Due progetti di accoglienza effettiva e concreta per offrire un sostegno temporaneo alla donne in difficoltà: si chiamano Casa Ida e Il Mandorlo gestiti dalla Diocesi di Piacenza Bobbio.
Casa Ida prende il nome dalla storica volontaria della Caritas Ida Filippi, si trova in via Taverna 43; “è una struttura di co-housing composta da
quattro monolocali e un bilocale – ha spiegato il vescovo Adriano Cevolotto – il progetto è rivolto in particolare a lavoratrici con occupazioni precarie, che necessitano di un periodo di stabilità abitativa per riorganizzare la propria situazione personale e lavorativa. L’accoglienza è temporanea e può avere una durata massima di 18 mesi, periodo durante il quale le ospiti vengono accompagnate in un percorso orientato alla piena autonomia”.
Mari e Alessandra Rapaccioli sono le nipoti di Ida Filippi “una donna battagliera e combattiva per ottenere le cose importanti – raccontano – in particolare nell’aiutare le persone in difficoltà. Anche con piccoli gesti – ricordano le nipoti – aveva sempre in tasca le caramelle che distribuiva a tutti, la chiamavano la zia delle caramelle”.
Il Mandorlo si trova in via Vescovado 9 nei locali prima occupati dalla casa della carità; “è una casa di accoglienza in forma di co-housing destinata a mamme con bambini in situazione di precarietà abitativa – spiega il vescovo – la struttura può ospitare fino a quattro nuclei familiari, per un massimo complessivo di 16 persone. Anche in questo caso si tratta di un’accoglienza temporanea, con una permanenza fino a 18 mesi, finalizzata a sostenere le famiglie in un percorso di stabilizzazione abitativa e sociale”.


