“Una pagine triste che non cancella la memoria di una lite di rara asprezza costata un sacco di quattrini al Comune, come mai prima era avvenuto”. Così il consigliere di ApP Luigi Rabuffi ha definito la vicenda giudiziaria che, da quasi due anni, vede contrapposti l’ente comunale e l’avvocato Elena Vezzulli; al centro, il ricorso dell’ex dirigente dell’avvocatura a seguito dell’attribuzione dell’incarico al Servizio di Prevenzione a pochi mesi dal pensionamento, dopo la scoperta della falsa fideiussione di piazza Cittadella. Pochi giorni fa il Consiglio di Stato ha dato ragione all’ente definendo “le scelte organizzative pienamente legittime”. Scelte che, ha sottolineato Rabuffi. “sono costate al Comune quasi 200mila euro tra incarichi esterni e consulenze”.
“La sentenza del Consiglio di Stato ci dice che l’ente ha agito correttamente nel pieno rispetto delle regole – ha ribattuto la consigliera di maggioranza Margherita Lecce – ora è tempo di guardare avanti”. Parole che hanno provocato la reazione della consigliera di FdI Sara Soresi: “Dobbiamo applaudirvi perché il Consiglio di Stato vi ha dato ragione? – domanda retoricamente Soresi – sappiamo tutti che Vezzulli è un’ottima professionista e che questa rimozione è avvenuta a 18 mesi dalla pensione. Avete pagato 200 mila euro per questa sostituzione. Ma cosa c’è da festeggiare? Il buon senso vi avrebbe dovuto richiamare a stare zitti, e invece”.


