TARASCONI REPLICA AL MINISTRO FOTI: “NON C’ENTRA LA CAMPAGNA ELETTORALE, C’ENTRANO I FATTI”

“Definire propaganda la lettura di un documento ufficiale della Difesa, arrivato ieri al Comune e che riguarda direttamente la Pertite, è francamente surreale: qui non c’entra la campagna elettorale, c’entrano i fatti”. Così la prima cittadina risponde la ministro Foti che l’ha accusata di ave strumentalizzato la nota del ministero della Difesa riguardo all’ex Pertite.

“Leggo di una presunta smentita, ma francamente non è chiaro cosa si stia smentendo: il Comune di Piacenza ha ricevuto ieri, 15 aprile 2026, un documento ufficiale della Difesa, senza alcun coinvolgimento preventivo, che riguarda l’area ex Pertite.

All’interno di quel documento è presente una scheda che inserisce esplicitamente la Pertite nel Programma per lo sviluppo delle energie rinnovabili della Difesa e la individua come area idonea per un possibile impianto. Io ho fatto esattamente quello che deve fare un sindaco: nel momento in cui ricevo un atto ufficiale che riguarda un’area così strategica per la città, lo leggo e intervengo immediatamente. Non si tratta di interpretazioni o di polemiche, ma di atti. Nessuno sta dicendo che esista oggi un progetto definitivo, ma esiste un documento ufficiale che inserisce la Pertite in un programma nazionale per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. Ed è nostro dovere prenderlo sul serio.

Per quanto ci riguarda, la posizione resta chiara: la Pertite deve diventare area verde. Se il ministro Foti intende rassicurare la città, tanto meglio. Ma proprio per questo è nostro dovere prendere sul serio i documenti ufficiali che riceviamo e agire di conseguenza”.

IMPIANTI ENERGETICI NELL’EX PERTITE? TARASCONI: “PIANO INACCETTABILE”. MINISTRO FOTI:”NESSUN IMPIANTO ALLA PERTITE. SINDACO E’ GIA’ IN CAMPAGNA ELETTORALE”

“Un piano inaccettabile” così la sindaca Tarasconi definisce l’ipotesi di inserire l’area dell’ex Pertite tra i siti destinati allo sviluppo di impianti per la produzione di energia. L’ipotesi, o la possibilità se fosse più concreta, arriva nientemeno che dal Ministero della Difesa riportato in un documento. La prima cittadina, sui suoi profili social, ha usato parole decise: “siamo sinceramente allibiti da questa impostazione. La Pertite non è un luogo qualsiasi: è uno spazio che la città ha sempre immaginato e rivendicato come grande area verde pubblica, non certo come sede di interventi di questo tipo. È evidente che così non può funzionare. Chiederemo immediatamente chiarimenti al Ministero della Difesa perché la Pertite merita rispetto e un futuro coerente con ciò che Piacenza ha sempre chiesto”.  Anche nel PUG è stata confermata la destinazione a verde pubblico dell’area.

A stretto giro è arrivata la smentita da parte del ministro gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti: “Non verrà realizzato alcun impianto fotovoltaico sull’area ex Pertite, ma per contro vi è la disponibilità da parte dell’Autorità Militare, confermatemi dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, a cedere una parte della detta area – circa 60.000 metri quadrati – al Comune di Piacenza, sempre che lo stesso intenda a dare corso alla richiesta avanzata a suo tempo dal sindaco Patrizia Barbieri” si legge in una nota a firma del ministro.

E non manca una punta polemica rivolta alla sindaca “pare evidente che essendo già in campagna elettorale, il sindaco di Piacenza voglia presentarsi quale salvatrice della Città, così come la propaganda pubblicitaria per lei studiata la induce a fare, ma da una semplice verifica istituzionale, che il sindaco ha omesso di promuovere, si ha la conferma che sull’ex Pertite non sarà collocato alcun impianto fotovoltaico. L’inserimento nel Programma sottoposto a VAS del sito Ex-Pertite, che risale ad un procedimento avviato da tempo, non comporta infatti in alcun modo la realizzazione di un impianto FER, tanto più in ragione del fatto che la Forza Armata ha individuato una diversa destinazione d’uso dell’area in questione. La scheda identificativa diffusa dal Sindaco serve solo a caratterizzare il sito sotto il profilo ambientale e paesaggistico e formalizzarne la qualificazione di “area idonea” ex lege.

Ciò che è grave, deplorevole e inammissibile – proseguo il ministro – e che attesta il carattere meramente strumentale della presa di posizione del Sindaco, è che la stessa, benché informata via messaggio telefonico fin dalla prima mattina dal generale Michele Sirimarco di quanto sopra, si è ben guardata fino ad ora di chiarire – come chi scrive ha fatto – la situazione, all’evidenza preferendo mantenere lo scoop il cui scopo elettorale è destinato, per altro, ad infrangersi sugli scogli come è delle barche alla deriva”.

GAZZOLA, PD: “CON UMILTA’ OGNUNO FACCIA UN PASSO INDIETRO PER IL CAMPO LARGO”

Con un lungo passato nell’Italia dei Valori, per poi confluire naturalmente nel centro sinistra, Luigi Gazzola è stato anche assessore al bilancio nella giunta Dosi, oggi ha la tessera del Partito Democratico verso il quale non lesina critiche. Si definisce, insomma, un battitore libero. Nessuna sorpresa sulla ricandidatura di Katia Tarasconi al secondo mandato, “sarebbe un caso più unico che raro non ricandidare un sindaco uscente in presenza della sua disponibilità” ci ha detto.
E guardando al 2027, il parallelismo con le elezioni nazionali, che probabilmente non si svolgeranno nello stesso giorno delle amministrative, è immediato. Se di campo largo si deve parlare perché il centro sinistra torni a governare, lo stesso dovrebbe avvenire anche a livello locale. Ecco allora che i prossimi mesi saranno fondamentali per tracciare alleanza e obiettivi comuni: come si è fatto con il recente referendum sulla giustizia in cui Pd, Movimento 5 Stelle, Avs e Alternativa per Piacenza hanno lavorato insieme per il No.

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TARASCONI PRONTA AL SECONDO MANDATO, PD: “AMPIA CONVERGENZA SULLA RICANDIDATURA”

“Ampia convergenza sulla ricandidatura di Katia Tarasconi per il 2027”. Si è così ufficializzato quello che era ormai nell’aria da settimane, la sindaca è pronta a riprovarci per il secondo mandato; l’annuncio durante l’assemblea cittadina del Partito Democratico, alla Camera del Lavoro, a cui ha partecipato anche il segretario regionale Luigi Tosiani.

Il comunicato stampa, inviato all’una di notte dal PD, descrive un confronto “ampio e partecipato da cui è emersa una convergenza chiara e condivisa: la ricandidatura della sindaca Katia Tarasconi viene individuata come il punto di partenza più solido e coerente su cui costruire il percorso politico e programmatico dei prossimi anni”.

“Una scelta – si legge – che nasce dal lavoro svolto in questi anni, dalla visione condivisa di città e dai risultati già conseguiti, ma anche dalla volontà di dare continuità a un progetto amministrativo che ha avviato trasformazioni importanti per Piacenza”. La riqualificazione del Polisportivo, il progetto dell’ex Manifattura Tabacchi, la bonifica dell’ex Acna sono stati citati come esempi di “valore di un’azione amministrativa che ha saputo determinare un cambiamento in meglio della città sbloccando situazioni ferme da tempo, attivando investimenti rilevanti e mettendo in campo interventi strategici”.

E poi “la riorganizzazione della macchina comunale, il processo di digitalizzazione dei servizi, gli investimenti sull’ambiente e sull’energia – dalla Comunità energetica rinnovabile e solidale all’elettrificazione del trasporto pubblico – così come il rafforzamento dei servizi educativi e il rilancio delle politiche culturali, con iniziative e progetti che hanno riportato Piacenza al centro di circuiti nazionali”.

Si è toccato anche il tema dell’unità del partito, considerato che non è una novità che all’interno ci siano sensibilità diverse; “il confronto interno è una risorsa, ma solo se si fonda su lealtà, responsabilità e rispetto reciproco – ha dichiarato la segretaria cittadina Michela Cucchetti – Da questa assemblea esce un messaggio chiaro: il Partito Democratico vuole essere una comunità politica coesa, capace di costruire sintesi e di sostenere con convinzione un percorso amministrativo che ha già prodotto risultati importanti e che deve essere portato a compimento”.

Sulla stessa linea anche il segretario Tosiani: “Piacenza in questi anni è cresciuta ha accettato la sfida di cambiare, per migliorare la vita delle sue cittadine e dei suoi cittadini. Una comunità forte e coesa che vuole crescere ed attrarre investimenti, opportunità, capitale umano, senza rinunciare ad una sua caratteristica peculiare, la cura dei bisogni, delle fragilità, per non lasciare indietro nessuno. Katia Tarasconi, con la sua squadra, il lavoro del gruppo PD in Comune, ha fatto un lavoro importante, dedicando a Piacenza ogni energia, con visione, passione e capacità di costruire relazioni strategiche, in Emilia-Romagna e non solo. Merita di proseguire questo percorso, ed il PD ad ogni livello la sostiene con convinzione e determinazione”.

Al termine della nota stampa si fa un accenno anche percorso politico da qui ai prossimi mesi, sarà “strutturato e progressivo: dalla costruzione delle alleanze alla definizione di un programma credibile e radicato nei bisogni della città, fino alla selezione di una proposta amministrativa all’altezza delle sfide future. La ricandidatura di Katia Tarasconi rappresenta oggi la base più naturale e solida su cui costruire questo percorso – ha concluso Cucchetti –. Il nostro obiettivo è chiaro – si legge in conclusione – rafforzare una proposta politica capace di unire, decidere e generare fiducia, mettendo al centro Piacenza e il suo futuro”.

 

 

CUGINI E LA FAVOLA DEL “PAESE DEL DOPO”: “LA PRIORITA’ DELL’AMMINISTRAZIONE E’ DIVENTATO IL TERZO TEMPO”

Il Paese del Dopo: è il titolo della favola dal sapore amaro che ha scritto il consigliere Stefano Cugini; una fiaba che ha come protagonisti il Comune e la sua amministrazione chiamata a gestire le risorse pubbliche. L’ispirazione è arrivata dalla determina dirigenziale che ha previsto l’affidamento ad una società specializzata nella formazione del personale di un percorso rivolto a dirigenti a funzionari mirato allo sviluppo della leadership e al potenziamento delle competenze. Costo 60mila euro. Modalità: attività legate alla pratica del rugby.

Ma tornando alla favola, nel Paese del Dopo, il mondo si ritrova, magicamente, senza più guerre, né conflitti, grazie ad un accordo globale che pone fine a tutte le guerre. E una pioggia di fantastiliardi è destinata a cadere sulle città, compresa Piacenza e quindi anche su Palazzo Mercanti. “Ecco che nella Piacenza ideale, che ha il culto delle priorità e dell’etica come esempio, la povertà viene cancellata, le fragilità sostenute, ogni cittadino aiutato” recita il consigliere di Alternativa per Piacenza. “La primavera è perenne, i prati curati, le strade come piste da biliardo, nessuna crepa o buca, le barriere architettoniche lontani ricordi dei libri di storia. Ossigeno puro, viabilità nuova verso il polo logistica improntata alla sicurezza e alla fluidità. E poi il miracolo dei miracoli: il buco di Cittadella chiuso trasformato nella piazza gioiello della città. Eppure – prosegue Cugini – nonostante l’eden padano, c’è un avanzo di denaro che sindaca e giunta hanno pensato a come investire”. Sessantamila euro, appunto, che “l’amministrazione decide di spendere mandando dirigenti e funzionari a giocare a rugby. Nella fiabe questa si chiama ciliegina sulla torta, ma fuori dalla favola?” domanda il consigliere “la realtà fuori da qui è ben diversa”. Fuori dalla bolla l’aria che si respira è un’altra, insomma.

“Ci dite che non è un capriccio – prosegue Cugini – e chi lo hai mai detto? Ma ci sono i contesti da analizzare. Questa non è formazione ma distacco dalla realtà. Ci vogliono misura, capacità di leggere i contesti, rispetto del denaro pubblico; in questo caso è una meta fuori tempo massimo”.

Fuori dalla metafora della favola, Cugini ha definito quella della formazione sui campi da rugby “un dibattito fatto male, una formazione che costa 60mila euro, in questo momento storico, dove c’è chi muore attraversando la ferrovia per andare a lavorare (riferimento all’operaio pachistano del polo logistico  travolto dal treno mentre si recava al lavoro ndr), pare davvero troppo; ci sono altre priorità, si poteva fare una formazione che costava meno, perché nel percepito delle gente, 60mila euro sono una botta. E fare ilarità su un tema così è grave”. Game over. Fine della storia.

L’EX ACNA RINASCE CON PARCHEGGIO E AREA VERDE, APPROVATO IL PROGETTO. TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE SCONTRO SULLA CONTINUITA’ AMMINISTRATIVA

Molti consiglieri, per lo più della maggioranza, l’hanno definito un momento storico, considerati i decenni in cui lo stallo si è protratto. Stiamo parlando dell’area ex Acna che da quasi 40 anni costituisce un vulnus per la città, da quando la fabbrica di vernici cessò la sua attività. Un’area che tanti hanno vissuto come un problema, mai al servizio della città e dei piacentini, ma sempre come un problema da risolvere. “L’ex Acna è un’area da anni caratterizzata da degrado e abbandono che si avvia a una trasformazione, per contribuire alla vivibilità di tutta la zona – ha detto l’assessora all’Urbanista Adriana Fantini – oggi introduciamo anche la variante urbanistica, apponiamo il  vincolo preordinato all’esproprio e dichiariamo la pubblica utilità”. Nell’area ra via Cantarana a il vallo della mura farnesiana sorgeranno un parcheggio da 287 posti auto, un parco pubblico e verrà predisposta un’area dedicata alla sosta dei camper che per il momento sarà lasciata a verde. Il progetto è stato approvato dal consiglio con 21 voti favorevoli e tre non partecipanti, i consiglieri del gruppo di Fratelli d’Italia. “Non votiamo perché non vogliamo che domani questo di oggi sia un altro progetto – ha spiegato la capogruppo Soresi riferendosi a quanto accaduto per l’ex Manifattura Tabacchi – votiamo le pratiche sulla base o meno dell’utilità per la città. Poi se le cose vengono cambiate, non ci fidiamo più. La responsabilità non ce la prendiamo, perché non sappiamo quello che può avvenire dopo”. “E’ una giustificazione che fa ridere – ha ribattuto il consigliere di ApP Cugini – su una partita così perdiamo una occasione. Tutto questo svilisce l’attività che facciamo qua dentro”.

Nel corso della discussione il consigliere Rabuffi ha fatto la cronistoria dell’area definendo quella di oggi “la chiusura positiva di una della pagine più complicate della storia di Piacenza, una storia ultradecennale che ha penalizzato l’intera comunità piacentina, una vicenda che va a sintesi grazie alla intelligente continuità amministrativa tra giunta di colore politico diverso”. Proprio il tema della continuità tra le ultime amministrazioni ha caratterizzato gli interventi di molti consiglieri. “Possiamo sentire dire una volta sentire che prima di voi non ci fosse il diluvio universale? – ha chiesto retoricamente il consigliere Trespidi alla giunta – si può dire che due amministrazioni hanno portato avanti e realizzato tutti questo? Da parte della sinistra ci sono responsabilità politiche enormi che il centro destra ha corretto. Il progetto è della giunta Barbieri di centro destra, non di Reggi. E bisogna dirlo. Mi sarei aspettato che si fosse parlato di continuità amministrativa”. “Oggi è una occasione persa – ha fatto eco la consigliera Barbieri – sarebbe bastato parlare dire che si è portato avanti un lavoro cominciato dalla precedente amministrazione, invece no.  Eppure non sarebbe partito nulla se non fossero stati i 9 milioni di euro per la bonifica arrivati perché abbiamo chiesto che l’area fosse inserita nei siti orfani grazie ai fondi Pnrr. Vedere che non si fa cenno a quanto fatto prima lo considero un atto di scorrettezza e scarsa onestà intellettuale”.

“Un passo concreto di continuità amministrativa – non ha esitato a definire l’operazione il consigliere PD Perrucci –  che consente di ritrovare nuovo spazio per i cittadini, una nuova funzione pubblica di un’area strategica.
Sarà fondamentale garantire modalità e tempi di esproprio evitando contenziosi che potrebbero rallentare attuazione del progetto”. “Non può passare inosservato il comportato che l’amministrazione ha tenuto nel percorso partecipativo che i cittadini della zona hanno richiesto – ha detto la consigliere del gruppo Misto Gnocchi – c’era preoccupazione rispetto alla progettualità di cui poco o nulla si sapeva. Grazie invece ad alcune abitanti si è riusciti ad organizzare gli incontri sempre molto partecipati a cui ha preso parte anche l’assessore Bongiorni”. “Inviterei ad uscire dalla logica del detto non detto, confermando il riconoscimento dei meriti ultradecennali – ha risposto alla minoranza il consigliere di Piacenza Oltre Spezia – quello che conta è che si è risolto uno dei più grandi problemi di inquinamento della città”. Una pratica mastodontica – l’ha definita il capogruppo PD Fossati – di cui oggi si vede la luce in fondo al tunnel. Il collaudo avverrò entro giugno, i lavori partiranno a fine estate per concludersi entro il mandato”. “Mi piace pensare che da non luogo diverrà un luogo vissuto che risponde ai bisogni del verde e di parcheggio”. “La buona politica oggi porta a casa un risultato ottimo – ha detto la consigliera PD Albasi – anche per quelle famiglie che hanno perso un familiare a causa delle esalazioni di quella fabbrica”.
“E’ un momento storico per la città per cui sarebbe stato bello che il dibattito non fosse tra chi è stato più bravo, chi ha fatto di più e meno – ha concluso gli interventi il consigliere Cugini –  spiace perché stiamo entrando in campagna elettorale e si vede tutto, sempre peggio fino al momento clou, oggi sarebbe stato bello se oggi ci fosse stata umiltà condivisa per dire ai cittadini cosa abbiamo portato a casa”.

 

TARASCONI, SI AVVICINA LA CANDIDATURA AL SECONDO MANDATO. MA NEL PD SONO TUTTI D’ACCORDO?

Sulla candidatura di Katia Tarasconi al secondo mandato pare che manchi solo l’ufficialità; a testimoniarlo l’apertura della stessa sindaca, pochi giorni fa, durante un’intervista a Telelibertà “come faccio a dire, dopo quattro anni di impegno, è finita, si chiude qui e arrivederci? È la collettività a decidere”. E fin qui si può dire che in molti se lo aspettavano: sarà perché alla fine del primo mandato c’è il desiderio di portare a termine o vedere realizzati i progetti più ambiziosi che richiedono più di un quinquennio e, a quanto pare, Piacenza non farà eccezione. Il tema ricandidatura e amministrative 2027 è stato ampiamento discusso anche nell’ultimo esecutivo del Partito Democratico, dove non tutti hanno apprezzato le modalità con cui Tarasconi avrebbe pubblicamente aperto ad un secondo mandato. Non tanto per il contenuto, quanto per il metodo: perché non parlarne prima in esecutivo o negli organi preposti, si domandano alcuni esponenti del partito locale. Se forse è eccessivo parlare di malcontento, di certo corrisponde a verità sostenere che una maggiore condivisione sarebbe stata apprezzata.

Non solo: non è passata inosservata la mancata partecipazione di Tarasconi a quegli eventi organizzati dal PD durante la campagna referendaria. La sua non partecipazione alla serata con Pier Luigi Bersani ha sorpreso non poco. Certamente alla prima cittadina non è piaciuto il clima divisivo che si  è creato durante le settimane che hanno preceduto il voto, un clima da tifoseria che non è stato apprezzato. Sarà stato questo, probabilmente, a farla desistere dalla partecipazione agli eventi più importanti organizzati dal suo partito. Per qualcuno invece, sempre del suo stesso partito, sarebbe stato un segnale incoraggiante annoverarla tra i presenti. Un peccato anche perché il voto referendario ha riportato alle urne una fetta di popolazione, nella fattispecie i più giovani tra 18 e 34 anni, che per anni hanno disertato le urne e che hanno convintamente votano No, determinandone la vittoria netta. Riuscire ad intercettare quella parte di elettorato è fondamentale.

C’è poi un altro tema dirimente in vista del voto amministrativo della prossima primavera, quello delle alleanze. Se anche a livello locale si volesse ricalcare quello che sta avvenendo a livello nazionale, si dovrebbe lavorare per la creazione di un campo largo che va dal centro sinistra fino alla sinistra, sul modello di PD-Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra. Ma nello scacchiere piacentino ci sono anche i Liberali che, pur non avendo nulla a che fare con la sinistra e sedendo all’opposizione a palazzo Mercanti, sono stati più di una volta in sintonia con l’amministrazione, anche su partite importanti.

Non saranno mesi facili perché nel PD non mancano le posizioni di coloro che vedono nell’apertura a sinistra il naturale approdo dell’intera coalizione, e che auspicano maggiore condivisione sulle scelte importanti.

 

LEONARDO, 20 ANNI: “I POLITICI NON PARLANO CON I GIOVANI E NOI NON CI ACCONTENTIAMO”

Tra coloro che, nella fascia d’età 18-34 anni, hanno massicciamente votato No al referendum costituzionale sulla giustizia c’è anche Leonardo, 20 anni, piacentino, studente fuori sede dalla facoltà di Medicina a Bologna.
Fa parte di quei giovani che hanno votato con convinzione al referendum, e che invece, al contrario, nutrono molti dubbi sulla partecipazione alle politiche del prossimo anno. “Io stesso non so l’anno prossimo voterò alle politiche – ci ha detto – i politici non parlano ai giovani e noi non ci accontentiamo di un banale campo largo a sinistra”.

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EX ACNA: IL PROGETTO DI RECUPERO CON AREA VERDE E PARCHEGGIO. L’ASSESSORE BONGIORNI CHIARISCE I DUBBI SUI COSTI DELL’ESPROPRIO

Un parco verde, un parcheggio da 287 posti auto: circa 30mila metri quadrati che verranno restituiti e riqualificati alla città. Stiamo parlando dell’area ex Acna il cui progetto, dopo aver ottenuto il via libera dalla Conferenza dei Servizi, è passato in commissione e lunedì verrà discusso in consiglio comunale. L’area si trova ad una quarantina di metri dalle mura storiche, “uno degli aspetti più ostici che ci siamo trovati ad affrontare – ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici Matteo Bongiorni affiancato dalla collega Adriana Fantini – anche i ritrovamenti hanno inciso sui tempi della bonifica (l’area ospitava uno stabilimento chimico ndr), e sui sottoservizi, nonostante dalla Sovrintendenza abbiamo trovato massima collaborazione”. Altro tema focale quella della viabilità per raggiungere il parcheggio; “abbiamo pensato di ricalcare quello della viabilità del sito industriale – ha confermato Bongiorni – che la Sovrintendenza ha indicato come percorribile. L’area del parcheggio sarò piantumata con alberature che garantiranno l’ombra oltre che mitigare l’inquinamento e verrà predisposta un’area per i camper; “una porzione per ora non integrata nel progetto del soprasuolo  in questa prima fase – ha spiegato l’assessore – saranno 10/12 stalli. Sono state create le predisposizioni immaginando che una parte verrà dedicata alla sosta dei camper”. Nell’area troverà spazio un chiosco e bagni pubblici.

I principali dubbi dei consiglieri si sono concentrati sui costi di bonifica, “l’amministrazione ha bonificato aree private con denaro pubblico – esplicita la consigliera Barbieri – ai fini dell’esproprio che valore diamo all’area, di prima o dopo la bonifica? Altrimenti rischiamo di aver dato denaro ad un privato per la bonifica di un’area”. Anche il consigliere Rabuffi ha fatto riferimento ai costi per la bonifica, oltre che ai 287 stalli “saranno liberi, a rotazione? – ha chiesto – chi li gestirà? L’ipotesi di parcheggio scambiatore ha fondamento?” “I lavori per l’area verde – ha chiesto la consigliera Gnocchi  – saranno contestuali al parcheggio o avranno tempi diversi?” Sul tema dell’illuminazione ha concentrato l’attenzione il consigliere Trespidi – “cerchiamo di illuminare molto la zona non come il parcheggio di viale Sant’Ambrogio”.

L’assessore Bongiorni ha rassicurato sui costi “l’esproprio non incide sulla proprietà dell’area. l lavori di bonifica valgono di più del terreno. L’indennità di esproprio è scritto a zero. Quello che abbiamo speso è computato, quindi non ci possono chiedere nulla. Il chiosco e i bagni saranno ad uso collettivo e il parcheggio dovrebbe essere utilizzato non come scambiatore – spiega – ma certamente, almeno una parte, come riservato ai dipendenti Ausl. Per quanto riguarda la sosta non potrà essere totalmente a pagamento: verrà consentita una sosta gratuita a tempo per consentire l’espletamento di visite o esami, poi una rotazione trascorso un certo tempo. Per residenti e lavoratori saranno gestite le soste con abbonamenti a riduzione come già avviene in altri parcheggi in città”.

 

REFERENDUM, VINCE IL NO. PIACENZA IN CONTROTENDENZA: IN TUTTI I COMUNI VITTORIA DEL SI’

Il primo dato che salta all’occhio, riguardo al referendum sulla giustizia, è certamente quello dell’affluenza che, dopo intere tornate elettorali all’insegna dell’astensionismo, torna ad essere incoraggiante e significativo. A livello nazionale la percentuale di affluenza è stata del 58,93%, l’Emilia Romagna la regione dove si è votato di più con una percentuale del 66,67%. Il risultato finale ha visto la vittoria del No con il 54,3% e il Sì al 45,7%.

In provincia di Piacenza invece la situazione è praticamente ribaltata: secondo i dati definitivi, il Sì ha ottenuto 74.162 voti (56,16%) contro i 57.900 del No (43,84%). Anche nel comune di Piacenza ha vinto il Sì col 51,26% (23.630 voti), mentre il No si è fermato al 48,74% (22.466 voti). In tutti i comuni della provincia di Piacenza ha vinto il Sì, in alcuni caso con una maggioranza netta.

Questo il dettaglio delle 105 sezioni del Comune di Piacenza: su 72518 elettori totali hanno votato 46335; le schede bianche sono state 96, quelle nulle 143; i voti favorevoli alla riforma 23630, quelli contrari 22466.