PROGETTO VITA NELLE SCUOLE: SARANNO I DOCENTI GLI ISTRUTTORI NELL’USO DEL DEFIBRILLATORE

Non è il primo anno che Progetto Vita entra nelle scuole piacentine, ma la novità è che saranno i docenti ad insegnare e sensibilizzare gli studenti all’uso del defibrillatore. Come a dire che in più si è in grado di utilizzarlo, maggiore sono le possibilità di salvare vite. L’amministrazione provinciale proprietaria della scuole superiori e delle palestre, quella comunale titolare delle scuole primarie e secondarie di primo grado, il Coni, l’Ufficio Scolastico Provinciale e Progetto Vita hanno rinnovato il protocollo per l’accordo formativo all’interno delle scuole. A breve, il progetto riceverà il placet anche del Ministero dell’Istruzione e del Merito che lo porterà a raggiungere ad espandersi a livello nazionale nelle scuole.

CHIUSURA SUPERMERCATI SIGMA: SOLIDARIETA’ BIPARTISAN AI LAVORATORI. INFANTINO “LA REGIONE SI IMPEGNI DI PIU'”. BARBIERI “SI APRA ANCHE UN TAVOLO PREFETTIZIO”

Solidarietà bipartisan dall’aula consiliare di Palazzo Mercanti verso i lavoratori del gruppo Realco di Reggio Emilia. Le difficoltà economiche del gruppo hanno portato, anche sul territorio piacentino, alla chiusura di quattro punti vendita gestiti da Sigma. tre dei quali si trovano in città e uno a Castel San Giovanni. “Settanta i lavoratori rimasti senza un lavoro, l’impatto sociale è veramente importante” ha detto il consigliere di Piacenza Coraggiosa Boris Infantino, il primo a sollevare la questione in aula nel corso delle comunicazioni, che ha aggiunto “le istituzioni hanno l’obbligo di intervenire, credo si debba fare molto di più, c’è un tavolo regionale su cui bisognerebbe fare di più”.

Sulla stessa linea anche la consigliera della civica di centro destra Patrizia Barbieri “c’è un tavolo regionale ma credo che, quando ci sono crisi così ampie, sia doveroso e necessario aprire anche un  tavolo prefettizio  come fu per Fedex-Tnt”.

Il consigliere di Alternativa per Piacenza Stefano Cugini, oltre a ribadire la solidarietà per i lavoratori e le loro famiglie, ha allargato il discorso ai dati allarmanti che riguardano la cassa integrazione sul territorio piacentino “uno scenario impossibile da ignorare – ha detto – che ci vede in controtendenza rispetto alla regione: la cassa integrazione è crescita del 58% rispetto al 2024; insieme a Parma, siamo l’unica nota stonata della regione che altrimenti terrebbe. La cassa integrazione poi è triplicata, le aziende stanno lottando per non chiudere: per questo chiediamo alla giunta di avviare una seria relazione con le parti sociali”.

Anche la capogruppo di FdI Sara Soresi ha citato la situazione dei settanta lavoratori Sigma, “con l’auspicio – ha detto – che la regione si faccia carico della situazione”.

 

RABUFFI, APP: “SULLA SEDE DI FORZA NUOVA DAL COMUNE UN SILENZIO IMBARAZZANTE”

“Un silenzio totale, imbarazzante e fragoroso”. Così il consigliere di Alternativa per Piacenza Luigi Rabuffi definisce la reazione dell’amministrazione davanti all’apertura della sede di Forza Nuova, inaugurata pochi giorni fa, all’interno del centro commerciale Farnese. Si sarebbe invece aspettato una risposta ben diversa da parte del Comune; “come la sindaca di Genova Silvia Salis – ha detto Rabuffi – che ha definito la sede di Casa Pound, in città, una provocazione, una presenza non gradita, contraria ai valori repubblicani”.

“Quella vetrina – ha incalzato Rabuffi – non ha nulla di commerciale, solo ideologico, solo prodotto avvelenato e tossico che richiama pagine drammatiche della storia nazionale. Segni che rievocano “idoli” intramontabili. Piacenza non ha bisogno di questa vetrina, Piacenza, medaglia d’oro al valore militare, deve dire basta alle provocazioni, e avrebbe dovuto farlo con la voce della sindaca, dell’assessore alla cultura della memoria, dell’assessore al commercio, orgogliosamente. Invece nulla. Per fortuna ci sono state diverse posizioni, tra cui ApP e altre associazioni,  a testimonianza che Piacenza sa che da che parte stare. A rimetterci saranno i commercianti del centro commerciale Farnese. Un caffè con Katia,  – ha detto Rabuffi rivolgendo un invito alla sindaca – lo organizzi al bar del centro commerciale”.

Intanto, il consigliere di ApP ha richiesto, attraverso un accesso agli atti, la documentazione eventualmente prodotta dalla Polizia Locale (relazione di servizio, relazione ispettiva, verbali, parere) o dagli Uffici comunali competenti per verificare, autorizzare e legittimare l’apertura della sede (e la relativa esposizione di materiale di propaganda politica) nelle vetrine del Centro Commerciale.

VIOLENZA DI GENERE, TRESPIDI “IN PRIMIS SI AGISCA SULLE FAMIGLIE. LA SCUOLA E’ UN OSSERVATORIO PRIVILEGIATO”

Pur premettendo che la mozione non andava letta in chiave politica ma in termini di aiuto e sostegno alla donne vittime di violenza, non ha ottenuto l’approvazione. Per la precisione 16 voti contrari della maggioranza, 10 favorevoli del centro destra e quattro non partecipanti (Alternativa per Piacenza, e i consiglieri Casati e Anelli).
La consigliere Soresi aveva proposto un corso gratuito di autodifesa, un fondo per le vittime di violenza e un maggior sostegno al centro antiviolenza.
Tanto si sta già facendo – ha replicato l’assessora Corvi – sappiamo che purtroppo la gran parte degli eventi avviene in ambito domestico: per cui la tecnica di autodifesa diventa ininfluente. Diverse donne sono ricorse alla fondazione emiliano romagnola per le vittime di reato, alcuni alloggi sono stati messi a disposizioni delle vittime di violenza, “perché sappiamo – ha sottolineato Corvi – il problema è la fase successiva all’emergenza”.

La discussione ha portato a sollevare diverse riflessioni: una delle più significative, che conferma uno spaccato preoccupante, è quella portata all’attenzione dal consigliere Trespidi. Dalla sua posizione di docente e vice presidente di una scuola superiore della città, Trespidi ha riscontrato più di una volta quanto sia in aumento il fenomeno delle violenze domestiche dei genitori, in particolare padri, nei confronti delle figlie, soprattutto all’interno di alcune famiglie straniere.

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CASSA INTEGRAZIONE: NEL 2025, IN PROVINCIA DI PIACENZA ORE AUMENTATE DEL 60%

Nel 2025 le ore di Cassa Integrazione autorizzate a sostegno dei lavoratori delle imprese piacentine in difficoltà sono state 1 milione e 874 mila 1 , in aumento del 58,5% rispetto all’anno precedente (+691mila
ore). L’incremento della CIG è risultato da noi decisamente più elevato di quello registrato a livello nazionale (+10,3%), ma soprattutto in controtendenza rispetto all’andamento medio regionale (-5,5%), dove si è osservata in particolare una riduzione delle ore a Reggio Emilia, Modena e Bologna, oltre che in provincia di Rimini. Da questo punto di vista, solo Parma condivide il trend non positivo di Piacenza, anche se in entrambi i casi i volumi complessivi di CIG rimangono sempre molto contenuti a confronto con gli altri territori.

La ripartizione in base alla tipologia di Cassa evidenzia per Piacenza 1.137.000 ore autorizzate (pari al 61% del totale) relative ad interventi ordinari (a sostegno delle crisi congiunturali), e 737 mila ore relative ad interventi straordinari (a sostegno delle crisi strutturali e delle riconversioni aziendali), risultando azzerata anche nel 2025 la cassa integrazione in deroga. La CIG ordinaria registra a Piacenza un aumento del 17% rispetto al 2024 (circa 160 mila ore in più), mentre diminuisce a livello regionale (-19%) e nazionale (-13%); le ore di Cassa straordinaria sono invece più che triplicate, ben 528 mila in più, a fronte di una crescita molto meno sostenuta in Emilia-Romagna (+34%) e in Italia (+58%).

A livello settoriale è sempre l’industria manifatturiera ad assorbire (stavolta con una quota vicina al 90%) la quasi totalità della CIG nel 2025, per un totale di 1 milione 642mila ore. L’incremento rispetto all’anno precedente è del 73% (+693mila ore), concentrato all’interno della meccanica (+482mila),
della chimica-gomma-plastica (+216mila), dell’editoria e della stampa (+101mila), delle lavorazioni dei minerali non metalliferi (+82mila). Il comparto delle costruzioni ha pesato invece per il 6% del totale delle ore
autorizzate, circa 120mila, in diminuzione del 34% rispetto all’anno precedente. Residuali infine sono risultati il commercio e gli altri settori del terziario, tra cui la logistica (poco più di 3mila ore).

FONDAZIONE, OLTRE 670MILA EURO PER IL RINNOVO DEL BANDO ANZIANI

Aumentano le opportunità d’ingresso anticipato in struttura
per le persone anziane in lista d’attesa per un posto convenzionato nelle case di riposo. Lo consente il rinnovo del protocollo Piacenza per gli Anziani, una iniziativa consolidata a favore delle persone non autosufficienti e dei loro familiari, pensata per ridurre le lunghe attese necessarie ad entrare nelle strutture con tariffa agevolata, promossa dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e sottoscritta anche dalla Consulta diocesana delle Opere socio assistenziali di Piacenza e Bobbio e dai Comuni di Piacenza, Castel San Giovanni e Fiorenzuola d’Arda in qualità di capofila, rispettivamente, dei
Distretti sociosanitari della città di Piacenza, di Levante e di Ponente.

«Oggi abbiamo rinnovato un progetto che ci consente di dare risposta a un bisogno stringente nell’assistenza alla terza età – commenta il presidente della Fondazione Roberto Reggi -, che merita un impegno da parte nostra particolarmente significativo. Per il prossimo triennio stanziamo risorse importanti: con un plafond complessivo pari a oltre 670mila euro, abbiamo voluto potenziare ulteriormente il servizio aumentando i posti disponibili, in modo da alleggerire la difficoltà delle famiglie, che possono usufruire di rette
a costi calmierati. Grazie anche alla collaborazione delle strutture coinvolte, garantiremo a un numero maggiore di soggetti fragili la possibilità di accedere alle Case per Anziani alleviando le difficoltà dovute alle liste d’attesa».

Per la Fondazione si tratta di dare espressione a uno dei propri settori di intervento prioritari, Assistenza agli anziani, nell’ambito delle iniziative a sostegno del welfare, come sottolinea la consigliera d’amministrazione Elena Uber: «Conosciamo bene quanto sia difficile, per le famiglie con un anziano non autosufficiente, dover trovare delle alternative adeguate quando la scarsa disponibilità di posti costringe a una lunga lista d’attesa.
Crediamo sia doveroso dare il nostro contributo, e vogliamo ringraziare anche le strutture del territorio che hanno messo a disposizione i posti, e i Servizi d’assistenza anziani dei distretti, che ci consentono con il loro impegno a portare avanti il progetto».

I posti disponibili passano dai trentasei del passato triennio agli
attuali quarantuno, distribuiti fra le strutture aderenti e i relativi distretti socio-sanitari.
Diciotto posti sono destinati al Distretto Città di Piacenza, di cui dieci messi a disposizione dalla CRA Agave di ASP Città di Piacenza e otto dalla Fondazione Madonna della Bomba Scalabrini Onlus. Dei dodici posti destinati al Distretto di Ponente, cinque saranno disponibili presso la Pia Casa Monsignor Castagnetti Onlus di Pianello, altri cinque presso la Casa di Riposo Gasparini a Pieve Dugliara, e due posti dalle CRA Gardenia e Melograno di Borgonovo. Al Distretto di Levante sono infine destinati undici posti, ripartiti fra i tre della Casa di Riposo Ceresa di San Giorgio, quattro al Pio Istituto Archieri Moruzzi Boriani Rapuzzi di Monticelli e quattro dalla Cra Azienda Speciale del
Comune di Vernasca.

Dal 2015 a oggi, sono stati già erogati 1 milione e 250 mila euro, di cui hanno
beneficiato 600 ospiti, per un totale di 84.000 giorni di inserimento nelle case di riposo a prezzo calmierato. Con l’ultimo stanziamento di 670 mila euro, le risorse messe a disposizione salgono a un totale di 1.920.000 euro.

REFERENDUM, AVVOCATI PER IL NO: “RIFORMA SMENTITA DAI FATTI, DALLE STATISTICHE E DAL BUON SENSO”

Nuovo incontro sul referendum costituzionale organizzato dal Comitato avvocati per il No e Comitato società civile per il No. All’incontro hanno partecipato l’avvocato Michele Gigliotti, referente del comitato avvocati per il No Bologna, l’avvocato Giuseppe Coiro, del comitato Avvocati per il No Piacenza, la procuratrice della Repubblica Grazia Pradella e il presidente del Tribunale di Piacenza Stefano Brusati che ha sottolineato come “alcune affermazione che stanno alla base di questa riforma siano smentite dai fatti, dalle statistiche, dal numero di pronunce di assoluzioni che i giudici emettono già da anni, circa il 50% dei procedimenti che arrivano al dibattimento”.

DON LUIGI CIOTTI, LUNEDI’ IN CATTOLICA, NEL CONVEGNO “CHI SONO GLI INVISIBLI OGGI?”

Lunedì 2 marzo l’Auditorium Gian Carlo Mazzocchi dell’Università
Cattolica, campus di Piacenza, ospiterà il presidente e fondatore di Libera,
don Luigi Ciotti, e don Pino Demasi, referente di Libera per il
coordinamento della Piana di Gioia Tauro.
L’occasione sarà un convegno, con inizio alle 20,30 nell’auditorium
dell’ateneo piacentino, in tema “Fame e sete di giustizia. Contrasto alle
mafie e nuove marginalità: chi sono gli invisibili di oggi?”.
L’evento è organizzato dal Collegio Sant’Isidoro e dalla Residenza Universitaria Gasparini con Libera, la rete formata da associazioni, cooperative sociali, movimenti, gruppi, scuole, sindacati, diocesi, parrocchie, gruppi scout, impegnati nel promuovere la cultura della legalità e nel contrasto alle mafie.

Il convegno in programma lunedì 2 marzo viene organizzato come
appuntamento preparatorio al 21 marzo, istituito nel 2017 come Giornata
nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. I due relatori ospiti del convegno porteranno la testimonianza di chi, da
anni, si impegna in maniera attiva e concreta nel contrastare l’illegalità e
nel combattere la cultura mafiosa.

PROGETTO IRMA: TECNOLOGIA E RELAZIONE UMANA A SERVIZIO DEGLI ANZIANI

“Io non mi sento più sola, so che ci sono persone che mi possono aiutare”. La signora Elvira, ha concentrato in poche parole, l’essenza di IRMA, il progetto del consorzio Solco, finanziato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, che mette insieme tecnologia e relazioni umane a sostegno della popolazione anziana.
Il progetto, per ora in via sperimentale, ha avuto la durata di 10 mesi e ha coinvolto 23 anziani over 75, età media 87 anni, abitanti degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. I risultati sono stati decisamente soddisfacenti sia per i beneficiari che per le loro famiglie; è calata la sensazione di solitudine a favore di un senso di accudimento costante e quotidiano, grazie all’uso della tecnologia e alla formazione del personale.

Un uso della tecnologia personalizzato, a servizio cioè di ogni anziano e degli spazi utilizzati; i sensori sono stati posizionati negli appartamenti in base alle abitudini dei singoli inquilini, in base all’utilizzo delle stanze. Per questo la fase di conoscenza iniziale da parte degli operatori è stata fondamentale per conoscere gli stili di vita e rilevare, nel caso, discostamenti segnale di fragilità o peggioramenti. L’obiettivo è estendere IRMA anche a quelle zone della provincia dove gli anziani vivono spesso soli e isolati, considerando che la popolazione destinata all’invecchiamento, da qui ai prossimi dieci anni, raddoppierà. L’esigenza è quella del cosiddetto invecchiamento attivo, che significa anche un risparmio in termini di risorse: se si considera che una caduta con rottura del femore costa, al sistema sanitario, circa 7500 euro ad anziano. La Fondazione di Piacenza e Vigevano ha finanziato il progetto con 72mila euro del bando anziani, il consorzi Solco ha contribuito per 18 mila euro.

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LA BRUSCA FRENATA DELL’EXPORT PIACENTINO PREOCCUPA I VERTICI DI CONFINDUSTRIA. “E’ UN MOMENTO MOLTO DELICATO”

Una brusca frenata come non si era mai registrata; uno sbalzo netto e drastico tra un +4% registrato nel mercato interno nel secondo semestre 2025 e, all’opposto un – 4,40% nel fatturato estero. Un dato che segna un’inversione radicale rispetto ad un anno fa, dove l’export aveva segno nettamente positivo.
Una fotografia che preoccupa moltissimo i vertici di Confindustria Piacenza emersa dall’indagine congiunturale semestrale tra le imprese associate che rappresentano 4 miliardi di fatturato e 8mila addetti.

Il settore meccanico chiude il semestre con una variazione del fatturato di -0,11%; il mercato interno cresce del +3,96, ma quello estero cede il -7,77%.
Tra i fattori critici che ostacolano la realizzazione di investimenti ci sono la disponibilità di personale qualificato per il 44%, la domanda attesa per il 42%,l’incertezza geopolitica, la burocrazia e i costi energetici.
Confortante invece il dato sull’occupazione che resta sostanzialmente stabile, con un +2,02% nella manifattura, e un 4,49 nelle industrie varie.

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