Anche gli alunni con disabilità che frequentano le scuole paritarie potranno usufruire del servizio di trasporto scolastico messo a disposizione dal Comune di Piacenza. Il nuovo regolamento è stato approvato dal consiglio comunale quasi all’unanimità, con la sola non partecipazione di Alternativa per Piacenza. Un allargamento dei fruitori raggiunto grazie all’emendamento presentato dalla lista civica di centro destra che aveva chiesto che nel testo del regolamento fossero aggiunte anche le scuole paritarie inizialmente escluse.
“Un mancato riferimento non voluto, non intenzionale – ha tenuto a specificare l’assessora al Welfare Nicoletta Corvi riferendosi alla iniziale stesura del regolamento – la sospensiva che abbiamo chiesto ci ha aiutati a capire che, per rendere questo servizio più universalistico, era necessario allargare la platea dei fruitori. A Piacenza, in questo anno scolastico, sono sette gli alunni con disabilità iscritti alle scuole paritarie, di cui 6 potenziali fruitori del servizio che rispetterebbero i requisiti, in quanto certificati con la legge 104, che tuttavia non l’hanno richiesto. Con l’accoglimento dell’emendamento – ha concluso – abbiamo voluto mettere al centro il benessere degli alunni disabili e delle loro famiglie”.
“La politica, in questi anni, è tutto il contrario di tutto -ha detto il consigliere di ApP Luigi Rabuffi – come dimostra il salto mortale dell’assessora che ha cambiato idea da un consiglio all’altro. Ricordo a tutti – ha detto Rabuffi mostrando i verbali della scorsa seduta – che l’assessora non aveva preso in considerazione questo emendamento. L’articolo 33 della Costituzione sancisce che l’attività delle scuole paritarie deve essere svolta senza oneri per lo Stato – ha specificato il consigliere – questa apertura apre un tema molto grande d’ora in poi, chi si iscrive alle scuole private lo fa consapevole che la scelta comporta una spesa maggiore. Ad oggi, la spesa per il trasporto degli alunni con disabilità è di 6mila euro a testa, il costo sarà sicuramente destinato ad aumentare”.
“Il nostro emendamento – ha detto il consigliere Massimo Trespidi – va nella direzione di dare alle famiglie la possibilità di scegliere un servizio importante. Non è una bandierina del centro destra, ma di chi crede nel pluralismo e nella libertà scolastica”. Di “logica universalistica” ha parlato anche il consigliere di Piacenza Oltre Sandro Spezia “l’accoglimento di questo emendamento chiarisce di essere vicini a questa realtà con scelte precise”; “la legge 104 parla molto chiaro – ha detto la consigliera del Pd Tiziana Albasi – diritto all’istruzione per gli alunni con disabilità in ogni ordine e grado. Io ritengo che le risorse non vadano mai sottratte alla scuola, semmai incrementate quando serve, anche nelle scuole paritarie”; per il consigliere Jonathan Papamarenghi “si tratta di un’attenzione e apertura rivolti al buonsenso o una giravolta a fini elettorali guardando al centro?”; “quindici giorni fa non c’era convergenza su questo tema – ha ricordato la capogruppo Patrizia Barbieri – ma noi l’emendamento non lo avremmo ritirato. La paritaria per alcune famiglie è una necessità, non per un discorso di élite”; “sono felice che oggi la maggioranza abbia cambiato idea e abbia alzato la testa dai diktat della giunta” ha detto la consigliera di FdI Sara Soresi; “per me nessun calcolo elettoralistico – ha detto il consigliere Pd Sergio Ferri rispondendo al collega Papamarenghi – siamo stati colti di sorpresa rispetto all’emendamento e ci siamo chiesti come affrontare l’argomento anche rispetto ad altri comuni”; “con questo emendamento mi avete fatto riflettere su qualcosa che non avevo preso in considerazione” ha detto la consigliera di Pc Oltre Caterina Pagani rivolgendosi all’opposizione. “Mi dissocio dal dibattito che, a tratti, è stato vergognoso – ha detto la consigliera Elisabetta Menzani della civica Per Piacenza intervenuta alla fine della discussione generale – solo chi vive la disabilità può capire che non ha valore politico”.
“Tutti abbiamo cercato di spiegare le nostre ragioni – ha detto il consigliere di ApP Stefano Cugini – che non hanno nulla a che vedere con i disabili e con le scelte delle loro famiglie. Faccio notare però che non è vero che senza questo emendamento alcuni soggetti sarebbero stati esclusi, come qualcuno del centro destra ha detto, perché prima passavano per i servizi sociali”.


