GAZZOLA, PD: “CON UMILTA’ OGNUNO FACCIA UN PASSO INDIETRO PER IL CAMPO LARGO”

Con un lungo passato nell’Italia dei Valori, per poi confluire naturalmente nel centro sinistra, Luigi Gazzola è stato anche assessore al bilancio nella giunta Dosi, oggi ha la tessera del Partito Democratico verso il quale non lesina critiche. Si definisce, insomma, un battitore libero. Nessuna sorpresa sulla ricandidatura di Katia Tarasconi al secondo mandato, “sarebbe un caso più unico che raro non ricandidare un sindaco uscente in presenza della sua disponibilità” ci ha detto.
E guardando al 2027, il parallelismo con le elezioni nazionali, che probabilmente non si svolgeranno nello stesso giorno delle amministrative, è immediato. Se di campo largo si deve parlare perché il centro sinistra torni a governare, lo stesso dovrebbe avvenire anche a livello locale. Ecco allora che i prossimi mesi saranno fondamentali per tracciare alleanza e obiettivi comuni: come si è fatto con il recente referendum sulla giustizia in cui Pd, Movimento 5 Stelle, Avs e Alternativa per Piacenza hanno lavorato insieme per il No.

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TARASCONI PRONTA AL SECONDO MANDATO, PD: “AMPIA CONVERGENZA SULLA RICANDIDATURA”

“Ampia convergenza sulla ricandidatura di Katia Tarasconi per il 2027”. Si è così ufficializzato quello che era ormai nell’aria da settimane, la sindaca è pronta a riprovarci per il secondo mandato; l’annuncio durante l’assemblea cittadina del Partito Democratico, alla Camera del Lavoro, a cui ha partecipato anche il segretario regionale Luigi Tosiani.

Il comunicato stampa, inviato all’una di notte dal PD, descrive un confronto “ampio e partecipato da cui è emersa una convergenza chiara e condivisa: la ricandidatura della sindaca Katia Tarasconi viene individuata come il punto di partenza più solido e coerente su cui costruire il percorso politico e programmatico dei prossimi anni”.

“Una scelta – si legge – che nasce dal lavoro svolto in questi anni, dalla visione condivisa di città e dai risultati già conseguiti, ma anche dalla volontà di dare continuità a un progetto amministrativo che ha avviato trasformazioni importanti per Piacenza”. La riqualificazione del Polisportivo, il progetto dell’ex Manifattura Tabacchi, la bonifica dell’ex Acna sono stati citati come esempi di “valore di un’azione amministrativa che ha saputo determinare un cambiamento in meglio della città sbloccando situazioni ferme da tempo, attivando investimenti rilevanti e mettendo in campo interventi strategici”.

E poi “la riorganizzazione della macchina comunale, il processo di digitalizzazione dei servizi, gli investimenti sull’ambiente e sull’energia – dalla Comunità energetica rinnovabile e solidale all’elettrificazione del trasporto pubblico – così come il rafforzamento dei servizi educativi e il rilancio delle politiche culturali, con iniziative e progetti che hanno riportato Piacenza al centro di circuiti nazionali”.

Si è toccato anche il tema dell’unità del partito, considerato che non è una novità che all’interno ci siano sensibilità diverse; “il confronto interno è una risorsa, ma solo se si fonda su lealtà, responsabilità e rispetto reciproco – ha dichiarato la segretaria cittadina Michela Cucchetti – Da questa assemblea esce un messaggio chiaro: il Partito Democratico vuole essere una comunità politica coesa, capace di costruire sintesi e di sostenere con convinzione un percorso amministrativo che ha già prodotto risultati importanti e che deve essere portato a compimento”.

Sulla stessa linea anche il segretario Tosiani: “Piacenza in questi anni è cresciuta ha accettato la sfida di cambiare, per migliorare la vita delle sue cittadine e dei suoi cittadini. Una comunità forte e coesa che vuole crescere ed attrarre investimenti, opportunità, capitale umano, senza rinunciare ad una sua caratteristica peculiare, la cura dei bisogni, delle fragilità, per non lasciare indietro nessuno. Katia Tarasconi, con la sua squadra, il lavoro del gruppo PD in Comune, ha fatto un lavoro importante, dedicando a Piacenza ogni energia, con visione, passione e capacità di costruire relazioni strategiche, in Emilia-Romagna e non solo. Merita di proseguire questo percorso, ed il PD ad ogni livello la sostiene con convinzione e determinazione”.

Al termine della nota stampa si fa un accenno anche percorso politico da qui ai prossimi mesi, sarà “strutturato e progressivo: dalla costruzione delle alleanze alla definizione di un programma credibile e radicato nei bisogni della città, fino alla selezione di una proposta amministrativa all’altezza delle sfide future. La ricandidatura di Katia Tarasconi rappresenta oggi la base più naturale e solida su cui costruire questo percorso – ha concluso Cucchetti –. Il nostro obiettivo è chiaro – si legge in conclusione – rafforzare una proposta politica capace di unire, decidere e generare fiducia, mettendo al centro Piacenza e il suo futuro”.

 

 

CUGINI E LA FAVOLA DEL “PAESE DEL DOPO”: “LA PRIORITA’ DELL’AMMINISTRAZIONE E’ DIVENTATO IL TERZO TEMPO”

Il Paese del Dopo: è il titolo della favola dal sapore amaro che ha scritto il consigliere Stefano Cugini; una fiaba che ha come protagonisti il Comune e la sua amministrazione chiamata a gestire le risorse pubbliche. L’ispirazione è arrivata dalla determina dirigenziale che ha previsto l’affidamento ad una società specializzata nella formazione del personale di un percorso rivolto a dirigenti a funzionari mirato allo sviluppo della leadership e al potenziamento delle competenze. Costo 60mila euro. Modalità: attività legate alla pratica del rugby.

Ma tornando alla favola, nel Paese del Dopo, il mondo si ritrova, magicamente, senza più guerre, né conflitti, grazie ad un accordo globale che pone fine a tutte le guerre. E una pioggia di fantastiliardi è destinata a cadere sulle città, compresa Piacenza e quindi anche su Palazzo Mercanti. “Ecco che nella Piacenza ideale, che ha il culto delle priorità e dell’etica come esempio, la povertà viene cancellata, le fragilità sostenute, ogni cittadino aiutato” recita il consigliere di Alternativa per Piacenza. “La primavera è perenne, i prati curati, le strade come piste da biliardo, nessuna crepa o buca, le barriere architettoniche lontani ricordi dei libri di storia. Ossigeno puro, viabilità nuova verso il polo logistica improntata alla sicurezza e alla fluidità. E poi il miracolo dei miracoli: il buco di Cittadella chiuso trasformato nella piazza gioiello della città. Eppure – prosegue Cugini – nonostante l’eden padano, c’è un avanzo di denaro che sindaca e giunta hanno pensato a come investire”. Sessantamila euro, appunto, che “l’amministrazione decide di spendere mandando dirigenti e funzionari a giocare a rugby. Nella fiabe questa si chiama ciliegina sulla torta, ma fuori dalla favola?” domanda il consigliere “la realtà fuori da qui è ben diversa”. Fuori dalla bolla l’aria che si respira è un’altra, insomma.

“Ci dite che non è un capriccio – prosegue Cugini – e chi lo hai mai detto? Ma ci sono i contesti da analizzare. Questa non è formazione ma distacco dalla realtà. Ci vogliono misura, capacità di leggere i contesti, rispetto del denaro pubblico; in questo caso è una meta fuori tempo massimo”.

Fuori dalla metafora della favola, Cugini ha definito quella della formazione sui campi da rugby “un dibattito fatto male, una formazione che costa 60mila euro, in questo momento storico, dove c’è chi muore attraversando la ferrovia per andare a lavorare (riferimento all’operaio pachistano del polo logistico  travolto dal treno mentre si recava al lavoro ndr), pare davvero troppo; ci sono altre priorità, si poteva fare una formazione che costava meno, perché nel percepito delle gente, 60mila euro sono una botta. E fare ilarità su un tema così è grave”. Game over. Fine della storia.

L’EX ACNA RINASCE CON PARCHEGGIO E AREA VERDE, APPROVATO IL PROGETTO. TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE SCONTRO SULLA CONTINUITA’ AMMINISTRATIVA

Molti consiglieri, per lo più della maggioranza, l’hanno definito un momento storico, considerati i decenni in cui lo stallo si è protratto. Stiamo parlando dell’area ex Acna che da quasi 40 anni costituisce un vulnus per la città, da quando la fabbrica di vernici cessò la sua attività. Un’area che tanti hanno vissuto come un problema, mai al servizio della città e dei piacentini, ma sempre come un problema da risolvere. “L’ex Acna è un’area da anni caratterizzata da degrado e abbandono che si avvia a una trasformazione, per contribuire alla vivibilità di tutta la zona – ha detto l’assessora all’Urbanista Adriana Fantini – oggi introduciamo anche la variante urbanistica, apponiamo il  vincolo preordinato all’esproprio e dichiariamo la pubblica utilità”. Nell’area ra via Cantarana a il vallo della mura farnesiana sorgeranno un parcheggio da 287 posti auto, un parco pubblico e verrà predisposta un’area dedicata alla sosta dei camper che per il momento sarà lasciata a verde. Il progetto è stato approvato dal consiglio con 21 voti favorevoli e tre non partecipanti, i consiglieri del gruppo di Fratelli d’Italia. “Non votiamo perché non vogliamo che domani questo di oggi sia un altro progetto – ha spiegato la capogruppo Soresi riferendosi a quanto accaduto per l’ex Manifattura Tabacchi – votiamo le pratiche sulla base o meno dell’utilità per la città. Poi se le cose vengono cambiate, non ci fidiamo più. La responsabilità non ce la prendiamo, perché non sappiamo quello che può avvenire dopo”. “E’ una giustificazione che fa ridere – ha ribattuto il consigliere di ApP Cugini – su una partita così perdiamo una occasione. Tutto questo svilisce l’attività che facciamo qua dentro”.

Nel corso della discussione il consigliere Rabuffi ha fatto la cronistoria dell’area definendo quella di oggi “la chiusura positiva di una della pagine più complicate della storia di Piacenza, una storia ultradecennale che ha penalizzato l’intera comunità piacentina, una vicenda che va a sintesi grazie alla intelligente continuità amministrativa tra giunta di colore politico diverso”. Proprio il tema della continuità tra le ultime amministrazioni ha caratterizzato gli interventi di molti consiglieri. “Possiamo sentire dire una volta sentire che prima di voi non ci fosse il diluvio universale? – ha chiesto retoricamente il consigliere Trespidi alla giunta – si può dire che due amministrazioni hanno portato avanti e realizzato tutti questo? Da parte della sinistra ci sono responsabilità politiche enormi che il centro destra ha corretto. Il progetto è della giunta Barbieri di centro destra, non di Reggi. E bisogna dirlo. Mi sarei aspettato che si fosse parlato di continuità amministrativa”. “Oggi è una occasione persa – ha fatto eco la consigliera Barbieri – sarebbe bastato parlare dire che si è portato avanti un lavoro cominciato dalla precedente amministrazione, invece no.  Eppure non sarebbe partito nulla se non fossero stati i 9 milioni di euro per la bonifica arrivati perché abbiamo chiesto che l’area fosse inserita nei siti orfani grazie ai fondi Pnrr. Vedere che non si fa cenno a quanto fatto prima lo considero un atto di scorrettezza e scarsa onestà intellettuale”.

“Un passo concreto di continuità amministrativa – non ha esitato a definire l’operazione il consigliere PD Perrucci –  che consente di ritrovare nuovo spazio per i cittadini, una nuova funzione pubblica di un’area strategica.
Sarà fondamentale garantire modalità e tempi di esproprio evitando contenziosi che potrebbero rallentare attuazione del progetto”. “Non può passare inosservato il comportato che l’amministrazione ha tenuto nel percorso partecipativo che i cittadini della zona hanno richiesto – ha detto la consigliere del gruppo Misto Gnocchi – c’era preoccupazione rispetto alla progettualità di cui poco o nulla si sapeva. Grazie invece ad alcune abitanti si è riusciti ad organizzare gli incontri sempre molto partecipati a cui ha preso parte anche l’assessore Bongiorni”. “Inviterei ad uscire dalla logica del detto non detto, confermando il riconoscimento dei meriti ultradecennali – ha risposto alla minoranza il consigliere di Piacenza Oltre Spezia – quello che conta è che si è risolto uno dei più grandi problemi di inquinamento della città”. Una pratica mastodontica – l’ha definita il capogruppo PD Fossati – di cui oggi si vede la luce in fondo al tunnel. Il collaudo avverrò entro giugno, i lavori partiranno a fine estate per concludersi entro il mandato”. “Mi piace pensare che da non luogo diverrà un luogo vissuto che risponde ai bisogni del verde e di parcheggio”. “La buona politica oggi porta a casa un risultato ottimo – ha detto la consigliera PD Albasi – anche per quelle famiglie che hanno perso un familiare a causa delle esalazioni di quella fabbrica”.
“E’ un momento storico per la città per cui sarebbe stato bello che il dibattito non fosse tra chi è stato più bravo, chi ha fatto di più e meno – ha concluso gli interventi il consigliere Cugini –  spiace perché stiamo entrando in campagna elettorale e si vede tutto, sempre peggio fino al momento clou, oggi sarebbe stato bello se oggi ci fosse stata umiltà condivisa per dire ai cittadini cosa abbiamo portato a casa”.

 

TARASCONI, SI AVVICINA LA CANDIDATURA AL SECONDO MANDATO. MA NEL PD SONO TUTTI D’ACCORDO?

Sulla candidatura di Katia Tarasconi al secondo mandato pare che manchi solo l’ufficialità; a testimoniarlo l’apertura della stessa sindaca, pochi giorni fa, durante un’intervista a Telelibertà “come faccio a dire, dopo quattro anni di impegno, è finita, si chiude qui e arrivederci? È la collettività a decidere”. E fin qui si può dire che in molti se lo aspettavano: sarà perché alla fine del primo mandato c’è il desiderio di portare a termine o vedere realizzati i progetti più ambiziosi che richiedono più di un quinquennio e, a quanto pare, Piacenza non farà eccezione. Il tema ricandidatura e amministrative 2027 è stato ampiamento discusso anche nell’ultimo esecutivo del Partito Democratico, dove non tutti hanno apprezzato le modalità con cui Tarasconi avrebbe pubblicamente aperto ad un secondo mandato. Non tanto per il contenuto, quanto per il metodo: perché non parlarne prima in esecutivo o negli organi preposti, si domandano alcuni esponenti del partito locale. Se forse è eccessivo parlare di malcontento, di certo corrisponde a verità sostenere che una maggiore condivisione sarebbe stata apprezzata.

Non solo: non è passata inosservata la mancata partecipazione di Tarasconi a quegli eventi organizzati dal PD durante la campagna referendaria. La sua non partecipazione alla serata con Pier Luigi Bersani ha sorpreso non poco. Certamente alla prima cittadina non è piaciuto il clima divisivo che si  è creato durante le settimane che hanno preceduto il voto, un clima da tifoseria che non è stato apprezzato. Sarà stato questo, probabilmente, a farla desistere dalla partecipazione agli eventi più importanti organizzati dal suo partito. Per qualcuno invece, sempre del suo stesso partito, sarebbe stato un segnale incoraggiante annoverarla tra i presenti. Un peccato anche perché il voto referendario ha riportato alle urne una fetta di popolazione, nella fattispecie i più giovani tra 18 e 34 anni, che per anni hanno disertato le urne e che hanno convintamente votano No, determinandone la vittoria netta. Riuscire ad intercettare quella parte di elettorato è fondamentale.

C’è poi un altro tema dirimente in vista del voto amministrativo della prossima primavera, quello delle alleanze. Se anche a livello locale si volesse ricalcare quello che sta avvenendo a livello nazionale, si dovrebbe lavorare per la creazione di un campo largo che va dal centro sinistra fino alla sinistra, sul modello di PD-Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra. Ma nello scacchiere piacentino ci sono anche i Liberali che, pur non avendo nulla a che fare con la sinistra e sedendo all’opposizione a palazzo Mercanti, sono stati più di una volta in sintonia con l’amministrazione, anche su partite importanti.

Non saranno mesi facili perché nel PD non mancano le posizioni di coloro che vedono nell’apertura a sinistra il naturale approdo dell’intera coalizione, e che auspicano maggiore condivisione sulle scelte importanti.

 

LEONARDO, 20 ANNI: “I POLITICI NON PARLANO CON I GIOVANI E NOI NON CI ACCONTENTIAMO”

Tra coloro che, nella fascia d’età 18-34 anni, hanno massicciamente votato No al referendum costituzionale sulla giustizia c’è anche Leonardo, 20 anni, piacentino, studente fuori sede dalla facoltà di Medicina a Bologna.
Fa parte di quei giovani che hanno votato con convinzione al referendum, e che invece, al contrario, nutrono molti dubbi sulla partecipazione alle politiche del prossimo anno. “Io stesso non so l’anno prossimo voterò alle politiche – ci ha detto – i politici non parlano ai giovani e noi non ci accontentiamo di un banale campo largo a sinistra”.

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EX ACNA: IL PROGETTO DI RECUPERO CON AREA VERDE E PARCHEGGIO. L’ASSESSORE BONGIORNI CHIARISCE I DUBBI SUI COSTI DELL’ESPROPRIO

Un parco verde, un parcheggio da 287 posti auto: circa 30mila metri quadrati che verranno restituiti e riqualificati alla città. Stiamo parlando dell’area ex Acna il cui progetto, dopo aver ottenuto il via libera dalla Conferenza dei Servizi, è passato in commissione e lunedì verrà discusso in consiglio comunale. L’area si trova ad una quarantina di metri dalle mura storiche, “uno degli aspetti più ostici che ci siamo trovati ad affrontare – ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici Matteo Bongiorni affiancato dalla collega Adriana Fantini – anche i ritrovamenti hanno inciso sui tempi della bonifica (l’area ospitava uno stabilimento chimico ndr), e sui sottoservizi, nonostante dalla Sovrintendenza abbiamo trovato massima collaborazione”. Altro tema focale quella della viabilità per raggiungere il parcheggio; “abbiamo pensato di ricalcare quello della viabilità del sito industriale – ha confermato Bongiorni – che la Sovrintendenza ha indicato come percorribile. L’area del parcheggio sarò piantumata con alberature che garantiranno l’ombra oltre che mitigare l’inquinamento e verrà predisposta un’area per i camper; “una porzione per ora non integrata nel progetto del soprasuolo  in questa prima fase – ha spiegato l’assessore – saranno 10/12 stalli. Sono state create le predisposizioni immaginando che una parte verrà dedicata alla sosta dei camper”. Nell’area troverà spazio un chiosco e bagni pubblici.

I principali dubbi dei consiglieri si sono concentrati sui costi di bonifica, “l’amministrazione ha bonificato aree private con denaro pubblico – esplicita la consigliera Barbieri – ai fini dell’esproprio che valore diamo all’area, di prima o dopo la bonifica? Altrimenti rischiamo di aver dato denaro ad un privato per la bonifica di un’area”. Anche il consigliere Rabuffi ha fatto riferimento ai costi per la bonifica, oltre che ai 287 stalli “saranno liberi, a rotazione? – ha chiesto – chi li gestirà? L’ipotesi di parcheggio scambiatore ha fondamento?” “I lavori per l’area verde – ha chiesto la consigliera Gnocchi  – saranno contestuali al parcheggio o avranno tempi diversi?” Sul tema dell’illuminazione ha concentrato l’attenzione il consigliere Trespidi – “cerchiamo di illuminare molto la zona non come il parcheggio di viale Sant’Ambrogio”.

L’assessore Bongiorni ha rassicurato sui costi “l’esproprio non incide sulla proprietà dell’area. l lavori di bonifica valgono di più del terreno. L’indennità di esproprio è scritto a zero. Quello che abbiamo speso è computato, quindi non ci possono chiedere nulla. Il chiosco e i bagni saranno ad uso collettivo e il parcheggio dovrebbe essere utilizzato non come scambiatore – spiega – ma certamente, almeno una parte, come riservato ai dipendenti Ausl. Per quanto riguarda la sosta non potrà essere totalmente a pagamento: verrà consentita una sosta gratuita a tempo per consentire l’espletamento di visite o esami, poi una rotazione trascorso un certo tempo. Per residenti e lavoratori saranno gestite le soste con abbonamenti a riduzione come già avviene in altri parcheggi in città”.

 

REFERENDUM, VINCE IL NO. PIACENZA IN CONTROTENDENZA: IN TUTTI I COMUNI VITTORIA DEL SI’

Il primo dato che salta all’occhio, riguardo al referendum sulla giustizia, è certamente quello dell’affluenza che, dopo intere tornate elettorali all’insegna dell’astensionismo, torna ad essere incoraggiante e significativo. A livello nazionale la percentuale di affluenza è stata del 58,93%, l’Emilia Romagna la regione dove si è votato di più con una percentuale del 66,67%. Il risultato finale ha visto la vittoria del No con il 54,3% e il Sì al 45,7%.

In provincia di Piacenza invece la situazione è praticamente ribaltata: secondo i dati definitivi, il Sì ha ottenuto 74.162 voti (56,16%) contro i 57.900 del No (43,84%). Anche nel comune di Piacenza ha vinto il Sì col 51,26% (23.630 voti), mentre il No si è fermato al 48,74% (22.466 voti). In tutti i comuni della provincia di Piacenza ha vinto il Sì, in alcuni caso con una maggioranza netta.

Questo il dettaglio delle 105 sezioni del Comune di Piacenza: su 72518 elettori totali hanno votato 46335; le schede bianche sono state 96, quelle nulle 143; i voti favorevoli alla riforma 23630, quelli contrari 22466.

 

PIAZZA CITTADELLA, APP “PERCORSO PARTECIPATIVO DA VALORIZZARE SENZA RETROPENSIERI”

Il percorso partecipativo che si sta avviando per la riqualificazione di piazza Cittadella continua a suscitare le reazioni delle politica locale. In particolare Alternativa per Piacenza, per mezzo del presidente Luigi Rabuffi, non è d’accordo chi ha già osteggiato il percorso riferendosi, in particolare, ai colleghi dell’opposizione che hanno definito il percorso “illeggibile, ritenendolo fumo negli occhi. Quasi truffaldino. Alternativa per Piacenza non è d’accordo con queste valutazioni. La partecipazione dei cittadini alle scelte di una Comunità merita sempre rispetto e deve essere valorizzata senza retropensieri.
Immaginare che questo percorso partecipativo serva solo a coprire colpe e responsabilità pregresse appare una preoccupazione strumentale. Un alibi al disimpegno. Una giustificazione all’indifferenza.

Nessuna amnesia potrà mai cancellare quanto avvenuto in questi anni. Ci penseranno i giudici, con le loro sentenze, a ricordarci le colpe e le responsabilità amministrative e politiche di chi ha “giocato”, al tavolo di Piazza Cittadella, una partita durante la quale – tra “bluff” spudorati, rilanci “al buio”, pistole fumanti e silenzi accomodanti – abbiamo visto e sentito di tutto.
In attesa che si “girino finalmente le carte” (e a farlo saranno i giudici, con le loro sentenze definitive), a noi cittadini spetta il compito di arricchire quel capitolo partecipativo in un contesto, Piazza Cittadella, certamente violentato dalle motoseghe, certamente devastato dalle ruspe, sicuramente offeso dalla protervia di alcuni protagonisti, ma che rappresenta sempre il cuore della nostra città.
Anticamera di Palazzo Farnese. Nobile corridoio verso le Scuderie di Maria Luigia e Chiesa del Carmine. Concentrato di storia, arte e cultura. Dal valore immenso. Da riconquistare, non certo da abbandonare. Per questi motivi, Alternativa per Piacenza ha presentato, qualche mese fa, una specifica mozione in Consiglio Comunale chiedendo l’avvio di un percorso di vera e leale partecipazione finalizzato a scrivere un nuovo capitolo, a garanzia di piazza Cittadella. Dove il finale, l’auspicato finale scritto insieme a tutto coloro che amano e vivono Piacenza, obbligherà i prossimi inquilini di Palazzo Mercanti
a rispettare, al netto delle pronunce giudiziarie, la volontà dei cittadini.
Non cogliere questa opportunità ci appare una grande occasione persa.

ASTRA PASSA A LEONARDO, PAPAMARENGHI “LA SINDACA INFORMI LA CITTA’ DI QUESTA OPERAIZONE”

La notizia di acquisizione di Leonardo spa della piacentina Astra, insieme al comparto difesa di Iveco Group, ha spinto il consigliere della civica di centro destra Jonathan Papamarenghi a presentare alla giunta una interrogazione urgente “affinché il consiglio comunale e la città siano resi edotti dello scenario presente e futuro legato all’operazione in questione, considerata la centralità dell’azienda per l’intero territorio” scrive il consigliere.

Attualmente l’organico Astra è di circa 500 persone. Dal 2022 l’azienda piacentina è integrata in Iveco Group e da questo gruppo industriale à avvenuto lo scorporo di Astra e della divisione Iveco Defence Vehicles (IDV) per essere cedute, con l’operazione appena autorizzata, a Leonardo per 1.6 miliardi di euro. A questo scenario già rivoluzionario si aggiunge la prospettiva, tutt’altro che remota, di un’alleanza con i tedeschi di Rheinmetall finalizzata alla fornitura di mezzi corazzati all’Esercito Italiano per veicoli le cui operazioni di assemblaggio dono essere svolte prioritariamente in Italia ma il cui brevetto è proprio tedesco.

Oltre alla sfida industriale – sottolinea Papamarenghi – sarà importante il passaggio con il mondo sindacale sul piano dei diritti dei lavoratori del ramo ceduto; lavoratori che non devono veder cadere sulle loro spalle l’ennesima scelta riorganizzativa, anche in considerazione del fatto che essi arrivano da inquadramenti con Contratti Collettivi Specifici del Lavoro diversi da quanto applicato invece in Leonardo, dove si adotta il contratto nazionale metalmeccanici. Seppur i diritti acquisiti saranno certamente tutelati, resteranno da gestire le differenze tra i contratti che sarà necessario affrontare.

Considerati tutti questi aspetti che coinvolgono in modo profondo sia il tessuto produttivo ed economico di Piacenza che diverse centinaia di famiglie di lavoratori legati alla storica azienda, il consigliere della civica di centro destra chiede che la sindaca aggiorni il consiglio su quanto sta avvenendo e sulle interlocuzioni che sta mantenendo in queste importanti fasi.