REGIONALI, CENTRODESTRA UNITO CON UN CANDIDATO PRESIDENTE?

Sarà un derby tra Matteo Richetti e Stefano Bonaccini. L’Emilia del dopo Errani passerà nelle mani di uno di loro, entrambi renziani ma molto diversi per formazione: ex Margherita, rottamatore dal primo giorno, Richetti; ex Ds, ex bersaniano, Bonaccini. Sfumata l’ipotesi di un candidato unico con Daniele Manca sindaco di Imola che piaceva sia ad Errani che al premier Renzi, il Pd è di nuovo impegnato con le primarie fissate per il 28 settembre.

Il centrodestra invece come si sta preparando a questo importante appuntamento elettorale? Allo scoperto non è uscito ancora nessuno, ma la sensazione è che ci sia forte fibrillazione tra i partiti considerata la partita che c’è in gioco. Fabio Callori, ex sindaco di Caorso, attualmente vice coordinatore regionale di Forza Italia, spiega le intenzioni della coalizione. “L’obiettivo è di arrivare all’appuntamento di ottobre con un unico candidato presidente che rappresenti l’intera coalizione di centrodestra. Crediamo che questo sarebbe un segnale forte di unità che i nostri elettori certamente apprezzerebbero”.Forza Italia, Nuovo Centro Destra, Fratelli d’Italia, Lega e Udc insieme? “Pare che ci siano le condizioni per andare uniti, se queste venissero meno ogni partito presenterà il suo candidato”. Tramontata dunque l’ipotesi primarie tanto amate e utilizzate dal centrosinistra. Anche lo stesso Callori si mette a disposizione di Forza Italia come candidato consigliere. “Ho dato la mia disponibilità, qualora il partito o la coalizione me lo chiedessero. Oggi non rivesto più il ruolo di sindaco, per cui ogni incompatibilità è decaduta”.

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FESTA PD, TUTTO PRONTO NONOSTANTE LE POLEMICHE

Nonostante le polemiche sul luogo, la festa del Pd è pronta a partire. I portici di piazza Cavalli ospiteranno cinque serate, 29 agosto 2 settembre, dedicate all’attualità politica locale e nazionale. Da Piacenza che si prepara ad Expo 2015, compresi gli aspetti più controversi, a tematiche più prettamente politiche con i parlamentari piacentini Bersani, De Micheli, Migliavacca che si confronteranno sul futuro del partito, passando per il ruolo dell’Italia alla guida del primo semestre europeo con l’europarlamentare Simona Bonafè. Si parlerà di scuola con il sottosegretario Reggi, fino alle elezioni regionali del dopo Errani. In questa occasione al dibattito parteciperanno il segretario Bonaccini e i candidati alle primarie nomi sui quali, nonostante la ristrettezza dei tempi, non c’è ancora certezza. 

In piazza Cavalli dunque per cinque serate si parlerà di politica e attualità, il luogo simbolo di Piacenza ospiterà dibattiti di chiara idea politica. Proprio riguardo a questo, nelle scorse settimane, si sollevò una pesante polemica da parte di un’ampia fetta di partiti politici.

RABUFFI:”SE RIFONDAZIONE USCIRA’ DALLA MAGGIORANZA, MI DIMETTERO'”

“Se Sinistra per Piacenza non farà più parte della maggioranza di governo, non avrò alcun problema a dimettermi dal ruolo di assessore”. Luigi Rabuffi non ha dubbi e quasi si sorprende di dover spiegare una posizione che lui ritiene l’abc della coerenza e della politica. Il caso Pd – Rifondazione, se così lo si può definire, potrebbe smorzarsi a breve così come potrebbe avere conseguenze pesanti sugli equilibri di giunta. “Rifondazione fa parte della coalizione che governa questa città – spiega l’assessore – se ci sono dei problemi, come in ogni famiglia, occorre parlarne per trovare una soluzione. Se così non fosse, io lascerei. In caso contrario tradirei la fiducia degli elettori che hanno scritto il mio nome sulla scheda elettorale attribuendomi la preferenza, a loro deve coerenza”. Rabuffi è sereno e l’aut aut che del capogruppo Negri e del segretario del PD Molinari (Rifondazione inviti Pallavicini a dimettersi dal Consiglio oppure saremo costretti a rivedere l’alleanza che governa il Comune), non lo spaventa. Tutto sarebbe nato proprio dalla condotta del consigliere Pallavicini in merito al sostegno ai Si Cobas sul caso Ikea e all’assenza all’approvazione del bilancio comunale.

COLLA, MODERATI:”NON RINUNCEREMO AD ESSERE VOCE CRITICA”

Se Partito Democratico e Rifondazione sono alla resa dei conti, qualcuno dovrà farne le spese. Tira e tira la corda, come si dice da più parti, si è spezzata. E in questo caso il PD politicamente forte per i numeri che possiede in consiglio tiene il bandolo della matassa che può decidere di sbrogliare o tagliare. Dalla nota che poche settimane fa hanno scritto il capogruppo in consiglio Daniel Negri e il segretario provinciale Gianluigi Molinari, le intenzioni sembrano quelle di tagliare la corda che ha tenuto assieme, finora, i due partiti. “Rifondazione – si legge nel testo – inviti Pallavicini a dimettersi dal Consiglio oppure saremo costretti a rivedere l’alleanza che governa il Comune”. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stata l’assenza del consigliere Pallavicini alla maratona notturna di approvazione del bilancio, oltre che il sostegno ai Si Cobas per il caso Ikea.  Quindi o Sinistra per Piacenza fa la prima mossa chiedendo le dimissioni del proprio rappresentante oppure il Pd ne prenderà atto traendone le proprie conclusioni. A rimetterci sarebbe il portacolori in giunta di Rifondazione, l’assessore Luigi Rabuffi con deleghe all’Ambiente e al Lavoro. Se così fosse chi prenderà il suo posto in giunta? Forse uno dei Moderati, Lucia Rocchi o Roberto Colla, da sempre onesti alleati ma nello stesso tempo critici verso alcuni provvedimenti presi dall’amministrazione? E’ proprio Colla a smentire ogni supposizione fantapolitica: “prima di tutto crediamo che l’assessore Rabuffi abbia lavorato con estrema serietà e quindi crediamo che non debba essere sostituito. Non è corretto che questi giochi di equilibrio minino la stabilità di una giunta. Poi – continua il consigliere – il nostro gruppo ha detto fin da subito che non avrebbe mai fatto parte della giunta. Convinzione questa che si è consolidata dopo il primo rimpasto”. Dalle parole di Colla emerge la vena critica che sempre ha caratterizzato i Moderati. Questa volta però mista a delusione: “quando in aula chiedevamo un cambio di passo – spiega – siamo stati tacciati di poca lealtà, pochi mesi dopo il cambio di passo è arrivato proprio dal PD”. Delusi? “Sì – conferma Colla – e per tante situazioni, a partire dalle ultime decisioni come la festa del Pd in piazza Cavalli, la vicenda di palazzo ex Enel, la proposta della pista di pattinaggio su ghiaccio in piazza e la piscina olimpionica, mio grande cruccio. Decisioni prese ma poco condivise”. Davanti ad un offerta di ingresso in giunta, a due anni dalla fine del mandato quando gran parte del lavoro è stato impostato, i Moderati risponderebbero picche, anche perchè “potrebbe essere un modo per tenerci meglio a bada – confessa Colla – e noi non vogliamo rinunciare ad essere voce critica”.

roberto colla

 

 

PD-PRC DIVORZIO IN VISTA

Alla fine la corda si è spezzata. Pd e Prc sono alla resa dei conti,  come titola oggi il Corriere Padano. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’assenza in consiglio comunale del consigliere Carlo Pallavicini nella notte del voto al bilancio previsionale,  oltre che una serie di altre dichiarazioni ambigue sul provvedimento più imporatante preso dalla giunta.  Il segretario del pd Gianluigi Molinari e il capogruppo in consiglio Daniel Negri hanno preso carta e penna: “Rifondazione inviti Pallavicini a dimettersi dal Consiglio oppure saremo costretti a rivedere l’alleanza che governa il Comune”. Chiaro e tranchant. Non poteva essere altrimenti dopo che, da mesi, Pallavicini ha preso una posizione ben precisa sul caso Ikea ponendosi a fianco dei Si Cobas e contro alcune frange del Pd che difendono le cooperative impegnate nel polo logistico. Questo avra’, probabilmente, conseguenze anche sulla giunta? L’assessore Luigi Rabuffi di Rifondazione non aveva nascosto un certo imbarazzo per la sua posizione scomoda. Quondi o Sinistra per Piacenza fa la prima mossa chiedendo le dimissioni del proprio rappresentante oppure il Pd ne prendera’ atto traendone le proprie conclusioni. Se tutto avverrà secondo quanto prevede e chiede il Partito Democratico qualcuno dovrà prendere il posto di Rabuffi in giunta. Un esponente del Pd o dei Moderati i cui esponenti, Lucia Rocchi e Roberto Colla si sono sempre distinti per lealtà ma sono spesso critici nei confronti di alcuni provvedimenti della giunta. Il sindaco Dosi starà pensando proprio a loro?

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REGIONALI PD, CERCANO UN POSTO ANCHE I POLITICI PIACENTINI

Le dimissioni del presidente della Regione Vasco Errani, oltre ad ever messo in moto la macchina delle elezioni previste ad ottobre, stanno solleticando anche le ambizioni dei politici di casa nostra desiderosi di conquistare un posto nel consiglio regionale. Nell’ultimo numero del Corriere Padano si fanno i nomi di Alessandro Ghisoni, ex sindaco di Podenzano, Gianluigi Molinari, segretario del Pd, Francesco Cacciatore, e Katia Tarasconi, assessore al Commercio. Tutti esponenti del Pd locale certo, ma di correnti decisamente differenti, questo fa pensare che all’interno del partito si siano già innescate schermaglie e controversie.

 

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EMILIA ROMAGNA SENZA PRESIDENTE, ERRANI SI DIMETTE PER LA CONDANNA TERREMERSE

La Regione Emilia Romagna si ritrova,  ad un anno dalle elezioni,  senza presidente. VascomErrani ha rassegnato ufficialmente le dimissioni dopo la sentenza che lo comdanna ad un anno di reclusione (pena sospesa) per il caso Terremerse.

“E’ un momento di amarezza. Ma per prima cosa non parlo di me. Parlo della Regione – ha dichiarato Errani alle agenzie – perché il mio compito è tutelare l’istituzione, il suo onore, la realtà pulita e di esempio a tanti che è questa Emilia-Romagna.

Ho sempre messo l’istituzione davanti ad ogni altra considerazione – a me stesso – e non cambio ora. Non si faccia nessuna confusione: quanto subisco io personalmente non diventi fango per l’istituzione.

Per questo intendo rassegnare subito le mie dimissioni, e nel farlo rivendico il mio impegno e la mia onestà lungo tutti questi anni. E la mia piena innocenza anche in questo fatto specifico. Piena innocenza. D

unque annuncio subito che presenterò ricorso affinché prevalga questa semplice verità. Le mie dimissioni sono dunque un gesto puramente di responsabilità” .

In primo grado Errani fu assolto dall’accus di falso ideologico per la relazione inviata ai magistrati sul finanziamento della coop agricola Terremerse al tempo guidata dal frate, lo di Errani, Giovanni.

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QUAGLIAROLI 5 STELLE, BOCCIATI GIUNTA E MEDIA

Nonostante la delusione per il risultato delle Europee, la volontà di realizzare il programma rimane immutato. La consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Mirta Quagliaroli fa un bilancio dell’attività in consiglio comunale sulle colonne del Corriere Padano nel numero di oggi. Battagliera come nel dna di ogni pentastellato, critica la giunta Dosi di immobilismo e approssimazione “pochissimi provvedimenti sono stati portati all’attenzione del consiglio – ha detto – si è discusso solo del’ordinaria amministrazione”. Tema scottante quello della Fondazione di Piacenza e Vigevano: “lo slogan corretto – dice – potrebbe essere Tutti a casa.  Servono maggiori controlli sia sulla gestione finanziaria che sulle erogazioni”. Una frecciata anche al ruolo dei media, aspramente criticati dal Movimento a livello nazionale ma pare anche locale “di quanto viene fatto dalle opposizioni si racconta, ma solo di alcune opposizioni – sostiene Quagliaroli – a noi vengono dedicati piccoli spazi e brevi riassunti degli interventi in consiglio o della battaglie intraprese”. A proposito di battaglie e impegni da portare avanti, in primo piano restano anche per i prossimi mesi trasparenza, acqua pubblica, Parco Pertite, stop agli inceneritori e sostegno alle piccole medie imprese.

Tutta l’intervista sul nuovo numero del Corriere Padano

quagliaroli

FONDAZIONE, DIBATTITO IN COMMISSIONE

Sarà una commissione particolarmente tesa quella di domani nella quale al centro c’è la situazione di stallo in cui si trova la Fondazione di Piacenza e Vigevano. L’obiettivo è di arrivare alla formulazione di proposte per dare una svolta significativa nel rispetto dei principi statutari della Fondazione. In altre parole i consiglieri chiedono che il comune si faccia parte attiva di questa partita. Un esempio è l’interpellanza indirizzata al sindaco Dosi firmata dai consiglieri Marco Colosimo (Piacenza Viva) e Paolo Garatti (Sveglia) del movimento Cantiere Piacenza.

Ecco il testo

Alla luce delle dichiarate dimissioni del Presidente della Fondazione di Piacenza e
Vigevano
Constatato che il dibattito avvenuto in consiglio comunale alla presenza dei due
consigliere nominati dal Sig. Sindaco, si è poi dichiarato inconcludente in termini di
dati e notizie certe circa lo stato della Fondazione
Rilevato inoltre che l’amministrazione non ha ancora preso una posizione in merito e
che questa situazione di stallo, di non scelta nell’ambito della Fondazione è quanto di
peggio potesse accadere.
i Consiglieri Comunali
Interpella il Sig. Sindaco affinché
Si ponga da tramite per:
Richiedere al più presto la convocazione del Consiglio generale e del Cda, per
prendere atto delle dimissioni del Presidente e conseguentemente dell’azzeramento
del Cda.
Qualora non avvenga quanto sopra espresso, sospenda/richiami i propri
esponenti/consiglieri (e altrettanto dovrebbe fare Provincia e tutti gli altri Enti e
associazioni)
Promuovere la massima trasparenza, e qualora permanesse, purtroppo, l’attuale
situazione indica incontro pubblico.

FONDAZIONE

 

NASCE CANTIERE PIACENZA, PER UNA CITTA’ DA COSTRUIRE

Un movimento civico come un cantiere. Gli ideatori hanno pensato proprio a questo per dare vita a Cantiere Piacenza, uno spazio in cui i gruppi consiliari Piacenza Viva e Sveglia vogliono progettare la città da ricostruire. Paolo Garetti (Sveglia) e Marco Colosimo (Piacenza Viva) sono i referenti del movimento; quattro i pilastri per una città rinnovata, sicurezza, territorio, innovazione e sviluppo. “Oggi partiamo ufficialmente con il nostro movimento che si rivolge a tutti, lontano dai partiti politici – ha spiegato Colosimo – perchè la città ha bisogno di idee, sviluppo e progettualità che vanno oltre i partiti”.

“Cantiere Piacenza vuole occuparsi di Piacenza sotto ogni aspetto – ha detto Garetti – dalla Fondazione all’informatizzazione della ztl, per una città più fruibile e a misura di cittadino”.

 

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