Romagna e ciò è diretta conseguenza dell’arretramento dei servizi. C’è un soffocamento in atto degli enti locali rispetto alle risorse a loro disposizione, da qui nascono le difficoltà verso le fasce deboli della popolazione, anziani e giovani. Se il sistema tiene con fatica il merito è di chi lavora, ma la “bomba” dei salari che non bastano più è scoppiata e bisogna porci rimedio. E in tutto questo le politiche industriali, di progetto, di sviluppo sono largamente insufficienti e non chiare. Così Piacenza annaspa, chi è ricco è sempre più ricco e chi faceva fatica ad arrivare alla quarta settimana ora fa fatica arrivare alla terza”.

I dati completi verranno presentati lunedì 26 nel corso dell’iniziativa pubblica di presentazione dell’Osservatorio da parte di Ires Emilia Romagna.

SICUREZZA, TARASCONI A ROMA CON ANCI: “LA SICUREZZA NON HA COLORE POLITICO. DALLO STATO SERVONO RISORSE. NOI SINDACI PRONTI A COLLABORARE”

La sicurezza come esigenza concreta, quotidiana e condivisa, che riguarda tutte le città e tutti i sindaci d’Italia, al di là degli schieramenti politici e degli slogan. È questo il messaggio emerso con forza oggi a Roma, dove ANCI ha avviato il percorso per arrivare a un Patto nazionale per la sicurezza delle città, alla presenza dei sindaci dei Comuni capoluogo di provincia. E Piacenza era presente con la sindaca Katia Tarasconi.

«La sicurezza è una priorità che accomuna tutti i sindaci, indipendentemente dal colore politico – sottolinea Tarasconi – ed è un’esigenza imprescindibile dei cittadini, che chiedono risposte concrete. I sindaci sono a contatto diretto con le persone ogni giorno, ma non possono e non devono essere lasciati soli. La sicurezza non ha colore politico: è una responsabilità delle istituzioni e un diritto di tutti».

Nel corso dell’incontro promosso da ANCI è emersa una consapevolezza comune: serve un impegno più forte e coordinato dello Stato, capace di affiancare i Comuni con strumenti adeguati, risorse strutturali e una maggiore presenza sul territorio. «I Comuni fanno la loro parte – prosegue la sindaca di Piacenza – attraverso la polizia locale e il lavoro quotidiano sul territorio, ma è indispensabile rafforzare il presidio dello Stato nelle città, soprattutto nei momenti più delicati. Servono risorse certe, personale e una strategia nazionale condivisa».

Il percorso avviato oggi da ANCI punta proprio a definire una proposta unitaria da sottoporre al Governo, chiarendo ruoli e responsabilità e costruendo una risposta strutturale alle crescenti richieste di sicurezza e vivibilità urbana. «La sicurezza deve tornare a essere una priorità nazionale, affrontata con serietà e senza strumentalizzazioni – conclude Tarasconi – perché garantire legalità e tranquillità nelle nostre città significa tutelare la qualità della vita delle persone e la coesione delle comunità».

MANIFESTAZIONE ED EVENTI CONTRO LA REMIGRAZIONE. TENSIONE IN VISTA DEL CORTEO DI SABATO

Si parlerà di diritto, lavoro e inclusione a Piacenza con esperti del settore a cui si aggiungeranno testimonianze ed esperienze dirette; l’incontro è organizzato da ANPI, Cgil e Europe For Peace e si intitola La remigrazione smascherata. “Una risposta collettiva alle bufale neofasciste su migrazioni e diritti – commentano gli organizzatori – per smentire, sul piano storico, giuridico, sociale ed economico, la propaganda portata avanti da soggetti neofascisti sul tema dei migranti, riaffermando i valori costituzionali di uguaglianza, inclusione e dignità del lavoro”. L’appuntamento è per venerdì 23 gennaio alle 18 all’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

Sabato 24 invece a scendere in piazza saranno associazioni e alcuni gruppi di partito (Acli, Alternativa per Piacenza, Anolf Cisl, Anpi , Arci, Associazione Arcangelo Dimaggio, Associazione dei senegalesi di Piacenza e provincia “AND JEF”, Attac, AVS , Centro Culturale islamico, Cgil, Dzemat Ilm Piacenza – comunità islamica dei bosniaci di Piacenza, Fabbrica &Nuvole, Forum Associazione Famigliari , La Casa delle Parole , Legambiente, Libera Piacenza,
Mce, Mondo Aperto , M5S , Patronato Uil ufficio stranieri , PD, Prc, Recicliamo for Africa”), organizzato da Europe For People Noi non abbiamo paura che si svolgerà dalle 9.30 alle 12 in piazza Sant’Antonino. “L’iniziativa desidera promuovere un clima di apertura, fiducia e serenità, ricordando che la
costruzione di una comunità inclusiva nasce dai gesti semplici: un sorriso, una conversazione, una mano tesa, ma anche regole e diritti per tutti
È un invito a riscoprire la forza dei legami, la bellezza della diversità e la ricchezza che nasce dall’incontro” spiegano gli organizzatori “noi non abbiamo paura di persone come noi che professano o meno un credo religioso, hanno un colore, una cultura diversa dalla nostra; mentre invece abbiamo paura, quello si: della delinquenza (di italiani e stranieri) e dell’insicurezza che cresce dovuta all’emarginazione sociale e allo smantellamento del welfare in favore di una spesa in armi; di un governo che ha preso consensi soffiando sul fuoco e promettendo il pugno di ferro, ma che alla prova dei fatti ha solo aggravato la situazione; di un progetto (la remigrazione) che viene fatto intendere come fosse contro chi delinque, mentre è contro ideologicamente a tutti gli stranieri regolari e non, a cui verrebbero offerti soldi per andarsene. Ci fa paura la disumanizzazione”.

Alle 14, al Cheope, il Collettivo ControTendenza , S.I.Cobas Piacenza, Collettivo Schiaffo – R-esisto! collettivo femminista daranno inizio al corteo “difendere Piacenza dalle provocazioni neonaziste – spiegano gli organizzatori – corrisponde a dichiarare pubblicamente che è solo con gli strumenti della razionalità, dell’accrescimento culturale e della lotta per un lavoro degno che si potrà uscire dal pantano a cui ci hanno condotto decenni di governi di “sinistra” sbiadita o di destra estrema, sempre orientata a mantenere i privilegi di pochi così da poter indirizzare la frustrazione popolare contro il nemico di turno”.

Resta confermata, nonostante gli appelli ad annullare, arrivati alla questura da parte di gruppi politici e associazioni, la manifestazione Remigrazione organizzata dall’omonimo comitato che prevede un corteo con partenza da piazzale Milano alle ore 16.

 

 

PIACENZA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA, SI AVVIA UFFICIALMENTE IL PERCORSO

La Giunta ha approvato un atto di indirizzo politico che avvia ufficialmente il percorso verso la candidatura della città a Capitale Europea della Cultura 2033, nell’ambito dell’iniziativa promossa dall’Unione Europea per valorizzare la cultura come leva di sviluppo urbano, sociale ed economico .

Il provvedimento riconosce il valore strategico del titolo di Capitale Europea della Cultura come opportunità di lungo periodo, capace di rafforzare l’identità culturale del territorio, accrescerne la visibilità internazionale, sostenere l’innovazione sociale e favorire nuovi modelli di governance partecipativa. La candidatura viene letta non come un obiettivo isolato, ma come un processo in grado di generare ricadute strutturali e durature per l’intera comunità.

La Giunta sottolinea come l’Italia sia il Paese chiamato a esprimere la propria città candidata per il 2033 e come il percorso di selezione, coordinato dal Ministero della Cultura e da una giuria europea indipendente, richieda una preparazione ampia e anticipata. Le esperienze di successo dimostrano infatti che il lavoro più efficace prende forma ben prima dell’uscita del bando ufficiale, attraverso un percorso di ascolto, confronto e coinvolgimento diffuso del territorio.

Per questo motivo il Comune intende avviare fin dall’inizio del 2026 un cammino strutturato di analisi, partecipazione e costruzione condivisa, che accompagni la città verso la definizione del concept culturale e del dossier di candidatura. Un percorso che si inserisce in una visione più ampia di sviluppo, coerente anche con il lavoro in corso sul piano di marketing territoriale.

Nel quadro delineato, viene individuata in Rete Cultura Piacenza il naturale Comitato promotore della candidatura. Una scelta che valorizza una rete istituzionale già consolidata e attiva, capace di mettere in relazione enti pubblici, soggetti privati e realtà del terzo settore, e che negli anni ha maturato competenze significative nella progettazione e gestione di iniziative culturali complesse. In questo contesto, il successo del Festival del Pensare Contemporaneo viene indicato come esempio emblematico della capacità di Piacenza di interrogare il presente e guardare al futuro attraverso la cultura.

Il Comitato promotore avrà il compito di coordinare e promuovere il percorso di partecipazione, coinvolgimento e costruzione della candidatura, accompagnando la città nelle diverse fasi che porteranno alla presentazione del dossier.

L’atto precisa infine che, trattandosi di un indirizzo politico, non comporta in questa fase oneri economici per il Comune. Spetterà alla sindaca avviare formalmente il percorso, concordando con i soggetti coinvolti un primo apporto di risorse umane e strumentali. La deliberazione è dichiarata immediatamente eseguibile, per consentire l’avvio tempestivo del lavoro partecipato verso la candidatura di Piacenza a Capitale Europea della Cultura 2033.

 

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