E’ nella chiusa la posizione del Partito Democratico di Piacenza sul progetto del Parco Eolico del Crociglia: “difendere Ferriere, il Monte Crociglia e l’Alta Val Nure non significa dire no alla transizione ecologica. Significa dire no a un percorso confuso, deficitario e lacunoso, che scarica sui territori gli errori della mancata pianificazione nazionale.
La Federazione del PD esprime pieno e convinto sostegno alla posizione netta e unanime emersa dalla partecipata assemblea pubblica svoltasi in Alta Val Nure, nel comune di Ferriere, che ha ribadito un chiaro e motivato no all’ipotesi di realizzazione di un impianto eolico nell’area del Monte Crociglia.
La forte partecipazione di cittadini, amministratori locali e rappresentanti del territorio dimostra quanto questa scelta sia condivisa e quanto sia radicata la volontà di tutelare un’area di straordinario valore ambientale, paesaggistico e naturalistico dell’Appennino piacentino.
Alla riunione erano presenti anche esponenti del Governo e della maggioranza parlamentare. Una presenza che, tuttavia, non può tradursi in un sostegno solo formale. La responsabilità politica primaria è del Governo, che non ha definito nei tempi previsti e in modo condiviso con le Regioni le aree idonee e non idonee per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, come stabilito dal quadro normativo nazionale. La Regione Emilia-Romagna, pur avendo avviato il proprio lavoro, è stata costretta a fermarsi in attesa della modifica del Decreto da parte del Governo, intervenuta solo il 21 novembre 2025 e convertita in legge il 15 gennaio 2026.
Il decreto sulle aree idonee è arrivato tardi e lascia ancora ampi margini di incertezza. Un vuoto normativo che oggi scarica le sue conseguenze sui territori più fragili, in particolare sulle aree montane. In assenza di una pianificazione chiara e coerente, continuano a proliferare progetti calati dall’alto, che mettono sotto pressione Comuni e comunità locali e alimentano conflitti che avrebbero potuto essere evitati.
Nel caso del Monte Crociglia, la Regione Emilia-Romagna ha ribadito la volontà di fornire tutto il supporto necessario al territorio. È in corso un’attenta valutazione del progetto da parte delle strutture regionali competenti, chiamate in supporto degli enti locali per verificare, attraverso osservazioni da inviare al Ministero, la reale coerenza con i criteri di sostenibilità, tutela ambientale e uso responsabile del suolo. Un’attenzione indispensabile anche alla luce del pesante impatto che l’intervento comporterebbe, a partire dall’ingente disboscamento previsto, che rischia di compromettere in modo irreversibile un’area montana fragile, già sottoposta a vincoli e bisognosa di protezione, non di nuove pressioni.
Il Partito Democratico sostiene con forza la transizione energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili, ma rifiuta scorciatoie e improvvisazioni. L’energia eolica è una risorsa fondamentale, ma solo se gli impianti sono realmente produttivi, rispettosi dell’ambiente e compatibili con la vita e l’economia delle comunità locali. La sostenibilità non può diventare un pretesto per interventi sbagliati o per la compromissione di territori di pregio.
Per questo la Federazione del Partito Democratico di Piacenza chiede che tutti gli enti locali, insieme a Provincia e Regione, facciano fronte comune per contrastare con determinazione l’ipotesi di eolico in Alta Val Nure e per pretendere dal Governo regole chiare, rispetto delle autonomie locali e una pianificazione finalmente seria e condivisa.
Il Partito Democratico sosterrà concretamente le istituzioni locali — Comune, Provincia e Regione — in ogni sede politica e amministrativa, per impedire la realizzazione di un progetto che non rispetta i criteri di equilibrio ambientale, coerenza tecnica e reale utilità energetica”.


