PONTE SUL NURE: RIAPERTURA GIOVEDI’ 19 MARZO

Il ponte sul Nure riaprirà alla viabilità il prossimo giovedì 19 marzo dopo sei mesi di chiusura. Lo ha deciso il Comitato Operativo Viabilità che si è riunito in Prefettura.  L’incontro presieduto dal Prefetto Patrizia Palmisani ha visto la partecipazione della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Piacenza, dei Comuni di Piacenza, Pontenure, Cadeo e Cortemaggiore, di Autostrade per l’Italia, di Tempi Agenzia, Seta S.p.A., Trenitalia Tper, di Rete Ferroviaria Italiana, del 118 oltre al Responsabile Anas Emilia-Romagna, Massimiliano Campanella.
Anas (Gruppo FS Italiane) ha l’illustrato lo stavo di avanzamento dell’importante piano dei lavori di manutenzione del ponte, avviato lo scorso 15 settembre con un investimento di circa 3 milioni di euro.
Gli interventi di manutenzione si sono concentrati al ripristino conservativo dell’opera che hanno reso necessaria l’interdizione al traffico del tratto sono in via di ultimazione e la riapertura al traffico del ponte è fissata per giovedì 19 marzo.
Nel rispetto del cronoprogramma e degli impegni assunti con il territorio in sede prefettizia si proseguirà in continuità con la fase successiva dei lavori, mirata al recupero superficiale delle sottostrutture, che sarà eseguita senza interferire con la circolazione stradale. Nei sei mesi di chiusura invece gli interventi di manutenzione si sono concentrati al ripristino conservativo dell’opera ed hanno reso necessaria l’interdizione al traffico del tratto interessato.

L’opera è stata realizzata nel 1838 ed è costituita da quattro pile in alveo e da
cinque arcate in muratura. La struttura originale è stata integrata in epoca recente da un cordolo realizzato in calcestruzzo armato a sbalzo (cioè, che sporge dalla struttura del ponte e sostenuto da struttura interna) su entrambi i lati. I lavori hanno avuto lo scopo di innalzare gli standard prestazionali del ponte rispettando l’originario e storico prospetto.
Il progetto è innovativo in relazione alle caratteristiche del ponte sottoposto a
vincolo: di fatto si è realizzato un nuovo ponte dentro quello esistente.
Contestualmente alla riapertura del Ponte alla circolazione a decorrere dal
prossimo 19 marzo cesseranno la loro efficacia le ordinanze vigenti in questi mesi di limitazione alla circolazione emanate rispettivamente da Anas e dalla Provincia di Piacenza, oltre che la misura di mitigazione del pedaggio gratuito nel tratto autostradale della A1 tra Piacenza Sud – Fiorenzuola d’Arda.
Analogamente anche i servizi sanitari del 118 saranno riorganizzati nei termini
antecedenti alla chiusura dell’infrastruttura.
Per quanto attiene, invece, gli orari ed i percorsi dei servizi di Trasporto Pubblico Locale interessati verranno modificati a decorrere dal prossimo lunedì 23 marzo. Sino a questa data resteranno in vigore i servizi attuali.Nei prossimi giorni tutte le informazioni di dettaglio verranno rese disponibili
attraverso il sito web e gli altri canali istituzionali di SETA.

Rispetto al trasporto ferroviario Trenitalia Tper e Regione Emilia Romagna hanno confermato che l’attuale numero di 30 corse con fermate a Cadeo e Pontenure sarà integralmente confermato fino al prossimo 13 giugno 2026, per poi essere stabilizzato nel numero di 27 in via ordinaria, prioritariamente per i treni della relazione Milano/Parma-Bologna.
In conclusione il Prefetto ha espresso il proprio compiacimento per l’importante risultato raggiunto da parte di Anas nel rispetto delle tempistiche preannunciate, nonché per l’efficacia del modello gestionale che ha visto la massima collaborazione da parte di tutti glie enti coinvolti con la limitazione dei disagi connessi alla messa in opera dell’intervento.

Foto area di Paolo Gaboardi 

PC EXPO: MAGGIORANZA CORRE IN DIFESA “FIERA RISORSA PER IL TERRITORIO”. CENTRODESTRA “QUALCOSA NELLA GESTIONE NON HA FUNZIONATO”. CAVALLI CITA DALI’ “CHE PARLINO BENE O MALE, L’IMPORTANTE E’ CHE PARLINO”

“La decisione di trasferire dal 2027 le Giornate Italiane del Sollevamento dalla fiera di Piacenza a Parma rappresenta una notizia gravissima per la nostra città e certifica, ancora una volta, il fallimento delle politiche dell’amministrazione guidata dal sindaco Katia Tarasconi nella gestione e nel rilancio del polo fieristico”. Parte da qui il commento di Massimo Trespidi, consigliere comunale della lista civica di centrodestra.

“Stiamo parlando di una manifestazione che negli ultimi anni ha portato a Piacenza migliaia di operatori e visitatori. Una fiera in forte crescita, che avrebbe meritato una strategia chiara e investimenti efficaci per consolidarne la presenza in città. Invece oggi assistiamo all’ennesima fuga di una manifestazione di rilievo verso un’altra città, con Parma pronta a raccogliere i frutti di ciò che Piacenza non è stata in grado di difendere”.

Trespidi non risparmia neppure il Comune: “la cosa ancora più sorprendente è che questa fuga l’abbiamo appresa dai giornali, nonostante il Comune sia il socio di maggioranza di Piacenza Expo. È legittimo quindi chiedersi come sia possibile che il principale azionista venga informato in questo modo di una decisione così rilevante per il futuro del polo fieristico”.

“Che fine hanno fatto gli annunci dell’amministrazione comunale sul rafforzamento del polo fieristico? Che risultati concreti hanno prodotto gli aumenti di capitale realizzati negli ultimi anni dalle amministrazioni comunali per circa un milione e mezzo di euro complessivi? Risorse pubbliche, quindi soldi dei piacentini, che avrebbero dovuto servire proprio per affrontare e risolvere quei limiti infrastrutturali che oggi vengono nuovamente denunciati” si domanda il consigliere.

“Gli stessi organizzatori della fiera avevano evidenziato da tempo criticità evidenti, a partire proprio dalla carenza di parcheggi. Il Comune aveva annunciato interventi, come i 300mila euro stanziati per l’ampliamento del parcheggio, intervento indicato come fondamentale per sostenere la crescita delle manifestazioni. Ma evidentemente questi interventi sono arrivati tardi o non sono stati sufficienti”.

“Se le fiere più importanti decidono di andarsene, significa che qualcosa nella gestione e nella strategia non sta funzionando. La sensazione – conclude l’affondo – è che la portaerei stia lentamente affondando.

Anche la capogruppo della civica di centro destra Patrizia Barbieri interviene sull’argomento: “la nostra amministrazione aveva fortemente creduto nella fiera, promuovendo un lavoro sinergico, con un aumento di capitale importante e lavorando perché la Regione non dismettesse le proprie quote.
Ora tutto pare vanificato, e mi chiedo allora che fine abbia fatto la promessa di una strategia di crescita dell’Ente fieristico, più volte annunciata dopo la perdita del Fivi ma mai arrivata .
Pare quindi ormai evidente quanto da noi più volte denunciato e cioè il fallimento di un piano industriale, mai reso noto , che vede un’ enorme corresponsabilità dell’Amministrazione comunale e di Piacenza Expo nel disastro che si è verificato con la perdita di un’altra importante manifestazione fieristica. Ma il problema del parcheggio non si era dunque risolto? Perché il Comune ha allora elargito 300.000 euro a Piacenza Expo per realizzarlo se poi gli eventi fieristici scappano?” si domanda Barbieri.

“Fuori luogo e fuori tema” così i consiglieri di maggioranza definiscono le polemiche sollevate da alcuni esponenti del centrodestra sulla vicenda del Gis che lascerà la fiera piacentina per quella di Parma per la prossima edizione. “È bene ricordare alcuni fatti molto semplici – si legge in nota – Piacenza Expo non è una singola manifestazione, ma un quartiere fieristico che durante l’anno ospita numerose fiere, eventi e iniziative economiche che portano a Piacenza imprese, visitatori e operatori da tutta Italia e dall’estero, generando un indotto importante per alberghi, ristoranti, servizi e commercio.
Per questo motivo negli anni le istituzioni hanno sempre sostenuto la società fieristica con scelte condivise e responsabili: Piacenza Expo non è solo patrimonio del Comune, ma è partecipata anche da soci privati che rappresentano un pezzo importante di tessuto economico ed imprenditoriale del nostro territorio; è quindi una scelta strategica condivisa.

L’aumento di capitale realizzato negli anni scorsi – sostenuto da più livelli istituzionali – aveva proprio questo obiettivo: rafforzare il futuro di Piacenza Expo e tutelare una infrastruttura economica strategica per il territorio.
Allo stesso modo gli interventi infrastrutturali a supporto della fiera, come il parcheggio realizzato a servizio del quartiere fieristico, non sono stati pensati per una singola manifestazione, ma per migliorare la capacità di accoglienza complessiva della struttura e supportare tutte le fiere che ogni anno si svolgono a Piacenza. Chi oggi prova a ridurre tutto a una polemica sui 300 mila euro del parcheggio dimentica volutamente che il quartiere fieristico ospita molte manifestazioni e migliaia di visitatori ogni anno.

Nel sistema fieristico europeo è del tutto normale che le manifestazioni crescano, cambino dimensione e talvolta si spostino. Quello che conta davvero è continuare a rafforzare il ruolo del polo fieristico e lavorare per attrarre nuove iniziative e nuove opportunità per la città.
Colpisce infine che a sollevare queste polemiche siano proprio esponenti politici che negli anni hanno condiviso scelte e percorsi sul futuro della fiera e che oggi sembrano dimenticarlo.
Piacenza Expo è una risorsa della città e del territorio.
Per questo motivo l’impegno dell’amministrazione e della maggioranza resta quello di rafforzarne il ruolo e sostenerne lo sviluppo, con serietà e senza cedere a polemiche strumentali che non aiutano né la fiera né la città”.

Per il momento nessuna replica ufficiale alle critiche avanzate dal centrodestra arriva dall’ente fieristico di Le Mose, né direttamente dal presidente Giuseppe Cavalli. E’ però quantomai curioso e non casuale lo stato che il presidente ha impostato sul social whatsapp citando una frase del pittore Salvador Dalì: che parlino bene o male, l’importante è che parlino di me, anche se confesso che mi piace che parlino male perché questo significa che le cose stanno andando molto bene per me. Autoconsolazione o bisogno di conforto esterno?

 

CARLO CRACCO, AL DIES ACADEMICUS: “USCIAMO DAI CONFINI E CONTAMINIAMO COI NOSTRI PRODOTTI”

E’ l’alleanza tra generazioni il tema che ha caratterizzato il Dies Academicus 2025/2026 dell’Università Cattolica di Piacenza.
Un’alleanza fondamentale anche per lo chef stellato Carlo Cracco, ospite d’onore dell’evento, a cui è stata affidata la prolusione.
L’alleanza tra generazioni diventa essenziale nel processo di tramandare la conoscenza, altrimenti c’è il rischio che si creino vuoti pericolosi e difficili da colmare. “Ai giovani il compito di rafforzarne la conoscenza attraverso passione, lavoro e studio” ha detto lo chef stellato. E per promuovere i prodotti eccellenti della città e della regione Cracco non ha dubbi “usciamo dai confini della città e contaminiamo gli altri, affinché non riescano più a farne a meno”.

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LO CHEF CARLO CRACCO OSPITE DEL DIES ACADEMICUS IN CATTOLICA

Giovedì 12 marzo 2026 avrà luogo la cerimonia del Dies Academicus 2025-2026 della sede di Piacenza e Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore presso il campus di Piacenza (via Emilia Parmense 84).

Interverrà lo chef Carlo Cracco, a cui è affidato il compito di sviluppare il tema “L’alleanza tra generazioni” che caratterizza, con diverse declinazioni, i Dies Academici in tutte le sedi dell’Ateneo.

La mattinata si aprirà alle ore 9.30 nella Piazzetta di Economia e Giurisprudenza con la Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Claudio Giuliodori, Assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo.Alle ore 11.00, nell’Auditorium Gian Carlo Mazzocchi, il Rettore dell’Università Cattolica professoressa Elena Beccalli pronuncerà il discorso inaugurale.
Porteranno il loro saluto istituzionale il Sindaco di Piacenza, Katia Tarasconi, e Monica Patelli, Amministratore Unico di E.P.I.S., a testimonianza del legame tra Università e territorio.

La cerimonia proseguirà con la prolusione affidata a Carlo Cracco, chef stellato e protagonista della scena gastronomica italiana.

A concludere la cerimonia sarà la testimonianza di Rebecca Mariani, dottoranda di ricerca, voce delle nuove generazioni di studiosi.

Il Dies Academicus rappresenta un momento istituzionale di particolare significato per la comunità accademica, occasione per rinnovare l’impegno dell’Ateneo nella formazione, nella ricerca e nel dialogo con la società. La cerimonia potrà essere seguita via streaming dal sito www.unicatt.it

 

LAVORO E WELFARE DI QUALITA’: LE PRIORITA’ DELLA UIL IN VISTA DEL CONGRESSO REGIONALE

Un nuovo sistema di welfare, lavoro e sicurezza: sono stati i temi al centro dell’assembla congressuale della Uil di Piacenza in vista del XIII Congresso Regionale che si svolgerà a fine maggio a Bologna. Al Park Hotel, alla presenza del Segretario Generale Uil Emilia Romagna, Marcello Borghetti, sono state elette le delegate e i delegati che prenderanno parte al congresso regionale.
Welfare e lavoro di qualità, si diceva, strettamente correlati al tema della sicurezza, che costituisce una priorità per la Uil.
“Il nostro modello di welfare comincia a soffrire in concomitanza all’avanzare dell’età media della popolazione – ha spiegato nel suo intervento il segretario provinciale Francesco Bighi – ma il problema più grave riguarda il suo finanziamento. In Italia il fenomeno dell’evasione fiscale è molto presente, di conseguenza tutti i costi sono caricati su lavoratori e pensionati, cioè tutti i cittadini che concorrono a finanziarlo, per questo oggi si trova ad essere in serie sofferenza. Stessa cosa vale per il sistema sanitario; se fino a qualche anno, soprattutto in Emilia Romagna, si riuscivano a soddisfare le richieste, oggi invece non è più così – prosegue Bighi –110 ospedali sono stati chiusi e all’appello mancano 50mila tra medici, infermieri e personale assistenziale. Una carenza che porta inevitabilmente a lunghe liste di attesa per chi necessita di cure”.

Poi c’è il tema della sicurezza, legato a doppio filo al lavoro; ogni anno si contano mille vittime e 500mila infortuni; “negli ultimi tempi abbiamo assistito a stragi che possiamo definire collettive – ha detto Bighi – pensiamo a Firenze, Suviana, al caso di Luana D’Orazio rimasta incastrata e uccisa in un orditoio tessile. Il processo è finito con una condanna a due anni, pena sospesa, a patto di pagare una penale di un milione di euro. Riteniamo – sottolinea Bighi – che questa non sia giustizia. Consideriamo fondamentale agire anche nelle piccole realtà lavorative in cui spesso sono state dirottate attività nocive per la salute; è accaduto anche a Piacenza dove cresce il numero delle malattie professionali, in particolare con alcuni casi di mesotelioma che colpisce soprattutto le donne, nonostante non ci fossero fabbriche che producevano amianto”. Grande attenzione poi ai lavoratori definiti fantasma quelli cioè precari, che non hanno la sicurezza di un contratto, a Piacenza negli ultimi anni presenti in numero crescente, non solo nella logistica, ma anche nel commercio e nei servizi. Temi che la Uil ribadisce con forza anche all’indirizzo del Governo centrale “che – conclude il segretario Bighi – ha ridotto pesantemente le protezioni sociali per le famiglie più deboli e fragili. E se in Italia ci sono 5milioni di persone che vivono sotto la soglia della povertà e altrettanti lavoratori poveri, è chiaro che questo problema va affrontato non a colpi di bonus, ma con una politica che permetta di creare lavoro, in particolare per i giovani che faticano ad avere stabilità e un salario dignitoso”.
Le prossime tappe vedranno la Uil di Piacenza impegnata al congresso regionale a Bologna il 28 e 29 maggio e a quello nazionale, dal 2 al 4 luglio a Padova.

“Nel prossimo congresso parleremo di sviluppo e lavoro di qualità – ha detto il segretario generale Uil Emilia Romagna Marcello Borghetti in chiusura dell’assemblea – ma anche di redistribuzione e aumento del reddito dei lavoratori e delle lavoratrici per colmare quel gap sempre presente tra uomini, donne e giovani; anche scuola e sanità pubblica sono temi che ci preoccupano molto e che la Uil metterà al centro del dibattito nella stagione congressuale”.

“PRENDERE IL VOLO”: LA POESIA DELLA SCENA CHE DIVENTA UN INVITO CONCRETO ALLA SOLIDARIETA’

Dietro lo spettacolo Prendere il volo c’è molto più che un invito a teatro, ma una serie di interventi che mettono al centro le famiglie e la comunità in generale. Tutto nasce dalle attività che Kairos Servizi Educativi sta portando avanti, da circa un paio d’anni, con il Comune di Piacenza all’interno della co-progettazione del programma P.I.P.P.I. , Programma di Intervento Per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione.

Prendere il volo è stato promosso dal Centro per le Famiglie del Comune di Piacenza, inserito, appunto, nel programma P.I.P.P.I., finalizzato a sostenere tutte le famiglie nel difficile compito educativo perché nessuno si senta solo ad affrontare anche le esigenze o le tematiche più delicate e particolari. Lo spettacolo è stato rappresentato a XNL Piacenza. Abbiamo raccolto le voci dei protagonisti di questa virtuosa co-progettazione.

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SUICIDIO ASSISTITO: APP PRESENTA UNA RISOLUZIONE “NEL SEGNO DELLA DIGNITA’”

Una risoluzione nel segno della dignità e che risponde al bisogno di autodeterminazione del malato terminale. L’ha presentata il gruppo consiliare di Alternativa per Piacenza in sintonia con Alleanza Verdi Sinistra. Oggi non esiste una normativa sul tema e questo provoca una situazione di incertezza e indubbia sofferenza a chi si trova nelle condizioni di non poter scegliere, consapevolmente e lucidamente, sulla propria fine. Tra i casi più eclatanti che le cronache ricordano ci sono quelli di Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, Giovanni Nuvoli, Eluana Englaro e dj Fabo.
La regione Toscana, ad oggi, è l’unica in Italia, ad aver approvato una legge regionale sul fine vita nel marzo del 2025, con la quale ha disciplinato, sul proprio territorio, tempi e modi del suicidio assistito.

Forte della sentenza della Corte Costituzionale del dicembre 2025 che ha dichiarato legittimi i principi generali delle legge toscana, bocciando il ricorso del Governo, Alternativa per Piacenza ha deciso di presentare la risoluzione, nella speranza che ottenga la maggioranza dei voti in consiglio comunale e che possa così essere inviata in regione affinché la delibera regionale del 2024 divenga legge e possa essere applicata.

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PRESENZE DA RECORD PER LE FIERE DI PRIMAVERA A PIACENZA EXPO: 24MILA VISITATORI IN TRE GIORNI

Bilancio altamente positivo per l’edizione 2026 di Apimell, Seminat e Buon Vivere. Le tre fiere di primavera di Piacenza Expo dedicate all’apicoltura, al giardinaggio, all’orticoltura e alle tipicità enogastronimiche hanno infatti chiuso i battenti con un dato mai raggiunto finora: 24.000 visitatori, con una crescita di quasi il 5% rispetto all’edizione 2025. Un successo figlio non solo del riconosciuto valore e dell’ormai consolidata tradizione di queste tre fiere, ma anche delle novità organizzative che hanno caratterizzato questa edizione: una nuova area outdoor per Seminat dedicata alla vita all’aria aperta, agli arredi e alle cucine da giardino, un layout espositivo più ricco per Buon Vivere e un nutrito programma di eventi collaterali tra convegni, workshop, corsi, seminari e degustazioni soprattutto per Apimell.

“Un ulteriore sforzo organizzativo di Piacenza Expo – commenta il Presidente della società fieristica piacentina, Giuseppe Cavalli – che ha dato un esito positivo certamente non scontato. Abbiamo coinvolto e ascoltato gli espositori storici di queste tre fiere e, grazie anche al loro contributo, la nostra struttura operativa ha dato prova ancora una volta di elevata professionalità. Il livello qualitativo di Apimell, Seminat e Buon Vivere è cresciuto costantemente nel tempo, e questo sforzo è stato premiato da un risultato positivo. Un grazie a tutti gli espositori che ancora una volta ci hanno dato fiducia, ma anche a tutte le associazioni di categoria per la collaborazione”.
La giornata conclusiva di Apimell è stata animata anche dall’annuale assemblea di Unaapi – Unione nazionale associazioni apicoltori italiani, e dal convegno “Professione e cooperazione in apicoltura” a cura della Federazione apicoltori italiani e Miele in cooperativa con i contributi di Ismea, Crea Agricoltura Ambiente, Cnr e Università degli Studi della Tuscia. Seminat, invece, si è rivelato ancora una volta un appuntamento per lo shopping green con soluzioni per la cura dell’orto domestico e del giardino, mentre le produzioni enogastronomiche di Buon Vivere hanno sfruttato il notevole afflusso di visitatori proveniente dalle altre regioni italiane e dall’estero.
L’edizione 2026 di Apimell, Seminat e Buon Vivere non si è limitata a portare tantissime persone nei padiglioni di Piacenza Expo. Molti visitatori, infatti, dopo la full immersion nelle tre fiere hanno scelto di continuare la loro permanenza in terra piacentina visitando anche la città.

“Con l’attività di incoming che svolgiamo principalmente in occasione delle grandi fiere internazionali – precisa il Direttore di Piacenza Expo, Sergio Copelli – forniamo ai visitatori informazioni su ciò che merita di essere visto sul nostro territorio, sia in città che in provincia, grazie anche al supporto di una nostra guida cartacea con itinerari storici, culturali e turistici. In queste tre giornate abbiamo contato più di cinquanta pullman e grazie anche alla presenza in fiera degli operatori di Destinazione Turistica Emilia, abbiamo arricchito l’esperienza di tanti visitatori con un “dopo-fiera” a carattere culturale. Molti ci hanno chiesto informazioni sui musei civici e su altri luoghi di interesse artistico. Un’ulteriore dimostrazione delle positive ricadute che Piacenza Expo porta al territorio”.
Archiviate Apimell, Seminat e Buon Vivere, il calendario fieristico di Piacenza Expo prosegue ora con i Campionati italiani di scherma (13-16 marzo) e con Armi e Bagagli (21-22 marzo).

8 MARZO: CORTEO TRANSFEMMINISTA DEL COLLETTIVO R-ESISTO

E’ fissato per domenica 8 marzo alle 16 davanti alla coop Infrangibile il corteo R-Esisto del collettivo transfemminista. “Come ogni anno é 8 marzo di lotta – si legge nell’invito – abusi e repressione/silenziamento delle infermiere dissenzienti all’Ausl, rifiuto di incontrare i sindacati di base delle lavoratrici delle pulizie dell’ospedale, diseguaglianza economica di circa 300 euro al mese fra operaie ed operai nella trasformazione agricola, flusso incessante di episodi di violenze e molestie: per tutto questo Piacenza ha bisogno più che mai di un corteo combattivo”.

La giornata comincia con il pranzo vegano alle 12, alle 16 il corteo e alle 18 un momento di autocoscienza alla coop Infrangibile dedicato a soggettività marginalizzate.

“NON SOLO CELEBRAZIONE, MA LOTTA”. CGIL, SETTORI SCUOLA E SERVIZI, IN SCIOPERO NELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DELLE DONNE

In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne, le segreterie provinciali piacentine di Flc Cgil (istruzione, università, ricerca, AFAM) e Filcams Cgil (commercio, turismo e servizi) annunciano l’adesione allo sciopero generale proclamato a livello nazionale per l’intera giornata di lunedì 9 marzo 2026.

«L’astensione dal lavoro nasce dalla necessità di trasformare la ricorrenza dell’8 marzo in un momento di mobilitazione concreta contro una cultura patriarcale radicata e ancora dilagante – spiegano in una nota i sindacati piacentini – .Vogliamo denunciare l’irresponsabilità e l’arretratezza culturale della classe politica che oggi guida il Paese: una destra di governo di fronte alla quale è necessaria una reazione decisa, immediata e strutturata anche da parte del mondo del lavoro».

Tra le ragioni dello sciopero indetto a livello nazionale da Flc e Filcams vi è il persistente gender pay gap, la differenza salariale tra uomini e donne che – secondo le stime – a Piacenza arriva in media al 30%. A questo si aggiunge un fenomeno diffuso di lavoro povero, che colloca l’Italia tra i Paesi con i maggiori divari salariali. In una società in cui il lavoro di cura continua a gravare quasi esclusivamente sulle spalle delle donne, senza un adeguato riconoscimento economico e sociale.

«Questa mobilitazione – precisano i sindacati – non è un’iniziativa isolata, ma l’espressione di un impegno quotidiano nei luoghi di lavoro. Anche a Piacenza – concludono Flc e Filcams – precarietà e bassi salari colpiscono in particolare il terziario e il mondo della conoscenza. Nel turismo e nei servizi il lavoro femminile è spesso segnato da part-time involontari e frammentati, che impediscono una reale autonomia economica».

Al centro della mobilitazione vi è anche la critica al disegno di legge sulla violenza sessuale, accusato di introdurre dinamiche di vittimizzazione secondaria: la sostituzione del concetto di consenso libero e attuale con quello di dissenso rischia infatti di spostare la responsabilità sulla vittima, costringendo le donne a difendere continuamente la propria credibilità nei tribunali.

Infine, i sindacati denunciano la chiusura del Governo sull’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, ritenuta uno strumento fondamentale per contrastare l’aumento dei casi di violenza tra i più giovani e per intervenire sulle radici culturali del problema. L’appello delle segreterie territoriali di Flc e Filcams Cgil è rivolto a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, affinché partecipino alla mobilitazione per rivendicare diritti, dignità e un cambiamento profondo della società.