FONDAZIONE, OLTRE 670MILA EURO PER IL RINNOVO DEL BANDO ANZIANI

Aumentano le opportunità d’ingresso anticipato in struttura
per le persone anziane in lista d’attesa per un posto convenzionato nelle case di riposo. Lo consente il rinnovo del protocollo Piacenza per gli Anziani, una iniziativa consolidata a favore delle persone non autosufficienti e dei loro familiari, pensata per ridurre le lunghe attese necessarie ad entrare nelle strutture con tariffa agevolata, promossa dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e sottoscritta anche dalla Consulta diocesana delle Opere socio assistenziali di Piacenza e Bobbio e dai Comuni di Piacenza, Castel San Giovanni e Fiorenzuola d’Arda in qualità di capofila, rispettivamente, dei
Distretti sociosanitari della città di Piacenza, di Levante e di Ponente.

«Oggi abbiamo rinnovato un progetto che ci consente di dare risposta a un bisogno stringente nell’assistenza alla terza età – commenta il presidente della Fondazione Roberto Reggi -, che merita un impegno da parte nostra particolarmente significativo. Per il prossimo triennio stanziamo risorse importanti: con un plafond complessivo pari a oltre 670mila euro, abbiamo voluto potenziare ulteriormente il servizio aumentando i posti disponibili, in modo da alleggerire la difficoltà delle famiglie, che possono usufruire di rette
a costi calmierati. Grazie anche alla collaborazione delle strutture coinvolte, garantiremo a un numero maggiore di soggetti fragili la possibilità di accedere alle Case per Anziani alleviando le difficoltà dovute alle liste d’attesa».

Per la Fondazione si tratta di dare espressione a uno dei propri settori di intervento prioritari, Assistenza agli anziani, nell’ambito delle iniziative a sostegno del welfare, come sottolinea la consigliera d’amministrazione Elena Uber: «Conosciamo bene quanto sia difficile, per le famiglie con un anziano non autosufficiente, dover trovare delle alternative adeguate quando la scarsa disponibilità di posti costringe a una lunga lista d’attesa.
Crediamo sia doveroso dare il nostro contributo, e vogliamo ringraziare anche le strutture del territorio che hanno messo a disposizione i posti, e i Servizi d’assistenza anziani dei distretti, che ci consentono con il loro impegno a portare avanti il progetto».

I posti disponibili passano dai trentasei del passato triennio agli
attuali quarantuno, distribuiti fra le strutture aderenti e i relativi distretti socio-sanitari.
Diciotto posti sono destinati al Distretto Città di Piacenza, di cui dieci messi a disposizione dalla CRA Agave di ASP Città di Piacenza e otto dalla Fondazione Madonna della Bomba Scalabrini Onlus. Dei dodici posti destinati al Distretto di Ponente, cinque saranno disponibili presso la Pia Casa Monsignor Castagnetti Onlus di Pianello, altri cinque presso la Casa di Riposo Gasparini a Pieve Dugliara, e due posti dalle CRA Gardenia e Melograno di Borgonovo. Al Distretto di Levante sono infine destinati undici posti, ripartiti fra i tre della Casa di Riposo Ceresa di San Giorgio, quattro al Pio Istituto Archieri Moruzzi Boriani Rapuzzi di Monticelli e quattro dalla Cra Azienda Speciale del
Comune di Vernasca.

Dal 2015 a oggi, sono stati già erogati 1 milione e 250 mila euro, di cui hanno
beneficiato 600 ospiti, per un totale di 84.000 giorni di inserimento nelle case di riposo a prezzo calmierato. Con l’ultimo stanziamento di 670 mila euro, le risorse messe a disposizione salgono a un totale di 1.920.000 euro.

REFERENDUM, AVVOCATI PER IL NO: “RIFORMA SMENTITA DAI FATTI, DALLE STATISTICHE E DAL BUON SENSO”

Nuovo incontro sul referendum costituzionale organizzato dal Comitato avvocati per il No e Comitato società civile per il No. All’incontro hanno partecipato l’avvocato Michele Gigliotti, referente del comitato avvocati per il No Bologna, l’avvocato Giuseppe Coiro, del comitato Avvocati per il No Piacenza, la procuratrice della Repubblica Grazia Pradella e il presidente del Tribunale di Piacenza Stefano Brusati che ha sottolineato come “alcune affermazione che stanno alla base di questa riforma siano smentite dai fatti, dalle statistiche, dal numero di pronunce di assoluzioni che i giudici emettono già da anni, circa il 50% dei procedimenti che arrivano al dibattimento”.

A PALAZZO GOTICO SI APRONO GLI SGUARDI SULL’AFRICA

Il colpo d’occhio è forte. Saranno i colori, saranno i volti di alcune sculture che sembrano scrutare l’osservatore, sarà il contesto in cui queste opere sono immerse.
La sensazione è di una lenta e accompagnata immersione in un mondo lontano e fortemente affascinante. La mostra Sguardi sull’Africa, allestita a palazzo Gotico dal primo marzo al 4 maggio, racchiude 250 opere per lo più della collezione di Bruno e Paolo giglio, frutto dell’amore di quest’ultimo per il continente africano lentamente alimentato negli anni. In particolare, la prima sezione, è formata da opere prevalentemente di di arte marocchina collezionate in una decina di anni, dei più importanti autori contemporanei; la seconda sezione riguarda le statue tribali provenienti da oltre 20 paesi del centro e sud africa; poi ci sono le opere della Collezione 54 una delle più importanti di arti africana con artisti legati principalmente al tema della diaspora e infine una sezione dedicata agli artisti emergenti.

DON LUIGI CIOTTI, LUNEDI’ IN CATTOLICA, NEL CONVEGNO “CHI SONO GLI INVISIBLI OGGI?”

Lunedì 2 marzo l’Auditorium Gian Carlo Mazzocchi dell’Università
Cattolica, campus di Piacenza, ospiterà il presidente e fondatore di Libera,
don Luigi Ciotti, e don Pino Demasi, referente di Libera per il
coordinamento della Piana di Gioia Tauro.
L’occasione sarà un convegno, con inizio alle 20,30 nell’auditorium
dell’ateneo piacentino, in tema “Fame e sete di giustizia. Contrasto alle
mafie e nuove marginalità: chi sono gli invisibili di oggi?”.
L’evento è organizzato dal Collegio Sant’Isidoro e dalla Residenza Universitaria Gasparini con Libera, la rete formata da associazioni, cooperative sociali, movimenti, gruppi, scuole, sindacati, diocesi, parrocchie, gruppi scout, impegnati nel promuovere la cultura della legalità e nel contrasto alle mafie.

Il convegno in programma lunedì 2 marzo viene organizzato come
appuntamento preparatorio al 21 marzo, istituito nel 2017 come Giornata
nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. I due relatori ospiti del convegno porteranno la testimonianza di chi, da
anni, si impegna in maniera attiva e concreta nel contrastare l’illegalità e
nel combattere la cultura mafiosa.

PROGETTO IRMA: TECNOLOGIA E RELAZIONE UMANA A SERVIZIO DEGLI ANZIANI

“Io non mi sento più sola, so che ci sono persone che mi possono aiutare”. La signora Elvira, ha concentrato in poche parole, l’essenza di IRMA, il progetto del consorzio Solco, finanziato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, che mette insieme tecnologia e relazioni umane a sostegno della popolazione anziana.
Il progetto, per ora in via sperimentale, ha avuto la durata di 10 mesi e ha coinvolto 23 anziani over 75, età media 87 anni, abitanti degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. I risultati sono stati decisamente soddisfacenti sia per i beneficiari che per le loro famiglie; è calata la sensazione di solitudine a favore di un senso di accudimento costante e quotidiano, grazie all’uso della tecnologia e alla formazione del personale.

Un uso della tecnologia personalizzato, a servizio cioè di ogni anziano e degli spazi utilizzati; i sensori sono stati posizionati negli appartamenti in base alle abitudini dei singoli inquilini, in base all’utilizzo delle stanze. Per questo la fase di conoscenza iniziale da parte degli operatori è stata fondamentale per conoscere gli stili di vita e rilevare, nel caso, discostamenti segnale di fragilità o peggioramenti. L’obiettivo è estendere IRMA anche a quelle zone della provincia dove gli anziani vivono spesso soli e isolati, considerando che la popolazione destinata all’invecchiamento, da qui ai prossimi dieci anni, raddoppierà. L’esigenza è quella del cosiddetto invecchiamento attivo, che significa anche un risparmio in termini di risorse: se si considera che una caduta con rottura del femore costa, al sistema sanitario, circa 7500 euro ad anziano. La Fondazione di Piacenza e Vigevano ha finanziato il progetto con 72mila euro del bando anziani, il consorzi Solco ha contribuito per 18 mila euro.

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LA BRUSCA FRENATA DELL’EXPORT PIACENTINO PREOCCUPA I VERTICI DI CONFINDUSTRIA. “E’ UN MOMENTO MOLTO DELICATO”

Una brusca frenata come non si era mai registrata; uno sbalzo netto e drastico tra un +4% registrato nel mercato interno nel secondo semestre 2025 e, all’opposto un – 4,40% nel fatturato estero. Un dato che segna un’inversione radicale rispetto ad un anno fa, dove l’export aveva segno nettamente positivo.
Una fotografia che preoccupa moltissimo i vertici di Confindustria Piacenza emersa dall’indagine congiunturale semestrale tra le imprese associate che rappresentano 4 miliardi di fatturato e 8mila addetti.

Il settore meccanico chiude il semestre con una variazione del fatturato di -0,11%; il mercato interno cresce del +3,96, ma quello estero cede il -7,77%.
Tra i fattori critici che ostacolano la realizzazione di investimenti ci sono la disponibilità di personale qualificato per il 44%, la domanda attesa per il 42%,l’incertezza geopolitica, la burocrazia e i costi energetici.
Confortante invece il dato sull’occupazione che resta sostanzialmente stabile, con un +2,02% nella manifattura, e un 4,49 nelle industrie varie.

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PONZANI: “CON IL VOTO LE DONNE SI PRESERO LA STORIA. MA OGGI SONO ANCORA OBBLIGATE A SCEGLIERE”

In quella primavera del 1946, precisamente ottant’anni fa, le donne si presero la storia e divennero cittadine, non più suddite, come scrisse Teresa Mattei, perché conquistarono il diritto al voto. Una marea di persone si recò alle urne, oltre l’89% degli aventi diritto, e furono soprattutto le donne. La storica Michela Ponzani, ha incontrato gli studenti di alcuni istituti della città, nell’ambito della rassegna Generazione Z a confronto, ciclo di incontri organizzato dall’assessorato alla cultura, riflettendo proprio sul percorso che portò le donne italiane al diritto di voto.

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“PRENDERE IL VOLO” LO SPETTACOLO CHE RACCONTA IL VALORE DEL VICINATO SOLIDALE

Sabato 28 febbraio, alle ore 16, XNL Piacenza ospiterà, al civico 36 di via Santa Franca, “Prendere il volo”, uno spettacolo teatrale gratuito per famiglie che trasforma la poesia della scena in un invito concreto alla solidarietà. L’evento è promosso dal Centro per le Famiglie del Comune di Piacenza nell’ambito della coprogettazione legata al Programma P.I.P.P.I., che vede come partner Kairos Servizi Educativi, con il coinvolgimento dell’associazione Dallaparte dei Bambini.

Al centro della storia c’è Zazì, una giovane artista interpretata da Miriam Costamagna, che attraverso giochi di ombre e animazioni pop-up si prende cura degli uccellini caduti dal nido finché non sono pronti a volare via. La regia di Enrica Carini, le sagome di Gabriele Genova e la musiche di Paolo Codognola traducono così in immagini e suoni il messaggio profondo del libro di Marina Marinelli: “Crescere significa proteggere, accompagnare e poi trovare il coraggio di lasciare andare”.

Lo spettacolo non è solo un momento artistico, ma uno strumento per promuovere il valore del vicinato solidale. Attraverso la metafora della cura del nido, il Centro per le Famiglie e Kairos intendono sensibilizzare le famiglie del territorio a porsi come riferimento e sostegno fattivo per altri nuclei in situazione di vulnerabilità, rafforzando l’idea di una comunità a cui tutti apparteniamo e in cui ognuno, in certi momenti della vita, può aver bisogno di una mano tesa.
A testimonianza della grande sensibilità del territorio verso questi temi, l’evento è andato sold out a pochi giorni dall’apertura delle prenotazioni. Per far fronte alle numerose richieste, è stata comunque aperta una lista d’attesa: per iscriversi o ricevere informazioni è possibile scrivere all’indirizzo eventi@kairospiacenza.it.

BARBACETTO: “SE VINCE IL SI’ LA POLITICA AVRA’ MENO CONTROLLI, SARA’ IL GOVERNO A DECIDERE CHI INDAGARE”

Ha deciso di schierarsi dalla parte della Costituzione e di andare oltre il ruolo che la professione gli imporrebbe: Gianni Barbacetto, giornalista de Il Fatto Quotidiano, ha partecipato all’incontro pubblico Le ragioni del No, a fianco della Procuratrice capo Grazia Pradella, spiegando che la riforma proposta dal Governo anziché difendere la Costituzione la stravolge, partendo da sette articoli. “Di fatto la separazione esiste già – ha detto – quindi l’intenzione è un’altra non avere i ministri indagati dal pubblico ministero; dopodiché il prossimo passo sarà togliere al Pm la polizia giudiziaria, impedendogli di indagare sulle notizie di reato”.

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PIAZZA CITTADELLA AL VIA IL PERCORSO PARTECIPATIVO DEL SOPRASUOLO. IN CALENDARIO SEI APPUNTAMENTI

In attesa della definizione degli sviluppi giudiziari che riguardano la vicenda di Piazza Cittadella, e con l’obiettivo di accelerare i tempi ed essere pronti non appena l’iter sarà concluso, il Comune di Piacenza ha deciso di strutturare un percorso partecipativo per definire, insieme alla città, gli indirizzi per la riqualificazione del soprasuolo della piazza.

L’Amministrazione ha scelto un percorso pubblico, trasparente e scandito da tappe precise, che coinvolgerà Commissioni consiliari, cittadini, associazioni, stakeholder e, in conclusione, il Consiglio comunale. Gli esiti del percorso saranno presi in considerazione in ogni caso quale contributo strutturato alla futura progettazione. Il percorso dà attuazione anche all’indirizzo espresso dal Consiglio comunale attraverso una mozione presentata dal gruppo Alternativa per Piacenza.

Il calendario si articolerà in sei appuntamenti distinti e consecutivi.

Il primo appuntamento sarà dedicato all’incontro di avvio con le Commissioni consiliari congiunte 2 e 4, con eventuale coinvolgimento di ulteriori Commissioni, e alla pubblicazione del documento metodologico e del calendario pubblico.

Il secondo appuntamento prevede un incontro in plenaria aperto alla cittadinanza e alle associazioni, accompagnato da una passeggiata di quartiere con raccolta di osservazioni in situ. L’esito sarà un primo report di ascolto con mappa commentata della piazza.

Il terzo appuntamento sarà dedicato ai tavoli tematici con stakeholder, articolati in tre momenti distinti presso Palazzo Farnese: residenti e commercianti; scuole; associazioni e consulta Ambiente e sicurezza. Da questi incontri emergeranno tre quadri esigenziali strutturati.

Quarto appuntamento: un laboratorio tematico in plenaria per la restituzione e la costruzione degli scenari preliminari.

Il quinto appuntamento prevede una plenaria pubblica di restituzione intermedia, con raccolta di osservazioni sugli scenari.

Il percorso si concluderà con la discussione in Consiglio Comunale – sesto appuntamento – e la definizione di un documento condiviso di indirizzo alla progettazione.

«Piazza Cittadella è un luogo importante per Piacenza – sottolinea la sindaca Katia Tarasconi – In attesa dei prossimi sviluppi, abbiamo scelto di non rimanere fermi e di avviare un percorso partecipativo strutturato e trasparente, che riporti al centro la funzione urbana e civica della piazza. Se oggi possiamo aprire un confronto di questo tipo con la città è perché, nei mesi scorsi, abbiamo assunto decisioni non semplici che hanno sbloccato una situazione ferma da anni. Ora è il momento di costruire insieme un indirizzo chiaro alla progettazione, nell’esclusivo interesse pubblico».

L’assessora alla Partecipazione Serena Groppelli evidenzia il metodo scelto dall’Amministrazione: «Insieme ai colleghi assessori Bongiorni e Fantini, abbiamo costruito un percorso con tempi certi, momenti differenziati e esiti chiari a ogni passaggio. Non si tratta di un confronto generico, ma di un processo strutturato che porterà alla definizione di un quadro esigenziale condiviso. Ascolto, restituzione e trasparenza saranno le parole chiave: ogni contributo sarà raccolto, sistematizzato e reso pubblico, perché la partecipazione deve essere concreta e verificabile».

L’obiettivo è arrivare, al termine delle sei settimane, a un documento di indirizzo che definisca in modo chiaro funzioni, priorità e criteri per la futura progettazione del soprasuolo della piazza, restituendo centralità a uno spazio che rappresenta un nodo urbano e simbolico per l’intera città.