MARTINA: “QUI A LONDRA NESSUNO HA CAPITO LA GRAVITA’ DELLA SITUAZIONE”

Martina ha 22 anni, piacentina doc, vive a Londra da quando ha 18 anni, dopo il diploma preso nella sua città. Studia alla London College of Fashion per lavorare nel mondo della moda. È perfettamente al passo con gli esami e sta frequentando il master che terminerà il prossimo anno.

Lo tsunami che porta il nome di Covid 19 è arrivato anche a Londra, forte e potente, nonostante la grave sottovalutazione iniziale del premier Boris Johnson. Il coronavirus non fa distinzioni, si sta insinuando velocemente in tutta Europa. Martina è costantemente aggiornata dalla sua famiglia che, da Piacenza, sta vivendo, in prima linea la battaglia contro il coronavirus. “Ma qui Londra in pochi si rendono conto della gravità della situazione”. Intanto nei supermercati i generi di prima necessità scarseggiano.

IL GIORNO PIU’ NERO PER PIACENZA: 33 DECESSI. NUOVI CONTAGI IN CALO

E’ i giorno più nero per Piacenza dall’inizio dell’epidemia: 33 decessi in una sola giornata. Il numero dei contagi invece è in calo, i nuovi positivi sono 72, che portano il totale a 1765.

7.555 sono i casi positivi in Emilia-Romagna,850 in più rispetto a ieri. I casi lievi in isolamento a domicilio sono 3.226. Il commissario Venturi: “Con gli ulteriori positivi, abbiamo ‘consumato’ solo 4 posti letto in terapia intensiva in più: significa che i casi sono meno gravi. Per i prossimi giorni ci aspettiamo dati più positivi”. Complessivamente, sono 3.226 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (363 in più rispetto a ieri); quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 269, 4 in più rispetto a ieri.

349 le guarigioni (+20), i pazienti in terapia intensiva sono 269, quattro in più di ieri. Aumentano purtroppo i decessi, che arrivano a 816: 101 in più.

“Anche oggi, purtroppo- ha aggiunto Venturi – c’è l’immenso dolore per i decessi: i numeri rispecchiano l’evoluzione della malattia, fotografano la situazione passata e non il presente, esattamente come i tamponi”.

Perché così tanti decessi a Piacenza? I numeri che ogni giorno arrivano dalla regione pesano come pietre sulla nostra comunità che ogni giorni perde amici, parenti, conoscenti. Il direttore Baldino cerca di dare una risposta “il virus è nuovo, ha colto impreparati anche i sanitari, l’unico modo per fermare i decessi è bloccare il contagio e azzerare il contatto sociale”

 

 

 

BALDINO: “A PIACENZA RIUSCIAMO A PROCESSARE 200 TAMPONI AL GIORNO. INUTILE RACCOGLIERNE DI PIU'”

Il direttore generale Luca Baldino risponde alla domande che i cittadini rivolgono all’azienda: di cosa ha maggiormente bisogno l’Asl? “Di dispositivi di protezione individuale per i sanitari, di operatori sanitari e che ogni cittadino faccia il proprio di dovere di stare a casa e limitare il più possibile il contatto con le persone.

Gli operatori stanno facendo il massimo, anzi di più, per non vanificare il loro sforzo occorre limitare al minimo le relazioni sociali, perché il virus cammina sulle gambe degli uomini.

Questione tamponi: perché non è possibile sottoporvi tutti i cittadini, anche gli asintomatici? E’ questione del tempo con cui vengono processati. In Emilia Romagna ad oggi e vengono eseguiti 2800, tra pochi giorni arriveranno a 4800. Piacenza si è resa autonoma e con il suo laboratorio è in grado di processare 200 tamponi al giorno. “E’ inutile quindi – spiega Baldino – raccoglierne migliaia se la nostra capacità di processare non va oltre un certo limite”.

Ogni giorno tanti di voi ci fanno domande, nei commenti ma soprattutto nella chat.Abbiamo chiesto al direttore generale Luca Baldino di rispondere ad alcune di queste.In due video, ci parla di alcuni degli argomenti di maggior interesse di questi giorni.Nel primo si parla di tamponi (Perché non lo fate a tutti?) e di cosa serve alla Ausl per affrontare l’emergenza.Infine, anche la risposta a una domanda che assilla molti: la situazione a Piacenza è sotto controllo?

Publiée par Azienda Usl di Piacenza sur Dimanche 22 mars 2020

 

 

PAGANI, OMCEO: “IL SISTEMA SANITARIO E’ AL LIMITE. RACCONTIAMO AI CITTADINI COME STANNO LE COSE”

E’ d’accordo con le nuove misure del Governo sulla decisione di chiudere le fabbriche ritenute non strategiche per le prossime due settimane, anzi “forse potevano arrivare prima, ma tutti abbiamo fatto degli errori”. Lo afferma Augusto Pagani, presidente dell’Ordine dei Medici di Piacenza: “la situazione sanitaria di Piacenza è al limite, ho fiducia che ne usciremo ma ognuno faccia la propria parte. E’ nostro dovere raccontare ai cittadini come stanno le cose”.

BARBIERI: “HO CHIESTO A CONTE GLI STESSI PROVVEDIMENTI DELLA LOMBARDIA”

“Ho chiesto al presidente Conte gli stessi provvedimenti che saranno adottati in Lombardia” così il sindaco Barbieri apre il suo consueto post serale sulla pagina Facebook. Insieme ai sindaci di Brescia, Bergamo e Cremona ha chiesto ulteriori misure di, più restrittive, per fermare il virus e “che i provvedimenti non fossero presi “a macchia di leopardo”, ma in modo omogeneo. Anche il dialogo con il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, è stato costante anche con riferimento alle decisioni assunte nel riminese. Mi aspetto – scrive Barbieri –  che nell’immediato venga definito con chiarezza a livello nazionale quali tipologie di aziende debbano restare aperte per garantire servizi essenziali o per cause di necessità, e quali possano essere chiuse. Vi prego di ascoltarmi bene. Nessuna decisione è facile in queste ore. Stiamo fronteggiando in tutto il Paese un’emergenza sanitaria e stiamo combattendo un virus nuovo, mutevole, che sembra comportarsi in modo diverso nelle diverse regioni del mondo. Non stupitevi se certe decisioni vengono prese dal Governo e dalle Regioni giorno per giorno, perché lo scenario cambia continuamente. Noi Sindaci della Provincia di Piacenza stiamo lavorando senza sosta per indirizzare queste decisioni o per offrire il nostro contributo”

PIACENZA PIANGE I SUOI MORTI: 24 IN PIU’. NON CE L’HA FATTA IL SINDACO DI FERRIERE MALCHIODI

Ventitquattro morti: il bollettino drammatico non si ferma neppure oggi per Piacenza, tra questi anche il sindaco di Ferriere Giovanni Malchiodi. Era ricoverato all’ospedale da qualche giorno dopo aver contratto il coronavirus. Aveva 62 anni, le sue condizioni si sono aggravate fino al decesso. La sua scomparsa ha suscitato vasto cordoglio in tutta la provincia dove era molto stimato e apprezzato per la laboriosità.

In Emilia Romagna i decessi sono passati da 640 a 715: 75, quindi, quelli nuovi, di cui 19 donne e 56 uomini.

A Piacenza i contagi salgono a 1693, 118 casi in più rispetto a ieri, con un incremento del 7%, in calo rispetto ai giorno scorsi.

Nel pomeriggio il presidente Stefano Bonaccini si è recato nell’ospedale da campo allestito viale Malta, operativo da domani, con 40 posti letto disponibili.

In Emilia-Romagna sono complessivamente 6.705 i casi di positività al Coronavirus, 737 in più rispetto all’aggiornamento di ieri. Sono 24.620 i campioni refertati, 3.867 test in più effettuati rispetto a ieri, un forte aumento dovuto al fatto che sono aumentati i laboratori che autonomamente fanno fronte al rilevamento dei tamponi.

Complessivamente, sono 2.863 le persone in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi (372 in più rispetto a ieri); quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 265, 2 in meno rispetto a ieri.

E salgono a 329 (90 in più rispetto alle 239) le guarigioni, 305 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite” e 24 dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

3.305 posti letto aggiuntivi già allestiti, 181 in più di ieri: 2.871 ordinari e 434 di terapia intensiva.

ANGOSCIATI IN ATTESA DI UN NUOVO RISVEGLIO

Un mese. Trenta giorni fa è cominciato un incubo, il peggiore per noi, almeno per i tanti che non hanno vissuto la guerra. Perché è così che sta accandendo, stiamo combattendo contro un nemico non composto da carri armati o bombe ma piccolissimo, invisibile e letale. Un virus che si attacca, fatica a morire e fa morti. Tanti, troppi, soprattutto nella nostra regione che con la lombardia è tra le più falcidiate d’italia. 24,27, 29 morti in un giorno solo a Piacenza. Roba da brividi. Da non capacitarsi, che se ci si pensa sembra impossibile.

Ma la testa ci sbatte contro questa realtà, e viene da piangere a pensare a chi non c’è più, a chi ha combattuto e non ce l’ha fatta, soprattutto gli anziani, padri e madri di figli ormai grandi, ma mai abbastanza per non avere più bisogno di loro.

Questo è il risvolto più straziante: sapere di avere un parente in ospedale e non poterci parlare, vederlo, toccarlo, amarlo, stargli vicino come richiede una malattia. Neppure quando gli occhi ormai sono chiusi e non possono più vedere. Nessun funerale, solo la sepoltura al cimitero “in ottemperanza alle normative vigenti”.

Ci cambierà, eccome se ci cambierà, tutto questo, c’è da giurarlo. Quando finirà e non tra breve. Questa è un’altra delle cose che più angoscia:il non sapere la fine, ci si sente soffocare, oppressi, schiacciati. E allora si guarda il cielo, azzurro, terso in questi giorni cristallini, limpidi. La natura si risveglia, le temperature si scaldano. L’unica a non accorgersi della guerra intorno è proprio lei, la natura, il paesaggio va avanti e rinasce in una nuova primavera, come ci ricorda il calendario. Perché il tempo passa, in questo periodo lento, diluito, trasformato.

L’unica speranza è che ci sia, anche per noi, un nuovo risveglio.

 

PIACENZA E LA DIOCESI IN LUTTO: È MORTO DON PAOLO CAMMINATI

Il Coronavirus si è portato via anche Don Paolo Camminati, sacerdote piacentino molto conosciuto e amato tra i giovani della Diocesi. Don Paolo è morto all’ospedale di Piacenza dove era ricoverato da giorni. 53 anni compiuti da poco più di un mese, don Paolo era stato ordinato prete dal 1996: è stato collaboratore parrocchiale della parrocchia di San Giuseppe Operaio, responsabile della pastorale giovanile diocesana, coordinatore della pastorale regionale, parroco di Villo’ e segretario del Consiglio presbiteriale diocesano.
Dal 2003 ricopriva l’incarico di assistente diocesano all’Azione Cattolica, insieme a quello del ramo adulti.
Dal 2013 era parroco della parrocchia di Nostra Signora di Lourdes.
Mons. Vescovo e tutta la comunità diocesana, costernati per questa scomparsa, esprimono il proprio cordoglio alla famiglia.

La sepoltura avverrà in forma privata in osservanza alle normative sanitarie vigenti.

UN’ALTRA GIORNATA DRAMMATICA PER PIACENZA CON 27 DECESSI. VENTURI “DIMINUISCONO I RICOVERI ALLE TERAPIE INTENSIVE”

Un’altra giornata drammatica per Piacenza che segna ancora 27 decessi nelle ultime 24 ore. I nuovi contagi arrivano a 1575, 147 in più rispetto a ieri. A livello regionale le morti passano da 531 a 640: 109, quindi, quelli nuovi, di cui 36 donne e 73 uomini.

I casi di positività sono in Emilia Romagna sono in tutto 5968, 754 in più rispetto a ieri.

I campioni refertati passano da 18.344 a 20.753 i campioni, 2.409 test in più effettuati rispetto a ieri.
Complessivamente, sono 2.491 le persone in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 267 (7 in più rispetto a ieri). “I casi gravi sono minori rispetto ai giorni scorsi – ha commentato Venturi – lo di vedere dai dati degli accessi alle terapie intensive. Speriamo che la tendenza venga confermata”.

E salgono a 239 (62 in più rispetto alle 177 di ieri) le guarigioni, 219 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite” e 20 dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

3.124 sono i posti letto aggiuntivi già allestiti, 101 in più di ieri: 2.707 ordinari e 417 di terapia intensiva.

“Tra la fine della settimana e l’inizio della prossima capiremo se stiamo raggiungendo il picco, con il massimo sforzo da parte dei sanitari e la nostra collaborazione ad evitare ogni contatto sociale”.