AMMINISTRATIVE: FUOCHI SINDACO A PONTENURE, OPPIZZI CONFERMATA A FERRIERE

Sergio Fuochi sindaco a Pontenure e Carlotta Oppizzi a Ferriere. Per il primo una conquista per la seconda una conferma. Fuochi, con Pontenure rinasce, ha ottenuto il 53,1% pari a 1.429 voti, il suo sfidante Giuseppe Carini, Pontenure sei tu,  si è fermato al 46,90%, pari a 1262 voti.

A Ferriere Carlotta Oppizzi, con la lista Ferriere Radici e futuro, ha ottenuto 455 voti, pari al 59.55%. Lo sfidante Lorenzo Bavagnoli, con Ferriere Futura, ha ottenuto 309 voti pari al 40,45%.

SUICIDIO MEDICALMENTE ASSISTITO: APPROVATA LA RISOLUZIONE DI APP. “L’EMILIA ROMAGNA APPROVI LA LEGGE SUL FINE VITA”

Un dibattito di livello elevato su una questione che tocca una scelta estremamente personale; intorno alla risoluzione presentata da Alternativa per Piacenza sul suicidio medicalmente assistito i consiglieri hanno esposto il loro pensiero specchio delle singole e differenti sensibilità. La risoluzione a firma dei consiglieri Luigi Rabuffi e Stefano Cugini, in sintonia con Alleanza Verdi Sinistra, è passata con 17 voti a favore, un contrario (Giuseppe Gregori), cinque astenuti (Albasi, Dallanegra, Fossati, Scafuto, Putzu) e otto non votanti (Barbieri, Casati, Domeneghetti, Papamarenghi, Sgorbati, Soresi, Trespidi, Zanardi, Zandonella). Con l’approvazione il consiglio comunale, ritenendo necessario anche la regione Emilia Romagna legiferi su tema del suicidio assistito, chiede all’amministrazione comunale di Piacenza di assumere ogni iniziativa affinché venga approvata anche dal consiglio regionale una legge regionale sul fine vita. “Una risoluzione nel segno della dignità e che risponde al bisogno di autodeterminazione del malato terminale – ha detto il consigliere Rabuffi nella presentazione – oggi non esiste una normativa sul tema e questo provoca una situazione di incertezza e indubbia sofferenza a chi si trova nelle condizioni di non poter scegliere, consapevolmente e lucidamente, sulla propria fine. Tra i casi più eclatanti che le cronache ricordano ci sono quelli di Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, Giovanni Nuvoli, Eluana Englaro e dj Fabo. La regione Toscana, ad oggi, è l’unica in Italia, ad aver approvato una legge regionale sul fine vita nel marzo del 2025, con la quale ha disciplinato, sul proprio territorio, tempi e modi del suicidio assistito. Legge di cui – ha concluso Rabuffi – anche la Corte Costituzionale ha dichiarato legittimi i principi generali”.

“La risoluzione non vuole sostituirsi al legislatore – ha detto il consigliere Stefano Perrucci (PD) che si è dichiarato favorevole – ma chiede che la regione faccia la sua parte rispettando la dignità delle persone. E’ un atto di responsabilità istituzionale”. Favorevole anche il consigliere Matteo Anelli (Pc Coraggiosa), “la risoluzione non chiede che lo Stato decida per qualcuno, ma che chi si trova prigioniero di una patologia irreversibile non lo sia anche di un vuoto legislativo”. “Per i temi sul fine vita e sul suicidio medicalmente assistito ci vuole molto rispetto – ha detto la consigliera Gloria Zanardi (FdI) –  tutti siamo mosso dalla volontà di dare risposte, ma la priorità resta il potenziamento delle cure palliative, del sostegno psicologico; crediamo più corretto che sia il governo centrale ad affrontare questa materia per evitare differenze territoriali”. Perplessa sulla regionalità della legge si è detta anche la consigliera Barbara Mazza (civica centro destra), “perché si corre il rischio di intervenire a macchia di leopardo”; dello stesso avviso anche la capogruppo della civica di centro destra Patrizia Barbieri “serve una legislazione nazionale che si occupi del tema, ci vogliono scelte condivise ed equilibrate”. Favorevoli alla risoluzione il gruppo di Piacenza Oltre: il consigliere Sandro Spezia ha detto “di fronte all’inerzia è giusto dare un segnale, questa risoluzione la è”; la collega Caterina Pagani l’ha definita “uno stimolo ulteriore per la nostra regione affinché si arrivi a una legge anche a livello nazionale”. Convintamente favorevole la consigliera Costanza De Poli (PD) “ben venga che le regioni possano essere autonome finché non ci sarà una legge nazionale”. Dello stesso parere anche la consigliera Margherita Lecce (Per Piacenza) “morire in dignità è fondamentale e è quello che un paese civile dovrebbe garantire”. Non così d’accordo, il capogruppo Andrea Fossati “siamo davanti non a un tema senza regole ma gestito da troppi, non possiamo che il tema sia consegnato in ordine sparso alle regioni”. Si è commosso il consigliere Filiberto Putzu (Liberali) quando ha raccontato la storia di un collega che si è ammalato e che avrebbe voluto morire qualora fosse peggiorato in modo irreparabile. Oggi sta molto meglio.  “La decisione d’impulso è legittima – ha detto – ma va  contestualizzata in quel momento. Per questo credo sia necessaria una legge nazionale”.” L’inerzia degli anni precedenti sull’argomento è stato superato dall’iter parlamentare che ha preso avvio perché vi è una sostanziale convergenza della legge” ha detto il consigliere Massimo Trespidi. “L’obiettivo della nostra risoluzione – ha concluso il consigliere Cugini – era quello di mettere l’accento sull’inerzia delle istituzioni. Con questa discussione abbiamo dato una bella immagine del consiglio comunale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FRATELLI D’ITALIA: “NEL CENTRO SINISTRA GIÀ PARTITA LA CORSA AL POSIZIONAMENTO PER LE COMUNALI 2027”

Il Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia interviene nel dibattito politico cittadino in vista delle elezioni comunali di Piacenza del 2027, prendendo atto del singolare anticipo con cui, a oltre un anno dal voto, alcune componenti dell’attuale maggioranza di centrosinistra sembrano già impegnate in una gara di dichiarazioni, attestazioni di fedeltà e pubblici riconoscimenti nei confronti della Sindaco Katia Tarasconi, che ha annunciato la propria disponibilità alla ricandidatura.

“È francamente senza precedenti – dichiarano dal Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia – assistere a una campagna elettorale che parte con tale anticipo, quando la città avrebbe invece bisogno di un’Amministrazione concentrata sul presente, sui problemi concreti dei cittadini e sulle tante criticità che questa Giunta ha prodotto o lasciato irrisolte”.

Secondo gli esponenti del partito di Giorgia Meloni, il punto politico non riguarda soltanto la legittima aspirazione di un sindaco uscente a ricandidarsi, ma il metodo con cui il centrosinistra piacentino sembra già essersi messo in movimento.

“Quello che colpisce – proseguono gli esponenti di Fratelli d’Italia – è la corsa di questa o quella gamba dell’attuale amministrazione a sperticarsi in incensamenti preventivi, quasi in una competizione da ‘più lealista del Re’, nel timore evidente di essere messi in secondo piano nella futura composizione degli equilibri politici e amministrativi. Più che un dibattito sulla città, sembra l’avvio anticipato di una trattativa sugli assetti, sui posti e sulle rendite di posizione”.

Per il Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia, Piacenza non può permettersi di essere trascinata per oltre un anno in una campagna elettorale permanente costruita attorno alle esigenze interne del centrosinistra.

“La città – rimarcano i rappresentanti provinciali di Fratelli d’Italia – non ha bisogno di un centrosinistra che si guarda allo specchio, ma di una politica che guardi fuori dalle stanze del potere. Piacenza ha bisogno di sicurezza, decoro, manutenzione, rilancio economico, attenzione ai quartieri, visione urbanistica, politiche familiari, sostegno al commercio, servizi efficienti e una vera idea di futuro. Di tutto questo, purtroppo, nell’attuale amministrazione si vede poco”.

Il giudizio di Fratelli d’Italia sulla Giunta Tarasconi resta fortemente critico.

“In questi anni – affermano gli esponenti del partito di Giorgia Meloni – abbiamo visto una gestione amministrativa che riteniamo largamente insufficiente, spesso più attenta alla comunicazione che alla soluzione dei problemi. Una gestione fatta di annunci, politichese, narrazioni autocelebrative e scarsa capacità di incidere davvero sulla vita quotidiana dei piacentini. Se questo è il bilancio, è comprensibile che qualcuno preferisca parlare già del 2027 piuttosto che rispondere del 2026”.

Fratelli d’Italia sottolinea come la politica seria non possa ridursi a una somma di posizionamenti personali o di equilibri tra correnti, liste civiche e partiti di maggioranza.

“Una comunità non si amministra con il manuale Cencelli – aggiungono dal Coordinamento provinciale – e una campagna elettorale non dovrebbe nascere dalla paura di perdere un posto, un ruolo o una rendita politica. Si dovrebbe partire dai programmi, dalle idee, dalla visione di città, dal coraggio di dire ai cittadini che cosa si vuole fare per Piacenza nei prossimi anni”.

Per questo Fratelli d’Italia rivendica la necessità di costruire, in vista del 2027, un’alternativa seria, credibile e radicata, capace di rimettere al centro i bisogni reali della città.

“Il centrodestra – evidenziano gli esponenti di Fratelli d’Italia – dovrà lavorare con senso di responsabilità, senza farsi dettare i tempi dalle fibrillazioni interne del centrosinistra. Piacenza merita un progetto amministrativo forte, fondato su competenza, concretezza, ascolto e amore per la città. Non una sommatoria di ambizioni personali, ma una proposta chiara per restituire slancio, ordine e prospettiva al capoluogo”.

“La differenza – concludono dal Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia – sarà tra chi pensa già alla spartizione degli spazi di potere e chi vuole costruire una Piacenza più sicura, più viva, più curata e più attrattiva. Noi staremo dalla parte della città reale, dei cittadini, delle famiglie, delle imprese, dei quartieri e di tutti coloro che chiedono una politica meno autoreferenziale e più capace di governare”.

 

 

REGGI: “LA FONDAZIONE ACCOMPAGNA LE REALTA’ CHE MERITANO”

Erogazioni raddoppiate in cinque anni, arrivate a quasi 10 milioni di euro; in un contesto geopolitico certamente fragile, anche il patrimonio non solo si è conservato ma è anche è cresciuto del 14%. Sono i numeri che fanno della Fondazione di Piacenza e Vigevano una realtà solida e un punto di riferimento per il territorio. Il presidente Roberto Reggi ha illustrato ai consiglieri comunali della Commissione Cultura l’andamento dell’ente negli ultimi cinque anni delineando le linee principali che saranno inserite nel documento programmatico pluriennale 2027/2029 per il quale saranno ascoltati i 13 enti designanti tra cui anche il consiglio comunale di Piacenza.
Tra i progetti da citare nell’ottica di una crescita sociale e culturale ci sono lo Spazio XNL, la riqualificazione dell’ex Convento di Santa Chiara, i bandi, i progetti pluriennali e le partnership per ottimizzare le risorse. Progettualità che hanno trasformato il ruolo della fondazione non più semplice erogatore di denaro ma vero e proprio agente di sviluppo.

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PALLAVICINI: “APP POTREBBE ESSERE BARICENTRO DI UNA COALIZIONE DI SINISTRA ALTERNATIVA”

Definisce il fermento a sinistra un isterismo dell’ultimo anno in cerca di un posizionamento. Un dibattito poco interessante se non finalizzato a creare qualcosa di alternativo a ciò che già esiste. Carlo Pallavicini, insegnante e leader del sindacato di base Si.Cobas, punto di riferimento per una parte del mondo operaio della logistica, si definisce uno che la politica la fa dal basso; conferma, almeno per il momento, di non avere intenzione di impegnarsi in prima persona ma guarda alle prossime elezioni amministrative con vivo interesse e divide piacenza in due tempo linee opposte: una città di seria A del centro, quella degli attivisti e una di serie B composta da persone senza cittadinanza, ma anche di uomini e donne stranieri che formano la classe operaia. “La sinistra – ha detto Pallavicini – si deve occupare di loro; questo non è possibile, a Piacenza, con il campo largo dove il PD, negli ultimi anni, ha rappresentato le istanze di un blocco di potere”.

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MICHELE RIZZITIELLO SI DIMETTE DA SEGRETARIO DI SINISTRA ITALIANA. CRESCE, A SINISTRA, IL DIBATTITO INTORNO AL CAMPO LARGO

Michele Rizzitiello si è dimesso dal ruolo di segretario provinciale di Sinistra Italiana. Una scelta non facile ma necessaria per una mancanza di condivisione su alcune scelte di metodo e di contenuto che, in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno, avrebbero potuto fare la differenza. Il nodo è il ruolo che AVS avrà o potrebbe avere all’interno del cosiddetto campo largo del centro sinistra che, se a livello nazionale, pare procedere nel migliori dei modi, così non sembra essere a Piacenza.

Insomma quello che Rizzitiello ha cercato di creare sono state le condizioni perché questo avvenisse anche a livello locale; “avevo proposto di presentarci alle forze di centro sinistra (PD compreso ndr) con tre o quattro punti non negoziabili – ha spiegato – la questione ambientale legata al nuovo PUG, stop al consumo di suolo, integrazione, decoro e pulizia della città. Punti fermi che dovrebbero vederci tutti d’accordo”. Eppure non tutti in Sinistra Italiana hanno trovato questa proposta  applicabile e né convincente. Al contrario, ci sarebbe la volontà di proseguire anche a livello locale l’esperienza di Alleanza Verdi Sinistra come una delle forze del campo largo che sta incrementando consenso e autorevolezza tra gli elettori.

“A Piacenza esiste un nucleo di potere interno ed esterno al PD che non ho intenzione di sostenere a tutti i costi” è la posizione chiara di Rizzitiello che lo ha portato, coerentemente, a rassegnare le dimissioni da segretario.

Europa Verde che rappresenta l’altra dell’alleanza con Sinistra Italiana come si pone in questa situazione? Riccardo Bassi, co portavoce locale di Europa Verde, si dice dispiaciuto per la scelta di Rizzitiello, “persona affidabile con con cui abbiamo condiviso numerose campagne in massima sintonia; sul piano politico – prosegue – ci stiamo confrontando con tutte le forze della sinistra del PD. L’intenzione è di portare aventi AVS e di lavorare affinché l’alleanza funzioni nella condivisione dei nostri valori. Al momento ci troviamo in una fase interlocutorio e aspettiamo di vedere cosa accadrà in Sinistra Italiana”.

 

IAT, PALAZZO GOTICIO E BAR: AGGIUDICATA LA CONCESSIONE A MONTELEONE GROUP

E’ stata aggiudicata la gara per la gestione integrata dei servizi turistici, culturali e di accoglienza nel cuore della città che comprende l’ufficio Informazione e accoglienza turistica (IAT), il bar-ristorante di Piazza Cavalli e Palazzo Gotico. Con la determina pubblicata oggi, il Comune di Piacenza affida dunque la concessione alla rete di imprese guidata da Monteleone Group, insieme a Food Evolution Srl, Artemisia Srl e Diamaty Srl. E’ un altro decisivo passo avanti che l’amministrazione comunale ha compiuto nel dare corpo alla visione strategica di città, in particolare nell’integrazione tra accoglienza, turismo, cultura e sviluppo del territorio in attuazione di uno dei temi centrali del nuovo Piano di marketing presentato di recente alla cittadinanza.

Monteleone Group è una realtà attiva a livello nazionale nella gestione di servizi di ristorazione e accoglienza, con esperienza nella conduzione di attività in contesti ad alta frequentazione e nella gestione integrata di servizi rivolti al pubblico. La procedura, avviata a fine 2025 con gara europea e criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, si è conclusa con l’individuazione del soggetto aggiudicatario che ha ottenuto il punteggio complessivo massimo di 100 punti, risultando primo classificato al termine della valutazione tecnica ed economica.

La concessione avrà una durata complessiva di 18 anni – ridotta rispetto ai 25 previsti a base di gara – con un valore stimato pari a oltre 18 milioni di euro. Il concessionario verserà al Comune un canone annuo di 34.442,50 euro e riceverà un contributo annuale di 220mila euro a sostegno dei servizi previsti.

Il progetto, come accennato, prevede un modello integrato che mette in relazione accoglienza turistica, servizi culturali e somministrazione (bar e ristorante) con l’obiettivo preciso di rafforzare l’offerta complessiva della città e superare l’attuale frammentazione delle gestioni. All’interno della concessione rientra il servizio di apertura e chiusura di Palazzo Gotico, oggi di fatto non garantito in modo continuativo ma, come da più parti richiesto, ritenuto fondamentale per una città che intenda posizionarsi sempre meglio nei circuiti turistici. L’affidamento introduce quindi un presidio stabile che consentirà di rendere accessibile con maggiore regolarità il salone del palazzo e di organizzare visite guidate, quando lo spazio non è utilizzato per altre finalità istituzionali o eventi già programmati.

Il servizio di apertura sarà accompagnato da una programmazione di visite guidate al Salone monumentale con un’offerta rafforzata nei fine settimana quando il centro storico è più frequentato. Sono inoltre previste, in coordinamento con il Comune, aperture straordinarie e iniziative di valorizzazione in occasione di eventi specifici. Resta in capo al Comune la piena titolarità e gestione del Palazzo Gotico, così come la programmazione e l’autorizzazione degli eventi. Il concessionario non potrà disporre autonomamente dello spazio ma svolgerà un servizio operativo finalizzato a garantirne apertura e fruizione nel rispetto delle funzioni pubbliche del palazzo più identitario di Piacenza. Con la determina è stata disposta la consegna del servizio il primo giugno per quanto riguarda lo IAT e Palazzo Gotico, e il primo luglio per il servizio bar-ristorante di Piazza Cavalli così come da capitolato.

L’aggiudicazione rappresenta un passaggio cruciale nel percorso di riorganizzazione dei servizi turistici e culturali, con l’obiettivo di rendere più accessibili i principali spazi cittadini e rafforzare l’attrattività complessiva di Piacenza.

TRASPORTO SCOLASTICO ALUNNI DISABILI: IL SERVIZIO SI ALLARGA ANCHE ALLE PARITARIE. IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

Anche gli alunni con disabilità che frequentano le scuole paritarie potranno usufruire del servizio di trasporto scolastico messo a disposizione dal Comune di Piacenza. Il nuovo regolamento è stato approvato dal consiglio comunale quasi all’unanimità, con la sola non partecipazione di Alternativa per Piacenza. Un allargamento dei fruitori raggiunto grazie all’emendamento presentato dalla lista civica di centro destra che aveva chiesto che nel testo del regolamento fossero aggiunte anche le scuole paritarie inizialmente escluse.

“Un mancato riferimento non voluto, non intenzionale – ha tenuto a specificare l’assessora al Welfare Nicoletta Corvi riferendosi alla iniziale stesura del regolamento – la sospensiva che abbiamo chiesto ci ha aiutati a capire che, per rendere questo servizio più universalistico, era necessario allargare la platea dei fruitori. A Piacenza, in questo anno scolastico, sono sette gli alunni con disabilità iscritti alle scuole paritarie, di cui 6 potenziali fruitori del servizio che rispetterebbero i requisiti, in quanto certificati con la legge 104, che tuttavia non l’hanno richiesto. Con l’accoglimento dell’emendamento – ha concluso – abbiamo voluto mettere al centro il benessere degli alunni disabili e delle loro famiglie”.

“La politica, in questi anni, è tutto il contrario di tutto -ha detto il consigliere di ApP Luigi Rabuffi – come dimostra il salto mortale dell’assessora che ha cambiato idea da un consiglio all’altro. Ricordo a tutti – ha detto Rabuffi mostrando i verbali della scorsa seduta – che l’assessora non aveva preso in considerazione questo emendamento. L’articolo 33 della Costituzione sancisce che l’attività delle scuole paritarie deve essere svolta senza oneri per lo Stato – ha specificato il consigliere – questa apertura apre un tema molto grande d’ora in poi, chi si iscrive alle scuole private lo fa consapevole che la scelta comporta una spesa maggiore. Ad oggi, la spesa per il trasporto degli alunni con disabilità è di 6mila euro a testa, il costo sarà sicuramente destinato ad aumentare”.

“Il nostro emendamento – ha detto il consigliere Massimo Trespidi – va nella direzione di dare alle famiglie la possibilità di scegliere un servizio importante. Non è una bandierina del centro destra, ma di chi crede nel pluralismo e nella libertà scolastica”. Di “logica universalistica” ha parlato anche il consigliere di Piacenza Oltre Sandro Spezia “l’accoglimento di questo emendamento chiarisce di essere vicini a questa realtà con scelte precise”; “la legge 104 parla molto chiaro – ha detto la consigliera del Pd Tiziana Albasi – diritto all’istruzione per gli alunni con disabilità in ogni ordine e grado. Io ritengo che le risorse non vadano mai sottratte alla scuola, semmai incrementate quando serve, anche nelle scuole paritarie”; per il consigliere Jonathan Papamarenghi “si tratta di un’attenzione e apertura rivolti al buonsenso o una giravolta a fini elettorali guardando al centro?”; “quindici giorni fa non c’era convergenza su questo tema – ha ricordato la capogruppo Patrizia Barbieri – ma noi l’emendamento non lo avremmo ritirato. La paritaria per alcune famiglie è una necessità, non per un discorso di élite”; “sono felice che oggi la maggioranza abbia cambiato idea e abbia alzato la testa dai diktat della giunta” ha detto la consigliera di FdI Sara Soresi; “per me nessun calcolo elettoralistico – ha detto il consigliere Pd Sergio Ferri rispondendo al collega Papamarenghi – siamo stati colti di sorpresa rispetto all’emendamento e ci siamo chiesti come affrontare l’argomento anche rispetto ad altri comuni”; “con questo emendamento mi avete fatto riflettere su qualcosa che non avevo preso in considerazione” ha detto la consigliera di Pc Oltre Caterina Pagani rivolgendosi all’opposizione. “Mi dissocio dal dibattito che, a tratti, è stato vergognoso – ha detto la consigliera Elisabetta Menzani della civica Per Piacenza intervenuta alla fine della discussione generale –  solo chi vive la disabilità può capire che non ha valore politico”.

“Tutti abbiamo cercato di spiegare le nostre ragioni – ha detto il consigliere di ApP Stefano Cugini – che non hanno nulla a che vedere con i disabili e con le scelte delle loro famiglie. Faccio notare però che non è vero che senza questo emendamento alcuni soggetti sarebbero stati esclusi, come qualcuno del centro destra ha detto, perché prima passavano per i servizi sociali”.

 

PROVINCIA: DAVIDE MARENGHI SARA’ IL NUOVO DIRETTORE GENERALE

Sarà il geologo Davide Marenghi, attuale dirigente del servizio Viabilità, che, a decorrere dal 1° maggio, assumerà l’incarico di Direttore Generale della Provincia di Piacenza. La direzione del Servizio “Viabilità, Programmazione Lavori Pubblici” passa in capo all’attuale Dirigente in staff, l’ingegnere Andrea Reggi.

L’avvicendamento alla Direzione Generale segue al collocamento a riposo dell’attuale Direttore Generale Vittorio Silva che, seppure in veste diversa, fornirà ancora per qualche mese il proprio supporto all’Amministrazione Provinciale in modo da accompagnare la fase di transizione che si apre. Al dottor Silva la Presidente affiderà infatti, nell’ambito di quanto consentito dalla normativa, un incarico a titolo gratuito, di studio e ricerca nell’ambito economico e statistico, di supporto tecnico strategico al Presidente e di affiancamento al Direttore Generale. L’incarico, è stato precisato, avrà durata massima di un anno.

Sempre a decorrere dal 1° maggio, con il collocamento a riposo dell’attuale Segretario Generale Luigi Terrizzi, il medesimo incarico sarà ricoperto da un’altra figura che è in fase di individuazione. Il nuovo assetto prevede inoltre il ricollocamento della funzione di Polizia Provinciale al rinominato Servizio “Territorio, Urbanistica, Polizia Provinciale”, il rafforzamento delle funzioni di Segreteria Generale mediante un ufficio di supporto, l’Ufficio Affari Generali, che riporta direttamente al Segretario Generale in simmetria a quando previsto per il Direttore Generale con l’Ufficio di Presidenza. La Direzione del Servizio “Personale e Archivio” è affidata alla dottoressa Paola Schiavi, già in forze all’Ufficio Personale.

La Presidente Patelli, il vicepresidente Franco Albertini, unitamente all’intero consiglio provinciale, hanno quindi ringraziato il dottor Silva e il dottor Terrizzi per l’impegno profuso in questi anni, esprimendo inoltre i migliori auguri di buon lavoro al dottor Marenghi e, al contempo, a tutte le figure che andranno a ricoprire nuovi incarichi, unitamente al personale tutto, evidenziando il valore del far crescere le professionalità all’interno dell’Ente. Nell’ambito delle comunicazioni, il consigliere provinciale Massimiliano Morganti ha poi portato all’attenzione dell’Aula le possibili problematiche connesse alla costruzione del nuovo ospedale di Piacenza.

Il Consiglio provinciale ha poi approvato il rendiconto 2025, illustrato dalla dottoressa Angela Toscani, Dirigente del Servizio “Bilancio”. Nello specifico, il risultato di amministrazione risulta pari ad euro 20.769.086,49, dei quali euro 3.530.174 di avanzo libero, euro 495.933 destinati ad investimenti, circa 8 milioni vincolati e 8.571.000 di euro accantonati. E si evidenzia come nel corso dell’anno 2025 siano stati realizzati investimenti per quasi 16 milioni, in crescita di oltre 1,5 milioni rispetto all’anno precedente. Di questi, 8,8 milioni di euro per la viabilità e quasi 7 milioni per l’edilizia scolastica. Approvato inoltre l’aggiornamento al Piano triennale dei lavori pubblici 2026/2028 nel quale sono state reinserite 4 opere pubbliche già previste nel programma 2025 per le quali non era stato possibile bandire la gara per l’assegnazione dei lavori entro fine esercizio. Ufficializzato infine in consiglio comunale il trasferimento (patrimoniale e gestionale) della pista ciclabile a suo tempo realizzata dalla provincia in comune di Rottofreno. La seduta consiliare è terminata con l’aggiornamento del regolamento del consiglio provinciale al nuovo assetto post Delrio (allontanatasi la prospettiva di una imminente riforma delle Province). Assunta all’interno del regolamento la disciplina delle sedute da remoto e miste.

UNA PIAZZA SENZA AUTO E IMMERSA NEL VERDE: ECCO LA CITTADELLA USCITA DAL PERCORSO PARTECIPATIVO

E’ stato Andrea Vercellotti di Arcadis ad illustrare ai consiglieri comunali l’esito del primo step del percorso partecipativo per il futuro di piazza Cittadella; “una fase inziale di ascolto delle istanze – ha detto – da oggi in poi, prenderà il via la fase di progettazione”. Sono stati molti gli stimoli e i momenti di condivisione, ha rilevato Vercellotti, rispetto alle tre categorie di soggetti ascoltati: consulta e associazioni, scuole, residenti e commercianti. Da più parti – ha spiegato – in particolare dalle scuole e dai residenti, è arrivata l’esigenza di avere una piazza libera dalle auto. Da studenti e insegnanti poi, la principale istanza è di avere uno spazio antistante sicuro e ad accesso controllato. Da parte di Confcommercio e Confesercenti  – ha proseguito – il tema principale è quello della sosta, ma anche di avere una zona sicura grazie ad una potenziata illuminazione”. Sulla questione pedonalizzazione le opinioni divergono, e c’era da immaginarselo, ma l’idea comune è che la piazza sia da considerarsi in un’ottica più comprensiva rispetto all’area nord della città. “Per la sosta – ha spiegato Vercellotti – l’idea che è emersa è di sfruttare le ex scuderie di Maria Luigia per cui si sta procedendo alla riqualificazione, nell’ottica di ottimizzare e gestire questi interventi già presenti”.

“Pedonalizzare completamente Cittadella – ha proseguito il referente di Arcadis – significa far defluire il traffico su via Bacciocchi e via Gregorio X. Restano poi dei punti fermi come la connessione tra via Cittadella e Palazzo Farnese e la vista aperta sulla piazza. E’ emerso inoltre una forte volontà di inserire una importante presenza arborea, altri hanno chiesto grandi quantità di superfici erbose, che però devono fare i conti con i costi di gestione e di mantenimento. Certo – ha confermato Vercellotti – l’intenzione è di una piccola foresta urbana con diversi tipi di arbusti soprattutto nella parte antistante le scuderie per diminuire le isole di calore. Nella parte più a sud invece è emersa l’esigenza di un verde più governato e attrezzato; nella parte più centrale invece uno spazio più libero, aperto a tanti usi, secondo la conformazione originaria della piazza magari in connessione con gli eventi organizzati a palazzo Farnese, aprendola a tanti utilizzi, compreso quello teatrale. Nella parte sud est – ha spiegato Vercellotti – una zona con chiosco attrezzato arricchito dal tema acqua e recupero naturale”.

Oltre a Fratelli d’Italia che non ha partecipato al dibattito uscendo dall’aula, anche l’opposizione di centro destra si è dimostrata critica verso la scelta dall’amministrazione di iniziare un percorso partecipativo quando ancora è in corso un iter giudiziario, “nessuno ha piacere che l’ara resti bloccata, anzi il contrario – ha detto la consigliera Patrizia Barbieri –  Oggi mi pare che ci sia ancora molta confusione, avete coinvolto una società che si è trovata calata in una situazione che neanche conosce ed è chiamata a fare sintesi”; “da questa prima fase – fa eco il collega Massimo Trespidi – emerge che i piacentini chiedono l’esatto contrario di quanto voleva fare l’amministrazione, ovvero un parcheggio sotterraneo”; “tutto quello che si è fatto finora – ha accusato il consigliere Luca Zandonella – poteva essere a carico del Comune, ed evitare così un affidamento da 100 mila euro, ma si sa, all’amministrazione piace esternalizzare”; “avete solo la polemica nelle vene – è la riposta del consigliere di maggioranza Salvatore Scafuto –  altro che avere a cuore il futuro di piazza Cittadella. Facile fare i leoni da tastiera sui social, più difficile stare in aula e confrontarsi” ha detto riferendosi ai consigliere di Fratelli d’Italia; “discussione sgradevole e irrispettosa rispetto al lavoro della società Arcadis” ha detto il consigliere di maggioranza Boris Infantino.  A fine seduta ha preso la parola anche la sindaca Tarasconi “secondo noi il percorso giudiziario e quello del futuro della piazza sono paralleli, perché non dovremmo usare questo tempo per guardare avanti – ha domandato all’aula – lo sappiamo che non tutti hanno partecipato al percorso, molti cittadini ci hanno dato la fiducia con il voto e noi ci dobbiamo prendere la responsabilità, lo sappiamo. Questa maggioranza ha votato compattamente la necessità di un parcheggio interrato in quell’area della città, ad oggi non ci sono più le condizioni per realizzarlo, ma la necessità resta per cui dobbiamo trovare altre soluzioni. Su una cosa – ha concluso – siamo tutti d’accordo che la piazza deve ritornare al Comune”.