RIFIUTI, CENTRODESTRA “VI SIETE ACCORTI SOLO ORA CHE CI VUOLE UN CAMBIO DI PASSO?”. TARASCONI “TRE SQUADRE OPERATIVE SONO GIA’ IN CAMPO”

Pare abbia già prodotti effetti positivi la strigliata che la sindaca ha rivolto ai vertici di Iren sul tema rifiuti. A confermarlo è stata la stessa Tarasconi, in consiglio comunale, dopo i numerosi interventi dei consiglieri in sede di comunicazioni. “Il tema della tariffa puntuale è una questione di equità perché mi troverò a pagare per i rifiuti  che produco – ha detto la prima cittadina – oltre che una questione di tutela dell’ambiente. Dal 1 gennaio è successo qualcosa che viene da lontano; ci vogliono anni. Ferrara – ha portato come esempio Tarasconi – è passata alla puntuale nel 2018; siamo nel 2026, noi ci arriviamo oggi. Che ci siano difficolta è innegabile, ci sono errati conferimenti che non sono figli della puntuale. Iren ha gestito bene il passaggio? Vi rispondo di no – ha ribadito la sindaca – la richiesta che ho fatto ai vertici è stata netta e chiara, ma da tempo era in corso una interlocuzione. Sono 19 giorni che è iniziato il nuovo sistema, vediamo cosa c’è da sistema e riparare in corso d’opera, intanto ci sono già tre squadre operative che girano in città”.

“C’era bisogno di fare un incontro per capire che occorreva un cambio di passo? – è la domanda retorica del consigliere Massimo Trespidi – le criticità c’erano da tempo, non da un paio di giorni. Prima però, sembrava fossero solo da addossare all’inciviltà dei cittadini; ma la fase preliminare all’avvio ufficiale del nuovo sistema a cosa è servita allora? Iren ha le sue responsabilità sottolinea il consigliere del gruppo Barbieri Liberi – ma anche il Comune di Piacenza; siamo soci di Iren, forse sarebbe stato il caso di farci sentire nelle opportune stanze, finiamola di gettare fumo negli occhi dei cittadini”.

“La tariffa puntuale non è stata configurata da questa amministrazione -precisa il consigliere di maggioranza Luca Dallanegra – noi stiamo operando la fase più delicate, la transizione.  I problemi li affrontiamo, non li strumentalizziamo. La sindaca ha ottenuto il cambio di passo richiesto ad Iren
saggezza sarebbe aiutare a gestire questo cambiamento, non criticarlo”.

A fargli eco la capogruppo di Fratelli d’Italia Sara Soresi “vedo che oggi, anche la maggioranza si è resa conto del disastro di questo sistema – e riferendosi alle 1700 segnalazioni che i cittadini hanno rivolto ad Aresir, ha detto “Iren è stata multata e, avendo così fatto una figura terribili, il Comune è stato costretto ad intervenire”.

La consigliera del gruppo Misto Claudia Gnocchi ha puntato l’attenzione sui controlli che siano “veri e sistematici” auspicando “indagini più rigorose sui rifiuti abbandonati, per risalire alla persona che ha compiuto il reato, anche utilizzando la videosorveglianza e comminando sanzioni amministrative. Iren potrebbe investire anche solo una microscopica parte del suo utile nei confronti delle associazioni che promuovono raccolte dei rifiuti abbandonati, definendo una premialità nei confronti di chi le organizza”. Poi c’è il tema della comunicazione “attraverso l’enfatizzazione di due aspetti: economico e sociale”. E poi perché non copiare chi è più virtuoso? “uno per tutti: il modello austriaco” ha concluso Gnocchi.

“Siete bravi a fare i disastri, poi quando vi schiacciate le dite date la colpe agli altri. Questo è essere incapaci!!” sbotta la capogruppo della civica di centro destra Patrizia Barbieri – “le criticità de sistema erano già emerse anche nelle commissioni, il problema esiste, cerchiamo di affrontarlo; in Iren ci sono rappresentati come Samuele Raggi e Stefano Borotti che avete scelto voi!”

“Questa amministrazione per tutto il 2025 ha assecondato Iren – ha detto il consigliere della Lega Luca Zandonella – poi nell’anno delle pre-elezioni ha chiesto un cambio di passo, non siete credibili”. Per contro la consigliere di maggioranza Sibilla Brusamonti “la raccolta puntuale non è solo un capriccio ma soprattutto ecologia, perché il nostro ambiente ha bisogno che differenziamo di più. Collaboriamo tutti e non sosteniamo gli atteggiamenti incivili”.

 

LA PROTESTA DI GENITORI E INSEGNANTI CONTRO GLI ISTITUTI COMPRENSIVI. “CI AVETE TACIUTO TUTTO”. PASSA LA MOZIONE DEL CENTRO SINSITRA PER UNA TRANSIZIONE PROGRESSIVA

Cresce la protesta di insegnanti e genitori verso l’imminente attuazione, dal prossimo anno scolastico degli istituti comprensivi, incrementata dall’imminenza del termine delle iscrizioni fissata, a livello, ministeriale al 14 febbraio prossimo. In piazza Mercanti c’erano sia docenti di primaria di primo e secondo e grado sia genitori e piccoli studenti, in tutto 100 /150 persone. Tutti alla ricerca di risposte che, fino ad ora, pare non ci siano state o non abbastanza; soprattutto per quello che riguarda il passaggio dalla primaria di primo grado a quella di secondo. “Disonesti – recita un cartello – ci avete taciuto tutto”.

E intanto in consiglio comunale era in discissione la mozione del centro sinistra “indirizzi e azioni di supporto per la transizione al sistema degli Istituti Comprensivi”, approvata all’unanimità.

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RACCOLTA RIFIUTI, TARASCONI CONVOCA IREN: “COSI’ NON VA. SERVIZIO INACCETTABILE. CI VUOLE UN CAMBIO DI PASSO IMMEDIATO”

Che la nuova raccolta porta a porta dei rifiuti porti con sé parecchie criticità è sotto gli occhi di tutti; e non tutte le responsabilità sono da addossare all’inciviltà di alcuni. C’è qualcosa che non va nel sistema, evidentemente. In poche occasione la sindaca Tarasconi è intervenuta sull’argomento delegando spesso il vice sindaco Bongiorni. In una nota, Palazzo Mercanti fa sapere che la prima cittadina “ha convocato Iren a un confronto operativo sul tema del decoro urbano e della gestione dei rifiuti, alla luce delle criticità emerse nelle ultime settimane con l’avvio del nuovo sistema. Un incontro dal tono diretto e senza ambiguità, al quale hanno partecipato anche il vicesindaco Matteo Bongiorni e lo stato maggiore di Iren Ambiente, con la presenza dei vertici Eugenio Bertolini, Federica Grassi, Domenico Mazzocchi, Samuele Raggi e Stefano Borotti, a conferma della rilevanza e dell’urgenza del tema”.

Chiarezza prima di tutto: “Così non va – dice chiaramente la sindaca – ho detto a Iren che il livello di servizio attuale è inaccettabile: Piacenza merita molto di più e serve un cambio di passo immediato, nei fatti, non a parole. Le difficoltà riscontrate sul territorio non possono essere archiviate come una normale fase di assestamento. Una città sporca, segnata da abbandoni di rifiuti e situazioni di degrado diffuse, rappresenta un segnale sbagliato per i cittadini e un danno concreto sul piano ambientale.

Il Comune ha quindi chiesto a Iren un cambio di passo immediato e misurabile. “Abbiamo chiesto a Iren un cambio di passo immediato e misurabile. Non promesse, ma risultati concreti sul territorio”,  ha ribadito la sindaca. Il sistema di raccolta puntuale si basa su un disciplinare approvato nel 2018, che definisce obiettivi precisi in termini di efficienza, qualità del servizio e decoro urbano. Proprio per questo l’Amministrazione ritiene inaccettabile che le criticità emerse ricadano sui cittadini. Il decoro non è una questione meramente estetica: è rispetto per Piacenza, è qualità della vita, è responsabilità verso l’ambiente e verso le generazioni future. Una raccolta differenziata che funziona male non è solo un problema operativo, ma un fallimento che incide sull’intera comunità.

Nel corso del confronto è stato affrontato anche il tema delle card per il nuovo sistema di raccolta. Il Comune ha chiesto conto dello stato delle consegne: ad oggi ne sono state distribuite circa 50mila, mentre le restanti verranno consegnate nelle prossime due settimane. Un passaggio cruciale, perché la piena operatività del sistema non può prescindere da una dotazione completa e tempestiva per tutti i cittadini.

L’Amministrazione ha inoltre sottolineato come ogni cambiamento, soprattutto quando incide sulle abitudini quotidiane, possa generare smarrimento e confusione. È proprio in questi contesti che i comportamenti incivili rischiano di proliferare, sfruttando le difficoltà iniziali e le incertezze. Per questo il Comune ha ribadito la necessità di contrastare con decisione i fenomeni di inciviltà legati all’abbandono dei rifiuti, affiancando alle azioni organizzative un presidio costante del territorio.

In questo quadro, sono già operative squadre straordinarie impegnate ogni giorno nella pulizia della città, con l’obiettivo di garantire decoro e interventi tempestivi nelle situazioni più critiche. Accanto a ciò, l’Amministrazione ha rivolto un appello chiaro ai cittadini: non abbandonare rifiuti fuori dai contenitori e segnalare tempestivamente, tramite l’app di Iren, le situazioni di degrado e incuria. La collaborazione dei cittadini è fondamentale, ma deve poggiare su un servizio che funzioni e su risposte rapide e visibili.

Tra le richieste avanzate dal Comune resta prioritaria anche quella dell’azzeramento del conteggio dei conferimenti del mese di gennaio ai fini della tariffa, per evitare che i cittadini paghino le conseguenze di una fase di transizione gestita in modo insufficiente. «Non permetteremo che i cittadini paghino le conseguenze di una fase di transizione gestita male: chi gestisce un servizio pubblico deve garantire qualità, efficienza e rispetto per la città», ha concluso la sindaca Tarasconi.

Sul fronte dell’informazione, è stato chiesto di rafforzare e prolungare il punto informativo di Iren già attivo in piazza Sant’Antonino, oltre alla presenza in Piazza Cavalli nei giorni di mercato, per accompagnare i cittadini in modo chiaro e continuo.

Accanto agli interventi immediati, il Comune ha chiesto l’istituzione di un tavolo permanente Comune–Iren, finalizzato a individuare correttivi adeguati attraverso un confronto diretto, costante e operativo, basato sui dati e sull’andamento reale del servizio. In questo percorso rientra anche la sostituzione progressiva delle attuali campane per la raccolta differenziata, ritenute non adeguate al livello di decoro che Piacenza merita.

L’obiettivo dell’Amministrazione è uno solo: risultati concreti, non promesse. Piacenza ha bisogno di una città più pulita, più decorosa e più sostenibile. Il confronto con Iren proseguirà nelle prossime settimane, ma con una linea chiara e non negoziabile: chi gestisce un servizio pubblico essenziale deve garantire qualità, efficienza e rispetto per la città e per i suoi cittadini.

APPALTO ENERGIA: IL TAR RESPINGE IL RICORSO DI GETEC. IL COMUNE PUO’ PRISEGUIRE NELL’ITER PER I SERVIZI ENERGETICI

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna – sezione staccata di Parma – ha respinto l’istanza cautelare presentata da Getec Italia S.p.A. nell’ambito del contenzioso relativo alla procedura di partenariato pubblico-privato per l’affidamento del servizio integrato di efficientamento energetico e gestione degli impianti comunali.

Con ordinanza depositata il 15 gennaio 2026, il TAR ha respinto la richiesta di sospensione degli atti, consentendo al Comune di Piacenza di proseguire nel percorso intrapreso. L’Amministrazione comunale prende atto con favore della decisione del Tribunale, che ad oggi conferma la solidità del lavoro svolto e la correttezza dell’iter seguito.

“Questo pronunciamento – dichiara la sindaca Katia Tarasconi – ci dice, al momento, che il percorso innovativo scelto dal Comune di Piacenza è stato impostato con serietà, rigore e nel pieno rispetto delle regole. È un passaggio importante che rafforza la convinzione di aver agito nell’interesse pubblico e con una visione di lungo periodo per la città. Proseguiremo nel percorso avviato – aggiunge Tarasconi – che punta a modernizzare il patrimonio pubblico, migliorare l’efficienza energetica e investire su innovazione e sostenibilità, senza farci condizionare da polemiche o strumentalizzazioni. Continueremo a lavorare con trasparenza e responsabilità, nell’interesse esclusivo di Piacenza”.

LE UNIVERSITA’ E LA CITTA’ CHE CAMBIA: LA FONDAZIONE FINANZIA DUE STUDI

È stata sottoscritta in Municipio, nell’ambito della riunione del Tavolo Atenei, la
convenzione tra Amministrazione comunale e Fondazione di Piacenza e Vigevano a sostegno del progetto “Piacenza Città delle Università”, che sancisce e consolida ulteriormente l’impegno condiviso delle istituzioni per promuovere e valorizzare il tessuto accademico locale come elemento identitario e altamente qualificante del territorio.

Si concretizza così, con l’approvazione della proposta presentata dal Comune, il contributo complessivo di 50 mila euro che la Fondazione aveva annunciato per il biennio 2025-2026, a supporto delle attività del Protocollo, definendo alcuni obiettivi specifici. Innanzitutto, la redazione di un piano di comunicazione mirato, che accompagni e dia risalto al percorso della “Città delle Università”, rendendo visibile il contributo socioculturale degli studenti alla vita della comunità e accrescendo la consapevolezza di quanto ciò rappresenti una risorsa anche in termini di potenzialità future di innovazione ed evoluzione del contesto urbano.
A questo primo punto si aggiunge l’esigenza di un’analisi strutturata dell’impatto che la presenza e l’attività degli Atenei esercitano in ambito locale, come elemento strategico che può favorire la creazione di nuove imprese e attività economiche, misurandone le ricadute occupazionali, i benefici sociali e in termini di sviluppo sostenibile, nonché l’impatto delle iniziative di coinvolgimento pubblico promosse dalle Università.

La convenzione evidenzia inoltre la necessità di realizzare uno studio approfondito sui caratteri spaziali, orari e temporali di funzionamento delle
sedi universitarie, finalizzato a migliorare l’accessibilità dei servizi pubblici e privati, a garantire una distribuzione più equilibrata dei flussi e una più ampia disponibilità in fasce orarie congruenti con i ritmi di vita degli universitari.

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RACCOLTA RIFIUTI: ATERSIR HA AVVIATO UN PROCEDIMENTO DI VERIFICA VERSO IREN. APPLICATA PENALE DA 2500 EURO

“Atersir, l’Agenzia Territoriale dell’Emilia Romagna per i Servizi idrici e Rifiuti, ha avviato un procedimento di verifica e penale nei confronti di Iren in conseguenza di alcune segnalazioni provenienti da cittadini di Piacenza”, è quanto si apprende dal riscontro ad un accesso agli atti effettuato da Sara Soresi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale, con il quale chiedeva conto delle segnalazioni, comunicazioni ufficiali e contestazioni sollevate dal Comune di Piacenza verso Iren nonché da Atersir.

“Dalla risposta all’accesso agli atti – spiega Soresi – emerge innanzitutto che dal 2023 ad oggi il Comune di Piacenza ha ricevuto dai cittadini oltre 1700 segnalazioni connesse alla raccolta dei rifiuti ma che, ciò nonostante, l’Ente non ha sollevato alcuna contestazione nei confronti di Iren né ha trasmesso segnalazioni ad ATERSIR. Un dato grave, perché dimostra che il Comune non ha svolto il proprio ruolo di controllo e non ha tutelato i cittadini nonostante le numerose segnalazioni pervenute”.

“Accanto a questa criticità – prosegue la capogruppo – emerge anche un elemento positivo: a dicembre avevo analizzato il contratto della raccolta puntuale, evidenziando diverse prescrizioni spesso disattese da IREN, ed avevo invitato i cittadini a segnalare i disservizi non solo al Comune ma anche direttamente ad ATERSIR. Quelle segnalazioni hanno prodotto effetti concreti. Da un atto ufficiale risulta infatti che, a seguito di una segnalazione presentata da un cittadino il 29 dicembre e di successive ulteriori segnalazioni per il mancato ritiro dell’indifferenziato nei giorni previsti, ATERSIR ha avviato un procedimento di verifica nei confronti di IREN, applicando una penale di 2.500 euro per mancanza o irregolarità nell’esecuzione delle prestazioni, oltre alla decurtazione dell’importo relativo al servizio non erogato”.

“Non solo, commenta Soresi: ATERSIR ha qualificato la violazione come “inadempimento grave del contratto”. E questo è un elemento molto importante, in quanto il raggiungimento, nell’arco di un anno solare, di tre inadempimenti gravi, può condurre alla risoluzione contrattuale”.

“È un risultato molto importante – sottolinea l’esponente di Fratelli d’Italia – perché dimostra che le segnalazioni corrette e documentate dei cittadini funzionano e che, quando i controlli vengono esercitati, il contratto viene fatto rispettare”.

Da qui l’invito a continuare a segnalare i disservizi: “È giusto informare il Comune, ma è fondamentale rivolgersi anche ad ATERSIR, allegando sempre le comunicazioni di IREN, le foto dei rifiuti non ritirati e ogni irregolarità riscontrata. La raccolta puntuale non è un favore: è un servizio che i cittadini pagano. E chi non rispetta il contratto deve risponderne”.

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“ISRAELE FUORI DALLE OLIMPIADI”: PROTESTA DEI COLLETTIVI AL PASSAGGIO DELLA FIAMMA

Una voce per Gaza, ControTendenze, Collettivo Schiaffo, Laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte, Collettivo 26×1, Palestra Popolare Stevenson, Coro Infrangibile, Rete del Caffè Sospeso, Salaam Ragazzi dell’olivo, USB, SiCobas, SGB, Partito della Rifondazione Comunista, Potere al Popolo!  parteciperanno al passaggio della Fiamma Olimpica, venerdì 16 gennaio dalle 18, per manifestare il proprio dissenso contro la partecipazione di Israele alle Olimpiadi invernali.

“Anche a Piacenza la fiamma olimpica arriverà il 16 gennaio, sfilando per diverse vie del centro storico per essere accolta da un villaggio olimpico temporaneo in piazza Cavalli. Diversi collettivi, partiti e sindacati di base (Una voce per Gaza, ControTendenze, Collettivo Schiaffo, Laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte, Collettivo 26×1, Palestra Popolare Stevenson, Coro Infrangibile, Rete del Caffè Sospeso, Salaam Ragazzi dell’olivo, USB, SiCobas, SGB, Partito della Rifondazione Comunista, Potere al Popolo!) chiamano però alla mobilitazione come sta accadendo già in altre città italiane, anche su sollecitazione di BDS Italia.

Israele infatti potrà partecipare con le sue squadre a questo evento, che diviene un’altra occasione di propaganda e sportwashing per un’istituzione che sta continuando a perpetrare un genocidio, nonostante la presunta tregua firmata a novembre: da allora centinaia di palestinesi sono stati uccisi da Israele e le frontiere continuano ad essere chiuse al passaggio di aiuti umanitari, mentre i palestinesi sopravvissuti continuano a vivere in tende, senza servizi fognari o riscaldamento, al freddo e sotto le intemperie. Recentemente inoltre Israele ha revocato la possibilità di operare a Gaza e in Cisgiordania ad una serie di organizzazioni umanitarie (tra cui Medici Senza Frontiere, Oxfam, ActionAid e Caritas), rendendo ancora più difficile il soccorso alla popolazione palestinese in estrema difficoltà.

Le Olimpiadi, come altri eventi pubblici e di respiro mondiale, sono un’occasione per Israele per presentarsi come uno stato come gli altri, attento ai principi espressi dalla Carta Olimpica: Israele invece ha dimostrato sempre più ferocemente negli ultimi anni di voler imporre sulla Palestina e l’intero Medio Oriente una “democrazia” basata sulla noncuranza dei diritti umani, sulla discriminazione, sul genocidio e la repressione.

Non normalizziamo il genocidio! Rompiamo ogni complicità con la politica di Israele: tra gli sponsor delle Olimpiadi ci sono ENI e Coca Cola, due aziende che stanno lucrando grazie al colonialismo e al genocidio imposti da Israele.

Per tutto questo anche a Piacenza invitiamo ad “accogliere” la fiamma olimpica con bandiere della Palestina e mostrando le vere mani insanguinate di chi sta continuando a uccidere migliaia di civili, bombardando ospedali, affamando e assetando bambini e bambine. Aderisci anche tu, venerdì 16 gennaio tra le 18 e le 19, scegli un punto del percorso e sventola la bandiera della Palestina al passaggio della fiaccola o presentati con le mani insanguinate, la kefya, un fazzoletto rosso del sangue versato in Palestina e in Cisgiordania. No al genocidio, no al colonialismo in Palestina, in Venezuela e dovunque”

 

VESCOVO CEVOLOTTO: “LA REALTA’ NON E’ UNA CARICATURA. CI VOGLIONO CONOSCENZA E DIALOGO”

Distinguere tra provocazione e realtà, perché la prima genera paure e pregiudizi verso ciò che si conosce poco e male. Il Vescovo Adriano Cevolotto non esita nel definire una provocazione la lettura allarmistica che il quotidiano Il Giornale ha fatto qualche giorno fa, descrivendo Piacenza come un “focolaio islamico”.

La realtà è una foto a colori molto diversi, non c’è bianco o nero, si tratta di riconoscere e dare il giusto valore alle cose. Così come si è fatto con i progetto all’interno delle scuole, tutt’altro che proselitismo religioso.

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FONDAZIONE: NEL 2025 EROGATI OLTRE 9,6 MILIONI DI EURO. REGGI: “CONFERMATA L’ATTENZIONE VERSO LE CATEGORIE PIU’ DEBOLI”

È ancora una volta un contributo di rilievo, a favore della comunità, quello che la Fondazione di Piacenza e Vigevano ha assicurato al territorio nell’anno appena concluso. I dati di fine anno registrano oltre 9,6 milioni di euro stanziati per sostenere progetti significativi nell’ambito del welfare, dell’istruzione e della ricerca, dell’arte e della cultura. Di questi, oltre 2,5 milioni sono relativi alla terza e ultima sessione erogativa deliberata nell’ultimo CdA di fine anno.

«È stato un anno importante per la nostra attività istituzionale – sottolinea il presidente Roberto Reggi -. Dal punto di vista erogativo, la ricaduta sul territorio è cresciuta ancora, nella direzione di confermare l’attenzione verso le categorie più deboli, come ci impongono le emergenze dell’oggi e anche la vocazione stessa della nostra Fondazione, che ha nel welfare il suo ambito d’intervento prioritario. La povertà energetica, la fragilità dei giovani Neet, il bisogno di assistenza e di recupero trasversale alle fasce di popolazione ci hanno impegnato a progettare interventi che potessero arginare i problemi, ma anche introdurre soluzioni definitive, come nel caso del sostegno alle Cers, le comunità energetiche solidali. Credo che tanto si potrà fare anche nel 2026 su più fronti, dal contrasto alla povertà abitativa, all’innovazione tecnologica applicata ai servizi socio-sanitari, ai bisogni dei giovani e delle categorie fragili, e con una novità operativa che intendiamo introdurre: una collaborazione strategica e diretta ancor più rilevante con le altre fondazioni bancarie e istituzioni sovraprovinciali, per lavorare in rete, scambiare idee e buone pratiche e attivare azioni condivise».

Il totale deliberato nel 2025 risulta pari a 9.617.649 euro, confermando il progressivo aumento, negli anni, delle risorse impiegate. All’insediamento della presidenza Reggi il deliberato si assestava infatti intorno ai 4,5 milioni di euro.

Dei 9,6 milioni, 315.000 euro sono stati messi a disposizione da partner istituzionali di Rete Cultura Piacenza nell’ambito di progetti di rete legati alla cultura.

Oltre i 9,6 milioni, va invece considerato un ulteriore milione di euro di risorse aggiuntive provenienti da partner locali e soprattutto nazionali, che rappresentano dei cofinanziamenti a progetti dell’ente – è il caso del Festival del pensare contemporaneo, del progetto Energia in comune e di altre iniziative -, rendendo ancora più significativo l’impegno a favore della comunità piacentina e vigevanese.

WELFARE. Prioritario l’impegno della Fondazione in ambito welfare. Tra i progetti sostenuti La Casa Accanto di Fondazione per l’autismo adulto, con il quale sono state attivate strutture abitative attrezzate e dedicate ad adulti neurodivergenti, la ricerca per la valutazione d’impatto che evidenzia il cohousing come modello inclusivo per autonomia, socializzazione e riduzione della dipendenza familiare. Parallelamente, con l’Associazione Oltre l’Autismo, la Fondazione sostiene il progetto Insieme per crescere che ha l’obiettivo di migliorare la qualità della vita di persone nello spettro autistico, accompagnandole nello sviluppo di competenze personali e sociali e fornendo un supporto concreto alle loro famiglie, specialmente nei pomeriggi e nei fine settimana, grazie ad attività ricreative e inclusive.

L’autonomia è al centro anche dell’intervento Costruire futuro a Casa Bella della Cooperativa sociale San Giuseppe: un “progetto ponte” in attesa di accedere al Fondo Regionale per la non autosufficienza e implementare il servizio Casa Bella di Bettola, che offre ai disabili una soluzione abitativa protetta con sostegni personalizzati per la costruzione di un Dopo di noi graduale e partecipato.

Ancora in ambito welfare, tre importanti interventi, tutti in provincia di Piacenza, riguardano l’assistenza agli anziani: Casa di riposo Ceresa (San Giorgio) realizzerà con Siamo qui per te il rinnovo del sistema di chiamata d’emergenza a disposizione degli ospiti, grazie a un nuovo impianto di campanelli che consentirà agli operatori sociosanitari di intervenire in modo rapido ed efficace. Il Comune di Gropparello beneficerà invece di un contributo per l’acquisto di arredi nell’ambito della ristrutturazione dell’ex scuola di Sariano, destinata ad appartamenti autonomi per anziani non autosufficienti al fine di preservarne l’autonomia e prevenire la solitudine. Al Comune di Vernasca è stato destinato un contributo per la riqualificazione degli spazi RSA destinati all’utenza interna e per nuovi servizi socio-sanitari di prossimità per gli anziani della comunità, come fisioterapia e elettrocardiogramma.

Sul fronte dell’accoglienza di donne e bambini in stato di necessità, si inserisce un nuovo contributo alla Fondazione Giulia e Umberto Chiappini, a supporto delle attività del condominio solidale Casa Alba, luogo fondamentale per una vita futura dignitosa e serena.

Più vicini all’ambito sanitario, sono il sostegno all’Associazione per la lotta all’ictus cerebrale Alice e all’Unione parkinsoniani Piacenza, e delle loro attività a favore dei pazienti e dei caregivers. A beneficio dei piccoli pazienti del reparto di Pediatria di Piacenza, si conferma “La magica medicina – gioco e Clown in ospedale” della cooperativa sociale Casa Morgana, che si articola in due servizi complementari: la comicoterapia dei clown dottori e l’animazione “La salute vien giocando”, con attività anche presso scuole, strutture educative e associazioni.

È nel segno dell’aggiornamento tecnologico un progetto per la 29^ Placentia Half Marathon che, grazie all’intelligenza artificiale, favorisce comunicazione, gestione e partecipazione all’evento.

Infine, sempre in ambito welfare, i due interventi “straordinari” Un tetto per Resy e Un furgone per la Magnana. Il primo finalizzato al rifacimento del tetto e alla messa in sicurezza della casa-rifugio situata alle pendici del Monte Rosa e gestita dall’Azione Cattolica della Diocesi di Piacenza-Bobbio per ospitare nei mesi estivi giovani e famiglie del territorio; il secondo volto a sostenere la sostituzione del furgone che la Cooperativa Agricola Sociale “La Magnana” utilizza per realizzare i propri progetti di inclusione sociale in ambito agricolo.

ISTRUZIONE E RICERCA. Numerosi anche gli interventi deliberati nell’ambito della Ricerca e dell’Istruzione. FoodLab Extension è l’iniziativa che vede la Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza mettere al servizio del tessuto agro-alimentare locale un hub di trasferimento tecnologico di supporto all’innovazione e alla competitività del settore.

Con l’Ausl di Piacenza si segnala invece il Sistema di rilevazione dei tempi del paziente chirurgico: un progetto che, tramite tecnologia GPS, gestisce la rilevazione automatica di tutti i tempi legati agli spostamenti fisici del ricoverato: i care-giver, tramite un’app dedicata, potranno seguire l’evolversi dell’intervento con una tracciabilità completa, dal reparto alla sala operatoria e all’area di risveglio.

Infine, dedicato ai più piccoli per avvicinarli alle forme e ai sentimenti della musica colta, torna il progetto Bambini all’Opera ideato con il 4° Circolo didattico di Piacenza. Attraverso un percorso di partecipazione attiva, con laboratori di musica, coro, scenografia, recitazione, coreografia e filosofia, si realizza un’Opera fatta dai bambini per i loro coetanei, destinata a tutte le scuole primarie della città.

ARTE E CULTURA. La terza sessione ha visto l’accoglimento anche di alcuni progetti in ambito culturale. Tra questi, il progetto Stagione del Melodramma proposto dagli Amici della Lirica in collaborazione con l’azienda ASL, il Municipale, il Conservatorio e i Musei Farnesiani per la diffusione della cultura lirica e musicale. Tra gli interventi più innovativi si segnala Stelle Sonanti – Musica nei luoghi di cura, progetto di umanizzazione dell’ospedale, mentre tra le novità 2026, i matinées a Palazzo Farnese, che coniugano musica, storia e attualità.

Nell’ottica di promuovere anche all’estero la città di Piacenza, il suo Conservatorio e il territorio di Giuseppe Verdi, il progetto Saper Vorreste – Dalla Cina alle Terre Verdiane dell’associazione Coming out prevede la produzione di un video documentario, per il piccolo e grande schermo, che racconterà la vita e le relazioni degli studenti cinesi che vivono a Piacenza per specializzarsi in canto lirico.

Particolarmente significativo per la nostra montagna è l’intervento del gruppo teatrale Quarta Parete, che porterà anche quest’anno i suoi spettacoli ad alta quota, nel periodo invernale, nell’ambito della rassegna Sipario sul nostro Appennino, dedicata ai residenti dei comuni montani della provincia.

Infine, con l’associazione De Arte Saltandi torna DAS Festival, progetto di recupero e valorizzazione di Domenichino da Piacenza attraverso spettacoli e attività di formazione in spazi iconici del centro storico. Novità di quest’anno, la collaborazione con Fondazione Teatri Piacenza per la formazione di professionisti della coreografia.

DIOCESI: “ISLAMIZZAZIONE DI PIACENZA? UNA PROVOCAZIONE CHE ALIMENTA PAURE”

Nel dibattito, acceso negli ultimi giorni, sulla presunta “islamizzazione” di Piacenza fomentata da alcuni articoli comparsi su Il Giornale, interviene la Diocesi di Piacenza Bobbio con un comunicato dai toni decisi e fermi che non esita a definire “l’islamizzazione una provocazione volta ad alimentare paure”. Il tema – prosegue la nota firmata da Claudio Ferrari, direttore Ufficio diocesano Scuola, Padre Mario Toffari, direttore Ufficio diocesano Migranti, Emanuele Vendramini, direttore Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso – è la precarizzazione di Piacenza, certamente non da attribuirsi alla religione islamica; terminando nel sostenere che “l’annuncio del Vangelo, oggi, ha una sola via: il dialogo, che non è assolutamente concessione a qualsivoglia iniziativa contro le leggi nostro Paese, ma volontà di ricerca di una convivenza pacifica”. Di seguito il testo integrale

Sostenere che sia in corso una “islamizzazione” di Piacenza pare proprio una provocazione volta ad alimentare paure. La realtà è molto più complessa e non può essere svilita con slogan ad effetto. Storicamente si sono sviluppate nella nostra realtà settori produttivi che hanno attratto persone, lavoratori che svolgessero mansioni non più “gradite” dai piacentini. Queste persone che
contribuiscono al PIL e allo sviluppo economico della nostra provincia hanno evidentemente una storia, una cultura, una lingua, una religione (così come i nostri nonni o parenti che sono andati a lavorare in Belgio, Argentina, Svizzera o Francia), portavano le loro tradizioni e la loro cultura. Se poi l’indagine (o presunta tale) è finalizzata ad individuare il pericolo da cui guardarsi, molto
probabilmente non è la presunta islamizzazione la causa dei veri problemi che ci assillano come della qualità dell’aria, dell’emergenza abitativa, della precarietà sempre più diffusa che genera problematiche sociali in un clima di crescente incertezza per il domani.

Diciamo che c’è una precarizzazione di Piacenza, questo è il vero tema. Ma se nell’intenzione degli autori c’è una preoccupazione religiosa, che vede nell’Islam (ammesso che ne esista uno solo) un pericolo per i nostri valori cristiani, non da adesso il pericolo è l’abbandono di tanti battezzati dalla fede cristiana e dalla sua visione della vita. Se la tradizione cristiano-cattolica deve essere trasmessa nel suo valore anche socio-politico più che preoccuparsi di eventuali pericoli esterni, ci si deve interrogare su quelli interni. Non è una consolazione se il fenomeno non interessa solo la nostra città e provincia.
Esula dalla nostra conoscenza ogni valutazione di schieramento politico di questa comunità ma quello che registriamo piuttosto sono i segni di questa comunità di voler essere parte del nostro tessuto (partecipazione ai tavoli promossi da varie istituzioni cittadine e disponibilità al dialogo ed all’ascolto).

L’annuncio del Vangelo, oggi, ha una sola via: il dialogo, che non è assolutamente concessione a qualsivoglia iniziativa contro le leggi nostro Paese, ma volontà di ricerca di una convivenza pacifica. Sorprende poi che ci si sorprenda di fronte ad iniziative in ambito scolastico di conoscenza dei loro ambienti e della loro fede. C’è solo un modo per abbattere i pregiudizi ed è
quello di una conoscenza cordiale e rispettosa. Le nuove generazioni vivono giornalmente negli ambienti di vita la compresenza di persone di altra cultura e religione. Una situazione che è data e che deve essere vissuta per le opportunità presenti in essa. Va colto inoltre come un segnale importante che l’iter di riconoscimento dello statuto di Moschea al Centro di via Caorsana si sia concluso con una amministrazione di centro destra: c’è quindi un cammino in atto che, vincendo pregiudizi e paure, costruisce una convivenza all’insegna
del rispetto e del dialogo. In questo modo si può sperare di dare vita ad una comunità multietnica, culturale e religiosa. Non significa che non ci siano questioni aperte, problemi normativi e processi di appartenenza da completare. Ma l’intelligente pragmatismo che contraddistingue questa città e
questo territorio saprà trovare le strade per far crescere questa città nel confronto, sapendo che gli uni sono necessari agli altri.