Al grido “fermiamo la guerra in Ucraina” Piacenza si è mobilitata per la Pace nel corteo che si è snodato dai giardini Margherita fino in piazza Cavalli. Circa 250 le persone che hanno partecipato, tra associazioni, movimenti e sindacati ad un anno esatto dall’invasione russa in Ucraina. In corteo tante fiaccole, bandiere arcobaleno e striscioni inneggianti a fermare la guerra. “La distruzione porta solo distruzione – ha detto Mario Idda, direttore della Caritas – è ora di fermarci e parlare di pace, perché queste atrocità devono finire. Al di là o meno dell’invio di armi, per noi al centro ci sono le persone e, proprio in loro difesa, tutto questo deve finire al più presto. Mai ci saremmo immaginati, dopo un anno esatto, di essere qui”.
INTERVISTE, FOCUS, MAPPATURA DEI LUOGHI: ECCO L’INDAGINE SUI GIOVANI PIACENTINI
Interviste, focus, mappatura dei luoghi e incontri, con l’obiettivo dichiarato di stanare gli invisibili. Sono le basi da cui muove l’indagine conoscitiva sulla condizione giovanile a Piacenza, promossa dall’amministrazione comunale in collaborazione con Ires Emilia Romagna.
Il comune è coinvolto con gli assessorati alla politiche giovanili, welfare, scuola e sport in modo da poter realizzare una fotografia il più possibile aderente alla realtà, perché solo così si intercetteranno i bisogni più autentici.
Il target sono i ragazzi tra 14 e 29 anni, una forbice molto ampia che certamente ha bisogni diversificati. Le interviste e i focus servono proprio a restringere il campo, mettendo da parte etichette e pregiudizi a favore dell’ascolto. Sono coinvolti nell’indagine molti enti del terzio settore che operano da anni sul territorio, tra cui ausl e ufficio scolastico.
IL SOSTEGNO DEL MONDO DELLA SCUOLA ALLA PRESIDE DI FIRENZE CHE CITA GRAMSCI
Di fronte alla generale indifferenza delle istituzione, ha pensato di prendere la parole e di rivolgersi ai suoi studenti. Forse non pensava neppure di sollevare così tante polemiche. Eppure la lettera della professoressa Annalisa Savino, preside del Liceo scientifico Leonardo da Vinci di Firenze, ha fatto scattare il ministro alla Cultura Valditara che l’ha definita “impropria. Perché non compete a una preside lanciare messaggi di questo tipo” e perché in “Italia non c’è alcuna deriva violenta e autoritaria, non c’è alcun pericolo fascista”.
Il fatto al centro del dibattito è stata l’aggressione avvenuta fuori dal Liceo Michelangelo di Firenze, qualche giorno fa, da parte di alcuni membri di Azione studentesca ai danni di alcuni studenti.
Intanto verrebbe da chiedere al Ministro: cosa compete ad una preside? Oltre alle regole e alla condotta necessarie, ci mancherebbe, per dirigere una scuola, non c’è anche quella missione educativa da portare avanti ogni giorno, ancora di più se questa è minacciata dalla violenza? Le aggressioni accadute fuori dalla scuola non saranno forse da derubricarsi in “ragazzate”, ci auguriamo.
Quella lettera è stata scritta perché nessuno prima aveva detto nulla, nessuno aveva condannato il gesto, a partire proprio dalle principali istituzioni. Due le cose che la preside Savino ha voluto ricordare: ll fascismo in Italia non è nato con le grandi adunate da migliaia di persone. È nato ai bordi di un marciapiede qualunque, con la vittima di un pestaggio per motivi politici che è stata lasciata a sé stessa da passanti indifferenti. ‘Odio gli indifferenti’ – diceva un grande italiano, Antonio Gramsci, che i fascisti chiusero in un carcere fino alla morte, impauriti come conigli dalla forza delle sue idee.
Inoltre, siate consapevoli che è in momenti come questi che, nella storia, i totalitarismi hanno preso piede e fondato le loro fortune, rovinando quelle di intere generazioni. Nei periodi di incertezza, di sfiducia collettiva nelle istituzioni, di sguardo ripiegato dentro al proprio recinto, abbiamo tutti bisogno di avere fiducia nel futuro e di aprirci al mondo, condannando sempre la violenza e la prepotenza. Chi decanta il valore delle frontiere, chi onora il sangue degli avi in contrapposizione ai diversi, continuando ad alzare muri, va lasciato solo, chiamato con il suo nome, combattuto con le idee e con la cultura. Senza illudersi che questo disgustoso rigurgito passi da sé. Lo pensavano anche tanti italiani per bene cento anni fa ma non è andata così”.
A sostegno della dirigente si è levata l’associazione nazionale presidi, Priorità alla Scuola ha lanciato una petizione on line di solidarietà con l’obiettivo di arrivare a 100mila firme. FLC CGIL Emilia Romagna ha definito “inaccettabile l’intervento intimidatorio del Ministro Valditara, la FLC CGIL di Piacenza “agli attacchi fascisti si risponde con ogni mezzo democratico”; “il fatto grave è l’aggressione agli studenti, la scuola ha il dovere di contrastare la violenza- ha detto la Cisl Scuola – le affermazioni del ministro, addirittura con ventilati interventi disciplinari, rischiano di avvalorare una lettura dei fatti per cui lo scritto di una preside diventa più grave dei pugni e dei calci inferti ai ragazzi da un gruppo dichiaratamente neofascista”. Su Facebook è intervenuto anche il professor Alberto Gromi, storico preside del Liceo Gioia “Un ministro (in questo caso con la minuscola) della Repubblica che minaccia provvedimenti a una Dirigente Scolastica per aver fatto quello che qualsiasi educatore dovrebbe fare… non lo odio, ma gli farei leggere, leggere e poi ancora leggere e studiare a memoria la Lettera ai Giudici di don Milani. E poi trascriverla cento volte con bella grafia”.

PIACENZA EXPO: SE NE VA FIVI E ARRIVA LA FIERA DEI VINI
Il mercato dei Vignaioli Indipendenti ha lasciato Piacenza per Bologna, ma l’ente fiera piacentino che ha ospitato la manifestazione per undici edizione non sta a guardare con le mani in mano e annuncia la nuova Fiera dei Vini. Ci sono già le date dal 18 al 20 novembre 2023, una mostra-mercato
dedicata ai terroir e alla qualità sostenibile, le preiscrizioni per i produttori saranno attive dal 15 marzo.
A Piacenza, quindi, la storia continua – si legge nella nota di Piacenza Expo -le opportunità di sviluppo generatesi dopo la chiusura della
felice esperienza decennale con i Vignaioli Indipendenti porteranno, nei funzionali padiglioni di Piacenza Expo, un’esposizione organizzata in modo da offrire al visitatore un comodo percorso alla scoperta dell’Italia del vino. Aziende provenienti dalle regioni vitivinicole italiane, molte delle quali del tutto inedite al grande pubblico, animeranno con entusiasmo e qualità la fiera.
“Piacenza Expo, che avrà la regia diretta di questo nuovo evento, è stata tra le prime società fieristiche italiane a sperimentare la formula della mostra-mercato dei vini – dichiara l’Amministratore Unico, Giuseppe Cavalli – con la possibilità per i visitatori di fare acquisti direttamente dai produttori. La nostra struttura vanta un’esperienza organizzativa ultradecennale in questo settore e una posizione logistica strategica, facilmente raggiungibile non solo da Milano, dalla Lombardia e dalle altre regioni confinanti, ma da tutta Italia. Dopo aver
chiuso la felice esperienza con i Vignaioli Indipendenti abbiamo subito iniziato a dialogare con numerosi produttori italiani, raccogliendo sinceri attestati di stima nei confronti di Piacenza Expo e anche tantissimi consensi e pre adesioni per questa nuova fiera che può già potenzialmente contare, quindi, su numeri altamente positivi”.
“Crediamo molto in questo progetto e nell’esperienza che abbiamo acquisito negli anni – prosegue Alessandra Bottani, Responsabile della manifestazione – la comunicazione, da sempre il punto di forza, avrà un respiro più internazionale perché il nostro obiettivo è quello di operare sul
mercato continentale con sempre maggiore efficacia”.
“Piacenza Expo – dichiara il Coordinatore Generale, Sergio Copelli – rilancia la propria storia di centro commerciale naturale per i vini italiani, mantenendo da un lato il collaudato format espositivo valorizzato da una ragionata selezione delle produzioni vitivinicole, e dall’altro coinvolgendo la città con “innovativi fuori salone” per completare le esperienze fieristiche delle migliaia di visitatori ed espositori attraverso iniziative in grado anche di generare un indotto
economico importante in questo periodo”.
Le aziende che volessero partecipare potranno pre-accreditarsi sul sito www.fieradeivini.it a partire dal 15 marzo. Le candidature verranno validate dalla segreteria organizzativa coadiuvata da una rosa di curatori che, ogni anno, si alterneranno al fine di garantire un livello qualitativo degli espositori e originali proposte all’evento.

DA DOMANI IL RITIRO DEGLI ESAMI SI PUO’ FARE IN FARMACIA
In farmacia è già possibile prenotare prestazioni specialistiche, pagare il ticket e da domani anche ritirare il referto di laboratorio senza recarsi al centro prelievi. In alternativa al fascicolo sanitario, sarà possibile richiedere al proprio farmacista di fiducia la stampa del referto degli esami ematici eseguiti in uno dei punti prelievi dell’azienda sanitaria. Sono 86 su 100 le farmacie che hanno aderito, ma l’ipotesi è che a breve saranno la totalità. L’elenco è consultabile sul sito www.federfarmapiacenza.it
Per ritirare il referto è sufficiente presentare al farmacista il proprio documento di identità, la tessera sanitaria o il codice fiscale e il codice di ritiro referti presente sul foglio rilasciato prima del prelievo . A fronte di un contributo di 1,50 euro il farmacista stamperà il referto.
“FERMIAMO LA GUERRA CON IL DIALOGO”: VENERDI’ FIACCOLATA PER LA PACE
La pace è la vittoria di cui abbiamo bisogno: sarà con grido che il corteo si snoderà per la città venerdì 24 febbraio a partire dalle 18. Partenza dai giardini Margherita, lato monumento Garibaldi, piazza Duomo, piazza Sant’antonino fino in piazza Cavalli.
Oltre 30 associazioni, sigle sigle sindacali e tanti piacentini hanno dato una mano ad organizzare la fiaccolata accogliendo l’invito di Europe For Peace di mobilitare le città italiane ed europee per chiedere il cessate il fuoco, dialogo e trattativa di pace.
IL QUESTION TIME DI APP NON CONVINCE IL CONSIGLIO, MA TROVA SOSTEGNO NELLA MAGGIORANZA
Forse pensavano avrebbe avuto vita più facile la mozione per il question time dei cittadini in consiglio comunale; non è stato così. I consiglieri di Alternativa per Piacenza, Stefano Cugini e Luigi Rabuffi, si sono visti bocciare una mozione il cui argomento avrebbe potuto mettere tutti, o quasi, d’accordo. Sì, perché quando si parla di partecipazione, di dare la possibilità ai cittadini di intervenire, quanto più possibile, alla cosa pubblica entrando in consiglio, tutti potrebbero essere d’accordo. D’accordo sì, ma entro certi limiti. E’ questo quello che è emerso ieri dopo la discussione della mozione nella quale si chiedeva l’introduzione del question time, già introdotta da alcuni Comuni italiani, che offre la possibilità ai cittadini di rivolgere domande alle amministrazioni esponendole direttamente nelle aule del consiglio comunale con tempi stabiliti e contingentati, così come la risposta da parte della giunta. Niente quindi lasciato al caso, ma un regolamento preciso da seguire, stabilendo pure un calendario del question time.
Per la maggior parte dei consiglieri di maggioranza e opposizione “gli strumenti per la partecipazione esistono già, ad esempio i Laboratori di quartiere, che dovrebbero partire a settembre” hanno detto i consiglieri di Piacenza Oltre; “il question time va nella direzione di svilire il ruolo dei consiglieri” ha detto il consigliere Trespidi “siamo noi a farci portatori delle loro istanze”. E ci mancherebbe altro, verrebbe da dire. Ma una possibilità per chi magari si sente di fare un passo in più, perché no? “Altroché sentirmi svilito – ha replicato il capogruppo di ApP Cugini – io sarei solo contento se i cittadini entrassero nella casa comunale, sarebbe un buon segnale”. “Serve coraggio per votare questa mozione” gli ha fatto eco il collega Rabuffi.
Una mozione simile fu presentata anche nel 2019 dall’allora consigliere Sergio Dagnino; andò che anche allora fu respinta dall’intera maggioranza di centrodestra mentre il centrosinistra l’aveva per lo più sostenuta. Quattro anni dopo le cose sono cambiate; perché solo alcuni consiglieri della maggioranza di centrosinistra hanno votato a favore. “Perché non dare una possibilità ai cittadini?” si è chiesto Sergio Ferri PD “magari saranno pochi quelli che saliranno qui, ma perché negargliela?”. Dello stesso parere anche la consigliera Margherita Lecce che ha votato in disaccordo con la civica Per Piacenza, Costanza De Poli PD, Filiberto Putzu Liberali e Barbara Mazza civica Barbieri. Si sono astenuti Boris Infantino e Matteo Anelli Piacenza Coraggiosa, Caterina Pagani e Giuseppe Gregori Civica Tarasconi, Sara Soresi Fratelli d’Italia. Alla fine la mozione ha raccolto 20 contrari, 6 favorevoli e 4 astenuti.
Anche la sindaca Tarasconi ha preso la parola “mi pare chiaro che oggi ognuno voterà secondo la propria sensibilità – ha detto – io voterò contro la mozione, perché conta il confronto, parlarsi, lavorare insieme. A me vengono a casa, suonano il campanello e chiedono Lei è il sindaco? Le devo dire una cosa è quello che mi dicono i cittadini. Non credo che venire qui e fare domande per due minuti significhi partecipare alla vita della città”.
Forse no, ma potrebbe essere un timido inizio.

FIAZZA: “RIAPRIAMO GLI SPAZI DELLA CULTURA CON LA PRESUNZIONE DI COLLABORAZIONE”. APPROVATA LA DELIBERA ALL’UNANIMITA’
Alla base dei nuovi criteri per la fruizione dei servizi culturali ci sta la volontà di allargare il più possibile la platea dei fruitori, in particolare i giovani. “L’idea – ha specificato l’assessore alla Cultura Christian Fiazza – è di aprire le porte alle associazioni/enti che lo desiderano e chiuderle laddove non ci siano più le condizioni. Insomma, l’idea che noi ci siamo – ribadisce Fiazza – su un criterio che abbiamo chiamato presunzione di collaborazione con la consapevolezza che i nostri musei, Ricci Oddi, Palazzo Farnese, Palazzo Gotico, si riscaldano in base a come vengono vissuti”. Per fare questo gli uffici dell’assessorato alla cultura hanno messo a punto alcuni criteri, tra cui l’ingresso ai musei civici: “devono essere più visti – ha detto Fiazza – per questo abbiamo inserito un ingresso simbolico a 1 euro e una tariffa agevolata per alcune categorie sensibili. I musei piacentini si sono messi in rete e hanno realizzato alcune proposte: una tessera annuale del costo di 50 euro che comprende la visita a 10 musei, 356 giorni all’anno per fidelizzare il turista piacentino. L’altro pacchetto è da tre giorni al costo di 35 euro con la riduzione a 20 euro per gli over 65 e under 26”.
“Si tratta di una delibera propedeutica al bilancio – ha commentato il consigliere Trespidi – teniamo presente che e l’approviamo mettiamo a bilancio meno entrate”. “Noi di ApP – ha detto il consigliere Cugini – ci vediamo un’idea, un pensiero, un volano virtuoso per la città. Se a fronte dell’aumento della tassa di soggiorno, il comune dà in cambio un servizio, è una mossa che ci piace”. “Apprezziamo lo sforzo dell’amministrazione – ha detto la consigliera Albasi – che va nella direzione di rendere gli spazi culturali fruibili per tutti”. “Qui ci vuole un progetto – ha detto la consigliera Barbieri – utilizzare gli spazi e aprirli il più possibile sono d’accordo, ma non possiamo non tenere conto che dobbiamo coniugare la cultura con un turismo di lavoro. Oggi dite che volete aprire i musei e poi rinunciata a Estate Farnese? si domanda Barbieri”.

RABUFFI, APP: “C’ERA UNA VOLTA IL PUBBLICO PASSEGGIO…”
C’era una volta il Pubblico Passeggio, che oggi non esiste più. E’ il succo della nota del consigliere di Alternativa per Piacenza Luigi Rabuffi, che rievoca il Facsal di qualche anno fa, ben diverso da come si presenta oggi. “Una zona franca” lo definisce “dove passano auto, ma anche furgoni e pulmini.
C’era una volta il Pubblico Passeggio… Viale incantato… Palestra di vita…
Luogo ideale in cui muovere i primi passi o azzardare il “battesimo” delle due ruote. Ginocchia “sbucciate” … Pantaloni strappati… Ma la soddisfazione, unica, di sentirsi “grandi”. Un viale magico, dove gli innamorati – mano nella mano – potevano assaporare il piacere delle prime timide effusioni. Abbracciati sotto quei generosi platani, sempre pronti a regalare ombra e intimità.
Un viale dove le quattro ruote e i motori “sbuffanti” si vedevano solo a Carnevale, quando i Carri allegorici sfilavano, tra i platani spogli, allietando le migliaia di persone accorse da tutta la provincia per festeggiare, in maschera, la Festa più divertente e irriguardosa dell’anno.
C’era una volta il Pubblico Passeggio… Oggi non c’è più.
Oggi quel magnifico viale ciclo-pedonale, nel cuore della città, è diventato per tante quattro ruote la scorciatoia tra via Alberici e Corso Vittorio Emanuele, utile a bypassare il traffico di via IV Novembre e l’imbuto di Barriera Genova.
Una “zona franca”, specie alla mattina, quando ci transita zigzagando, a discreta velocità, il pulmino bianco (regolarmente vuoto) di una nota associazione, attento a non impattare il mezzo compattatore dei rifiuti (non in servizio) che spesso staziona vicino alle giostrine, con quell’avviso
“Sono ECO vado a metano LNG” che sembra un messaggio alieno…
Ci transitano, regolarmente, i vetusti e inquinanti autocarri EURO ZERO di “improvvisate” imprese edili unitamente ai furgoni per le consegne “al domicilio” e a quelli adibiti al trasporto di acqua e bibite per i bar della zona.
Ci transitano e spesso ci parcheggiano le autovetture (quasi tutte di alta gamma) di alcuni residenti, persino scocciati da quei pedoni, ciclisti e cagnolini che ingombrano viale e marciapiedi.
Ci parcheggiano, in tarda mattinata, i genitori in attesa dell’uscita dei ragazzi che frequentano il Liceo e, al mattino presto, il “solito” pseudo-parente di un ospite della Casa di Riposo- E poi ancora, per motivi di servizio, percorrono il viale: l’intera flotta di IREN, i mezzi delle Poste Italiane, qualche ambulanza a luci accese e qualche altra in “visita” al bar oltreché – per la nostra
Sicurezza – le auto della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Polizia Locale.
Oggi, purtroppo, il Pubblico Passeggio è questo. Un viale abbandonato se stesso e profondamente ferito.
All’Amministrazione Comunale e a tutti i piacentini il compito di riportare il nostro “viale incantato” ad un uso consono e legittimo, curando la ferita – prima che sia troppo tardi – con un giusto mix di educazione, prevenzione e tripla dose di severità.

TASSA DI SOGGIORNO: DAL PRIMO APRILE SCATTA L’AUMENTO . “INVESTIMENTO STRATEGICO”
Dal 1° aprile scatterà l’adeguamento della tassa di soggiorno sul territorio comunale che la giunta Tarasconi definisce un “investimento strategico”. “Credere davvero nelle potenzialità attrattive di Piacenza come luogo di cultura, arte, bellezza, sport e buon cibo, e muoversi di conseguenza cambiando marcia, pianificando il futuro e investendo, con obiettivi di medio e lungo termine, sulla valorizzazione delle eccellenze e del territorio in generale”. L’assessore alla Cultura Christian Fiazza spiega così le motivazione che hanno portato la giunta a deliberare il provvedimento.
“Un adeguamento che va visto come un investimento strategico, perché le maggiori entrate che ne deriveranno per l’Amministrazione saranno destinate a finanziare progetti, eventi e iniziative programmate in modo continuativo, che rientrino nella creazione di un vero e proprio Sistema Cultura Piacenza, facendo sì che le risorse provenienti dal turismo siano destinate, ovvero
restituite, allo stesso settore e ai suoi operatori sul territorio, per accrescerne la potenza di fuoco”.
“L’obiettivo – spiegano la sindaca Katia Tarasconi e gli assessori – è quello di
rendere rendere sempre più concreto il ruolo di Piacenza come città capofila di una rete di offerte e proposte che coinvolgano tutta la provincia, le sue vallate e i suoi borghi. Un traguardo ambizioso ma realizzabile, che sia a sua volta il trampolino di lancio per potenziare il turismo e accrescere l’indotto che il settore può generare ad ogni livello. La nostra convinzione è che Piacenza e la sua provincia non abbiano niente da invidiare ad altri territori ad oggi considerati, dati alla mano, più attrattivi: si tratta solo di crederci e agire di conseguenza, programmando e promuovendo nuove idee con un orizzonte di medio e lungo termine”.
Come cambiano, nel dettaglio, le tariffe? Il contributo giornaliero che verrà richiesto a ogni visitatore sarà, dal 1° aprile, di 1 euro per gli ostelli, gli affittacamere, i bed & breakfast e gli alberghi a 1 e 2 stelle (attualmente la tassa di soggiorno per questa tipologia è di 0,50 euro a persona); passerà invece da 1 a 2 euro a persona per gli alberghi 3 stelle e 3 stelle superiore, nonché da 2 a 3.50 euro per i 4 stelle e categorie superiori. Contributi che si applicano solo ai primi tre giorni di permanenza, restano comunque proporzionati alla categoria della struttura ricettiva e si azzerano dal quarto
giorno in avanti. L’aumento della tassa di soggiorno consentirà di incrementare le entrate già per l’anno in corso – da un introito di 220 mila euro nel 2022 a 350 mila euro per il 2023, con previsione di superare i 400 mila euro nei due anni successivi – pur incidendo in misura minima sul budget che ogni visitatore destina al proprio soggiorno: ipotizzando la tariffa di 60 euro per una singola in B&B, se ne pagheranno 61 anziché gli attuali 60.50 euro (comprensivi della tassa ad oggi in vigore), mentre per una camera da 100 euro in un hotel a 3 stelle l’esborso complessivo per il turista passerà dai 101 euro attuali a 102.


