L’EX ACNA RINASCE CON PARCHEGGIO E AREA VERDE, APPROVATO IL PROGETTO. TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE SCONTRO SULLA CONTINUITA’ AMMINISTRATIVA

Molti consiglieri, per lo più della maggioranza, l’hanno definito un momento storico, considerati i decenni in cui lo stallo si è protratto. Stiamo parlando dell’area ex Acna che da quasi 40 anni costituisce un vulnus per la città, da quando la fabbrica di vernici cessò la sua attività. Un’area che tanti hanno vissuto come un problema, mai al servizio della città e dei piacentini, ma sempre come un problema da risolvere. “L’ex Acna è un’area da anni caratterizzata da degrado e abbandono che si avvia a una trasformazione, per contribuire alla vivibilità di tutta la zona – ha detto l’assessora all’Urbanista Adriana Fantini – oggi introduciamo anche la variante urbanistica, apponiamo il  vincolo preordinato all’esproprio e dichiariamo la pubblica utilità”. Nell’area ra via Cantarana a il vallo della mura farnesiana sorgeranno un parcheggio da 287 posti auto, un parco pubblico e verrà predisposta un’area dedicata alla sosta dei camper che per il momento sarà lasciata a verde. Il progetto è stato approvato dal consiglio con 21 voti favorevoli e tre non partecipanti, i consiglieri del gruppo di Fratelli d’Italia. “Non votiamo perché non vogliamo che domani questo di oggi sia un altro progetto – ha spiegato la capogruppo Soresi riferendosi a quanto accaduto per l’ex Manifattura Tabacchi – votiamo le pratiche sulla base o meno dell’utilità per la città. Poi se le cose vengono cambiate, non ci fidiamo più. La responsabilità non ce la prendiamo, perché non sappiamo quello che può avvenire dopo”. “E’ una giustificazione che fa ridere – ha ribattuto il consigliere di ApP Cugini – su una partita così perdiamo una occasione. Tutto questo svilisce l’attività che facciamo qua dentro”.

Nel corso della discussione il consigliere Rabuffi ha fatto la cronistoria dell’area definendo quella di oggi “la chiusura positiva di una della pagine più complicate della storia di Piacenza, una storia ultradecennale che ha penalizzato l’intera comunità piacentina, una vicenda che va a sintesi grazie alla intelligente continuità amministrativa tra giunta di colore politico diverso”. Proprio il tema della continuità tra le ultime amministrazioni ha caratterizzato gli interventi di molti consiglieri. “Possiamo sentire dire una volta sentire che prima di voi non ci fosse il diluvio universale? – ha chiesto retoricamente il consigliere Trespidi alla giunta – si può dire che due amministrazioni hanno portato avanti e realizzato tutti questo? Da parte della sinistra ci sono responsabilità politiche enormi che il centro destra ha corretto. Il progetto è della giunta Barbieri di centro destra, non di Reggi. E bisogna dirlo. Mi sarei aspettato che si fosse parlato di continuità amministrativa”. “Oggi è una occasione persa – ha fatto eco la consigliera Barbieri – sarebbe bastato parlare dire che si è portato avanti un lavoro cominciato dalla precedente amministrazione, invece no.  Eppure non sarebbe partito nulla se non fossero stati i 9 milioni di euro per la bonifica arrivati perché abbiamo chiesto che l’area fosse inserita nei siti orfani grazie ai fondi Pnrr. Vedere che non si fa cenno a quanto fatto prima lo considero un atto di scorrettezza e scarsa onestà intellettuale”.

“Un passo concreto di continuità amministrativa – non ha esitato a definire l’operazione il consigliere PD Perrucci –  che consente di ritrovare nuovo spazio per i cittadini, una nuova funzione pubblica di un’area strategica.
Sarà fondamentale garantire modalità e tempi di esproprio evitando contenziosi che potrebbero rallentare attuazione del progetto”. “Non può passare inosservato il comportato che l’amministrazione ha tenuto nel percorso partecipativo che i cittadini della zona hanno richiesto – ha detto la consigliere del gruppo Misto Gnocchi – c’era preoccupazione rispetto alla progettualità di cui poco o nulla si sapeva. Grazie invece ad alcune abitanti si è riusciti ad organizzare gli incontri sempre molto partecipati a cui ha preso parte anche l’assessore Bongiorni”. “Inviterei ad uscire dalla logica del detto non detto, confermando il riconoscimento dei meriti ultradecennali – ha risposto alla minoranza il consigliere di Piacenza Oltre Spezia – quello che conta è che si è risolto uno dei più grandi problemi di inquinamento della città”. Una pratica mastodontica – l’ha definita il capogruppo PD Fossati – di cui oggi si vede la luce in fondo al tunnel. Il collaudo avverrò entro giugno, i lavori partiranno a fine estate per concludersi entro il mandato”. “Mi piace pensare che da non luogo diverrà un luogo vissuto che risponde ai bisogni del verde e di parcheggio”. “La buona politica oggi porta a casa un risultato ottimo – ha detto la consigliera PD Albasi – anche per quelle famiglie che hanno perso un familiare a causa delle esalazioni di quella fabbrica”.
“E’ un momento storico per la città per cui sarebbe stato bello che il dibattito non fosse tra chi è stato più bravo, chi ha fatto di più e meno – ha concluso gli interventi il consigliere Cugini –  spiace perché stiamo entrando in campagna elettorale e si vede tutto, sempre peggio fino al momento clou, oggi sarebbe stato bello se oggi ci fosse stata umiltà condivisa per dire ai cittadini cosa abbiamo portato a casa”.

 

TARASCONI, SI AVVICINA LA CANDIDATURA AL SECONDO MANDATO. MA NEL PD SONO TUTTI D’ACCORDO?

Sulla candidatura di Katia Tarasconi al secondo mandato pare che manchi solo l’ufficialità; a testimoniarlo l’apertura della stessa sindaca, pochi giorni fa, durante un’intervista a Telelibertà “come faccio a dire, dopo quattro anni di impegno, è finita, si chiude qui e arrivederci? È la collettività a decidere”. E fin qui si può dire che in molti se lo aspettavano: sarà perché alla fine del primo mandato c’è il desiderio di portare a termine o vedere realizzati i progetti più ambiziosi che richiedono più di un quinquennio e, a quanto pare, Piacenza non farà eccezione. Il tema ricandidatura e amministrative 2027 è stato ampiamento discusso anche nell’ultimo esecutivo del Partito Democratico, dove non tutti hanno apprezzato le modalità con cui Tarasconi avrebbe pubblicamente aperto ad un secondo mandato. Non tanto per il contenuto, quanto per il metodo: perché non parlarne prima in esecutivo o negli organi preposti, si domandano alcuni esponenti del partito locale. Se forse è eccessivo parlare di malcontento, di certo corrisponde a verità sostenere che una maggiore condivisione sarebbe stata apprezzata.

Non solo: non è passata inosservata la mancata partecipazione di Tarasconi a quegli eventi organizzati dal PD durante la campagna referendaria. La sua non partecipazione alla serata con Pier Luigi Bersani ha sorpreso non poco. Certamente alla prima cittadina non è piaciuto il clima divisivo che si  è creato durante le settimane che hanno preceduto il voto, un clima da tifoseria che non è stato apprezzato. Sarà stato questo, probabilmente, a farla desistere dalla partecipazione agli eventi più importanti organizzati dal suo partito. Per qualcuno invece, sempre del suo stesso partito, sarebbe stato un segnale incoraggiante annoverarla tra i presenti. Un peccato anche perché il voto referendario ha riportato alle urne una fetta di popolazione, nella fattispecie i più giovani tra 18 e 34 anni, che per anni hanno disertato le urne e che hanno convintamente votano No, determinandone la vittoria netta. Riuscire ad intercettare quella parte di elettorato è fondamentale.

C’è poi un altro tema dirimente in vista del voto amministrativo della prossima primavera, quello delle alleanze. Se anche a livello locale si volesse ricalcare quello che sta avvenendo a livello nazionale, si dovrebbe lavorare per la creazione di un campo largo che va dal centro sinistra fino alla sinistra, sul modello di PD-Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra. Ma nello scacchiere piacentino ci sono anche i Liberali che, pur non avendo nulla a che fare con la sinistra e sedendo all’opposizione a palazzo Mercanti, sono stati più di una volta in sintonia con l’amministrazione, anche su partite importanti.

Non saranno mesi facili perché nel PD non mancano le posizioni di coloro che vedono nell’apertura a sinistra il naturale approdo dell’intera coalizione, e che auspicano maggiore condivisione sulle scelte importanti.

 

LEONARDO, 20 ANNI: “I POLITICI NON PARLANO CON I GIOVANI E NOI NON CI ACCONTENTIAMO”

Tra coloro che, nella fascia d’età 18-34 anni, hanno massicciamente votato No al referendum costituzionale sulla giustizia c’è anche Leonardo, 20 anni, piacentino, studente fuori sede dalla facoltà di Medicina a Bologna.
Fa parte di quei giovani che hanno votato con convinzione al referendum, e che invece, al contrario, nutrono molti dubbi sulla partecipazione alle politiche del prossimo anno. “Io stesso non so l’anno prossimo voterò alle politiche – ci ha detto – i politici non parlano ai giovani e noi non ci accontentiamo di un banale campo largo a sinistra”.

>

EX ACNA: IL PROGETTO DI RECUPERO CON AREA VERDE E PARCHEGGIO. L’ASSESSORE BONGIORNI CHIARISCE I DUBBI SUI COSTI DELL’ESPROPRIO

Un parco verde, un parcheggio da 287 posti auto: circa 30mila metri quadrati che verranno restituiti e riqualificati alla città. Stiamo parlando dell’area ex Acna il cui progetto, dopo aver ottenuto il via libera dalla Conferenza dei Servizi, è passato in commissione e lunedì verrà discusso in consiglio comunale. L’area si trova ad una quarantina di metri dalle mura storiche, “uno degli aspetti più ostici che ci siamo trovati ad affrontare – ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici Matteo Bongiorni affiancato dalla collega Adriana Fantini – anche i ritrovamenti hanno inciso sui tempi della bonifica (l’area ospitava uno stabilimento chimico ndr), e sui sottoservizi, nonostante dalla Sovrintendenza abbiamo trovato massima collaborazione”. Altro tema focale quella della viabilità per raggiungere il parcheggio; “abbiamo pensato di ricalcare quello della viabilità del sito industriale – ha confermato Bongiorni – che la Sovrintendenza ha indicato come percorribile. L’area del parcheggio sarò piantumata con alberature che garantiranno l’ombra oltre che mitigare l’inquinamento e verrà predisposta un’area per i camper; “una porzione per ora non integrata nel progetto del soprasuolo  in questa prima fase – ha spiegato l’assessore – saranno 10/12 stalli. Sono state create le predisposizioni immaginando che una parte verrà dedicata alla sosta dei camper”. Nell’area troverà spazio un chiosco e bagni pubblici.

I principali dubbi dei consiglieri si sono concentrati sui costi di bonifica, “l’amministrazione ha bonificato aree private con denaro pubblico – esplicita la consigliera Barbieri – ai fini dell’esproprio che valore diamo all’area, di prima o dopo la bonifica? Altrimenti rischiamo di aver dato denaro ad un privato per la bonifica di un’area”. Anche il consigliere Rabuffi ha fatto riferimento ai costi per la bonifica, oltre che ai 287 stalli “saranno liberi, a rotazione? – ha chiesto – chi li gestirà? L’ipotesi di parcheggio scambiatore ha fondamento?” “I lavori per l’area verde – ha chiesto la consigliera Gnocchi  – saranno contestuali al parcheggio o avranno tempi diversi?” Sul tema dell’illuminazione ha concentrato l’attenzione il consigliere Trespidi – “cerchiamo di illuminare molto la zona non come il parcheggio di viale Sant’Ambrogio”.

L’assessore Bongiorni ha rassicurato sui costi “l’esproprio non incide sulla proprietà dell’area. l lavori di bonifica valgono di più del terreno. L’indennità di esproprio è scritto a zero. Quello che abbiamo speso è computato, quindi non ci possono chiedere nulla. Il chiosco e i bagni saranno ad uso collettivo e il parcheggio dovrebbe essere utilizzato non come scambiatore – spiega – ma certamente, almeno una parte, come riservato ai dipendenti Ausl. Per quanto riguarda la sosta non potrà essere totalmente a pagamento: verrà consentita una sosta gratuita a tempo per consentire l’espletamento di visite o esami, poi una rotazione trascorso un certo tempo. Per residenti e lavoratori saranno gestite le soste con abbonamenti a riduzione come già avviene in altri parcheggi in città”.

 

REFERENDUM, VINCE IL NO. PIACENZA IN CONTROTENDENZA: IN TUTTI I COMUNI VITTORIA DEL SI’

Il primo dato che salta all’occhio, riguardo al referendum sulla giustizia, è certamente quello dell’affluenza che, dopo intere tornate elettorali all’insegna dell’astensionismo, torna ad essere incoraggiante e significativo. A livello nazionale la percentuale di affluenza è stata del 58,93%, l’Emilia Romagna la regione dove si è votato di più con una percentuale del 66,67%. Il risultato finale ha visto la vittoria del No con il 54,3% e il Sì al 45,7%.

In provincia di Piacenza invece la situazione è praticamente ribaltata: secondo i dati definitivi, il Sì ha ottenuto 74.162 voti (56,16%) contro i 57.900 del No (43,84%). Anche nel comune di Piacenza ha vinto il Sì col 51,26% (23.630 voti), mentre il No si è fermato al 48,74% (22.466 voti). In tutti i comuni della provincia di Piacenza ha vinto il Sì, in alcuni caso con una maggioranza netta.

Questo il dettaglio delle 105 sezioni del Comune di Piacenza: su 72518 elettori totali hanno votato 46335; le schede bianche sono state 96, quelle nulle 143; i voti favorevoli alla riforma 23630, quelli contrari 22466.

 

PIAZZA CITTADELLA, APP “PERCORSO PARTECIPATIVO DA VALORIZZARE SENZA RETROPENSIERI”

Il percorso partecipativo che si sta avviando per la riqualificazione di piazza Cittadella continua a suscitare le reazioni delle politica locale. In particolare Alternativa per Piacenza, per mezzo del presidente Luigi Rabuffi, non è d’accordo chi ha già osteggiato il percorso riferendosi, in particolare, ai colleghi dell’opposizione che hanno definito il percorso “illeggibile, ritenendolo fumo negli occhi. Quasi truffaldino. Alternativa per Piacenza non è d’accordo con queste valutazioni. La partecipazione dei cittadini alle scelte di una Comunità merita sempre rispetto e deve essere valorizzata senza retropensieri.
Immaginare che questo percorso partecipativo serva solo a coprire colpe e responsabilità pregresse appare una preoccupazione strumentale. Un alibi al disimpegno. Una giustificazione all’indifferenza.

Nessuna amnesia potrà mai cancellare quanto avvenuto in questi anni. Ci penseranno i giudici, con le loro sentenze, a ricordarci le colpe e le responsabilità amministrative e politiche di chi ha “giocato”, al tavolo di Piazza Cittadella, una partita durante la quale – tra “bluff” spudorati, rilanci “al buio”, pistole fumanti e silenzi accomodanti – abbiamo visto e sentito di tutto.
In attesa che si “girino finalmente le carte” (e a farlo saranno i giudici, con le loro sentenze definitive), a noi cittadini spetta il compito di arricchire quel capitolo partecipativo in un contesto, Piazza Cittadella, certamente violentato dalle motoseghe, certamente devastato dalle ruspe, sicuramente offeso dalla protervia di alcuni protagonisti, ma che rappresenta sempre il cuore della nostra città.
Anticamera di Palazzo Farnese. Nobile corridoio verso le Scuderie di Maria Luigia e Chiesa del Carmine. Concentrato di storia, arte e cultura. Dal valore immenso. Da riconquistare, non certo da abbandonare. Per questi motivi, Alternativa per Piacenza ha presentato, qualche mese fa, una specifica mozione in Consiglio Comunale chiedendo l’avvio di un percorso di vera e leale partecipazione finalizzato a scrivere un nuovo capitolo, a garanzia di piazza Cittadella. Dove il finale, l’auspicato finale scritto insieme a tutto coloro che amano e vivono Piacenza, obbligherà i prossimi inquilini di Palazzo Mercanti
a rispettare, al netto delle pronunce giudiziarie, la volontà dei cittadini.
Non cogliere questa opportunità ci appare una grande occasione persa.

ASTRA PASSA A LEONARDO, PAPAMARENGHI “LA SINDACA INFORMI LA CITTA’ DI QUESTA OPERAIZONE”

La notizia di acquisizione di Leonardo spa della piacentina Astra, insieme al comparto difesa di Iveco Group, ha spinto il consigliere della civica di centro destra Jonathan Papamarenghi a presentare alla giunta una interrogazione urgente “affinché il consiglio comunale e la città siano resi edotti dello scenario presente e futuro legato all’operazione in questione, considerata la centralità dell’azienda per l’intero territorio” scrive il consigliere.

Attualmente l’organico Astra è di circa 500 persone. Dal 2022 l’azienda piacentina è integrata in Iveco Group e da questo gruppo industriale à avvenuto lo scorporo di Astra e della divisione Iveco Defence Vehicles (IDV) per essere cedute, con l’operazione appena autorizzata, a Leonardo per 1.6 miliardi di euro. A questo scenario già rivoluzionario si aggiunge la prospettiva, tutt’altro che remota, di un’alleanza con i tedeschi di Rheinmetall finalizzata alla fornitura di mezzi corazzati all’Esercito Italiano per veicoli le cui operazioni di assemblaggio dono essere svolte prioritariamente in Italia ma il cui brevetto è proprio tedesco.

Oltre alla sfida industriale – sottolinea Papamarenghi – sarà importante il passaggio con il mondo sindacale sul piano dei diritti dei lavoratori del ramo ceduto; lavoratori che non devono veder cadere sulle loro spalle l’ennesima scelta riorganizzativa, anche in considerazione del fatto che essi arrivano da inquadramenti con Contratti Collettivi Specifici del Lavoro diversi da quanto applicato invece in Leonardo, dove si adotta il contratto nazionale metalmeccanici. Seppur i diritti acquisiti saranno certamente tutelati, resteranno da gestire le differenze tra i contratti che sarà necessario affrontare.

Considerati tutti questi aspetti che coinvolgono in modo profondo sia il tessuto produttivo ed economico di Piacenza che diverse centinaia di famiglie di lavoratori legati alla storica azienda, il consigliere della civica di centro destra chiede che la sindaca aggiorni il consiglio su quanto sta avvenendo e sulle interlocuzioni che sta mantenendo in queste importanti fasi.

CITTADELLA, PD: “SI APRE IL CONFRONTO CON LA CITTA’, MA IL CENTRO DESTRA ABBANDONA L’AULA. FDI “LA PARTECIPAZIONE NON SI IMPROVVISA”

“Si apre il confronto con la città su piazza Cittadella, ma il centrodestra abbandona l’aula e sceglie ancora la polemica” scrivono le segretarie cittadine e provinciali del PD. E il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia risponde “la partecipazione non si improvvisa a valle di decisioni già assunte e di un iter amministrativo ormai compromesso: se davvero si voleva coinvolgere la città, andava fatto fin dall’inizio e non quando ormai le criticità, da noi denunciate da tempo, sono ormai sotto gli occhi di tutti”.

“Piazza Cittadella è al centro del dibattito cittadino da molti anni – scrive il PD in una nota –  proprio per questo la scelta dell’Amministrazione di aprire oggi un percorso partecipativo rappresenta un passaggio importante: significa coinvolgere la città, spiegare con trasparenza il quadro entro cui si muove il progetto e costruire insieme ai cittadini una visione condivisa della piazza. Oggi si apre una fase nuova; ed è questo il punto politico decisivo.
La scelta di attivare un percorso partecipativo rappresenta un cambio di passo concreto: non una resa, ma un atto di responsabilità e di apertura. Significa riconoscere che, dentro un quadro complesso, esiste ancora spazio per migliorare, per ascoltare, per spiegare i vincoli che esistono su quell’area e per costruire insieme ai cittadini una visione condivisa della piazza.

Quando si apre uno spazio di partecipazione, la cosa più naturale dovrebbe essere restare, ascoltare, fare domande e portare contributi. Lasciare l’aula, come hanno fatto  alcuni esponenti del centrodestra, significa invece rinunciare al confronto per trasformare anche questa occasione nell’ennesima polemica che, soprattutto se semplicistica, distorce la realtà e non aiuta Piacenza. La partecipazione, invece, si. Per questo riteniamo che questo sia il momento di superare le contrapposizioni sterili e concentrarsi su ciò che conta davvero: dare alla città uno spazio pubblico migliore, più vivibile, più condiviso.
Il percorso è aperto. La città ha l’occasione di costruire insieme il percorso di piazza cittadella”.

“Le dichiarazioni del Partito Democratico sul c.d. “percorso partecipativo” relativo a Piazza Cittadella risultano non solo tardive, ma profondamente strumentali – risponde il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia – definire questa iniziativa come l’apertura di una “fase nuova” è semplicemente non credibile.

La partecipazione non si improvvisa a valle di decisioni già assunte e di un iter amministrativo ormai compromesso: se davvero si voleva coinvolgere la città, andava fatto fin dall’inizio e non quando ormai le criticità, da noi denunciate da tempo, sono ormai sotto gli occhi di tutti. Colpisce inoltre l’evidente incoerenza di chi oggi richiama il valore del confronto pubblico, mentre in altri progetti significativi per la città – come l’ex Manifattura Tabacchi ed il polisportivo – sono state apportate modifiche, anche sostanziali, senza un analogo percorso partecipato né una reale attenzione alle posizioni dei cittadini. Due pesi e due misure che smentiscono nei fatti la narrazione proposta.

Riteniamo altresì inopportuno avviare incontri pubblici e momenti di confronto su un progetto che è oggetto di contenziosi giudiziari tuttora pendenti e che insiste su un’area di cui il Comune, allo stato attuale, non ha disponibilità. In questo contesto, iniziative di questo tipo, rischiano di risultare non solo inefficaci, ma anche potenzialmente interferenti rispetto alle procedure in corso. Resta poi una domanda politica, a cui nessuno ha dato risposta: come si giustifica l’impiego di circa 100 mila euro di risorse pubbliche per un percorso partecipativo su un progetto che, ad oggi, non ha alcuna certezza di realizzazione?
Di fronte a questo quadro, la nostra scelta di non partecipare, non è affatto una fuga dal confronto, ma un atto di serietà e coerenza: non intendiamo prestare il fianco ad operazioni di facciata che rischiano di trasformare la partecipazione in uno strumento di legittimazione di un iter che, fino ad oggi, ha dimostrato gravi limiti e risultati fallimentari.
Questa iniziativa appare un evidente tentativo di distogliere l’attenzione dalle scelte discutibili e improvvide compiute finora su questa vicenda, costruendo una narrazione che non corrisponde alla realtà dei fatti. Ribadiamo che il confronto vero si costruisce con trasparenza, tempestività e rispetto dei cittadini, non con iniziative tardive e prive dei presupposti concreti per incidere davvero sulle scelte”.

 

CITTADELLA, ARCADIS PRESENTA IL PERCORSO PARTECIPATIVO. CENTRO DESTRA “FUMO NEGLI OCCHI”, BONGIORNI “PROVIAMO A TROVARE UN PUNTO IN COMUNE”

Il percorso partecipativo per la riqualificazione di piazza Cittadella è cominciato, come da programma, con l’audizione, trasmessa su richiesta dei consiglieri anche in streaming, dei referenti di Arcadis, la società che ha ricevuto dall’amministrazione l’incarico per 100mila euro. Un momento di avvio a quel percorso di partecipazione che nasce proprio da una richiesta consiliare, in particolare da una mozione di Alternativa per Piacenza, che aveva trovato l’approvazione del consiglio. “Un percorso che comincia in ritardo – ha esordito l’assessora alla Partecipazione Serena Groppelli – perché la pratica si trascina da 12 anni. Vedremo oggi quale svolta prenderà il percorso”.

E’ stato Andrea Vercellotti a prendere la parola per Arcadis, società di consulenza e ingegneria con una storia di oltre cent’anni, “con 28mila professionisti nel mondo, oltre 30mila in Italia e più di 35mila progetti all’attivo – si legge nelle slide proiettate – come lo stadio Tardini di Parma, la cittadella di Mondovì e corso Francia a Torino simile, per struttura, a ciò che potrebbe diventare piazza Cittadella”. La sostenibilità è al centro della metodologia di Arcadis “con un approccio alla rigenerazione urbana mirato a rendere le città inclusive, sicure, sostenibili e capaci di gestire eventuali conflitti. Ascolteremo tutte le idee e le proposte – ha detto Varcellotti – perché in una piazza coesistono e si uniscono diversi livelli: chi vive, lavora, fa acquisti, gioca, si connette, passa il tempo; i livelli di progetto saranno poi integrati con il coinvolgimento di vari soggetti tra cui in primis la Sovritendenza”.

Ci sono poi alcuni vincoli progettuali pressoché imprescindibili: “il significato storico della piazza per la presenza di palazzo Farnese; il carattere originario di piazza d’armi; il mantenimento del cono ottico da Cittadella a piazza Cavalli; il mantenimento del passaggio veicolare da via Baciocchi e da via Cittadella. Sarà nostro compito – ha proseguito Varcellotti – trovare soluzioni che facciano coesistere diverse esigenze, spesso anche opposte, e armonizzare il tutto con quello che già è sulla carta, come la nuova piazza Casali”.

Il percorso durerà un paio di mesi per sei incontri: dopo la commissione di oggi, seguirà la plenaria del 27 marzo, l’incontro con gli stakeholder il 31, il 14 aprile il laboratorio tematico in plenaria, il 21 la plenaria di restituzione intermedia per arrivare al 27 aprile con la restituzione del quadro esigenziale
complessivo e discussione pubblica in consiglio comunale.

“Mi sembra un sogno che rimarrà tale perché al momento l’area non è ancora nella disponibilità del Comune, ma c’è un iter giudiziario in corso – ha ribadito la consigliera Sara Soresi – Fratelli d’Italia non si può prestare a questa operazione da fumo negli occhi”, tanto che di lì a poco ha lasciato l’aula insieme alla collega Gloria Zanardi. “Si sta facendo un percorso senza pensare al rischio che l’area potrebbe non tornare al Comune, in più si sono pure spesi 100mila euro per l’incarico. Direi – ha concluso il consigliere Zandonella – che non è un atteggiamento da buon padre di famiglia”. “L’amministrazione ci può spiegare come mai non vi è più l’interesse pubblico di un parcheggio interrato votato a maggioranza – ha incalzato il consigliere Papamarenghi – se non sappiamo ancora cosa vogliamo come facciamo a fare un percorso partecipativo?”. “Le slide proposte – ha commentato il consigliere Rabuffi – traguardano qualcosa di ignoto, perché sarà la partecipazione a decidere come sarà la piazza del futuro. All’inizio sarà molto complicato far capire che la fase di partecipazione potrebbe essere effettiva, perché oggi c’è molta disillusione. Starà a voi – rivolgendosi ai referenti di Arcadis – recuperare il rapporto con la città che su questa partita si è sentita lesa per il comportamento dell’amministrazione”. “Anche se c’è l’avvio di un percorso si dovrebbe capire fin dall’inizio cosa si può e non si può fare – ha esortato la consigliera Barbieri –
il percorso di partecipazione deve coinvolgere necessariamente sia l’assessore Bongiorni sia Fantini.  Lì c’è ancora una vostra delibera di interesse pubblico di parcheggio interrato. Insomma questa amministrazione chiarisca cosa vuole fare. Bene la partecipazione ma riempiamola di contenuti”. “Ho sentito parlare di sostenibilità sociale, ambientale e economica – ha detto la consigliera Gnocchi – la fiducia tra cittadini e amministrazione è ciò di cui si deve tenere conto, come ad esempio le proposte degli studenti della scuola Mazzini”. “Spiace che le consigliere Soresi e Zanardi non siano in aula – ha detto il consigliere Fossati, l’unico a prendere la parola della maggioranza – proprio loro che avevano richiesto questa audizione”.

“Non ci vogliamo nascondere dietro a un dito – ha detto l’assessore Bongiorni – questa amministrazione lo ha ribadito: i posti auto nel comparto nord trovavano soddisfacimento del bisogno nel parcheggio interrato di piazza Cittadella. Ma lo scenario è cambiato; non tanto sul tema fabbisogno, quanto del parcheggio, perché per questa amministrazione il contratto è risolto, perché riteniamo che ci sia un grave inadempimento, consapevoli che un giudice potrà dire il contrario. Oggi l’area non è in nostro possesso ma, vi chiedo, è possibile far atterrare in campo neutro, ovvero Arcadis, le varie visioni, proposte, idee, esigenze, anche qualora un giudice decida che il percorso deve continuare?” è la domanda del vicesindaco che, al momento, rimane sospesa in attesa che il percorso partecipativo inserisca davvero la marcia.

APPALTO ENERGIA, DATI SECRETATI A GETEC: PER L’OPPOSIZIONE “DISATTESA LA SENTENZA DEL TAR”, MAGGIORANZA “SCELTA PRUDENZIALE”

“Pressapochismo e mancanza di trasparenza”: così l’opposizione di centro destra ha definito i debiti fuori bilancio dell’amministrazione che hanno prodotto una variazione degli stanziamenti di cassa. Variazione approvata, al termine della discussione generale, con 18 voti favorevoli (maggioranza di centro sinistra), tre astenuti (Rabuffi, Cugini e Trespidi) e otto non partecipanti (opposizione di centro destra).

A far discutere e ad indispettire il centro destra, in particolare, è stato il versamento da parte del Comune di Piacenza delle spese di lite relative al ricorso al Tar dell’Emilia-Romagna, sezione di Parma, che ammontano complessivamente a 1.759 euro rispetto al diniego di informazione alla società Getec, legato all’affidamento del maxi appalto energia. Il versamento della somma era stato stabilito dalla sentenza del Tribunale amministrativo che aveva accolto l’istanza di Getec che aveva chiesto un accesso agli atti relativa ad alcuni documenti. Ma l’amministrazione, al termine dei trenta giorni, gliene ha fornita solo una parte, secretandone un’altra. Getec si è opposta e il Tar le ha dato ragione, condannando il Comune al pagamento delle spese.

“Lo zelo talvolta è contrario al buon senso – ha detto il consigliere Massimo Trepidi – nemmeno Edison (società che si è aggiudicata l’appalto) ha chiesto che venissero secretati i documenti e perché invece il Comune l’ha fatto? Sarebbe interessare chi lo ha fatto e che si assumesse le proprie responsabilità”. “Ho notato da parte vostra – detto la consigliera Patrizia Barbieri – una certa presunzione da parte vostra tutte le volte che si fanno degli accessi agli atti, anche rispetto ai consiglieri. Il più delle volte hanno un parere negativo, tutto è secretato. Per poter negare l’accesso agli atti bisogna dimostrare che l’informazione provoca un vantaggio a chi ne viene a conoscenza. Chi dice di non procedere con trasparenza a quelle che sono le informazioni pubbliche fornite a chi legittimamente le chiede?” domanda la capogruppo della civica di centro destra. Anche Sara Soresi (Fdi) ha fatto presente che “gli accessi agli atti vengono spesso negati, personalmente quando ho fatto istanza al Difensore civico mi è stata data sempre ragione”. La maggioranza con il capogruppo Pd Andrea Fossati ha posto l’attenzione sull’approccio prudente del Comune, “che ha rispettato poi la decisione del giudice quando ha ritenuto opportuna l’ostensione integrale”. Caterina Pagani (Pc Oltre) ha sottolineato come “la sentenza stessa lasciasse all’amministrazione la possibilità di decidere cosa doveva  o non doveva essere dichiarato.  Pressapochismo sarebbe stato pubblicare tutto, anche nei confronti dell’altra società”.

Sono state le parole dell’onorevole De Micheli ad accendere il dibattito e la contrarietà dell’opposizione. “non sostituiamo il nostro ruolo politico di consiglieri con quello tecnico che attiene ai dirigenti – ha detto la parlamentare del PD- se il Comune avesse dato alcuni dati al momento della gara, gli altri partecipanti avrebbero ricorso. Lo stesso trattamento era stato riservato anche all’altro concorrente, Edison, che aveva a sua volta presentato una richiesta di accesso agli atti”. Dichiarazione che ha fatto saltare sulla sedia il consigliere Trespidi: “la consigliera De Micheli ha parlato di pari trattamento con altri concorrenti, si vede che qualcuno sa più di altri. Non ci crediamo che c’è stata la trasparenza richiesta, ma invece c’è stata una forzatura”. Dichiarazioni a cui ha, telegraficamente, risposto la sindaca Tarasconi per assicurare che “viene garantito pari trattamento a tutti sugli accessi agli atti, e a nessun consigliere vengono date informazioni segrete”.