Si arresta nel 2025 il trend espansivo sperimentato nei due anni precedenti dal mercato del lavoro piacentino: a fronte di una stabilizzazione dei livelli occupazionali si è assistito infatti ad un aumento delle persone alla ricerca di un lavoro.
In base alle stime della Rilevazione campionaria sulle forze di lavoro dell’ISTAT, sono circa 134.000 gli occupati residenti in provincia di Piacenza nella media del 2025, lo stesso livello dell’anno precedente; l’occupazione cresce però tra gli uomini di mille unità (da 76 a 77mila) mentre diminuisce di una cifra
analoga tra le donne (da 58 a 57mila). Il tasso di occupazione riferito alla popolazione dai 15 ai 64 anni rimane così sostanzialmente invariato (72,1%, -0,1 p.p.), calando di 0,2 punti percentuali a livello maschile (all’80,0%), e di 0,1 punti a livello femminile (al 63,9%).
Le persone in cerca di occupazione, nella media del 2025, sono invece salite a 8 mila unità (mille in più rispetto a un anno prima), con il tasso di disoccupazione provinciale che aumenta al 5,8% (+0,5 punti
percentuali), arrivando al 5,3% per i maschi e al 6,5% per le femmine.
Le persone attive sul mercato del lavoro, infine, misurate dall’aggregato “forze di lavoro”, sono risultate così circa 143 mila, portando il tasso di attività al 76,7%, 0,5 punti percentuali in più a confronto col 2024.
Si tratta di 2mila unità circa in più per la componente maschile (mille occupati e mille disoccupati) e di mille circa in meno per quella femminile (provenienti però solo dall’occupazione). Tra gli uomini il tasso di attività è
all’84,6%, tra le donne al 68,4% .
Nonostante la stabilità dello stock complessivo, è possibile rilevare andamenti differenti dell’occupazione tra i diversi comparti dell’economia locale. In questa occasione emerge infatti come nel corso del 2025, da una parte, si sia quasi
del tutto esaurita (+0,4 mila unità) la spinta propulsiva sperimentata nel post-covid dal settore degli “altri servizi” (aggregato che comprende trasporti e logistica, servizi alla persona e alle imprese, alberghi e ristorazione), mentre segna finalmente un’inversione di tendenza l’occupazione del commercio (+2,3 mila), dopo un andamento decrescente nei cinque anni precedenti; d’altra parte, si osserva una leggera flessione per gli occupati in agricoltura (-0,9), nell’industria (-0,6) e nelle costruzioni (-0,5).
Se si mette a confronto il dato piacentino con gli altri contesti di riferimento, il tasso di occupazione complessivo colloca adesso Piacenza al 7° posto nella graduatoria delle 107 province e città metropolitane italiane, ancora nella “Top Ten”, ma con una perdita di 2 posizioni rispetto al 2024; è al pari con Parma (che però sale di 5 posizioni), ma dopo Bologna, Bolzano, Firenze, Ferrara, Milano e Cuneo. Con riferimento, infine, al tasso di disoccupazione (5,8%), l’ambito piacentino si colloca nel 2025 al 64° posto tra le province italiane, perdendo 16 posizioni
rispetto a un anno prima. Qui il gap rimane particolarmente evidente nel confronto con Lodi, oltre che con Cremona.
Osservando d’altra parte le differenze tra il mercato del lavoro maschile e il mercato del lavoro femminile, se consideriamo gli uomini, il tasso di occupazione piacentino, pari all’80,0%, è sempre in quarta posizione tra
le province italiane, risultando superiore anche a quello medio emiliano e a quello dell’area metropolitana milanese; il tasso di attività, all’84,6%, si trova in prima posizione nella graduatoria nazionale, mentre il tasso di disoccupazione (5,3%) registra invece il 64° posto (18 in più rispetto al 2024, e l’ultimo posto nel confronto con i territori vicini). Considerando invece le donne, con il tasso di attività (68,5%) Piacenza si colloca al 15°posto, con quello di
occupazione (63,9%) al 21° (perdendo 8 posizioni rispetto all’anno precedente), per scendere invece in 62° posizione con riferimento al tasso di disoccupazione (6,5%).


