CHIUSURA SUPERMERCATI SIGMA: SOLIDARIETA’ BIPARTISAN AI LAVORATORI. INFANTINO “LA REGIONE SI IMPEGNI DI PIU'”. BARBIERI “SI APRA ANCHE UN TAVOLO PREFETTIZIO”

Solidarietà bipartisan dall’aula consiliare di Palazzo Mercanti verso i lavoratori del gruppo Realco di Reggio Emilia. Le difficoltà economiche del gruppo hanno portato, anche sul territorio piacentino, alla chiusura di quattro punti vendita gestiti da Sigma. tre dei quali si trovano in città e uno a Castel San Giovanni. “Settanta i lavoratori rimasti senza un lavoro, l’impatto sociale è veramente importante” ha detto il consigliere di Piacenza Coraggiosa Boris Infantino, il primo a sollevare la questione in aula nel corso delle comunicazioni, che ha aggiunto “le istituzioni hanno l’obbligo di intervenire, credo si debba fare molto di più, c’è un tavolo regionale su cui bisognerebbe fare di più”.

Sulla stessa linea anche la consigliera della civica di centro destra Patrizia Barbieri “c’è un tavolo regionale ma credo che, quando ci sono crisi così ampie, sia doveroso e necessario aprire anche un  tavolo prefettizio  come fu per Fedex-Tnt”.

Il consigliere di Alternativa per Piacenza Stefano Cugini, oltre a ribadire la solidarietà per i lavoratori e le loro famiglie, ha allargato il discorso ai dati allarmanti che riguardano la cassa integrazione sul territorio piacentino “uno scenario impossibile da ignorare – ha detto – che ci vede in controtendenza rispetto alla regione: la cassa integrazione è crescita del 58% rispetto al 2024; insieme a Parma, siamo l’unica nota stonata della regione che altrimenti terrebbe. La cassa integrazione poi è triplicata, le aziende stanno lottando per non chiudere: per questo chiediamo alla giunta di avviare una seria relazione con le parti sociali”.

Anche la capogruppo di FdI Sara Soresi ha citato la situazione dei settanta lavoratori Sigma, “con l’auspicio – ha detto – che la regione si faccia carico della situazione”.

 

RABUFFI, APP: “SULLA SEDE DI FORZA NUOVA DAL COMUNE UN SILENZIO IMBARAZZANTE”

“Un silenzio totale, imbarazzante e fragoroso”. Così il consigliere di Alternativa per Piacenza Luigi Rabuffi definisce la reazione dell’amministrazione davanti all’apertura della sede di Forza Nuova, inaugurata pochi giorni fa, all’interno del centro commerciale Farnese. Si sarebbe invece aspettato una risposta ben diversa da parte del Comune; “come la sindaca di Genova Silvia Salis – ha detto Rabuffi – che ha definito la sede di Casa Pound, in città, una provocazione, una presenza non gradita, contraria ai valori repubblicani”.

“Quella vetrina – ha incalzato Rabuffi – non ha nulla di commerciale, solo ideologico, solo prodotto avvelenato e tossico che richiama pagine drammatiche della storia nazionale. Segni che rievocano “idoli” intramontabili. Piacenza non ha bisogno di questa vetrina, Piacenza, medaglia d’oro al valore militare, deve dire basta alle provocazioni, e avrebbe dovuto farlo con la voce della sindaca, dell’assessore alla cultura della memoria, dell’assessore al commercio, orgogliosamente. Invece nulla. Per fortuna ci sono state diverse posizioni, tra cui ApP e altre associazioni,  a testimonianza che Piacenza sa che da che parte stare. A rimetterci saranno i commercianti del centro commerciale Farnese. Un caffè con Katia,  – ha detto Rabuffi rivolgendo un invito alla sindaca – lo organizzi al bar del centro commerciale”.

Intanto, il consigliere di ApP ha richiesto, attraverso un accesso agli atti, la documentazione eventualmente prodotta dalla Polizia Locale (relazione di servizio, relazione ispettiva, verbali, parere) o dagli Uffici comunali competenti per verificare, autorizzare e legittimare l’apertura della sede (e la relativa esposizione di materiale di propaganda politica) nelle vetrine del Centro Commerciale.

VIOLENZA DI GENERE, TRESPIDI “IN PRIMIS SI AGISCA SULLE FAMIGLIE. LA SCUOLA E’ UN OSSERVATORIO PRIVILEGIATO”

Pur premettendo che la mozione non andava letta in chiave politica ma in termini di aiuto e sostegno alla donne vittime di violenza, non ha ottenuto l’approvazione. Per la precisione 16 voti contrari della maggioranza, 10 favorevoli del centro destra e quattro non partecipanti (Alternativa per Piacenza, e i consiglieri Casati e Anelli).
La consigliere Soresi aveva proposto un corso gratuito di autodifesa, un fondo per le vittime di violenza e un maggior sostegno al centro antiviolenza.
Tanto si sta già facendo – ha replicato l’assessora Corvi – sappiamo che purtroppo la gran parte degli eventi avviene in ambito domestico: per cui la tecnica di autodifesa diventa ininfluente. Diverse donne sono ricorse alla fondazione emiliano romagnola per le vittime di reato, alcuni alloggi sono stati messi a disposizioni delle vittime di violenza, “perché sappiamo – ha sottolineato Corvi – il problema è la fase successiva all’emergenza”.

La discussione ha portato a sollevare diverse riflessioni: una delle più significative, che conferma uno spaccato preoccupante, è quella portata all’attenzione dal consigliere Trespidi. Dalla sua posizione di docente e vice presidente di una scuola superiore della città, Trespidi ha riscontrato più di una volta quanto sia in aumento il fenomeno delle violenze domestiche dei genitori, in particolare padri, nei confronti delle figlie, soprattutto all’interno di alcune famiglie straniere.

https://www.facebook.com/share/v/1CJA6wFkLt/

REFERENDUM, SEN. GASPARRI: “LA VITTORIA DEL SI’ RAFFORZERA’ L’AUTONOMIA DELLA MAGISTRATURA”

“Sarà proprio la vittoria del sì a rafforzare l’autonomia della magistratura, a dispetto di quanto sostiene il centro sinistra”. Ne è convinto il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri arrivato a Piacenza su invito del comitato nazionale Cittadini per il Sì. A fianco del senatore azzurro altri esponenti regionali e locali di Forza Italia. Tra il pubblico anche alcuni rappresentanti del centro destra locali tra cui Patrizia Barbieri, Jonathan Papamarenghi, la sindaca di Rottofreno Paola Galvani.

https://www.facebook.com/share/v/1GjkrhKc8n/

BARBACETTO: “SE VINCE IL SI’ LA POLITICA AVRA’ MENO CONTROLLI, SARA’ IL GOVERNO A DECIDERE CHI INDAGARE”

Ha deciso di schierarsi dalla parte della Costituzione e di andare oltre il ruolo che la professione gli imporrebbe: Gianni Barbacetto, giornalista de Il Fatto Quotidiano, ha partecipato all’incontro pubblico Le ragioni del No, a fianco della Procuratrice capo Grazia Pradella, spiegando che la riforma proposta dal Governo anziché difendere la Costituzione la stravolge, partendo da sette articoli. “Di fatto la separazione esiste già – ha detto – quindi l’intenzione è un’altra non avere i ministri indagati dal pubblico ministero; dopodiché il prossimo passo sarà togliere al Pm la polizia giudiziaria, impedendogli di indagare sulle notizie di reato”.

https://www.facebook.com/share/v/1AAUq7xYGQ/

REFERENDUM GIUSTIZIA, ON. COSTA (FI): “GLI ERRORI GIUDIZIARI NON SONO FISIOLOGICI EFFETTI COLLATERALI”

“Gli errori giudiziaria non sono fisiologici effetti collaterali, il magistrato che sbaglia, come tutti i cittadini, è chiamato a rispondere” così il parlamentare di Forza Italia Enrico Costa ha ribadito uno dei concetti che più stanno a cuore al Comitato per il Sì al prossimo referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Accompagnato dal capogruppo in Regione Pietro Vignali, insieme a Antonino Coppolino dei Liberali Piacentini e a Marcello Minari coordinatore provinciale di Forza Italia, Costa ha illustrato le ragioni che stanno alla base del Sì, a partire dal ruolo del giudice per le indagini preliminari, “schiacciato – ha detto – dallo strapotere del pubblico ministero”.

https://www.facebook.com/share/v/1AYicbkHe6/

SEDE DI FORZA NUOVA, APP: “NON E’ UN FATTO NEUTRO, NESSUNA PROVOCAZIONE PASSERA’ INOSSERVATA. IL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI”

Sabato prossimo, nella galleria del Centro Commerciale Farnese – tra una vetrina e l’altra – si inaugurerà la sede di Forza Nuova, organizzazione neofascista nota per episodi di violenza e per modalità di azione che richiamano volutamente pagine drammatiche della nostra storia nazionale.
Non è un fatto neutro. Non è l’apertura di un nuovo negozio.
È piuttosto la “vetrina” di un’offerta politica che riporta alla memoria il periodo più buio della nostra democrazia quando intimidazioni, spedizioni punitive e violenza soffocarono libertà e diritti per vent’anni.

La prima iniziativa annunciata è una cosiddetta “passeggiata della sicurezza”. Un’espressione che evoca sinistramente le scorrerie delle squadracce nere, quando la “sicurezza” significava paura per chi la pensava diversamente, quasi sempre persone inermi. Piacenza è una città civile, fondata sulla convivenza, sul rispetto e sul lavoro. Non merita provocazioni che dividono e alimentano tensioni. Di fronte a questo annuncio, colpisce e amareggia il silenzio delle istituzioni cittadine.

A Genova la sindaca Silvia Salis ha espresso pubblicamente la sua disapprovazione per scelte come questa.
La difesa dei valori democratici non può essere lasciata all’indifferenza.
Alternativa per Piacenza richiama tutti cittadini, associazioni, forze sociali ai principi di pacifica convivenza e rispetto reciproco che sono alla base della nostra comunità. Nessuna provocazione passerà inosservata.
Piacenza, medaglia d’oro al Valor Militare, per la lotta di Liberazione dalla dittatura nazi fascista, dice basta a dice bastate provocazioni.
La nostra città è più forte dell’odio.

in foto la sede in fase di allestimento

MINISTRO NORDIO: “IL REFERENDUM NON SIA PRO O CONTRO IL GOVERNO”

Il Ministro per la Giustizia Carlo Nordio è arrivato a Piacenza ben prima delle 18 quando già ad attenderlo erano in moltissimi assiepati fuori dell’auditorium sant’Ilario che ha faticato non poco a contenere i presenti, tanto che parecchi hanno cercato di ascoltare gli interventi dall’esterno. Insieme al ministro padre della riforma della giustizia, c’erano il collega ministro per il Pnrr Tommaso Foti e il prof. Mauro Paladini, Vicepresidente della Scuola Superiore della Magistratura. Al centro dell’incontro, a cui hanno preso parte moltissimi volti noti del foro piacentino ma anche altrettanti cittadini, il referendum del 22 e 23 marzo e le ragioni che hanno portato alla riforma. Una riforma che vede in primis la separazione delle carriere e il sorteggio per la composizione del CSM, e che non convince tutti. I toni nelle ultime settimane tra i due comitati, quello del Sì e del No si sono fatti aspri talvolta violenti.

>

IL NUOVO REGOLAMENTO DEGLI ALLOGGI POPOLARI INFIAMMA IL CONSIGLIO. CUGINI: “DIRE CHE VANNO AGLI STRANIERI E’ UNA BUFALA”. SORESI “SONO PROPRIO CONVINTA DEL CONTRARIO”

Si è infiammata nell’ultima parte della discussione la seduta di consiglio che ha visto l’assemblea chiamata alla voto sulla modifica del regolamento dell’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. “Una revisione del regolamento dettata – come ha ribadito l’assessora alle Politiche Abitative Nicoletta Corvi – dalla recente sentenza della Corte Costituzionale che raccomanda a tutti i Comuni di assegnare gli alloggi in base ai bisogni e alle effettive criticità”, e non rispetto alla residenzialità. Ecco allora che gli uffici e l’assessorato hanno tempestivamente lavorato, in questi mesi, per arrivare ad una modifica del regolamento che prevedesse un cambiamento nei punteggi di assegnazione; i criteri principali del nuovo regolamento danno un maggior numero di punti ai nuclei famigliari in situazione di fragilità o che vivono in una forte precarietà economica, con un Isee tra 8.500 e 13mila euro e che quindi faticano a reperire sul mercato immobiliare un’abitazione. Di fatto il criterio di residenzialità nel territorio piacentino, che per anni è stato il principale per l’assegnazione di un alloggio popolare, è stato azzerato. “Un atto che vuole portare un valore aggiunto, benessere ed equità ai cittadini di questa città” l’ha definito l’assessora Corvi.

E se alcuni consiglieri di maggioranza, come la consigliera Angela Fugazza e il collega Luca Dallanegra, si sarebbero aspettati, a torto, un’approvazione più o meno unanime della delibera, il centro destra invece aveva ben chiare le critiche, anche pungenti, da sottoporre all’assessora; in particolare la capogruppo di Fratelli d’Italia Sara Soresi che è arrivata a definire non veritieri i dati riportati da Corvi e, ribaditi, dalla sindaca Tarasconi, a fine intervento. “I dati che si riferiscono al 2023 e 2024 sono diversi e ci dicono che gli alloggi sono stati assegnati, in maggioranza, a cittadini stranieri” ha detto Soresi. Particolarmente risentita l’assessora Corvi “mi ritengo offesa perché non ritengo di essere menzognera, per cui non c’è nulla di peggio della mistificazione” ha detto rivolgendosi a Soresi. Delle 1891 residenze assegnate, 1362 sono andate a italiani e 528 a stranieri cittadini stranieri- ha precisato Tarasconi – questi sono i dati del 2025″. “Se lei ha in mano dati diversi, per il bene della città e di questo consiglio è doveroso chiarirlo subito – ha fatto eco il consigliere di Alternativa per Piacenza Stefano Cugini – non può andare avanti un consiglio senza stabilire un punto di verità”. “I dati del 2025, anno in cui è stata avviata la riforma del regolamento sono quelli che vi ho appena dato” ha ribadito Tarasconi. “Possiamo dire che sostenere che le case popolari vengono assegnate agli stranieri è una bufala?” domanda retoricamente Cugini alla sindaca. “Possiamo dirlo” risponde lei. 

Questo il climax delle ultime battute prima del voto della delibera approvata con 20 voti favorevoli, 8 contrari (centro destra), un astensione (Cugini ApP) e un non partecipante (Putzu Liberali).

In mezzo una lunga discussione che ha evidenziato tutte le differenza tra la maggioranza di centro sinistra e l’opposizione di centro destra. “Una modifica dettata da una scelta politica e non giuridica, tanto che non è stato chiesto il parere né dall’Avvocatura né di Anci – ha accusato Soresi – con la conseguenza che saranno gli stranieri a vedersi assegnati gli alloggi, considerato che il criterio della residenzialità è stato azzerato”. Meno tranchant ma sulla stessa lunghezza la consigliera della civica di centro destra Federica Sgorbati, assessora alla politiche abitative e al welfare nella giunta Barbieri: “Togliere il criterio della residenza non è un messaggio corretto – ha detto – certo è bene evitare ricorsi, ma a parità di bisogno, mi pare giusto premiare chi ha un legame stabile con il territorio e quindi un’appartenenza più forte. Per questo sarebbe stato corretto diminuire il punteggio della residenza, ma non azzerarlo”. “E’ un atto di responsabilità politica – ha detto la consigliere di maggioranza Angela Fugazza – non adeguarci sarebbe irresponsabile. Chi ha più bisogno sale in graduatoria, non è operazione ideologica, ma di equità”. “Questa modifica è necessaria, oltre che giusta – è la posizione del consigliere di Piacenza Oltre Sandro Spezia – non approvarla significherebbe violare un principio costituzionale”. “La Corte Costituzionale ci dice che la residenzialità non è un passaporto – ha detto Matteo Anelli Piacenza Coraggiosa – è una
scelta di responsabilità, è un adeguamento necessario che prima o poi andava affrontato”. “Il bisogno deve restare centrale, per questo la residenza non è un indicatore – ha detto il consigliere del PD Salvatore Scafuto – l’edilizia residenziale pubblica è una politica sociale, serve a prevenire la marginalità, inoltre l’ente non si può sottoporre a rischi di non adeguamento”. “Noi vogliamo premiare chi vive qui da più anni, paga le tasse e contribuisce al benessere del territorio – è la posizione opposta alla maggioranza di Luca Zandonella della Lega – da nessuna parte è scritto che andava azzerato il criterio di residenzialità. Tra il tutelarsi e l’azzerare completamente, io sono per un punto di equilibrio”. “Noi avremmo operato una scelta inversa – ha ribadito la capogruppo Patrizia Barbieri -anziché mitigare avete scelto di togliere”.

“Questa è anche una scelta politica e come tale va rivendicata, qui dentro noi siamo chiamati a fare politica – ha detto Cugini di ApP – per quanto mi riguarda merita un plauso. La cosa importante è far capire alla gente fuori la realtà dei fatti e cioè che le case popolari non vanno tutte agli stranieri, come qualcuno vuole fare credere” riferendosi alla collega Soresi che ha ribattuto “io invece sono proprio convinta di questo. Il sistema, eliminando totalmente il requisito della residenza e aumentando quello della fragilità, favorirà i cittadini stranieri che sappiamo sono quelli che delinquono di più”.

 

 

TARASCONI NOMINATA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE URBANISTICA DI ANCI

La sindaca di Piacenza Katia Tarasconi è stata nominata Presidente della Commissione permanente “Urbanistica, Rigenerazione Urbana e Periferie” di ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

“Accolgo questa nomina con senso di responsabilità – commenta Tarasconi – e con la consapevolezza che oggi il governo del territorio e la rigenerazione urbana rappresentano una delle sfide decisive per i Comuni italiani”. “Le città – aggiunge – sono il primo presidio istituzionale vicino ai cittadini e hanno bisogno di strumenti normativi chiari, risorse adeguate e maggiore capacità di programmazione. Lavorerò perché ANCI possa essere sempre più un punto di riferimento autorevole nel confronto con il Governo e il Parlamento su questi temi strategici per lo sviluppo sostenibile e la qualità della vita nelle nostre comunità”.

La comunicazione ufficiale è stata trasmessa dai vertici nazionali dell’Associazione e porta la firma del Presidente Gaetano Manfredi e del Presidente del Consiglio Nazionale Marco Fioravanti. Alla sindaca Tarasconi viene affidato il coordinamento dei lavori della Commissione che opera a livello nazionale sulle materie del governo del territorio, della pianificazione urbanistica, della rigenerazione urbana e delle politiche per le periferie.

La Commissione rappresenta uno dei principali tavoli di confronto dell’ANCI sui temi strategici per i Comuni italiani: segue l’evoluzione normativa, elabora proposte e documenti di indirizzo, contribuisce alla definizione delle posizioni dell’Associazione nei rapporti con Governo e Parlamento e accompagna l’attuazione delle politiche pubbliche in materia di trasformazione urbana.

Si tratta di una delega di particolare rilievo nel quadro dell’organizzazione nazionale dell’ANCI, che assume un valore significativo anche per Piacenza. Le politiche di rigenerazione urbana, il recupero degli spazi pubblici, la riqualificazione delle aree dismesse e la qualità della pianificazione territoriale sono infatti tra le principali sfide che interessano oggi le città italiane.

Nel suo nuovo ruolo, la sindaca Tarasconi sarà chiamata a coordinare i lavori della Commissione in raccordo con il delegato politico nazionale e con la struttura tecnica dell’ANCI, rappresentando le istanze dei Comuni nei processi decisionali di livello centrale.

La nomina conferma il ruolo attivo di Piacenza nelle reti istituzionali dei Comuni italiani e rafforza la presenza della città nei luoghi in cui si definiscono orientamenti e politiche strategiche per lo sviluppo urbano e la rigenerazione dei territori.