Il dibattito e l’incontro pubblico, per altro molto partecipati, alla fine ci sono stati. Il risultato però è che le parti sono rimaste fermamente ancorate alle loro posizioni. In Cappella ducale a Palazzo Farnese c’erano i rappresentanti del comitato Salviamospedale, medici attualmente in servizio e altri in pensione, oltre che tanti cittadini. Segno evidente che questo tema, del quale si dibatte da anni, mette in luce visioni e sensibilità diverse, che paiono convergere solo sulla necessità di una struttura rinnovata e all’altezza dei bisogni e delle necessità, poi come arrivarci è un altro discorso, ed è qui che le strade si dividono.
DANIEL: “L’INCONTRO CON DON CLAUDIO CHE MI HA CAMBIATO LA VITA”
Daniel Zaccaro ha trovato le parole per dare un nome al dolore e alla sofferenza. Oggi riesce a raccontare la sua storia ai ragazzi che incontra nelle scuole e nelle università, come oggi alla facoltà di scienze della formazione. Detenuto al Beccaria prima, a San Vittore poi, l’incontro con Don Claudio gli ha cambiato la vita.
Quarto Oggiaro, periferia nord di Milano. Se non sei abbastanza forte, l’ambiente in cui vivi ti porta a fare delle scelte, spesso sbagliate. Daniel è arrivato a rapinare una banca. Ha sbagliato, ha pagato per gli errori, oggi è laureato ed è un educatore di comunità. Raccontare la sua storia lo mette in comunicazione con chi lo ascolta.
“RICORDARE LE VITTIME DEL COVID E’ UN DOVERE. I SANITARI FECERO TUTTO IL POSSIBILE”
Piacenza ha ricordato le vittime del Covid al Giardino di Vita di via Portapuglia, dove ogni albero piantato rappresenta una vita che non c’è più. Una cerimonia toccante ed emozionante in cui hanno preso la sindaca Tarasconi, il vice Prefetto Swich, il consigliere provinciale Albasi, il vescovo Cevoloto e il direttore sanitario Magnacavallo, tre anni fa in prima linea nelle vesti di direttore del pronto soccorso dell’ospedale. Proprio da lui la riflessione più amara: “ciò che sembrava potesse essere un insegnamento, oggi ci si ritrova con episodi di violenza verso gli operatori sanitari, con indagati per dubbie situazioni di malpractice in quel periodo, allora vien da dire che forse non si è vissuti tutti la stessa situazione, forse il messaggio non è chiaro. Lì tutto il mondo sanitario ha fatto il possibile”.
A FEBBRAIO, 20 DONNE HANNO CHIESTO AIUTO AL CENTRO ANTIVIOLENZA
Nel solo mese di febbraio, al del centro antiviolenza di piacenza, sono arrivate 20 richieste di di aiuto, quasi una donna al giorno insimma ha chiesto aiuto perché vittima di violenza, nella grande maggioranza dei casi consumata nelle mura domestiche dal marito o dal compagno. Il dato allarmante riferito dalla presidente del centro antiviolenza Donatella Scardi dimostra ancora una volta che l’attenzione su questo tema non è mai alta abbastanza. Il protocollo firmato in prefettura tra comune provincia, procura, forze dell’ordine, ausl e ufficio scolastico provinciale ha proprio l’intento di uniformare linguaggi e metodi contro la violenza di genere.
FUTURI ARCHITETTI AL LAVORO PER LO STUDENTATO NELL’EX CONSORZIO AGRARIO
Da domani questi studenti del Politecnico saranno al lavoro per il progetto che vede al centro il recupero dell’ex consorzio agrario con la realizzazione di una residenza per studenti che si chiamerà Molini degli orti. Si tratta di un’area di 9mila metri quadrati destinata a residenza speciale su cui gli studenti cominceranno il lavoro di studio. Piacenza da anni soffre un cronico problema di mancanza di alloggi per universitari ma nello stesso non vuole rinunciare alla vocazione di città universitaria forte dei suoi poli.
STEFANIA: “MIA FIGLIA PESAVA 24 CHILI. OGGI E’ TORNATA A SORRIDERE”. SANITA’, FAMIGLIA E SCUOLA LAVORINO IN RETE
“Essere mamma di una ragazza con un disturbo di anoressia non è facile. La nostra storia inizia 25 anni fa quando mia figlia aveva 16 anni e siamo piombati in questo inferno. Mia figlia è sempre stata una ragazza timida, ma molto brava a scuola. Dopo un lutto in famiglia sono cominciati i primi problemi. Quando è andata all’università ha iniziato a perdere peso. Quando ci siamo rivolti ai professionisti sanitari la situazione era drammatica. Da allora ha subito undici ricoveri. È arrivata a pesare 24 chilogrammi. L’ultimo ricovero è stato a Parma. Quando è uscita ero terrorizzata di non essere in grado di occuparmi di lei, di gestire questo malessere che era suo, ma anche nostro: mio, di mio marito, della nostra figlia più piccola che ha subito questa situazione. Il percorso con la dottoressa Negrati ci ha aiutato. Mia figlia si è laureata, dal 2006 non ha più subito ricoveri e convive co la sua malattia. È tornata a sorridere”.
Questo è il toccante racconto di Stefania, una mamma che ha vissuto in prima linea il disturbo del comportamento alimentare della figlia che si è ammalata a 16 anni. Perché l’anoressia non è un capriccio, ma una vera e propria patologia psicosomatica che come tale deve essere curata e presa in carico.
Uscire dal tunnel è possibile, a patto che tutte le tessere del mosaico prendano il loro posto e facciano la loro parte dalla sanità fino alla famiglia e alla scuola. Dalla necessità di mettere al centro famiglia e scuola ha preso le mosse la riflessione del convegno dal titolo “I disturbi dell’alimentazione e della nutrizione (Dna): il ruolo della famiglia e della scuola” organizzato dall’Ausl di Piacenza e l’associazione Puntoeacapo in occasione della Giornata del fiocchetto lilla che si è svolto nella cornice di sala Colonne all’Ospedale di Piacenza.
Fare il punto sui numeri a Piacenza è spettato a Massimo Rossetti, direttore di Neuropsichiatria e psicologia infanzia e adolescenza e responsabile del percorso diagnostico e terapeutico creato dalla Ausl che, non potendo partecipare di persona ha lasciato un video messaggio per l’occasione in cui ha evidenziato come l’Azienda Usl di Piacenza abbia in carico 195 soggetti di cui 77 inseriti nel percorso diagnostico terapeutico assistenziale. Oltre la metà dei pazienti (55%) ha tra i 16 e i 20 anni e il 23% sono giovanissimi tra i 12 e i 15 anni: quindi abbiamo il 70% dei pazienti è in età evolutiva senza contare tutti quelli esclusi dal percorso perché al di sotto dei 12 anni.
La dottoressa Mara Negrati, medico nutrizionista e presidente dell’associazione Puntoeacapo ha sottolineato l’importanza di “saper leggere tra le righe, perché spesso il disagio non è manifesto e avere un occhio attento ai cambiamenti riguardo la relazione con il cibo, il corpo e l’umore può facilitare l’intercettazione precoce dei disagio. La famiglia gioca, quindi, un ruolo determinante nella buona riuscita del recupero dei ragazzi: ma per essere cardine della regressione della malattia è necessario che il nucleo familiare sia supportato e guidato”.
Ma come si chiede aiuto se ci si riconoscono i sintomi di un disturbo dell’alimentazione? “Attraverso la rete sanitaria sia territoriale sia ospedaliera – ha sottolineato la dottoressa Jessica Rolla, medico nutrizionista dell’Ausl di Piacenza e responsabile dell’ambulatorio dei Disturbi comportamenti alimentari/Malattie metaboliche – che comprende medici di famiglia e pediatri, ambulatori specializzati, terapia ambulatoriale intensiva fino ad arrivare alla riabilitazione intensivo e, quando necessario al ricovero ospedaliero. Da tempo è inoltre attivo il percorso lilla in Pronto soccorso che consente l’attivazione immediata del percorso di valutazione da parte dello specialista e l’avvio, quando necessario, alla presa in carico. Nel 2022 l’ambulatorio ha valutato 160 nuove visite effettuate per valutazioni mediche per sospetto disturbo del comportamento alimentare. Ventotto pazienti con diagnosi di disturbo alimentare. Undici entrate nel percorso terapeutico. Altre 60 mantenute in follow up per monitoraggio. Nel 2023 abbiamo già effettuato 12 valutazioni effettuate di cui quattro diagnosi con diagnosi già accertata”.
Il biologo nutrizionista Alessandro Rampulla è entrato nel dettaglio della riabilitazione psiconutrizionale partendo dal chiarire il ruolo di “leptina e grelina, due ormoni che regolano, rispettivamente, il senso di sazietà e l’appetito. Quando una paziente dice che non ha fame è vero, perché nel suo organismo l’equilibrio tra leptina e grelina è alterato. Il pasto assistito, oltra a un’importante componente di supporto psicologico nel momento più delicato, è funzionale a riequilibrare il bioritmo della fame e della sazietà. Nel 2021 abbiamo erogato 1070 pasti assistiti, numero che nel 2022 dopo la pandemia e le conseguenze psicologiche che ha avuto è salito a 2015. Nel 2023 abbiamo già registrato 500 pasti”.
Non possiamo pensare di curare i ragazzi senza prenderci cura della famiglia – ha evidenziato la psicologa psicoterapeuta Giulia Bensi che ha illustrato i percorsi di parent training e dei gruppi Maudsley – che rappresenta una risorsa primaria per l’intercettazione dei campanelli di allarme, ma soprattutto deve essere indirizzata alla corretta gestione dell’iterazione con i proprio figli trasmettendo interesse, fiducia e conferme senza essere troppo critici o ossessionati”.
Anche la scuola può giocare un ruolo importante nella prevenzione e nella cura. Le psicologhe e psicoterapeute Elisa Bisagni e Anna Vecchia hanno illustrato come si possa fare prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare attraverso l’educazione al senso critico rispetto ai social e ai modelli che troppo spesso vengono trasmessi attraverso questi canali. “Con il progetto I like myself – ha sottolineato la dottoressa Bisagni – lavoriamo su fattori di rischio promuovendo la partecipazione attiva dei ragazzi nello sviluppo di una visione realistica dei messaggi trasmessi”.

“PER LA SICUREZZA DEGLI OPERATORI SANITARI BISOGNA AGIRE SUI CITTADINI”
Sono una decina i casi di violenza verso gli operatori sanitari accaduti all’ospedale di piacenza; una realtà che, in particolare nell’ultimo periodo, ha fatto registrare parecchi casi su tutto il territorio nazionale.
L’azienda sanitaria locale e FIASO hanno deciso di affrontare il problema ponendo l’accento sulle misure e sulle iniziative da attuare per la difesa dei professionisti. In particolare ad essere prese di mira, soprattutto professioniste donne perché numericamente superiori, nei reparti di emergenza urgenza e di salute mentale, ma anche personale amministrativo. Il fenomeno è aumentato nel post pandemia ma anche a seguito dell’obbligo vaccinale, a causa della mancata percezione dell’importanza dei vaccini.
FACOLTA’ DI MEDICINA ALLA RICERCA DI NUOVI SPAZI. A BREVE DISPONBILE PALAZZO PORTICI. L’EX OSPEDALE MILITARE DIVENTA UTOPIA?
ANORESSIA E BULIMIA, PICCOLE PAZIENTI ANCHE DI 9 ANNI
La giornata nazionale del Fiocchetto Lilla si celebra il 15 marzo di ogni anno dal 2012, da quando Stefano Tavilla ha perso la figlia Giulia a soli 17 anni a causa di un disturbo del comportamento alimentare. L’anoressia e la bulimia non sono un capriccio, al contrario una vera e propria patologia psichiatrica.
I disturbi del comportamento alimentare sono sempre più frequenti così come si abbassa notevolmente l’età del pazienti, soprattutto femmine. Un forte e preoccupante aumento si è registrato anche a Piacenza nel 2021 dopo la pandemia, quando da 20 casi all’anno si è passati a 67. Oggi i pazienti in carico all’azienda sanitaria locale sono 195.
Per sensibilizzare la cittadinanza l’Ausl ha organizzato tre eventi, uno di questi in collaborazione con il liceo Respighi.
QUANDO LA TECNOLOGIA INCONTRA LA STORIA AL LABORATORIO MUSP
Archeologia, arte e tecnologia possono lavorare insieme. Ne è stata una dimostrazione la scansione di un sarcofago egizio effettuata da un sistema robotizzato, sviluppato dai ricercatori del Laboratorio MUSP, i cui componenti sono stati integrati grazie ad un finanziamento della Fondazione di Piacenza. Il fine ultimo è il miglioramento delle conoscenze scientifiche e delle analisi conservative che vengono effettuate su reperti di questa importanza.
Il sarcofago è uno dei pezzi più pregiati della mostra Egitto Svelato, curata dal Comune di Piacenza in collaborazione con l’Istituto Europeo del Restauro, che si è chiusa nei giorni scorsi a Palazzo Gotico: appartenente allo scriba del granaio della casta sacerdotale di Amon-Ra, è totalmente decorato, caratteristica dei sarcofagi della 21a dinastia, ed è un prestito del museo civico archeologico di Bergamo verso cui è partito subito dopo la scansione.
Il profilometro, che ha consentito la scansione tridimensionale. è costituito da una sorgente laser e da una telecamera che permette di ricostruire la geometria 3D. Abbinando il movimento del robot alla scansione di
una linea, si possono ricostruire superfici complesse e programmare, in maniera autonoma, traiettorie del robot per esplorare, con maggiore dettaglio, zone particolari dell’oggetto osservato.
L’incontro tra l’Istituto Europeo del Restauro -nella persona del Presidente dott. Teodoro Auricchio- ed il Laboratorio MUSP del Tecnopolo di Piacenza sede Casino Mandelli- nella persona del Direttore, Prof. Michele Monno-, laboratorio appartenente alla Rete Alta Tecnologia della Regione Emilia-Romagna, è stato facilitato dal Comune di Piacenza per il tramite dell’Assessore all’Università e Ricerca del Comune di Piacenza, Francesco Brianzi che, proprio in occasione della mostra, aveva organizzato una serie di incontri dal titolo “La ricerca incontra l’arte”.



