SEDE DI FORZA NUOVA, APP: “NON E’ UN FATTO NEUTRO, NESSUNA PROVOCAZIONE PASSERA’ INOSSERVATA. IL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI”

Sabato prossimo, nella galleria del Centro Commerciale Farnese – tra una vetrina e l’altra – si inaugurerà la sede di Forza Nuova, organizzazione neofascista nota per episodi di violenza e per modalità di azione che richiamano volutamente pagine drammatiche della nostra storia nazionale.
Non è un fatto neutro. Non è l’apertura di un nuovo negozio.
È piuttosto la “vetrina” di un’offerta politica che riporta alla memoria il periodo più buio della nostra democrazia quando intimidazioni, spedizioni punitive e violenza soffocarono libertà e diritti per vent’anni.

La prima iniziativa annunciata è una cosiddetta “passeggiata della sicurezza”. Un’espressione che evoca sinistramente le scorrerie delle squadracce nere, quando la “sicurezza” significava paura per chi la pensava diversamente, quasi sempre persone inermi. Piacenza è una città civile, fondata sulla convivenza, sul rispetto e sul lavoro. Non merita provocazioni che dividono e alimentano tensioni. Di fronte a questo annuncio, colpisce e amareggia il silenzio delle istituzioni cittadine.

A Genova la sindaca Silvia Salis ha espresso pubblicamente la sua disapprovazione per scelte come questa.
La difesa dei valori democratici non può essere lasciata all’indifferenza.
Alternativa per Piacenza richiama tutti cittadini, associazioni, forze sociali ai principi di pacifica convivenza e rispetto reciproco che sono alla base della nostra comunità. Nessuna provocazione passerà inosservata.
Piacenza, medaglia d’oro al Valor Militare, per la lotta di Liberazione dalla dittatura nazi fascista, dice basta a dice bastate provocazioni.
La nostra città è più forte dell’odio.

in foto la sede in fase di allestimento

MINISTRO NORDIO: “IL REFERENDUM NON SIA PRO O CONTRO IL GOVERNO”

Il Ministro per la Giustizia Carlo Nordio è arrivato a Piacenza ben prima delle 18 quando già ad attenderlo erano in moltissimi assiepati fuori dell’auditorium sant’Ilario che ha faticato non poco a contenere i presenti, tanto che parecchi hanno cercato di ascoltare gli interventi dall’esterno. Insieme al ministro padre della riforma della giustizia, c’erano il collega ministro per il Pnrr Tommaso Foti e il prof. Mauro Paladini, Vicepresidente della Scuola Superiore della Magistratura. Al centro dell’incontro, a cui hanno preso parte moltissimi volti noti del foro piacentino ma anche altrettanti cittadini, il referendum del 22 e 23 marzo e le ragioni che hanno portato alla riforma. Una riforma che vede in primis la separazione delle carriere e il sorteggio per la composizione del CSM, e che non convince tutti. I toni nelle ultime settimane tra i due comitati, quello del Sì e del No si sono fatti aspri talvolta violenti.

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IL NUOVO REGOLAMENTO DEGLI ALLOGGI POPOLARI INFIAMMA IL CONSIGLIO. CUGINI: “DIRE CHE VANNO AGLI STRANIERI E’ UNA BUFALA”. SORESI “SONO PROPRIO CONVINTA DEL CONTRARIO”

Si è infiammata nell’ultima parte della discussione la seduta di consiglio che ha visto l’assemblea chiamata alla voto sulla modifica del regolamento dell’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. “Una revisione del regolamento dettata – come ha ribadito l’assessora alle Politiche Abitative Nicoletta Corvi – dalla recente sentenza della Corte Costituzionale che raccomanda a tutti i Comuni di assegnare gli alloggi in base ai bisogni e alle effettive criticità”, e non rispetto alla residenzialità. Ecco allora che gli uffici e l’assessorato hanno tempestivamente lavorato, in questi mesi, per arrivare ad una modifica del regolamento che prevedesse un cambiamento nei punteggi di assegnazione; i criteri principali del nuovo regolamento danno un maggior numero di punti ai nuclei famigliari in situazione di fragilità o che vivono in una forte precarietà economica, con un Isee tra 8.500 e 13mila euro e che quindi faticano a reperire sul mercato immobiliare un’abitazione. Di fatto il criterio di residenzialità nel territorio piacentino, che per anni è stato il principale per l’assegnazione di un alloggio popolare, è stato azzerato. “Un atto che vuole portare un valore aggiunto, benessere ed equità ai cittadini di questa città” l’ha definito l’assessora Corvi.

E se alcuni consiglieri di maggioranza, come la consigliera Angela Fugazza e il collega Luca Dallanegra, si sarebbero aspettati, a torto, un’approvazione più o meno unanime della delibera, il centro destra invece aveva ben chiare le critiche, anche pungenti, da sottoporre all’assessora; in particolare la capogruppo di Fratelli d’Italia Sara Soresi che è arrivata a definire non veritieri i dati riportati da Corvi e, ribaditi, dalla sindaca Tarasconi, a fine intervento. “I dati che si riferiscono al 2023 e 2024 sono diversi e ci dicono che gli alloggi sono stati assegnati, in maggioranza, a cittadini stranieri” ha detto Soresi. Particolarmente risentita l’assessora Corvi “mi ritengo offesa perché non ritengo di essere menzognera, per cui non c’è nulla di peggio della mistificazione” ha detto rivolgendosi a Soresi. Delle 1891 residenze assegnate, 1362 sono andate a italiani e 528 a stranieri cittadini stranieri- ha precisato Tarasconi – questi sono i dati del 2025″. “Se lei ha in mano dati diversi, per il bene della città e di questo consiglio è doveroso chiarirlo subito – ha fatto eco il consigliere di Alternativa per Piacenza Stefano Cugini – non può andare avanti un consiglio senza stabilire un punto di verità”. “I dati del 2025, anno in cui è stata avviata la riforma del regolamento sono quelli che vi ho appena dato” ha ribadito Tarasconi. “Possiamo dire che sostenere che le case popolari vengono assegnate agli stranieri è una bufala?” domanda retoricamente Cugini alla sindaca. “Possiamo dirlo” risponde lei. 

Questo il climax delle ultime battute prima del voto della delibera approvata con 20 voti favorevoli, 8 contrari (centro destra), un astensione (Cugini ApP) e un non partecipante (Putzu Liberali).

In mezzo una lunga discussione che ha evidenziato tutte le differenza tra la maggioranza di centro sinistra e l’opposizione di centro destra. “Una modifica dettata da una scelta politica e non giuridica, tanto che non è stato chiesto il parere né dall’Avvocatura né di Anci – ha accusato Soresi – con la conseguenza che saranno gli stranieri a vedersi assegnati gli alloggi, considerato che il criterio della residenzialità è stato azzerato”. Meno tranchant ma sulla stessa lunghezza la consigliera della civica di centro destra Federica Sgorbati, assessora alla politiche abitative e al welfare nella giunta Barbieri: “Togliere il criterio della residenza non è un messaggio corretto – ha detto – certo è bene evitare ricorsi, ma a parità di bisogno, mi pare giusto premiare chi ha un legame stabile con il territorio e quindi un’appartenenza più forte. Per questo sarebbe stato corretto diminuire il punteggio della residenza, ma non azzerarlo”. “E’ un atto di responsabilità politica – ha detto la consigliere di maggioranza Angela Fugazza – non adeguarci sarebbe irresponsabile. Chi ha più bisogno sale in graduatoria, non è operazione ideologica, ma di equità”. “Questa modifica è necessaria, oltre che giusta – è la posizione del consigliere di Piacenza Oltre Sandro Spezia – non approvarla significherebbe violare un principio costituzionale”. “La Corte Costituzionale ci dice che la residenzialità non è un passaporto – ha detto Matteo Anelli Piacenza Coraggiosa – è una
scelta di responsabilità, è un adeguamento necessario che prima o poi andava affrontato”. “Il bisogno deve restare centrale, per questo la residenza non è un indicatore – ha detto il consigliere del PD Salvatore Scafuto – l’edilizia residenziale pubblica è una politica sociale, serve a prevenire la marginalità, inoltre l’ente non si può sottoporre a rischi di non adeguamento”. “Noi vogliamo premiare chi vive qui da più anni, paga le tasse e contribuisce al benessere del territorio – è la posizione opposta alla maggioranza di Luca Zandonella della Lega – da nessuna parte è scritto che andava azzerato il criterio di residenzialità. Tra il tutelarsi e l’azzerare completamente, io sono per un punto di equilibrio”. “Noi avremmo operato una scelta inversa – ha ribadito la capogruppo Patrizia Barbieri -anziché mitigare avete scelto di togliere”.

“Questa è anche una scelta politica e come tale va rivendicata, qui dentro noi siamo chiamati a fare politica – ha detto Cugini di ApP – per quanto mi riguarda merita un plauso. La cosa importante è far capire alla gente fuori la realtà dei fatti e cioè che le case popolari non vanno tutte agli stranieri, come qualcuno vuole fare credere” riferendosi alla collega Soresi che ha ribattuto “io invece sono proprio convinta di questo. Il sistema, eliminando totalmente il requisito della residenza e aumentando quello della fragilità, favorirà i cittadini stranieri che sappiamo sono quelli che delinquono di più”.

 

 

TARASCONI NOMINATA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE URBANISTICA DI ANCI

La sindaca di Piacenza Katia Tarasconi è stata nominata Presidente della Commissione permanente “Urbanistica, Rigenerazione Urbana e Periferie” di ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

“Accolgo questa nomina con senso di responsabilità – commenta Tarasconi – e con la consapevolezza che oggi il governo del territorio e la rigenerazione urbana rappresentano una delle sfide decisive per i Comuni italiani”. “Le città – aggiunge – sono il primo presidio istituzionale vicino ai cittadini e hanno bisogno di strumenti normativi chiari, risorse adeguate e maggiore capacità di programmazione. Lavorerò perché ANCI possa essere sempre più un punto di riferimento autorevole nel confronto con il Governo e il Parlamento su questi temi strategici per lo sviluppo sostenibile e la qualità della vita nelle nostre comunità”.

La comunicazione ufficiale è stata trasmessa dai vertici nazionali dell’Associazione e porta la firma del Presidente Gaetano Manfredi e del Presidente del Consiglio Nazionale Marco Fioravanti. Alla sindaca Tarasconi viene affidato il coordinamento dei lavori della Commissione che opera a livello nazionale sulle materie del governo del territorio, della pianificazione urbanistica, della rigenerazione urbana e delle politiche per le periferie.

La Commissione rappresenta uno dei principali tavoli di confronto dell’ANCI sui temi strategici per i Comuni italiani: segue l’evoluzione normativa, elabora proposte e documenti di indirizzo, contribuisce alla definizione delle posizioni dell’Associazione nei rapporti con Governo e Parlamento e accompagna l’attuazione delle politiche pubbliche in materia di trasformazione urbana.

Si tratta di una delega di particolare rilievo nel quadro dell’organizzazione nazionale dell’ANCI, che assume un valore significativo anche per Piacenza. Le politiche di rigenerazione urbana, il recupero degli spazi pubblici, la riqualificazione delle aree dismesse e la qualità della pianificazione territoriale sono infatti tra le principali sfide che interessano oggi le città italiane.

Nel suo nuovo ruolo, la sindaca Tarasconi sarà chiamata a coordinare i lavori della Commissione in raccordo con il delegato politico nazionale e con la struttura tecnica dell’ANCI, rappresentando le istanze dei Comuni nei processi decisionali di livello centrale.

La nomina conferma il ruolo attivo di Piacenza nelle reti istituzionali dei Comuni italiani e rafforza la presenza della città nei luoghi in cui si definiscono orientamenti e politiche strategiche per lo sviluppo urbano e la rigenerazione dei territori.

 

ALTERNATIVA PER PIACENZA GUARDA AL FUTURO CON LA NUOVA SEGRETERIA. IN PROGRAMMA DUE EVENTI SU AMBIENTE E GIUSTIZIA

Su mandato dell’Assemblea generale del 3 febbraio Alternativa per Piacenza guarda al futuro.  Lo fa con una nuova Segreteria composta dal neoeletto presidente Luigi Rabuffi, Fabrizio Statello vicepresidente e segretario organizzativo, Daniele Alessandrini, Tatiana Morelli, Umberto
Mozzarelli e Giovanni Toscani componenti della segreteria e Stefano Cugini capogruppo ApP in Consiglio comunale.

Unità della Sinistra, difesa della Costituzione e dei Diritti, tutela dell’ambiente e del territorio, pace, sono i titoli principali di un programma di lavoro che vedrà ApP impegnata verso le elezioni comunali 2027 per dare a Piacenza un futuro basato su coesione sociale, equità, partecipazione e sostenibilità.
Valorizzare i giovani e i loro talenti, supportare le famiglie in difficoltà economica e sociale. Considerare gli anziani e i migranti un valore aggiunto e non un peso. Allontanare, per sempre e senza remore, i rigurgiti nostalgici di una stagione affossata dalla Resistenza è l’orizzonte che ApP intende traguardare.

Con questi presupposti, e con l’autonomia organizzativa e politica che da sempre contraddistingue la nostra associazione, abbiamo deciso di mettere in campo le prime due iniziative pubbliche, rivolte a tutti coloro che vorranno partecipare per ascoltare, confrontarsi, comprendere e infine decidere.
Giovedì 12 febbraio alle ore 20:30 presso la Sala della Partecipazione di via Taverna n. 39 è in programma la serata dedicata alle criticità ambientali del nostro territorio (con particolare riferimento al progetto delle pale eoliche sul Crociglia, logistica e consumo di suolo);
Il secondo è appuntamento è per martedì 17 febbraio alle ore 20:30 presso la Sala della Partecipazione di via Taverna n. 39: la serata sarà dedicata alla Riforma costituzionale della Giustizia (per il NO al Referendum confermativo) alla presenza di Gigi Gazzola in qualità di operatore del comparto Giustizia.

SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SU CASO VEZZULLI: RABUFFI “TRISTE PAGINA COSTATA AL COMUNE 200MILA EURO”. LECCE “L’ENTE HA AGITO CORRETTAMENTE, E’ ORA DI GAURDARE AVANTI”

“Una pagine triste che non cancella la memoria di una lite di rara asprezza costata un sacco di quattrini al Comune, come mai prima era avvenuto”. Così il consigliere di ApP Luigi Rabuffi ha definito la vicenda giudiziaria che, da quasi due anni, vede contrapposti l’ente comunale e l’avvocato Elena Vezzulli; al centro, il ricorso dell’ex dirigente dell’avvocatura a seguito dell’attribuzione dell’incarico al Servizio di Prevenzione a pochi mesi dal pensionamento, dopo la scoperta della falsa fideiussione di piazza Cittadella. Pochi giorni fa il Consiglio di Stato ha dato ragione all’ente definendo “le scelte organizzative pienamente legittime”. Scelte che, ha sottolineato Rabuffi. “sono costate al Comune quasi 200mila euro tra incarichi esterni e consulenze”.

“La sentenza del Consiglio di Stato ci dice che l’ente ha agito correttamente nel pieno rispetto delle regole – ha ribattuto la consigliera di maggioranza Margherita Lecce – ora è tempo di guardare avanti”. Parole che hanno provocato la reazione della consigliera di FdI Sara Soresi: “Dobbiamo applaudirvi perché il Consiglio di Stato vi ha dato ragione? – domanda retoricamente Soresi – sappiamo tutti che Vezzulli è un’ottima professionista e che questa rimozione è avvenuta a 18 mesi dalla pensione. Avete pagato 200 mila euro per questa sostituzione. Ma cosa c’è da festeggiare? Il buon senso vi avrebbe dovuto richiamare a stare zitti, e invece”.

 

ROTATORIA VIA EMILIA PAVESE-STRADA DELLA BOSELLA: OK ALLA VARIANTE PER LA NUOVA SEDE DI CONFINDUSTRIA. ASSOCIAZIONI COINVOLTE NELLA PIANTUMAZIONE DEL VERDE

La rotatoria di via Emilia Pavese, all’intersezione con strada della Bosella, verrà ampliata per rendere l’accesso più agevole e sicuro. Lo schema di convenzione urbanistica è stato votato all’unanimità in consiglio comunale. In strada della Bosella, là dove sorgeva la storica ditta Schiavi, si insedierà la nuova sede di Confindustria Piacenza che si traferirà da palazzo Cheope. Un intervento, quello della modifica della rotonda di via Emilia Pavese, “di chiaro interesse pubblico a zero consumo di suolo” ha precisato l’assessora Adriana Fantini nel corso dell’illustrazione dell’intervento. Inoltre “la modifica della rotatoria avrà effetti anche in termini di sicurezza, considerato che via Emilia Pavese è una della strade dove si verifica il  maggior numero di incidenti” ha sottolineato. Il costo dell’intervento, 650mila euro, sarà totalmente a carico del committente. Gli oneri di urbanizzazione pari a 44mila euro. L’abete rosso, il gelso e i sambuchi neri verranno mantenuti, il verde della rotatoria verrà totalmente sostituito e il resto sarà piantumato.

Proprio sulle piante da trapiantare è tornato il consigliere di Alternativa per Piacenza Luigi Rabuffi formulando un ordine del giorno che ha ottenuto l’ok dall’assessora e il voto favorevole di 22 consiglieri, 8 invece si sono astenuti (centrodestra). “Sarebbe bello – ha detto Rabuffi – coinvolgere nelle operazioni di piantumazione anche il comitato Campone di Sant’Antonio oltre che altre realtà associative a cui sta a cuore il tema ambientale”.

“Credo sia più un sì emotivo che altro – ha detto la consigliera Patrizia Barbieri riferendosi al parere positivo dell’assessora Fantini all’odg di Rabuffi – il tema assicurativo non sarebbe di poco conto”. Obiezione che ha trovato la sponda anche del consigliere liberale Filiberto Putzu e della consigliera Barbara Mazza. “Si chiede solo all’amministrazione di interfacciarsi con le associazione che hanno interesse per questo tema, niente di più” ha sgombrato il campo da equivoci il consigliere Stefano Cugini.

Atro tema che hanno sollevato i consiglieri è stato quello della destinazione della vecchia sede di Confindustria una volta che, a fine 2027, sarà completato il trasferimento. Nelle intenzioni già dichiarate dagli industriali in sede di presentazione del progetto, c’è la chiara intenzione di mantenere alcuni spazi attuali del Cheope perché possano essere sfruttati anche dalla città. Ecco che il consigliere Massimo Trespidi ha proposto all’amministrazione di creare le basi per “una collaborazione affinché le scuole che gravitano in quella zona possano trovarvi una soluzione alla cronica carenza di spazi”. Favorevole alla proposta anche la collega Barbieri “siano prima di tutto le scuole a poter usufruire di quegli spazi – ha detto – la Provincia si faccia interlocutore”.

 

 

 

TARIFFE SOSTE BLU, VERRANNO RIDOTTE: C’E’ L’IMPEGNO DEL COMUNE. PASSA LA MOZIONE DELLA LEGA

Le tariffe dei parcheggi blu torneranno a scendere, come erano precedentemente all’entrata in vigore dell’addendum del contratto di piazza Cittadella. Non da subito, ben inteso, perché é in corso il contenzioso giudiziario tra amministrazione e concessionario, ma “quando si avrà la possibilità e nelle modalità più opportune”. Il vicesindaco Matteo Bongiorni ha utilizzato proprio questa formula riprendendo esattamente il corpo della mozione presentata dal consigliere della Lega Luca Zandonella che chiedeva, appunto, il ritorno alle tariffe pre-addendum, salvo gli adeguamenti Istat. “Gli aumenti – ha ricordato Zandonella – sono entrati in vigore dal 1 gennaio 2024, per facilitare il concessionario, Piacenza Parcheggi, nella costruzione del parcheggio interrato, ma poi sappiamo quello che è accaduto. Lo scorso novembre l’amministrazione aveva annunciato che sarebbe tornata ad avere la gestione dei parcheggi, ma ad oggi questo non è ancora avvenuto a causa dell’iter giudiziario in corso”. La domanda di base é: perché i cittadini si trovano a pagare tariffe maggiorate per finanziare un’opera che non verrà più realizzata? Tutti d’accordo, in linea di principio, con il parere positivo anche dell’amministrazione per bocca del vicesindaco Bongiorni; la mozione infatti, alla fine, è stata votata favorevolmente da tutti i consiglieri, ad eccezione dell’astensione della consigliera Brusamonti.

Ma nel mezzo c’è stata oltre un’ora di discussione a suon di “fatti personali” e botta e risposta tra consiglieri di maggioranza e opposizione. A dare il là è stato l’intervento della consigliera di Piacenza Oltre Caterina Pagani “tornare alla tariffazione precedente e non usare questa leva per disincentivare l’uso dell’auto non mi sembra la soluzione migliore – ha detto – al contrario l’aumento delle tariffe mi sembra il principio più equo, per portare a termine la strategia del Pums (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), altrimenti possiamo dire che è carta straccia”. Un intervento che l’ha posta nel mirino dell’opposizione; “mettetevi d’accordo -ha detto il consigliere Trespidi rivolgendosi alla maggioranza – o siete d’accordo con il vicesindaco o non lo siete. Se volete mandare la gente in bicicletta come in Cina, dovete fare le piste ciclabili!”. “Non ho detto di costringere i cittadini ad andare in bicicletta – ha replicato Pagani – ma la politica deve fare delle scelte. Se dobbiamo dare un indirizzo politico dobbiamo essere chiari”. “Adesso i cittadini stanno pagando le tariffe ad un soggetto con cui si sono chiusi i rapporti – ha ribattuto il consigliere di ApP Cugini – in questo momento state disincentivando il pagamento delle soste blu, a discapito di chi invece, nonostante si senta preso in giro, continua a pagare il biglietto giornaliero – ha detto rivolgendosi alla maggioranza – saremmo dovuti tornare subito alla vecchia tariffa e pure chiedere scusa”. “Dopo il Covid, BRT ha detto che non era più necessario fare il parcheggio di Cittadella, perché ci sarebbero stati posti auto nell’area dell’ex Acna e si sarebbero recuperati una cinquantina di posti vicino alle palestre dell’ex Laboratorio Pontieri – ha sottolineato la consigliere Barbieri – comprendiamo che oggi non è possibile il ritorno alla tariffa precedente, ma lo spirito della mozione è che non appena si potrà, si dovrà tornare al ripristino della vecchia tariffazione”. “Non sono convinto che alzando le tariffe si incentivi l’uso della bicicletta – a detto il consigliere Anelli – quindi l’auspicio è che le tariffe diminuiscano e tornino come prima dell’addendum”. “Se ci fosse la possibilità di tornare a 1,05 euro noi lo voteremmo subito – ha ribadito il consigliere di ApP Rabuffi – l’aumento è legata alla costruzione di un’opera che oggi non c’è e non esisterà più. Cosa c’entra la mobilità dolce?” ha domandato riferendosi all’intervento della consigliera Pagani.

 

 

IL CORTEO DI ESTREMA DESTRA CHE GRIDA “PIACENZA CI APPARTIENE”

Tricolori sventolati a mo’ di vessillo, come a ribadire che l’Italia e gli italiani vengono prima di tutti. Hanno sfilato blindatissimi nel corteo organizzato dal comitato Remigrazione e Riconquista, che raggruppa le compagini di estrema destra Casa Pound, Fronte Veneto Skinheads e Rete dei Patrioti, arrivati a Piacenza da Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.

Piacenza non è l’unica città dove il comitato è sceso in piazza: prima Bergamo e a breve Prato, per sensibilizzare i cittadini sulla proposta di legge di iniziativa popolare per cui occorrono 50 mila firme, con l’obiettivo di far rientrare nei paesi d’origine i cittadini stranieri che vivono in Italia: non solo i responsabili di reati o gli immigrati illegali, bensì tutti gli stranieri, attraverso sussidi economici e altre forme di incentivo. L’unico politico piacentino presente, il consigliere della Lega Luca Zandonella.

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“VIA I FASCISTI DA PIACENZA” STUDENTI E LAVORATORI AL CORTEO DEI COLLETTIVI

Molti giovani, soprattutto studenti piacentini hanno partecipato alla  manifestazione antifascista promossa dai Collettivi ControTendenza, Resisto e Azione Antifascista, e Collettivo Schiaffo contro il corteo Remigrazioni dell’omonimo comitato che ha occupato, un paio d’ore dopo, la zona nord della città. Circa 350 i partecipanti, studenti, lavoratori della logistica del sindacato Si Cobas, tutti costantemente presidiati da un nutrito cordone di forze dell’ordine.

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