PRIMO CONSIGLIO PROVINCIALE, LE DELEGHE AL CENTRO DEL DIBATTITO

Il clima è diverso. Il nuovo assetto della Provincia porta con sé non poche incertezze che si riflettono anche sul clima del primo consiglio.  A partire dal personale dell’ente di via Garibaldi. Si chiama mappatura del personale e va nella direzione di capire quante sono le risorse e quanto personale è necessario per portare avanti le attività che vengono mantenute in capo alle province. Già dalla prima seduta però non mancano le polemiche; al centro del dibattito l’attribuzione delle deleghe. Pur non essendoci più una giunta,  il presidente Rolleri ha ritenuto di dover attribuire alcune deleghe ai suoi consiglieri.  Due di loro, i consiglieri Filippo Bertolini e Sergio Bursi non le hanno accettate. Bursi è andato giù pesante arrivando a dichiarare che accettare le deleghe significa rinunciare alla propria dignità.  “Io starò a guardare,  vigilero’, ma non partecipo a quella riforma che non condivido”. Di parere opposto i consiglieri Dosi, Castelli e Quintavalla. C’è il rischio che questa provincia perde in politica a favore dei tecnicismi? “Questo rischio c’è – risponde Rolleri – la mia scelta di dare le deleghe ai consiglieri va proprio in questa direzione, dare la possibilità di poter ragionare a agire in termini politici pur addossandomi tutta la responsabilità delle scelte. Quello  che auspico è una collaborazione viva e attiva tra i consiglieri”.

CDA FONDAZIONE, TOSCANI: “ABBIAMO RIMESSO IN MOTO LA MACCHINA”

E’ stato un consiglio di amministrazione di ricognizione durato oltre tre ore. Il primo che ha visto riuniti in Fondazione il presidente Massimo Toscani e i suoi sette consiglieri freschi di nomina: Roberto Rovero, Domenico Battaglia, Cesare Betti, Giorgio Milani, Giovanni Calza, Franco Egalini e Carlo Ghisoni. “Abbiamo rimesso in moto la macchina – ha detto il presidente – in un clima sereno e disteso, quasi come fossimo tra amici”. Primo punto all’ordine del giorno la nomina dei due vice: Domenico Battaglia e Roberto Rovero nel ruolo di vicario come avevamo ventilato nei giorni scorsi. Una scelta quella dell’avvocato Rovero che conferma una delle parole d’ordine che deve caratterizzare la nuova Fondazione, la legalità e trasparenza. Nel corso della seduta sono stati attribuiti alcuni incarichi particolari in base alle attività dei consiglieri, seguendo le linee che Toscani aveva annunciato dopo la nomina dei consiglieri di amministrazione. Al consigliere Betti, per esempio, è stata attribuito l’incarico di analizzare la struttura della Fondazione partendo dal personale. Ogni consigliere in base all’incarico ricevuto, sarà chiamato a riferire nel corso del consiglio generale. All’attenzione del cda il tema fondamentale dell’esame della situazione patrimoniale dell’ente e la sua organizzazione. Il notaio Toscani aveva inserito nell’elenco delle priorità proprio questo: capire a quanto ammonta il patrimonio della Fondazione; anche se non era all’ordine del giorno si è presa in considerazione l’ipotesi di individuare un advisor , probabilmente attraverso un bando di gara, che guidi e consigli l’ente nelle scelte di investimento e nella gestione del patrimonio. “Abbiamo un bilancio da leggere e valutare attentamente – ha detto Toscani – in base a quello faremo le scelte migliori per la città, nelle prossime sedute valuteremo la situazione del portafoglio e della struttura”.  Confermata l’intenzione di riunire il cda una volta alla settimana per il primo mese “per lavorare seriamente e riprendere in mano la macchina” ha riferito il notaio. Prossimo appuntamento martedì 4 novembre.

FONDAZIONE TARGA

 

BERTOLA, BORGO FAXHALL: “SIAMO PRONTI AD AZIONI ECLATANTI”

Promettono azioni eclatanti i commercianti della galleria commerciale Borgo Faxhall se non si agisce subito. Un’ esortazione più che esplicita indirizzata all’amministrazione e alla politica in generale, perchè abbandonino le chiacchiere e passino ai fatti. Hanno agli animi esacerbati da anni, ben 15, in cui si è preso atto del problema di ciò che accade attorno al centro commerciale ma non si è fatto nulla per risolverlo, per colpa di una convenzione finita male. Ma ora che un progetto c’è è doveroso portarlo avanti. E’ la sintesi del pensiero di Cesare Bertola direttore del consorzio a cui sono associati i commercianti di Borgo Faxhall che ha partecipato alla seduta di consiglio comunale proprio sulla discussione del progetto di riqualificazione. “Ci sono cittadini piacentini che hanno investito i risparmi nel loro negozio – ha detto Bertola – si sono organizzati con la sorveglianza, con le telecamere di sicurezza, e nonostante questo in 15 anni si visti isolati in un contesto degradato, in cui tutto ciò che accadeva all’esterno sembrava in realtà accadesse all’interno della galleria, e questo non è vero”. In 15 anni oltre una trentina di saracinesche si sono abbassate, le aspettative rispetto a questo luogo sono andate via via scemando. Non ci stanno ad essere classificati operatori commerciali di serie B perchè devono subire le conseguenza dell’esterno che vortica attorno alla zona della stazione e del quartiere Roma. “Il tempo delle parole è proprio finito, questo è l’unico progetto che si avvicina all’originale e mi sembra l’unico realizzabile. Siamo seduti su una polveriera, la gente prima o poi esploderà – prosegue Bertola – agiremo in qualsiasi modo e in ogni sede se avremo la percezione che la politica non prenderà le decisioni che non è più possibile demandare”.

 

REGGI AL SOLE24ORE: “ACCOMPAGNARE I COMUNI ANCHE DOPO IL TRASFERIMENTO DEI BENI”

Roberto Reggi si trova dall’altra parte della barricata; da ex sindaco di Piacenza per due mandati, oggi parla da direttore dell’agenzia del Demanio. Concretamente si tratta di gestire 47mila immobili per un valore teorico di 58 miliardi. In un articolo pubblicato oggi sul Sole 24Ore, Reggi consiglia ai sindaci “cautela” prima di acquisire un bene dal Demanio. “E’ bene che sul territorio arrivino solo i beni valorizzabili, dietro ai quali c’è davvero un progetto, altrimenti si rischia di appesantire solo le casse dell’ente” è il consiglio dell’ex primo cittadino. La sostanza è: o i Comun hanno un progetto di recupero forte che crea lavoro o altrimenti prendere il bene così com’è non ha più senso. E allora come può il Demanio facilitare queste adesioni? “Dobbiamo accompagnare i comuni anche dopo il trasferimento – spiega Reggi – soprattutto se vogliono utilizzare quel bene per fare operazioni di riqualificazione urbana”. L’operazione federalismo demaniale vale 1,3 miliardi ma può crescere molto se valorizzato con destinazioni urbanistiche appropriate. Una partita a cui anche il Comune di Piacenza sta guardando con molto interesse e attenzione; pare essere in fase avanzata, così come l’hanno descritta il sindaco Dosi e l’assessore Bisotti, il discorso di cessione di quattro aree della città (Arsanale, Macra Staveco, Scalo Pontieri, Caserma Artale) alla Difesa lasciando conseguentemente libere le altre che tornerebbero alla città. A metà novembre è previsto un nuovo incontra tra gli amministratori locali e il Demanio; in pratica si troveranno allo stesso tavolo il sindaco Dosi, l’assessore Bisotti e il direttore Reggi.

reggi

MOLINAROLI: “SENZA SOLDI COPRA ARDELIA AVRA’ 25 GIORNI DI VITA”

E’ stata una conferenza stampa tesa, sofferta, smorzata dall’ironia di Guido Molinaroli che ha reso il momento forse meno tragico di quello che in realtà è. La Copra Volley, che oggi si chiama Copra Ardelia, potrebbe avere vita brevissima, 20 – 25 giorni la massimo, se non arrivano le sponsorizzazioni promesse. Qual è il problema? Una quantità spaventosa di prodotto invenduto accumulato da Ardelia. Il nocciolo della questione che si sviluppa temporalmente da luglio a ottobre è proprio il ruolo di Ardelia e del suo presidente Dario Ruggieri, attualmente socio di maggioranza con il 51% della azioni, nonchè amministratore delegato di Biancorosso Volley. Molinaroli ha prodotto un vero e proprio dossier che cronologicamente ripercorre tutte le tappe della vicenda; dalla mail che il giornalista Daniele Reggiani residente in Svizzera, che nessuno ha mai conosciuto personalmente pur essendo stato più volte invitato a Piacenza, aveva indirizzato a Molinaroli e al sindaco Dosi per metterli in contatto con Ruggieri, alle richieste di documentazione da parte di Ruggieri, dalle copie dei contratti pubblicitari con relative mail, agli ordini di bonifico da parte di Ruggieri che, nonostante le numerose sollecitazioni via mail ed sms di Molinaroli, ad oggi non sono ancora stati accreditati sul conto corrente della società. E’ così: ci sono copie di bonifici inevasi. Dopo la presentazione di Dario Ruggieri alla città, alla fine di giugno, in cui è stato dipinto come il salvatore del volley piacentino, è stato firmato un contratto pubblicitario importante da 2 milioni 250 mila euro, successivamente è avvenuto il passaggio delle quote di Molinaroli per 60mila euro e di Monica Uccelli per 1200 euro a Dario Ruggieri. Una cessione solo sulla carta, perchè non vi è alcun bonifico. A questo fa seguito una raccomandata in cui si sollecitava il pagamento; raccomandata tornata al mittente perchè all’indirizzo non corrispondeva più la residenza di Ruggieri. Nel frattempo restava invenduto anche il prodotto pubblicitario accumulato da Ardelia, comprensivo di maglie, nastro della rete, una decina di adesivi da terra su campo, altrettanti cartelloni a bordo campo, giri led, personalizzazione delle rete da gioco, personalizzazione delle divisa del libero, solo alcune voci del lungo elenco che compare sul contratto. La parte più grottesca ma anche più triste di questa vicenda è il fitto scambio di sms tra Guido Molinaroli e Dario Ruggieri da luglio ad ottobre; una sfilza di legittime richieste da parte del primo a cui fanno seguito rimpalli, scuse, temporeggiamenti da parte del secondo.

Al fianco di Molinari, oltre al direttore sportivo Gabriele Cottarelli, era presente anche Giulio Laurenzano consigliere nominato proprio da Ruggieri. A questo giovane neo laureato, Ruggieri aveva prospettato la possibilità di fare carriera nella nuova società oltre che grandi promesse economiche. “Ero visto come lo yes men – ha detto – e la dimostrazione che oggi sono qui è esattamente il contrario. Anche da una passata collaborazione con una società di Ruggieri concretamente non ho ottenuto nulla”.

Un’ora e mezza di conferenza stampa in cui Molinaroli ha precisato le sue intenzioni: “se entro una settimana arrivano i soldi sono disposto a dimettermi e a chiedere scusa, in caso contrario ognuno si deve prendere le proprie responsabilità  e agiremo per vie legali. Oggi la questione è essere onesti – ha detto – potrei stare a guardare la nave che affonda perchè sono socio di minoranza, ma non ce la faccio. Ho voluto rendere trasparente la cosa affinchè la città sappia e capisca che in questa società non c’è alcuna problematica. Ci siamo presi degli impegni con gli atleti che oggi non possono essere pagati per colpa di una situazione che si è venuta a creare e che non abbiamo voluto noi. Per me è incomprensibile che questo sia stato fatto da un piacentino”.

Non rimane che attendere e sperare che le trattative con un imprenditore arabo, che sembra interessato alla società,  vadano a buon fine.

M5S: UN ALTRO BORGO FAXHALL E’ POSSIBILE

Un altro Borgo Faxhall è possibile, parola del Movimento 5 Stelle. La capogruppo Mirta Quagliaroli e il consigliere Andrea Gabbiani hanno presentato una proposta alternativa a quella dell’amministrazione. Completamente ribaltato il punto di partenza, il progetto si concentra nella parte nord della città e si divide in due fasi: la prima prevede una stazione temporanea delle corriere nell’ex piano caricatore e nell’ex mercato ortofrutticolo con la creazione di biglietteria e parcheggio pubblico libero. Nella fase 2 si concentra il progetto vero e proprio: “grazie ad una convenzione con le Ferrovie – spiega Gabbiani – sarebbe possibile creare la stazione definitiva delle corriere comprensiva di biglietteria, insieme alla nuova ferrovia nord e a due parcheggi che verrebbero costruiti in un secondo momento nell’area lasciata libera dai binari”. In questo modo verrebbero sgravate dal traffico piazzale Marconi e via La Primogenita perchè l’accesso verrebbe spostato sul cavalcaferrovia. “In questo modo l’edificio di via Verdi e di via Scalabrini resterebbero al comune – sottolineano – e nell’ex Berzolla sotto tutela della Sovrintendenza abbiamo fatto richiesta di trasferire la polizia municipale”. Tra l’altro l’intera area che i grillini hanno individuato per il progetto è sotto l’attento studio del Politecnico di Milano che si è reso disponibile ad allestire una mostra. Infine una nota sulle convenzioni “uno strumento importante ma spesso non rispettato  – ha detto la capogruppo Quagliaroli – a marzo abbiamo proposto un emendamento che è stato respinto. Su Borgo Faxhall nessuna convenzione è stata rispettata – denuncia la grillina – perchè nessuno ha vigilato?” Chissà se una risposta si avrà dalla commissione richiesta dal M5S sullo stato di attuazione delle convenzioni.

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LITE SUL BUS, PACE ALL’ORIZZONTE

Trascorrerà ancora un paio di giorni a casa, lontano dal lavoro, l’autista protagonista del video pubblicato sul social network Facebook. Lunedì Seta valuterà la sua posizione e l’eventuale provvedimento disciplinare a suo carico. Dal giorno seguente potrebbe tornare al lavoro su una linea diversa da quella che abitualmente conduceva, ovvero la Piacenza Vernasca. Dall’azienda viene ribadito che l’autista ha chiesto di un paio di giorni di ferie per riflettere sull’accaduto. Stamattina ha deposto la relazione scritta con la sua versione dei fatti negando di aver alzato le mani sul ragazzo. Si è scusato ancora una volta con la famiglia del giovane con il quale avrebbe chiesto un incontro che probabilmente si svolgerà nel week end. Al momento non è stata avanzata alcuna denuncia a carico dell’uomo, cosa che aggraverebbe la sua posizione al momento di decidere il provvedimento disciplinare. Ci sarebbero tutte le premesse quindi perchè il fatto si risolva con reciproche scuse e con una stretta di mano.

autobus

IMAPP CONQUISTA ANCHE LO SMAU DI MILANO

Imapp sbanca e conquista anche il secondo posto al premio nazionale Smau Mob App Awards per la categoria Viaggi e Turismo. Marco Boeri, l’ideatore dell’applicazione innovativa che permette di visitare i musei civici di Palazzo Farnese attraverso lo smartphone, può aggiungere al suo palma res anche questo importante riconoscimentoImapp, a cui anche noi abbiamo dedicato più servizi, è una tecnologia avanzata, di cui i Musei Civici cittadini sono tra i primi in Europa ad avvalersi, grazie alla quale lo smarthphone o tablet del visitatore riceve, in tempo reale, informazioni dettagliate sull’opera che si sta ammirando in quel momento, con possibilità di ascoltare l’audio e localizzare, grazie a una mappa più estesa, la propria posizione nell’edificio.Il riconoscimento è stato assegnato nell’ambito del salone dell’informatica in corso a Milano e costituisce, sottolineano gli assessori comunali allo Sviluppo Economico e alla Cultura, Francesco Timpano e Tiziana Albasi, “motivo di particolare orgoglio, perché valorizza da una parte il talento e l’intelligenza creativa di una giovane start-up piacentina, dall’altra promuove il patrimonio museale del nostro territorio, rimarcando positivamente la presenza di un’innovazione importante a servizio del turista”.Il progetto Imapp aveva vinto, nel 2013, la sezione piacentina della Start Cup Emilia Romagna.

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IL VIDEO DELLA LITE INFIAMMA LA RETE

Gli strascichi della lite finita sul web tra l’autista di Seta e il ragazzo africano stanno infiammando il popolo della rete e non solo. I commenti si dividono a favore di uno o dell’altro quasi come se ci fosse da decretare un vincitore. Intanto Seta ha confermato la sospensione in via cautelare dal servizio nei confronti dell’autista che si sarebbe “attivato spontaneamente e tempestivamente – si legge nella nota di Seta – per avvisare i propri superiori dell’accaduto, giustificando il proprio comportamento con l’esasperazione causata dal reiterato clima di provocazioni, offese ed ingiurie a cui viene sottoposto il personale viaggiante. Il conducente ha inoltre pregato l’azienda di formulare a suo nome le scuse per l’accaduto a tutti i passeggeri presenti  bordo, con particolare riferimento al ragazzo con cui il litigio è stato più acceso“. L’autista entro lunedì dovrà presentare un rapporto scritto nel quale darà spiegazioni sull’accaduto. L’azienda ha aperto un procedimento disciplinare nei suoi confronti. Al momento non è stata presentata alcuna denuncia, se questo avvenisse il procedimento a carico dell’autista potrebbe avere conseguenze più pesanti. Seta non può che stigmatizzare la condotta del proprio autista ingiustificata e non consona ad un lavoratore con una esperienza di quasi 30 anni. “E’ compito dell’autista – ci ha detto Seta – mantenere la sicurezza e il decoro a bordo dei mezzi, quando questo non avviene, purtroppo sempre più spesso, bisogna fermarsi e chiamare la centrale che chiederà l’intervento delle forze dell’ordine. Anche davanti all’insulto pesante come è avvenuto in questo caso nessuno è titolato ad intervenire in prima persona, tanto meno ad alzare le mani”. Capita spesso che intervengano le forze dell’ordine per riportare la calma? “Facciamo prima a dire quando non capita – ci rispondono a Seta – il 99 per cento degli episodi ha come protagonisti i verificatori che si trovano davanti a persone non in regola con  il biglietto. Ma si verificano anche casi di bullismo tra i ragazzi o atti di vandalismo sui mezzi come sedili divelti o bruciati”.

PULLMAN

ALLAM:”NON RINUNCIO A CRITICARE L’ISLAM”

Pacato nei modi ma forte nel criticare ogni forma di degenerazione religiosa. Magdi Cristiano Allam arrivato a Piacenza su invito di “No Reds”, “Club Forza Silvio” e Forza Italia, non ha mancato di ribadire la sua posizione nei confronti dell’Islam spesso criticata proprio dagli stessi musulmani. Con lui siamo partiti delle polemiche nate dalla distribuzione del suo ultimo libro “Non perdiamo la testa, il dovere di difenderci dalla violenza dell’Islam” in allegato al quotidiano Il Giornale. Il tema affrontato è il fondamentalismo islamico sfociato nella costituzione dello stato dell’Isis tra Siria e Iraq. Le critiche mosse ad Allam riguardano la foto scelta per la distribuzione del libro, ovvero la decapitazione del giornalista americano James Foley. “C’è tanta ipocrisia – ha risposto Allam – quella foto da settimana è sulle prime pagine dei quotidiani e dei tg di tutto il mondo. Non capisco questa ossessione a focalizzarsi su aspetti così irrilevanti”. Nella lunga intervista che vi proponiamo, il giornalista approfondisce l’argomento Isis, un luogo ben definito tra Siria e Iraq finanziariamente autonomo, che rappresenta il culmine del radicalismo islamico dove prevalgono le logiche del terrorismo islamico.

“Ho in corso una battaglia con l’Ordine dei Giornalisti  che mi accusa di islamofobia – ha detto – ma non è un reato, è uno psico reato. Il nostro codice non prevede questo reato. Io sono contro l’Islam che non è una religione positiva – ha detto Allam – tutti i musulmani vanno rispettati ma io non rinuncio a criticare l’Islam perchè sono contro”. Allam è cauto anche sulla presa di distanza dalle forme di terrorismo da parte dei musulmani, come è accaduto qualche settimana a Milano dove un gruppo di giovani ha bruciato la bandiera nera dell’Isis. “Ben vengano le prese di distanza, ma spesso sono gruppi numericamente piccoli. Attenzione a non strumentalizzare queste manifestazioni di integrazione per avere in cambio dalle amministrazioni spazi o moschee”. E ancora:”Non siamo la terra di nessuno, ci sono le regole dello Stato; tutti coloro che risiedono sul territorio devono concepire il vincolo di cittadinanza come un principio”.