FONDAZIONE TEATRI: PRONTA PER LA RIPARTENZA?

Teatri chiusi senza sosta da ottobre 2020, a parte una breve e fugace riapertura nel giugno scorso. Come si va avanti?
E la Fondazione Teatri di Piacenza che ruolo gioca in questa ripartenza? Se lo è chiesto Filippo Arcelloni del Teatro Trieste 34 in due lettere indirizzate alla presidente della Fondazione a cui non ha ancora ricevuto risposta.

SONO 49MILA I PIACENTINI VACCINATI. “ANCORA TIMORE SUL VACCINO ASTRAZENECA”

Sono 49 mila i piacentini che hanno ricevuto il vaccino sul totale dei 286 mila residenti sul territorio; nel dettaglio, 27484 hanno ricevuto la prima dose, 21919 anche la seconda. Percentualmente parlando il 17.2% dei piacentini è stato vaccinato. La campagna vaccinale locale insomma prosegue nonostante gli approvvigionamenti non sempre costanti e la reticenza verso il vaccino AstraZeneca. I centri vaccinali di Piacenza e della provincia eseguono in tutto, ad oggi,  1600 vaccinazioni al giorno; domani verranno testati a 2500 vaccini, al momento la capacità massima. Il 12 aprile entrerà in funzione anche l’hub di Piacenza Expo che incrementerà la capacità di circa 1400 vaccini al giorno. Per quanto riguarda gli approvvigionamenti, dopo il 20 aprile, è prevista la consegna anche a Piacenza del vaccino johnson & johnson in numero poco significativo (per ora), mentre ha incrementato le dosi Pfizer del 20%, AstraZenenca invece ha ridotto le consegne. Proprio rispetto al vaccino anglo svedese si registrano le maggiori titubanze e le rinunce, “non in modo elevato – ha specificato il direttore sanitario Guido Pedrazzini – ma non tutti i posti disponibili sono stati sfruttati”.

La prima fase delle vaccinazioni è praticamente completata: tra gli over 80 sono stati vaccinati 18602 persone, già prenotati 3440, ancora da prenotare 4829. Non così bene invece la categoria 75-79: vaccinati 6142, già prenotati 2360, non vaccinati 5455, il 39%.

Per quanto riguarda la situazione epidemiologica i dati mostrano come il contagio stia progressivamente rallentando: sono 290 i nuovi positivi, in calo del 25.8%. Piacenza conta 101 postivi ogni 100 mila abitanti, ponendosi nel gradino più basso dei contagi a livello regionale.

I tamponi eseguiti sono stati 9678 di cui il 3% è risultato positivo; il 67% dei positivi è sintomatico, il 33% senza sintomi. Nelle Cra non è stato registrato alcun ospite positivo, solo un operatore.

Tra le fasce d’età più colpite dal virus, se si mettono a confronto e dati attuali con quelli di un mese fa, emerge che solo tra i 18-64 anni i contagi sono aumentati, perché rappresenta quella fascia d’età in mobilità che ha continuato a lavorare anche nel lock down. Nelle altre fasce d’età il numero dei positivi è calato drasticamente.

Al pronto soccorso l’accesso medio giornaliero di casi Covid è 7, i ricoveri sono 82, i pazienti in terapia intensiva 9, i decessi 5. Oggi si registra il decesso di un 35enne già affetto da una grave patologia.

 

FEDERCONSUMATORI INSIEME AGLI EDUCATORI DI STRADA “DALLA PARTE DELLA VITA”

Federconsumatori, insieme al team degli Educatori di Strada e ad alcune parrocchie cittadine, scende in campo per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid 19. Come? Mettendo in campo competenza e professionalità intrecciate all’esperienza che in questi anni si sono fatti gli Educatori di Strada. Il progetto è promosso dalla regione Emilia Romagna per contribuire a fronteggiare l’emergenza sanitaria nell’ambito dell’ “assistenza socio-sanitaria, compreso il sostegno psicologico alla popolazione soprattutto adulta e ai minori”.

I destinatati del progetto sono molteplici: da un lato i minori, le famiglie ma anche altri gruppi di adulti che nel contesto emergenziale esprimono bisogni e fragilità a cui si rivolgerà il team degli Educatori di Strada, e dall’altro i consumatori/utenti veri e propri a cui Federconsumatori offrirà il proprio sostegno con formazione, informazione, codice del consumo, e- commerce, fake news, comportamenti per evitare truffe e raggiri, possibilità di risolvere le controversie con gli strumenti di conciliazione. “Ai più giovani forniremo informazioni per non incappare nei pericoli della rete” ha detto la presidente di Federconsumatori Angela Cordani. “In questo periodo di distanziamento, questa iniziativa di solidarietà è molto importante – ha detto il legale di Federconsumatori Giulio Ricciardi – il senso di solitudine porta ad accettare, talvolta, alcune proposte contrattuali non sempre lecite. Metteremo a disposizione sportelli di ascolto e le nostre sedi per accogliere tutte le esigenze”.

Gli Educatori di Strada si inseriranno nel progetto curando l’aspetto più sociale: “siamo sul territorio dal 2012 – ha detto Mattia Dall’Asta – e lavoriamo con adulti, bambini e adolescenti. Per questo progetto abbiamo organizzato webinar per adulti, attività di sostegno in presenza e con work shop dedicati ai più piccoli in base alle varie disposizioni che la pandemia imporrà. Il primo appuntamento fissato è un webinar il 27 aprile. Il calendario proseguirà fino ad ottobre”.

In tutto questo anche le parrocchie di San Lazzaro di Don Silvio Pasquali e le tre del centro storico di Don Ezio Molinari svolgono un ruolo importante, mettendo a disposizione spazi, ambienti e risorse. “Si tratta di un aiuto alle persone – ha detto Don Silvio – è doveroso per una parrocchia stare dalla parte della vita e noi ci siamo, al di là della semplice dimensione parrocchiale”.

“Le parrocchie del centro storico – ha detto Don Ezio – hanno perso la dimensione sociale e relazionale, iniziative come queste servono a ricreare quel tessuto sociale nei quartieri, una dimensione che non è necessariamente religiosa”.

COVID: 126 DIPENDENTI AUSL HANNO RIFIUTATO IL VACCINO

Sono 126 gli operatori sanitari sanitari piacentini che non si sono ancora vaccinati. In tutto il personale dipendente Asl è di 3900 persone, età media di 47 anni per lo più impegnati in comparto, suddivisi in medici, dirigenti, oss, infermieri, tecnici sanitario e amministrativo. I dati sono stati recentemente presentati nel corso dl webinar nazionale promosso da FIASO come “caso studio”.

Dati che oggi hanno un significato ancora più importante a seguito del decreto, varato pochi giorni fa dl Governo, che obbliga il personale sanitario alla vaccinazione contro il Covid. “Prima di arrivare alla coercizione – ha detto il direttore sanitario Guido Pedrazzini – vogliamo convincere e cercare di capire cosa blocca queste persone, coinvolgendole in modo proattivo”.

Dopo varie scremature (dovute alla assenze per malattia, alla legge 104, alle maternità) si è arrivati dunque a 126 persone che, senza motivazione, hanno deciso di non vaccinarsi. Chi sono? Per lo più infermieri 48%, professioni sanitarie 23%, Oss, Ota, autisti, assistenti sociali 22%, dirigenti medici 7%. La loro provenienza è per la maggior parte dal dipartimento delle medicine, ma coinvolgono tutti i dipartimenti dell’azienda.

“Per il 33% dei non vaccinati – ha spiegato il dott. Franco Pugliese direttore del Dipartimento Prevenzione e Protezione – non è stato possibile ricondurre la mancata vaccinazione a una delle ipotesi come maternità, aspettativa, legge 104, malattia generica, grave patologia, Covid già passato con anticorpi, quindi si è proceduto ad una indagine telefonica per condotta da personale sanitario -incaricato dal Medico Competente -sulle motivazioni della mancata adesione alla vaccinazione. Hanno risposto 85 lavoratori così suddivisi: 7 hanno accettato di prenotarsi, 7 hanno rifiutato l’intervista e 71 non sono attualmente disponibili alla vaccinazione”. Per quali motivi non sono disponibili? 27 hanno timore di un evento avverso, 18 si sono detti contrari al vaccino, 10 indecisi, 6 stanno ricercando una gravidanza o sono in allattamento, 6 si ritengono immuni per pregressa malattia, 4 non hanno fornito spiegazioni.

“Il primo obiettivo – ha concluso Pugliese – è vaccinare i non vaccinati, il secondo vaccinare con almeno una dose chi ha già contratto il Covid, il terzo vaccinare i neo assunti”.

E se i cosiddetti “irriducibili” persisteranno nella resistenza al vaccino? “Cercheremo di evitare la coercizione anche se, con il decreto, abbiamo la possibilità di farlo – ha detto il direttore sanitario Pedrazzini – ci sarà anche la mediazione degli Ordini professionali. Tuttavia l’impatto del decreto prevede l’obbligo di provvedimenti conseguenti alla scelta di non fare la vaccinazione: demansionamento, cambio mansione con modifica salariale, fino alla sospensione del professionista e dello stipendio. Il nostro primo approccio sarà l’obbligo morale alla campagna vaccinale in ospedale così come nelle Cra per non mettere a rischio le strutture. Tuttavia crediamo che non ci saranno servizi che entreranno in cri a causa della mancata vaccinazione degli operatori”.

SINDACI PIACENTINI “DELUSI DALLE MISURE DEL GOVERNO. CHIEDIAMO RISTORI PRONTI ED EFFICACI”

Delusione e tristezza per le ultime misure varate dal Governo. I sindaci della provincia di Piacenza hanno firmato una nota congiunta in cui esprimo la contrarietà per essere stati “ancora una volta bypassati”. Nella lettera si fa riferimento soprattutto al malessere che stanno vivendo alcune categorie di lavoratori che vedono nelle amministrazioni locali il proprio interlocutore e a cui rivolgono tutta la loro sofferenza.

Una volta ancora ci troviamo a dover manifestare profonda delusione, e tristezza, per le misure del Governo. Una volta ancora, infatti, vediamo forti limitazioni nei confronti di categorie stremate. Una volta ancora, inoltre, apprendiamo di queste misure già confezionate, senza che noi, o i nostri rappresentanti siano stati interpellati e coinvolti. E questo è molto grave: i sindaci, gli enti locali, sono naturalmente il primo livello di contatto tra la società e l’istituzione. I commercianti, i lavoratori, le famiglie, vedono – giustamente – nel Comune il proprio primo interlocutore, il proprio primo destinatario di insofferenza. E il Comune è stato bypassato, una volta ancora.

A noi i cittadini sollevano dubbi, rimostranze, spesso critiche. A noi i cittadini chiedono risposte. A noi chiedono “Perché?” dopo un anno e oltre di emergenza siamo costretti a subire le stesse cose del primo momento. Noi, in questo momento, non abbiamo risposte. Non ci sono state date. Forse perché troppo difficili da ammettere. È troppo difficile oggi ammettere di aver creato problemi drammatici con il piano vaccinale nazionale. È avvilente vedere Paesi – vicini e lontani – procedere a spron battuto con la somministrazione, e paragonarli al nostro Sistema Sanitario Nazionale (per fare un esempio, nello Stato di New York, per lungo tempo preso a modello negativo di gestione della pandemia, si è già arrivati ora a vaccinare i trentenni), che arranca, e costringe a stringere la cinghia, ancora.

Si tratta di una battaglia che tutti combattiamo, ma le armi ora sono nettamente impari. Chi chiude ha perso la forza – la voglia? – per continuare a lottare con gli altri. E noi, sinceramente, non possiamo biasimarlo. Non ci sentiamo di colpevolizzare chi, come in questi giorni, manifesta il proprio malessere e la propria difficoltà. Anzi, ha il nostro sostegno. Ha il nostro sostegno perché la sofferenza dei cittadini non può che essere la nostra.
In questi mesi noi abbiamo cercato di fare la nostra parte, approntando piani di sostegno alle famiglie e alle attività, ripartendo i fondi statali, accompagnandoli con fondi comunali, per tamponare il primo momento di crisi. Ora lanciamo un appello, al governo e alla regione, affinché le nuove misure vengano accompagnate da ristori pronti ed efficaci. Allo stesso tempo, chiediamo che il nuovo governo si faccia carico di implementare a dovere il piano vaccinale.

L’importanza di questa posizione unitaria è notevole: è la voce di quasi trecentomila persone che lo chiede.

“CONOSCETECI E ANDRETE OLTRE I PREGIUDIZI”

Sul cambio di destinazione dell’immobile di strada Caorsana, da centro culturale a moschea, è montato un vero e proprio caso, forse più politico che altro. Lejla Bosnjakovic, direttrice della Comunità Islamica di Piacenza, lancia un appello “venite a conoscerci, le nostre porte sono sempre aperte, solo così si andrà oltre i pregiudizi”.

 

CATEGORIA 75-79 ANNI: ANCORA DA PRENOTARE IL 45%. BALDINO “VENITE A VACCINARVI”

E’ accorato l’appello del direttore generale dell’Asl Luca Baldino agli under 80 “venite a vaccinarvi”. Già, perché il dato della vaccinazioni che riguarda la categoria 75-79 anni non è confortante: solo il 29%, pari a 3991 persone, si è vaccinato, nonostante siano già da due settimane aperte le vaccinazione per questa fascia d’età. Il 45% del totale si deve ancora prenotare (6313 persone), il 26% si è prenotato (3657 persone). Una ragione si annida certamente nello strascico del caso AstraZeneca che ha, in parte, scalfito la fiducia nei vaccini in questa categoria. Ma anche il fisiologico dato che riguarda Piacenza, che si trova leggermente al di sotto della media regionale per quanto riguarda l’adesione alla campagna vaccinale.

Molto meglio invece i dati che riguardano gli over 80 che si sono vaccinati già la 60%, il 22% sono già prenotati e il 18% non sono ancora vaccinati. Molto positiva anche la percentuale che riguarda l’adesione degli “estremamente vulnerabili”: su 16 mila soggetti, 10211 hanno già prenotato la vaccinazione.

Una novità riguarda i conviventi degli under 16 “estremamente vulnerabili” i quali non possono vaccinarsi. Sono circa 900 nuclei familiari a cui l’Asl ha inviato la lettera per prenotare il vaccino, in moda da creare uno scudo di persone vaccinate intorno a coloro che non si possono sottoporre al vaccino.

Sono già 934 le prenotazioni di conviventi o caregiver di disabili gravi o estremamente vulnerabili maggiori di 16 anni.

Ad oggi, a Piacenza il 14.1% della popolazione ha ricevuto la prima dose di vaccino. “Entro la metà di aprile saremo in grado di vaccinare tutti gli over 80 prenotati ed entro la fine del mese di aprile anche nella categoria degli estremamente vulnerabili” ha detto Baldino.

Il 12 aprile è confermata l’apertura del nuovo centro vaccinale di Piacenza Expo per arrivare così ad eseguire sempre più vaccinazioni, dosi permettendo.

La situazione epidemiologica vede una stabilità rispetto alla scorsa settimana: 391 positivi con un lieve incremento del +0.8%. Piacenza conta 137 positivi ogni 100 mila abitanti, ben al di sotto della media nazionale. La percentuale dei tamponi positivi sul totale degli eseguiti è 3.7%, il 65% dei positivi è sintomatico, il 35% asintomatico. Nelle CRA non si registrano positivi né tra gli ospiti né tra gli operatori.

Al pronto soccorso la media giornaliera degli accessi è 10 pazienti, i ricoveri Covid sono scesi a 95, i pazienti in terapia intensiva sonio 8 e i decessi 5.

Un dato positivo è il numero di sanitari vaccinati: su 3900 dipendenti i non vaccinati sono 376. Di questi il 59% non è vaccinabile o perché in maternità o perché non è fisicamente presente in azienda.

IL VESCOVO INCONTRA LA COMUNITA’ ISLAMICA. “SODDISFATTO PER IL RICONOSCIMENTO DEL CENTRO COME MOSCHEA”

Seduti intorno allo stesso tavolo il vescovo Cevolotto e i rappresentati della comunità islamica di strada Carosana. L’incontro è avvenuto al Palazzo vescovile della Curia e rientra all’interno di una rete di relazione avviata tra la Chiesa piacentina e la comunità islamica, di cui una rappresentanza è intervenuta in occasione dell’ingresso in diocesi di mons. Cevolotto. Era poi seguita una prima visita del vescovo al centro islamico della Caorsana.

Un incontro che oggi fa più che mai notizia proprio in ragione del caso che si è creato intorno al cambio di destinazione d’uso della struttura, rafforzato dalle parole del Presule ” Ho accolto con soddisfazione la notizia della conclusione dell’iter per il riconoscimento del Centro islamico come moschea. È importante che chi giunge in Italia e appartiene ad altre religioni, sia accolto nella sua integrità, non solo come forza lavoro, ma anche in virtù della propria identità religiosa. È solo così che è possibile sentirsi davvero a casa. La dimensione religiosa è, infatti, costitutiva dell’essere umano”.

Questa nostra società – ha detto a sua volta il presidente della comunità islamica Baradai – vive in una situazione di profonda incertezza per il futuro in cui si avverte per tanti il rischio di cadere nella disperazione. C’è davvero un grande bisogno di punti di riferimento per la vita delle persone. Se c’è il vuoto di fede, di ogni fede, quel vuoto viene colmato con il materialismo, l’egoismo e tanti non valori. Nel cammino che stiamo percorrendo insieme occorrerà tempo per conoscersi tra esperienze e tradizioni diverse e costruire un futuro di speranza. Ciò che ci unisce è più di ciò che ci divide”.

VACCINI ANTI COVID: AUMEMTANO DI 5 VOLTE GLI ITALIANI CHE HANNO PAURA. L’INDAGINE DELL’UNIVERSITA’ CATTOLICA

Sono aumentati di 5 volte gli italiani che temono effetti avversi del vaccino anti Covid, più di una persona su tre è impaurita. Non è per nulla confortante il risultato dell’indagine condotta EngageMinds HUB, Centro di ricerca dell’università Cattolica, campus di Cremona: il 37% degli italiani teme un effetto negativo del vaccino, mentre lo scorso maggio erano il 7%. Negli
ultimi mesi è diminuita la percentuale degli italiani fiduciosi nella capacità del vaccino anti- Covid-19 di risolvere la situazione di emergenza (diminuita dal 64% di maggio al 59% di oggi). Solo 4 italiani su 10 oggi dichiarano di sentirsi più ottimisti e più sicuri grazie alla campagna vaccinale in corso. Molti, infatti, sono ancora le persone che si dichiarano spaventate e fataliste per la pandemia ed esprimono scetticismo per i continui rallentamenti e ostacoli nel percorso vaccinale, tanto che il 46% degli italiani pensa di rimandare l’adesione al vaccino, fino a quando non sarà disponibile un vaccino
ritenuto “migliore”.

L’indagine è parte di un Monitor continuativo sui consumi alimentari e sull’engagement nella salute che rientra nelle attività del progetto CRAFT (CRemona Agri-Food Technologies) e di IRCAF (Centro di riferimento Agro-Alimentare Romeo ed Enrica Invernizzi). È stata condotta su un campione di oltre 5000 italiani, rappresentativo della popolazione per sesso, età, appartenenza geografica e occupazione.

A condizionare fortemente la preoccupazione è stata la recente vicenda AstraZeneca, conferma la professoressa Guendalina Graffigna, Ordinario di Psicologia dei consumi e della salute all’Università Cattolica e direttrice dell’EngageMinds Hub: “«Se in termini generali gli Italiani mostrano una buona attitudine verso la proposta vaccinale,  sul piano comportamentale l’evento legato al vaccino AstraZeneca sembra aver complicato il processo decisionale degli Italiani: a farsi strada in ben il 46% del campione (e la percentuale
rimane costante anche tra i “pro vax”) è l’idea di procrastinare l’adesione alla campagna vaccinale sino a quando non sarà disponibile un vaccino ritenuto “migliore”. Inoltre, il 30% ritiene che ci siano vaccini di “serie A” e vaccini di “serie B”, e mostra perplessità sul piano vaccinale basato su AstraZeneca”.

“Oggi più che mai – prosegue la professoressa –  vediamo gli effetti e i sintomi non tanto delle reazioni di allarme dovute alle notizie degli eventi avversi presunti del vaccino AstraZeneca, bensì di una progressiva lacerazione della relazione di fiducia tra cittadini, scienza e istituzioni sanitarie».

NASCE IL COMITATO “NUOVO PONTE LENZINO”. L’APPELLO DEL SINDACO CASTELLI “DATECI UNA MANO”

Sono esasperati e anche parecchio arrabbiati gli abitanti dell’alta Val Trebbia per tutto ciò che sta, o forse, non sta accadendo, su ponte Lenzino crollato ormai cinque mesi fa. E così nasce il comitato Nuovo Ponte Lenzino, a fondarlo i sindaci Castelli e Guarnieri.

Proprio il sindaco di Cerignale Castelli, che oggi compie 59 anni, affida ad un post su Facebook il suo commento e l’invito a compilare il modulo per aderire al comitato.

“Per il mio compleanno (oggi) Vi chiedo un super regalo per la Val Trebbia , per la Montagna, per il Piacentino, ma soprattutto per arginare le follie di ANAS e della Sovraintendenza.. che vogliono buttare in Trebbia 21.000.000 di euro che servono come il pane per darci un ponte sensato e una SS 45 sicura.. Oggi si è formalmente costituito il Comitato Nuovo Ponte Lenzino.. Vi chiedo di aderire, ma soprattutto di condividere, darci una mano nel far girare il modulo di adesione e se è possibile stamparlo e portarlo nei locali pubblici per far firmare il più possibile.. Siamo a mani nude ma se siamo tanti.. gli facciamo il MAZZO.. Grazie in anticipo”