PONZANI: “CON IL VOTO LE DONNE SI PRESERO LA STORIA. MA OGGI SONO ANCORA OBBLIGATE A SCEGLIERE”

In quella primavera del 1946, precisamente ottant’anni fa, le donne si presero la storia e divennero cittadine, non più suddite, come scrisse Teresa Mattei, perché conquistarono il diritto al voto. Una marea di persone si recò alle urne, oltre l’89% degli aventi diritto, e furono soprattutto le donne. La storica Michela Ponzani, ha incontrato gli studenti di alcuni istituti della città, nell’ambito della rassegna Generazione Z a confronto, ciclo di incontri organizzato dall’assessorato alla cultura, riflettendo proprio sul percorso che portò le donne italiane al diritto di voto.

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“PRENDERE IL VOLO” LO SPETTACOLO CHE RACCONTA IL VALORE DEL VICINATO SOLIDALE

Sabato 28 febbraio, alle ore 16, XNL Piacenza ospiterà, al civico 36 di via Santa Franca, “Prendere il volo”, uno spettacolo teatrale gratuito per famiglie che trasforma la poesia della scena in un invito concreto alla solidarietà. L’evento è promosso dal Centro per le Famiglie del Comune di Piacenza nell’ambito della coprogettazione legata al Programma P.I.P.P.I., che vede come partner Kairos Servizi Educativi, con il coinvolgimento dell’associazione Dallaparte dei Bambini.

Al centro della storia c’è Zazì, una giovane artista interpretata da Miriam Costamagna, che attraverso giochi di ombre e animazioni pop-up si prende cura degli uccellini caduti dal nido finché non sono pronti a volare via. La regia di Enrica Carini, le sagome di Gabriele Genova e la musiche di Paolo Codognola traducono così in immagini e suoni il messaggio profondo del libro di Marina Marinelli: “Crescere significa proteggere, accompagnare e poi trovare il coraggio di lasciare andare”.

Lo spettacolo non è solo un momento artistico, ma uno strumento per promuovere il valore del vicinato solidale. Attraverso la metafora della cura del nido, il Centro per le Famiglie e Kairos intendono sensibilizzare le famiglie del territorio a porsi come riferimento e sostegno fattivo per altri nuclei in situazione di vulnerabilità, rafforzando l’idea di una comunità a cui tutti apparteniamo e in cui ognuno, in certi momenti della vita, può aver bisogno di una mano tesa.
A testimonianza della grande sensibilità del territorio verso questi temi, l’evento è andato sold out a pochi giorni dall’apertura delle prenotazioni. Per far fronte alle numerose richieste, è stata comunque aperta una lista d’attesa: per iscriversi o ricevere informazioni è possibile scrivere all’indirizzo eventi@kairospiacenza.it.

CON IL BANDO “ANIMA LA TUA BIBLÒH!” BIBLIOTECHE SCOLASTICHE ANCORA PROTAGONISTE

Prosegue l’impegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano a supporto della rete delle biblioteche scolastiche innovative Bibloh!. Dopo l’impulso determinante fornito agli istituti per la loro creazione – tanto da rendere la provincia piacentina prima in Italia per numero di centri presenti nei vari plessi – ora è la volta di una chiamata a raccolta dedicata alle realtà attive a Piacenza e provincia. Si chiama Anima la tua Biblòh! ed è il nuovo Bando con cui la Fondazione si propone di affiancare le biblioteche scolastiche già costituite nell’offerta di eventi e iniziative.

In Italia, l’Istat, attraverso gli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (BES), riconosce istruzione e formazione come dimensioni fondamentali del progresso del Paese. La qualità e l’accessibilità dell’istruzione sono infatti fattori determinanti per la crescita personale, la mobilità sociale e la coesione democratica. «Siamo convinti che l’educazione inclusiva passi anche attraverso i servizi di una biblioteca scolastica di qualità – sottolinea Luca Groppi, consigliere d’amministrazione della Fondazione e coordinatore della Commissione Educazione -. In questi anni abbiamo lavorato sull’idea “una
biblioteca in ogni scuola”, ora questo nuovo Bando ci consente di supportare le realtà esistenti nell’offerta di eventi, iniziative e programmi che le connotino ancora di più come infrastrutture fondamentali per il futuro delle nuove generazioni: lo sviluppo culturale, sociale ed economico del nostro territorio si fonda anche sulla capacità che abbiamo di colmare le disuguaglianze, stimolare la diffusione della cultura e garantire a tutti i giovani strumenti adeguati di conoscenza e di crescita».

IL BANDO. Possono presentare domanda tutte le scuole del territorio della provincia di Piacenza che hanno già costituito una Biblòh!. Con un plafond complessivo di 70 mila euro, la Fondazione di Piacenza e Vigevano, sosterrà idee e progetti che possano coinvolgere sia il mondo della scuola sia le comunità nelle quali le biblioteche sono inserite. Ampio il ventaglio di attività
ammesse: dai laboratori di scrittura e lettura agli eventi teatrali e musicali, dagli incontri con scrittori e personaggi di cultura ai concorsi letterari e così via. Tutte quelle attività, insomma, adatte a fare di una biblioteca scolastica un presidio fondamentale, non solo per la promozione e l’educazione alla lettura, ma anche per l’acquisizione e lo sviluppo delle competenze per orientarsi
nell’ecosistema informativo e abitare consapevolmente il digitale.
Le domande vanno presentate entro le 18 del 20 marzo 2026 accedendo al portale delle richieste online sul sito www.fondazionepiacenzavigevano.it. Sulla base delle richieste pervenute, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione, con il supporto della Commissione Educazione eventualmente integrata da esperti, procederà alla selezione degli istituti scolastici destinatari dei contributi.

VIA AL BANDO CULTURA: DALLA FONDAZIONE 200MILA EURO PER SOSTENERE LE ARTI SUL TERRITORIO

Favorire la crescita qualitativa del sistema culturale e, in particolare, la capacità del sistema piacentino di programmare e realizzare iniziative che supportino la creatività, il confronto e il dialogo tra idee. È l’obiettivo del nuovo Bando Cultura della Fondazione di Piacenza e Vigevano, presentato dal presidente Roberto Reggi, dal vicepresidente Mario Magnelli e dai consiglieri di amministrazione Enrica De Micheli, Robert Gionelli e Luigi Salice.
La dotazione complessiva del bando è di 200.000 euro. È aperto a progetti il cui valore è compreso tra 5.001 e 50.000 euro, e riservato a realtà con sede legale o operativa nella provincia di Piacenza. I benefici attesi sono molteplici: valorizzare il patrimonio culturale materiale e immateriale; favorire l’accesso alla cultura e la partecipazione dei cittadini; sostenere la produzione artistica e creativa; rafforzare il ruolo della cultura come leva di coesione sociale e sviluppo territoriale; coinvolgere più realtà nella progettazione degli eventi.

Le richieste di partecipazione, da presentare attraverso il portale ROL sul sito della Fondazione, sono aperte fino al 10 aprile. Rientrano nelle tipologie progettuali ammesse: spettacoli dal vivo (teatro, musica, danza); arti visive e contemporanee (fotografia, mostre, video, installazioni, esposizioni); cinema e audiovisivo (rassegne, festival, piccole produzioni); valorizzazione del patrimonio culturale; promozione della cultura di qualità (manifestazioni culturali, conferenze, convegni, rassegne, festival).

Il Bando integrale e le informazioni per la compilazione delle richieste online sono disponibili sul sito www.fondazionepiacenzavigevano.it

IL VIAGGIO NEL PERDONO DELLE DETENUTE DELL’ALTA SICUREZZA DELLE NOVATE

Sul palco ci sono quattro detenute del circuito Alta Sicurezza della Casa Circondariale delle Novate; sono loro le protagoniste dello spettacolo Giubileo dell’Alta Sicurezza che nei mesi scorsi hanno preso parte a un percorso teatrale condotto dal drammaturgo, regista e docente di teatro partecipato Mimmo Sorrentino, insieme a due attrici professioniste Adriana Busi e Monica Garcia. Occhi e orecchie del pubblico sono esclusivamente per loro che, come il pellegrino, sono in viaggio alla ricerca del perdono.

Lo spettacolo rientra nel più ampio progetto “Educarsi alla libertà”,
promosso dalla coop. Soc. Teatroincontro, patrocinato dal Ministero della Giustizia e dal Mibact e sostenuto dalla Fondazione Piacenza e Vigevano. Già attivo da diversi anni nella Casa circondariale di Vigevano, il progetto finora ha prodotto spettacoli rappresentati in teatri stabili visti da oltre12.000 spettatori.

Un’esperienza sempre arricchente anche per chi, come Sorrentino, lavora da anni con i detenuti e le detenute: la scommessa ogni volta è mettersi in ascolto di ciò che accade.

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ASSEMBLEA D’ISTITUTO AL LICEO GIOIA, GLI STUDENTI RIFLETTONO SULL’IMPATTO DELLA NOTIZIA: PIU’ANSIA O CONSAPEVOLEZZA?

E’ stato un esercizio di consapevolezza, di presa di coscienza. Non semplice neppure per chi era dalla parte dei relatori. Le classi quarte e quinte del liceo Gioia hanno partecipato, per la prima volta dall’inizio di quest’ anno scolastico, all’assemblea d’istituto in presenza al Laboratorio del Carmine. I media: notizie che informano o indifferenza che cresce? il titolo scelto dai rappresentanti d’istituto e della consulta. “Non un titolo accademico – hanno spiegato nell’introduzione – ma un’urgenza che sentiamo come studenti, ormai prossimi a uscire da questo guscio protettivo. Siamo la generazione che possiede più dati e mezzi per informarci, ma paradossalmente anche quella che rischia di essere meno lucida”. E poi il ruolo dei social e quella strana dipendenza da scrolling infinito sugli smartphone che finisce per ingabbiarci. Ne è uscita una riflessione seria, in cui nessuno ha demonizzato la tecnologia, ci mancherebbe, ma ha cercato di intenderla come strumento per arrivare ad una informazione che sia nutrimento e non solo rumore.

I ragazzi hanno risposto ad una serie di domande che hanno dato il via alla discussione e all’approfondimento con le relatrici; è emerso che la grande maggioranza si informa principalmente attraverso i social, a seguire i siti ufficiali, telegiornale, e neppure l’1% attraverso il giornale cartaceo. Solo per il 7% dei presenti i media oggi informano, per la maggioranza invece spaventano; pochi scelgono l’approfondimento e la maggioranza va alla ricerca di notizie che sia a metà strada tra l’impatto e l’approfondimento.

Nulla è giusto o sbagliato, l’importante è non cadere nell’assuefazione, avere gli strumenti per districarsi nella miriade di stimoli che ci raggiungono e non arrivare al sovraccarico. La professoressa Mariarosa Lommi, Cremit dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha spiegato cosa si intende per ignoranza dotta, cioè la capacità di sapere cosa ignorare, per non soccombere, proprio come se le informazione passassero in un setaccio che trattiene solo ciò che ci interessa. La giornalista Elisa Malacalza, caposervizio del quotidiano Libertà, ha mostrato ai ragazzi diverse fotografie, alcune delle quali particolarmente forti per impatto emotivo suscitando reazioni contrastanti. Perché anche con questo bisogna fare i conti: immagini pubblicate in rete per fare visualizzazioni incuranti di ledere la dignità di chi è ritratto e la sensibilità del lettore.

Ricco di significato è stato il messaggio che i rappresentati hanno voluto lasciare agli studenti “ogni volta che decidiamo di cliccare, di condividere o di ignorare stiamo compiendo un atto politico. Stiamo decidendo a cosa dare valore; avere cioè la capacità di non subire passivamente il flusso ma di governarlo. Restare informati richiede fatica, tempo e, soprattutto, il coraggio di restare umani anche quando lo schermo ci propone l’orrore”.

Una vera lezione, anche per chi era dall’altra parte del tavolo.

I rappresentanti di istituto: Giulia Paparo, Jamina Rossi, Matteo Piva, Lucrezia Proietti e le rappresentanti della consulta: Virginia Usini e Sofia Paparo 

PIACENZA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA, SI AVVIA UFFICIALMENTE IL PERCORSO

La Giunta ha approvato un atto di indirizzo politico che avvia ufficialmente il percorso verso la candidatura della città a Capitale Europea della Cultura 2033, nell’ambito dell’iniziativa promossa dall’Unione Europea per valorizzare la cultura come leva di sviluppo urbano, sociale ed economico .

Il provvedimento riconosce il valore strategico del titolo di Capitale Europea della Cultura come opportunità di lungo periodo, capace di rafforzare l’identità culturale del territorio, accrescerne la visibilità internazionale, sostenere l’innovazione sociale e favorire nuovi modelli di governance partecipativa. La candidatura viene letta non come un obiettivo isolato, ma come un processo in grado di generare ricadute strutturali e durature per l’intera comunità.

La Giunta sottolinea come l’Italia sia il Paese chiamato a esprimere la propria città candidata per il 2033 e come il percorso di selezione, coordinato dal Ministero della Cultura e da una giuria europea indipendente, richieda una preparazione ampia e anticipata. Le esperienze di successo dimostrano infatti che il lavoro più efficace prende forma ben prima dell’uscita del bando ufficiale, attraverso un percorso di ascolto, confronto e coinvolgimento diffuso del territorio.

Per questo motivo il Comune intende avviare fin dall’inizio del 2026 un cammino strutturato di analisi, partecipazione e costruzione condivisa, che accompagni la città verso la definizione del concept culturale e del dossier di candidatura. Un percorso che si inserisce in una visione più ampia di sviluppo, coerente anche con il lavoro in corso sul piano di marketing territoriale.

Nel quadro delineato, viene individuata in Rete Cultura Piacenza il naturale Comitato promotore della candidatura. Una scelta che valorizza una rete istituzionale già consolidata e attiva, capace di mettere in relazione enti pubblici, soggetti privati e realtà del terzo settore, e che negli anni ha maturato competenze significative nella progettazione e gestione di iniziative culturali complesse. In questo contesto, il successo del Festival del Pensare Contemporaneo viene indicato come esempio emblematico della capacità di Piacenza di interrogare il presente e guardare al futuro attraverso la cultura.

Il Comitato promotore avrà il compito di coordinare e promuovere il percorso di partecipazione, coinvolgimento e costruzione della candidatura, accompagnando la città nelle diverse fasi che porteranno alla presentazione del dossier.

L’atto precisa infine che, trattandosi di un indirizzo politico, non comporta in questa fase oneri economici per il Comune. Spetterà alla sindaca avviare formalmente il percorso, concordando con i soggetti coinvolti un primo apporto di risorse umane e strumentali. La deliberazione è dichiarata immediatamente eseguibile, per consentire l’avvio tempestivo del lavoro partecipato verso la candidatura di Piacenza a Capitale Europea della Cultura 2033.

 

LE UNIVERSITA’ E LA CITTA’ CHE CAMBIA: LA FONDAZIONE FINANZIA DUE STUDI

È stata sottoscritta in Municipio, nell’ambito della riunione del Tavolo Atenei, la
convenzione tra Amministrazione comunale e Fondazione di Piacenza e Vigevano a sostegno del progetto “Piacenza Città delle Università”, che sancisce e consolida ulteriormente l’impegno condiviso delle istituzioni per promuovere e valorizzare il tessuto accademico locale come elemento identitario e altamente qualificante del territorio.

Si concretizza così, con l’approvazione della proposta presentata dal Comune, il contributo complessivo di 50 mila euro che la Fondazione aveva annunciato per il biennio 2025-2026, a supporto delle attività del Protocollo, definendo alcuni obiettivi specifici. Innanzitutto, la redazione di un piano di comunicazione mirato, che accompagni e dia risalto al percorso della “Città delle Università”, rendendo visibile il contributo socioculturale degli studenti alla vita della comunità e accrescendo la consapevolezza di quanto ciò rappresenti una risorsa anche in termini di potenzialità future di innovazione ed evoluzione del contesto urbano.
A questo primo punto si aggiunge l’esigenza di un’analisi strutturata dell’impatto che la presenza e l’attività degli Atenei esercitano in ambito locale, come elemento strategico che può favorire la creazione di nuove imprese e attività economiche, misurandone le ricadute occupazionali, i benefici sociali e in termini di sviluppo sostenibile, nonché l’impatto delle iniziative di coinvolgimento pubblico promosse dalle Università.

La convenzione evidenzia inoltre la necessità di realizzare uno studio approfondito sui caratteri spaziali, orari e temporali di funzionamento delle
sedi universitarie, finalizzato a migliorare l’accessibilità dei servizi pubblici e privati, a garantire una distribuzione più equilibrata dei flussi e una più ampia disponibilità in fasce orarie congruenti con i ritmi di vita degli universitari.

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L’ORCHESTRA CINQUEQUARTI OSPITE DI GEO, SU RAI 3

L’Orchestra CinqueQuarti di Piacenza protagonista della puntata odierna di GEO, lo storico programma di Rai 3 condotto da Sveva Sagramola e dal biologo e fotografo Emanuele Biggi che, oltre ad affrontare i grandi temi legati alla natura e all’ambiente, spazia dalla cultura alle nuove tecnologie, dall’attualità all’educazione. Come nel caso della puntata andata in onda oggi pomeriggio, alle ore 16, che ha dedicato un ampio spazio all’orchestra dei bambini di Piacenza che, con i suoi oltre 300 elementi suddivisi in tre ensemble musicali, è l’esito più visibile e sorprendente dell’articolato progetto Dalla Classe all’Orchestra, avviato alcuni anni fa a Piacenza su impulso del Quarto Circolo Didattico e sostenuto dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano attraverso un omonimo bando pluriennale. Un’esperienza che continua a crescere – a breve l’avvio di due nuove compagini musicali in provincia – e che fin dalle origini ha l’obiettivo di promuovere il talento musicale in ottica di inclusione sociale e prevenzione del disagio e della dispersione scolastica.

Ospite in studio della puntata di oggi, già da ora disponibile on-demand su RaiPlay, era la dirigente didattica del Quarto Circolo Simona Favari che, intervistata dalla conduttrice Sveva Sagramola, ha raccontato gli effetti positivi che l’educazione musicale produce negli alunni che stanno seguendo questo particolare percorso di didattica innovativa, e sui quali è in corso uno studio di valutazione d’impatto a cura dello spin-off dell’Università di Padova Mind4Children presieduto da Daniela Lucangeli. Un racconto supportato anche da un bel servizio realizzato dalla troupe di Rai 3, approdata a Piacenza nelle scorse settimane per documentare le prove d’orchestra che si svolgono ogni sabato mattina presso le sedi delle scuole Caduti sul Lavoro e Vittorino da Feltre, intervistando gli insegnanti e i bambini protagonisti.
Fra le testimonianze più emozionanti, quella della tutor Giulia, che fu alunna di una delle tre classi che nel 2014 presero parte alla primissima sperimentazione del progetto e che oggi, ormai al termine del suo percorso di studi al Conservatorio Nicolini, si dedica ai più piccoli per supportare il progetto.

“Dalla Classe all’Orchestra”, lo ricordiamo, è una rete che si compone attualmente di cinque circoli didattici e una scuola secondaria di I grado per quanto riguarda la città e di cinque istituti comprensivi della provincia. Capofila della rete è il Quarto Circolo Didattico di Piacenza che porta avanti il progetto grazie al sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e ora anche della Fondazione Ronconi-Prati. Il metodo didattico del progetto affonda le proprie radici ne “El Sistema” di José Antonio Abreu, il Sistema nazionale delle Orchestre giovanili e infantili del Venezuela. Un modello che mette al centro la musica, intesa come strumento funzionale all’apprendimento e al benessere dello studente, per dar vita a un sistema di educazione musicale pubblica, diffusa e capillare, con accesso gratuito e libero per studenti di tutti i ceti sociali.

La rete “Dalla Classe all’Orchestra” ha tradotto nel contesto scolastico italiano i principi del “Sistema” venezuelano, con il determinante contributo del maestro Jhonny Gomez, proveniente da quella esperienza, fondatore del Coro Manos Blancas e oggi direttore artistico del progetto piacentino. Grazie al progetto, gli studenti di scuola primaria e secondaria di I grado hanno accesso gratuito alle attività musicali, orchestrali e corali, realizzate sempre in contesti collettivi e inserite in modo significativo nel piano formativo e didattico della scuola.

È da questo percorso che nasce una visione educativa chiara: fare della musica un diritto, accessibile e condiviso, capace di dare voce a ogni bambino e ragazzo, di valorizzarne le differenze, di costruire relazioni, appartenenza e benessere, e di generare nel tempo una comunità educativa viva e partecipata.

SILLABARI D’APPENNINO: PAROLE NUOVE PER DESCRIVERE I SENTIMENTI VERSO IL TERRITORIO

Humus e humanus hanno la stessa radice etimologica: Enrica Carini è partita proprio da qui per creare la mostra Sillabari d’Appennino che il centro per le arti contemporanee XNL dedica alle terre alte raccontate dalle fotografie di Alessandra Calò e Sergio Ferri.

Grazie alle immagini degli artisti, carini ha voluto offrire all’osservatore un modo di nuovo di comunicare l’appennino, passando attraverso le specie arboree, gli arbusti, i cespugli che lo vivono, e i volti delle persone che, con fatica, scelgono di continuare ad abitarlo.

Nel percorso della mostra si intrecciano due generi molto diversi: le Rogazioni Silvestri di Alessandra Calò che ha ricostruito il patrimonio vegetale spontaneo dell’appennino attraverso un antico processo di stampa fotografica e le fotografie Terre Alte di Sergio Ferri che mostrano volti, scorci e frammenti di paesaggio dell’appennino.

Oltre alle opere, i visitatori troveranno anche un bosco in miniatura e uno spazio nel quale fermarsi, riflettere e provare a rispondere alla domanda Che cosa è, per ciascuno di noi, l’Appennino?
La mostra proseguirà fino al 22 febbraio 2026, a ingresso gratuito, e sarà visibile da venerdì a domenica dalle 10 alle 19 (anche il 6 gennaio).